RAI: La Commissione si pronunci sul canone
di Benedetto Della Vedova
Presentata una interrogazione per verificare la compatibilità con le norme comunitarie degli aiuti di Stato alla Rai
 
Il deputato europeo radicale Benedetto Della Vedova ha presentato l'interrogazione scritta rivolta alla Commissione Europea nel corso del convegno sulla privatizzazione della RAI organizzato da "Radicali Italiani", cui hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, il senatore Claudio Petruccioli presidente della Commissione di Vigilanza RAI, Mario Landolfi deputato di AN, Franco Debenedetti senatore dei DS, Mario Petrina già presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Massimo Bordin direttore di Radio Radicale nonchè giornalisti e direttori di testate.
Nell'interrogazione Della Vedova ha ribadito che l'emittenza televisiva pubblica non è esentata dalle norme del Trattato CE relative alla concorrenza e che il Protocollo al Trattato di Amsterdam sulla radiodiffusione pubblica - spesso indicato, a torto, come base di tale esenzione - nell'affermare la competenza degli stati membri a provvedere al finanziamento e alla definizione del servizio pubblico di radiodiffusione, pone come condizioni: che tale finanziamento sia utilizzato ai fini dell'adempimento della missione di servizio pubblico conferita, che tale finanziamento non perturbi le condizioni degli scambi e della concorrenza nella Comunità in misura contraria all'interesse comune e che sia rispettata l'esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione.
Della Vedova ha anche sottolineato che la RAI è assolutamente inadempiente rispetto all'obbligo di separazione contabile tra le attività di servizio pubblico e quelle commerciali, obbligo sancito dalla direttiva sulla trasparenza 80/723/CE.
L'interrogazione mira a far pronunciare la Commissione sulle iniziative che intende prendere rispetto a tale grave inadempimento, che da un lato rende impossibile alla Commissione di effettuare il controllo di proporzionalità tra aiuti di stato concessi alla RAI e gli obblighi ad essa imposti dalla missione di servizio pubblico e, dall'altro, concede alla RAI mano libera dell'utilizzare i soldi dei contribuenti per attività commerciali. <red. Virus>
 
Disdetta il canone RAI entro il 31 dicembre. Non oltre.
di Vincenzo Donvito, presidente Aduc Associazione degli Utenti e Consumatori
 
Per non restare imbrigliati nei regolamenti capestro del sistema statale di ""abbonamento"" radiotelevisivo, è importante ricordarsi di dare la disdetta del canone entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, con tanto di raccomandata A/R o usando l'apposita sezione del libretto di abbonamento che ognuno ha.
Tutte le informazioni più dettagliate sono reperibili sul sito  ww.aduc.it/rai
Il tormentone di fine anno sul canone/tassa Rai, sull'aumento e sul significato per il consumatore costretto a pagarlo per il solo fatto di possedere un apparecchio televisivo, questa volta è più agitato del solito, gli attacchi di chi amministrava prima la tv di Stato, si sono fatti intensificati e, siccome si tratta di attacchi anche sulle virgole e i "punti a capo" si ha l'impressione di un gran polverone atto a far credere che tutto sia per una maggiore attenzione all'informazione pubblica.
Non siamo così ingenui da cascarci, appare a chiunque che è solo una questione di potere, e di controllo di ciò che articola il consenso verso il potere. Ma questo ci interessa fino ad un certo punto e il problema per il consumatore resta intero:
la tassa/canone e la proprietà.
Si continua a far finta che mai gli italiani si siano espressi, con tanto di referendum, sul privatizzare la tv di Stato.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc Associazione degli Utenti e Consumatori. <red. Virus>