e 2: Sgarbi&Costa,
deputati, senatori e
amministratori,
Perchè non tenere conto
anche della volontà dei cittadini, delle diverse identità e sensibilità locali?
Sostegno all'Appello e auguri dal Movimentoriforme.
Napoleone a Venezia? NO!!! grazie!
"No tuti i Fanzosi xe ladri e malandrini, ma Bonaparte SI'!
APPELLO AI CITTADINI CHE
AMANO LA LIBERTA' Grazie, Gigio Zanon.
sportlav@tin.it
Nell'aprile del 1797, con i preliminari del trattato di Leoben, il giacobino
e massone Napoleone si impegnava a cedere le terre della Repubblica Veneta
all'Austria, in cambio dei territori del Belgio. Il 4 maggio, con il trattato di
Campoformido, Napoleone cedeva all'Austria tutti i territori di Venezia,
comprese le isole Adriatiche e Joniche, e tutta la costa Slava con le Città di
Zara, Fiume, Pola, Cattaro, ecc. Da notare che Venezia aveva dichiarato a tutto
il mondo la propria neutralità DISARMATA e
si riteneva indenne da ogni attacco da
parte delle forze in campo. Ma non aveva tenuto conto dell'infamia
congenita dell'infame Corso! Egli, ancor prima di averla conquistata, l'aveva
già venduta all'Austria. Infatti è solo il 12 maggio che il Governo della
Serenissima si dichiarò decaduto, ed a lui subentrò la Municipalità provvisoria
costituita sul modello imposto Francese. Detta Municipalità era costituita da
infiltrati Francesi e massoni che avevano sobillato alcuni commercianti
e artigiani, molti "importati" dalla terraferma.
Quel fatidico 12 maggio, in cui il Maggior Consiglio si era dichiarato decaduto
illegalmente in quanto non in numero legale, i Veneziani si ribellarono
violentemente a questo tradimento, ma furono presi a cannonate e ridotti al
silenzio. Quando i Municipalisti si resero conto dell'altro tradimento, quello
di Napoleone che aveva ceduto lo Stato all'Austria ancor prima di averlo
conquistato, fu troppo tardi poichè le barbare sue truppe erano già arrivate in
città ed avevano iniziato la loro razzia con violenza.
Napoleone distrusse
l'Arsenale affondando le navi all'ancora e bruciando e sfasciando quelle
sugli scali; distrusse il famosissimo Bucintoro raschiando via l'oro dalle staue che
l'adornavano, lo ridusse a pontone
galleggiante per incarcerare
i più facinorosi e lo bruciò affondandolo;
impose gabelle ai Veneziani, e molti per non pagarle fecero demolire i loro
palazzi (!);
fece fondere tutto l'oro del tesoro di San Marco, impiegando ben 15 giorni, per ricavarne lingotti
e raccogliere le pietre preziose da inviare in parte in Francia o intascandosele
(nota che il tesoro era composto da preziosissimi reliquari ed oggetti sacri
databili dai primi anni delle Repubblica, fin dal 500 d.c., le famose "Roe d'oro" che i Papi donavano a grandi capi di Stato,
oggetti di oreficeria orientali, ecc.); distrusse bel 24 chiese e 60 monasteri
disperdendo i loro tesori e opere d'arte; fece chiudere ben 385 Scuole d'Arte,
di Devozione, di Confraternite; di Associazione, di Mestieri, disperdendo anche
qui tutti i loro tesori e dipinti di grandi artisti quali Tiziano, Veronese, Carpaccio, Giorgione, Bellini, ecc. (le Scuole, a Venezia, erano - sono
-associazioni aventi vari scopi e si dividevano, grosso modo, in quelle di
Devozione e in quelle di arte e mestieri: una specie
di attuale sindacato di categoria...). In Piazza
S. Marco, di fronte alla Chiesa, sorgeva una bellissima chiesetta cinquecentesca
dedicata a S. Geminiano e costruita dal Sansovino: l'ha fatta distruggere per
costruire un salone da ballo!
Dietro la Piazza San Marco c'erano i
duecenteschi "Graneri de Terranova" e la pescaria de San Marco: tutto distrutto per gli attuali
giardinetti "reali"! (Ai tempi della Repubblica, in giro per lo Stato, c'erano
moltissimi di questi "graneri" o granai, in quanto in caso di carestia, la
Repubblica aveva scorte di cereali per la Popolazione. Non solo: asportò
perfino le borchie di bronzo che chiudevano i sigilli sepolcrali dalle lastre
marmoree delle tombe delle chiese! Tutto per fondere il bronzo per fare cannoni.
Alla Biennale, verso la laguna, vi è una
montagnola ove ora sono i servizi igienici. Ebbene: è stata formata con i
detriti di tre chiese Bizantino-Gotiche che Napoleone fece distruggere al solo
scopo di creare gli attuali giardini della Biennale!!!
Vi chiederete cosa significa
tutto questo. Ecco il motivo:
Un non ben identificato Comitato Francese
per la salvezza di Venezia (!!!), in conbutta con la Fondazione della Cassa di
Risparmio di Venezia e con il benestare dell'attuale vice
- sindaco Costa (Vice, poichè chi comanda in realtà è la moglie...),
hanno acquistato all'asta da Soteby's a New York una statua ottocentesca di
Napoleone da donare alla Città di Venezia e porla nel Museo Civico Correr! Per noi Veneziani e Veneti, questo è un
oltraggio ed un'offesa.
Ha l'identico significato che come se ai Cittadini Newyorkesi i
Talebani donassero una statua di Bin Laden!
Oppure se allo stato di
Israele una associazione di nazisti donasse loro una statua di Hitler!!!
Questa è un'ulteriore dimostrazione di come viene usata la nostra
Città.
Il Presidente Ciampi, anzichè lavarsi la bocca
con la retorica risorgimentale intervenga per ovviare a questo insulto, avrebbe
molti più meriti, invece di andare a battersi il petto a Solferino o S. Martino
o nei vari musei risorgimentali.
Dovrebbe, assieme a Berlusconi, proporre uno
scambio con i Francesi: invece di mandare a Venezia la statua di chi l'ha
depredata, offesa, umiliata, distrutta, ecc. che ci restituiscano almeno la
famosa tela che ora è al Louvre: le "Nozze di Canaa"
del Veronese, che una volta era posta nel
refettorio dei Frati all'isola di S. Giorgio, in cambio noi lasciamo loro molto
volentieri
il loro Napoleone!!! O, se proprio dovessero
imporcelo, dovrebbe essere posto sopra i detriti delle chiese distrutte: nella
collinetta dei giardini della Biennale, al posto dei cessi.
E' l'unico posto adatto a lui. L'appello che
rivolgo a tutti, e che prego di diffondere, è che ci aiutate affinchè la statua
non giunga
a Venezia: con lettere, fax, e-mail, esprimendo
la vostra indignazione al sindaco, alla fondazione della Cassa di risparmio,
all'Ambasciata Francese ed ai suoi Consolati, ai Parlamentari anche Europei,
alla Stampa Locale e Nazionale, a tutto il Mondo Civile! Da parte mia ho già
provveduto a chiudere i conti con la Cassa di Risparmio di Venezia: passate
voce.... A Venezia abbiamo già costituito un Comitato per coordinare tutte le
inziative atte allo scopo, denominato "NO TUTI I FRANZOSI XE LADRI, MA BONAPERTE
SI'".
Scrivete, scrivete, scrivete, esprimete il
vostro sdegno: Potete contattarmi, con Albert Gardin, a sportlav@tin.it
Grazie, Gigio Zanon.