La Fnsi: "impedire".
Ma il contropotere del consumatore
conta e
come
di Vincenzo Donvito, presidente Aduc Associazione per i diritti
di utenti e consumatori aduc.it@aduc.it
La Federazione Nazionale
della Stampa Italiana, il sindacato unico dei giornalisti (per volontà
degli stessi) iscritti all'Ordine, aveva chiamato tutti coloro che fanno
riferimento alla struttura, allo sciopero di venerdì 20 dicembre.
Quotidiani, televisioni e radio, siti Internet e uffici stampa della Pubblica
Amministrazione e non solo, (esentati i giornalisti dei periodici) dovevano
impedire (è la parola precisa usata dalla Fnsi: "impedire") la divulgazione di alcuna informazione.
Uno sciopero che, al di là del dato sindacale
(legittimo quanto, di per sè, giusto caso per caso), non leva alcunchè al suo
mero carattere politico e sfascista. Che è l'intenzione primaria della Fnsi: far
valere il suo potere e giocarlo nell'agorà politica.
Altrimenti che senso avrebbe l'astensione totale? A chi si vuol dare fastidio?
Agli editori verso cui si rivendica qualcosa o anche
i consumatori? Se restiamo in un ambito
sindacale, dovrebbero essere gli editori a subirne le conseguenze.
Allora,
perchè non fare lo sciopero contro questo o quell'editore, a turno, in modo da
non creare disagio ai lettori/consumatori?
Cosa ci si
guadagna dal disagio dei consumatori?
Siccome il
dato sindacale non è quello privilegiato, ecco che si vuole dare fastidio
a tutti, bloccando i diritti dei consumatori di informazione. Una visione
totalizzante e assolutistica del valore dei propri diritti rispetto a quello
degli altri. Per cui, calpestarli viene considerato il metodo privilegiato e
migliore per affermare i propri. Il diritto dei consumatori non esiste per la
Fnsi: nel suo delirio di onnipotenza politica e sindacale si crede il re in
mezzo ai sudditi. Ma quelli che loro considerano sudditi, hanno un potere
gigantesco in mano e lo stanno usando sempre più: non informarsi attraverso i
loro media, e per questo provocare le cadute verticali di lettura e di
ascolto.
Qualcuno continuerà a lamentarsi perchè in
Italia si vendono pochi quotidiani? le vendite dei quotidiani sono
problemi solo degli editori? Che per rimediarvi continueranno ad accoppiare a
questo o quell'altro giornale uno scolapasta o una videocassetta, invece di
curare di più le informazioni e farle giungere sempre e nel modo più semplice in
ogni angolo.
Il risultato? Non
giova ne' agli editori ne'
ai giornalisti. Questi metodi di lotta dei giornalisti della Fnsi, al
pari degli operai della
Fiat che bloccano porti e stazioni per
rivendicare il loro diritto al lavoro, abbiamo l'impressione che -inutili per i
risultati che si prefiggono- godranno dell'aggravante di essersi inimicati tutto
il resto dei cittadini consumatori. Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti di utenti e consumatori. aduc.it@aduc.it
Sciopero
Fnsi?: Essere di e leggere a
sinistra per votare a destra. Buone feste - Giornalisti
inTrincea.
Meditate 'editori puri' & giornalisti.... meditate.
Anno 2001 - 2002: Vendita
dei quotidiani in edicola -meno 3% vendita settimanali in edicola -meno
8%.
E, Virusonline, e i
giornali telematici aumentano i lettori. Meno male che noi di
Virus siamo periodici e non uciamo neanche regolarmente.