"Libertà di stampa"? La violenza di sindacati&Fnsi
 
di Vincenzo Donvito presidente dell'Aduc
 
Il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Paolo Serventi Longhi, intervenendo alla manifestazione sindacale di Napoli per lo sciopero contro il Governo, ha evidenziato come grave il fatto che il giorno dello sciopero generale in edicola ci fossero alcuni giornali e che alcuni direttori, responsabili di atti antisindacali, hanno dequalificato il prodotto giornale. Una affermazione e una promessa di intervento che detta dal segretario del sindacato unico che ha dato l'ordine di scioperare
a tutti i suoi iscritti, e non, la dice molto lunga sulla sua disinvoltura intellettuale. Per quanto ci riguarda -consumatori- siamo stati costretti a subire la violenza di chi, in nome dei suoi diritti, non ha trovato di meglio che calpestare quelli degli altri: quello dell'informazione. Per cui i consumatori non hanno potuto informarsi e disporre di tutti i servizi legati all'informazione.
Non interessa se il motivo per cui il segretario della Fnsi ha deciso di scioperare sia giusto o meno: ognuno, individualmente
ha le sue opinioni; ma sappiamo che la manifestazione delle opinioni di Serventi Longhi ha impedito il diritto di altri.
E parliamo di informazione, il bene primario su cui ruota tutta la nostra organizzazione politica, sociale ed economica.
Per cui sentire il nostro tuonare contro chi ha ottemperato al diritto di lavorare e di informare, oltre che di dubbio gusto civile,
ci pare una manifestazione di pensiero che riesce ad esser tale solo sopprimendo chi la pensa in modo diverso.
Anche noi dell'Aduc (quando la stampa e i giornalisti, per Serventi Longhi, avrebbero dovuto incrociare le braccia) abbiamo lavorato, pubblicato i due quotidiani online e preparato i quindicinali tematici. Tutto questo per dare un servizio
che non sì è fermato per lo sciopero perchè i consumatori hanno continuato ad avere i loro problemi e le loro difficoltà e hanno continuato
a chiederci consulenza e a fruire di quelle informazioni che mettiamo loro a disposizione. Quindi anche noi ci siamo macchiati delle colpe che Longhi da' a chi è stato in edicola (che rispettiamo come coloro che hanno deciso di non esserci), anche in buona compagnia di alcuni quotidiani non italiani (come i tedeschi e i francesi, su cui l'europeista Longhi non ha detto nulla) che abbiamo acquistato in edicola, mentre non abbiamo potuto comprare quelli di lingua inglese, poichè, stampati in Italia, sono stati coinvolti nei blocchi dello sciopero, mentre le "edizioni madre" in Gran Bretagna e Usa uscivano regolarmente (forse per Longhi abbiamo commesso il delitto di averli comunque letti in Internet, violando quindi il suo ordine di sciopero della lettura).
Se queste -di Serventi Longhi- sono le mani in cui è affidata la sindacalità dell'editoria italiana, sarà bene che ognuno cominci
a fare una riflessione, dato che non crediamo proprio che sia casuale la sua unicità, così come non sono casuali gli omologhi sindacati unici del Laos, di Cuba, del Vietnam, della Cina o della Corea del Nord.
Virusilgiornaleonline si associa alla protesta dell'ADUC.
Il gesto e la pretesa dei sindacati, nonchè come si è regolato al riguardo Serventi Longhi, gridano vendetta sulla presunta
"libertà di stampa". Un gesto di inaudito ed inquietante autoritarismo dei sindacati ed un atteggiamento grottesco, padronale,
e preoccupantissimo della FNSI. Da queste "accoppiate" c'è da avere solo paura. E scansarle accuratamente.
la redazione di VirusilGiornaleonline, sempre "in edicola".