Ai cari amici
libertari. Vi dirò che siete dei "perbenisti".
Cari amicili bertari, l'altra
sera alla tv alternavo ai commenti di politici sui fatti di
Genova, Sentieri Selvaggi,
un film
capolavoro. Quella soddisfazione che
provavo anni fa nel difenderlo non ha più senso. Non ha più senso difendere dai grossolani
denigratori nemmeno Budd
Boetticher o un Rod Cameron. Di grossolani denigratori del western
non ce
ne sono più. Rivedere Sentieri
Selvaggi è per me (l'ho visto decine di volte) un'esperienza di grande commozione.
Ebbene, quando l'altra sera prendevo in
considerazione la dabbenaggine, l'impreparazione, l'ignoranza, la malafede di
un caudillo regionale ligure di
Forza Italia, non mi perdevo le sequenze finali del film. E fra
le lacrime che non riesco mai
a trattenere quando lo guardo, mi sentivo
come Ethan/John Wayne nello splendido controluce finale, quando
portata a casa Debbie la porta si chiude lasciandolo fuori.
Solo, come lo sconfitto sudista che è. Cercate di capirmi, non mi paragono
a John Wayne. Ma l'altra sera mi sentivo in mezzo a voi solo come lui in mezzo
ad amici e familiari.
Ho letto, stampato i vostri commenti
ai fatti di Genova. Non siete stati avari. Solo elusivi. Articoli
che volevano stabilire chi
è e chi non è anarchico. Ho
gradito apprendere che Vittorio Feltri è un libertario. Pensavo
che non lo fosse più della sua pretesa
di vestire all'inglese. Ho letto cose che non avevo bisogno di
leggere; come quanto siano fessi gli antiglobalizzatori.
Viceversa, nulla che esaminasse
il comportamento della polizia. Ho pensato: "vorranno tenersi fuori
dalle passioni".
A mio parere l'idea forte di ragione che
in genere condividete non è che vi tenga lontano da esse, semplicemente ve le
fa negare. La vostra passione è giusto quella della ragione forte, il che non
vuol dire che possediate in misura più cospicua di altri la sua forza. Scusate
la franchezza, ma la vostra ragione rischia di ottundervi la sensibilità. Credo
che in questi giorni ne abbiate fornito prove con ampiezza, e più esigete di
aver preso le parti dei genovesi più ho l'impressione che sosteniate (con
una logica che mi sfugge) le parti di chi detiene il monopolio della violenza.
Nella news-letter che vi ho mandato elencavo una serie di crimini polizieschi.
Ne potevo aggiungere un'infinità di altri. Ne aggiungo uno adesso, ma ho poche
speranze di scuotervi. Lo sapevate che a causa dei gas lacrimogeni alcune bestiole
alloggiate in un negozio sono morte asfissiate? Non credo proprio che sia il
genere di cose che vi possa toccare. Siete dei duri e siete, dite di essere, "politicamente
scorretti". Ho molti dubbi in proposito. Mi è venuto il sospettto che consideriate l'attuale
governo (non ditemi che non l'avete votato: lo so!) più proprizio alla
vostra predicazione. Anche se mi sembra l'esatta fotocopia del precedente, non
escludo che possa essere vero. Può
darsi che voi coltiviate un'immagine di voi stessi quali protagonisti di
una moderna Fronda. Se fra voi c'è un novello cardinale
di Retz non me ne sono accorto.
D'altra parte le vostre capacità
polemiche mi sembrano modeste ancorchè appropriate ai cervelloni della politica
attuale.
A prescinder dal fatto che Berlusconi non è il
Re Sole. La vostra è soltanto una tattica di penetrazione
mediatica.
Siete dei "gramsciani",
quanto consapevoli non so. Nel mio
crudo linguaggio mi esprimerei altrimenti.
Vi dirò invece che siete dei
"perbenisti". Mi
risponderete: "che male c'è ad essere con la gente
perbene"?
Consentitemi un neologismo: siete dei "perbuonisti" (sapete
cosa possa voler dire). C'è infine da mettere in conto l'eventualità che
siate impalliditi dal terrore
di sentirvi, per una volta e
fugacemente, dalla stessa parte di Bertinotti.
In questo caso vi compiangerei.
Non smetterei -come non smetto -
di considerarvi amici preziosi come sono i pochi che ho.
Vi sembrerà strano ma, come diceva Sherlock Holmes, le
cose più improbabili sono alla fine le più vere. Vostro
Carlo.