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Dall'ultima
fila, a Galli della Loggia ecc.
da Vincenzo Andraous carcere di Pavia e tutor Comunità Casa del
Giovane Pavia
Ho letto sul Corriere della Sera del 6 agosto
l'articolo del Professor Ernesto Galli Della Loggia, e il 7 la risposta-protesta
del Ministro della Giustizia Castelli, - nonchè la secca replica del Prof.
in calce ad un intervento di Marco Imarisio -, sulle molteplici problematiche
del carcere italiano. Entrambi hanno scandagliato il “pianeta sconosciuto“ ma
giungendo a conclusioni assai diverse: leggo che il carcere che ci ritroviamo
è un buco nero terribile, poi il giorno dopo leggo che invece non è poi così…
malandato, anzi. Qualche volta occorre scendere dal proscenio e prendere
atto che il carcere è ridotto come è, anche, ma non solo, a causa di
alcune leggi in disuso, le quali non sono mai state correttamente applicate,
e di questo scempio la colpa è antica, risale a ieri, all'altro ieri, anzi
forse a domani. Infatti non porta voti né santificazioni occuparsi seriamente
della galera, non
è salutare guardare con pietà a chi sbaglia
e deve pagare, non è innovativo a sufficienza spendere di più per prevenire
e mettere mano alle leggi esistenti per renderle davvero operative, quindi
efficienti ed efficaci. Non può bastare la giustificazione che in carcere
ci sono operatori (Direttori, Educatori, Agenti, Psicologi, Assistenti Sociali,
Volontari ecc.) che per colmare i vuoti istituzionali, debbono lavorare il
doppio o il triplo, per tentare di fare andare bene le cose. Perché quei pochi
operatori che scelgono di lavorare oltre che per la giustissima pagnotta anche
per una vera e propria missione, non passerà molto tempo che si saranno arresi:
sotto il peso del burn-out, per mancanza di risorse, di strumenti, circondati
dalla frustrazione per l'assenza di una precisa volontà politica. Trattamento
rieducativo, spazi di socialità effettivi, Agenti di Polizia Penitenziaria
in esubero per garantirne il corretto svolgimento, educatori e figure di riferimento
in numero appropriato per certificarne la qualità, sanità ad hoc per dentature
mancanti, lavoro per i detenuti e garanzie minime di sopravvivenza per tutti?
Se occorre una dentiera lo stato paga?
E se occorre un medicinale particolare? Una
cura particolare?
Io so che la spesa sanitaria in carcere è stata
tagliata e come, e non di poco. Il lavoro è lo strumento principe di ogni
trattamento rieducativo, di qualunque pedagogia dell'errore, eppure il lavoro
che c'è, è quello che non esiste, e se anche ve ne fosse, è ridotto all'osso,
perché anche questo capitolo ha subìto tagli abnormi. In queste righe c'è
poca proposta, servirebbe altro per rendere
“Alta una Giustizia che solo apparentemente
è sotto lo stesso cielo, perché ciascuno possiede il proprio orizzonte per
carpirne il riflesso migliore”. Il caldo sta turbando le giornate e le notti
di tanti cittadini incolpevoli, ma so anche che in una cella sovraffollata,
senza alcun confort, occorre morire due volte, per
arrivare a sera e poi a mattina ancora vivi.
Dunque della dignità foss'anche dell'ultimo degli uomini ne parliamo un'altra
volta.
Vincenzo Andraous carcere di Pavia e tutor Comunità Casa del Giovane Pavia.
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J.
J. Rousseau: Non abbiamo bisogno
di buoni politici, ma di buoni cittadini... da Enzo Trentin
Manifestiamo compiacimento
e condivisione al punto di vista di Giancarlo Sanchini, sull'elezione
del Difensore civico a Vicenza,
ed in ogni altro luogo questa nomina
avviene. È da sottolineare che in nessuna legge è scritto che il Difensore
civico (che ha le vesti di controllore), debba essere nominato dai Consigli
comunali e Circoscrizionali (che sono, invece, i controllati).
Questa pratica si deve all'interpretazione
di comodo che ne fanno politici e pubblici funzionari che non intendono
sottostare ad alcun democratico controllo di garanzia sul loro comportamento
politico-amministrativo. Si tratta dell'ennesima stortura del sistema “democratico
rappresentativo”. Basterebbe la semplice consultazione di un qualsiasi dizionario
per scoprire che: Democrazia è un termine di derivazione greca (demos, “popolo”,
e kratein, “potere”) e indica un sistema politico basato sulla sovranità dei
cittadini. E Democrazia diretta, è la forma in cui la maggior parte delle
attività dei poteri esecutivo e legislativo è decisa direttamente dai cittadini
con voto a maggioranza, mentre i rappresentanti che si occupano degli enti
su cui non è possibile esercitare un controllo diretto sono revocabili in
qualsiasi momento. Da ciò si appalesa come in Italia la democrazia diretta
sia pressoché sconosciuta, nonostante gli “Istituti di partecipazione” previsti
dalle leggi 142/90 e 265/99 «ordinamento delle autonomie locali», che prevedono
appunto la figura del Difensore civico. Sanchini, accenna alla cultura
illuminista (fino a prova contraria genitrice dei sistemi liberali europei),
quindi va ricordata la posizione che J.J. Rousseau sostiene nel III°
libro, capitolo XV de «Il Contratto sociale» pubblicato nel 1762, dove sostiene:
«La sovranità non può essere rappresentata né essere alienata…
I deputati del popolo non sono, dunque, e non
possono essere i suoi rappresentanti, sono solo i suoi commissari; non possono
concludere niente in modo definitivo. Qualunque legge che non sia stata ratificata
dal popolo è nulla; non è una legge.
Il popolo… si crede libero, ma è un grave errore:
è libero solo durante l'elezione del parlamento; appena avvenuta l'elezione
è schiavo; è niente. Nei suoi brevi momenti di libertà ne fa un uso per cui
merita senz'altro di perderla.»
Constatato ciò, è inconcepibile che un
pugno di uomini (40 + 1 Sindaco) nominati dal popolo per gestire gli affari
correnti del Comune di Vicenza pretendano di non essere soggetti al sindacato
di chi li ha assunti, arrogandosi un'autorità illimitata sui cittadini. Se
questa è libertà, piacerebbe sapere cos'è la schiavitù. A tutti dovrebbe
essere noto che agli effetti dell'ordine sociale, la pigrizia, l'indifferenza,
la non partecipazione, il rifiuto di qualsiasi sforzo per migliorare le proprie
conoscenze, comportano il dover pagare tasse sempre più alte per mantenere
un regime insoddisfacente, inefficiente e dissipatore di risorse.
Per questo, come
affermava J.J. Rousseau: “non abbiamo bisogno di buoni politici, ma di buoni cittadini”,
come appunto il signor Giancarlo Sanchini. Vicenza - Enzo
Trentin per il Comitato per i diritti dei cittadini – Tel. 0444504620