il Post SSTrinità e verginità della Madonna, un nuovo mistero gaudioso
di Davide Gianetti
 
Dopo la SantissimaTrinità e verginità della Madonna un nuovo mistero gaudioso è entrato di diritto nel costume italicos,
a testimoniare di un paese ultra religioso e misericordioso
. Il nuovo dogma verte sulla vastissima figura di Carlo Azeglio Ciampi, il presidentissimo della repubblica, l'uomo in cui gli italiani, come disse Pierferdinand, "si identificano", il custode dell'unità peninsulare, il mastino antisecessione e per la patria una e indivisibile. Niente di male, per carità: fa il suo mestiere, come prima di lui Scalfaro, Cossiga e tutti gli altri. E però dal naturale e istituzionalmente obbligato rispetto per la più alta -e meglio remunerata- carica dello stato si è presto passati ad una sorta di culto della personalità che deforma la realtà e non rende un buon servizio alle istituzioni e alla loro credibilità.
Prendiamo il "caso" devolution, "caso" che si ripresenterà assai presto al Parlamento in seconda, terza e quarta lettura.
Se per una riforma amministrativa che cede competenze a beneficio di enti periferici deve andare in onda uno psicodramma -attore principale l'aureo inquilino del quirinale- quale quello cui si assiste quotidianamente, allora cosa succederebbe in caso
di una vera e radicale riforma federalista? Una nuova 'guerra civile', in nome della "solidarietà", ovvio, (cattolica o repubblicana poco importa), dei "meno fortunati", del "patto nazionale" etc. Ma la cosa più divertente- non dico inquietante, visto che l'aggettivo si addice per i paesi seri e civili-è assistere a questa danza, macabra, che poggia sul capo dello stato e sulle di lui parole.
Che forse criticare o esprimere dissenso verso una interferenza nei lavori parlamentari -e qui Bossi, strano ma vero, ha ragione- significa forse attentare alla dignità dello stato -vecchia concezione totalitaria la cui infrazione non a caso è sanzionata dal codice fascista Rocco) o "sferrare un attacco inaudito" alle più alte cariche della repubblica?
Che dopo l'infallibilità papale si sia giunti all'infallibilità quirinalizia?
E la sinistra che sempre ulula ai 4 venti "allarme, il quirinale è sotto assedio", non è la stessa che sotto la gestione Cossiga propose una perizia psichiatrica per l'ex capo dello stato? E in quel caso dov'era la credibilità delle istituzioni?
E l'emergenza democratica? E che dire di un sistema giornalistico che fa a gara con i partiti nel costruire il mito di un presidente "simbolo dei cittadini" (ma da loro mai eletto) toccando vette irraggiungibili e imbarazzanti di piaggeria degne di una monarchia africana? Negli Stati Uniti il Presidente George Bush junior, pur essendo l'uomo più potente del pianeta, è oggetto di violenti attacchi politici -specie da parte della stampa-nonchè di graffianti e dissacratorie campagne satiriche: eppure nessuno si sognerebbe mai di invocare il bavaglio o di linciare coloro che esprimono forti riserve verso l'operato del presidente Bush.
Qui da noi vige l'autocensura. O si parla bene del Colle o si sta zitti. Non sarebbe meglio per tutti, istituzioni e loro affidabilità in primis, se si avesse verso le più alte cariche della repubblica, quindi nei confronti dei relativi inquilini, un atteggiamento di rispetto "critico" onde esser liberi di condividere o di stigmatizzare -a seconda delle sensibilità personali e, perchè no, degli interessi politici di parte- i loro interventi pubblici? Perchè non dismettere per sempre quella farisaica e gesuitica accondiscendenza per tutto ciò che proviene dal quirinale e lasciare invece campo libero ad una sana, cattiva, anche dura se si vuole, o buona, ma sempre limpida e onesta dialettica istituzionale? Mi si risponderà: ma il capo dello stato rappresenta la nazione tutta, i cittadini devono avere un punto di riferimento a cui aggrapparsi e in cui identificarsi.
Giusto, ma non ci ripetono sempre che dopo il pericolo secessionista del '96 l'unità d'Italia è più forte che mai?
Non ci ripetono sempre che la nazione italiana ha finalmente trovato un proprio comune idem sentire?
Che finalmente siamo un paese come gli altri? Che ormai l'inno di Mameli lo cantano tutti?
E allora perchè dopo Woytila dobbiamo avere anche un papa laico, repubblicano e democratico al cui cospetto svestirci di ogni intelligenza, oltre che di ogni dignità? Davide Gianetti.
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ndr. Le Parenti di San Gennaro.
La Parente di San Gennaro, Capo dello Sato - 'della Chiesa' - San Carlo, e il tempo che fu del Capo Spirituale della Chiesa,
San Francesco. Le Parenti di San Gennaro, mentre si attende il Miracolo, hanno diritto, in virtù del Sacro Parentado, di sollecitare il miracolo - qualora esso ritardi - con urla e male parole, anche blasfeme e scompostissime, indirizzate al Santo - una sorta di 'Exalibur' dell'invettiva - ma non conta.
E le Parenti di San Francesco? Questo diritto, Bipartisan, lo avevano, e contava. Francesco detto il Poverello era....
 
Quelle scarmigliate ingiunzioni delle Parenti di San Gennaro.....
di Adalberto della Spezia
 
Ho poca familiarità coi Santi, e prediligo quelli dotati di riservato tenor di vita ed amorevole soavità priva di eclatanti miracolismi: sopratutto S. Antonio Abate perchè amo i cani. Invitato a una storia tifata a Napoli con scarmigliate ingiunzioni invocanti a squarciagola "lu miraculu", vi dirò di quel Vescovo beneventano veneratissimo patrono partenopeo ("a San Gennà, famme vince lu ternu!") che fu martirizzato a Pozzuoli nel 305: quel S.Gennaro che si ripromette di trasformare in acqua 18 volte all'anno il suo sangue rappreso in 2 ampolle racchiuse in una teca a 2 facce di cristallo: per i turisti dell'incantesimo, il primo sabato di maggio, gli 8 giorni successivi, il 19 settembre e l'ottava, il 16 dicembre. Ohibò, una reiterata faticaccia che si assume con certosina pazienza nei suoi giorni di festa. Ma ci sono anche gli increduli di fama e discussioni e polemiche a non finire che mandano in risentita escandescenza i fedelissimi tifosi del Santo: diluite chiarificazioni per un improvviso sbalzo di temperatura, meticolosi esami spettroscopici, fototropici, igroscopici e addirittura psichici dovuti al passaggio della reliquia dall'ambiente oscuro ed asciutto della nicchia alla cappella ricca di luce, di vapor acqueo e di accanite volontà di pii credenti.
Anche altre reliquie son solite produrre in quel di Napoli e dintorni (strano, vero?) prodigiose sanguinolenze più o meno chiarificate. Dove sta il bandolo della matassa?
Di una cosa sono certo: per venerare San Gennà io non mi strapperò i capelli unendomi a infatuate escandescenze popolari. Preferirò una pacata preghiera in raccoglimento senza pretendere "lu ternu seccu". Adalberto della Spezia.
 
A proposito di legittimo sospetto, dopo il Suracegate il Berlusconigate?
di ABC Flash - Paris
abcflash@free
fr
 
Palazzo di Giustizia - Milano. Il Presidente che dovrebbe ora giudicare Berlusconi è lo stesso che condannò indebitamente
Craxi. La Corte europea dei diritti dell'uomo di Straburgo, com'è noto, ha condannato l'Italia, stabilendo che Craxi fu condannato
a Milano illegittimamente, impedendogli qualsiasi possibilità di difesa, "giudicandolo" su dichiarazioni in realtà nulle, poiché non sottoposte a contraddittorio. E così l'Italia si trova di nuovo condannata mentre il Suracegate ha messo in luce, diciamo, altro:
Surace in galera -per tenercelo 2 anni, 6 mesi e 12 giorni affermando che era per una condanna definitiva per traffico di droga, condanna in realtà mai esistita- (vedi nostri precedenti servizi e documenti giudiziari). Se si pensa a quanti, accusati si erano suicidati: Sergio Moroni, Gabriele Cagliari, Raul Gardini. Se si pensa a Surace, incarcerato sadicamante alla vigilia di Natale, kafkianamente, su una condanna inesistente... Tanto che dovette fare uno sciopero della fame a oltranza, ben deciso ad uscire "coi piedi in avanti", come ribadì ai tanti che volevano dissuaderlo. Il che non è che un'altra forma di suicidio, a cui fu sottratto dalla reazione massiccia della stampa mondiale, allertata tenacemente da Vittorio Feltri - cosa che resterà per sempre ad onore di questo direttore valoroso quanto scomodo - e di conseguenza delle alte cariche dello Stato, dei politici di ogni colore e dagli organi di categoria e dei movimenti per i diritti civili. E se si pensa alla morte di Craxi....Con quella condanna che la Corte europea ha dichiarato fasulla si era impedito a Craxi di rientrare in Italia a curarsi, e quindi probabilmente ancora ben vivo, nonché ben pericoloso per certi ambienti. Chi era il Presidente del Tribunale che aveva diretto in quel modo il processo contro il capo socialista, nonostante le leggi e i principi più elementari su cui è fondato il diritto nei paesi civili? 
Lo stesso che ora dovrebbe giudicare Berlusconi... A questo punto, che fare? Infischiarsi di ogni legge e principio del diritto?
Vuoi vedere che dopo il Suracegate ci sarà anche un Berlusconigate?
E' con molta attenzione che seguiremo gli sviluppi anche di questa storia. Per ulteriori informazioni: abcflash@free fr
 
Sequestri in InternetOra è toccato ad un sito di chiacchere mondane
di Vincenzo Donvito, presidente Aduc
 
Su ww.gossipnews.it al posto della Home c'è una scritta della Polizia Postale: il sito è sequestrato per provvedimento del Gip
di Imperia. Le motivazioni del sequestro non ci sono, ma in Internet circola che sia per la denuncia di una showgirl che sarebbe stata diffamata da quanto scrittovi. A noi le motivazioni, ufficiali o ufficiose, non importano: non è questione di contenuti ma di metodo e di forma, che, in democrazia, sono la sostanza. Per capire l'assurdità (civica, logica e giuridica) di sequestrare un intero sito per un, eventuale, reato, facciamo un esempio: se in una trasmissione Rai un conduttore dicesse cose ritenute calunniose da chi ne è coinvolto, ci sarebbe un magistrato che farebbe oscurare la Rai (di denunce in merito la Rai ne ha quotidianamente)?
E' molto improbabile. Allora, perchè deve succedere il sito Gossipnews o per quelli vittime di simili provvedimenti?
Un peso e 2 misure? Qualcuno sosterrà che l'oscuramento è per impedire la reiterazione del presunto reato.
Ma, a parte che il reato è presunto e non tale, perchè non intervenire solo sullo specifico presunto delittuoso?
Mettiamo che la showgirl presunta diffamata si chiamasse Maria Bianchi e il sito incolpato si chiamasse ww.mariabianchi.it ,
cioè tutto dedicato alla sua presunta diffamazione: visto che i reati d'opinione per i nostri codici esistono, un minimo di costrutto giuridico ci sarebbe per intervenire su tutto il sito. Ma questo si chiama, ww.gossipnews.it e solo in un articolo c'era la presunta diffamazione di Maria Bianchi. O il magistrato crede che fra le righe di qualunque articolo di gossipnews si manifestasse e perdurasse la diffamazione di Maria Bianchi? Sarebbe una presunzione bizzarra e fantasiosa. Con questi provvedimenti non si fa altro, con la legge, che buttare discredito sulle potenzialità di libertà e democrazia di Internet, scoraggiando l'uso creativo e dialettico ma stimolandone solo l'aspetto vetrina. Non è la prima volta che succede, e non sarà l'ultima. Anche noi viviamo con apprensione: per questo o quell'altro che si sente trattato male da ciò che scriviamo o riportiamo sul portale, talvolta riceviamo delle denunce, e un magistrato potrebbe fare lo stesso anche nei nostri confronti. Occorrerebbe un intervento dei ministeri delle Comunicazioni e della Giustizia. Non per sconfinare nei poteri dei magistrati, ma per dare indicazioni di metodo su un mezzo -Internet- che quando i codici sono stati concepiti, non si sapeva che sarebbe esistito. Vincenzo Donvito, presidente Aduc.