Nelle terre di Gesù un altro 25 aprile?
Un'altra "festa delle menzogne"
 
di PL. de Piccoli & Figallo
 
L'informazione e la storia sono due cose parallele ma non simili. L'informazione è quasi sempre di parte, rare le eccezioni,
la storia è il fatto così come è accaduto.
Ciò che sta accadendo sull' "informazione" del conflitto Israelo-Palestinese, e suoi derivati, è, per la maggior parte, a senso unico. Noi non ci vogliamo schierare ne' con gli uni ne' con gli altri (lo abbiamo già detto) è un conflitto che punisce entrambi
i contendenti, ma dobbiamo fare molta attenzione a non distorcere i fatti reali da quelli "montati".
La nostra Repubblica "nata dalla resistenza" è una fonte inesauribile di disinformazione, o se volete informazione "a senso unico".
Per 57 anni ci è stato raccontato di tutto e di più. Nessuno ci ha mai detto che la guerra la hanno vinta gli alleati, non i "gloriosi" partigiani. Queste non sono parole nostre ma di Giorgio Bocca, che sicuramente di destra non è.
Per anni la "resistenza" è stato il cavallo di battaglia dei "liberatori" degli antifascisti dei "comitati permanenti" dei difensori della "democrazia", dei "nonni di tutti gli Italioti".
Nessuno si accorgeva dei gulag staliniani, del triangolo della morte, delle volanti rosse, dei nostri soldati prigionieri in Russia che sono tornati nel 54. Eravamo pervasi da una "non informazione" che ci faceva vedere il "sol dell'avvenir" ballando sulle foibe e glorificando chi uccideva a guerra finita i propri fratelli che avevano avuto la sola colpa di non pensarla come loro.
Ci siamo pasciuti dell'odio fra fratelli per "cattiva" informazione, non permettiamo che ciò accada ancora, chiediamo ai giornalisti, agli intellettuali, agli opinionisti di guardare ai fatti, di analizzare ciò che sta accadendo e di dare il loro parere "personale" senza scatenare odi raziali o peggio xenofobi, Basta esibire Kefià e ritratti di Harafat come fossero "sacre Icone". Proviamo a convicere la gente che la ragione non è mai da una parte sola. Proviamo a pensare a Israele ed alla Palestina con più obiettività, solo cosi faremo la "storia per la pace".
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo dialogato con molti ex partigiani che hanno fatto veramente la "resistenza" e, pur nella nostra diversità di vedute, abbiamo trovato la strada per una riapacificazione. La nostra famiglia ha patito molte ingiuste perdite durante e dopo la "liberazione" ma abbiamo trovato il coraggio di dialogare con chi era in buona fede e siamo rusciti a dimenticare l'odio. La pace non è possibile quando di fronte hai gente con ideali distorti, in malafede, esseri che uccidono e fanno uccidere per il solo gusto della soprafazzione e poi si vestono del manto dei martiri.
La storia è l'accadimento dei fatti, l'informazione la spiegazione, le conclusioni dobbiamo trarle noi con la nostra coscienza, non le false ideologie di chi vuole solamente tirare l'acqua al suo mulino per creare odio su odio.
Non facciamo che nelle terre che hanno dato i natali a Gesù si crei un altro 25 aprile, un'altra "festa delle menzogne".