Omnia Press Giornalisti in Trincea:
Ne' contro la destra ne' contro la sinistra: Ma come difendersi da questo o da quello?
Per esempio.... GiornalistiinTrincea@egroups riceve e inoltra
 
Non sapevate che se ce gusta qualche intervientos di un bravo figlio (sveglio, sintetico, non palloso e che senza fronzoli di prose va al cuore del problema) lo diramiamo alla grande? Ne abbiamo pubblicati parecchi e sopratutto quelli che dicono cose che non dicono i giornali in genere o cittadini senza fantasia o che si occupano di cazzate. Cerchiamo voci nuove ed originali, tranne alcuni opinionisti già noti che però scrivono d'altro, con nom de plume, rispetto alla media solita che sta su tutti
i giornali ogni giorno. Privilegiamo i veri problemi dei cittadini, non i pistolotti di uno che fa la critica della critica della critica all'articolo di quello o di quell'altro giornalista -cosa oramai che straborda dai giornali-: secondo noi per protagonismo maniacale, tipo Santoro e Biagi,- o perchè, tenere il culo sulla sedia senza muoversi mai, come dice il buon Feltri, è più comodo che darsi da fare a cercare cose inedite o nuove o fare parlare direttamente la gente -cosa peraltro aborrita dalla politica, e dalla "Stampa Amica", vuoi dell'uno, vuoi dell'altro schieramento-, tanto che ti tengono gli occhi addosso e aspettano solo
il momento di farti staccare la spina dal provider..... Che ne volete sapere..... è un romanzo giallo.... ma di un color giallo merda e maleodorante sporchissimo di poteri collusi tra loro. Basta una telefonata tra Presidentoni, tra Bruxelles, Pirellone e "Serenissimo" Comune e la mannaia è bell'e che calata sulla testa del malcapitato. Si pagano le prese di posizione a favore di gente come i Serenissimi, come i reati di opinione o come contro la legge Mancino, come a favore dei  referendun liberali, come contro il falso federalismo ecc ecc ecc ecc. 
Quante ne vediamo qua da mane a sera..... perfino su certi giudici de quelli de seconda e terza fila più disgggrazzziati che gliè manca er nome su li ggiornali....hanno scoperto la visibilità che dà internet e vanno a caccia di passerotti e di ereditiere bisbetiche e avide come caimani affamati che però, essi, privilegiano rispetto ai poveri e alle povere disgraziate....invece di occupare il tempo, pagatogli con le tasse di tutti, a fare funzionare la giustizia. Come, peraltro, è loro dovere prima, e diritto poi.
Ne' contro la destra ne' contro la sinistra ma
Come difendersi da questo o da quello? Per esempio.............
[ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima Pagina, 10-03-2003]
<<Berlusconi e Tronchetti Provera. Il colloquio a Palazzo Chigi tra Berlusconi e Tronchetti Provera è l'immagine più emblematica di cosa sia il conflitto di interessi>>
di Pier Luigi Tolardo
Alcuni giorni fa il CentroSinistra ha gridato allo scandalo per un vertice tra Berlusconi e i leader del Centrodestra Follini, Bossi (che è anche Ministro), Fini (che è anche Vicepresidente del Consiglio dei Ministri): perchè? I 4 uomini politici e di governo si erano riuniti nella sede romana di Forza Italia per decidere i nuovi vertici della Rai dopo le dimissioni degli ultimi 2 che ancora non lo avevano fatto: lo scandalo stava nel fatto che la scelta del Consiglio d'Amministrazione della Rai spetta ai Presidenti delle Camere e non al Governo. Anzi, Berlusconi aveva sempre pubblicamente dichiarato di non volersi occupare della Rai, poiché è proprietario di Mediaset (il maggiore concorrente della Rai) tanto che, quando si discute di Rai, sia Berlusconi che il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta (già Vicepresidente Mediaset e tuttora azionista) escono dalla sala del Consiglio dei Ministri. Recentemente Silvio Berlusconi (non è la prima volta) ha ricevuto a Palazzo Chigi, il Presidente di Pirelli e Telecom Italia Marco Tronchetti Provera. Il tema sarebbe Mediobanca, di cui sia Berlusconi che Tronchetti Provera sono tra i maggiori azionisti. Mediobanca che è impegnata in una lotta per il controllo della Generali Assicurazioni e - si sa - Berlusconi possiede Mediolanum che è un'importante compagnia di assicurazioni (che dovrebbe essere concorrente di Generali, sic!). Si sarebbe trattato dunque,
di una discussione tra soci d'affari: peccato che uno dei 2 sia anche il Capo del Governo che dovrebbe essere estraneo ai giochi privati della finanza e della borsa, estraneo e semmai arbitro degli affari privati, e questo in una sede istituzionale. Berlusconi e Tronchetti Provera discutono di finanza, di controllo di Mediobanca, di giochi di borsa mentre il declino industriale del Paese è evidente: uno studio dello Smau dimostra che il settore delle telecomunicazioni e informatica in Italia continua a perdere colpi, si investe di meno, si è indietro rispetto al resto dell'Europa.
Sia Berlusconi che Tronchetti Provera sono certamente un po' responsabili di questo e non mi riferisco alla capacità di governo di Berlusconi ma al Berlusconi imprenditore, che non sta investendo nella Tv digitale, e al Tronchetti Provera impegnato con Alice, ma non abbastanza nello sviluppo della banda larga nel Paese, e sembrerebbe che il loro impegno prevalente sia quello finanziario- speculativo, una prevalenza della sfera finanziaria sugli investimenti produttivi che, senza fare nomi e cognomi, ha lamentato anche il Presidente di Confindustria D'Amato,
che non può certo essere accusato di essere un pericoloso sovversivo comunista. Poi Berlusconi e Tronchetti Provera sono anche partner di affari, poiché Mediaset è entrata nel capitale di Telecom Italia e non con una piccola quota, perché Pirelli ha acquistato da Fininvest l'immobiliare berlusconiana Edilnord e Seat ha rilevato le Pagine Utili di Mediaset e non sono quisquiglie se pensiamo che metà dei componenti del Consiglio dell'Authority per le Comunicazioni è espressione della coalizione governativa, e il prossimo Presidente sarà nominato da questa maggioranza.
Nessuno però, ha gridato allo scandalo per questo groviglio di interessi tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della più grande impresa italiana soprattutto oggi, dopo i giorni neri della Fiat: Tronchetti Provera è troppo potente e forse tutti pensano che ciò che va a bene a Tronchetti Provera vada bene a Telecom Italia e quello che va bene a Telecom Italia va bene all'Italia.
Stop al canone RAI: disdirlo non è reato!!
Dall'A.D.U.C.-LUCCA anche quest'anno parte la campagna per l'abrogazione
del CANONE RAI-TV
 
«Vogliamo una vera informazione pubblica e siamo contro ogni forma di monopolio statale su quello che dovrebbe essere un pieno diritto dei cittadini: essere debitamente e imparzialmente informati su tutto ciò che è pubblico.
Contro una televisione, la Rai-Tv, che non ha più il valore informativo e formativo quale garanzia della "televisione pubblica" per il cittadino ma ha assunto un ruolo di intrattenimento al pari delle televisioni private, mi appare logico suggerire le istruzioni per il disuso del Canone Rai-Tv quale legittima difesa nei confronti di chi ci obbliga a dover contribuire finanziariamente ad arricchire un Ente che non si crea problemi nell'elargire stipendi e cachet da capogiro non per fare informazione e/o formazione del cittadino, ma concorrenza alle reti private attraverso spettacoli di intrattenimento.», così il presidente dell'A.D.U.C.-Lucca, dott. Marco Affatigato, apre la campagna annuale per la disdetta del Canone Rai-Tv. L'obbligo di pagamento del "canone" risale ad una vetusta legge, la n.246, del 1938 cioè all'epoca in cui la Rai si chiamava ancora Eiar ed il suo raggio di diffusione si limitava alle sole frequenze radiofoniche non supportate dalla pubblicità, come invece accade oggi sia per la radio che per la televisione. Successivamente, negli anni '970, venne trasformato in "tassa di possesso di apparecchio audiovisivo", Abbiamo contestato la legittimità del "canone Rai" ed insieme a noi moltissimi cittadini hanno tentato di "liberarsi" da questa gabella ma, purtroppo, ci siamo arenati di fronte alla Corte Costituzionale. Ma non ci rassegniamo. Dal maggio dell'anno scorso è iniziato alla Camera dei Deputati l'esame di un disegno di legge, presentato dalla Lega Nord, per l'abolizione del canone Rai. Finalmente si riuscirà a concretizzare la fine di questa assurda gabella? «Credo proprio di no!», esclama il presidente dell'A.D.U.C.-Lucca, che prosegue «La proposta della Lega Nord apre invece ad una gabella di nuova generazione: l'abolizione del canone seguirebbe l'inserimento del tributo nel dragaggio fiscale tradizionale (Dichiarazione dei Redditi) come percentuale da aggiungere ai tributi di ognuno, e quindi proporzionale - in valori assoluti - alla contribuzione fiscale di ognuno. Rimarrebbe quindi intatto il principio che "obbligatoriamente" il contribuente debba pagare per qualcosa di cui non si sa se ne usufruisce (il servizio pubblico), indipendentemente dal possesso di un televisore (che è il motivo per cui oggi si paga la tassa/canone), il 100 per cento dei contribuenti dovrebbe pagare per la Rai. Questo disegno di legge è la dimostrazione di cosa i nostri legislatori abbiano intenzione di fare. Anche coloro che, prima di andare al Governo, ha fatto campagne abolizionista sul canone Rai.»
Dal 1994 non sono più in vigore le norme che prevedevano l'obbligo di segnalazione da parte del rivenditore del nominativo di chi acquista un apparecchio audiovisivo. Alcuni mesi or sono il Garante per la tutela dei dati personali aveva deliberato come illegittimi gli accordi tra Rai e alcune associazioni di rivenditori, dove quest'ultimi percepivano un compenso di 36,15 Euro per ogni "abbonamento" che portavano a buon fine e 1,03 Euro per ogni segnalazione di acquisto di un apparecchio audiovisivo che fornivano alla stessa Rai. La Rai non si è rassegnata ed ha fatto ricorso al Tribunale di Roma che, con ordinanza del 30 gennaio scorso, ha accolto il ricorso d'urgenza contro la delibera del Garante: il canone è un tributo. Quindi ci teniamo il danno e la beffa, quella di farci credere il pagamento come un atto volontario chiamandolo "canone di abbonamento Rai Tv".
Siamo forse abbonati anche all'Iva, all'Ici così come potremmo scegliere di "abbonarci" all'autobus, alle ferrovie, al cinema, al quotidiano o settimanale di nostra preferenza? Ma quello che è successo tra Garante e Tribunale di Roma, 2 organi dello Stato, ha comunque un suo fascino giuridico, civico e anche politico: ci sono poteri dello Stato che si smentiscono l'un con l'altro.
«Di fronte a questa spavalderia non possiamo che continuare la battaglia per l'abolizione del canone come primo passo per l'abolizione del servizio pubblico radiotelevisivo, così come concepito.», conclude il dott. Marco Affatigato, invitando coloro che intendano disdire il canone/abbonamento Rai a contattare la sede associativa (tel 0583582621) chiedendo del sig. Amerigo De Cesari, coordinatore del Comitato RaiTvNonTiPagoPiù. Per sapere come procedere scrivi a aduc.it@aduc.it  - 
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       de Justizia, Castagnoles and Potetos 
 Lettera aperta all'Aldilà
      Caro e compiantissimo Presidente Emerito della Corte Costituzionale Vincenzo Caianiello,
qua da noi si avverte sempre più la incolmabile mancanza della tua erudita Dottrina in tema di Giustizia stante che,
la giustizia, è uno sfinito ma terrorizzante fantasma che, sempre più implacabile, agita i sonni, già inquietissimi, di
noi poveri italiani accerchiati dalla morsa tra carovita e terrorismo. Ricordiamo, anche e proprio oggi che la politica riririparla di riforma sulla separazione delle funzioni -o delle carriere?- quanto andavi autorevolmente ed eruditamente scrivendo e dicendo in tema di Giustizia ai tempi della Bycamerals di Max e Tux. E non solo allora.
      Ricordiamo quanto andavi autorevolmente ed eruditamente scrivendo e dicendo, esortando ad evitare casini tra separazione delle carriere e separazione delle funzioni, ai tempi post Max e Tux dei referendum Radicali, Referendum a cui aderisti.
     Caro e compiantissimo Presidente Emerito, una domanda: nella Bycamerals di Max e Tux questa proposta di legge, dalla sinistra, fu denominata di destra -va deretro Satana!-
     Dalla destra, nei Referendum Radicali fu denominata comunista e di sinistra -va deretro Satana!-
E, ora che Max tace, Tux la annacqua, i Radicals non credono alle proprie orecchie, i terrorizzati cittadini italiani non
ci vedono chiaro -come legittimamente vorrebbero- non era meglio darti ascolto su Justizia, Carriere, Funzioni e così togliere dal fuoco Castagnoles and Potetos very very very hot???? 
     Un affettuoso e deferente saluto al nostro amato, insostituibile, e molto compianto, Presidente Vincenzo Caianiello e al suo Grande Sapere da GiornalistiinTrinceaperlaGiustizia@egroups
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GiornalistiinTrincea@egroups riceve 'E' tempo di funerali. Funerals 1-2-3-4-Fuoriprogramma': e inoltra

Cav., Cof., Ferrara and Funerals. E' tempo di funerali. Funerals 1-2-3-4:
Funerals 1. Ieri, come ai tempi del referendum radicale sull'Art.18, il Cav. ha fatto il Funerale -pare per ora, poi chissà- all'"indultino".
Ex Funerals 2. Del referendum sull'Art.18 il Cav. disse Urbi et Orbi "state a casa, è un Referendum Comunista!"
Mentre il Cof. nazionale arringava dal Lingotto ammonendo Urbi et Orbi "è un Referendum di Destra!"
Futur Funerals 3. Morale: Domani, uniti in un unico destino dalla patata bollente del referendum sull'Art.18 cucinatogli dall'Immaginifico Bertyl, chissà, forse Cav. e Cof. si telefoneranno concludendo: Caro Cof., caro Cav., ma chi cazzo ce lo fece fare di non farci togliere la castagna dal fuoco da quei rompiballe dei Radicali?!
 
Actual and futurs Funerals 4. Ferrara and Funerals
Signor Direttore,
pur se per motivi di lavoro ci perdiamo i minuti iniziali di 8 e mezzo su La7, non ne perdiamo una puntata, e questo
va a suo onore. L'altra sera sulla puntata dedicata ad Albertone l'abbiamo vista sudare 7 pullover per vedere di estrarre dall'erudito consesso psycoseminarial-intimista, più che televisivo, un chiaro -Sì, i Grandi Funerals si avviano ad essere politicizzati, anzi sono già politicizzati e sono di sinistra o di destra-. Sì Signor Direttore, è come lei tentava di fare emergere: E' esattamente ciò che percepiscono telespettatori e lettori della carta stampata. Finora, a dire la verità facendo il conto della serva, la primazia dei Grandi Funerals spetta alla sinistra. E la destra, Signor Direttore, ha buone speranze?
 
Fuori programma
Per disponibilità di spazio, dato che i nostri fogli divengono via via più folti ed oggi ce la caviamo brevemente, rispondiamo a quanti ci chiedono il numero e lo standard dei destinatari a cui sono inviati i nostri messaggi. Arrivano contemporaneamente a circa 1600 soggetti tra giornali, media, associazioni, movimenti. Cordiali saluti e buon lavoro da GiornalistiinTrincea 
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Da un collega di Vicenza GiornalistiinTrincea@egroups riceve ed inoltra. cordiali saluti
Fromtrentin To: Ag. ansa.veneto - Comunicato Stampa
Recentemente su questa pagina abbiamo letto che, acutamente, Paul Valéry affermava che 'la politica risiede nell'arte di impedire alla gente di aver parte nelle faccende che la riguardano'. Ed infatti, per fare un esempio, ai cittadini non è riservato alcun vantaggio proveniente dal fatto che a presiedere le AIM o le AMCPS sia un esponente di AN, FI, dell’Ulivo & Co., poiché negli ultimi 50’anni abbiamo assistito solo all'aumento dei costi dei servizi erogati, a fronte di uno scadimento della loro qualità. Dunque…? Dopo svariate riunioni e discussioni il “Comitato per i Diritti dei Cittadini - Vicenza” ha deliberato di presentare sue liste alle elezioni comunali e circoscrizionali 2003. Le analisi su tali decisioni vanno ricercate nel fatto che non stiamo assistendo oggi alla fine del politico, ma alla fine di una forma politica caratteristica di una modernità a sua volta in via di compimento. All'esaurimento di un modello d'autorità sovraordinata, in cui la decisione era concentrata nelle mani del potere collocato in alto. Al fallimento di una democrazia che attraverso il parlamentarismo liberale è diventata esclusivamente rappresentativa, non rappresenta noi cittadini. Al fallimento di élites autoproclamatesi tali che, come l'esperienza storica ha ripetutamente dimostrato, non erano né più capaci né meno fallibili delle masse che pretendevano di illuminare. Il primo soggetto della democrazia, non bisogna mai smettere di ricordarlo, è il popolo. Il punto di partenza della politica democratica è il potere costituente del popolo. La sovranità democratica non è la sovranità nazionale, ma la sovranità popolare. La politica è oggi chiamata a rinascere partendo dalla base. Ciò implica la necessità di superare la dicotomia artificiale tra lo Stato e la "società civile" per ricostituire, in tutta la sua ricca diversità, la dimensione politica del sociale. La politica che parte dalla base implica la sovranità condivisa, il principio di sussidiarietà, il rispetto dei corpi intermedi e delle libertà fondamentali, la costituzione a ciascun livello di un equilibrio fra la deliberazione e la decisione. Va tenuto presente il modello greco anziché quello romano. Quindi, sostituire all'immagine della piramide quella del labirinto. Constatato ciò, scopo del «Comitato per i diritti dei cittadini» di Vicenza, è di operare affinché gli eletti al Consiglio comunale si limitino al disbrigo dell’amministrazione corrente (dipendenti, salari, certificati, manutenzioni varie, etc.), mentre è oramai improcrastinabile che l'amministrazione straordinaria (aeroporto, stadio, teatro, TAV/TAC, ecologia, giusto per fare qualche esempio) sia gestita previo l’intervento di tutti i cittadini. Per realizzare ciò è sufficiente modificare lo statuto comunale (un’esclusiva competenza del Consiglio comunale) sviluppando gli “Istituti di Partecipazione” previsti al capo III della Legge 8 giugno 1990, n. 142 «Ordinamento delle autonomie locali» introducendo: l'elezione diretta del Difensore civico a cura del corpo elettorale vicentino, da eseguirsi contemporaneamente all’elezione di Sindaco e Consiglieri comunali, e non da coloro i quali potrebbero essere oggetto dell'intervento dello stesso. Oggi, infatti, assistiamo al singolare evento rappresentato dal Consiglio comunale, unito ai Consigli circoscrizionali (nelle vesti del controllato) che nomina il (controllore) Difensore civico applicando i referendum «di iniziativa» e «di revisione»; sia pure nella forma consultiva prevista dalla legge succitata, ma con il preciso impegno da parte dei Consiglieri comunali di deliberare di conseguenza, cosa questa, oggi lasciata volutamente e furbescamente nel vago. Per «iniziativa», s'intendono azioni tese ad affermare presso Sindaco, Giunta e Consiglio comunale, deliberazioni su argomenti che interessano l'intera comunità. Per «revisione», s'intendono quelle deliberazioni che, già assunte dall'Amministrazione comunale, si vogliono, eventualmente, prese con differenti norme. Auspichiamo che tale modello politico ed amministrativo possa ispirare altre realtà sul territorio nazionale. p. Il Comitato (Enzo Trentin – Tel. 0444504620)
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Riceviamo da Paolo GiornalistiinTrinceaCampania@egroups ed inoltriamo.
Ichino + Fine di un modello di autorità + Quarantennale Odg. + Caro Mieli, Paul Valéry diceva.....
Le parole, le pallottole e la cornice PRIMA_PAGINA-Corriere della Sera del 27 Febbraio 2003 
Lettera aperta ai terroristi - di Pietro Ichino
Fino a un anno fa giravo per la città soltanto in bicicletta: con il sole, la pioggia o la neve. Come Marco Biagi: la bicicletta era una delle passioni che ci accomunavano. Poi, una sera, a lui, appena sceso dalla bici, avete sparato; e a me è stata data la scorta che -colpevolmente- era stata negata a lui. Da allora non mi lasciano più fare un metro per strada, se non in macchina e accompagnato dai miei custodi armati. Ora, dai vostri covi sembra sia trapelato che mi avreste posto tra i vostri bersagli prioritari, cosicché la scorta mi è stata raddoppiata: per non subire la mortificazione che voi vorreste riservarmi, patisco quella, certo assai minore, di dovermi muovere nel traffico cittadino - io, che odiavo muovermi in macchina - non con una sola macchina ma con due.
Data l'alternativa, non mi lamento. Resta il fatto che questa condizione di bersaglio in cui mi avete posto fa di me in qualche misura una vostra vittima. In misura minima, beninteso; ma sufficiente perché io possa rivolgermi a voi a nome di tutte le vostre vittime, passate e future. Anche a loro nome, ho alcune cose da dirvi. Potreste obiettarmi che voi non avete alcun interesse ad ascoltarci, ma solo a spararci. Capisco. Però, anche solo questa obiezione costituirebbe un primo scambio di idee, per quanto rudimentale; sarebbe dunque una pur minuscola cornice di umanità, in cui l'atto dello sparo che vi sta tanto a cuore si inserirebbe. Anche solo un embrionale scambio di idee implicherebbe che ci riconoscete come persone e non come cose. Il problema, del resto, si pone anche dal nostro lato: voi, per noi, ora siete soltanto una cosa, al più un volto coperto e una canna di pistola puntata. Non riusciamo a pensare a voi se non come a entità aliene, con cui è possibile la sola interazione mortale: conta soltanto chi spara per primo.
Per questo aspetto, il rapporto tra noi e voi non costituisce un'eccezione. In tante altre situazioni si fronteggiano individui, gruppi, nazioni, che non si ri-conoscono e non comunicano: gli uni sono per gli altri degli alieni spaventosi, con i quali il solo problema è riuscire a sparare per primi. Anche lì manca la cornice. Ne avrebbero bisogno i rapporti tra Occidente e Islam, tra israeliani e palestinesi, tra americani e iracheni. Avrebbero gran bisogno di una cornice, fatta di un'idea condivisa dello Stato di diritto, anche
i rapporti tra maggioranza e opposizione in questo nostro disgraziato Paese. Avrebbero bisogno di una cornice i rapporti tra i sindacati: quel minimo di comune sentire e di semplici procedure che consentisse loro di riconoscersi reciprocamente come maggioranza e minoranza, senza che ciascuno pretenda di «far fuori» gli altri. Fra voi terroristi e noi vostre vittime designate, più
o meno protette, basterebbe anche molto meno per fare un passo avanti importante: basterebbe smettere di considerarci reciprocamente come idee astratte, come alieni. Dateci un segno, anche solo per dirci che tutto questo discorso vi fa schifo. Guardiamoci negli occhi, anche soltanto per un attimo. Sappiamo che noi non possiamo pretendere di conoscere i vostri coniugi,
i vostri figli; ma voi potete guardare in faccia i nostri: fatelo. Se poi, ciononostante, riterrete ancora di colpire, fatelo come lo ha fatto Caino con Abele, litigando con lui, maledicendolo; ma non come si ammazza un topo o un cane randagio.
Se invece, a quel punto, non ve la sentirete più di sparare, vorrà dire che si sarà creata intorno a noi e voi una cornice più consistente del previsto. Avremo creato davvero qualche cosa di nuovo; una cosa per la quale -pensate un po' che paradosso- vale persino la pena di morire. Pietro Ichino.
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Pietro Ichino, economista
Pietro Ichino, economista, e il profondo senso della Cittadinanza
Caro Mieli,
La Lettera aperta inviata ai terroristi dal Professor Ichino -Le parole, le pallottole e la cornice- pubblicata dal Corsera in prima pagina, è una nobile e grande testimonianza di chi, pur vivendo i suoi giorni e le sue notti sotto il mirino del terrorismo, ha fegato
forza morale non solo di combatterlo e di combattere per le riforme, ma di essere tanto realista e pragmatico (così come noi cittadini vorremmo vedere comportarsi i nostri politici) da tentare, a viso aperto, di instaurare un contraddittorio armato solo del coraggio di uomo dignitoso ed onesto quando dice loro "voi, per noi, ora siete soltanto una cosa, al più un volto coperto e una canna di pistola puntata. Non riusciamo a pensare a voi se non come a entità aliene, con cui è possibile la sola interazione mortale: conta soltanto chi spara per primo." Ebbene Caro Mieli, questo tentativo di Ichino a molti parrà utopistico e basta se pur nobile, ma in tanti cittadini suscita e risveglia quella giusta e sacrosanta reazione di Cittadinanza che è il senso profondo di essere parte e responsabili dello Stato, di se stessi, degli altri. Quindi di vivere e partecipare personalmente, e per tutti, al ristabilimento di valori, regole, riforme e quant'altro concerne la qualità della vita dei suoi simili. Ciò anche esercitando una informazione reale, non di parte, o tinta di ideologismi nefasti. Nel mio piccolo, collaborando ad un giornale telematico, Virusilgiornaleonline.com, so bene come certi mestieri, come l'essere consulenti ed esperti di economia o opinionisti specializzati su talune materie sociali, materie che scottano, siano attività ad altissimo rischio. Lo constatiamo anche noi a cui, appena pubblichiamo nelle relative rubriche scritti su Marco Biagi di Alessandra Servidori o di Giuliano Cazzola, a strettissimo giro di posta ci arrivano ''comunicati'' dai "Nuclei armati" per la ricostituzione di quel partito o quell'altro, per la lotta armata all'imperialismo ecc ecc ecc.
"Comunicati" che, naturalmente, conserviamo fuori da ufficio e case. Chi può dimenticare il vostro Walter Tobagi?
E' suonato il momento per noi della società civile di aiutarci, tutti, senza distinzioni o ideologismi di parte, rifiutando con coraggio e fermezza ogni tentativo di condizionamento ispirato dal terrore.
Per il Movimento Riforme Giuliana D'Olcese.
<Giuliana D'Olcese -è il marchio di lavoro, attività politica, informazione ecc, depositato alla Camera di Commercio ed approvato->.
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Fine di un modello di autorità. Novità editoriale Arianna editrice
Paul Valéry diceva che 'la politica sta nell'arte di impedire alla gente di aver parte nelle faccende che la riguardano'.
Dal 15 marzo sarà in libreria (già ordinabile all'editore) Alain de Benoist -Le sfide della postmodernità- Sguardi sul terzo millennio.
Il lessico politico-filosofico sta cambiando. Le parole chiave che lo hanno finora connotato, espressione della modernità (stato, nazione, sovranità, progresso, sviluppo), sono sempre più contestate e inadeguate. Altri sono ormai i termini e i concetti cui occorre far riferimento per orientarsi nella postmodernità: democrazia partecipativa, identità, differenzialismo, ecologia, comunitarismo, federalismo. Unendo il rigore delle analisi alla brillantezza dello stile, l'autore si inoltra nel labirintico universo postmoderno con autorevolezza non conformistica, cogliendovi i possibili frammenti delle future "nuove sintesi" di pensiero. 
Un testo indispensabile per dotarsi degli strumenti critici adeguati all'urgenza dei tempi.
Alain de Benoist, scrittore e saggista, è direttore delle riviste Nouvelle Ecole e Krisis.
Tra i suoi saggi tradotti in italiano, L'Impero interiore, Le idee a posto, Oltre l'Occidente. Per "Arianna" ha pubblicato Comunismo
e nazismo. 25 riflessioni sul totalitarismo nel XX secolo e La nuova evangelizzazione. La strategia di Giovanni Paolo II.
"[...] Non stiamo assistendo oggi alla fine del politico, ma alla fine di una forma politica caratteristica di una modernità a sua volta
in via di compimento. All'esaurimento di un modello d'autorità sovraordinata, in cui la decisione era concentrata nelle mani del potere collocato in alto. Al fallimento di una democrazia che attraverso il parlamentarismo liberale è diventata esclusivamente rappresentativa e non rappresenta più niente. Al fallimento di élites autoproclamatesi tali che, come l'esperienza storica ha ripetutamente dimostrato, non erano né più capaci né meno fallibili delle masse che pretendevano di illuminare.
Paul Valéry diceva acutamente che la politica risiede nell'arte di impedire alla gente di aver parte nelle faccende che la riguardano.
Il primo soggetto della democrazia, non bisogna mai smettere di ricordarlo, è il popolo. Il punto di partenza della politica democratica è il potere costituente del popolo. La sovranità democratica non è la sovranità nazionale, ma la sovranità popolare.
La politica è oggi chiamata a rinascere partendo dalla base. Ciò implica la necessità di superare la dicotomia artificiale tra lo Stato e la "società civile" per ricostituire, in tutta la sua ricca diversità, la dimensione politica del sociale. La politica che parte dalla base implica la sovranità condivisa, il principio di sussidiarietà, il rispetto dei corpi intermedi e delle libertà fondamentali, la costituzione a ciascun livello di un equilibrio fra la deliberazione e la decisione. Bisogna tenere presente il modello greco anziché quello romano.
E sostituire all'immagine della piramide quella del labirinto. Novità editoriale Arianna editrice, marzo 2003 aa arianed@tin.it
 
Ciampi ed i Giornalisti
Mi permetto segnalarvi mia presa di posizione, e del mio movimento, in occasione della cerimonia svoltasi per il quarantennale
della fondazione del Consiglio dell'Ordine della Categoria. Potrete leggere il mio intervento collegandovi al sito: legnostorto.com proprio alla voce di cui in oggetto. Mi preme, inoltre, sottolineare l'improcastinabilità di un'immediata riforma della vigente legge sulla stampa, anche con riferimento al rapporto tra editore e giornalista, questione, quest'ultima, prodromica alla depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa ed a tutela di una ampia ed incondizionata autonomia di espressione del giornalista medesimo. Cordialità Avvocato Vittorio Trupiano lista.trupiano@tin.it
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<Ultime notizie dal Bar dello Sport. La vostra giustizia.>
Ultime notizie dal Tribunale di Perugia: il perito che ha avuto l'incarico per dirimere la questione della "cassetta registrata al
Bar Mandara" e quella della rottura del CD al Tribunale di Milano, oltre ad aver confermato l'"alta improbabilità della rottura del DC per come è stata spiegata dal Maresciallo della Finanza", ha dichiarato di aver trovato nelle segrete stanze del "soffitto del Tribunale di Milano", un apparecchio compatibile "con le funzioni atte alla manomissione della cassetta in oggetto", il quale apparecchio "è un apparecchio particolare e inconfondibile nelle funzioni", e riconferma il perito, "l'operazione di manomissione ha una durata compatibile con NON MENO DI 5 GIORNI"! Risulta dagli atti, che "la cassetta registrata al Bar Mandara" è "stata spedita al Tribunale di Milano, ovvero dottoressa Boccassini, "due giorni dopo la registrazione": ovvero, non è possibile che la manomissione sia stata effettuata dai Finanzieri, nè da altri che non siano tra coloro che "hanno ricevuto mani-proprie la cassetta!
E adesso, Dottoressa Boccassini, Dottor Borrelli, Dottor D'Ambrosio, Dottor Colombo e tutti coloro che hanno continuato questa sceneggiata di mala-giustizia, come la mettete? E vice presidente della magistratura, Dottor Rognoni, è ancora del parere che la magistratura di questo tipo, abbia diritto di essere "indipendente a tutti gli effetti", che vuol dire fare strame della Giustizia???

2. <Politica e informazione 'liberate' da internet? GiornalistiinTrincea riceve ed inoltra>

ZEUS News - www.zeusnews.it  - Prima Pagina, Internet riuscirà a liberare la politica? La parola ad un esperto.
Il giornalista Luca Tentoni, è dal '93 editorialista politico per l'Agenzia Giornali Associati (AGA), ha insegnato all'università e cura
il servizio telematico di divulgazione giuridica Giuffrè "Il diritto di tutti" ed è autore di un Blog specializzato in temi politici:
Diritto, Società e Politica  Gli abbiamo posto qualche domanda sul rapporto tra web e politica.
ZN: Umberto Eco, in un articolo su L'Espresso e in un intervento alla Scuola per Librai di Venezia, sostiene che i rischi per la democrazia, a causa dei limiti del pluralismo dell'informazione televisiva e della carta stampata, possono essere scongiurati grazie al web, all'uso dell'e-mail, delle chat, dei newsgroup. Lei cosa ne pensa a riguardo?
Luca Tentoni: Ho letto quell'intervento. Lo condivido pienamente. Internet non è (solo) piena di malvagità o banalità, come qualcuno superficialmente crede, ma non è neppure il paradiso della libertà. Semplicemente, è un luogo dove chi ha buona volontà può scrivere, leggere, documentarsi e scambiare informazioni senza passare per alcuni "filtri" tradizionali. Nella Rete c'è molto pluralismo, molto più che nell'informazione televisiva e nella stampa. Dove si vuole soffocare la libera comunicazione si ostacola Internet o la si "purga". Perciò ora è il mezzo più libero. Tuttavia anche quello in cui ci si deve muovere con maggiore accortezza, con quella che definirei "prudenza critica". Non bisogna fidarsi sempre e comunque di quel che si legge perchè ci sono molte informazioni avventate o artefatte.
Però c'è un vantaggio: si vive in una comunità aperta, nella quale ognuno risponde delle proprie opinioni, non le impone dall'alto. Se chi legge un mio scritto non lo condivide, e mi scrive civilmente (o cestino subito), ne traggo un insegnamento, ci rifletto. La stessa cosa non vale per altri mezzi di comunicazione, o vale molto meno.
ZN: Come valuta il rapporto Internet-politica in Italia oggi e come pensa si possa evolvere?
Luca Tentoni: In Italia i partiti e la Politica non si sono impadroniti (ancora) del Web, per fortuna.
Credo che l'approccio sia prudente, perchè in Rete un sito vale l'altro, senza oligopoli o monopoli. Se la Tv satellitare offre 300 canali diversi (e già in quel caso la politica può "occupare" parecchio, ma non tutto), in Internet i siti d'informazione e quelli che parlano di politica sono molti di più. E ci sono siti internazionali. Perciò, non potendo occupare la Rete, i partiti hanno scelto un approccio più prudente, e, in alcuni casi, più accattivante e discreto. Del resto, non possono fare altrimenti. Se c'è un luogo nel quale il pubblico è critico e refrattario alla propaganda, è proprio il web, forse proprio perchè ci si arma della "prudenza critica" alla quale facevo riferimento poco fa.> Pier Luigi Tolardo.
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GiornalistiinTrinceaNational@egroups: - "Cavaliere, con Pannella facciamo l'Amore, non la Guerra anche perchè....."
 
Oggi, sul quotidiano La Stampa, pag. 8, leggiamo l'ennesima acuta e realistica segnalazione dei fatti politici, sociali e delle persone, che meriterebbero attenzione regolare da parte dell'informazione, -ma che vengono 'regolarmente schivate' in quanto rappresentanze politiche vuoi "non rientranti nei grandi numeri degli eletti al parlamento"-, come ebbe a rintuzzare Vespa ad Emma Bonino nel corso di un Porta a Porta, vuoi in quanto portatori del nuovo, che va stoppato, come forte 'molestatore' e 'pericoloso destabilizzatore" dei sodalizi tra i diversi ma convergenti poteri in cui si riconoscono anche troppi responsabili della carta stampata e TV i quali, sempre a etichetta scaduta del tempo massimo di conservazione del  prodotto, non omologato dal "Ministero della Pubblica Santità e Sanità", ab torto collo si decidono a dare spazio e luce a iniziative sensate e a relative adesioni significative ed istituzuionali nonchè numericamente di rilievo fin lì 'secretate'. Da anni seguiamo, e siamo d'accordo con le note del non codificato collega Filippo Ceccarelli, uno che sa vedere, e discernere all'istante, sia 'il prodotto da lanciare sul mercato' che la 'sola' in cui non cascare. E lo lancia decisamente con articoli veri, non con una avara zampa di mosca spalmata e diluita magari su 140 righe. Ricordiamo il suo articolo, scritto in tempi di informazione aliena e riottosa dal dare una sola notizia in merito, sui sette Referendum Radicali. Sui contenuti dei fatti reali ed inoppugnabili del commento odierno di Ceccarelli, che alleghiamo qui, per essere brevi e concisi ci tratteniamo da ulteriori commenti con un Te Deum a Ceccarelli ma con una segnalazione-memo all'attuale Capo dell'Esecutivo: Cavaliere, con Pannella facciamo l'Amore, non la Guerra. Anche perchè on sais jamais..... 
alla luce della Grande Guerra in vista sulle Riforme, come Art.18, separazione delle carriere dei magistrati, welfare, ed altre riforme ora nel ''paniere della rinomata Casa delle Libertà'. Cavaliere, chi può dimenticare i sette Referendum Radicali letteralmente ammazzati anche dal suo proclama Urbi et Orbi: Italiani, state a casa o andate a lavorare anche se è domenica, io lavorerò nel mio giardino, non andate a votare, questi sono Referendum Comunisti!! 
Quel gran 'comunista' del Ceccarelli, però, sui "Referendum Comunisti" aveva visto, e 'potuto', vedere giusto all'istante -com'è verificabile dalla data del suo articolo uscito sulla Stampa- in tempi in cui si sbraitava contro i Referendum Radicali sia da destra che da sinistra come al Lingotto durante la tre giorni del congresso DS che demonizzava i "Referendum di Destra".
Referendum già decimati dalla consulta e che, invece, avrebbero anticipato e aperto la strada a tutto ciò che puntualmente si è verificato ed avverato nel 'volere e non potere', di tutti, in ambito di riforme. Caro Ceccarelli continua così e diamo tutti più che una 'occhiata' all'invito del Presidente Cossiga al "Governo italiano perché voglia adottare e proporre il progetto di transizione dell’Iraq ad un regime democratico, da parte di una Amministrazione straordinaria insediata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per iniziativa italiana e/o – se possibile – dell’UE. Garantendo al Presidente Saddam, in caso di sue dimissioni o abbandono del potere, la sua incolumità nell’esilio eventualmente prescelto. Il cosidetto "progetto franco-tedesco" non esiste, per ufficiale dichiarazione francese". Insomma, stando a molte autorevoli dichiarazioni il progetto franco-tedesco" sarebbe l'ennesima sola. Quindi, per dirla con Bonino e Pannella, anche noi ci auguriamo che il Governo faccia tesoro di questa rara occasione di una unità di proposta che avrebbe in sé la forza di superare le gravi difficoltà e contraddizioni europee, oltre che a rappresentare una tappa di straordinaria importanza verso l’obiettivo di una Organizzazione della e delle Democrazie.
Ci conforta nella speranza oltre 150 parlamentari in eguale numero sia alla Casa delle Libertà che dell’Ulivo hanno sottoscritto senza riserve questo obiettivo. 
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PANNELLA MINISTRO DEGLI ESTERI ("10 febbraio La Stampa" pag. 8)  di Filippo Ceccarelli
E’ possibile che Saddam Hussein resti al suo posto; e la guerra cominci come si immagina. Però bisogna riconoscere che Marco Pannella aveva capito - ancora una volta prima di tutti gli altri - che il vero sforzo politico, le estreme possibilità diplomatiche, oltre che su Saddam, si cancentravano sul dopo Saddam. Salvacondotti, esilio, impunità, magari anche soldi, purché si levi di torno.
In cambio: la pace. E Protettorato dell'Onu in Iraq. Alzi la mano chi non ci metterebbe la firma. L'Italia ha forse un ministro degli Esteri, ma non lo sa. La lungimiranza di Pannella si è tirata dietro un po' tutti. All'inizio sembrava solo una boutade irrealistica. Adesso «Iraq libero» resta l'unica sintesi possibile, oltre ai missili e alle bombe. Disse una volta Gianluigi Melega che Pannella era “una portaerei nel lago di Nemi”. Un talento più che sprecato. Ma proprio per questo viene da pensare con scoramento alle vicissitudini occorse alla Farnesina negli ultimi due anni. Non è la prima volta che Pannella ci azzecca. La politica estera e in realtà la sua passione più compiuta. Forse perché è italiano a metà, la mamma una francese nata nella Svizzera tedesca. Inoltre ha vissuto all'estero, tra Parigi e Bruxelles, quas la metà del suo tempo. A Strasburgo è conosciutissimo. Pannella è davvero un politico europeo. Ma è anche un matto, un visionario che persegue cose difficilissime da ottenere.
Ma poi: forse che gli altri, a cominciare da Bush e da Saddam, sono sani? «Date un matto ai liberali» scriveva l'avvocato Mario Ferrara (il nonno di Giuliano). I primi 128 firmatari del suo appello (64 del centrodestra, altrettanti del centrosinistra) è come se avessero detto: date un matto agli italiani. Pannella sarebbe un buon ministro perché sa com'è fatto il mondo. Conosce l'Est.
Il suo primo sciopero della fame, nel 1968, è per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. A differenza di tanti anti-comunisti dell'ultima ora, Pannella ha assaggiato di persona percosse ed arresti dalle polizie dei paesi comunisti.
All'Est i radicali hanno ormai i loro martiri, Andrea Tamburi, il giornalista Antonio Russo, gente che ci ha rimesso la pelle.
Durante le guerre dei Balcani Pannella si è vestito da miliziano croato. Erano anni che andava lanciando allarmi sul Kosovo. Inascoltato profeta. Da qualche tempo è impegnato sulla Cambogia, il Laos, il Vietnam. Ma Pannella conosce anche l'Africa.
Non ha mai fatto finta che non esista, quel continente alla deriva. Nei primi Anni Ottanta lanciò una campagna sulla fame così travolgente che l'altro giorno l'ha riconosciuto anche Andreotti. E' addirittura possibile che certe mattane di Pannella non dispiacciano a un altro profetico visionario. C'è una foto di loro due, al termine di una marcia per i bambini che morivano di fame.
Il leader radicale non sta nella pelle, Wojtyla sorride incuriosito. E poi ci sarebbe il mondo arabo. Qui Pannella ha pochi rapporti. Vuole Israele nell'Unione Europea, sta da quella parte, senza ipocrisie né giochetti. Eppure, se non da Pannella, è sempre dal mondo radicale che sull'Islam possono arrivare idee, speranza, nuove chiavi di interpretazione. Celebrata commissario dell’Ue,
ben conosciuta anche all'Onu, dopo i trionfi e le delusioni qui in Italia, tra le mille scelte che poteva fare, Emma Bonino ha deciso
di trasferirsi al Cairo per studiare il mondo arabo. E' da quasi due anni che se ne sta lì: a imparare, a conoscere. Un impegno che fa onore a lei, ma anche al mondo arabo. Poco più offre la politica, quando la forza si fa minacciosa. Uomini, donne, intuito, esperienza, coraggio. A questo, in fondo, servirebbero i ministri: a evitare bagni di sangue. Ma la gloria radicale resta sempre lontana dal potere. Roma, 10 Febbraio 2003  
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GiornalistiinTrincea riceve ed inoltra, firme ed indirizzi email sono pubblicati per espressa scelta e volontà dei mittenti. Re: a EurekaPolittico. Odg e l'Antipompous
 
  EurekaPolittico. Odg e l'Antipompous?
Sì Cari colleghi,
credo che il Direttore Feltri in questa vicenda abbia ancora dimostrato come nulla si può contro un uomo libero.
Forse Feltri, è uno dei pochi veri giornalisti che non deve chiedere niente a nessuno e che non ha scheletri nel suo armadio.
Le battaglie di civiltà e di libertà nel nostro Paese difficilmente vengono affrontate con lealtà, onestà intellettuale e coraggio.
Basta leggere quotidianamemente i giornali e le dichiarazioni di alcuni politici per verificare le continue contraddizioni tra il dire
e il fare, tra i buoni propositi ed le azioni reali. Pochi mettono a rischio l'impopolarità per il piacere della verità.
Feltri, pur sapendo di essere impopolare, anche di fronte ai poteri forti urla attraverso il Suo giornale lo sdegno di tanti italiani che ahimè vorrebbero urlare, ma non lo fanno per situazioni contingenti. Grazie al Direttore Feltri per quello che fa e che continuerà a fare per rendere più libero e veritiero il nostro Paese. Gianluigi La Guardia. 
 
EurekaPolittico. Odg e l'Antipompous?
Mi unisco all'apprezzamento a Vittorio Feltri, che stimo, e agli auguri... condividendo tutto quanto sotto riportato. Bruno Aprile 
 
   Eureka, anche il Papa Antipompous
Dopo il dichiararsi non infallibile
, anche il Papa, altro personaggio 'Antipompous', compie il suo atto democratico, così anche l'ordine dei giornalisti compie il suo!!!!! Abolire l'ordine del disordine. L'unico atto democratico da compiere!!!!
Pafl - Press Agency Free Land - 
pressagencyfreeland@libero.it 
 
EurekaRadio, ora anche una RadioAntipompous, From: Ciao Radio - Email
E' on-line il nuovo sito di CIAO RADIO realizzato in collaborazione con IN-FORMAT per creare una RADIO in internet, fatta per chi e da chi naviga in rete. Tutti possono partecipare in diversi modi. E' possibile: inserire una notizia - inserire una recensione - inserire il link ad un sito che si vuole consigliare - inserire una galleria di foto personali - inviare trasmissioni in formato audio - inviare interviste in formato audio. La redazione di CIAO RADIO IN-FORMAT pubblicherà tutto quanto perviene dai navigatori, per creare una vera e propria emittente radiofonica su internet, per tutti e di tutti. E' sufficiente registrarsi, con Nickname e E-mail (segreta).
Il resto scopritelo visitando CIAO RADIO IN-FORMAT www.ciaoradio.com  poi cliccate su: CIAO RADIO IN-FORMAT la tua radio in internet. Registrati e inserisci una news. Grazie per l'attenzione dallo staff di CIAO RADIO IN-FORMAT 
 
Eureka Futuro? Legge del Contrappasso.
Così come da molto tempo accade, come tutti notiamo nei grandi numeri delle casistiche giudiziarie più svariate -che trovano immediato e persino anticipato eco amplificato nei mezzi d'informazione- spesso cittadini italiani-europei inquisiti e indagati per vari reati, che si suppone abbiano commesso, risultano, dopo il vaglio dei vari Tribunali del Riesame, della Libertà, o dopo essere stati processati, innocenti dei Pregiudizi addebitati a volte con superficialità e leggerezza da un Sistema Inquisitorio e Legislativo, risalente a molti decenni, che avrebbe necessità assoluta di Ristrutturazione dalle fondamenta, e non solo di piccole e timide riforme. L'oggetto, tuttavia, è un altro: nella stragrande maggioranza dei casi, mentre il momento dell'indagine o dell'arresto del presunto reo viene enfatizzata al massimo sui mass-media, la successiva "prova d'innocenza" certificata dai Tribunali viene ridotta
a scarni comunicati, poche righe. C'è una sproporzione immane tra l'"Accusa a priori" e lo "Scagionamento a posteriori" che, a mio avviso, potrebbe persino configurare una palese Violazione dei Diritti dell'Uomo, alla voce Integrità morale e Onore della Persona. 
Rimediare sarebbe semplicissimo: per Legge, gli articoli stampa e le notizie radiotelevisive riguardanti l'Innocenza degli inquisiti dovrebbero avere la stessa dimensione e durata della pubblica notizia di accusa iniziale dei presunti rei. Se è stata occupata, ad esempio, mezza pagina di giornale per l'Accusa, per la durata di una settimana, mezza pagina di giornale per una settimana dovrebbe essere, come minimo, ristampata per confermare l'Innocenza. Francesco Martin. ush@libero.it
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A proposito di GiornalistiinTrincea
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From
: Segreteria Radicali
comunicato stampa- GIORNALISTI: DELLA VEDOVA, 40 ANNI DI ORDINE: ABOLIAMOLO

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato radicale al Parlamento europeo e Presidente di Radicali Italiani.
"Nella cerimonia di oggi per il quarantennale della Legge sull'ordinamento della professione giornalistica è mancata la riflessione fondamentale: a cosa è servito e a cosa serve l'Ordine? La risposta la diamo noi: non è servito e non serve a garantire la qualità,
il rigore e la "libertà" dell'informazione, compresa quella televisiva. E' servito e serve, a tutelare i privilegi corporativi dei cooptati dall'Ordine, soprattutto dalla concorrenza di migliaia di giovani costretti ad anni di impiego precario e a umilianti trafile burocratiche. L'Ordine dei giornalisti, la cui ragnatela si vorrebbe stendere anche nel regno del disordine creativo di internet, è un retaggio corporativo ereditato dal fascismo, contrario all'articolo 21 della Costituzione e palesemente in conflitto con le norme europee sulla libera circolazione dei lavoratori (articolo 39 Trattato di Roma). A tutti i convenuti alle celebrazioni per i 40 anni dell'Ordine, ricordiamo le parole di un grande liberale e Padre della Patria, Luigi Einaudi: "Idea da pedanti, da falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire agli altri di pensare con la propria testa. L'albo è un comico non senso, è immorale perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero"; e ancora: "è come se, per scrivere poesie, ci si dovesse iscrivere all'ordine dei poeti". L'Ordine va abolito per il bene della libera informazione, così come chiesero la stragrande maggioranza degli elettori italiani che parteciparono al Referendum radicale del giugno 1997, pur vanificato dal mancato raggiungimento del quorum".
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EurekaPolittico. Odg e l'Antipompous
Eureka n° 1.
Il 'Campionato' anticensura dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, durato circa 3 anni, si è concluso con la vittoria
- 46 voti a favore 42 contrari - dell'Antipompous per eccellenza e valoroso direttore di Libero Vittorio Feltri,
accusato, e perciò radiato dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per avere pubblicato nel corso dell'inchiesta condotta da Libero sulla pedofilia, le foto "sbattute in prima pagina" di un esercito di molesti pericolosi pedofili. Siccome la nostra prosa è improntata e tesa ai toni secchi, essenziali, antipompous, veritieri, trasversali e democratici (si tenta con tutte le forze di esimersi da qualsiasi ideologia privilegiando la pura informazione, -sperando di riuscirci e risultare tali ai nostri lettori-, di non fare mai abuso di questa parola magica, che, nei fatti, il più delle volte risulta un mero stucchevole quanto falso slogan, ahinoi) ci limitiamo a felicitarci con l'Antipompous Vittorio Feltri, -giornalista per eccellenza sobrio, schivo, generoso, obiettivo e sereno, mai militante-militonto, di poche parole ma di molti utili fatti -vedi il sostegno morale e finanziario dato al Carabiniere Placanica-e ad augurare a lui ed alla redazione di Libero, quotidiano che ha colmato un vuoto di democrazia -orizzontale- dell'informazione, lunghissima vita e prosperità. A Vittorio Feltri persona umana, ed al Direttore di Libero Vittorio Feltri, ribadiamo ed esprimiamo grande stima ed affetto nonchè consenso e ammirazione per l'opera coraggiosa, anticonformista, riformista, modernizzatrice, e Antipomposa, che compie quotidianamente con il suo giornale a favore della libera informazione improntata in primis al rispetto dell'intelligenza dei cittadini lettori-elettori. Passando ad altro ci domandiamo: come si sarebbe messa la 'faccenda Feltri' qualora il Papa, per ipotesi, solo alcuni mesi orsono, non avesse pubblicamente (finalmente) stigmatizzato e condannato Urbi et Orbi i Prelati USA, e non solo USA, notoriamente pedofili ma coperti dall'"informazione"?
Auguri Feltri, è attesa la tua immaginabile contromossa all'"assoluzione". GiornalistiinTrincea.
 
Eureka 2.
From: Gianluigi To: Giornalisti inTrincea su Giornalisti: 40 anni di Ordine: Aboliamolo
Sarebbe opportuno avviare una seria riflessione sulla riforma della professione. Ci sono giornalisti che esercitano con diligenza il proprio lavoro. Tanti altri, invece, con il loro superficiale operato contribuiscono a screditare una categoria che è importante per dare voce ai tanti mali del nostro Paese e non solo. Concordo quando si dice che vi sono delle vere e proprie 'caste' di privilegio.Abbiamo costituito, con alcuni colleghi, che hanno contribuito alla mia elezione a consigliere regionale dell'Ordine della Basilicata, l'associazione 'Giornalisti di Trincea', per tentare di scardinare qualche corporazione.
Ma purtroppo nulla è cambiato. Complimenti a voi e buon lavoro cari amici GiornalistiinTrincea. Gianluigi La Guardia.
 
Contro- Eureka 1. Condoni "tombali" e amnistia-indulto "vitali".
Noi, "la gente", ci aspettiamo che giornali e TV mostrino "da vicino" e descrivano tutto onestamente della "vita" (?) dentro
le carceri (in media un suicidio ogni settimana...), senza farsi incantare dalla continua, maldestra propaganda elettorale dell'ing. Castelli & Soci. Dopo i molteplici "condoni" fiscali governativi, è più chiaro a tutti che certezza del diritto e sicurezza della vita civile nulla hanno a che vedere con le atroci condizioni di vita nelle carceri italiane. Magistrati e politici sono responsabili "in solido" di queste condizioni incostituzionali ed illegali (causa di afflizioni supplementari "gratuite" e di danni alla salute del corpo e dello spirito di migliaia di persone) che impediscono ogni possibile "rieducazione" e perciò sono umanamente vergognose socialmente controproducenti, politicamente ipocrite e ridicole. Come è possibile il "rispetto" per la "giustizia", le Istituzioni ed uno Stato che si comportano illegalmente, con arroganza, ferocia e disumanità ed in cui persino sedicenti cattolici ignorano le "opere di misericordia" corporale e spirituale, nonostante gli appelli espliciti, concordi e ripetuti del Capo dello Stato e del Papa, da almeno 3 anni?
Marzia Canitto Prosperi.
 
Contro-Eureka 2. Censura.
da Telefono Antiplagio GiornalistiinTrincea riceve e inoltra - Censura web per 'Gli Ebrei e la Chiesa'
Censurato per la seconda volta 'Gli Ebrei e la Chiesa'
Appena 3 mesi fa Telefono Antiplagio aveva subìto l
'oscuramento dell'Osservatorio Televisivo striscialanotizia.net, oltre che il sito-parodia di 'Striscia la Notizia'. Ora è arrivata un'altra censura. Dopo le dichiarazioni della Santa Sede sull'apertura degli archivi vaticani riguardo il genocidio del popolo ebraico, Telefono Antiplagio aveva riportato nel suo sito
www.antiplagio.org la url del testo integrale del saggio 'Gli Ebrei e la Chiesa' (Ugo Mursia Editore Spa): pubblicato nel 1997, ritirato dal commercio nel 1998 (perché non gradito) e ripubblicato nel web alcuni mesi fa. Ma inspiegabilmente la pagina-internet è scomparsa e il dominio che la ospitava è stato bloccato. 'Gli Ebrei e la Chiesa', scritto da Vitaliano Mattioli, docente presso il Pontificio Istituto Sant'Apollinare e la Pontificia Università Urbaniana della Città del Vaticano, conteneva una lunga serie di documenti storici che aprivano scenari diversi sulle responsabilità dell’olocausto. Telefono Antiplagio aveva pensato di diffonderlo gratuitamente, in quanto Adolf Hitler era appassionato di astrologia ed occultismo ed anche alcuni suoi ministri (Krosigk e Goebbels) e gerarchi (Himmler ed Hess), in un clima di 'pura' follia, credevano nell'elezione esoterica e nelle sue radici razzistiche. Di fronte a questa continua limitazione della libertà, Telefono Antiplagio denuncia la grave forma di oscurantismo che si sta accanendo contro il suo servizio di volontariato ed evidenzia che, per la prima volta, un'opera sul genocidio viene prima ritirata dal commercio e poi oscurata sul web. Per ulteriori informazioni e per leggere l'illuminante introduzione del saggio 'Gli Ebrei e la Chiesa', visitate www.antiplagio.org/gliebreielachiesa.htm 
Grazie per l'attenzione, Giovanni Panunzio, fondatore e coordinatore di Telefono Antiplagio 
telefono@antiplagio.org  
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Caro Gingio, ariresistere?!
GiornalistiinTrincea@egroups riceve e volentieri inoltra La Lettera Aperta di una cittadina a Virginio Rognoni Vicepresidente CSM -Consiglio Superiore della Magistratura- La mittente della Lettera Aperta è Giuliana de Cesare ("Olcese", per riconoscerla, scrive). Trasmettiamo la lettera così come pervenutoci il testo originale, grafica, colore.  
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Caro Gingio, ariresistere?!
     Caro Gingio, pur se le alterne vicende della politica e dei salotti politici nazionali e romani hanno fatto sì
che le nostre vecchie care consuetudinali frequentazioni scemassero via via nel tempo, seguo sull'informazione 
l'evolversi dei tuoi incarichi istituzionali e del tuo lavoro. Così come per tutti i vecchi, e meno vecchi, amici di sempre tra Parlamento e Quirinale. Con un solo grande dolore e rimpianto: l'assenza forzata dalla vita familiare, politica e sociale dell'amico di sempre Nino Andreatta cui la vita ha riservato una sorte politica crudele privando 
il Paese e il centrosinistra dell'uomo politico che, per le doti unanimamente riconosciutegli, da alleati ed avversari, la cultura umanistica e politica, l'alto senso delle Istituzioni misto al gusto della dissacrazione e dell'arguto impietoso sfottò, -la' dove ci voleva-, se fosse ancora nelle Istituzioni e tra noi sono certa che lo schieramento di centrosinistra-ulivo non verserebbe nello stato in cui versa attualmente, e da tempo.
Forse proprio da quando Nino non è più tra noi, -noi inteso come popolo italiano, sia di centrosinistra che di centrodestra-. Ma perchè ricordo e scrivo di Andreatta? Il motivo c'è e, stringatamente, per non occupare troppo
il tuo tempo prezioso, te lo esterno. E' che, ne sono certa, se su tutti i polveroni, trasversali, le "incitazioni", i richiami delle diverse foreste politiche -vuoi di appartenenze che di corporazioni-, peraltro appariscenti quanto innegabili, le frasi fatte, -sconcertantemente primitive, se pronunciate dalla classe dirigente italiana nei suoi diversi comparti istituzionali, gli squilli di Trombe, & Tromboni, che s'odon da destra e sinistra sulla Giustizia, 
da cui noi Cittadini siamo assordati da mane a sera, -subendone pesantissime conseguenze sociali, nonchè danni morali e materiali letali-, si leggessero e così s'udisse il bel canto dei gorgheggi impietosi quanto intonati, arguti e precisissimi del Politico e Uomo delle Istituzioni Andreatta, non solo ne guadagnerebbero l'attendibilità dei proclami istituzionali ma, noi Cittadini, noi 'Popolo Sovrano' (?), dormiremmo sonni più tranquilli vivendo una esistenza non destabilizzata e precaria alla mercè degli "umori" della politica e delle istituzioni che ci governano chiamate all'arbitrato sulle nostre vicende personali.
Caro Gingio, mi sento in totale libertà di esprimerti personalmente ed ufficialmente quanto sopra, essendo anch'io, e con me mia figlia, tra le migliaia e migliaia di individui anonimi, due di quei cittadini il cui destino e le relative necessità primarie sono condizionate da "sviste" tragiche -per le abnormi conseguenze che si portano dietro-, della giustizia del Tribunale di Roma. Allora, per concludere, ariresistere?!
No caro Presidente e amico Virginio, non ariresistere, bensì esistere, tutti, comme il faut, chacuen aux sa place e tutti, indistintamente tutti, garantiti da Istituzioni e Giustizia, le cui esistenze, a loro volta, sono garantite anche da noi governati-contribuenti. E, quindi, perciò non sottoposti, nessuno, agli "umori" o, peggio, nei casi quotidiani peggiori, alle esigenze effimere e temporali vuoi elettorali, vuoi governative, vuoi giudiziarie, vuoi di mero potere
ai diversi livelli. Con la stima e l'amicizia di sempre buon lavoro per te e per la tua dolce metà Giancarla,
un saluto affettuoso e cordiale da Giuliana de Cesare ("Olcese", per riconoscermi).
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A Liberal Polittico de Justitia and Society. BACIO I PIEDI - come farebbe un Papa -
a chi ha scritto e mi ha inviato il polittico. Fotografa perfettamente la realtà dei Fatti.. tanto che stavo proprio per preparare una
e-mail circolare che propagandava i medesimi concetti!!! Bravissimi, Grazie mi avete risparmiato un'ora di lavoro. Francesco Martin.
 
 
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 GiornalistiinTrincea@egroups  riceve e inoltra
Liberal Polittico de Justizia and Society.
   1.          Spezzare la morsa tra conflitto di interessi e magistratura politicizzata.
Raffaello Morelli, Segretario Politico della FdL, ha dichiarato:
"La pestilenza del conflitto di interessi colpisce ancora impedendo di affrontare la riforma della giustizia (che è sempre più urgente). Sospettato di agire solo per i suoi personali interessi, il Presidente del Consiglio non ha l'autorevolezza necessaria per imporre il confronto su quei temi dell'amministrazione della giustizia che pure lui stesso indica con precisione. E d'altra parte la sinistra, incapace di resistere alle vaneggianti sollecitazioni degli ambienti giustizialisti, si accoda al partito di quei magistrati che distorcono la propria funzione in battaglia politica. L'Italia ha urgente bisogno di un'opposizione che sia liberale e sappia spezzare la morsa soffocante tra conflitto di interessi e magistratura politicizzata. Da un lato occorre arginare i nefasti effetti del conflitto di interessi
del Presidente del Consiglio e dall'altro bloccare con fermezza i continui tentativi di settori della Magistratura di sovrapporsi alle legittime scelte dei cittadini (che, secondo la Costituzione, non è compito dei magistrati contestare)".
Raffaello Morelli, Segretario Politico della FdL, Roma Federazione dei Liberali, Membro di Liberal International.
 2.          "Magistratura fuori controllo".
"Ormai la magistratura è una potestà arbitraria e incontrollabile. Noi ci troviamo dinanzi a una serie di luoghi comuni il primo dei quali è quello che la magistratura operi come un organo delegato della politica, di una politica, però. Questo non è vero, perchè c'è lo stimolo personale dell'ideologia individuale, che contamina anche la purezza della decisione giudiziaria. Ma non si può parlare di una magistratura politicizzata per la semplice ragione che, purtroppo, non esiste una magistratura. Esiste solo un coacervo di personalità, la più parte degnissima, la quale opera nell'anarchia istituzionale e con un senso superbo di incensurabilità, e che rende quella che dovrebbe essere in astratto un potere autonomo, ma coordinato, una potestà arbitraria incontrollabile, persino al proprio interno". <Intervento di Filippo Mancuso, -gruppo misto camera deputati, ex ministro della giustizia-, nella discussione generale sulla legge che riforma il quorum per le leggi di amnistia e indulto>. 
 3.        TV italiana fra grottesco e tragicomico.
"La TV italiana insegue un modello commerciale e offre un prodotto vecchio. Si ricorre al nudo quando non ce n'è alcun bisogno.
Si tratta di autentiche offese alla donna". Parola di Antonio Baldassarre, presidente Rai, subito contraddetto a mezzo stampa
dal direttore generale Agostino Saccà. Così la storia della Rai continua all'infinito, fra grottesco e tragicomico. E continuerà fino
a quando non si accetterà il principio che uno Stato liberale non può avere 3 reti televisive, da distribuire 1 a destra, 1 a sinistra e 1al centro. Anche in Inghilterra esistono destra, sinistra e centro, eppure c'è una sola Bbc che, a quanto pare, basta e avanza per garantire il pluralismo dell'informazione. E allora perché non seguire l'esempio inglese lasciando allo Stato 1sola rete mettendo sul mercato le altre 2? Stessa cosa per Mediaset. Forse così si porrà rimedio all'altro mostro, l'Auditel: ma questo è un altro discorso. Società Libera.
(Consiglio direttivo di Società Libera: Daniele Bodini, Aldo Brachetti Peretti, Francesco Caltagirone, Ralf Dahrendorf, Luigi D'Amato, Andrea Marcucci, Presidente Vittorio Merloni, Francesco Micheli, Vincenzo Olita, Direttore Nicola Piepoli, Gianfelice Rocca, Fabio Roversi Monaco, Giovanni Sartori, Vice Presidente Carlo Scognamiglio, Vincenzo Simoncelli, Franco Tatò) - www.societalibera.org 
 
      4.       Golden share "all'italiana".
Nel 1997 i radicali promossero un referendum per l'abolizione della golden share "all'italiana". La stragrande maggioranza dei votanti si espresse favorevolmente, anche se il referendum non raggiunse il quorum del 50% dei votanti. Ma, nonostante quel segnale inequivocabile, maggioranze e governi di vario colore hanno fin qui difeso con i denti la legge che assicura al Governo un potere di condizionamento e di veto nelle aziende "privatizzate". L'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia da parte del Commissario Bolkestein era prevedibile e prevista. Anzichè aprire un contenzioso che lo vedrebbe alla fine comunque soccombere, il Governo italiano farebbe bene a porre mano immediatamente alla cancellazione della golden share, che, nella definizione italiana, rappresenta il tentativo malcelato da parte dello Stato di preservare una possibilità di ingerenza anche in aziende completamente privatizzate ed operanti in mercati liberalizzati, come nel caso della Telecom. La presenza di una molteplicità di Authorities garantisce già, in modo ridondante, la tutela dei mercati sensibili da comportamenti giudicati negativi per la concorrenza e per i consumatori. Quanto agli elementi di reciprocità all'interno del mercato unico europeo e alla difesa da comportamenti "predatori"
da taluni campioni nazionali quali la francese EDF, abolendo la golden share, il Governo italiano potrebbe acquisire quella forza e credibilità che mancano per chiedere interventi da parte di Bruxelles contro tutti i comportamenti dei paesi membri che ostacolano
il mercato e la concorrenza in Europa. Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato radicale al Parlamento europeo.  
5. "Per liberalismo si deve intendere non solo [...] lo stato fondato sulla tecnica dei limiti del potere statale, ma anche lo stato che ha per ideale il massimo sviluppo dell'individuo come centro autonomo di creazione di valori”
Da: N. Bobbio, Politica e Cultura.
        'Vita quotidiana e devolution' di Dino Cofrancesco - 'L'Europa e il futuro della Politica' - on-line il testo integrale del libro. Società libera.
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OgL and Justizia
GiornalistiinTrinceaperlaGiustizia@egroups riceve ed inoltra.
From: ordine dei giornalisti-milano odg@galactica.it
To: fabruzzo39@hotmail.com Sent: Thursday, January 30, 2003 8:58 AM
Subject: comunicato SITO GIORNALISTA RADIATO
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Comunicato stampa del presidente dell'OgL (2 pagine) Vicenda di “Striscia la notizia” e sindaci di Roana e Asiago:
Paola Rossi e Fulvio Scocchera saranno interrogati il 3 marzo dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Milano, 30 gennaio 2003. I giornalisti pubblicisti Paola Rossi e Fulvio Scocchera, coinvolti nella vicenda dei sindaci di Roana e Asiago (Vicenza) emersa il 9 gennaio scorso grazie al tg satirico “Striscia la notizia”, saranno interrogati il 3 marzo prossimo.
Il Consiglio ha aperto il procedimento disciplinare nella seduta del 20 gennaio. Dice la delibera: “Il Consiglio, valutate la documentazione acquisita e le difese scritte di Paola Rossi e Fulvio Scocchera, ha deliberato di aprire il procedimento disciplinare nei loro riguardi Hcon riferimento agli articoli 2 e 48 della legge professionale n. 69/1963, ritenendo la cronaca apparsa sul “Corriere della Sera” del 10 gennaio 2003 ricca di fatti e di indizi di responsabilità deontologica, che meritano di essere approfonditi.
I fatti (“raccontati” dal filmato) appaiono nitidi e non sembra necessario attendere l'esito dell'istruttoria penale per poterli poi valutare sotto l'aspetto disciplinare”. Il procedimento disciplinare è stato avviato il 13 gennaio con la notifica di un avviso disciplinare.
 Radiato giornalista pubblicista
Milano, 30 gennaio 2003. Il giornalista pubblicista Gianfranco Rosso (direttore responsabile del quotidiano online  (www.marketpress.info) è stato radiato dall'Albo. Questo il capo d'incolpazione elevato dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia: ““Aver compiuto gravi atti persecutori, anche sul luogo del lavoro, nei riguardi della signora XY, che svolge attività giornalistica non professionale, arrogandosi la veste impropria di giustiziere e ciò in contrasto con la legge penale della Repubblica”. Si legge nella delibera: “Gianfranco Rosso, come cittadino, ha diritto di denunciare fatti-reato all'autorità giudiziaria, ma non può sostituirsi alla polizia giudiziaria oppure farsi giustizia da solo. D'altro lato la libertà di manifestazione del pensiero è un diritto costituzionale di tutti i cittadini, i quali, per potersi iscrivere nell'elenco pubblicisti dell'Albo, devono svolgere per due anni attività giornalistica in maniera non occasionale e retribuita (articoli 1 e 35 della legge n. 69/1963). E' evidente che nei due anni, richiesti dalla legge, gli stessi non sono iscritti nell'elenco pubblicisti dell'Albo e pertanto non possono essere oggetto di atti ostili quando ricevono (o cercano) notizie (diritto garantito dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo)”.
 Emilio Carelli (direttore del Tgcom) richiamato ”ai suoi doveri”
Milano, 30 gennaio. Il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha deliberato (al termine di una complessa e lunga istruttoria) di sanzionare con  l'avvertimento (art. 52 della legge n. 69/1963) il giornalista professionista Emilio Carelli, direttore del Tgcom, richiamandolo “all'osservanza dei suoi doveri”. Nella delibera adottata dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia si legge: “Carelli è venuto meno ai doveri di colleganza e il suo comportamento è pertanto lesivo delle regole deontologiche della professione giornalistica improntate alla correttezza, alla buona fede, alla lealtà, al rispetto della dignità della persona, al rafforzamento della fiducia dei lettori nella stampa e nel giornalismo. La colleganza avrebbe dovuto determinare in Carelli atteggiamenti tali da non “compromettere la sua reputazione e la dignità dell'Ordine”. E' indubbio che XY (redattore del Tgcom, ndr) abbia subito il 24 febbraio 2002 un attacco di panico certificato dall'Ospedale San Raffaele, che appare collegato allo stress evidente di un episodio di vita redazionale e anche di una situazione sempre più tendente al degrado dei rapporti umani.
Carelli ha contestato, in maniera chiaramente pretestuosa, a XY di non aver aggiornato quella mattina il Tgcom, ma non ha dimostrato che notizie nuove rispetto alla sera precedente fossero nei circuiti delle agenzie di stampa”.
“Il Consiglio non accetta la linea del direttore che è quella, come hanno riferito alcuni redattori (in particolare Mn e GF), di far cambiare titoli e testi, pur in mancanza di novità, per dare l'idea al lettore di una certa freschezza del notiziario.
Il lettore (abituale), però, si accorge facilmente che il notiziario ha subito un maquillage (come dice TR), che è quello della sera prima con conseguente caduta del rapporto di fiducia fra lo stesso lettore e la stampa (in particolare il Tgcom). Dall'insieme delle audizioni dei redattori del Tgcom affiorano spezzoni di scambi vivaci (“Sì, scambi vivaci ci sono stati ma non penso che siano, adesso insomma la vita di redazione la conosciamo tutti“ racconta LB) sull'attenzione particolare che Carelli dedicava al suo caposervizio del politico. Non si può pretendere dai giornalisti di una piccola redazione di parlare a viso aperto, soprattutto quando
il direttore li invita (negli uffici aziendali) a rendere testimonianza (a proprio favore) all'avvocato difensore”. “Lo spirito di colleganza avrebbe dovuto dettare a Carelli atteggiamenti diversi e improntati al rispetto della dignità sociale di XY. Il direttore (e Carelli era tale di fatto) è la guida morale della sua “squadra” e ciò impone responsabilità e sensibilità particolari, che nel caso specifico sono mancate”. “Il Consiglio intende preliminarmente affermare che dall'istruttoria non è emerso alcun caso di mobbing generalizzato, concetto evocato durante il procedimento soltanto e immotivatamente dall'assemblea di redazione del Tgcom con un documento trasmesso al Consiglio (episodio, questo, che dimostra l'isolamento di XY all’interno del collettivo redazionale).
Il Consiglio non intende utilizzare neanche la parola mobbing (peraltro di difficile definizione) relativamente ai rapporti Carelli-XY, perché la situazione conflittuale (antecedente alla nomina di Carelli a direttore del Tgcom) è stata creata dall'editore del Tgcom, quando ha promosso a direttore di Mediasetonline e poi retrocesso a caposervizio XY”.
Subject: R: GIORNALISTI: RADIATO DALL'ALBO DIRETTORE MARKETPRESS.INFO 2
Come da me sostenuto nel comunicato "Perseguitato a Perseguitatore" vi trasmetto 4 articoli, in archivio www.corriere.it ma significativi di chi ha montato tutto il progetto della mia radiazione dall'ordine:si chiama Tommaso Marino. Questo personaggio, di cui ho appreso solo da qualche giorno la sua storia, si è presentato diverse volte al dott. Abruzzo e ha chiesto la mia radiazione.
Di tutto ciò è al corrente sia il magistrato competente che la Polizia, il dott. Abruzzo, che pure mi ha consigliato di rivolgermi alla forza pubblica, riceveva ed ascoltava il Marino che chiedeva la mia radiazione. Va tenuto presente che la Polizia ha già perquisito la casa di Marino e gli ha sequestrato il computer perchè inviava e-mail di diffamazione sul mio conto. Da rilevare che ciò va avanti da 2 anni ed è stata generata, gestita e mantenuta sempre dal Marino e dai suoi amici come Laura Cusari, dipendente part-time del Comune di Milano (la giornalista non iscritta (XY) che non si capisce perchè il dott. Abruzzo non nomina nel suo comunicato) e dal suo vice direttore Roberto Roselli "ex pittore" e testimone permanente ai processi che Marino mi ha intentato. Unica mia colpa è di essere stato invitato a partecipare ad una conferenza de "I viaggi del Ventaglio" dove, ma l'ho capito solo ora, mi si è materializzato davanti Tommaso Marino che non avevo mai visto e mai conosciuto in vita mia. Da quel momento, non ho capito perchè, mi sono arrivate citazioni, telefonate anonime intimidatorie a me e ad i miei collaboratori, al punto che abbiamo dovuto togliere dei nominativi di giornalisti dalle rubriche poichè il Marino li intimidiva e scherniva alle conferenze stampa. Per correttezza ho sempre informato l'Ordine fino ad oggi, ma considerato che il Marino era eccessivamente invasivo nei confronti anche dell'OdG, il consiglio, pensando di liberarsene e collegandomi ad esso, ha ritenuto di risolvere il problema radiandomi dall'Ordine e così creando un giornalista iscritto disoccupato con il rischio di chiudere la mia attività e tutto ciò che ne consegue creato dal nulla in anni di sacrificio. Nonostante, in sede di audizione presso il consiglio dell'O.d.G, il mio avvocato abbia sostenuto che il caso "Laura Cusari" che si spacciava per giornalista di "Donna Moderna" "Modalive" "Modalife" era stato creato ad arte da Tommaso Marino, il dott. Franco Abruzzo non ha voluto credere nemmeno ad una virgola di quanto sostenuto. Per dimostrarlo, su 4 gradi di giudizio (lettera, ammonimento, sospensione e radiazione) ha deciso per l'ultima. Non contento si accaniva contro di me diffondendo un comicato all'Ansa additandomi come un criminale riportando per ben 3 volte la parola persecutore e da poliziotto sono stato trasformato in giustiziere. Ma il colmo è stato che la decisione di radiarmi dall'Albo, da parte del Consiglio dell'OdG, adottata dopo l'audizione del 20 gennaio 2003. Mi era già stata anticipata il 26 Novembre 2002 prima da un SMS che riportava questo testo "Chi ha diffuso la notizia della tua radiazione? Forse Abruzzo che ti vuole tanto bene" Mitt. Clarence by Supereva, dopo qualche giorno un conoscente del Marino, certo Antonio Gala, telefonava ad un suo conoscente per diffondere la notizia, per ultimo lo stesso Marino qualche settimana fa, presso il Tribunale di Pace e davanti al mio avvocato si esprimeva cosi "Tanto hanno già deciso di ritirarti la tessera da giornalista e fra un po' sarai disoccupato". Ma per darvi l'idea dello squallore della vicenda vi basti pensare che alla base di tutto vi è, da parte di questi 3 ed altri personaggi, la partecipazione non a conferenze stampa, ma ai pranzi relativi alle conferenze e sopratutto spacciarsi per giornalista al fine di partecipare a crociere, viaggi ed essere ospitati i fine settimana. Per fare questo stampano anche biglietti da visita, che richiamano ad attività editoriali "Milanopress, Wide Press, Agenzia Giornalistica On Line. Dopo la diffusione dell'Ansa mi è arrivata una telefonata anonima e intimidatoria che mi ingiungeva di non partecipare più ai pranzi. Inoltre sono stato informato che il Marino mi sta cercando accanitamente in tutte le conferenze stampa per screditarmi pubblicamente e per farlo distribuisce le fotocopie del comunicato ANS diramato dall'OdG. Questa, non so se si chiami deontologia professionale!. Vivo tappato in casa con il terrore di ricevere telefonate intimidatorie. Ecco in breve 2 anni di dure battaglie, avvocati processi ed infine radiazione. Ma chi gli da tutta questa potenza a questo ex bidello invalido assenteista che ha un fratello di cui non si sa nulla, vive con la sorella ed è stato radiato dall'albo dei praticanti del Foro di Busto Arsizio? Non lavora, ha la macchina, è conosciuto al TAR di Milano. Ho tanto di quel materiale che si potrebbe fare un libro, ma l'argomento, purtroppo è squallido. Franco Rosso - redazione@marketpress.info
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Da: Giornalisti inTrincea
Inviato: venerdì 31 gennaio 2003 22.03 A: marketpress-web
Oggetto: Re: GIORNALISTI: RADIATO DALL'ALBO DIRETTORE MARKETPRESS.INFO
Gentile Franco Rosso, riguardo a quanto ci esponi, ieri, 30 gennaio, abbiamo ricevuto il comunicato del presidente dell'Odg Lombardia Franco Abruzzo che solitamente ci invia molti comunicati. Ritenendolo di interesse generale, per carta stampata, media e siti online specifici sull'informazione, lo abbiamo diramato. Venendo a conoscenza del tuo sito tramite quel comunicato ci siamo collegati dal nostro desk centrale a cui arrivano i post e che, secondo l'interesse sul mondo dell'informazione, della politica e del sociale che rappresentano, diramiamo specificando la provenienza regionale. Purtroppo della tua intera vicenda nulla sappiamo, per cui è molto difficile analizzare il tutto, anzi, vorremmo saperne di più. Non conoscendo i fatti è impossibile formularti un giudizio. Facci avere notizie più particolareggiate. Auguri e in attesa di tue ti salutiamo cordialmente. GiornalistiinTrincea Desk centrale 
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From: marketpress-web To: Giornalisti inTrincea Sent: Friday, January 31, 2003 5:00 PMSubject: GIORNALISTI: RADIATO DALL'ALBO DIRETTORE MARKETPRESS.INFO
Cari Giornalisti in Trincea, cosa ne pensate di questa notizia e soprattutto dell'accanimento del presidente dell'O.d.G: Franco Abruzzo il quale dopo questa grave decisione da in pasto la notizia all'Ansa (alla stregua di un criminale) della radiazione di un giornalista iscritto a favore di UNA NUOVA CATEGORIA DI GIORNALISTI I "NON ISCRITTI". 
Come noterete, di questa "COLLEGA NON ISCRITTA" non compare nemmeno il nome anche se questa non è minorenne. Perchè?
Franco Rosso redazione@marketpress.info
 
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GIORNALISTI: RADIATO DALL'ALBO DIRETTORE MARKETPRESS.INFO
(ANSA) - MILANO, 30 GEN - Il giornalista pubblicista Gianfranco Rosso (direttore responsabile del quotidiano online
www.marketpress.info) è stato radiato dall'Albo dei giornalisti pubblicisti della Lombardia, per avere compiuto atti «persecutori» nei riguardi di una signora che svolge attività giornalistica pur non essendo iscritta all'Ordine. Lo ha reso noto l'Ordine dei giornalisti lombardo. Secondo il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti Gianfranco Rosso:«Ha compiuto gravi atti persecutori, anche sul luogo del lavoro, nei riguardi della signora XY, che svolge attività giornalistica non professionale, arrogandosi la veste impropria di giustiziere e ciò in contrasto con la legge penale della Repubblica».(ANSA).
Anch'io ho dato la mia versione dei fatti all'Ansa. Speriamo le pubblichino vicine. Ciao Franco Rosso- redazione@marketpress.info
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DIRETTORE MARKETPRESS.INFO RADIATO: "DA PERSEGUITATO, SONO DIVENTATO IL PERSECUTORE"
Milano, 30 gennaio 2003 - Apprendo con stupore e rammarico di essere stato radiato dall'albo dei giornalisti pubblicisti di Milano
a seguito di procedimento disciplinare dove, da perseguitato, sono diventato il persecutore, per essermi difeso ed aver difeso il prestigio e l'onore dell'Ordine dei Giornalisti e con lui tutti i giornalisti. La commissione disciplinare, presieduta da Franco Abruzzo mi ha radiato dall'Albo "Licenziandomi in tronco". Lo sbigottimento si ingigantisce se si pensa che quello che in definitiva non ho fatto poteva essere sanzionata al massimo con un rimprovero. Non so ancora quale disegno ci sia alla base di questo gravissimo episodio, dico soltanto che sono contento che in Italia ci siano tre gradi di giurisdizione, perché in appello sarà l'ex collega Franco Abruzzo a dover dare spiegazioni.
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Orlando Furiosi in Sciopero, Girotondo o Travagli?
Gli Orlando Furiosi.
Gli Orlando Furiosi covano uno sciopero o un Girotondo ora che un "manipolo" di magistrati disobbedienti (le cui fila, trasversali, vanno ingrossandosi via via che sulla stampa appaiono certe esternazioni che stanno indignando i comuni cittadini)
ha reso noto all'Anm che loro non ci stanno a seguire la rotta della politicizzazione strisciante, cosa farà la Fsiof? Troverà la solita paglia per i soliti 100 cavalli per proclamare uno sciopero o un girotondo?
Date le più svariate "motivazioni", addotte negli ultimi exploit scioperosi, siamo quasi certi di sì, stante il numero di Orlando Furiosi che militano tra la Premiata Ditta Fsiof e varie 'associazioni' in servizio permanente effettivo di indignazione.
 
Il Girotondo è proprio un Travaglio.
Dalle 20,30 a dopo le 23 su Telelombardia i "girotondisti" hanno fatto il loro exploit di gennaio, sin qui tutto normale. Normale che Santoro sparasse bordate contro la RAI che ha e lo sta ampiamente foraggiando. Consuete le sparate dell'ex presidente RAI e la propaganda politica di un sindacalista che vuole farsi re. Non proprio normali le parole di un nostro "collega" tale Marco Travaglio che ha raccontato episodi su personaggi della maggioranza di governo, di inquisiti e condannati che siedono in Parlamento, di Senatori a vita condannati con sentenza definitiva che scorazzano liberamente per il Transatlantico. Insomma ha parlato di cose
che secondo lui non possono appartenere ad un "paese normale", cose da "fantascienza" da "grande fratello".
Da come ha esposto le cose il "collega" viene da pensare che abbia iniziato la professione solamente da qualche mese, per tanto completamente all'oscuro di quanto è sempre accaduto con i nostri politici, a cominciare da Morannino, anni 50, per continuare con un numero non calcolabile di alti esponenti politici pluri inquisiti per reati come il falso in atto pubblico, la concussione, gli interessi privati in atti d'ufficio, le minacce a pubblici ufficiali, l'abigeato. Sorvoliamo su quei parlamentari che andavano al nord a prendere fondi nero-rossi destinati alle casse di alcuni partiti. Stante ciò che ha denunciato Travaglio, sorge un altro dubbio dato che è rivolto verso una sola categoria politica. Sull'altra sponda neppure una parola. Sicuramente la sua giovane età professionale non gli ha ancora dato modo di conoscere anche l'altra verità. Con il tempo si farà. Per il momento sarebbe meglio che scrivesse "coccodrilli" sempre che non scriva un necrologio su "Cristo, morto dal freddo". PLD. Milano GiornalistiinTrinceaLombardia@egroups
 
Travaglio un collega?
Travaglio un collega? Che parola grossa, caso mai un forzato della penna in una direzione sola, visto i debiti che si ritrova
sul groppone con tutte le condanne subite per falso e calunnia ai danni di Berlusconi & CO!!! Andrebbe secondo me portato ad esempio per come NON SI FA giornalismo, questo sì! Un conto è scrivere per scelte ideologiche, un altro è scrivere solo per diffamare senza riscontri veritieri sulle fonti, come fa da sempre il nostro eroe! Ad maiora! RT - Torino.
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   Busi, Usi & Abusi di ordinaria follia
Giornalisti inTrincea: Riceviamo From: Arrigo Muscio To: GiornalistiinTrincea@iol.it ed inoltriamo invitando, da laici,
a collegarsi ai documenti qui in calce per una indicativa lettura su  http://www.genitoricattolici.org/dossier%20giustizia.htm
     - La Costituzione e il “dossier giustizia”-
In occasione dell'anno giudiziario diversi giudici hanno sfilato con la Costituzione sottobraccio, come è stato evidenziato da molti mass media. Ci permettiamo di suggerire ai giudici di tenere sotto l'altro braccio anche una copia del “dossier giustizia”
http://www.genitoricattolici.org/dossier%20giustizia.htm. Potranno, di conseguenza, effettuare una verifica sull'applicazione della Costituzione riguardo a quanto segnalato in tale dossier.
Cordiali saluti. Arrigo Muscio presidente Associazione Genitori Cattolici
arrigo.muscio@tiscalinet.it 
         DOSSIER GIUSTIZIA      http://www.genitoricattolici.org/dossier%20giustizia.htm