Art. 18? Movimento Riforme:

ma sì, il Cavaliere ci faccia su un bel 'referendum comunista!'

  "Certo è che, alla luce delle polemiche trasversali sulla riforma dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che stanno 
attraversando (si fa per dire attraversando) al loro stesso interno maggioranza e opposizione, il Cavalier Berlusconi,
quella volta dei referendum radicali, stupì non poco noi del Movimento riforme notoriamente referendari della prima ora.
Ci stupì, alla luce dei sondaggi che davano per certa l'andata al governo della Casa delle libertà, - osserva Giuliana Olcese portavoce del Movimento - la ferma volontà del candidato Premier del Polo ad azzerare il Referendum sull'abolizione dell'articolo 18. dello statuto dei lavoratori (perversamente, o sciattamente, fatto passare da informazione, media e da certa politica politicante come "referendum sui licenziamenti") invece di saltare su quel comodo treno che avrebbe tolto la 'castagna dal fuoco' all'attuale governo. Fu, invece, lanciato al Paese un contraddittorio quanto grottesco messaggio da destre, sinistre e sindacati, sul disertare le urne dei sette referendum radicali o, da centrosinistra e C.G.I.L. di recarsi sì alle urne, ma per votare sì solo al quesito sul maggioritario. Francamente questi episodi di pilotaggio politico, che non risalgono all'ottocento, ma di cui il popolo italiano ne ha lucida e fresca memoria, fanno sì che quelle riforme della politica, di modi e lessici del far politica, e informazione..........., insospettiscano, allarmino e distacchino sempre più i cittadini dalla partecipazione democratica alla stessa politica che, sembra, vederli in chiave di sudditi da assoldare solo nelle tenzoni elettorali; certo non da coinvolgere nei processi che contano per la modernizzazione della società e del Paese Italia. Noi del Movimento Riforme, che riteniamo da sempre indispensabile la revisione degli articoli 18, 5, 6 e 13, come sosteniamo in un editoriale tra il serio e il faceto apparso su  virusilgiornaleonline vista la piega che fatti attuali, dibattiti in atto in destra e sinistra ecc stanno prendendo, ci sentiamo di consigliare sportivamente al Cavaliere Azzurro di indirvi su un bel "referendum comunista" che, se seguito dalla dovuta e corretta informazione, ristabilirà la vera volontà del popolo italiano sulla 'Madre di tutte le riforme'.". Conclude maliziosamente Olcese.
 
Veneti buoni amministratori? Non basta essere Veneti
 
di Enzo Trentin
 
Da più parti si fa strada l'idea di organizzazione federale dello Stato, come strumento realizzativo di democrazia diretta.
Lo conferma la constatazione che molti presunti buoni amministratori lo sarebbero di più perché originari di un popolo,
o di un etnia. In questo senso in Veneto si sono sperimentate, dall'87 almeno una dozzina di formazioni che si richiamano
all'etnia ed alla bontà degli amministratori veneti. Uno di queste, (la Liga Fronte Veneto)  ha dimostrato tutta la limitatezza
di questa teoria e a questo punto, sottolineo che ho  sollecitato un Consigliere comunale ad intervenire su un importante argomento ma non lo ha fatto malgrado l'interesse collettivo che la questione riveste.
Su un altro del gruppo su indicato sorvolo bonariamente, in quanto molto impegnato a proporre di spostare i monumenti
di Vittorio Emanuele II, o di Giuseppe Garibaldi, sulla ricorrenza della Battaglia di Lepanto ed altre cose del  genere; o ancora
di segnalare all'Amministrazione comunale (incompetente per questo) gli svarioni che qualche enciclopedia fornisce sul Veneto ed i suoi abitanti, ma, singolarmente, non si occupa della sicurezza dei cittadini che ha la presunzione di ben rappresentare e tutelare. Ecco smentita la teoria che basti essere veneto per aver titolo per ben governare.
Per quanti sono determinati esistono già strumenti per esercitare forme di democrazia diretta. Condizione imprescindibile però,
è l'avere la determinazione ed il coraggio necessari. trentin@goldnet.it 
 
 
Con quelli di Montaperti, Libera confraternita di liberi Senesi
 
Lettera aperta agli elettori (con preghiera di diffusione). Cittadino di destra e di sinistra, ecco a cosa è servito il tuo voto:
Giuseppe Mussari, diessino, promosso da avvocato di provincia a capo di una delle più potenti strutture finanziarie del paese (Fondazione MPS) con circa 500 milioni annui di "ricompensa", più 2 milioni per ogni riunione (circa una a settimana = 100 milioni l'anno). Fabrizio Felici, Forza Italia, promosso da giornalaio a manager della Fondazione con 140 milioni annui, più 2 milioni a riunione come sopra (stssa cosa per ogni componente della Deputazione amministratrice).
I membri della Deputazione invece incasseranno "solo" circa 5 milioni a seduta (2 milioni l'ora). I deputati furono nominati per fare beneficenza, ma prima, novelli forchettoni, sono passati dalla cassa e si sono serviti. Intanto l'ex sindaco Pierluigi Piccini, diessino, è stato promosso da vicecapufficio del Monte dei Paschi a vicedirettore generale del Monte Paschi France a Parigi con circa 800 milioni annui di "premio di consolazione", tendenti a diventare un miliardo. Siamo di fronte ad una delle peggiori cadute della moralità che a Siena si ricordi, in tutto simile a quelle che hanno infangato la storia recente del Paese.
Come non detto se ciò non urta la tua coscienza di cittadino, in caso contrario vieni con noi, con quelli di Montaperti costituita associazione legalmente costituita e denominata Quelli di Montaperti: non c'è nient'altro a Siena che possa opporsi a questa vergogna. quellidimontaperti@libero.it   www.quellidimontaperti.org 
 
 
Miniresoconto del meeting di Pesaro. La nascita di Liberalitalia 
 
I° meeting dei liberali
per costituire un nuovo soggetto politico antagonista della destra e della sinistra
 
Il relatore Vivona ha precisato che non si tratta di ricostituire un partito, e tantomeno il Partito Liberale Italiano.
I gruppi spontanei liberali, liberisti e libertari si sono autoconvocati per costituire un progetto "liberale". che possa coinvolgere non solo quanti si autodefiniscono liberali, ma anche coloro che lo sono sostanzialmente pur non sottolineando la propria
natura "liberale". L'orgoglio della propria tradizione, pur nobile, non può essere utile: per stare insieme occorre avere la capacità di organizzarsi con gli altri. L'obiettivo è trovare il minimo comun denominatore. Hanno partecipato non solo iscritti al P. Liberale,
ma soprattutto i rappresentanti di associazioni autoconvocatesi (Bergamo liberale, Forum liberal-democratico delle Marche, Veneto liberale..). Il nuovo soggetto sarà federalista: strutture di base le associazioni locali . I leaders coloro che sapranno aggregare persone di buona volontà per dare ai cittadini la speranza nel cambiamento, speranza che destra e sinistra non sanno rappresentare. Eletto l'avv. Vittorio Vivona di Bergamo a presidente e nominati i componenti del comitato di coordinamento nazionale che si affiancheranno ai membri di diritto Giorgio Cicogna di Rovigo, Michele d'Elia di Milano,
Claudio Pietroni di Ancona e Beppi Lamedica di Treviso. Per informazioni adams@libero.it