"Rimborsi da ridere per le famiglie degli eroi di Nassiriya"
Allarme di Falco Accame,
presidente dell'associazione vittime Forze Armate. "Serve una legge
anche per quelli che attendono
dal '69". "Sono
degli eroi, ma le loro famiglie avranno quattro soldi. Gli stessi che potevano
avere se il loro marito o figlio fosse morto per un incidente dentro la
caserma. Il rimborso per essere caduti in tempo di pace è lo stesso dal
1979 e ammonta
a 50 milioni di vecchie lire, oggi poco più di
25mila euro. Per la patria hanno dato la pelle e meriterebbero qualcosa
di più.
E invece le mogli non avranno neanche la pensione".
Falco Accame, presidente dell'Anavafaf (Associazione nazionale assistenza
vittime arruolate nelle forze armate e famiglie caduti), non si tiene, è
un fiume in piena che non rifiuta confronti non certo politicamente corretti.
"Bisogna dire a chiare lettere che la vita di chi indossa una divisa non
vale niente. Nella scorsa legislatura è stata votata una legge che assegna
ben 4 miliardi ai familiari di ogni vittima del Cermis. E' bastata una telefonatina
di Clinton perché il Parlamento italiano stanziasse 76 miliardi, che in
tre mesi sono state distribuite agli aventi diritto".
Adel
Smith indagato: Era ora!!! Grazie cittadini!
di Silvia Ferretto Clementi Consigliere
Regionale Alleanza Nazionale Regione Lombardia
Con mia grande soddisfazione la Procura di Milano, in seguito
al mio esposto, ha aperto un’indagine su Adel Smith.
Il comunicato e la rassegna stampa ad esso relativa nonché l’esposto
sono consultabili sul sito
ww.ferretto.it
Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla petizione per lo scioglimento
del partito di Smith e per la non concessione
dell’8x1000 alle associazioni islamiche. Sono veramente soddisfatta.
Per troppo tempo si è permesso a questo personaggio di insultare impunemente
la religione cattolica mediante vilipendio a cose sacre e alle persone che
la professano e la rappresentano.
L’esposto sulla base del quale la magistratura indagherà redatto dallo Studio
Legale Avvocato Marco Rigamonti di Lecco è una denuncia contro Adel Smith,
per violazione, oltre che dell’art. 403 (che punisce l’offesa alla religione
mediante vilipendio di chi la professa) anche dell’art. 404 del codice Penale
e della legge Mancino per istigazione all’odio e allo scontro religioso.
Questo è un grande risultato che voglio condividere con le decine di
migliaia di italiani che hanno firmato la petizione da me promossa per lo
scioglimento del partito fondato da Smith e per la non concessione dell’8x1000
alle associazioni musulmane. Sono state ben 100.000 le firme raccolte
in poco più di un anno e che ho già provveduto ad inviare al Presidente
della Repubblica
e al Parlamento. Firme di persone che hanno voluto esprimere alle istituzioni
la loro preoccupazione per il rischio dell’islamismo e dell’intolleranza
religiosa. Non si tratta di una battaglia contro una religione ma di una
battaglia in difesa della libertà contro l’intolleranza e l’odio. Per una
civile convivenza fra le religioni infatti deve esserci rispetto. Rispetto
delle leggi, delle persone e delle religioni altrui. Un rispetto che Adel
Smith e tutti i fanatici come lui non hanno mai dimostrato.
--------- Lo
dico da vero animista,
bisogna dare un esempio ed un freno alle sfrenate ambizioni islamiche.....
per cui ha ben fatto la procura milanese! La tolleranza è alla base di ogni
rapporto civile. Cwar
------- Un paio di mazzate non
hanno mai fatto male a nessuno.
A
volte hanno persino una funzione pedagogica. A mani nude s'intende. Sono
alternative al metodo Montessori. Ivan Mo
------- Mazze e Panelle fann' e' figlie bbelli - Panelle senza
Mazze fann' e' figlie
pazz'
-------- A parte
l'enfasi e i paroloni usati nelle intemerate 'pro' o 'contro' l'uno o altra
posizione
( filo pastinese o israeliana,
filo Prodi o Berluscuni, pace o guerra... fino al ponte
sullo stretto si, ponte no ) in una pacata disquisizione voglio esprimere quello che penso
(di male) su Adel Smith. Intanto lo pregherei di fare un gioco: andare in
un paese musulmano come l'Iran, l'Arabia Saudita, o lo Jemen a chiedere
-rovesciando il discorso- la rimozione di un simbolo islamico per vedere
quello che succede. Che poi sarebbe il concetto
applicativo della reciprocità. Ma veniamo al punto della questione: uno
stato laico non dovrebbe avere simboli religiosi esposti nelle aule pubbliche.
Concordo. Mi irrita però il fatto che l'Italia, con forti posizioni laiche
nel paese (liberali, socialisti, comunisti, repubblicani ieri, riformisti
e annessi oggi) non abbia varato una legge in questo senso. Togliere il
crocefisso ora, nella maniera imposta da Adel Smith, mi pare una aberrazione
della dignità nazionale. Pure sapendo che essa è scarsa. Negli italiani,
uniti in una patria solo dal 1861, mi da' sgomento soggiacere ad un diktat
voluto da uno alieno alla nostra cultura e tradizione. Tutti, laici e no;
debbono dire a quel signore che cerchi di liberalizzare il suo mondo che
il nostro in questo senso è già molto avanzato. Quindi respingere con disprezzo
la sua richiesta. Dopo, passate le polemiche, tutti -laici e no- varare
una legge per la non esposizioni di simboli religiosi in luogo pubblico.
E già che ci sono mi dico anche sfavorevole alla promessa del ministro dell'Interno
Pisanu di promulgare una legge per consentire il chador alle studentesse
musulmane nelle nostre scuole. Altra cupidigia di servilismo, mancanza di
orgoglio nazionale: chi va in casa altrui deve sottomettersi alle sue costumanze,
non imporre quelle di esportazione. Se fossi uno studente nel caso ciò avvenisse
pretenderei di stare in classe col sombrero messicano, dicendomi seguace
della cultura Mariachi.
Pier Luigi Baglioni
-------
"Per quanti
occidentali la 'Terra Santa' non è più la Palestina bensì l'India?",
così dovremmo domandarci dinnanzi alla proliferazione della moda dell'orientalismo
che va seducendo gli ambienti più elevati della società occidentale, proponendo
una "religiosità alternativa" a quella tradizionale cristiana. Eppure
ben pochi conoscono e sanno valutare le religioni orientali perché vengono
ingannati da una presentazione addolcita e diluita e da una propaganda
"ecumenica" che presenta la religiosità orientale come una delle possibili
e legittime forme di "spiritualità" umana, nascondendone o sminuendone
l'incompatibilità con il Cristianesimo. Purtroppo anche molti cattolici
in “fregola esotica” si sono lasciati sedurre
dal Buddismo e dall’Induismo, attratti spesso da apparenti ed innocue
pratiche di rilassamento o da cure mediche alternative.
Ma la “filosofia” che si cela dietro queste manifestazioni esteriori
sottende una teologia incompatibile con il cristianesimo.
Essendo monista, panteista, fatalista e agnostica, la religiosità orientale
manifesta un sostanziale disprezzo per la realtà e per l'uomo stesso;
essa si traduce in una "morale" relativistica e intellettualistica che
odia il corpo, la donna, la nascita e la paternità-maternità e, più in
genere, disprezza l'amore e quindi anche quelle istituzioni che lo traducono
nella vita civile. Ben lungi dall'essere teocentrica e mistica, la religiosità
orientale è piuttosto antropocentrica e nichilistica, perché riduce la
religione a benefica illusione, la salvezza a liberazione dal reale e
la felicità in egoismo dell'annullamento. La stessa "compassione" buddista
non è altro che un processo intellettuale che mira solo all'egoistico
liberarsi dalle preoccupazioni della vita, rifiutando di risolverne i
problemi. Non meraviglia quindi che queste religioni abbiano favorito
l'imporsi di sistemi politici chiusi, autocratici e oppressivi.
Le miserrime condizioni in cui versano molti popoli dell'Oriente non
sono casuali, ma derivano anche dall'insegnamento e dalla mentalità imposti
dalle varie forme d'induismo o buddismo. Fa sorridere sapere che molti
cattolici invece di attingere alle ricche ed inesauribili fonti del cristianesimo,
preferiscono “bere” qualsivoglia “ religione, solo perché apparentemente
più verde della nostra.
Gianni.Toffali@inwind.it
Dossobuono Verona
Emma Bonino
vada Commissario in Iraq!!!!!!!!
Nell'aprile 2003 Paolo Mieli,
attraverso la sua rubrica sul Corriere della Sera e facendosi portatore
della proposta dei Radicali, lanciò un Appello a società civile e politica
perchè Emma Bonino fosse designata Commissario
ONU per la ricostruzione in Iraq. La proposta di Mieli fu rilanciata
dal quotidiano telematico il NUOVO.it e ne dette notizia la stessa
rubrica di Mieli, e, in simultanea da Virusilgiornaleonline.com che
fu intervistato da Radio Radicale. Ad entrambi i giornali - Virus aveva rilanciato l'Appello
di Mieli attraverso migliaia di e-mail - cominciarono ad arrivare moltissime
adesioni. Il NUOVO.it dopo 3 giorni, dato che
è un quotidiano, cancellò Appello
e firme e ai navigatori che continuavano ad andare sia su il NUOVO.it
sia sul sito dei Radicali, che per aderire indicava il link del Nuovo.it,
si apriva una pagina errore, quindi, era impossibile aderire e nello
stesso tempo chi cercava l'appello ignorava che si poteva firmarlo ancora
su Virus! Ma Virus archivia tutto e continuò la campagna in splendida
solitudo e, pur non avendo nessuna visibilità mediatica circa l'appello,
continuò a ricevere adesioni le primissime delle quali sono ancora on
line nella Rubrica Appelli Very doc. Ora Virus rilancia il progetto politico,
davvero trasversale a tutti gli schieramenti politici, "Bonino Commissario
ONU in Iraq" e, pur essendo un progetto in attesa che "maturino
i tempi della politica e che l'ONU rientri
in Iraq", come ha dichiarato un esponente del Parlamento
a Radio Radicale, rilancia l'Appello pregando di divulgare questo
msg.Le adesioni da inviare al Parlamento Italiano e ONU a Virus.