Panchopardi&Gattopardi 4:
Mazzini, o edizione
straordinaria sul delitto di Cogne?
di Dino Cofrancesco
Con i più affettuosi saluti a Virus, invio il mio 4° Gattopardi e Panchopardi. Virus è l'unica testata giornalistica a cui posso inviare
un articolo in cui parlo male di Maurizio Costanzo! Ma che paese è mai questo! E
che libertà è questa!? DC.
Gattopardi e Panchopardi
In Italia si può parlar male di tutto e di
tutti. Si può insinuare che uno dei pochi santi laici della nostra storia
nazionale, Giuseppe Mazzini, era, in realtà, un
corrotto stupratore di fanciulle in fiore o che Berlusconi, in una delle sue incarnazioni millenarie, fosse
il regista occulto delle Idi di Marzo. C'è un solo personaggio intoccabile,
Maurizio Costanzo. Il conduttore di Mediaset
nonostante
la premiata ditta che lo paga -con l'equivalente
del peso in oro, come l'Aga Khan- non è mai stato attaccato né da Repubblica, né da Liberazione,
né dal Manifesto, né da L'Unità. Titolare di una tribuna televisiva che
continua ad avere un'altissima audience, può piazzare moglie, figli amici ed
amanti dove vuole, quando vuole e con i cachet che vuole. Lo si ritrova alle
riunioni diessine e alle cene col Cavaliere, si dice
di sinistra (è proprio vero che la sinistra, da noi, sta sostituendo il
patriottismo come the last refugee of scoundrels..) ma sa di poter contare su
influenti amici dell'altra sponda. Il suo segreto è l'indignazione contro gli
obiettivi facili, gli attori politici in declino, gli esponenti politici di
morali non più politically correct.
Non senza un pizzico di
demagogismo, come quello che sfoderò, anni fa, contro il più grande
storico italiano delle dottrine politiche del nostro tempo, Luigi Firpo, che, in uno dei suoi cattivi pensieri, su 'La
Stampa', aveva osato <parlare male di Roma> ovvero di disfunzioni
burocratiche e di costumi incivili di cui si lamentano, nella capitale, persino
le pietre di Trastevere e le fontanelle che, in periodo di siccità, sono
costrette a sprecare tonnellate di acqua potabile.
Lo showman ha riaperto i
battenti del suo teatrino, già in ferie, per un'edizione straordinaria sul
delitto di Cogne.
Che tra tanti problemi che assillano
il mondo e il paese si dovesse riservare una puntata del Maurizio Costanzo Show
proprio a una donna che, colpevole o meno,
nella sua condotta, ha rivelato tratti ripugnanti (come ha ammesso, tra gli
altri, persino il buonista vescovo di Aosta Giuseppe
Anfossi), trova una spiegazione che ha ben poco a che vedere con la
civiltà del diritto.
In realtà, i riflettori del programma si sono riaccesi
giacché, a difendere la mater dolorosa, è ora l'avvocato Taormina, esponente di Forza
Italia la cui fama personale è seconda solo a quella di Cesare Previti.
L'episodio è paradigmatico e la dice
lunga sul regime tante volte denunciato dai radicali ma non ci si aspettino
proteste dai vari Santoro, Parlato, Curzi, Colombo etc. Tutta questa brava
gente è impegnata, molto impegnata, ma non al punto da giocarsi un eventuale
invito al Maurizio Costanzo Show! - Dino Cofrancesco.
Privatizziamo la Rai, d'accordo vendiamola pure, e
poi?
di PL. de Piccoli & Figallo
Che significa vendere la
RAI?
La Rai è fatta con i nostri soldi, di
tutti, destra, centro e sinistra. Il canone è una gabella da medioevo, dobbiamo
subire comici idioti ed autori in perenne crisi diarrotica di idee.
Una televisione privata cosa cambierebbe? Chi la comprerebbe? Gli
americani? I tedeschi? Bin Laden?
Chi la compra
vuole guadagnare e, se per guadagnare deve propinare programmi cretini o
schierati non ci pensa un secondo a mandarli in onda. Cosa facciamo una
televisione per ogni partito? Cosi tutti sono contenti, da "Forza nuova" ai
"Comunisti Italiani"? L'Autorithy non funziona e non ha mai funzionato. Mediaset
funziona perché ha dentro tutti e, bene o male, li lascia parlare mentre la
televisione di Stato fa parlare solo gli schierati o gli imbecilli. Nei
cosiddetti programmi di evasione copia a tutto spiano dalla concorrenza o
compera logorroici telefilm che al loro paese sono programmati alle 2 di notte.
I programmi della mattina sono condotti da giornalisti che farebbero meglio a
cambiare mestiere, da una serie di consiglieri e suggeritori che parlano perché
hanno scoperto di avere una bocca, ed avanti di questo passo.
Cosa cambierebbe una
privatizzazione? Nulla. E' sempre il dio danaro che detta legge.
L'informazione la
fa chi vince, la controinformazione chi perde. L'informazione obiettiva è di chi
non è schierato, che però viene massacrato e zittito sia dal vincitore che dal
perdente. Allora come rimediare senza "vendere"?
Lasciando le cose come stanno ma modificandole.
Un canale a chi vince e governa, un
canale a chi perde a fa opposizione. Il terzo all'informazione senza
commenti, la notizia nuda e cruda. Un telegiornale ogni ora intervallato da
film, commedie, opere, concerti: insomma nulla di cui si possa dire è di destra
o di sinistra, un'arte universale. Restano i partitini, i movimenti dell'1 al
3%, quelli non avrebbero voce: ma siamo obiettivi, se alle elezioni vince uno
schieramento al 45% e il numero 2 è al 40% resta solo un 15% da suddividere a
sua volta in tanti 0,2,1, 2,5 ecc. Numeri non rilevanti che con quello che
percepiscono di rimborsi possono noleggiarsi spazi su televisioni private
locali.
Nella carta stampata avviene da tempo.
Ogni lettore si compra il giornale della sua idea e si beve tutte le panzane che
vuole sentirsi dire e, se proprio è culturato, compra quelli di idee contrarie
per farsi 2 risate. Una televisione obiettiva non ci sarà mai, sarà sempre il
vincitore a decidere le cazzate da trasmettere. Ma poi di che ci lamentiamo, da
sempre la televisione è manovrata politicamente. Pensate a quando si fecero
mettere le calze nere alle Kessler, non era politica? Ultimamente in TV hanno
spopolato vecchi rincoglioniti e coprofagi da 40milioni la settimana, pagati da
tutti gli Italiani (destra, sinistra, centro e partitini) che hanno fatto
politica a senso unico.
Dando un canale ciascuno ai 2
opposti schieramenti lo spettatore guarda ciò che gli aggrada e più
vicino alla sua ideologia, nel contempo ci teniamo un bene (3 reti) che abbiamo
contribuito tutti a mantenere per decenni e che non riteniamo giusto vendere al
capitale privato. Questa è la nostra opinione, teniamo aperto il dialogo per
capire se siamo noi o gli altri fuori del melone.
PL. de Piccoli &
Figallo.
Cara redazione di Virus, la Vostra è per
me l'informazione
di Bruno Aprile
L'azione fattavi dalla Telecom è un'altra violenza di Stato che esige le risposte legali da
Voi richieste. Aggiungo, all'elogio da
Voi pubblicato il 17 luglio, di De Piccoli & Figallo a codesta redazione, che condivido e a cui mi
unisco, come mio ringraziamento. Siete ammirevoli e degni di lode perchè oltre a
mostrare rispetto alla libertà di opinione altrui, le considerazioni che si
possono leggere su Virus, sono stracolme di verità. Non è una sviolinata per
quanto pubblicato di mio, ma un doveroso apprezzamento, che và posto in risalto,
perchè nessuna redazione ha mai mostrato il coraggio di difendere la libertà di
opinione altrui, perchè essendo ricca di verità e informazioni che i padroni e i
servi dei padroni mantengono occulte, contro gli interessi della democrazia e
dei cittadini, Voi la rendete disponibile ai lettori perchè ne possano trarre le
loro personali conclusioni. Tanti sono gli opinionisti, acculturati e meno, che
pubblicate e molto importante è ciò che loro trasmettono grazie al Vostro
rispetto e al Vostro coraggio. Questa è per me l'informazione. Credo che molti, veramente molti
siano stanchi di leggere e sentire sempre e solo le solite chiacchiere
menzognere e fuorvianti di partiti, stampa e tv. Possiate sempre continuare a
dare il Vostro prezioso contributo al mondo dell'informazione, con il sincero
sostegno dei Vostri opinionisti e lettori. Cordialmente Bruno Aprile bapril@tin
Le polemiche sulla Rai, che va privatizzata
subito
di Benedetto Della
Vedova
Le polemiche sulla
Rai, che va privatizzata subito e sul suo uso
politico, perfino quando sono fatte da chi ha
utilizzato per anni la televisione pubblica per fini
clamorosamente di parte e di partito, sono assolutamente fisiologiche.
La patologia, invece,
è rappresentata da una televisione pagata dai contribuenti e "statutariamente"
gestita dai partiti. Neppure la BBC di sua maestà la Regina, ormai, è immune
dalle critiche di lottizzazione. Vi è una sola soluzione radicale in grado di
mettere fine allo scontro perenne sulla gestione della Rai: privatizzarla. Tutta
e subito. Il fatto che la Rai pubblica non sia lo strumento adatto a garantire
quel "pluralismo" tanto invocato, è dimostrato da decenni di abusi, di "riforme"
e di nuovo di abusi. Affidare l'informazione radiotelevisiva al mercato, del
resto, non significa negare il ruolo delle Leggi e dello Stato a difesa del
diritto dei cittadini ad essere informati. Tolta la gestione diretta di
un'azienda ai partiti, è casomai possibile sperare che i molti strumenti di
controllo (Autorithy e Commissione di Vigilanza in primis) rispondano finalmente
in modo appropriato alle proprie funzioni, fino ad oggi disattese. Benedetto
Della Vedova, deputato radicale al Parlamento Europeo.
Della RAI nessuno ne
può più e tutte le sceneggiate e le finte polemiche sui Biagi, i Santori,
i
Luttazzi,
o la poesiola bella del
Chiambretti che non vuole la Pivetti e
compagnia cantante di tragici-comici e dotti sputasentenze dei poteri in lotta
tra loro non interessano nessuno spettatore, nessun lettore, nessun utente,
nessun abbonato che li vede solo per
gli orari ad hoc..... o perchè da anni ormai
sulla RAI non c'è niente da vedere e sentire e la gente ha perso l'abitudine a
leggere
la sera. Le polemiche sui giornali sono pagine e
pagine di stampa, e miliardi di valore delle stesse pagine, che vengono spesi e
investiti per 4 gatti al loro stretto interno e impediscono di pubblicare i
fatti e le notizie, gli approfondimenti che stanno veramente a cuore ai
cittadini. E la gente compra sempre meno i giornali inversamente all'avanzare
del benessere economico ed al grado di cultura generale. Le scelte di regime
puzzano lontano un miglio di tutto ciò: quindi sono tutti stufi e incazzati di
essere fatti fessi ogni giorno che dio manda in terra. Basta. Ha ragione della
Vedova anche su: <<La patologia, invece, è rappresentata da una
televisione pagata dai contribuenti e "statutariamente" gestita dai
partiti.>> Redazione Virus.