GiornalistiinTrincea@egroups riceve, e inoltra EVVIVA!!!!!! -
Panchopardi e gattopardi - Er sentimento de' certi & l'€uroputtanata 
 
EVVIVA!!!!!! Parce sepulto, in Svezia l'effetto Lindh non ha stravolto le previsioni della vigilia. Un conto è l'ossequio, il cordoglio,
il rispetto; un altro, misurare il proprio futuro sulla distanza che separa su un pezzo di carta la scritta NEJ dalla scritta JA.
Gli Svedesi hanno dimostrato di avere sale in zucca: non credete a coloro e quanti pontificano su una scelta che, a parer loro, sarebbe stata dettata dalla paura di perdere lo stato sociale. Semplicemente, i sudditi di casa Bernadotte hanno voluto
evitare di vedere azzerato il loro potere di acquisto come, del resto, è avvenuto principalmente in Italia.
Peccato che agli Italiani sia stata negata tale possibilità, dopo averli rintontoniti sulle 'magnifiche sorti e progressive' della monetaglia imposta dalla Banda Bassotti, da Gambadilegno e da Macchia Nera. Notizia fausta, questa dell'uro sconfitto,
tale da fare incominciare un tetro lunedì molto meglio di quanto facesse presagire la vittoria dell'odiata Juve.
(con rispetto sportivo per gli Juventini s'intende). E adesso sotto con la Gran Bretagna! GMM.
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EVVIVA er nostro sentimento!
Credo che il risultato del referendum svedese sia una "badilata" in faccia a quegli europeisti alla Prodi che ci hanno imposto l'uroputtanata. Adesso dovremmo adoperarci per fare ripristinare il doppio prezzo nei pubblici esercizi.
Quando i disonesti si vedranno obbligati a mettere Lira ed uroputtanata insieme vedrete come il costo della vita ritornerà accettabile. Purtroppo per "imposizione dittatoriale" non ci hanno fatto fare il referendum come in Svezia e non possiamo tornare indietro ma possiamo chiedere l'imposizione della doppia moneta. Non è molto ma il prezzo della mortadella ritornerà accettabile
e quella adulterata verrà messa fuori mercato. - Tra uroputtanata & Telekom Serbia...... - PL. de Piccoli & Figallo
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  + Libertà di pensiero, MA:::::::::::::::::::::
Non sono un'economista, ma purtroppo si dovranno ricredere a meno che.... Personalmente ero contro l'uro e lo sono ancora,
perchè le 1000 lire di allora non valgono + nulla! e lo sapevo o lo immaginavo! Però ci hanno stritolato mettendoci nelle condizioni di o così o COSI'! cmq non eravamo forti prima e non lo siamo neppure adesso! Forse proprio perchè deboli abbiamo dovuto accettare! Ai ns politici e ricchi di allora poco importava: i ricchi sarebbero rimasti ricchi o + ed i politici...beh quelli sanno riciclarsi e son come il prezzemolo. Cmq tutta l'economia mondiale è in crisi e alla Svezia non so quanto conviene isolarsi. ppj Dr.Janni
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Il mio intento è di esternare ad una comunità attentae ben informata come voi di G.inT,
uno stato d'animo che affonda le radici nella storia dei signori Prodi, Dini, Fassino e tanti altri politicanti che di me e di voi non
se fregano un fico secco. Guardate cosa è successo con la corsa all'uro: fior di scienziati dell'economia, profeti dello sviluppo, pontefici della integrazione dei popoli, guarda un po' non avevano previsto che il passaggio alla moneta unica avrebbe ripulito le nostre tasche! Sia con il cambio 1a1 che è ormai prassi, sia con l'introduzione di banconote a partire da 5 uro, ingegnoso sistema per spennare i polli. Ma si sa, basta che l'economia gira... In sostanza, volevo solo affermare che la parte politica che pretende di fare le pulci a Berlusconi e ai suoi intrallazzi deve essere al di sopra di ogni sospetto, cosa che viene messa in discussione, a mio avviso, non solo dal caso Telekom Serbia ma da tante altre vicende, di cui non è il caso di parlare in questa sede. Bisogna essere più cauti? Infatti invoco una maggiore attenzione ai fatti e a ciò che le cronache riferiscono, non sempre in buona fede. Paolo Bocchino -Red.Pol-IlSannioQuotidiano
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A parte l'encomiabile dialettica incentrata su "er sentimento de' certi...",
in Svezia ci fu un Bernadotte che mandò a quel paese il global napoleonico insegnando agli svedesi a mantener le distanze
dagli accorpamenti. Noi no! Noi ci vendiamo sempre per un piatto di lenticchie avariate. C'è stato si, da noi, un Murat, anche lui con buone intenzioni separatiste. Ma lo scannarono a Pizzo di Calabria. Adalberto della Spezia.
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   www.Republic.com Un saggio stimolante e provocatorio sul rapporto tra Internet e pluralismo.
Con l'esperienza e la verifica quotidiana del grande potere di libera ed autentica aggregazione che oramai sempre più avviene in Internet, diffondo la nota di Pier Luigi Tolardo su un utile ed interessante saggio del giurista statunitense Cass Sunstein, tradotto
e pubblicato da il Mulino, sul valore dell'informazione pluralista di Internet, e qiundi, della conseguente democrazia che vi si crea. Giuliana D'Olcese 
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Grazie Svedesi!!! il NO all'uro ci faguadagnare tempo, riflessione, euroscetticismo, in una parola: libertà
Il loro no all'introduzione dell'uro ci fa tempo e riflessione, nei quali lasciar crescere un sano euroscetticismo.
In Svezia l'opinione pubblica era scettica sull'uro. La prima motivazione è che sono profonde e viscerali: il timore di perdere identità, autonomia, libertà. Le altre terrene e concrete: gli Svedesi sapevano benissimo che in Italia e in Germania, con l'uro,
il potere d'acquisto giornaliero è dimezzato: tutto ciò che costava 1000 Lire o 1 Marco, ora costa 1 uro, cioè il doppio.
Delle prime ragioni non si discute abbastanza. Non ci si domanda perché da 45 anni stiamo affidando sempre più potere sulla nostra vita ad un governo così lontano e così alieno come quello dell'Unione.
Quindi grazie, Svedesi, di aver imposto una pausa di riflessione. Servirà a tutti. Mauro Vaiani.
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Ma perchè non scrivete articoli sensati???????? E' quasi incomprensibile sto' stile °_° Gabriele Ostuni.  
Re: embè! provatici un po' te!!!!! (;-)
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Vogliamo fare il Liechtenstein
A proposito della vittoria del 'no all'euro' in Svezia, siamo perfettamente allineati all'opinione da sempre espressa da Ida Magli,
di là da ogni considerazione economica. La nota antropologa, in un articolo pubblicato su il Giornale, esaltava il coraggio
del popolo nordico nel rifiutare la ciofeca unica europea. Basterebbero un paio di robusti attributi e non avere tra i piedi post,
neo e vetero 'cisiamocapiti' (ma, demokraticamente, è impossibile), per trasformare l'Italia in un immenso Liechtenstein (leggasi paradiso fiscale). L'unica strada percorribile per governanti provvisti di fantasia, a questo punto, sarebbe mettere più bastoni possibili fra le ruote dell'Europa mastricciona, sperando che s'inceppi. Ci dispiace per Bossi, che stavolta ha torto marcio, ma dovremmo cominciare ad abolire unilateralmente tutti quei dazi che l'UE impone (qualcuno conosce l'appello dell'Istituto Bruno Leoni contro il protezionismo?). E, naturalmente, non pagare le multe per le quote latte, simbolo della resistenza contro i mastriccioni. Cosa succede se facciamo i disobbedienti, c'invadono? Giovanni Maria Mischiati - Torino.
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From: "Dino Cofrancesco" To: Virus: Panchopardi e gattopardi - Er sentimento de certi e il mistero dei panchopardi
Bisogna dare atto a Enzo Marzo - il battagliero direttore diCritica Liberale’, che ogni tanto firma anche articoli per il ‘Corriere della Sera’- di un irresistibile senso dell'umorismo. Recensendo, sul quotidiano di Via Solferino, un volume (in parte sbagliato) di un fine studioso come Gaetano Pecora (Il liberalismo anomalo di F. von Hayek), esordisce elogiando l'editore Rubbettino <che ha il coraggio di pubblicare un libro così drasticamente contrario alla propria linea editoriale che ha eretto un mausoleo in onore di Hayek e dei suoi seguaci> ma ancor più l'autore del testo che avrebbe dimostrato, una volta per sempre, che Hayek è <un autore secondario, di cui è più che legittima l'emarginazione dal pantheon del liberalismo novecentesco>.
La visione hayekiana è <chiusa in un formalismo che nega ogni valore al contenuto>, accredita la <superstizione dell'ordine spontaneo del mercato> e, infine, è <dichiaratamente ostile alla giustizia e alla democrazia>. Segue una citazione (per la verità, estrapolata dal contesto) di Pecora: a quale liberale può piacere <un mondo tutto di un pezzo e tutto di un colore, non strutturato più su quelle opposizioni e su quelle molteplicità che, pure, il pensiero liberale mostra di tenere in gran pregio?>.
Insomma la solita solfa del liberalismo ‘conflittualista’ e il solito fraintendimento - la cui responsabilità teorica risale al giovane Gobetti - della natura del tipo di conflitto apprezzato dai liberali, che non è il conflitto tra un valore e qualsiasi altro che gli si opponga (altrimenti anche nazisti e stalinisti dovrebbero partecipare alla gara) ma il conflitto regolato che si dipana all'interno di una società civile caratterizzata da una ben determinata antropologia etico-politica -i moeurs - di cui scriveva Tocqueville, forse anche lui da espungere dal Pantheon liberale"! L'umorismo di Marzo diventa, però, esilarante allorché definisce Hayek il <grande avversario> di Pecora. Evidentemente, per la sinistra liberale - di cui il recensore fa parte, probabilmente assieme a Moretti, a Flores d'Arcais a Pancho Pardi, a Pecoraro Scanio (detto la mente), a Diliberto (non esiste forse un ‘comunismo liberale’?)
- tutto è lotta e conflitto. Se scrivo un libro su Mazzini non è per contribuire a una migliore conoscenza della sua opera ma per combatterlo (o, che è lo stesso, per dimostrare che è dei nostri..). Er sentimento de certi, avrebbe commentato Trilussa.
Nel prezioso cammeo apologetico di Marzo non si capisce però una cosa: se Hayek è quel mediocre scribacchino - del tutto estraneo alla tradizione liberale - che ci vien detto, che senso ha definirlo un <grande> avversario di Pecora?
Sarebbe come definire Pitigrilli un <grande avversario> del saggista che ne dimostrasse l'inconsistenza letteraria e culturale.
Misteri dei panchopardi!! Dino Cofrancesco.
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GiornalistiinTrincea@egroups riceve, e inoltra Fw: Leggere tutto con attenzione!!!!!
Leggere con attenzione!!!!!!!
Sull'Espresso c'era un articoletto che spiega bene come il Parlamento di recente ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti
( ma và??!!!!! ) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. Mentre gli italiani stringono la cinghia da prima, ma molto di più da quando è in vigore l'uro e in Italia il numero dei nuovi poveri è di 2.milioni e 500.000 abitanti, attualmente
i nostri parlamentari hanno uno stipendio di 37.086.079 mensili
Specifica: Stipendio base 19.325.396 mensili. Per i portaborse 7.804.232 mensili (in genere parente o familiare).
Hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di INDENNITA'DI CARICA (da 650.000 circa a 12.500.000). 200.000.000 circa li incassano con il rimborso
spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), 50.000.000 ogni anno ciascuno e fondano un giornaletto.
( Es: la sig.ra Pivetti, l'auto blu ed una scorta sempre a suo servizio). La classe politica ha causato un danno al paese di 2 MILIONI E 446 MILA MILIARDI. La sola Camera dei deputati costa al cittadino 4.289.968 AL MINUTO.
Qui in calce le altre, inimmaginabili, voci di esenzioni, privilegi ecc.
Far circolare, stiamo promovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari... queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani.
PER FAVORE COPIA E INCOLLA E CONTINUATE LA CATENA.
LE ALTRE VOCI: Rimborso spese affitto 5.621.690 al mese - Telefono cellulare gratis - Tessera del cinema gratis -
Tessera teatro gratis - Tessera autobus gratis - Metropolitana gratis - Francobolli gratis - Viaggi all'estero e aerei nazionali gratis - Autostrade gratis - Piscine e palestre gratis - Ferrovie Stato - Aereo di Sato gratis Ambasciate gratis - Cliniche gratis - Assicurazione Infortuni gratis - Assicurazione morte gratis - Auto blu con autista gratis - Ristorante gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per 2.850 milioni di lire). 
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Ma questo significa sputare in faccia agli italiani!
Quando ci decideremo in cabina elettorale a sputare in faccia a loro?
                           Adalberto
Disattivata la bufala di un certo............
Questo messaggio dimostra che la trasmissione su Rai tre è stata seguita.
Le informazioni riportate sotto sono tratte da uno dei tanti volantini che il Gruppo NO Privilegi Politici ha diffuso via internet e per
le strade di alcuni Comuni, nel tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che quella classe parassitaria non pensa altro che ai propri interessi (altro che governare e relaizzare la democrazia). La richiesta di referendum per l'abolizione di alcuni privilegi parlamentari e la riduzione dei loro stipendi, pubblicata sulla G.U. n. 228 del 28 novembre 1999, è ancora valida.
Sarà un'impresa raccogliere 500.000 firme autenticate (dai servi di partito dentro le amministrazioni comunali) in tre mesi, per portare al voto gli italiani (che non servirà comunque a nulla). Dimenticavo! Le cifre che diffondeva il Gruppo NPP erano state definite una bufala da un certo Paolo Attivissimo (!) divulgatore informatico, ma chi ha visto la trasmissione e ha letto le informazioni divulgate dal gruppo, ha capito benissimo che non erano una bufala. Bruno Aprile.
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Eh sì. Costa caro, molto caro tifare per i politici:
Dati alla mano, come minimo 30 milioni di vecchie lire al mese per ciascun parlamentare.
Ma se aggiungiamo "le spese generali" per mantener "la balèra", l'"additiòn" va molto più sù, superando la vetta di qualsiasi immaginazione. Autogestiti con "proprie normative", si fanno da noi pagare qualsiasi viaggio: da quello per andare a Torino a comprare la pelliccia per la moglie a quello per recarsi a Fregene a casa dell'amante. Ma moltissimi di loro sono diventati esperti piloti di "barca". Volenti o nolenti, assenti o presenti alle loro partite di rubamazzetta, dobbiamo comunque pagare un ben salato biglietto al botteghino dei loro intrallazzi, costipati come sono di inutili chiacchiere e sconcertanti diatribe.
Ci sarebbe poi il conticino per mantenere la segretaria e l'ufficio "fuori porta"; e quello dei portaborse naturalmente.
    Tifo che costa "amaro", dunque. Ma per carità... non contestiamoli! Potrebbero inviperirsi! Loro lavorano "per noi" perbacco!  Giusto ieri c'è stato chi chiese addirittura 15 milioni di lire per farsi intervistare! E un sindaco di Cefalù, pagato anche "laggiù", sudava abbondantemente quando gli chiesero quanto gli passava il Palazzo. Effetti del caldo! Un tempo sostenevano a spada tratta la propria bandiera: questi "giocatori" si riconoscevano dalle loro maglie: indossavano quelle rosse, quelle verdi, quelle nere, quelle bianche... poi scesero in campo anche quelle azzurre di un Parlamento Europeo (a doppio stipendio!). Ora non più.
Si scambiano le maglie con sconcertante disinvoltura. l'importante è partecipare al banchetto (dove con 14 euro puoi rimpinzarti di cibi prelibati che ti saziano per una settimana!) No, non è più di moda l'"ideale di partito"! Conta solo "il soldo, la paga, la diaria" (e annessi vari): per il bene della Patria e degli Italiani, naturalmente! Per concludere vi pongo questa domanda:
dal momento che le guardie già ci sono davanti al portone, non sarebbe l'ora di far applicare anche le inferriate alle finestre di quei due Palazzi? Adalberto della Spezia.
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GiornalistiinTrincea@egroups riceve e inoltra
From: Mariano Squillante" "A HonestReportingItalia", ww.HonestReportingItalia.com
Cari amici, sono un giornalista Rai e sono completamente d'accordo con voi (non sono ebreo ma, dopo anni in Medio Oriente 
da inviato del TG2, ho valutato la differenza fra la democrazia israeliana e il fanatismo dittatoriale dei regimi arabi).
Tuttavia, avete trascurato un fattore importante: RaiNews24 è una testata non solo diretta da un comunista (Roberto Morrione),
ma la sua redazione è al 99% da comunisti; lo so per dolorosa esperienza: ero capo-redattore sin dalla nascita del canale all-news della Rai e sono stato via via emarginato e poi "espulso". Capisco la vostra prudenza, immagino dettata da pragmatismo politico, nell'affrontare di petto il nodo dell'antisemitismo della sinistra italiana; ma nascondere la testa sotto la sabbia non giova alla causa della democrazia ne' in Medio oriente ne' in Italia. Coraggio allora, tagliate la testa all'idra del fanatismo filo-terrorista italiano. Quando fui inviato dal Tg2 per la prima volta in Medio Oriente ero, ahimè, fieramente filo-palestinese.
L'esperienza sul campo mi ha costretto a ricredermi. E tuttavia nei miei servizi giornalistici ho sempre cercato di non far trasparire le mie convinzioni. Mariano Squillante, Vice-direttore RaiNotte.
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Finalmente sento un giornalista
che esprime liberamente la propria opinione non inquadrata e massonizzata. Sono stato anche io in isdraele 3 volte, per lavoro e posso dire che il vero comunismo lo ho visto praticato al 100% nei kibuz isdraeliani. Alvise Piccoli.
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La sua testimonianza mi ha molto colpito. Sulla RAI non posso fare niente, tranne continuare la battaglia che conduco
da anni per una sua privatizzazione, nella convinzione che altrimenti sarà sempre soggetta a influenze politiche. Mario Segni.
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GiornalistiinTrincea@egroups riceve, e inoltra
una delle tantissime riflessioni ed opinioni ricevute in risposta da colleghi di destra e di sinistra.
Privilegiamo un Quotidiano ed un collega locale in quanto i nazionali è possibile consultarli ovunque ed anche perchè riteniamo interessante fare conoscere a livello nazionale dal nord al sud le opinioni delle Province d'Italia sull'affareTelekom Serbia. From: Redazione Politica Il SannioQuotidiano To: GiornalistiinTrincea Subject: Re: Telekom vista dai Radicali e da Il Tempo
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Telekom Serbia: Fragile la linea difensiva di Dini & C.
Gianfranco Dell'Alba e Benedetto Della Vedova, deputati europei radicali e di Giulio Manfredi, esponente radicale autore del libro Telekom Serbia, Presidente Ciampi: nulla da dichiarare?:
A leggere i giornali sembra che nel 97 l'Italia fosse governata da un simpatico gruppo di dilettanti ignari di quanto accadeva negli ambiti di loro competenza, sistematicamente tenuti all'oscuro di tutto dalle rispettive amministrazioni, in grado di farsi un idea delle cose del mondo solo…dalla lettura dei giornali. Una combriccola incapace di comunicare al suo interno, con un Prodi all'oscuro di tutto, un ministro del Tesoro già “irresponsabile” prima del tempo, un ministro degli esteri, cosa mai vista, che dice di non conoscere i rapporti del suo ambasciatore a Belgrado. Se tutto ciò è già un po' meschino, le dichiarazioni di Dini secondo cui addirittura il sottosegretario Fassino lo tenesse all'oscuro di tutto quanto avveniva sul fronte Telekom Serbia, cioè di uno degli accordi internazionali più importanti di un'azienda di stato, sono patetiche, non fosse altro per il lavorio caparbio svolto proprio da Dini a puntello del regime jugoslavo fino alla fine, cosa di assoluto dominio pubblico e criticata da Madeleine Albright e dall'intera Amministrazione americana. Se, dunque, la linea di difesa improvvisata da Prodi e gli altri responsabili politici al tempo di Telekom Serbia è del tutto incoerente (era una richiesta degli Stati Uniti e dell'Unione europea....) e scarsamente credibile perché confutata dai fatti e dalle dichiarazioni convergenti degli altri personaggi coinvolti, italiani e stranieri, quella dell'ex ministro degli esteri Dini sconfina nel grottesco. Una volta di più, sottolineiamo che il nostro interesse primario nella vicenda è acclarare l'aspetto delle responsabilità politiche della vicenda. Parafrasando Sciascia, noi radicali, sulla scorta del libro di Giulio Manfredi, affermiamo che Dini è il più implicato di tutti e lo sfidiamo a provare il contrario.
Gianfranco Dell'Alba e Benedetto Della Vedova, deputati europei radicali e di Giulio Manfredi
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GiornalistinTrincea@egroups riceve e inoltra. Il TEMPO di giovedì 4 settembre 2003 
           La Comunità internazionale: sanzioni ed embargo contro Milosevic. Che lUlivo finanziò. di Fabrizio Dell'Orefice
Telekom è un caso politico. Non basta essere innocenti per governare. Occorre ben altro. di Massimo Tosti
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Cari Giornalisti in Trincea,
sono un collega giornalista del quotidiano 'Il Sannio' e mi sento anche abbastanza in trincea.
Cosa pensare delle dichiarazioni, seguite a ruota a quelle di Fassino rese al Corriere, date dall'inviato speciale del Governo
del Presidente ClintonRobert Gelbart, che ha testualmente dichiarato rispondendo a Dini e Fassino: -"Dire che noi americani incoraggiavamo altre nazioni ad investire in Serbia è ridicolo: è completamente falso. Washington non aveva nessuna ragione al mondo per incoraggiare aziende a dare soldi a Milosevic: Noi volevamo investimenti in Bosnia, non certo in Serbia! La notizia dell'investimento fu accolta con grande preoccupazione dal Governo americano. Avevamo ragioni per ritenere che l'accordo contenesse chiarissimi elementi di illegalità"-. Ciò si è letto su alcuni quotidiani e ampiamente su Panorama a cui Gelbart ha concesso una dettagliata intervista. Le cose, allora, viste, sentite, intuite, colte tra gli imbarazzi degli "illustri politici", logicamente, ammesse negandole, rimosse, anche freudianamente (ancora dai 'big' politici sulla graticola), insomma tutto ciò che è emerso nel corso di questi 2 anni di scandalo, mi hanno lasciato addosso una sensazione chiara e netta che non ha bisogno di tribunali, prove, avvocati e controavvocati: Prodi, Dini, Fassino ed altri eventuali mi fanno orrore. Politicamente, è chiaro. Se i 3 fossero stati privati cittadini che, brigando e trafficando, riuscivano a portare a termine un affare, in quel caso nulla questio. Si dà il caso che i predetti ricoprano tuttora incarichi pubblici tra i più importanti. Come credere, d'ora in avanti, anche solo ad una virgola delle parole balbettanti proferite dal mitico trio? Non che prima li considerassi stinchi di santo, ma almeno ero portato a credere che tra
 'Zu' Silvio' e i referenti dell'Ulivo ci fosse un discreto vallo scavato dalla dignità etica personale che trovava espressione anche nell'attività politica. Ma cosa si può pensare di persone che hanno dato una barca di 870 miliardi a un dittatore che stava eliminando fisicamente un popolo per poi scaricargli addosso bombe finite non sul dittatore ma sul popolo innocente?
Mai e poi mai la mia mano di simpatizzante-militante di sinistra porrà in futuro una X su quei nomi. Piuttosto.....
E dal momento che l'idea di porre una croce corrispondente al "signore di Arcore" non mi sfiora neanche, viva il non voto!
Infatti credo che l'unico modo per cambiare davvero qualcosa sia capire che la rappresentanza politico-democratica, di ogni colore, è una presa in giro continua e martellante. Italiani, non votate! Fate capire a questi "signori" che non abbiamo bisogno delle loro bugie e diamoci una scossa: 50 milioni di schede elettorali strappate, bruciate, forse è meglio dire lasciate nel cassetto visto che sono magnetiche, questa la mia drastica soluzione ad un problema che non vogliamo vedere: ci prendono in giro e noi li lasciamo fare. Perdonate lo sfogo, ma dialogare su certi temi è indispensabile anche per, tentare, di uscire da pericolose omologazioni. Paolo Bocchino (redattore Politica il Sannio quotidiano - Benevento)
Grazie da GiornalistinTrincea@egroups che riceve, e inoltra.
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From: Bruno Aprile  To: GiornalistiinTrincea Cc: politica@ilsannio Re: Su Telekom vista da Il Sannio
Ho tentato di sostenere un gruppo di contrasto al politicume italico facendo la politica del cittadino e far entrare questo gruppo in qualche amministrazione locale. L'illusione iniziale, che ho preso con molto entusiasmo, era di entrare nel sistema con la speranza di avere più visibilità e, quindi, la possibilità di sensibilizzare la cittadinanza italiota alla democrazia diretta in alternativa alla rappresentanza parlamentare). Mi sono reso conto molto presto di quanto, oltre a essere impresa impossibile, sia illusorio e inutile tale sforzo e concetto. Ora sono fermamente convinto che il sistema debba essere costrastato da fuori, dal popolo.
Una volta dentro il sistema o diventi corruttibile e corrotto o ti polverizzano (in un modo o nell'altro). Solo una rivoluzione popolare - di qualsiasi genre e non necessariamente violenta (come ultima tappa ben venga anch'essa) può annullare il potere di quei delinquenti ma temo che il popolo italico non sia ne all'altezza e nemmeno in grado di fare i dovuti sacrifici che una qualsiasi rivoluzione comportino. Tuttavia sono convinto che l'astensionismo sia una forma rivoluzionaria da sperimentare e mi sento più vicino all'anarchia. Condivido l'appello e il consiglio finale del messaggio sottostante, oltre a tutto il resto che lo precede.
Saluti Bruno Aprile - ricordati.com/brunoaprile.htm 
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Sembrava una favoletta per bambini quanto avevamo scritto?
Leggetevi l'articolo del "divo" Scalfari su Repubblica del 7 settembre. Un delirio!
Delirio di malafede, delirio di onnipotenza (solo Lui ha la verità) delirio di concetti espressi per pochi "eletti".
Una "brodaglia" volendo essere buoni e se proprio la si legge tutta ci si accorge che non è neppure scritta bene, da un "genio" come l'ex direttore ci saremmo aspettati di più. Pensare che fu proprio "Repubblica" ad aprire il caso Telcomserbia.
Aperto e subito richiuso, come d'uso tra trinariccuti. PL. de Piccoli & Figallo.......... e alla prossima puntata.
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Telekom Serbia vista da Il Sannio?!!!!!
A quel "giornalista" che dice di sentirsi in trincea e che scrive: "Prodi, Dini, Fassino ed altri eventuali mi fanno orrore. Politicamente, è chiaro. Se i tre fossero stati privati cittadini che, brigando e trafficando, riuscivano a portare a termine un affare,
in quel caso nulla questio. Si da' il caso che i predetti ricoprano tuttora incarichi pubblici tra i più importanti.
Come credere, d'ora in avanti, anche solo ad una virgola delle parole balbettanti proferite in questi giorni dal mitico trio?"
Questo cittadino che si dice giornalista è gravemente disinformato!!! Sul piano politico è una BUFALA IMMENSA e anche lui ci cade come molti rimberluscoglioniti affetti da ignoranza totale. Intanto il FATTO: Telecom Italia, allora statale, acquistò il 29% di Telekom Serbia nel 97per 878 miliardi, prezzo ritenuto equo anche da IlSole24Ore di allora che non era certo di sinistra e poi la Grecia comprò un'altra fetta pagandola molto di più. Si era, dopo gli accordi di Dayton, nel periodo in cui si sperava che, aiutando l'economia jugoslava, si sarebbe fermato Milosevich. USA e UE lo fecero in vario modo, checchè dica quel signore, perchè anche Germania e Grecia acquistarono telefoni e altre fette di aziende in Jugoslavia, ma nel nostro caso, già nella primavera del 98 TelecomItalia venne privatizzata e sul finire del 98 lo Stato aveva solo più il 3,8%. Quindi furono i privati a fare un cattivo affare! Infatti nel bilancio TelecomItalia, prima della vendita a Tronchetti Provera, la quota di Telekom Serbia già figurava per circa 300 miliardi: perché? Oh bella, perché nel 97 c'era la Jugoslavia e i suoi telefoni valevano una certa cifra, nel 2001 non c'era più e quindi valevano un quarto! Aiutare Milosevich? Forse, ma sperando che non procedesse al genocicdio! Non come fecero gli Americani che prima hanno aiutato Saddam MENTRE FACEVA IL GENOCIDIO CURDO e poi gli han fatto guerra quando aveva smesso.
In politica le situazioni mutano e mutano alleanze e valutazioni. Tra l'altro il comunista D'Alema bombardò il genocida Milosevich mentre Bossi, che oggi sta tra quelli che ficcano in testa ai semplificati balle megagalattiche, andava a stringergli la mano a Belgrado! Del resto pure Fini era andato a stringere la mano di Saddam durante la prima guerra del Golfo.
Purtroppo quello che il nostro "giornalista" sente dalle TV del piduista E' FALSO. Sulle tangenti basterebbe lasciare lavorare la Magistratura, quella "composta da matti antropologicamenete diversi dalla razza umana".... Ernesto Alto.
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da Francesco Martin a GiornalistiinTrincea@: "Giustizia? Un groviglio di ingiustizie. Giustizia Tutta da riformare"
Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, recita uno dei massimi teoremi giudiziari, ma la legge, però, non è eguale per tutti
i cittadini. Quello che dovrebbe essere un pubblico servizio verso l'equo discernimento, il buon senso, in grado di dirimere questioni civili e penali, di assegnare torti e ragioni secondo reale giustizia, sviluppare la propria azione con il fine di adeguarsi alle norme che il Potere Politico, unico agente delegato dal popolo elettore, è invece diventato un surrogato delle Forze Politiche, una vera e propria Fonte Autonoma del Diritto che, con la forza mai riformata delle Istituzioni, trasforma in vero e proprio Potere Giudiziario quella che può essere la volontà anche di un singolo giudice. Volontà che può avere enormi ripercussioni sull'intera società.
Tale forma di potere è sempre stata usata, fin dall'antichità, per rendere timoroso il suddito fino a terrorizzarlo e renderlo succube della volontà di altri che rappresentavano se stessi investiti di una forza legale proveniente da una fittizia realtà superiore, con cui applicavano, mediante autonoma volontà indiscutibile, pene terribili, costruendo e rinsaldando quegli storici regimi autocratici e dittatoriali che conosciamo. Fino a quando un qualunque giudice, che è infine un pubblico dipendente al servizio della collettività, avrà il potere autonomo di decidere non tanto in base alla legge, ma come meglio crede o influenzato da politiche riguardo a casi specifici, ribaltati in sentenze che possono trasformare la vita e capovolgere il destino di un cittadino, allora non viviamo in un Paese Libero. Il problema della Giustizia è che essa opera, socialmente ed economicamente, in un Regime di Monopolio.
Il cittadino, per sperare di ottenere ragione, è costretto a rivolgersi solo a quell'unica struttura che, a volte intelligentemente ma a volte ciecamente, trasforma il già eterno e periglioso iter giudiziario in una vera e propria "Ruota della Fortuna", laddove casi simili vengono risolti con sentenze anche contradditorie e opposte tra loro.
Fino a quando continueremo a subire il peso abnorme di 200.000 leggi? Ed attendere anni e anni per risolvere controversie 
elementari che potrebbero essere gestite da un Sistema Privatistico, concorrenziale a quello Pubblico e gestito da Avvocati di chiara fama? Perchè nel processo non esiste ancora una reala PARITA' tra accusa e difesa? Perchè continuano a sussistere  leggi in palese contrasto con le direttive europee e in conflitto con la nostra Costituzione? Perchè le Istituzioni Pubbliche del ramo si oppongono alle Riforme che il popolo vuole, comportandosi in modo ANTISOCIALE, e dimostrando come esse siano un reale Potere Politico e non un Pubblico Servizio?... Ai Posteri, come al solito, l'Ardua Sentenza?
No, questa volta ai Cittadini, ai Contribuenti che tali servizi, esageratamente costosi, pagano di tasca propria, la Sentenza, Unica, e Senza Appello è: RIFORME, RIFORME, RIFORMEFrancesco Martin.
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da Vittorio Trupiano Avvocato <Eduardo Morra: Storia di ordinaria ingiustizia>
Non posso non essere grato per l'interesse mostrato al caso di Eduardo Morra. Essere carcerati, in Italia, specie se si è innocenti e accusati di un reato così infamante, è impresa ardua che presuppone un forte carattere e, nonostante tutto, ancora fiducia nella giustizia. A marzo del '04, revisione a parte, saranno 5 anni di carcere scontati da questo innocente, diventato geometra e che si è guadagnato un encomio per aver salvato la vita ad un altro detenuto che stava per suicidarsi. Eduardo Morra, 51 anni, padre di 5 figli, una vita ancora da poter vivere da uomo libero. A decretarne la condanna al carcere a vita fu Luigino Giuliano il forcellano,  
che ha accusato la Casa delle Libertà, in particolare FI, di aver stipulato un patto elettorale con la Mafia in Sicilia.
Eppure, da quando ha iniziato a collaborare, ha sempre e solo mirato sui suoi nemici ed ha sempre rimediato pessime figure.
Oltre a questa panzanata ha fatto allestire un processo presso la III° Corte di Assise di Napoli accusando di omicidio diverse persone ed indicandone come causale un comizio di Giorgio Almirante al largo Donnaregina a Napoli.
E' stato agevole dimostrare che mai venne tenuto un comizio da parte dell'M.S.I. in quel luogo e tutti gli imputati vennero assolti.
Altra figuraccia l'ha fatta presso la IV° Corte di Assise di Napoli (omicidio Cafaro). Insomma un fiume in piena di bufale, tale da far motivare ai Giudici che è credibile solo quando accusa sé stesso. Eppure a volte i pentiti raccontano la verità. Il riscontro è l'unico parametro per acclararne l'attendibilità. Fu così che un collaboratore a nome Massimo Ecoradichirò: "altro chiodo fisso di Lovegino (Luigi Giuliano) era Eduardo Morra, a cui non perdonò di essersi allontanato da Forcella. Ricevetti incarico di ucciderlo e ci riuscii quasi in quanto venni a sapere che la moglie di Morra stava per partorire presso la clinica Mediterranea, così creammo un gruppo di appostamento, ma Morra non si fece vivo..". Queste dichiarazioni sono credibili in quanto la moglie di Morra partorì in quella clinica, nell'anno e mese indicato da Ecora. Era il 16 maggio del 90 e dopo soli 2 giorni venne perpetrato l'eccidio di Gennaro Pandolfi, autista di Luigi Giuliano, e di un bambino di 2 anni, Nunzio, che era seduto sulle gambe del padre.
Non essendo riusciti ad eliminare Morra, i Giuliano, tramite Guglielmo fratello di Luigi, attuale collaboratore di giustizia, telefonarono alle 3 di notte in Questura per accusare Morra di essere l'esecutore di quell'omicidio. La conferma di ciò si è avuta proprio dalle dichiarazioni dell'Ispettore della Polizia di Stato, Enzo Papa che, da me convocato dinanzi al Magistrato della D.D.A. Giuseppe Borrelli, ha ammesso di avermi confidato essersi trattato di uno squallido gioco a incastro (vedansi i 2 comunicati Ansa, alla cui redazione napoletana ho consegnato copia della cassetta Dat-Sun registrata in Procura per conto della stessa), ha fatto anche i nomi dei suoi superiori che sarebbero stati "manovrati", concludendo, però, di essersi inventato tutto.
E' noto che io hoa prodotto agli Inquirenti anche la seconda microcassetta dove l'Ispettore mi chiedeva, ignaro di essere registrato in conformità con le possibilità che la nuova normativa sulle investigazioni private offre al difensore, perchè io avessi investito la Procura delle sue dichiarazioni (allora non erano un'invenzione?), e come io abbia chiesto il sequestro della bobina riportante la voce del confidente e che lo stesso Papa si era (ancora una volta ignaro di essere registrato) addirittura offerto a spedirmela sotto forma di plico dal mittente ignoto. In settimana l'AntiMafia (sempre il Dottor Borrelli) provvederà sulla mia richiesta.
Poi, la pentita di camorra che accusò Morra ha ritrattato così come la sorella di Pandolfi, Amalia, che durante quella spietata esecuzione fu ferita gravemente ha dichiarato alla Procura della Repubblica di Napoli che in Ospedale alcuni poliziotti con modi decisi gli mostrarono la foto di Morra dicendole: è stato lui, accusalo. Come tutto ciò è stato possibile lo hanno raccontato proprio gli attuali pentiti di camorra della famiglia Giuliano i cui rapporti "particolari" con alcuni poliziotti e funzionari della Questura di Napoli sono al vaglio di inquirenti e tribunali napoletani. La Pandolfi aggiunge che, dopo il duplice omicidio i rapporti fra la sua famiglia e quella del Morra si sono stretti ancor più perché vittime della stessa disgrazia essendo stato trucidato un innocente (Nunzio Pandolfi) ed avendo perso la libertà un altro innocente che quella notte, tradotto in Questura, ne uscì con le mani pulite anche dall'esame dello stube! Perché, allora, non ho ancora chiesto la revisione del processo?
Morra è detenuto solo per questo reato, ma dopo 5 anni di duro lavoro d'indagini, dopo minacce e pressioni di ogni genere che ho ricevuto, ora non voglio correre rischi. La domanda di revisione la deve proporre anche la Procura della Repubblica di Napoli, in uno alla mia, perché dopo quello che ho prodotto è anche e soprattutto interesse dello Stato restituire la libertà ad un innocente e dare la caccia ai veri colpevoli di quel crimine, che liberi sono rimasti già a lungo, purché vengano assicurati alla giustizia i veri responsabili e non altri Morra. Creerò un comitato per la liberazione di Eduardo Morra. Egli non è Sofri, ma è opportuno che si sappia. Vittorio Trupiano, difensore di Eduardo Morra.