Stesse pippe di gioventù? il Signor G: No grazie!!!

Signor Direttore,
il mio è il grido di dolore del reduce sessantottino stanco e incazzato, che da tempo immemore ha perso
tutte le speranze di vedere concretizzate, e poi anche disinfestate le proprie battaglie. Battaglie che oggi, alla fine della
fiera, risultano speculari a quanti, vedi i Ferrara, i Mieli, i Liguori, i Rinaldi, le Rasy e molti, ma in definitiva pochi, altri, siedono e soprassiedono a posti e lobby di potere e di comando perfettamente integrati, al e parte del, Sistema.
Ho letto sul quotidiano Libero un lucidissimo e raro fondo di prima di Alberto Mingardi, penna anticonformista, ed oltre, che leggo anche su Virus e devo dire che sin qui non avevo avuto la ventura di identificare così a pennello i sentimenti critici che
mi si agitano dentro contro coloro che, come scrive Mingardi, "si menano le stesse pippe che si facevano in gioventù". Mingardi cita il nuovo cd di Giorgio Gaber, "La mia generazione ha perso" autocritica Gaberiana che ha suscitato il solito "ping-pong di lodi sperticate e rancorose accuse" tra i vari Don Mazzi di turno sempre allertati da quando il principe del 68, baciato dall'allarmi siam compagni!, si è tramutato in rospo di Stato&diSgoverno per aver cantato il De Prufundis della nostra democrazia così: "non fa il tifo per la democrazia, la democrazia è una cosa sporca come il gioco del lotto, solo che al lotto il popolo qualche volta vince, in democrazia mai". Il crimine Supremo del Giorgio nazionale?
In un'epoca dominata da una "parvenza di altruismo compiaciuto chiamato solidarietà" si è permesso l'impermettibile: ha sparato a zero su "le nuove suffragette piene d'isteria, che inneggiano alla fratellanza universale, non mi piace chi è troppo solidale, e fa il professionista del sociale". Concludo con Mingardia differenza dei Lerner e dei Maltese il Signor G ha fatto i conti e soppesa i torti del passato e le ragioni del presente. 
Lucio Dall'Ombra viainternet@