Quando 7 mesi orsono, da amatori del leggere le amare verità scritte e descritte con sagacia e pungente ironia, leggemmo sul Corriere della Sera del 16 Giugno 2000 questo fondo del Professor Giovanni Sartori, costituzionalista, politologo e scrittore dalla vis polemica, lo conservammo con lo spirito di chi anticamente serbava un oracolo della Sibilla Cumana.
Infatti, pur respingendo il molesto presagio che ci pervadeva, vedevamo con chiarezza, (quella chiarezza che ci consiglia ormai da mesi di tacere, per pudore, sulle riforme ma di aspettare tempi "migliori"? che l'elettorato vede ma la politica dei politici non mostra di vedere per calcolo, ignavia e alto senso del mercantaggio più che del dovere di Stato e della delega ricevuta dagli elettori) che il "destino" della riforma della legge elettorale era di perire miseramente, e nel ludibrio generale del Paese, sotto i colpi di quei politici che, martedì 23 Gennaio 2001 lo stesso Sartori, sempre dalle colonne del Corriere della Sera, concludendo il suo articolo in cui citava questo che vi proponiamo qui, così concludeva: "Ed è una vergogna che i nostri politici siano riusciti ad insabbiare nella loro meschina dappochezza persino questa riforma".
Ed ora, cari lettori di Virus, buon divertimento

Della serie Filosofie&Archeologie di attualità

Commedia all'italiana:Legge Elettorale 
 
 Veltrozio-Annaspio Sbagliozio Simplicio Demenziopoli e il Cavalier Furbizio
 
di Giovanni Sartori - Corriere della Sera del 16 Giugno 2000
 
La politica italiana è noiosa. Però, non è detto. Dipende da come viene raccontata. Se per esempio la raccontasse Plauto in una sua commedia, di  certo diventerebbe spassosa. Ci proviamo?
I protagonisti sono: Furbizio (che  è anche Cavaliere), Veltrozio, Sbagliozio, e poi qualche Simplicio brado. (Ogni riferimento a persone reali è, ovviamente, casuale).
I luoghi sono i palazzi di potere di Demenziopoli. Il tempo è all'incirca il secondo trimestre dell'anno 00. E la commedia si intitola: Psefologia (voce greca che indica il modo antico di contare i voti, che allora si contavano con  sassolini).
Dunque, qualche mese fa in Demenziopoli è stata combattuta un'aspra battaglia referendaria davvero degna di una città in stato di demenza. Simplicio I° (per la precisione Marco Simplicio il Protestista) si batteva a morte per un sistema elettorale all'inglese, ferreamente convinto che ne  avrebbe ricavato un sistema bipartitico all'inglese. Purtroppo no, purtroppo
Marco Simplicio I° non è arrivato allo zero (che è un numero o concetto matematico complesso) e legge 2 quando dovrebbe leggere 20. Ma in quella contesa avvennero anche altre stranezze. Per esempio Veltrozio (soprannominato da alcuni amici
Annaspio) si è buttato a corpo morto dalla parte di Marco Simplicio I° quando era chiaro che a lui l'uninominale secca
(all'inglese) non conveniva per niente. Forse Veltrozio è un politico generoso che non bada ai propri interessi; ma il guaio è che si batteva per una causa dannosa, oltre che per lui, per tutti. Un'altra stranezza è che in soccorso di Veltrozio è venuto, dall'estremo opposto dello spettro politico, Sbagliozio. Chiarisco che Sbagliozio non è il nome originario. All'inizio, in origine, Sbagliozio si chiamava Fini, e azzeccò il colpo di sdoganare il suo partito e di renderlo presentabile.
Ma
da allora Sbagliozio le sbaglia tutte, così meritandosi il nome che ha. Ai tempi del mancato governo Maccanico fu lui che silurò l'accordo che avrebbe prodotto un sistema semipresidenziale fondato su un doppio turno di collegio (l'accordo che ci avrebbe salvato da Demenziopoli) perché convinto che andando alle elezioni lui avrebbe stravinto. Non stravinse per niente, e
soffriamo tutti, da allora, di quel suo corto-mirante e colossalissimo sbaglio. Sposò... poi la causa Di Bella e della sua malcuran te somatostatina per arrivare da ultimo a sposare, nessuno sa perché, Veltrozio  e Simplicio Tonante nella partita referenda ria. A lui dall'uninominale secco non veniva nessun vantaggio (a meno che non consideri tale aggravare il danno generale). Per di più, con questa mossa, Sbagliozio si metteva anche in contrasto con Furbizio, che per l'appunto è il suo padrone. Sbagliozio proprio non le azzecca neanche per sbaglio. Il referendum è andato come è andato. Ma prima di procedere si deve premettere che il Cavalier Furbizio si regola solo sui sondaggi. Di altro non sa, né vuol sapere. E così, una volta avvertito dai sondaggisti che il referendum era combattibile, si è chiesto: ma perché mai mi dovrei schierare con Veltrozio? Non è più astuto contrastarlo e così infliggere a lui e alla sinistra una sonora batosta?
Detto fatto. E con ciò si apre il sipario sul Secondo atto.
Un progetto si combatte meglio con un contro-progetto. Simplicio il Tonante vuole un tutto-maggioritario? Bene, allora io propongo un sistema proporzionale alla tedesca. Soltanto per contro-dire? Forse no. Perché l'idea tedesca Furbizio la stava ventilando da tempo; ed è anche probabile che sia il prezzo pagato a un certo Bossi da Pontida. Comunque sia, il fatto importante è che il Cavalier Furbizio - grande specialista di incostanza - questa volta ha tenuto per qualche mese.
E quando un incostante tiene, è l'occasione per agganciarlo. Ma Veltrozio questo non l'ha capito. Anzi non ha capito quasi nulla.
Intanto non ha afferrato per mesi che il sistema tedesco gli conviene più del Mattarellum. Non ha nemmeno dato mostra di capire, fino a stamani, che era un sistema di per sé accettabile. La sua natura è di annaspare tra idee confuse (ed è ben
per questo che gli amici lo chiamano Annaspio). E così, a corto di idee (alla sua, all'idea del doppio turno di collegio, aveva assurdamente rinunziato) ecco che Veltrozio si apre al negoziato purché Furbizio accetti le sue condizioni, e cioè un sistema tedesco snaturato da modifiche: premio di maggioranza, designazione diretta del premier, norme antiribaltone, e simili. Lasciamo stare che con queste aggiunte avremmo un puro e semplice mostriciattolo. La stranezza è, qui, che Veltrozio si muove come se il manico del coltello fosse in mano sua, mentre in mano lui ha soltanto la lama. Come fa, in queste condizioni, a dettare condizioni? Secondo me, Furbizio se la sta ridendo da mattina a sera sotto i baffi. Dio, se Veltrozio gli vuole anche regalare un premio di maggioranza, lui se lo prenderebbe. Ma Furbizio se la ride soprattutto perché quanto più Veltrozio
rilancia, tanto più a lui diventa facile sganciarsi. Difatti a questo punto Furbizio ci fa sapere che il Mattarellum va benissimo, e che anzi con il  Mattarellum lui vince ancora di più e ancora meglio. Chiaramente, per chi le idee le ha chiare si tratta di prendere o lasciare. Se c'è ancora una speranza di concludere è questa. Invece fino ad oggi Veltrozio ha passato la mano (con la lama sempre più conficcata dentro) a Simplicio II°, che presiede la commissione Affari costituzionali del Senato. E cosa fa Simplicio II°?
Smembra il modello tedesco in sei quiz, visto che nessuno dei testi depositati «riscuote il consenso di tutte le forze politiche». Santa semplicità, direbbe la mia bisnonna. Simplicio II° lo sa, s'intende, che il principio dell'unanimità muore (nel '700) con la Dieta polacca e che in democrazia si va a maggioranza. Ma maggioranza con chi? Con i partitini che il sistema elettorale dovrebbe eliminare? Se così, la partita di ogni buona riforma è per definizione una partita perduta.
Come finirà?
La commedia, spero, in risate. La realtà forse no. L'ultimo treno passa probabilmente oggi; se è vero - come ci viene preannunziato - che Veltrozio e i suoi si sono finalmente convinti della lapalissiana verità che la loro unica scelta è di accettare l'offerta del Cavalier Furbizio. Troppo tardi? Speriamo di no. 
 Giovanni Sartori
Ndr: (Alla domanda di Sartori "Come finirà?" a distanza di un anno si può rispondere che, come questa sua esilarante
tragi-commedia prevedeva, dopo sei anni di "Riforme", ad Aprile voteremo con il tanto deprecato, a destra come a sinistra, sistema elettorale detto "il Mattarellum", esattamente come votammo nel 96).