Azione!!!
Chiacchiere e tabbacchere 'e legnamme
'o Banco 'e Napule nun 'n 'mpegna!
 
di Marina Salvadore
 
La difesa del Sud, nostra civiltà quadrimillenaria, ci è costata fiumi di inchiostro, passione, lacrime.
Abbiamo divulgato le verità occulte della Storia, realizzato convegni, manifestazioni di colore, rievocazioni storiche, ci siamo ritrovati a migliaia dinanzi ad un sacello reale o ad una lapide, a molte messe solenni di suffragio, credendo nel nostro impegno, confidando nelle nostre forze, eppure, davanti al fenomeno del continuo proliferare di associazioni e movimenti meridionalisti; isole del complesso e ricco arcipelago del Sud, l'impegno di ognuno rischia di diventare inutile.
Benedetti individualisti di meridionali! ma quando capiremo che rinunciando ad un po' del nostro individualismo ma con l'unione delle forze, con una SOLA - UNICA - strategia, un lavoro d'equipe, potremmo fare la fortuna di una AZJONE comune ed efficace? Chi sproloquia da qua, chi stampa un libro da llà, chi organizza un happening personale, chi sparla addosso all'altro, chi vuole restaurare un Trono, chi organizzare uno Stato Meridionale... Dio! Quale confusione! E quanta intelligenza sprecata.
Intanto, il Sud continua ad affondare ma noi continuiamo a sentirci buoni e valorosi, solo perché abbiamo stampato un libro in più o raccontato in giro delle verità scomode facendo proseliti alla Causa.
Quanto genio e sregolatezza accompagnano le nostre idee prive di umiltà, di condivisione, di unione?
Sono forse più intelligenti di noi i settentrionali che si sono inventati un movimento di massa - la Lega - e persino una Nazione storicamente improbabile? Eppure, la Lega è una realtà; è al Governo, contraddittoriamente assisa in due parlamenti; quello italiano e quello reazionario, legiferando in tutti due!!! E, noi, con il nostro bagaglio culturale, con la nostra grande civiltà, il nostro genio, cosa abbiamo concluso? Perché i settentrionali, sprovvisti di fondamenta su cui erigere i significati della loro reazione, antiromani, anticentralisti, antitricolore, sono arrivati a fasciarsi di tricolore ed a continuare, impuniti, a sputarci sopra, a dirigere - da ROMA LADRONA - persino i loro intrallazzi e le manovre del governo italiano?
Perché sanno lavorare in equipe! Sanno rinunziare al ruolo di primi attori, sanno piangere il morto e fottere il vivo.
Hanno capito che per aver successo non occorre più la faccia di un leader ma il corpo della massa che sia leader! Hanno azzeccato la strategia. E noi si continua filosofeggiare, a dividerci, per la legittimità di un infante spagnolo o d'uno francese, ad accendere ceri votivi nelle cappelle degli ordini costantiniani, a stampare libri che parlano sempre e solo dello stesso passato e mai trattano del presente del Sud, della realtà... e continuiamo, imperterriti, a creare fazioni nemiche, pur perseguendo gli stessi ideali, pur amando - tutti indistintamente - la nostra Patria. E, spesso, cadiamo nella trappola dell'uso di un linguaggio arcaico e improduttivo, ormai lingua morta, solo per testimoniare individualmente la nostra cultura, il nostro vanaglorioso grado di preparazione in materia o per avere l'onore di un trafiletto su di un giornale. Le Due Sicilie hanno bisogno di FATTI, DI AZIONE, DI LINGUAGGIO e DI PRESA DI COSCIENZA, collegate alla realtà. Al presente! E' tanto difficile, per noi, rinunciare alla teatralità, all'individualismo, all'intellettualità contorta, per divenire democraticamente POPOLO e non Popolazione?
Diamoci una mossa. Tutti!  marina.di.partenos@libero.it