Ai cari amici libertari. Vi dirò che siete dei "perbenisti".  
da Carlo Romano http://digilander.iol.it/biblioego
 
Cari amicili bertari, l'altra sera alla tv alternavo ai commenti di politici sui fatti di Genova, Sentieri Selvaggi, un film  
capolavoro. Quella soddisfazione che provavo anni fa nel difenderlo non ha più senso. Non ha più senso difendere dai grossolani denigratori nemmeno Budd Boetticher o un Rod Cameron. Di grossolani denigratori del western non ce
ne sono più. Rivedere Sentieri Selvaggi è per me (l'ho visto decine di volte) un'esperienza di grande commozione.
Ebbene, quando l'altra sera prendevo in considerazione la dabbenaggine, l'impreparazione, l'ignoranza, la malafede di
un caudillo regionale ligure di Forza Italia, non mi perdevo le sequenze finali del film. E fra le lacrime che non riesco mai
a trattenere quando lo guardo, mi sentivo come Ethan/John Wayne nello splendido controluce finale, quando portata a casa Debbie la porta si chiude lasciandolo fuori. Solo, come lo sconfitto sudista che è. Cercate di capirmi, non mi paragono a John Wayne. Ma l'altra sera mi sentivo in mezzo a voi solo come lui in mezzo ad amici e familiari.
Ho letto, stampato i vostri commenti ai fatti di Genova. Non siete stati avari. Solo elusivi. Articoli che volevano stabilire chi
è e chi non è anarchico. Ho gradito apprendere che Vittorio Feltri è un libertario. Pensavo che non lo fosse più della sua pretesa di vestire all'inglese. Ho letto cose che non avevo bisogno di leggere; come quanto siano fessi gli antiglobalizzatori.
Viceversa, nulla che esaminasse il comportamento della polizia. Ho pensato: "vorranno tenersi fuori dalle passioni".
A mio parere l'idea forte di ragione che in genere condividete non è che vi tenga lontano da esse, semplicemente ve le fa negare. La vostra passione è giusto quella della ragione forte, il che non vuol dire che possediate in misura più cospicua di altri la sua forza. Scusate la franchezza, ma la vostra ragione rischia di ottundervi la sensibilità. Credo che in questi giorni ne abbiate fornito prove con ampiezza, e più esigete di aver preso le parti dei genovesi più ho l'impressione che sosteniate (con una logica che mi sfugge) le parti di chi detiene il monopolio della violenza.  Nella news-letter che vi ho mandato elencavo una serie di crimini polizieschi. Ne potevo aggiungere un'infinità di altri. Ne aggiungo uno adesso, ma ho poche speranze di scuotervi. Lo sapevate che a causa dei gas lacrimogeni alcune bestiole alloggiate in un negozio sono morte asfissiate? Non credo proprio che sia il genere di cose che vi possa toccare. Siete dei duri e siete, dite di essere,  "politicamente scorretti". Ho molti dubbi in proposito. Mi è venuto il sospettto che consideriate l'attuale governo (non ditemi che non l'avete votato: lo so!) più proprizio alla vostra predicazione. Anche se mi sembra l'esatta fotocopia del precedente, non escludo che possa essere vero. Può darsi che voi coltiviate un'immagine di voi stessi quali protagonisti di una moderna Fronda. Se fra voi c'è un novello cardinale di Retz non me ne sono accorto.
D'altra parte le vostre capacità polemiche mi sembrano modeste ancorchè appropriate ai cervelloni della politica attuale.
A prescinder dal fatto che Berlusconi non è il Re Sole. La vostra è soltanto una tattica di penetrazione mediatica.
Siete dei "gramsciani", quanto consapevoli non so. Nel mio crudo linguaggio mi esprimerei altrimenti.
Vi dirò invece che siete dei "perbenisti". Mi risponderete: "che male c'è ad essere con la gente perbene"? 
Consentitemi un neologismo: siete dei "perbuonisti" (sapete cosa possa voler dire). C'è infine da mettere in conto l'eventualità che siate impalliditi dal terrore di sentirvi, per una volta e fugacemente, dalla stessa parte di Bertinotti.
In questo caso vi compiangerei. Non smetterei  -come non smetto - di considerarvi amici preziosi come sono i pochi che ho. 
Vi sembrerà strano ma, come diceva Sherlock Holmes, le cose più improbabili sono alla fine le più vere. Vostro Carlo.