La Valle delle Amebe, il Covo dei Radical Storici,
U' piritu di Moretti

 
Nel covo dei Radical storici.
Abbiamo incontrato Lehner, a Torino, al Centro Pannunzio covo dei Radical storici. Lehner, è un torcione d'uomo, bella faccia vigorosa, sorriso sardonico. E' braccato da mezza giudicheria italiana, avendo 7 cause con 7 magistrati per frasi politicamente scorrettissime sulla loro casta, scritte nei suoi libri di denunzia della disastrata situazione giudiziaria. Ma ha l'aspetto di chi bracca lui quella gente coccolata dai media, che sotto la toga ha il niente della presunzione 68ttarda di interpretare ad usum Lenini le vicende. Non ha l'aria del San Sebastiano alla colonna infame dell'illegittimo sospetto (quello dei piemme di essere il sale della terra). Non è esangue intellettualmente ma un combattente che, uno come Borrelli, vorrebbe abbattere con una richiesta di risarcimento miliardario per danni 'biologici' e che sarebbe andato in deliquio sulla prosa irriguardosa (non stuoinata) di un giornalista, ahilui e ahinoi, ormai aduso a mangiar pane e querele. E tutto questo per la convinzione che da 10 anni sia in atto una guerra civile fra il sentire dei liberali e dei libertari e il giustizialismo paranoico dei seguaci di Violante.
Il dibattito è stato un modello di stile antisantoriano, con il paradosso dell'avvocato Zancan, relatore di minoranza sulla legge Cirami al Senato, a magnificare il (quasi) miglior mondo possibile della Giustizia dove gli innocenti finiscono per essere assolti (dopo essere stati stritolati) e dove il 'legittimo sospetto' è sempre stato usato per mascherare le turpitudini più turpi, dal delitto Matteotti in giù, e con la sorpresa di un magistrato non 'urlatore', Vittani, Procura di Ivrea, che, dopo avere esposto sobriamente il principio ispiratore della Cirami, in camera charitatis ci ha confessato che non sarebbe contento di finire tra le grinfie di certi colleghi. Lehner ha ribadito che la lotta per la riforma della giustizia ha da essere trasversale e che, visto il quadretto (quasi) idilliaco del furbo Zancan, di ritenere di avere vissuto fino ad oggi 'in un altro Paese' rispetto agli aficionados delle Procure. Importante per i liberali il 'via libera' ad un comitato a sostegno di Lehner che ci fornirà la documentazione e di quanti siano vittime di una magistratura partigiana che non si perita di piegare alle proprie convenienze anche economiche, prima che ideologiche, quel monstrum giuridico costituito dai cosiddetti 'reati d'opinione'. Giovanni M. Mischiati.
 
La Valle delle Amebe.
Lehner il torcione d'uomo è un pezzo da 90 allora?
Che buone nuove che ci porta Mischiati! Finalmente uno vivo, vegeto e combattivo in una Valle di Amebe smorte.
Questi tipi oramai rarefattisi nella società politica italiana, sono il sale della Democrazia, democrazia con la D maiuscola
e non società agitata girotondina, giacobinina, giustizialista, Sanciopancesca e Morettesca-Florealesca. OCCHIO!! (,-)
Entriamo tutti nel proposto comitato liberale di Lehner e facciamo girare tutta l'opportuna documentazione che, naturalmente, nessun mezzo di comunicazione menzionerà. Hai visto mai Radicali and Co rincorsi dalla solerte stampa?
E i Referendum "Cumunisti" premonitori? Tutti quesiti che, ora, avrebbero tolto mille castagne dal fuoco al Cav.
I "Referendum Cumunisti"?: Riforma delle Pensioni, Art.18, separazione delle carriere, ecc ecc ecc.
Un vero macello, un grande mattatoio. Virus
 
U' piritu di Moretti.
Termini Imerese: Come se già non bastasse la crisi, la disoccupazione e l'inefficienza dei politicanti locali di tutti gli schieramenti, una nuova sciagura si è abbattuta sulla Sicilia: Nanni Moretti. Nuovo guru della sinistra, forte della sua insussistenza, è sceso nell'Isola per praticare il giochino preferito: il girotondo. Non abbiamo preclusioni mentali verso i giochi, ma non amiamo coloro che, davanti alle tragedie altrui, si trastullano coi giochini da bambini. Chiunque è libero di girotondare come, dove e quando vuole, ma che lo faccia per spirito di solidarietà e non strumentalmente ad una candidatura chiuso ormai a quei finanziamenti che la sinistra ha elargito a piene mani a quei giovani registi "emergenti". È fuorviante perché un girotondo, con tutti i mal di pancia di operai, politicanti e "pescecani torinesi", non è la cura migliore al male incancrenitosi sotto l'Ulivo che l'ha celato al popolo, complice il solito sindacalismo di regime, che ora vorrebbe cavalcare girando "in tondo", "in tanti" e "in tonti".
È assurdo perché Moretti mostra di avere le idee confuse o peggio, di essere un arrogante voltagabbana.
Lui, il girotondo, non avrebbe dovuto farlo tra gli operai della FIAT qui a Termini Imerese né immaginarlo per perorare la loro causa dal momento che la sua solidarietà, nel momento di particolare crisi per i "pescecani torinesi", avrebbe dovuto rivolgerla proprio a loro. Il perché?: anche lui agli italiani è costato una barca di soldi per le elargizioni statali garantitegli dai suo i amichetti politici di sinistra, gli stessi che ora sbeffeggia pontificando dai palchi di una improbabile "nuova politica".
Il girotondo, ergo, dovrebbe andare a farlo a Torino, o dove crede. I suoi sermoncini, intrisi del triste grigiore delle preistoriche adunate di piazza dei metalmeccanici, oggi sono solo la caricatura di una persona che, già caricatura di sè stesso, rincorre la "banalità del bene" per avere notorietà e visibilità. Questo di Termini ci sembra l'ultimo "girotondo" di un enfant (poco) prodige del cinema che si sta vieppiù impantanando nel campo minato della politica; specie di quella frammista all'economia. Una miscela esplosiva che tiene lontani da essa anche coloro che, per "mestiere" o per mandato, dovrebbero trattare il tema e trovare una soluzione ragionevole.
Il cazzeggio di Moretti resterà nella storia della (dis)avventura FIAT in Sicilia come un piritu, non richiesto.
Moretti veda l'ultimo Cofferati che, intelligentemente (al contrario di Moretti) se ne sta buono zitto e aspetta che la buriana cessi:
calati juncu ca passa la china!! Ai politicanti, a prescindere dal loro colore, chiediamo una assunzione di responsabilità davanti
a coloro che li hanno votati. Che diano un chiaro esempio di intraprendenza e mettano in atto tutte le strategie che lo Statuto autonomistico prevede. Ai "torinesi" chiediamo di cospargersi il capo di cenere: avete sbagliato, ed è giusto che i cocci del vostro fallimento restino a voi e non a chi ha contribuito, col proprio lavoro, ad ingrassare i vostri conti bancari.
Ai sindacati chiediamo di fare non uno, ma 1000 passi indietro, perché le responsabilità dello stato di coma dell'economia isolana è anche, ed in misura non modesta, colpa loro. A tutti i SICILIANI chiediamo di alzare la testa e drizzare la schiena,
di lasciare a casa le insignificanti bandiere di partiti e sindacati e sventolare il vessillo della Trinacria con forza e convinzione.
A Moretti non chiediamo nulla; anzi gli diamo un consiglio: fare scorrere i titoli di coda su questo (speriamo ultimo) spettacolo deprimente e vada a girotondare nel nulla dei suoi pensieri.
da Rik Sinise Ass. "L'ALTRA SICILIA" al servizio della Sicilia e dei Siciliani ww.laltrasicilia.com