Riceviamo e pubblichiamo
 
De Jniustitia and Cotolette. <<della rinomata serie censurare censurare censurare>>
GiornalistiinTrinceaGastronomic@egroups
A proposito di quanto ha scritto giovedì 16 gennaio Edoardo Raspelli al Direttore di Libero Vittorio Feltri, Libero pag.1, intorno
alla "censura della cotoletta", lettera che sarebbe da scompisciarsi dalle risate, se non fosse per la tragica realtà riguardo la metodologia editoriale di svariati mezzi d"informazione", -realtà repellente che ancora una volta emerge dalla lettera del collega Raspelli- riceviamo con richiesta di pubblicazione su queste pagine ed inoltriamo le osservazioni di un pezzo, non irrilevante, della società civile attiva nella politica e nel sociale. G.inT.Gastronomic@egroups
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"Tema del giorno" - "Libertà e Giustizia"
"Libertà e Giustizia" è un'associazione politica cui auguriamo lunga vita, perché è sempre benvenuto chi è mosso da passione civile. Però non ci dispiacerebbe che ai proclami seguissero i fatti. L'associazione, infatti, ha trovato una spropositata risonanza su alcuni quotidiani ed in particolare sul “Corriere della Sera” che, specialmente, a firma di un suo giornalista economico, ha trovato modo di informarci quasi quotidianamente non solo della nascita dell'associazione, ma anche delle diaspore interne, delle dimissioni che non hanno tardato a palesarsi ancor prima che si manifestassero segni di vita (per dire: un convegno, un seminario, la pubblicazione di un libro, un qualcosa, insomma, che giustificasse la forma associativa). Tanto attivismo appare abbastanza "incomprensibile" da parte del maggior quotidiano nazionale nei confronti di un’impresa che ha alle spalle Carlo De Benedetti e,
di conseguenza, il vasto gruppo editoriale “La Repubblica” e “L'Espresso”. Ciò anche alla luce di un totale oscuramento mediatico che viene riservato ad altre cospique realtà associative che operano nella politica e nel sociale. O siamo noi che non riusciamo a vedere i complessi disegni, i raffinati intrecci e le strategie editoriali&politiche, di parte, o più semplicemente siamo stati testimoni, grazie all'interesse di troppo, ma competente, di qualche giornalista, della considerazione della società civile come “parco buoi” particolarmente caro, in ambito borsistico, ad alcuni dei fondatori.
Società Libera. CONSIGLIO DIRETTIVO di Società Libera:
Daniele Bodini - Aldo Brachetti Peretti - Francesco Caltagirone - Ralf Dahrendorf - Luigi D'Amato - Andrea Marcucci - Presidente - Vittorio Merloni - Francesco Micheli - Vincenzo Olita - Direttore - Nicola Piepoli - Gianfelice Rocca - Fabio Roversi Monaco - Giovanni Sartori - Vice Presidente - Carlo Scognamiglio - Vincenzo Simoncelli -Franco Tatò -
La newsletter è stata redatta da: Giancarlo Pagano, Napoli – Paolo Avanti, Milano – Maddalena Lodi, Parma –
Maria Cristina Nardini, Roma – Giuseppe Dicorato, Milanowww.societalibera.org.
Giornalisti in Trincea Piemonte@egroups 
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La Terreur 2, Nouvelle Printemps? Uomini, cultura, informazione e giustizia.
Da Monreale a Milano un bicolore rosso-azzurro appare attraversare e unire l'Italia. Italia Unita "finalmente"? E' una boutade? No.
'La Nouvelle Printemps d'Italie', pur con quotidiane rappresentazioni di scontri ideologici tra svariate categorie professionali,
al dunque, appare unire amici & nemici, poli, fazioni, associazioni & corporazioni avverse, appartenenze sociali, professionali e politiche e molto molto altro ancora. Il clima, l'aria che si respirano, a mio modesto avviso, è questa. Ma quale è il filo rosso-azzurro che appare unirle? Un malcelato visceralismo, tutto affatto istituzionale, di insofferenze estreme politicizzate e di conseguenti soluzioni finali, via giustiziasu qualsiasi legittimo dissenso; dalla libertà di espressione, fino alle libertà di opinione, di stampa, di pubblicazione, di informazione non di parte ma obiettiva o, se di parte, non allineata secondo precisi dettami illiberali quanto obsoleti. Questo veleno si insinua e raggiunge persino i normali cittadini affetti sempre più da osmosi identificatoria politicizzata. Sarebbe a dire, nemici tra loroI Conducador di questa guerrilla barricadera che, vista dall'esterno appare essere una grottesca lotta tra poteri combattuta in scontri quotidiani poco credibili e pochissimo edificanti, -non certo di colte analisi obiettive e conseguenti serie ricerche di relativi democratici antitodi-, si avvalgono di continui ricorsi, vuoi penali vuoi civili, ai Tribunali di Stato.
Ricorsi anche assai ingombranti per la verità, visti i macroscopici ritardi endemici e burocratici, finora irrisolti, della macchina giudiziaria italiana. Per non parlare, poi, di quanto avviene di meno eclatante, ma di uguale gravità, illegittimità e drammaticità, ai danni dell'informazione via web che, non avendo la possibilità cartacea di uscire in edicola il giorno dopo con titoloni a piena pagina, 
-così da opporre le sue ragioni urbi et orbi-, è sotto stretto occhiuto controllo e sottoposta e sanzioni che mai, sotto la luce del "sole cartaceo e tv", si oserebbero infliggere. A tal proposito vengono alla memoria un famoso melodramma popolare ed un verso ivi contenuto; "Col favore delle tenebre...". Abbiamo incontrato nel web casi di abnorme autoesposizione di sedicenti giustizialiste-i che, prive-i di notorietà su carta stampata e tv, hanno scoperto d'un tratto i piaceri della popolarità capillare e trasversale derivante dal web e così soddisfatto la personalistica narcisistica tendenza alla notorietà attraverso l'"esemplarità della pena" inflitta da sinistra o da destra a persone e siti internet, financo a siti istituzionali, reputandoli di parte politica avversa. E spesso, & volentieri, comminando sanzioni pecuniarie di inaudita astronomica violenza economica ignorando, con incoscenza scellerata, condizioni 
sociali ed economiche dei malcapitati-e, oltre che esponendoli-e pubblicamente a pericolose bande delinquenziali e terroristiche. 
Se ne avremo tempo e voglia, in una prossima puntata flash ne daremo succulenti quanto incredibili drammatici dettagli. 
Conclusione?
Censurare censurare censurare, Terrorizzare terrorizzare terrorizzare sarebbero la Nouvelle Printemps d'Italie?
Cordialmente C.F.  GiornalistiinTrinceaPiemonte@egroups 
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Giornalisti in Trincea Piemonte@egroups 15/1/'03: Forattini e la Premiata Ditta Pivetta&Unita
A stretto giro di posta, la Premiata Ditta Pivetta&Unita ci da' una mano, anzi due su quanto scritto ieri:
"Censurare censurare censurare".
Premiata Ditta Pivetta&Unita pag. 4. E, giacchè ci siamo, niente male ieri Casavola su Favara no?
Due mondi, due modi di stare o, (di "impugnare"), con la Costituzione in mano. Anche a detta del severo, Emerito, Senatore a vita.
P.S.: a proposito degli spropositi, ma ieri dove cazzo era Monsieur le Directeur?!! e Forattini chez chi degustava ostriche Beluga?
Cordialmente C.F. e C.A.
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Bertinotti l'Imponderabile Destino di Sergio Cofferati
From: pierluigi.baglioni@fastwebnet.it: Niente prepensionamento per Sergio Cofferati
Su Cofferati che "timbrava il cartellino tornando nel suo ufficio" ebbi molta perplessità. La esplicai cercando di far chiarezza attraverso un inutile, perchè ignorato, comunicato stampa. Conoscendo l'ambiente delle fabbriche in rapporto ai sindacalisti interni alle aziende (esenzioni, permessi retribuiti, distacchi sindacali ecc...) so che una quantità abnorme di lavoratori dipendenti (delegati, consiglio di fabbrica, ...) godono del disimpegno operativo alle mansioni dello stipendio. Annotavo pertanto che il reintegro sul posto di lavoro dell'ex segretario generale della CGIL si rivelava pura e semplice operazione personale di demagogia propagandistica. L'evidente palese privilegio dei cunnubi aziendali tra 'sindacato' e 'padrone' (per usare una terminologia cara ai cgiellini) specie in una grande azienda come Pirelli dove l'esenzione dal lavoro, il distacco sindacale, e  il prepensionamento anticipato è pratica sistematicamente diffusa. pier luigi baglioni, web writer in genova.
www.fisk.it/bapiluhttp://utenti.lycos.it/bapilu.
From: "TioPepe" <
kkeshc@tin.it>
To: "ML Club Il Giornale" <
Club_Il_Giornale@yahoogroups.com> "ML Essereliberi" essereliberi@yahoogroups.com
Club_Il_Giornale] Sergio Cofferati
Cari amici, di seguito vi riporto la mia mail inviata alla Sala Stampa del Gruppo Pirelli con la quale chiedo alcune notizie circa il Sig. Sergio Cofferati colà impiegato. Chissà se risponderanno mai? Recentemente il Sig. Sergio Cofferati ha fatto rientro in Pirelli riprendendo le sue mansioni lavorative. A nome del Club Internet Il Giornale, di cui sono fondatore e moderatore, gradirei conoscere quali sono esattamente le mansioni dello stesso e a quale reparto/ufficio è stato assegnato. Inoltre sarebbe altrettanto interessante conoscere se, come immaginiamo, l'impiegato Sergio Cofferati debba rispettare le 36 ore lavorative settimanali, in quale posizione si trova quando è assente dal lavoro per convegni, girotondi, manifestazioni fiorentine, partecipazioni a incontri TV, comizi, eccetera. Grazie per la cortese attenzione che vorrete concedere ai suesposti quesiti cui non sappiamo dare una risposta autonomamente. Distinti Saluti Massimo Pastore Club Internet "Il Giornale"
http://it.groups.yahoo.com/group/Club_Il_Giornale/Club_Il_Giornale-Owner@yahoogroups.com
Re: Ma l'Imponderabile destino si chiama Bertinotti, per Sergio Cofferati. Con il Referedum sull'art. 18 altro che cartellini da timbrare, il Gran Tour d'Italia si moltiplica. Contento il Sig. Telecom, contenti tutti. Punto. VirusilGiornaleonline.
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Giornalisti inTrincea: Un Ostello ove fermarsi. e 2 domande
Un ex direttore del Corsera, se pur con qualche ritardo, 'comprensibile', dato il clima politico mefitico che forzatamente respirano cittadini, elettori, lettori italiani e redazioni, ci ha lanciato il 4/1cm/ a pag.8 del Corsera, un chiaro messaggio che riteniamo doversi leggere, e assimilare, da parte di -tutta- la stampa italiana. E magari tenerlo nel cassetto per 'rinfrescate periodiche'.
Ci preme dare un imput generale alla lettura, imput NON di parte sia chiaro, per il semplice motivo che ogni giorno, dicasi ogni giorno, vediamo con somma costernazione -e con noi gli increduli disgustati lettori- perseguire da parte dell'informazione suicide-omicide operazioni che destano una impotente indignazione sia a destra che a sinistra -per carità, indignazione da non accomunarsi agli "indignati" in servizio permanente effettivo-. A volte, invece, suscitano una smodata viscerale ilarità visto gli insulti trasversali, le argomentazioni, le qualifiche, le grottescherie, di nessuna credibilità, addotte e che si vorrebbe fare ingollare ai lettori e, quindi, operargli addosso manu militari un deciso quanto primitivo indotto politico. I lettori, sicuramente, preferirebbero lasciare in edicola gadget e orpellume vari in favore di una informazione corretta che li consideri persone, non parco buoi da immolare agli interessi editoriali, e politici, di questo o di quel polo politico contrapposto. L'informazione militante-militonta ha già mietuto troppe vittime facendo calare paurosamente la vendita di carta stampata e ascolto dei media -di cui ci si lamenta in dotti quanto inutili convegni tutti di facciata-. Basta girare il paese in lungo e in largo per sentire lo stesso ritornello "i giornali non li compro più ne' seguo le trasmissioni politiche perchè ci raccontano un sacco di balle facendo solo gli interessi politici loro e dei proprietari". ( Sic ). Quindi, fermiamoci all'Ostello trovato sulla via dell'opinione e sarà realmernte meglio per TUTTI. Sopratutto per la democrazia e l'alternanza. Altro che "la democrazia è in pericolo" degli indignati in servizio permanente effettivo....
Cordialmente da GiornalistiinTrinceaNational@egroups 
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From: Radiocolor -GiornalistiinTrinceaLucania@egroups To: Giornalisti inTrincea
Subject: Re: Un Ostello ove fermarsi.
Sono un editore radiofonico Lucano, purtroppo da noi la "cricca" dei giornalisti e off limits si tramanda per piaceri dovuti o si è fuori. Gentilmente potete aiutarmi a come procedere per iscrivermi all'ordine dei pubblicisti?
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From: PP To: Giornalisti inTrincea Subject: Ho un trilemma... HELP!!!!!!!
Chiedo aiuto ai colleghi di G.inT. per risolvere un "trilemma" che mi ossessiona. Applicando lo stesso metodo di calcolo l'ISTAT informa che l'aumento si è fermato al 3,8%, di contro EURISPES conferma una salita intorno al 30/35% con punte su alcuni prodotti sino a+ 64%. Il Prof. Vitali, membro del consiglio ISTAT, sostiene la validità dei calcoli. Prodi Romano dice che non è aumentato nulla e l'Europa dell'euro và a gonfie vele. Urso Adolfo, vice ministro delle attività produttive, dice che non vi è da allarmarsi, "contano i parametri europei". La Signora Maria Rossi, che fa la spesa tutti i giorni, è incazzata nera perché da quando c'è l'euro i soldi non bastano mai. Ecco il "trilemma" che non mi fa dormire: - ha ragione ISTAT o EURISPES?
Se un ministro dell'UE ed uno del Governo Italiano dicono di non preoccuparsi, perché la Signora Rossi Maria è tanto incazzata e molto preoccupata? -Leggendo oggi, anche Fra' Jeronimus, non sarà che ci stanno prendendo tutti per il "culo"?!?!?
P.P. GiornalistiinTrinceaLombardia@egroups  
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Rincari e Arafat.
1. Per le spese di queste feste ho visto rincari su tutto oscillanti dal 30 al 50 % - chiunque faccia le spese se ne è reso conto.
2. Come faremo? non potremo più tenere nello studio il calendario con Arafat nudo.
Dovremo accontentarci delle nostrane Cucinotte e Veline. V.B. - Lucca. GiornalistiinTrinceaToscana@egroups  
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From: D.F.GiornalistiinTrinceaEsteri@egroups  To: GiornalistiinTrinceadesc Subject: Miti Triti Europei
"E noi palestinesi boicotteremo i media italiani!" Ecchissenefregaaaaaaaaaaaaaa!?
L'Europa ha creato molti miti nella sua lunga storia e alla fine tutti sono risultati statue d'argilla crollate miseramente sopra milioni
di vittime. Nel secolo trascorso ne abbiamo avuti addirittura più d'uno: il mito del nazi-fascismo che doveva liberare l'Europa dal pericolo giudeo-massonico. Milioni di morti, l'ebraismo europeo semidistrutto, la cultura europea crollata ai minimi livelli.
Un vero disastro di rovine, cadaveri, fiamme, miseria. Abbiamo avuto il mito del comunismo che salvava tutto e tutti, che riscattava
i poveri, che puniva i ricchi. Crollato miseramente dopo essersi resi conto che nei paesi comunisti non avveniva niente di tutto questo bensì il contrario con l'aggiunta della mancanza di libertà. Siberia, Gulag, ancora ebrei deportati e uccisi, dissidenti nei manicomi. Ennesimo colpo mortale al pensiero dell'uomo, alla cultura e alla civiltà europee.
E alla fine, da questi disastri, ecco che nasce un altro mito, altrettanto pericoloso, il mito arabo, anzi palestinese, anzi peggio ancora: il mito ARAFAT. Gli europei (in particolare gli italiani) alla ricerca di qualcosa in cui credere e per cui sentirsi tanto buoni hanno trovato in Arafat e nei palestinesi uno sfogo al loro bisogno di amare i poveri e i negletti e si sono quindi creati il terzo mito del XX secolo. Si sono buttati a pesce, evviva, evviva, finalmente un qualcosa per cui sentirsi buoni e contemporaneamente per lavare la propria coscienza un po' sciupata dall'avventura della Shoa'. Ecco qua 2 piccioni con una fava, il nuovo mito, la fola europea per scaricare i propri peccati: gli ebrei, diventati israeliani sono peggio dei nazisti e allora perchè battersi il petto per l'assassinio di sei milioni di quelli che avrebbero superato i loro assassini? Fine del pentimento. Gli ebrei "nazisti" che maltrattano i buoni palestinesi. Ecco, trovato! Gli ebrei da odiare e i palestinesi da amare incondizionatamente perchè sono loro, perdiana, sono loro i veri ebrei altro che gli altri, quelli veri, quelli giustamente ammazzati prima che diventassero nazisti.
Ecco quindi che l'Europa e in particolare l'Italia cattocomunista, eleggono Arafat a loro martire, eroe, santità, ecco che lo chiamano Mazzini, Garibaldi, lo invitano da tutte le parti, lo portano in trionfo ad Assisi, in Vaticano, in Rai, in giro per tutta Europa a raccogliere ovazioni, premi Nobel. E' un delirio di amore quello che ricopre Arafat in Europa. E' il padrone, ha tutti ai suoi piedi.
E' uno degli uomini più potenti del mondo.Tutti impazziti per il raiss, il nuovo Mito, quello che li fa sentire tanto buoni perchè dice che gli israeliani sono tanto cattivi e gli europei è questo che vogliono sentire. Gli italiani poi sono osannanti, innamorati, fuori di testa, se lo coccolano, se lo baciano. Arafat, Arafat il grande, si vabbè ogni tanto dice qualche bugietta, che fa?
Si vabbè porta sempre il pistolone alla cinta, che fa? Magari ha paura che qualche sionista lo possa ammazzare, si sa che quelli sono così cattivi e sempre in cerca di sangue. L'amore per Arafat non conosce limiti, tanto grande da perdonargli persino gli attentati contro gli europei, contro gli italiani! Che fa pure questo? Dopotutto deve pur far sapere al mondo, asservito ai sionisti (plutogiudaicomassonici) che comprano tutto, anche le coscienze del mondo soprattutto quelle americane, anzi amerikane, (si sa che gli ebrei sono pieni di soldi) che i suoi adorati palestinesi soffrono senza colpe. Arafat Arafat!
Luciano Lama se lo porta in braccio ad Assisi, Occhetto è commosso fino alle lacrime. Arafat Arafat il genio, il santo palestinese! Per decenni gli europei si sono crogiolati nel loro amore senza limiti, amore e soldi, mica solo amore puro e virginale! Soldini tanti, soldini che andavano dal raiss e tornavano indietro in forma di mancette. Arafat Arafat, il nostro amore, la nostra gallinella dalle uova d'oro! Poi, di colpo, il Mito, forte del suo strapotere e dell'appoggio europeo, ne combina una di troppo, fa scoppiare una guerra inutile. Imbarazzo. Leggero imbarazzo. i suoi innamorati lo difendono sempre, è vero. Sempre un mito è, amico di potenti è, soldini tanti in Svizzera e anche in qualche tasca europea. Si, Arafat è sempre Arafat per i vari Patten, Solana, Moratinos.
Il Trio Lescano. Prodi che cerca in tutti i modi di mandargli altri soldi, pare che anche Berlusconi gli faccia avere pingui puor-boire. Ma qualcosa succede in questo idillio? Succede che il cattivo sionista Sharon decide di imprigionare il Mito a Ramallah e decide, che faccia tosta! di mandare in USA e in Europa le prove della sua corruzione e del terrorismo da lui organizzato.
Che fare? Carta canta, si dice, e le prove sono prove. L'amore per il Mito vacilla un po', sempre però superato dall'odio per il cattivo sionista che ha osato spudoratamente metterlo in cattiva luce. Le visite al Mukata di Ramallah si diradano, quasi ridotte ai soliti spacifisti, gente innamorata alla follia del Mito e talmente giudeofobica da non vergognarsi della propria indifferenza per gli attentati palestinesi in Israele. Il Mito quindi è semiabbandonato e alla fine, giorni fa, succede che 2 sionistacci cattivi vengano in visita ufficiale in Italia e succede che siano anche bene accolti, perbacco, con gli onori dovuti a un Capo di Stato (pur se sionista) e a un Ministro degli Esteri (sionista anch'egli ahimè). Il governo italiano li accoglie come si deve e senza chiedere il permesso al Mito ormai  in disgrazia. Apriti cielo, l'accoglienza ai 2 sionisti, gli articoli positivi sui media (se escludiamo un paio rimasti all'epoca stalinista), i sentimenti amichevoli rivolti a 2 rappresentanti dell'odiato Israele, tutte queste cose hanno fatto molto arrabbiare il Mito e la sua gang e allora, dall'alto della loro democrazia, come pensano di reagire? Si comportano forse come aveva fatto Israele quando l'Italia osannava il raiss? Cioè col silenzio?
Nooo, certo no, Il Mito e la sua gang non hanno chiaro il significato della parola democrazia e libertà perciò non tacciono,  parlano e, com'è uso in ogni organizzazione mafiosa, ricattano: I giornalisti italiani hanno accolto bene il Presidente Katzav e il Ministro degli Esteri Netaniahu? Bene, anzi male, malissimo. "E noi palestinesi boicotteremo i media italiani, ecco!
E il Mito Arafat non si farà più intervistare dai giornalisti italiani, così ingrati e dimentichi di tempi migliori! Ecco!"
Quale la reazione dei giornali italiani? Non ho sentito lamenti ne' lacrime, ne' ho visto nessuno strapparsi i capelli, forse sarà una mia illusione ma mi pare, vagamente, di aver sentito, come un'eco, arrivare fin qua in Medio oriente questo lapidario commento:
Echissenefregaaaaaaaaaaaaaa!? D.F. Israele.
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EuroA-pprofittoTelefonia: leggete questa.
Fom: servizio.abbonati@stream.it - To: Renato Tubère
Subject: A 4 EURO AL MINUTO??? MAI!!! Informazioni amministrative: secondo invio!
Egregio Signor Tubére, in merito alla sua segnalazione la informiamo che per poter riattivare i canali StreamTV dovrà contattare il nostro Servizio Abbonati al numero 199 100 500 e fornire gli estremi di pagamento delle fatture di cui non risultano pervenuti i relativi pagamenti, un operatore procederà al ripristino del servizio. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
Felice Anno Nuovo! (???) Relazione Abbonati. 
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Re: Egregi Signori Stream, sono spiacente ma non aderirò nè ora nè mai all'uso, che considero semplicemente vegognoso, di una linea telefonica a pagamento dall'incredibile costo di EURO 4,00 al minuto in certe ore, addirittura di EURO 11,00 in altre, per far valere i miei diritti. Dal ricevimento della presente vi concedo 24 ore per il ripristino del contratto unilaterlamente interrotto da parte vostra per motivi di cui spetta a voi dimostrare l'effettiva esistenza. Poi adirò immediatamente a vie legali nei vs. confronti.
Renato Tubére - Giornalista Pubblicista / ORDINE DEL PIEMONTE. GiornalistiinTrinceaPiemonte@egroups  
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From:  Studiocfr - To: Giornalisti inTrincea
Re: EuroA-pprofittoTelefonia - Bei ladroni: non c'è malaccio...
Mi faccia sapere come va a finire questa storia (non mi abbonerò mai a una Stream TV, ma i paradossi e le facce di palta mi incuriosiscono sempre e mi fanno montare un po' l'adrenalina - mi fa anche bene, perché sono troppo flemmatico...). Mario.
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Re: Che merde!!! Il servizio.abbonati@stream.it e la Stream. Bastonarli a più non posso. Saluti e solidarietà B.A.
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Fom: Renato Tubère - To: Giornalisti inTrincea
Ottimo risultato, e istantaneo...... Le buddddane!
Vittoria su tutta la linea! Infatti, leggete qui sotto come hanno cambiato subito le carte in tavola ......
Grazie Giornalisti inTrincea per averne dato notizia, ma chissà quanti polli abboccano all'amo di questa e/o altre paytv!!!
Egregio Signor Tubère, al fine di procedere al ripristino immediato del servizio ed al fine di evitarle di contattare il nostro Servizio Abbonati (NdR: che faccia tosta!!!), le chiediamo gentilmente di comunicarci tramite e-mail gli estremi di pagamento delle fatture numero xxxxxxx del xx/xx/xx di xx,xx euro e numero xxxxxxx del xx/xx/xx di xx,xx euro di cui non risultano ancora pervenuti i relativi pagamenti. In attesa di una sua risposta le inviamo i nostri più cordiali saluti. Relazione Abbonati.