----- Original Message -----
From:
fratelliditalia
To: MovimentoRiforme
Cc: rai-tv@rai.it
Sent: Sunday, September 23,
2001 5:04 AM
Subject: LA NOVELLA DELLO STENTO CHE DURA TANTO TEMPO E NON
FINISCE MAI
Italiani
all'estero:
Non voto? Atto di terrorismo politico
Gentili, coordinatori e portavoce del
Movimento per le Riforme Istituzionali Giuliana Olcese - Pino Cardente.
Abbiamo ricevuto la vostra informazione relativa al Referendum Federalista e
vi ringraziamo.
Voi parlate di disinformazione noi di
"truffa" una realtà più sconvolgente. Il referendum è viziato
perché nel voto, come già avvenuto per tutti i referendum, noi residenti
all'estero, saremo contati nel quorum. Più di quattro
milioni di cittadini,
la cifra esatta non si conosce, non avranno scelta tra votare si/no od
astenersi, saremo esclusi "d'ufficio".
Quattro milioni di cittadini che secondo la nostra Costituzione hanno il
diritto al voto ma non potranno esercitarlo.
Parlo di noi
dell'IRE (Italiani Residenti all'estero) oltre i
confini della nostra amata Patria.
Tra noi coloro che
avranno tempo, denari e volontà di venire in Italia
saranno qualche centinaia di migliaia.
Anzi, chiediamo al ministro
degli italiani all'estero Mirko Tremaglia, di chiarire quanti
sono gli italiani che si presenteranno
alle urne. Noi denuciamo all'opinione
pubblica ed ai politici, ancora una volta, questa vergognosa realtà che si
trascina da
oltre 50 anni. La quasi totalità di noi
dell'IRE non potranno votare. Ancora una volta si commetterà una truffa ai
nostri danni,
della democrazia reale, del popolo,
dell'Italia. Una truffa che dura indisturbata e tra la quasi indifferenza
generale, da mezzo secolo. Noi, del Notiziario degli Italiani in Francia,
continueremo a denuciarlo ed a ripeterlo attraverso i nostri articoli che
partono ormai per tutto il mondo e che
hanno larga diffuzione tra il pubblico, agenzia di stampa, associazioni e
le isituzioni.
Voi tutti sapete che i nostri milioni di
voti saranno calcolati come non votanti, il che è assurdo e falso.
Noi non ci presentiamo alle urne
per l'esclusione prevista nella nostra Costituzine,
una legge perversa.
Chiediamo di conoscere i nomi dei
responsabili di questa iniqua realtà.
Chi furono coloro che previdero
l'obbligo che per votare dovevamo venire in Italia? Già all'epoca
dell'approvazione della Costituzione, in tutti i paesi democratici, era
possibile votare per posta, per procura o ai Consolati.
La nostra storia ha
similitudini con il trattamento riservato ai discendenti della famiglia
Savoia che, come noi, non possono votare, ma loro non possono
neppure ritornare in Patria. Anche noi dovremmo fare ricorso alle istanze
sopranazionali per ottenere il riconoscimento di questo nostro diritto. La
scelta di escluderci fu assurda e umiliante; ha creato nei nostri cuori un
profondo sentimento d'ingiustizia, di tradimento e di rivolta che non potremo
mai né dimenticare né perdonare.
Quando riceviamo la cartolina
"giallognola" che informa della data delle votazioni e ci
ricorda che potremo usufruire del bliglietto "gratuito" in
seconda classe, sul tragitto italiano, ci sentiamo cittadini di
seconda classe.
Questo grave affronto, questa umiliazione, non è mai stata
percepita dalla nostra classe politica, in particolare da quella di sinistra, ma
non solo da loro. Il Ministro Tremaglia avrebbe potuto
presentare, e fare rapidamente approvare, una legge,
in attesa di quella sul voto.
Dai referendum si doveva escludere noi residenti all'estero
dal quorum e così non nuocere all'obbiettività del
risultato e della scelta politica del popolo italiano.
La maggior parte di noi non
voteranno ma per esclusione legislativa e non per una libera scelta.
Da Parigi noi del NIF pensiamo che il vostro Movimento per le
Riforme dovrebbe battersi, al nostro fianco, per convincere
il governo e la classe politica a
modificare, rapidamente, questa assurda realtà che danneggia e lede anche
il funzionamento della democrazia e la sua credibilità di fronte agli altri
paesi e alla storia. Consideriamo il disinteresse dei vari governi al problema
del voto, come un atto di "terrorismo politico", un'indegna ed
iniqua esclusione dall'uso di un diritto inviolabile, irrinunciabile ed
inalienabile di noi, lavoratori italiani, residenti oltre confine. Cari amici il
NIF distribuirà a tutti i sui numerosi lettori, il vostro messaggio nota. Lo
spediremo con questa premessa.
Vi chiediamo di aiutarci a fare passare
il nostro scritto, come noi facciamo per divulgare il vostro.
Un saluto
cordiale e un incoraggiamento per la vostra azione senz'altro utile per una
nuova e più reale democrazia in Italia. Questa assurda realtà è come la novella
dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai. Giancarlo Gallani, Fratelli
d'Italia.