Il Caso Feltri: L'empio ha avuto la sua!!
di Giovanni Cappello

L'empio ha avuto la sua!! Finalmente, i moralisti da due lire della stampa e della politica italiana sono riusciti ad azzannare ai polpacci quel  Direttore di un Feltri tanto scomodo e tanto poco incline a servirli. Così è finita che ha pagato per tutti; tutti coloro che hanno voluto scantonare
 dall'ipocrita buonismo del moralismo d'accatto.  Denunciare le schifezze che commettono i pedofili è reato più he  commetterle, almeno a giudicare dalla allucinante sentenza che un sempre più  squalificato Ordine ha emesso epurando Feltri.
Citando, con la dovizia del caso, articoli e commi, il signor Franco Abruzzo si è presa una bella soddisfazione: mai, in 50 anni di democrazia (?), un direttore, per di più del calibro di Feltri, era stato radiato! La notorietà di Abruzzo, sconosciuto ai più, è così salita alle stelle; la categoria, con questo suo  gesto così inqualificabile, è caduta nelle stalle, confondendosi con
quella melma chiamata informazione. Informazione di che? Ci spieghi, austero collega Abruzzo, cosa intende per informazione e se non è più scandaloso il fatto che buona parte delle notizie riportate dai giornali sono false! Ci spieghi se è moralmente più perseguibile il tentativo di fare prendere coscienza alla gente, anche usando sistemi forti, su fatti gravissimi o piuttosto la canea selvaggia e sguaiata dell'informazione sportiva che, abbastanza spesso, aiuta ad accendere gli animi e le violenze.
No, Feltri doveva essere epurato perché scomodo e politicamente scorretto. Il suo modo di fare giornalismo, apprezzato dai suoi sempre numerosi lettori, non ha mai avuto il consenso dei palazzi del potere, perché i lettori, i minus habens della nostra società, vedono nel suo giornalismo quel riscatto politico e sociale che altri, troppo ingessati nel conformismo e nel non volere disturbare il manovratore, nemmeno si sognano di abbozzare.
Scandalizza, inoltre, il fatto che i colleghi Lerner e Rizzo Nervo (ex e direttore, rispettivamente, di TG1 e TG3), che hanno mandato fin dentro alle case degli italiani quelle immagini cruente, abbiano avuto riservato un trattamento diverso. Lerner, addirittura, è stato assolto dall'Ordine del Piemonte. Forse che il quella regione le regole sono diverse dalla
Lombardia? No, piuttosto perché l'Ordine ha dimostrato definitivamente di essere inutile per gli iscritti; serve solo ai suoi santoni per dispensare punizioni e censure. È con rammarico che penso a quando mi battei per la sua difesa contro il referendum indetto dai radicali. Se venisse riproposto oggi, lo appoggerei in pieno perché, forte di una maggiore esperienza vissuta in quanto iscritto, reputo fuori da ogni umana logica lo strapotere e l'arroganza di certi giornalisti e di certa stampa, nonché di certi
fiancheggiatori politici. Infatti, gli unici ad avere gioito di questa grottesca decisone sono stati due residui incartapecoriti di altrettante dittature: l'ex (?) comunista Fabio Mussi e l'ex repubblichino Dario Fo. La democrazia, la libertà, sono
concetti ancora troppo forti per potere avere una completa assimilazione da parte di questi personaggi. Ma la politica, in definitiva, fa il suo mestiere, e quando le idee sono lontanissime, se non addirittura opposte, scatta immediata la pugna.
Stupisce e sconcerta, invece, la posizione di un altro santone del giornalismo: Paolo Serventi Longhi, segretario nazionale della Fnsi (ci spieghi, gentilmente, a che serve un sindacato dei giornalisti che va contro i giornalisti stessi...).
La stessa persona che, di sottecchi, sta avviando al bavaglio la libera circolazione delle idee in internet: i giornali on line, nei suoi desiderata, dovranno essere diretti solo da iscritti all' Ordine. Perché, per poterli espellere se non si adegueranno alla vulgata parolaia?
Non appena avranno realizzato il loro sogno di "normalizzare" anche l' informazione, potranno licenziare e radiare chi vogliono, potranno scrivere quello che vogliono e saranno gli unici padroni del quarto potere.
Suggerirei, a cotanti fautori del pensiero unico, il nome per il giornale di regime che avranno sotto il loro completo controllo: PRAVDA. Che ve ne pare?
Giovanni Cappello