Problema della
carta stampata: cosa scrivere? Sono tre o quattro mesi che vanno
avanti con gi8 e antigi8 e
sarebbe così bello se si trattasse di Giotto. Per altri quattro
mesi ne parleranno ancora: dalle previsioni alle forbite
considerazioni post factum. Hanno fatto diventare famoso anche un povero fregno
come Agnoletto, che va in giro a dire che
lui non s'impiccia di
politica e poi scopri che si è presentato in due collegi alle ultime elezioni
ed è stato trombato. Giustamente trombato: immaginatevi che rottura di palle
avrebbe fatto in parlamento uno sfaccendato affaccendato per finta come lui.
Torno alla carta stampata: quella
italiana, intendo; perchè se leggi la stampa straniera manco lo sanno di Genova
per il G8. Ora non voglio fare il mozzica la patria, ma queste Firme
illustri, passata la bufera, di cosa scriveranno? Vuoi vedere che scrivono il riassunto di quello
che hanno scritto in questi giorni: finchè qualche Firma più Firma
delle altre scriverà un lenzuolo di articolessa per spiegare che
la stampa italiana è stata provinciale. Una
volta si diceva "chi li paga?" Sospettando qualche intrigo
perverso, cia contro kgb, mazzette e tangentuole.
Ora mi domando soltanto
chi li paga, pensando agli editori che sborsano soldoni; i giornalisti in
questi giorni rubano lo
stipendio, rubano la decenza, strada facendo rompono le palle; e poi gli danno
il premio Barzini, a questi pecoroni inviati speciali tra
i camalli. conosco un quotidiano che si è scordato la mia firma, in questi
giorni: mi ha risparmiato di essere complice dello scempio. grazie, Feltri. Fausto Cerulli.