Il Testimone, libertà di formarsi un'opinione
1. Rai3 onorevoli&dipiù:
"L'abbruttimento civile e
culturale"
di Enzo
Trentin
Quando avevo i figli piccoli aspettavo
"Carosello" per mandarli a letto. Ora sono io che dopo "Striscia la notizia" mi
corico.
E' solo per avventura che lunedì 29 aprile ho assistito alla rubrica
televisiva "Report" in onda alle 20,50 su Rai3. Un servizio giornalistico così
come la deontologia dell'informazione vorrebbe, e forse proprio per questo, una
trasmissione: "Report" dalla messa in onda sempre "avventurosa" a giorni ed orari differenti. Chissà, forse
per poter avere l'alibi del "noi l'avevamo detto", ma con la chiara strategia di non
affezionare un pubblico degno di audiance. La puntata era conclusiva di un
ciclo, e come tale
è stata riassuntiva dello stato dell'arte di
molte inchieste precedenti.
Non ha caso, infatti, la conduttrice ha salutato
i telespettatori con il condizionale: "... dovremmo rivederci con la ripresa del
ciclo
ad autunno" poiché anche la giornalista si
rendeva ben conto d'essere stata troppo sincera e al di sopra delle parti.
Devo dire il mio sdegno per quanto riproposto in merito
all'autonomia della regione Sicilia (ma anche per tutti gli altri argomenti trattati: le assicurazioni obbligatorie
RCA, le assicurazioni statali della SACE per gli
imprenditori che operano all'estero, la mancata
costruzione del depuratore di Milano, l'inquinamento atmosferico di Bologna), dove i cittadini comuni intervistati nemmeno sanno cosa significhi regione autonoma a statuto
speciale.
Quando sono apparse le interviste al presidente della
regione, al presidente del consiglio regionale e a qualche altro "onorevole",
poiché così si chiamano, ho dovuto fare uno sforzo di concentrazione e
d'attenzione per comprendere che erano persone reali, e non personaggi di una
qualche fiction dal titolo "Il Padrino" o simili.
Non si trattava solo delle
facce, degli atteggiamenti e dei loro discorsi, era proprio il loro modo di far
politica, indipendente dalle sigle di partito che hanno usato per arrivare a
quei posti di comando.
Tutti, siano stati essi di centrodestra o di centrosinistra, di alto di basso, di obliquo o di
quant'altro, mi hanno dato l'impressione d'appartenere allo stesso ordine di
fratellanza: La Confraternita del Devo-Avere-La-Mia-Parte.
Devo-Avere-La-Mia-Parte: di potere, di privilegi, di super stipendi e super
liquidazioni, dell'ora e mezzo di lavori consigliari la settimana, dei viaggi
all'estero a spese dei contribuenti con le giustificazioni più strampalate ed
inconcepibili, del saccheggio delle proprietà comuni, dell'impunità totale anche
per le più acclarate malefatte.
Poiché questa puntata, come le precedenti, è
riassunta al sito internet report.rai.it andrò
ora a scaricarmela, sicuro che dopo averla rivista ed attentamente letta, mi
farò prendere da conati di vomito, e nello sciacquarmi il viso vedrò il mio
volto riflesso sullo specchio solo per dire a me stesso che è impossibile vivere
in un simile Paese, eppure... non so dove altro andare.
Di qui la mia rinforzata convinzione che solo con l'esercizio della democrazia diretta, come avviene in Svizzera e altrove,
se ne potrà uscire.
Ma anche la
sconfortante constatazione che "l'abbruttimento civile e culturale" nel quale è stato
lasciato il cittadino comune, "drogato di calcio,
canzonette e Gran premi", è molto simile a quello
realizzato per i popoli andini, grazie all'opera dei Conquistadores spagnoli del
'500. Come uscirne? Francamente non saprei!
Chi desidera
rodersi il fegato, non ha che da andare al sito
indicato.
2. Opinionisti politici tutti imbecilli o
tutti in malafede ?
di Alessandro del
Noce
Opinionisti politici:
o erano tutti imbecilli o tutti in malafede quando hanno scritto sui loro
giornali: Le Pen ha vinto,
Le Pen il dominatore,
Le Pen potrebbe diventare presidente della repubblica, dopo l'inatteso successo
di Le Pen. Le Pen,
Le Pen, Le Pen.
Ma Le
Pen con il suo 16.86 % che è genetico in tutte le
democrazie repubblicane, non ha vinto proprio un
tubo.
Sono i partiti del
centrosinistra che hanno perso come in Italia.
Il
popolo francese come quello italiano non li ha voluti votare,
astenendosi, non si sente garantita nei diritti fondamentali da questi "sinisti
"esponenti politici, candidati socialisti o comunisti che siano. Leggendo i
commenti della stampa francese, che sono stati eloquenti scrivevano: diversi
giornali hanno espresso critiche pesanti al sistema politico (forse avevano
ragione) che ha permesso (quanto sono democratici) a Le Pen di accedere al
secondo turno elettorale. La Tribune ha chiesto: "Che cos'è che Jacques Chirac e Lionel Jospin
non hanno capito durante i loro cinque anni al potere che ha invece permesso al
20 per cento dei votanti fra i 18 ed i 24 anni d'età - quindi un elettore su
cinque - di essere sedotto da Jean Marie Le Pen?"
Se lo hanno votato qualche
problema ci sarà. Le Figaro, quotidiano moderato, ha parlato di una "crisi di
rappresentatività" dei partiti, avvertita da molti elettori francesi. E il
quotidiano di sinistra Libération ha puntato il dito contro il crollo del
modello politico francese e ha chiesto "la rifondazione della democrazia
francese, nel seno dell'Europa".
E che significa? Vogliono cambiare le carte
in tavola, per vincere sempre loro? I"sinisti" socialisti e comunisti confusi e
disorientati svegliati di colpo dalla realtà dopo un letargo che durava ormai da
troppo tempo.
Come ha scritto
qualcuno, la sinistra è incapace visceralmente di
accettare la scelta democratica degli elettori che hanno votato a destra, perché non riconosce al
centrodestra una ideologia politica che li porti al Governo del Paese.
L'ideologia di destra viene accettata solo quando è perdente
o solo nella misura in cui piace al centrosinistra.
In pratica non
c'è mai ideologia di destra che possa andare bene. Per contestare una scelta
popolare, politica lo si deve fare solo con un'altra scelta politica, non con le
manifestazioni di piazza che servono solo a creare tensioni e confusione alla
gente.
Contestare l'esito di un'elezione democraticamente proposta, si
tratti di Le Pen o altri della destra più estrema, significa solo dimostrare la
propria viscerale antidemocraticità proprio nel momento in cui si dice di
manifestare in nome della democrazia.
L'arroganza della sinistra che ritiene
di essere sempre nel giusto e se si viene sconfitti la colpa (come fa Moretti)
viene data sempre alla classe dirigente e mai alla erronea ideologia. Tutto
questo è sbagliato. Le Pen serve e servirà solo a ricompattare quei "sinistri
"signori della sinistra. Ci sono esponenti della sinistra che si ispirano al
Trotskismo, perché non dovrebbe esistere un partito Fascista Francese? Forse
questo è il bello della democrazia. Vediamo domenica 5
Maggio.
3.
Denuncia contro presidente dell’OgL?
Giornalisti inTrincea
Rispondiamo al comunicato
stampa del dott. Franco Abruzzo presidente dell'Ordine dei giornalisti Lombardia.
Tra noi c'è chi, essendo nato figlio di
giornalista e cresciuto tra giornalisti in uno stabile appositamente costruito
per dall'Inpgi negli anni 50, i cui appartamenti furono assegnati in riscatto
con mutuo 25ennale a singoli giornalisti regolarmente iscritti all'albo
e praticanti tale professione, in quegli anni, e
per molti anni a seguire, non ha mai constatato, letto nè sentito di
irregolarità o scandali di sorta. A quei tempi, e per parecchi anni ancora, la
nostra categoria era simbolo e chiaro esempio di deontologia professionale,
onestà culturale ed intellettuale e rispetto del lettore consumatore - tutte
prerogative perse nel tempo e sostituite dalla grottesca (grottesca, per usare
un linguaggio accettabile e corretto) guerra per bande editoriali e politiche
ora in atto tra stampa, media e tra singoli professionisti -. Quindi, se,
all'Impgi accadono irregolarità amministrative del tipo descritto dal comunicato
stampa del dott. Franco Abruzzo presidente dell'Ordine dei giornalisti
Lombardia, non ce ne stupiamo, non solo,
ma nell'andazzo dell'informazione, sotto gli
occhi attoniti e disgustati ormai di tutti i cittadini, compresi quelli che
abitano le più minuscole ed ancestrali frazioni di paese, riteniamo
identicamente grave, inaccetabile e sputtanatoria la militanza-militonza faziosa
e sfacciatamente di parte di una quantità impressionante di professionisti
stranoti e meno noti che non dovrebbero dimenticare, ne' sottovalutare,
l'aspetto più terra terra ma validissimo e sacrosanto: alla RAI tutti, indistintamente, pagano il canone, e altrettanto
fanno all'edicola per la carta stampata.
Sappiamo
tutti, del resto, che la
vendita dei giornali sta paurosamente calando inversamente alla popolazione che
diviene adulta e, quindi, potenziale consumatrice di
informazione: questo non è un mistero per
nessuno. Ne' la causa è da
ascriversi ad un improvviso imbarbarimento 'scolastico' del livello
culturale dei cittadini italiani.
Caso
mai, è da ricercarsi tra quanti offrono il servizio
di informazione, non tra quanti ne fruiscono
Ergo, l'indotto politico e la manipolazione continua che viene perpetrata,
diciamo "disinvoltamente", sugli utenti consumatori dell'informazione sia dal
video che dalla carta stampata, si allinea e rientra moralmente e culturalmente
nella sfera del reato ideologico.
Che poi ci siano, o non ci siano, leggi
specifiche al riguardo e che vengano messe in atto o meno, è del tutto
irrilevante; e si mostrerebbe capzioso chi dovesse eccepire
o avvalersi di tale realtà meramente burocratica e statalista.
Grazie
per l'attenzione e cordiali saluti. Giornalisti inTrincea.