Baruffe Napoleozzote:
No tuti i Fanzosi xe ladri e malandrini, Bonaparte sì!
 
di Gigio Zanon - Enzo Trentin - Alberto della Spezia - Andrea Bucella
 
Movimentoriforme: Perchè non tenere conto della volontà dei cittadini, delle diverse identità e sensibilità storiche e territoriali? Sostegno all'Appello dei cittadini che amano la libertà. Movimentoriforme@aruba.it
 
Nell'aprile del 1797, con i preliminari del trattato di Leoben, il giacobino e massone Napoleone si impegnava a cedere le terre
della Repubblica Veneta all'Austria, in cambio dei territori del Belgio. Il 4 maggio, con il trattato di Campoformido, Napoleone cedeva all'Austria i territori di Venezia, comprese le isole Adriatiche e Joniche, e la costa Slava con le Città di Zara, Fiume, Pola, Cattaro, ecc. Da notare che Venezia aveva dichiarato a tutto il mondo la propria neutralità DISARMATA e si riteneva indenne da ogni attacco dalle varie forze in campo. Ma non aveva tenuto conto dell'infamia congenita dell'infame Corso!
Egli, ancor prima di averla conquistata, l'aveva già venduta all'Austria. Infatti solo il 12 maggio il Governo della Serenissima si dichiarò decaduto, e subentrò la Municipalità provvisoria costituita sul modello imposto Francese. La Municipalità era costituita da infiltrati Francesi e massoni, sobillatori di commercianti e artigiani, molti "importati" dalla terraferma.
Quel fatidico 12 maggio, il Maggior Consiglio si era dichiarato decaduto illegalmente in quanto non in numero legale, i Veneziani si ribellarono violentemente a questo tradimento, ma furono presi a cannonate e ridotti al silenzio. Quando i Municipalisti si resero conto del tradimento di Napoleone che aveva ceduto lo Stato all'Austria ancor prima di averlo conquistato, fu tardi: le barbare sue truppe erano arrivate in città ed iniziato la razzia con violenza. Napoleone distrusse l'Arsenale affondando le navi all'àncora bruciando e sfasciando quelle sugli scali; distrusse il famosissimo Bucintoro raschiando via l'oro dalle statue che l'adornavano, lo ridusse a pontone galleggiante per incarcerare i più facinorosi e lo bruciò affondandolo; impose gabelle ai Veneziani, e molti per non pagarle, fecero demolire i loro palazzi (!); fece fondere tutto l'oro del tesoro di San Marco, in ben 15 giorni, per ricavarne lingotti e pietre preziose da inviare in Francia o intascandosele (il tesoro era composto da preziosissimi reliquari ed oggetti sacri dei primi anni della Repubblica, fin dal 500 d.c., le famose "Roe d'oro" che i Papi donavano a grandi capi di Stato, oggetti di oreficeria orientali, ecc.); distrusse bel 24 chiese e 60 monasteri disperdendo i loro tesori e opere d'arte; fece chiudere ben 385 Scuole d'Arte, di Devozione, di Confraternite; di Associazione, di Mestieri, disperdendo i loro tesori e dipinti di grandi artisti quali Tiziano, Veronese, Carpaccio, Giorgione, Bellini, ecc. (le Scuole, a Venezia, erano - sono -associazioni aventi vari scopi e si dividevano in quelle di Devozione e di arte e mestieri: una specie di attuale sindacato di categoria...). Di fronte a San Marco sorgeva una bellissima chiesetta cinquecentesca di San Geminiano del Sansovino: distrutta per costruire un salone da ballo! Dietro la Piazza San Marco c'erano i duecenteschi "Graneri de Terranova" e la pescaria de San Marco: tutto distrutto per dar luogo agli attuali giardinetti "reali"! (Ai tempi della Repubblica c'erano moltissimi "graneri" o granai. In caso di carestia la Repubblica aveva scorte di cereali per la Popolazione. Non solo: asportò perfino le borchie di bronzo che chiudevano i sigilli sepolcrali dalle lastre marmoree delle tombe delle chiese! Tutto per fondere il bronzo per fare cannoni!
Alla Biennale, verso la laguna, vi è una montagnola ove ora sono i servizi igienici. E' stata formata con i detriti di tre chiese Bizantino-Gotiche che Napoleone fece distruggere per creare gli attuali giardini della Biennale!!!
Vi chiederete cosa significa tutto questo. Ecco il motivo.
Un ben non identificato Comitato Francese per la salvezza di Venezia (!!!), in conbutta con la Fondazione della Cassa di Risparmio e con il benestare dell'attuale vice - sindaco Costa (Vice, poichè chi comanda è la moglie...), hanno acquistato all'asta dalla Soteby's di New York una statua ottocentesca di Napoleone da donare alla Città di Venezia e porla nel Museo Civico Correr. Per noi Veneziani e Veneti, questo è un'oltraggio ed un'offesa.
E' come se ai Cittadini Newyorkesi i Talebani donassero una statua di Bin Laden! O se una associazione di nazisti donasse una staua di Hitler a Israele!!!
Questa è un'ulteriore dimostrazione di come viene usata la nostra Città.
Il Presidente Ciampi, anzichè lavarsi la bocca con la retorica risorgimentale intervenga per ovviare a questo insulto, avrebbe molti più meriti, invece di andare a battersi il petto a Solferino o San Martino o nei vari musei risorgimentali!
Dovrebbe, con Berlusconi, proporre uno scambio con i Francesi: invece di mandare a Venezia la statua di chi l'ha depredata, offesa, umiliata, distrutta, che ci restituiscano la famosa tela che è al Louvre: le "Nozze di Cana" del Veronese, una volta nel refettorio dei Frati all'isola di San Giorgio, in cambio gli lasciamo il loro Napoleone!!!
Oppure, se dovessero imporcelo lo collochino sopra i detriti delle chiese distrutte: nella collinetta dei giardini della Biennale, al posto dei cessi. E' l'unico posto adatto a lui. L'appello che rivolgo e prego di diffondere, è che ci aiutiate affinchè la statua non giunga a Venezia: con lettere, fax, e-mail, esprimendo la vostra indignazione al sindaco, alla fondazione della Cassa di risparmio, all'Ambasciata Francese ed ai suoi Consolati, ai Parlamentari anche Europei, alla Stampa Locale e Nazionale, a tutto il Mondo Civile! Io ho già chiuso i conti con la Cassa di Risparmio di Venezia: passate voce....
A Venezia abbiamo già costituito un Comitato per coordinare tutte le inziative denominato "NO TUTI I FRANZOSI XE LADRI, MA BONAPERTE SI'". Scrivete, scrivete, scrivete, esprimete il vostro sdegno: Potete contattare me e Albert Gardin, a
sportlav@tin.it Grazie, Gigio Zanon.
 
Nathion Veneta: Anche il consiglio di quartiere dice NO alla statua infame.
Con grande soddisfazione annuncio che il Consiglio circoscrizionale 1 del Comune di Venezia (San Marco, Cannaregio, Castello, Sant'Elena) ha approvato un ordine del giorno da me presentato sulla statua di Napoleone. Il documento, nonostante l'astensione di Verdi, Forza Italia, e Alleanza Nazionale, è passato con i voti, oltre che della Liga Fronte Veneto (proponente) di DS, Margherita, SDI, e RC. Questo ordine del giorno sarà presto presentato dalla Liga Fronte Veneto anche nell'altra circoscrizione del centro storico veneziano. Il documento è particolarmente importante perché nel dibattito sull'acquisizione della statua si inserisce anche un'istituzione come il Consiglio circoscrizionale che, dichiarando l'inopportunità della scelta, fa un'interessante proposta per la riparazione di una delle mille distruzioni operate da Bonaparte a Venezia. Inoltre il consiglio ha anche aggiunto un emendamento in cui si invita il comune a porre ancora il leone di san Marco (come era d'uso un tempo) sugli edifici pubblici di nuova costruzione o restaurati. 
 Andrea Bucella (capogruppo Liga Fronte Veneto) Venezia cell. 3280167124 - andreabuc@libero.it
 
Da qualsiasi parte la si prenda, questa vicenda crea sconcerto, disgusto, indignazione.
1. Fa specie verificare che FI e AN, che s'ammantano di tricolori, inni di Mameli e patriottismo, alla prima occasione faccia bella mostra della più gretta ignoranza di storia patria.
2. La sinistra politica, che negli ultimi 50 anni fa prodotto l'intellighenzia, non ha alcun senso della storia.
3. La Liga Fronte Veneto, che si propone come il rappresentante politico dei veneti, e che politicamente mira ad uno Stato Veneto indipendente, in realtà non riesce a coordinare la protesta popolare e a renderla efficace.
4. E ciò a maggior ragione dopo quanto scritto sul Gazzettino di Venezia, il 7 febbraio 2002, da Marino Zorzi (direttore Biblioteca nazionale Marciana): "...Suppongo infine che si offrirà all'Etiopia, invece dell'obelisco di Axum, una bella statua di Mussolini."
5. Un modesto Consigliere di circoscrizione di quest'ultima formazione politica, che non trova di meglio che proporre l'ennesimo inciucio nella repubblica dei comrpomessi. Anziché proporre una deliberazione consigliare, si limita ad un più banalissimo e meno impegnativo ordine del giorno. Ed in ogni caso con una proposta risibile.
Si potrebbe continuare a lungo, ma che pro? La scena politica veneta e italiana, a qualsiasi livello, da quello modesto di Consiglio circoscrizionale a quelli più importanti, sembra in mano a nani culturali e ballerine d'avanspettacolo, che notoriamente passavano per essere estremamente... socievoli! Puah! Enzo Trentin
trentin@goldnet.it
 
Venezia, l'ordine del giorno approvato su proposta del Consigliere Andrea Bucella
Al sindaco, all'assessore alla cultura, al direttore dei musei civici Comune di Venezia, fondazione CARIVE, e Comitato francese per la salvaguardia di Venezia ricollocano una statua di Napoleone eretta a Venezia nel 1811. L'avida arroganza di Bonaparte, invece, due secoli fa cancellava nel sangue l'indipendenza del popolo veneto, lo rapinava di mille tesori, e in una furia leontoclasta distruggeva migliaia di icone marciane. Tra esse i leoni marmorei di porta della Carta e delle facciate ovest e sud di palazzo Ducale. I primi furono restaurati, a spese del comune, nell'Ottocento. Il CDQ1, quindi, RITENENDO inopportuna la scelta del Comune di riportare, in accordo con fondazione CARIVE e Comitato francese per la salvaguardia di Venezia, la statua di Napoleone a Venezia, CONCORDANDO tuttavia con il sindaco che sia necessario dare un'ulteriore "contributo per una pacata riflessione sulla storia di Venezia" mirando alla "ricomposizione di un frammento significativo della storia europea", CHIEDE all'amministrazione comunale di restaurare con denaro pubblico o con il contributo totale o parziale di sponsor esterni (magari gli stessi fondazione CARIVE e Comitato francese per la salvaguardia di Venezia) il leone di san Marco posto nella facciata meridionale di palazzo Ducale.
 
Signor Trentin, non abbassiamo la guardia!
Finalmente una vittoria del popolo veneto contro la spregiudicata arroganza del potere locale! La prima Circoscrizione del Comune di Venezia ha decretato anacronistico e inopportuno il ritorno del Napoleòn. Non abbassiamo la guardia! Promuoviamo invece la diffusione per tutto il Veneto di un distintivo: un Leone Alato in campo nero con sotto la data 1866 quale segno di lutto per la nostra Patria Veneta uccisa da un savojardo manomesso Plebiscito da rifare.
Alberto della Spezia. hud@freedomland.it
 
Egregio signor Trentin,
ho letto con stupore e dispiacere la sua lettera. A: i primi punti del suo elenco sono incomprensibili, B: perché, dopo ingenue affermazioni sul funzionamento di un'assemblea politica e circoscrizionale, mi da del "nano culturale" e della "ballerina d'avanspettacolo". Forse che io non capisca il punto A, dipende dal mio nanismo. Scioglierebbe le sue lapidarie ed ermetiche asserzioni in argomentazioni logiche? Cosa c'è di strano se la destra che sventola ovunque tricolori non vota il documento? Perché la sinistra non ha "alcun senso della storia"? Qual'è la relazione tra Marino Zorzi che cita l'obelisco di Axum e che la Liga Fronte Veneto non riesca a "coordinare la protesta popolare"? Mi chiarirebbe perché l'ordine del giorno votato è un inciucio? Lei parla di "repubblica dei compromessi". Ignora però che la politica, piaccia o no, è l'arte del compromesso.
Anche la millenaria repubblica veneta è scesa a moltissimi compromessi. Non so quale testo avrebbe proposto lei; ma un testo diverso potrebbe non aver ottenuto un consenso tale da essere approvato. E se non approvato, nessuna istituzione si sarebbe pronunciata contro la statua e avrei gridato la mia protesta ai muri. Lei dice meglio proporre una deliberazione consigliare. Ma lei sa quali sono le attribuzioni del consiglio circoscrizionale e su quali delibera? Non avrei potuto farlo.
Legga il regolamento comunale "Partecipazione dei cittadini e decentramento dell'amministrazione del comune".
Ho portato la maggioranza del quartiere a votare contro l'acquisizione diretta da una giunta dello stesso colore.
Nell'ordine del giorno si parla di "indipendenza del popolo veneto". Chi ha votato il documento ha riconosciuto il principio.
Se io e lei lo diamo per assodato, altre forze politiche lo considerano senza fondamento. Il voto è un passo importante verso l'autocoscienza del popolo veneto. Infine due parole sulla risibilità della mia proposta. Anch'io preferirei che le "Nozze di Cana" tornassero in patria. Purtroppo è tanto improbabile quanto irrealizzabile in tempi brevi. Ricollocare il leone mancante su una facciata di palazzo Ducale, oltre a essere fattibile, è pertinente all'amministrazione comunale ed ha il pregio di seguire l'esempio delle altre sculture marciane distrutte già restaurate dal comune. Andrea Bucella. andreabuc@libero.it