Omnia
Press Giornalisti in Trincea:
Ne' contro la destra ne' contro la
sinistra: Ma come difendersi da
questo o da quello?
Non sapevate che se ce
gusta qualche intervientos di un bravo figlio (sveglio, sintetico, non
palloso e che senza fronzoli di prose va al cuore del
problema) lo diramiamo alla grande? Ne abbiamo pubblicati parecchi e sopratutto
quelli che dicono cose che non dicono i giornali in genere o cittadini
senza fantasia o che si occupano di cazzate. Cerchiamo voci nuove ed originali, tranne alcuni opinionisti
già noti che però scrivono d'altro, con nom de plume, rispetto alla
media solita che sta su tutti
i giornali ogni giorno.
Privilegiamo i veri problemi dei cittadini, non i pistolotti
di uno che fa la critica della critica della critica all'articolo
di quello o di quell'altro
giornalista -cosa oramai che straborda dai giornali-: secondo noi per
protagonismo maniacale, tipo Santoro e Biagi,- o
perchè, tenere il culo sulla sedia senza muoversi mai, come dice il buon
Feltri, è più comodo che darsi da fare a cercare cose inedite o nuove o
fare parlare direttamente la gente -cosa peraltro aborrita dalla politica, e
dalla "Stampa Amica", vuoi dell'uno, vuoi dell'altro schieramento-, tanto che ti
tengono gli occhi addosso e aspettano solo
il momento di farti
staccare la spina dal provider..... Che ne volete sapere..... è un romanzo giallo.... ma di un color giallo merda e maleodorante
sporchissimo di poteri collusi tra loro. Basta una telefonata tra Presidentoni,
tra Bruxelles, Pirellone e "Serenissimo" Comune e la mannaia è bell'e che calata
sulla testa del malcapitato. Si pagano le prese di posizione a favore di gente
come i Serenissimi, come i reati di opinione o come contro la legge
Mancino, come a favore dei referendun liberali, come contro il falso
federalismo ecc ecc ecc ecc.
Quante ne vediamo qua da
mane a sera..... perfino su certi giudici de quelli de seconda e terza fila più
disgggrazzziati che gliè manca er nome su li ggiornali....hanno scoperto la
visibilità che dà internet e vanno a caccia di passerotti e di ereditiere
bisbetiche e avide come caimani affamati che però, essi, privilegiano
rispetto ai poveri e alle povere disgraziate....invece di occupare il tempo,
pagatogli con le tasse di tutti, a fare funzionare la giustizia.
Come, peraltro, è
loro dovere prima, e diritto poi.
Ne' contro
la destra ne' contro la sinistra ma
Come difendersi da questo o da quello? Per
esempio.............
[ZEUS News
- www.zeusnews.it -
Prima Pagina,
10-03-2003]
<<Berlusconi e
Tronchetti Provera. Il colloquio a Palazzo Chigi tra Berlusconi
e Tronchetti Provera è l'immagine più emblematica di cosa sia
il conflitto di interessi>>
di Pier Luigi
Tolardo
Alcuni giorni fa il
CentroSinistra ha gridato allo scandalo per un vertice tra Berlusconi e i leader
del Centrodestra Follini, Bossi (che è anche Ministro), Fini (che è anche
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri): perchè? I 4 uomini politici e di
governo si erano riuniti nella sede romana di Forza Italia per decidere i nuovi
vertici della Rai dopo le dimissioni degli ultimi 2 che ancora non lo avevano
fatto: lo scandalo stava nel fatto che la scelta del Consiglio d'Amministrazione
della Rai spetta ai Presidenti delle Camere e non al Governo. Anzi, Berlusconi
aveva sempre pubblicamente dichiarato di non volersi occupare della Rai, poiché
è proprietario di Mediaset (il maggiore concorrente della Rai) tanto che,
quando si discute di Rai, sia Berlusconi che il sottosegretario alla Presidenza
Gianni Letta (già Vicepresidente Mediaset e tuttora azionista) escono dalla sala
del Consiglio dei Ministri. Recentemente Silvio Berlusconi (non è la prima
volta) ha ricevuto a Palazzo Chigi, il Presidente di Pirelli e Telecom Italia
Marco Tronchetti Provera. Il tema sarebbe Mediobanca, di cui sia Berlusconi che
Tronchetti Provera sono tra i maggiori azionisti. Mediobanca che è impegnata in
una lotta per il controllo della Generali Assicurazioni e - si sa - Berlusconi
possiede Mediolanum che è un'importante compagnia di assicurazioni (che dovrebbe
essere concorrente di Generali, sic!). Si sarebbe trattato dunque,
di una discussione tra soci
d'affari: peccato che uno dei 2 sia anche il Capo del Governo che dovrebbe
essere estraneo ai giochi privati della finanza e della borsa, estraneo e semmai
arbitro degli affari privati, e questo in una sede istituzionale. Berlusconi e
Tronchetti Provera discutono di finanza, di controllo di Mediobanca, di giochi
di borsa mentre il declino industriale del Paese è evidente: uno studio dello Smau dimostra che
il settore delle telecomunicazioni e informatica in Italia continua a perdere
colpi, si investe di meno, si è indietro
rispetto al resto dell'Europa.
Sia Berlusconi che
Tronchetti Provera sono certamente un po' responsabili di questo e non mi
riferisco alla capacità di governo di Berlusconi ma al Berlusconi imprenditore,
che non sta investendo nella Tv digitale, e al Tronchetti Provera impegnato con
Alice, ma non abbastanza nello sviluppo della banda larga nel Paese, e
sembrerebbe che il loro impegno prevalente sia quello finanziario- speculativo,
una prevalenza della sfera finanziaria sugli investimenti produttivi che, senza
fare nomi e cognomi, ha lamentato anche il
Presidente di Confindustria D'Amato,
che non può certo essere
accusato di essere un pericoloso sovversivo comunista.
Poi Berlusconi e Tronchetti Provera
sono anche partner di affari, poiché Mediaset è entrata nel capitale di Telecom
Italia e non con una piccola quota, perché Pirelli ha acquistato da Fininvest
l'immobiliare berlusconiana Edilnord e Seat ha rilevato le Pagine Utili di
Mediaset e non sono quisquiglie se pensiamo che metà dei componenti del
Consiglio dell'Authority per le Comunicazioni è espressione della coalizione
governativa, e il prossimo Presidente sarà nominato da questa maggioranza.
Nessuno però, ha gridato allo scandalo per questo groviglio di interessi tra
il Presidente del Consiglio e il Presidente della più grande impresa italiana
soprattutto oggi, dopo i giorni neri della Fiat: Tronchetti Provera è troppo
potente e forse tutti pensano che ciò che va a bene a Tronchetti Provera vada
bene a Telecom Italia e quello che va bene a Telecom Italia va bene
all'Italia.
Stop al canone RAI: disdirlo non è reato!!
Dall'A.D.U.C.-LUCCA anche quest'anno parte la campagna per l'abrogazione
del CANONE RAI-TV
«Vogliamo una vera
informazione pubblica e siamo contro ogni forma di monopolio statale su quello
che dovrebbe essere un pieno diritto dei cittadini: essere
debitamente e imparzialmente informati su tutto ciò che è pubblico.
Contro una televisione, la Rai-Tv, che non ha più il valore
informativo e formativo quale garanzia della "televisione pubblica" per il
cittadino ma ha assunto un ruolo di intrattenimento al pari delle televisioni
private, mi appare logico suggerire le istruzioni per il disuso del Canone
Rai-Tv quale legittima difesa nei confronti di chi ci obbliga a dover
contribuire finanziariamente ad arricchire un Ente che non si crea problemi
nell'elargire stipendi e cachet da capogiro non per fare informazione e/o
formazione del cittadino, ma concorrenza alle reti private attraverso spettacoli
di intrattenimento.», così il presidente dell'A.D.U.C.-Lucca, dott.
Marco Affatigato, apre la campagna annuale per la disdetta del Canone Rai-Tv.
L'obbligo di pagamento del "canone" risale ad una vetusta legge, la n.246, del
1938 cioè all'epoca in cui la Rai si chiamava ancora Eiar ed il suo raggio di
diffusione si limitava alle sole frequenze radiofoniche non supportate dalla
pubblicità, come invece accade oggi sia per la radio che per la televisione.
Successivamente, negli anni '970, venne trasformato in "tassa di possesso di
apparecchio audiovisivo", Abbiamo contestato la legittimità del "canone Rai" ed
insieme a noi moltissimi cittadini hanno tentato di "liberarsi" da questa
gabella ma, purtroppo, ci siamo arenati di fronte alla Corte Costituzionale. Ma
non ci rassegniamo. Dal maggio dell'anno scorso è iniziato alla Camera dei
Deputati l'esame di un disegno di legge, presentato dalla Lega Nord, per
l'abolizione del canone Rai. Finalmente si riuscirà a concretizzare la fine
di questa assurda gabella? «Credo proprio di no!», esclama il presidente
dell'A.D.U.C.-Lucca, che prosegue «La proposta della Lega Nord apre invece ad
una gabella di nuova generazione: l'abolizione del canone seguirebbe
l'inserimento del tributo nel dragaggio fiscale tradizionale (Dichiarazione dei
Redditi) come percentuale da aggiungere ai tributi di ognuno, e quindi
proporzionale - in valori assoluti - alla contribuzione fiscale di ognuno.
Rimarrebbe quindi intatto il principio che "obbligatoriamente" il
contribuente debba pagare per qualcosa di cui non si sa se ne usufruisce (il
servizio pubblico), indipendentemente dal possesso di un televisore (che è il
motivo per cui oggi si paga la tassa/canone), il 100 per cento dei contribuenti
dovrebbe pagare per la Rai. Questo disegno di legge è la dimostrazione di
cosa i nostri legislatori abbiano intenzione di fare. Anche coloro che, prima di
andare al Governo, ha fatto campagne abolizionista sul canone Rai.»
Dal 1994 non sono più in vigore le norme
che prevedevano l'obbligo di segnalazione da parte
del rivenditore del nominativo di chi acquista un apparecchio
audiovisivo. Alcuni mesi or sono il Garante per la tutela dei dati
personali aveva deliberato come illegittimi gli accordi tra Rai e alcune
associazioni di rivenditori, dove quest'ultimi percepivano un compenso di 36,15
Euro per ogni "abbonamento" che portavano a buon fine e 1,03 Euro per ogni
segnalazione di acquisto di un apparecchio audiovisivo che fornivano alla stessa
Rai. La Rai non si è rassegnata ed ha fatto ricorso al Tribunale di Roma che,
con ordinanza del 30 gennaio scorso, ha accolto il ricorso d'urgenza contro la
delibera del Garante: il canone è un tributo. Quindi ci teniamo il danno e la
beffa, quella di farci credere il pagamento come un atto volontario chiamandolo
"canone di abbonamento Rai Tv".
Siamo forse abbonati anche all'Iva, all'Ici così come potremmo
scegliere di "abbonarci" all'autobus, alle ferrovie, al cinema, al quotidiano o
settimanale di nostra preferenza? Ma quello che è successo tra Garante e
Tribunale di Roma, 2 organi dello Stato, ha comunque un suo fascino giuridico,
civico e anche politico: ci sono poteri dello Stato che si smentiscono l'un con
l'altro.
«Di fronte a questa spavalderia non possiamo che
continuare la battaglia per l'abolizione del canone come primo passo per
l'abolizione del servizio pubblico radiotelevisivo, così come
concepito.», conclude il dott. Marco Affatigato, invitando
coloro che intendano disdire il canone/abbonamento Rai a contattare la sede
associativa (tel 0583582621) chiedendo del sig. Amerigo De Cesari, coordinatore
del Comitato RaiTvNonTiPagoPiù. Per sapere come procedere
scrivi a aduc.it@aduc.it -
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de
Justizia, Castagnoles and Potetos
Lettera aperta
all'Aldilà
Caro e
compiantissimo Presidente Emerito della Corte Costituzionale Vincenzo
Caianiello,
qua da noi si avverte sempre più
la incolmabile mancanza della tua erudita Dottrina in tema di Giustizia
stante che,
la giustizia, è uno sfinito ma terrorizzante
fantasma che, sempre più implacabile, agita i sonni, già inquietissimi, di
noi poveri italiani accerchiati dalla morsa tra
carovita e terrorismo. Ricordiamo, anche e proprio oggi che la politica
riririparla di riforma sulla separazione delle
funzioni -o delle carriere?- quanto andavi autorevolmente ed eruditamente
scrivendo e dicendo in tema di Giustizia ai tempi della Bycamerals di
Max e Tux. E non solo allora.
Ricordiamo quanto
andavi autorevolmente ed eruditamente scrivendo e dicendo, esortando ad evitare
casini tra separazione delle carriere e separazione delle funzioni,
ai tempi post Max e Tux dei referendum Radicali,
Referendum a cui aderisti.
Caro e compiantissimo
Presidente Emerito, una domanda: nella Bycamerals di Max e Tux questa
proposta di legge, dalla sinistra, fu denominata
di destra -va deretro Satana!-
Dalla destra, nei
Referendum Radicali fu denominata comunista e di sinistra -va deretro
Satana!-
E, ora che Max tace, Tux la annacqua, i Radicals
non credono alle proprie orecchie, i terrorizzati cittadini italiani non
ci vedono chiaro -come legittimamente
vorrebbero- non era meglio darti ascolto su
Justizia, Carriere, Funzioni e così togliere dal fuoco Castagnoles and Potetos
very very very hot????
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Cav., Cof., Ferrara and
Funerals. E' tempo di
funerali. Funerals
1-2-3-4:
Funerals 1. Ieri, come ai tempi del referendum
radicale sull'Art.18, il Cav. ha fatto il Funerale -pare per ora, poi chissà-
all'"indultino".
Ex Funerals 2. Del referendum sull'Art.18 il
Cav. disse Urbi et Orbi "state a casa, è un Referendum Comunista!"
Mentre il Cof. nazionale arringava dal Lingotto ammonendo Urbi
et Orbi "è un Referendum di Destra!"
Futur Funerals 3. Morale: Domani, uniti in un
unico destino dalla patata bollente del referendum sull'Art.18 cucinatogli
dall'Immaginifico Bertyl, chissà, forse Cav. e Cof. si telefoneranno
concludendo: Caro Cof., caro Cav., ma chi cazzo ce lo fece fare di non
farci togliere la castagna dal fuoco da quei rompiballe dei Radicali?!
Actual and futurs Funerals 4. Ferrara
and Funerals
Signor Direttore,
pur se per motivi di lavoro ci perdiamo i minuti iniziali
di 8 e mezzo su La7, non ne perdiamo una puntata, e questo
va a suo onore. L'altra sera sulla puntata dedicata ad Albertone
l'abbiamo vista sudare 7 pullover per vedere di estrarre dall'erudito consesso
psycoseminarial-intimista, più che televisivo, un chiaro -Sì, i Grandi
Funerals si avviano ad essere politicizzati, anzi sono già
politicizzati e sono di sinistra o di destra-. Sì Signor Direttore, è come
lei tentava di fare emergere: E' esattamente ciò che percepiscono
telespettatori e lettori della carta stampata. Finora, a dire la
verità facendo il conto della serva, la primazia dei Grandi Funerals
spetta alla sinistra. E la destra, Signor Direttore, ha buone speranze?
Fuori programma.
Per disponibilità di spazio, dato che i nostri fogli
divengono via via più folti ed oggi ce la caviamo brevemente, rispondiamo a
quanti ci chiedono il numero e lo standard dei destinatari a cui sono inviati i
nostri messaggi. Arrivano contemporaneamente a circa 1600 soggetti tra
giornali, media, associazioni, movimenti. Cordiali saluti e buon lavoro da
GiornalistiinTrincea
----------------------
From: trentin
To: Ag.
ansa.veneto - Comunicato
Stampa
Recentemente su questa pagina
abbiamo letto che, acutamente, Paul Valéry
affermava che 'la politica risiede nell'arte di impedire alla
gente di aver parte nelle faccende che la riguardano'. Ed
infatti, per fare un esempio, ai cittadini non è riservato alcun vantaggio
proveniente dal fatto che a presiedere le AIM o le AMCPS sia un esponente di AN,
FI, dell’Ulivo & Co., poiché negli ultimi 50’anni abbiamo assistito solo
all'aumento dei costi dei servizi erogati, a fronte di uno scadimento della loro
qualità. Dunque…? Dopo svariate riunioni e discussioni il “Comitato per
i Diritti dei Cittadini - Vicenza” ha deliberato di
presentare sue liste alle elezioni comunali e circoscrizionali 2003. Le analisi
su tali decisioni vanno ricercate nel fatto che non stiamo assistendo oggi alla
fine del politico, ma alla fine di una forma politica caratteristica di una
modernità a sua volta in via di compimento. All'esaurimento di un modello
d'autorità sovraordinata, in cui la decisione era concentrata nelle mani del
potere collocato in alto. Al fallimento di una democrazia che attraverso il
parlamentarismo liberale è diventata esclusivamente rappresentativa, non
rappresenta noi cittadini. Al fallimento di
élites autoproclamatesi tali che, come l'esperienza storica ha ripetutamente
dimostrato, non erano né più capaci né meno fallibili delle masse che
pretendevano di illuminare. Il primo soggetto della democrazia, non bisogna mai
smettere di ricordarlo, è il popolo. Il punto di partenza della politica
democratica è il potere costituente del popolo. La sovranità democratica non è
la sovranità nazionale, ma la sovranità popolare. La politica è oggi chiamata a
rinascere partendo dalla base. Ciò implica la necessità di superare la dicotomia
artificiale tra lo Stato e la "società civile" per ricostituire, in tutta la sua
ricca diversità, la dimensione politica del sociale. La politica che parte dalla
base implica la sovranità condivisa, il principio di sussidiarietà, il rispetto
dei corpi intermedi e delle libertà fondamentali, la costituzione a ciascun
livello di un equilibrio fra la deliberazione e la decisione. Va tenuto presente il modello greco anziché quello romano.
Quindi, sostituire all'immagine della piramide quella del labirinto.
Constatato ciò, scopo del «Comitato per i diritti dei cittadini» di Vicenza,
è di operare affinché gli eletti al Consiglio comunale si limitino al
disbrigo dell’amministrazione corrente (dipendenti, salari, certificati,
manutenzioni varie, etc.), mentre è oramai improcrastinabile che
l'amministrazione straordinaria (aeroporto, stadio, teatro, TAV/TAC, ecologia,
giusto per fare qualche esempio) sia gestita previo l’intervento di tutti i
cittadini. Per realizzare ciò è sufficiente modificare lo statuto comunale
(un’esclusiva competenza del Consiglio comunale) sviluppando gli “Istituti di
Partecipazione” previsti al capo III della Legge 8 giugno 1990, n. 142
«Ordinamento delle autonomie locali» introducendo: l'elezione diretta del
Difensore civico a cura del corpo elettorale vicentino, da eseguirsi
contemporaneamente all’elezione di Sindaco e Consiglieri comunali, e non da
coloro i quali potrebbero essere oggetto dell'intervento dello stesso. Oggi,
infatti, assistiamo al singolare evento rappresentato dal Consiglio comunale,
unito ai Consigli circoscrizionali (nelle vesti del controllato) che nomina il
(controllore) Difensore civico applicando i referendum «di iniziativa» e «di
revisione»; sia pure nella forma consultiva prevista dalla legge succitata, ma
con il preciso impegno da parte dei Consiglieri comunali di deliberare di
conseguenza, cosa questa, oggi lasciata volutamente e furbescamente nel vago.
Per «iniziativa», s'intendono azioni tese ad
affermare presso Sindaco, Giunta e Consiglio comunale, deliberazioni su
argomenti che interessano l'intera comunità. Per «revisione», s'intendono quelle
deliberazioni che, già assunte dall'Amministrazione comunale, si vogliono,
eventualmente, prese con differenti norme. Auspichiamo che tale modello politico ed amministrativo possa ispirare
altre realtà sul territorio nazionale. p. Il Comitato (Enzo Trentin – Tel.
0444504620)
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Ichino + Fine di un modello di
autorità +
Quarantennale Odg.
+ Caro Mieli, Paul Valéry diceva.....
Le parole, le pallottole e la
cornice PRIMA_PAGINA-Corriere della Sera del 27 Febbraio
2003
Lettera
aperta ai terroristi -
di Pietro Ichino
Fino a un anno fa giravo per la città soltanto in
bicicletta: con il sole, la pioggia o la neve. Come Marco Biagi: la bicicletta
era una delle passioni che ci accomunavano. Poi, una sera, a lui, appena sceso
dalla bici, avete sparato; e a me è stata data la scorta che -colpevolmente- era
stata negata a lui. Da allora non mi lasciano più fare un metro per strada, se
non in macchina e accompagnato dai miei custodi armati. Ora, dai vostri covi
sembra sia trapelato che mi avreste posto tra i vostri bersagli prioritari,
cosicché la scorta mi è stata raddoppiata: per non subire la mortificazione che
voi vorreste riservarmi, patisco quella, certo assai minore, di dovermi muovere
nel traffico cittadino - io, che odiavo muovermi in macchina - non con una sola
macchina ma con due.
Data l'alternativa, non mi lamento. Resta il fatto
che questa condizione di bersaglio in cui mi avete posto fa di me in qualche
misura una vostra vittima. In misura minima, beninteso; ma sufficiente perché io
possa rivolgermi a voi a nome di tutte le vostre vittime, passate e future.
Anche a loro nome, ho alcune cose da dirvi. Potreste obiettarmi che voi non
avete alcun interesse ad ascoltarci, ma solo a spararci. Capisco. Però, anche
solo questa obiezione costituirebbe un primo scambio di idee, per quanto
rudimentale; sarebbe dunque una pur minuscola cornice di umanità, in cui l'atto
dello sparo che vi sta tanto a cuore si inserirebbe. Anche solo un embrionale
scambio di idee implicherebbe che ci riconoscete come persone e non come cose.
Il problema, del resto, si pone anche dal nostro lato: voi, per noi, ora siete
soltanto una cosa, al più un volto coperto e una canna di pistola puntata. Non
riusciamo a pensare a voi se non come a entità aliene, con cui è possibile la
sola interazione mortale: conta soltanto chi spara per primo.
Per questo
aspetto, il rapporto tra noi e voi non costituisce un'eccezione. In tante altre
situazioni si fronteggiano individui, gruppi, nazioni, che non si ri-conoscono e
non comunicano: gli uni sono per gli altri degli alieni spaventosi, con i quali
il solo problema è riuscire a sparare per primi. Anche lì manca la cornice. Ne
avrebbero bisogno i rapporti tra Occidente e Islam, tra israeliani e
palestinesi, tra americani e iracheni. Avrebbero gran bisogno di una cornice,
fatta di un'idea condivisa dello Stato di diritto, anche
i rapporti tra maggioranza e opposizione in questo
nostro disgraziato Paese. Avrebbero bisogno di una cornice i rapporti tra i
sindacati: quel minimo di comune sentire e di semplici procedure che consentisse
loro di riconoscersi reciprocamente come maggioranza e minoranza, senza che
ciascuno pretenda di «far fuori» gli altri. Fra voi terroristi e noi vostre
vittime designate, più
o meno protette, basterebbe anche molto meno per
fare un passo avanti importante: basterebbe smettere di considerarci
reciprocamente come idee astratte, come alieni. Dateci un segno, anche solo per
dirci che tutto questo discorso vi fa schifo. Guardiamoci negli occhi, anche
soltanto per un attimo. Sappiamo che noi non possiamo pretendere di conoscere i
vostri coniugi,
i vostri figli; ma voi potete guardare in faccia i
nostri: fatelo. Se poi, ciononostante, riterrete ancora di colpire, fatelo come
lo ha fatto Caino con Abele, litigando con lui, maledicendolo; ma non come si
ammazza un topo o un cane randagio.
Se invece, a quel punto, non ve la
sentirete più di sparare, vorrà dire che si sarà creata intorno a noi e voi una
cornice più consistente del previsto. Avremo creato davvero qualche cosa di
nuovo; una cosa per la quale -pensate un po' che paradosso- vale persino la pena
di morire. Pietro Ichino.
--------------------
Pietro Ichino,
economista
Pietro Ichino, economista,
e il profondo senso della
Cittadinanza
Caro Mieli,
La Lettera aperta inviata ai terroristi dal Professor
Ichino -Le parole, le pallottole e la cornice- pubblicata dal Corsera in prima
pagina, è una nobile e grande testimonianza di chi, pur vivendo i suoi
giorni e le sue notti sotto il mirino del terrorismo, ha fegato
e forza morale non solo di
combatterlo e di combattere per le riforme, ma di essere tanto realista e
pragmatico (così come noi cittadini vorremmo vedere comportarsi i nostri
politici) da tentare, a viso aperto, di instaurare un contraddittorio armato
solo del coraggio di uomo dignitoso ed onesto quando dice loro "voi, per noi,
ora siete soltanto una cosa, al più un volto coperto e una canna di pistola
puntata. Non riusciamo a pensare a voi se non come a entità aliene, con cui è
possibile la sola interazione mortale: conta soltanto chi spara per primo."
Ebbene Caro Mieli, questo tentativo di Ichino a molti parrà
utopistico e basta se pur nobile, ma in tanti cittadini suscita e
risveglia quella giusta e sacrosanta reazione di Cittadinanza che è il
senso profondo di essere parte e responsabili dello Stato, di se stessi, degli
altri. Quindi di vivere e partecipare personalmente, e per tutti, al
ristabilimento di valori, regole, riforme e quant'altro concerne la qualità
della vita dei suoi simili. Ciò anche esercitando una informazione reale, non di
parte, o tinta di ideologismi nefasti. Nel mio
piccolo, collaborando ad un giornale telematico,
Virusilgiornaleonline.com, so bene come certi mestieri, come l'essere consulenti
ed esperti di economia o opinionisti specializzati su talune materie
sociali, materie che scottano, siano attività ad altissimo rischio. Lo
constatiamo anche noi a cui, appena pubblichiamo nelle relative
rubriche scritti su Marco Biagi di Alessandra Servidori o di Giuliano
Cazzola, a strettissimo giro di posta ci arrivano ''comunicati'' dai "Nuclei
armati" per la ricostituzione di quel partito o quell'altro, per la lotta armata
all'imperialismo ecc ecc ecc.
"Comunicati" che, naturalmente, conserviamo fuori da
ufficio e case. Chi può dimenticare il vostro Walter Tobagi?
E' suonato il momento per noi della società civile di
aiutarci, tutti, senza distinzioni o ideologismi di parte, rifiutando con
coraggio e fermezza ogni tentativo di condizionamento ispirato dal terrore.
Per il Movimento Riforme Giuliana D'Olcese.
<Giuliana D'Olcese -è il marchio
di lavoro, attività politica, informazione ecc, depositato alla Camera di
Commercio ed approvato->.
--------------------
Fine di un modello di
autorità. Novità editoriale Arianna
editrice
Paul Valéry diceva che 'la
politica sta nell'arte di impedire alla gente di aver parte
nelle faccende che la
riguardano'.
Dal 15 marzo sarà in libreria (già ordinabile
all'editore) Alain de Benoist -Le sfide della postmodernità- Sguardi sul
terzo millennio.
Il lessico politico-filosofico sta cambiando. Le
parole chiave che lo hanno finora connotato, espressione della modernità (stato,
nazione, sovranità, progresso, sviluppo), sono sempre più contestate e
inadeguate. Altri sono ormai i termini e
i concetti cui occorre far riferimento per orientarsi nella
postmodernità: democrazia partecipativa, identità, differenzialismo, ecologia,
comunitarismo, federalismo. Unendo il rigore delle analisi alla brillantezza
dello stile, l'autore si inoltra nel labirintico universo postmoderno con
autorevolezza non conformistica, cogliendovi i possibili frammenti delle future
"nuove sintesi" di pensiero.
Un testo indispensabile per dotarsi degli
strumenti critici adeguati all'urgenza dei tempi.
Alain de Benoist,
scrittore e saggista, è direttore delle riviste
Nouvelle Ecole e Krisis.
Tra i suoi saggi tradotti in
italiano, L'Impero interiore, Le idee a posto, Oltre l'Occidente. Per
"Arianna" ha pubblicato Comunismo
e nazismo. 25 riflessioni sul totalitarismo nel XX
secolo e La nuova evangelizzazione. La strategia di Giovanni Paolo II.
"[...] Non stiamo assistendo oggi alla fine
del politico, ma alla fine di una forma politica caratteristica di una modernità
a sua volta
in via di compimento. All'esaurimento di un
modello d'autorità sovraordinata, in cui la decisione era
concentrata nelle mani del potere collocato in alto. Al fallimento di una
democrazia che attraverso il parlamentarismo liberale è diventata esclusivamente
rappresentativa e non rappresenta più niente. Al fallimento di élites
autoproclamatesi tali che, come l'esperienza storica ha ripetutamente
dimostrato, non erano né più capaci né meno fallibili delle masse che
pretendevano di illuminare.
Paul Valéry diceva acutamente che la politica
risiede nell'arte di impedire alla gente di aver parte nelle faccende che la
riguardano.
Il primo soggetto della democrazia, non
bisogna mai smettere di ricordarlo, è il popolo. Il punto di partenza della
politica democratica è il potere costituente del popolo. La
sovranità democratica non è la sovranità nazionale, ma la sovranità popolare.
La politica è oggi chiamata a rinascere
partendo dalla base. Ciò implica la
necessità di superare la dicotomia artificiale tra lo Stato e la "società
civile" per ricostituire, in tutta la sua ricca diversità, la dimensione
politica del sociale. La politica che parte dalla base implica la sovranità
condivisa, il principio di sussidiarietà, il rispetto dei corpi intermedi e
delle libertà fondamentali, la costituzione a ciascun livello di un equilibrio
fra la deliberazione e la decisione. Bisogna tenere presente il modello greco anziché quello romano.
E sostituire all'immagine della piramide
quella del labirinto. Novità
editoriale Arianna editrice, marzo 2003 aa arianed@tin.it
Mi permetto segnalarvi mia presa di posizione, e
del mio movimento, in occasione della cerimonia svoltasi per il quarantennale
della fondazione del Consiglio dell'Ordine
della Categoria. Potrete leggere il mio intervento collegandovi al sito:
legnostorto.com proprio alla voce di
cui in oggetto. Mi preme, inoltre, sottolineare l'improcastinabilità di
un'immediata riforma della vigente legge sulla stampa, anche con riferimento al
rapporto tra editore e giornalista, questione, quest'ultima, prodromica alla
depenalizzazione del reato di diffamazione a mezzo stampa ed a tutela di una
ampia ed incondizionata autonomia di espressione del giornalista medesimo.
Cordialità Avvocato Vittorio Trupiano lista.trupiano@tin.it
--------------------
<Ultime
notizie dal Bar dello Sport. La vostra giustizia.>
Ultime notizie dal Tribunale di
Perugia: il perito che ha avuto l'incarico per dirimere la questione
della "cassetta registrata al
Bar Mandara" e quella della rottura del CD al
Tribunale di Milano, oltre ad aver confermato l'"alta improbabilità della
rottura del DC per come è stata spiegata dal Maresciallo della Finanza", ha
dichiarato di aver trovato nelle segrete stanze del "soffitto del Tribunale di
Milano", un apparecchio compatibile "con le funzioni atte alla manomissione
della cassetta in oggetto", il quale apparecchio "è un apparecchio particolare e
inconfondibile nelle funzioni", e riconferma il perito, "l'operazione di
manomissione ha una durata compatibile con NON MENO DI 5 GIORNI"! Risulta dagli
atti, che "la cassetta registrata al Bar Mandara" è "stata spedita al Tribunale
di Milano, ovvero dottoressa Boccassini, "due giorni dopo la registrazione":
ovvero, non è possibile che la manomissione sia stata effettuata dai Finanzieri,
nè da altri che non siano tra coloro che "hanno ricevuto mani-proprie la
cassetta!
E adesso, Dottoressa Boccassini, Dottor Borrelli, Dottor
D'Ambrosio, Dottor Colombo e tutti coloro che hanno continuato questa
sceneggiata di mala-giustizia, come la mettete? E vice presidente della
magistratura, Dottor Rognoni, è ancora del parere che la magistratura di questo
tipo, abbia diritto di essere "indipendente a tutti gli effetti", che vuol dire
fare strame della Giustizia???
2. <Politica e
informazione 'liberate' da internet?
GiornalistiinTrincea riceve ed inoltra>
ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima
Pagina, Internet riuscirà a liberare la
politica? La parola ad un esperto.
Il
giornalista Luca Tentoni, è dal '93 editorialista politico per l'Agenzia
Giornali Associati (AGA), ha insegnato all'università e cura
il servizio telematico di divulgazione giuridica
Giuffrè "Il diritto di tutti" ed è autore di un Blog specializzato in temi
politici:
Diritto, Società e Politica Gli abbiamo posto
qualche domanda sul rapporto tra web e politica.
ZN:
Umberto Eco, in un articolo su
L'Espresso e in un intervento alla Scuola per Librai
di Venezia, sostiene che i rischi per la democrazia, a causa dei limiti del
pluralismo dell'informazione televisiva e della carta stampata, possono essere
scongiurati grazie al web, all'uso dell'e-mail, delle chat, dei newsgroup. Lei
cosa ne pensa a riguardo?
Luca Tentoni: Ho
letto quell'intervento. Lo condivido pienamente. Internet non è (solo)
piena di malvagità o banalità, come qualcuno superficialmente crede, ma non è
neppure il paradiso della libertà. Semplicemente, è un luogo dove chi ha buona
volontà può scrivere, leggere, documentarsi e scambiare informazioni senza
passare per alcuni "filtri" tradizionali. Nella Rete c'è molto pluralismo, molto
più che nell'informazione televisiva e nella stampa. Dove si vuole soffocare la
libera comunicazione si ostacola Internet o la si "purga". Perciò ora è il mezzo
più libero. Tuttavia anche quello in cui ci si deve muovere con maggiore
accortezza, con quella che definirei "prudenza critica". Non bisogna fidarsi
sempre e comunque di quel che si legge perchè ci sono molte informazioni
avventate o artefatte. Però c'è un vantaggio: si
vive in una comunità aperta, nella quale ognuno risponde delle proprie opinioni,
non le impone dall'alto. Se chi legge un mio scritto non lo condivide, e mi
scrive civilmente (o cestino subito), ne traggo un insegnamento, ci
rifletto. La stessa cosa non vale per altri mezzi di comunicazione, o vale molto
meno.
ZN: Come valuta il rapporto
Internet-politica in Italia oggi e come pensa si possa evolvere?
Luca Tentoni: In Italia i partiti e la Politica non si sono
impadroniti (ancora) del Web, per fortuna.
Credo che l'approccio sia prudente, perchè in Rete
un sito vale l'altro, senza oligopoli o monopoli. Se la Tv satellitare offre 300
canali diversi (e già in quel caso la politica può "occupare" parecchio, ma non
tutto), in Internet i siti d'informazione e quelli che parlano di politica sono
molti di più. E ci sono siti internazionali. Perciò, non potendo occupare la
Rete, i partiti hanno scelto un approccio più prudente, e, in alcuni casi, più
accattivante e discreto. Del resto, non possono fare altrimenti. Se c'è un luogo
nel quale il pubblico è critico e refrattario alla propaganda, è proprio il web,
forse proprio perchè ci si arma della "prudenza critica" alla quale facevo
riferimento poco fa.> Pier Luigi Tolardo.
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Oggi, sul quotidiano La
Stampa, pag. 8, leggiamo
l'ennesima acuta e realistica segnalazione dei fatti politici, sociali
e delle persone, che meriterebbero attenzione
regolare da parte dell'informazione, -ma che vengono 'regolarmente schivate' in
quanto rappresentanze politiche vuoi "non rientranti nei grandi numeri degli eletti al
parlamento"-, come ebbe a rintuzzare Vespa ad Emma Bonino nel corso
di un Porta a Porta, vuoi in quanto portatori del
nuovo, che va stoppato, come forte 'molestatore' e 'pericoloso destabilizzatore"
dei sodalizi tra i diversi ma convergenti poteri
in cui si riconoscono anche troppi responsabili della carta stampata e TV i
quali, sempre a etichetta scaduta
del tempo massimo di conservazione del prodotto, non omologato dal
"Ministero della Pubblica Santità e Sanità", ab torto collo si decidono a dare spazio e luce a iniziative sensate e a
relative adesioni significative ed istituzuionali nonchè numericamente di
rilievo fin lì 'secretate'. Da anni seguiamo, e siamo d'accordo con le note del non
codificato collega Filippo Ceccarelli, uno che sa vedere, e discernere
all'istante, sia 'il prodotto da lanciare sul
mercato' che la 'sola' in cui non cascare. E lo lancia decisamente con articoli
veri, non con una avara zampa di mosca spalmata e diluita magari su 140 righe.
Ricordiamo il suo articolo, scritto in tempi di informazione aliena e
riottosa dal dare una sola notizia in merito, sui sette Referendum
Radicali. Sui contenuti dei fatti reali ed
inoppugnabili del commento odierno di Ceccarelli, che alleghiamo qui, per
essere brevi e concisi ci tratteniamo da ulteriori commenti con un Te
Deum a Ceccarelli ma con una segnalazione-memo all'attuale Capo
dell'Esecutivo: Cavaliere,
con Pannella facciamo l'Amore, non la
Guerra. Anche perchè on sais
jamais.....
alla luce della Grande Guerra in vista sulle
Riforme, come Art.18, separazione delle carriere dei
magistrati, welfare, ed altre riforme ora nel ''paniere della rinomata Casa
delle Libertà'. Cavaliere, chi può
dimenticare i sette Referendum Radicali letteralmente ammazzati anche dal suo
proclama Urbi et Orbi: Italiani, state a casa o andate a lavorare anche se è
domenica, io lavorerò nel mio giardino, non andate a votare, questi sono Referendum
Comunisti!!
Quel gran 'comunista' del
Ceccarelli, però, sui "Referendum Comunisti" aveva visto, e
'potuto', vedere giusto all'istante -com'è verificabile dalla data del
suo articolo uscito sulla Stampa- in tempi in cui
si sbraitava contro i Referendum Radicali sia da destra che da sinistra come al
Lingotto durante la tre giorni del
congresso DS che demonizzava i "Referendum di
Destra".
Referendum già decimati dalla consulta e
che, invece, avrebbero anticipato e aperto la strada a tutto ciò che
puntualmente si è verificato ed avverato nel 'volere e non
potere', di tutti, in ambito di riforme. Caro Ceccarelli continua così e diamo tutti più che una 'occhiata'
all'invito del Presidente Cossiga al "Governo italiano perché voglia
adottare e proporre il progetto di transizione dell’Iraq ad un regime
democratico, da parte di una Amministrazione straordinaria insediata dal
Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per iniziativa italiana e/o – se possibile –
dell’UE. Garantendo al Presidente Saddam, in caso di sue dimissioni o abbandono
del potere, la sua incolumità nell’esilio eventualmente prescelto. Il cosidetto
"progetto franco-tedesco" non esiste, per ufficiale dichiarazione francese".
Insomma, stando a molte autorevoli dichiarazioni il progetto
franco-tedesco" sarebbe l'ennesima sola. Quindi, per dirla con Bonino
e Pannella, anche noi ci auguriamo che il Governo faccia tesoro di questa
rara occasione di una unità di proposta che avrebbe in sé la forza di
superare le gravi difficoltà e contraddizioni europee, oltre che a
rappresentare una tappa di straordinaria importanza verso l’obiettivo di una
Organizzazione della e delle Democrazie.
Ci conforta nella speranza oltre 150
parlamentari in eguale numero sia alla Casa delle Libertà che dell’Ulivo
hanno sottoscritto senza riserve questo obiettivo.
--------------------------
PANNELLA MINISTRO DEGLI ESTERI
("10 febbraio La Stampa" pag.
8) di Filippo Ceccarelli
E’ possibile che Saddam Hussein resti al suo posto;
e la guerra cominci come si immagina. Però bisogna riconoscere che Marco
Pannella aveva capito - ancora una volta prima di tutti gli altri - che il vero
sforzo politico, le estreme possibilità diplomatiche, oltre che su Saddam, si
cancentravano sul dopo Saddam. Salvacondotti, esilio, impunità, magari anche
soldi, purché si levi di torno.
In cambio: la pace. E Protettorato dell'Onu in
Iraq. Alzi la mano chi non ci metterebbe la
firma. L'Italia ha forse un ministro degli Esteri, ma non lo sa. La lungimiranza
di Pannella si è tirata dietro un po' tutti. All'inizio sembrava solo una
boutade irrealistica. Adesso «Iraq libero» resta l'unica sintesi possibile,
oltre ai missili e alle bombe. Disse una volta
Gianluigi Melega che Pannella era “una portaerei nel lago di Nemi”. Un talento più che sprecato. Ma proprio per questo viene da
pensare con scoramento alle vicissitudini occorse alla Farnesina negli ultimi
due anni. Non è la prima volta che Pannella ci
azzecca. La politica estera e in realtà la sua passione più compiuta. Forse
perché è italiano a metà, la mamma una francese nata nella Svizzera tedesca.
Inoltre ha vissuto all'estero, tra Parigi e Bruxelles, quas la metà del suo
tempo. A Strasburgo è conosciutissimo. Pannella è davvero un politico europeo.
Ma è anche un matto, un visionario che persegue cose difficilissime da ottenere.
Ma poi: forse che gli altri, a cominciare da Bush e
da Saddam, sono sani? «Date un matto ai liberali» scriveva l'avvocato Mario
Ferrara (il nonno di Giuliano). I primi 128 firmatari del suo appello (64 del
centrodestra, altrettanti del centrosinistra) è come se avessero detto: date un
matto agli italiani. Pannella sarebbe un buon
ministro perché sa com'è fatto il mondo. Conosce l'Est.
Il suo primo sciopero della fame, nel 1968, è per
la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. A differenza di tanti anti-comunisti
dell'ultima ora, Pannella ha assaggiato di persona percosse ed arresti dalle
polizie dei paesi comunisti.
All'Est i radicali hanno ormai i loro martiri,
Andrea Tamburi, il giornalista Antonio Russo, gente che ci ha rimesso la pelle.
Durante le guerre dei Balcani Pannella si è vestito
da miliziano croato. Erano anni che andava lanciando allarmi sul Kosovo.
Inascoltato profeta. Da qualche tempo è impegnato sulla Cambogia, il Laos, il
Vietnam. Ma Pannella conosce anche l'Africa.
Non ha mai fatto finta che non esista, quel
continente alla deriva. Nei primi Anni Ottanta lanciò una campagna sulla fame
così travolgente che l'altro giorno l'ha riconosciuto anche Andreotti. E'
addirittura possibile che certe mattane di Pannella non dispiacciano a un altro
profetico visionario. C'è una foto di loro due, al termine di una marcia per i
bambini che morivano di fame.
Il leader radicale non sta nella pelle, Wojtyla
sorride incuriosito. E poi ci sarebbe il mondo
arabo. Qui Pannella ha pochi rapporti. Vuole Israele nell'Unione Europea, sta da
quella parte, senza ipocrisie né giochetti. Eppure, se non da Pannella, è sempre
dal mondo radicale che sull'Islam possono arrivare idee, speranza, nuove chiavi
di interpretazione. Celebrata commissario dell’Ue,
ben conosciuta anche all'Onu, dopo i trionfi e le
delusioni qui in Italia, tra le mille scelte che poteva fare, Emma Bonino ha
deciso
di trasferirsi al Cairo per studiare il mondo
arabo. E' da quasi due anni che se ne sta lì: a
imparare, a conoscere. Un impegno che fa onore a
lei, ma anche al mondo arabo. Poco più offre la
politica, quando la forza si fa minacciosa. Uomini, donne, intuito, esperienza,
coraggio. A questo, in fondo, servirebbero i
ministri: a evitare bagni di sangue. Ma la gloria radicale resta sempre lontana
dal potere. Roma, 10 Febbraio
2003
------------------
GiornalistiinTrincea riceve ed
inoltra, firme ed indirizzi email sono pubblicati per
espressa scelta e volontà dei mittenti. Re: a
EurekaPolittico. Odg e l'Antipompous
EurekaPolittico.
Odg e l'Antipompous?
Sì Cari colleghi,
credo che il Direttore Feltri in questa
vicenda abbia ancora dimostrato come nulla si può contro un uomo
libero.
Forse Feltri, è uno dei pochi veri giornalisti che
non deve chiedere niente a nessuno e che non ha scheletri nel suo
armadio.
Le battaglie di civiltà e di libertà
nel nostro Paese difficilmente vengono affrontate con lealtà, onestà
intellettuale e coraggio.
Basta leggere quotidianamemente i giornali
e le dichiarazioni di alcuni politici per verificare le continue
contraddizioni tra il dire
e il fare, tra i
buoni propositi ed le azioni reali. Pochi mettono a rischio l'impopolarità per il piacere della
verità.
Feltri, pur sapendo di essere impopolare,
anche di fronte ai poteri forti urla attraverso il Suo giornale lo sdegno di
tanti italiani che ahimè vorrebbero urlare, ma non lo fanno per situazioni contingenti. Grazie al Direttore Feltri per quello che fa e che continuerà
a fare per rendere più libero e veritiero il nostro Paese. Gianluigi La Guardia.
EurekaPolittico. Odg e
l'Antipompous?
Mi unisco all'apprezzamento a Vittorio Feltri,
che stimo, e agli auguri... condividendo tutto quanto sotto riportato.
Bruno Aprile
Eureka, anche il
Papa Antipompous
Dopo il dichiararsi non infallibile, anche
il Papa, altro personaggio 'Antipompous', compie il suo atto
democratico, così anche l'ordine dei giornalisti compie il suo!!!!! Abolire
l'ordine del disordine. L'unico atto democratico da compiere!!!!
Pafl -
Press Agency Free Land - pressagencyfreeland@libero.it
E' on-line
il nuovo sito di CIAO RADIO realizzato in
collaborazione con IN-FORMAT per creare una RADIO in internet, fatta per chi e da chi naviga in
rete. Tutti possono partecipare in diversi modi.
E' possibile: inserire una notizia - inserire una recensione -
inserire il link ad un sito che si vuole consigliare - inserire una galleria di
foto personali - inviare trasmissioni in formato audio - inviare interviste in
formato audio. La redazione di CIAO RADIO IN-FORMAT pubblicherà tutto quanto
perviene dai navigatori, per creare una vera e propria emittente radiofonica su
internet, per tutti e di tutti. E' sufficiente registrarsi, con Nickname e E-mail
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Il resto scopritelo
visitando CIAO RADIO IN-FORMAT www.ciaoradio.com poi cliccate su: CIAO RADIO IN-FORMAT
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news. Grazie per l'attenzione dallo staff di CIAO RADIO
IN-FORMAT
Eureka Futuro? Legge del
Contrappasso.
Così come da molto tempo
accade, come tutti notiamo nei grandi numeri delle
casistiche giudiziarie più svariate -che trovano immediato e persino anticipato
eco amplificato nei mezzi d'informazione- spesso cittadini italiani-europei
inquisiti e indagati per vari reati, che si suppone abbiano commesso, risultano,
dopo il vaglio dei vari Tribunali del Riesame, della Libertà, o dopo essere
stati processati, innocenti dei Pregiudizi addebitati a volte con superficialità
e leggerezza da un Sistema Inquisitorio e Legislativo, risalente a molti
decenni, che avrebbe necessità assoluta di Ristrutturazione dalle
fondamenta, e non solo di piccole e timide riforme. L'oggetto, tuttavia, è un altro: nella stragrande maggioranza dei casi,
mentre il momento dell'indagine o dell'arresto del presunto reo viene
enfatizzata al massimo sui mass-media, la successiva "prova d'innocenza"
certificata dai Tribunali viene ridotta
a scarni comunicati, poche righe. C'è una
sproporzione immane tra l'"Accusa a priori" e lo "Scagionamento a
posteriori" che, a mio avviso, potrebbe persino configurare una palese
Violazione dei Diritti dell'Uomo, alla voce Integrità morale e Onore della
Persona.
Rimediare sarebbe semplicissimo: per
Legge, gli articoli stampa e le notizie radiotelevisive riguardanti
l'Innocenza degli inquisiti dovrebbero avere la stessa dimensione e
durata della pubblica notizia di accusa iniziale dei presunti rei. Se è
stata occupata, ad esempio, mezza pagina di giornale per l'Accusa, per la durata
di una settimana, mezza pagina di giornale per una settimana dovrebbe essere,
come minimo, ristampata per confermare l'Innocenza. Francesco Martin. ush@libero.it
--------------------
A proposito di
GiornalistiinTrincea
GiornalistiinTrincea@egroups riceve ed inoltra
From:
Segreteria Radicali comunicato stampa-
GIORNALISTI: DELLA VEDOVA, 40 ANNI DI ORDINE: ABOLIAMOLO
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova,
deputato radicale al Parlamento europeo e Presidente di Radicali
Italiani.
"Nella cerimonia di oggi per il quarantennale della Legge
sull'ordinamento della professione giornalistica è mancata la riflessione
fondamentale: a cosa è servito e a cosa serve l'Ordine? La risposta la diamo
noi: non è servito e non serve a garantire la qualità,
il rigore e la "libertà"
dell'informazione, compresa quella televisiva. E' servito e serve, a tutelare i
privilegi corporativi dei cooptati dall'Ordine, soprattutto dalla concorrenza di
migliaia di giovani costretti ad anni di impiego precario e a umilianti trafile
burocratiche. L'Ordine dei giornalisti, la cui ragnatela si vorrebbe stendere
anche nel regno del disordine creativo di internet, è un retaggio corporativo
ereditato dal fascismo, contrario all'articolo 21 della Costituzione e
palesemente in conflitto con le norme europee sulla libera circolazione dei
lavoratori (articolo 39 Trattato di Roma). A tutti i convenuti alle celebrazioni
per i 40 anni dell'Ordine, ricordiamo le parole di un grande liberale e Padre
della Patria, Luigi Einaudi: "Idea da pedanti, da
falsi professori, da giornalisti mancati, da gente vogliosa di impedire agli
altri di pensare con la propria testa. L'albo è un comico non senso, è immorale
perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla
libera espressione del pensiero"; e ancora: "è come se, per scrivere poesie, ci
si dovesse iscrivere all'ordine dei poeti". L'Ordine va abolito per il bene della libera informazione, così come
chiesero la stragrande maggioranza degli elettori italiani che parteciparono al
Referendum radicale del giugno 1997, pur vanificato dal mancato raggiungimento
del quorum".
----------------
EurekaPolittico. Odg e
l'Antipompous
Eureka n° 1.
Il 'Campionato' anticensura dell'Ordine Nazionale
dei Giornalisti, durato circa 3 anni, si è
concluso con la vittoria
- 46 voti a favore 42 contrari -
dell'Antipompous per eccellenza e valoroso direttore di
Libero Vittorio Feltri,
accusato, e perciò radiato dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia, per
avere pubblicato nel corso dell'inchiesta condotta da Libero sulla pedofilia, le
foto "sbattute in prima pagina" di un esercito di molesti pericolosi
pedofili. Siccome la nostra prosa è improntata e tesa ai toni secchi,
essenziali, antipompous, veritieri, trasversali e democratici (si
tenta con tutte le forze di esimersi da qualsiasi ideologia privilegiando la
pura informazione, -sperando di riuscirci e risultare tali ai nostri
lettori-, di non fare mai abuso di questa parola magica, che, nei
fatti, il più delle volte risulta un mero stucchevole quanto falso slogan,
ahinoi) ci limitiamo a felicitarci con l'Antipompous Vittorio Feltri,
-giornalista per eccellenza sobrio, schivo, generoso, obiettivo e sereno,
mai militante-militonto, di poche parole ma di molti utili fatti -vedi il
sostegno morale e finanziario dato al Carabiniere Placanica-e ad augurare a lui
ed alla redazione di Libero, quotidiano che ha colmato un vuoto di
democrazia -orizzontale- dell'informazione, lunghissima vita e prosperità. A
Vittorio Feltri persona umana, ed al Direttore di Libero Vittorio Feltri,
ribadiamo ed esprimiamo grande stima ed affetto nonchè consenso e ammirazione
per l'opera coraggiosa, anticonformista, riformista, modernizzatrice, e
Antipomposa, che compie quotidianamente con il suo giornale a favore della
libera informazione improntata in primis al rispetto
dell'intelligenza dei cittadini lettori-elettori. Passando ad altro ci
domandiamo: come si sarebbe messa la 'faccenda Feltri' qualora il Papa, per
ipotesi, solo alcuni mesi orsono, non avesse pubblicamente (finalmente)
stigmatizzato e condannato Urbi et Orbi i Prelati USA, e non solo USA,
notoriamente pedofili ma coperti dall'"informazione"?
Auguri Feltri, è attesa la tua immaginabile contromossa
all'"assoluzione". GiornalistiinTrincea.
Eureka 2.
From: Gianluigi To:
Giornalisti inTrincea su
Giornalisti: 40 anni di Ordine:
Aboliamolo
Sarebbe opportuno avviare una seria
riflessione sulla riforma della professione. Ci sono giornalisti che
esercitano con diligenza il proprio lavoro. Tanti altri, invece, con il loro
superficiale operato contribuiscono a screditare una categoria che è importante
per dare voce ai tanti mali del nostro Paese e non solo. Concordo quando si dice
che vi sono delle vere e proprie 'caste' di privilegio.Abbiamo costituito, con
alcuni colleghi, che hanno contribuito alla mia elezione a consigliere regionale
dell'Ordine della Basilicata, l'associazione 'Giornalisti di Trincea', per
tentare di scardinare qualche corporazione.
Ma purtroppo nulla è cambiato.
Complimenti a voi e buon lavoro cari amici
GiornalistiinTrincea. Gianluigi La Guardia.
Contro-
Eureka 1. Condoni "tombali" e amnistia-indulto
"vitali".
Noi, "la
gente", ci aspettiamo che giornali e TV mostrino "da
vicino" e descrivano tutto onestamente della "vita" (?) dentro
le carceri (in
media un suicidio ogni settimana...), senza farsi incantare dalla continua,
maldestra propaganda elettorale dell'ing. Castelli & Soci. Dopo i
molteplici "condoni" fiscali governativi, è più chiaro a tutti che certezza del
diritto e sicurezza della vita civile nulla hanno a che vedere con le atroci
condizioni di vita nelle carceri italiane. Magistrati e politici sono
responsabili "in solido" di
queste condizioni incostituzionali ed illegali (causa di
afflizioni supplementari "gratuite" e di danni alla salute del corpo e dello
spirito di migliaia di persone) che impediscono ogni possibile "rieducazione" e
perciò sono umanamente vergognose socialmente controproducenti, politicamente
ipocrite e ridicole. Come è possibile il "rispetto" per la "giustizia", le
Istituzioni ed uno Stato che si comportano illegalmente, con arroganza, ferocia
e disumanità ed in cui persino sedicenti cattolici ignorano le "opere di
misericordia" corporale e spirituale, nonostante gli appelli espliciti, concordi
e ripetuti del Capo dello Stato e del Papa, da almeno 3 anni?
Marzia Canitto Prosperi.
Contro-Eureka
2. Censura.
da Telefono Antiplagio
GiornalistiinTrincea riceve e inoltra
- Censura web per 'Gli Ebrei e la Chiesa'
Censurato per la seconda
volta 'Gli Ebrei e la Chiesa'
Appena 3 mesi fa Telefono Antiplagio aveva
subìto l'oscuramento dell'Osservatorio Televisivo
striscialanotizia.net, oltre che il sito-parodia di 'Striscia la Notizia'. Ora è
arrivata un'altra censura. Dopo le dichiarazioni della Santa Sede sull'apertura
degli archivi vaticani riguardo il genocidio del popolo ebraico, Telefono
Antiplagio aveva riportato nel suo sito www.antiplagio.org la url del testo
integrale del saggio 'Gli Ebrei e la Chiesa' (Ugo Mursia Editore Spa):
pubblicato nel 1997, ritirato dal commercio nel 1998 (perché non gradito) e
ripubblicato nel web alcuni mesi fa. Ma inspiegabilmente la pagina-internet è
scomparsa e il dominio che la ospitava è stato bloccato. 'Gli Ebrei e la
Chiesa', scritto da Vitaliano Mattioli, docente presso il Pontificio Istituto
Sant'Apollinare e la Pontificia Università Urbaniana della Città del Vaticano,
conteneva una lunga serie di documenti storici che aprivano scenari diversi
sulle responsabilità dell’olocausto. Telefono Antiplagio aveva pensato di
diffonderlo gratuitamente, in quanto Adolf Hitler era appassionato di astrologia
ed occultismo ed anche alcuni suoi ministri (Krosigk e Goebbels) e gerarchi
(Himmler ed Hess), in un clima di 'pura' follia, credevano nell'elezione
esoterica e nelle sue radici razzistiche. Di fronte a questa continua
limitazione della libertà, Telefono Antiplagio denuncia la grave forma di
oscurantismo che si sta accanendo contro il suo servizio di volontariato ed
evidenzia che, per la prima volta, un'opera sul genocidio viene prima ritirata
dal commercio e poi oscurata sul web. Per ulteriori informazioni e per leggere
l'illuminante introduzione del saggio 'Gli Ebrei e la Chiesa', visitate
www.antiplagio.org/gliebreielachiesa.htm
Grazie per l'attenzione, Giovanni Panunzio, fondatore e coordinatore di
Telefono Antiplagio telefono@antiplagio.org
----------------------
Caro Gingio,
ariresistere?!
GiornalistiinTrincea@egroups
riceve e volentieri inoltra La Lettera Aperta di una cittadina
a Virginio Rognoni Vicepresidente CSM -Consiglio Superiore della Magistratura- La
mittente della Lettera Aperta è Giuliana de Cesare
("Olcese", per riconoscerla,
scrive). Trasmettiamo la lettera così come pervenutoci il
testo
originale, grafica, colore.
------------------------
Caro Gingio,
ariresistere?!
Caro Gingio, pur se le alterne vicende della politica
e dei salotti politici nazionali e romani hanno fatto sì
che
le nostre vecchie care consuetudinali frequentazioni scemassero via via
nel tempo, seguo sull'informazione
l'evolversi
dei tuoi incarichi istituzionali e del tuo lavoro. Così come per tutti i vecchi,
e meno vecchi, amici di sempre tra Parlamento e Quirinale. Con un solo grande
dolore e rimpianto: l'assenza forzata dalla vita familiare, politica e sociale
dell'amico di sempre Nino Andreatta cui la vita ha riservato una sorte
politica crudele privando
il Paese e
il centrosinistra dell'uomo politico che, per le doti unanimamente
riconosciutegli, da alleati ed avversari, la cultura umanistica e politica,
l'alto senso delle Istituzioni misto al gusto della dissacrazione e dell'arguto
impietoso sfottò, -la' dove ci voleva-, se fosse ancora
nelle Istituzioni e tra noi sono certa che lo schieramento
di centrosinistra-ulivo non verserebbe nello stato in cui versa
attualmente, e da tempo.
Forse
proprio da quando Nino non è più tra noi, -noi inteso come popolo italiano, sia
di centrosinistra che di centrodestra-. Ma perchè ricordo e
scrivo di Andreatta? Il motivo c'è e, stringatamente, per non
occupare troppo
il tuo
tempo prezioso, te lo esterno. E' che, ne sono certa, se su tutti i
polveroni, trasversali, le "incitazioni", i richiami delle diverse foreste
politiche -vuoi di appartenenze che di
corporazioni-, peraltro appariscenti quanto innegabili, le frasi fatte,
-sconcertantemente primitive, se pronunciate dalla classe dirigente italiana nei
suoi diversi comparti istituzionali, gli squilli di Trombe, & Tromboni,
che s'odon da destra e sinistra sulla
Giustizia,
da cui noi
Cittadini siamo assordati da mane a sera, -subendone pesantissime
conseguenze sociali, nonchè danni morali e materiali letali-, si leggessero
e così s'udisse il bel canto dei gorgheggi impietosi quanto intonati,
arguti e precisissimi del Politico e Uomo delle Istituzioni Andreatta, non
solo ne guadagnerebbero l'attendibilità dei proclami istituzionali ma, noi
Cittadini, noi 'Popolo Sovrano' (?), dormiremmo sonni più tranquilli vivendo una
esistenza non destabilizzata e precaria alla mercè degli "umori" della politica
e delle istituzioni che ci governano chiamate all'arbitrato sulle
nostre vicende personali.
Caro Gingio, mi
sento in totale libertà di esprimerti personalmente ed ufficialmente quanto
sopra, essendo anch'io, e con me mia figlia, tra le migliaia e migliaia di
individui anonimi, due di quei cittadini il cui destino e le relative
necessità primarie sono condizionate da "sviste" tragiche -per le abnormi
conseguenze che si portano dietro-, della giustizia del Tribunale di Roma.
Allora, per concludere, ariresistere?!
No caro
Presidente e amico Virginio, non ariresistere, bensì esistere, tutti, comme il
faut, chacuen aux sa place e tutti, indistintamente tutti, garantiti da
Istituzioni e Giustizia, le cui esistenze, a loro volta, sono garantite
anche da noi governati-contribuenti. E, quindi, perciò non sottoposti,
nessuno, agli "umori" o, peggio, nei casi quotidiani peggiori, alle
esigenze effimere e temporali vuoi elettorali, vuoi governative, vuoi
giudiziarie, vuoi di mero potere
ai diversi
livelli. Con
la stima e l'amicizia di sempre buon lavoro per te e per la tua dolce metà
Giancarla,
un saluto affettuoso e
cordiale da Giuliana
de Cesare ("Olcese", per riconoscermi).