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Totò, lo Statuto e le Catacombe del Palazzo

di Giovanni Cappello, "L'Altra Sicilia"
 
Ci risiamo, e ci ridiamo sopra. Non se ne abbia a male nessuno, per carità!! E' che ci piace ridere sulla seriosità di certi personaggi e sulla spericolatezza di talune loro affermazioni. Destino volle, poi, che a contendersi l'una e l'altra partita fossero i due ex: ex democristiani, ex di altri partiti ed ex contendenti del 24 giugno per carica di presidente della Regione. Uno lancia la boutade e l'altro gli fa eco con la boutade della boutade.
Il sempre più sorprendente Totò (Cuffaro) sfrutta l'ospitalità concessagli dai ciellini, unico serbatoio politico attivo in estate, per proclamare ai quattro venti che lui applicherà lo Statuto siciliano e, perciò, si è già autoincoronato Capo Della Polizia.
Tutte maiuscole, ppi favuri, portanza della notizia e la ricaduta che potrebbe derivarne.
Se, infatti, Totò (Cuffaro) riprendesse a ribaltonare come ha magnificamente e proficuamente (per lui medesimo) fatto negli ultimi cinque anni, si potrebbe essere indotti a temere che gli uomini in divisa, oggi a difesa e tutela delle leggi e dei cittadini, domani potrebbero essere al servizio della malavita, per poi rientrare nelle... caserme e riuscirne per darsi alla macchia...
Insomma, Orlando, preoccupato che questo è un tema serio, preferirebbe se ne occupasse il Parlamento nazionale; quindi il ministro Scajola, quello stesso che la sua cordata di sinistra ha sconfessato per i fatti di Genova.
È evidente che qualcosa non va, ma è anche lapalissiano che quell'articolo 31 dello Statuto sancisce proprio la possibilità paventata da Totò (Cuffaro). Benedetto (?) Statuto!!
Sembra l'araba fenice di cui tutti parlano, ma nessuno conosce.
E se non fosse stato per la martellante campagna della Fondazione L'ALTRA SICILIA con sede a Bruxelles, oggi sarebbe un pezzo di carta come tanti, di quelli, cioè, che presto o tardi finiscono nel cestino o in un cassetto. 
Sulla scia della dichiarazione di Totò (Cuffaro), anche il ministro palermitano La Loggia ha dichiarato il suo "amore" per
la Carta siciliana e tutti sono concordi nel dire che è lo strumento più idoneo per intraprendere il lungo e vorticoso cammino per rilanciare e rianimare le sorti dell'Isola. Parrebbe perfino che ne conoscano i contenuti e questo ci farebbe ben sperare se non fosse che, da sempre, siamo abituati a sentire dire l'esatto opposto di ciò che poi si fa realmente.
E Totò (Cuffaro), che di mestiere fa ribaltoni, domani potrebbe rimangiarsi i propositi di oggi qualora i suoi interessi dovessero declinare da tutt'altra parte. Comunque, non vendiamo la pelle dell'orso senza averlo, almeno, avvistato.
Ma una domanda a Totò (Cuffaro) viene proprio spontanea: presidente, qualora lei decidesse di capeggiare veramente le forze di polizia e il suo assessore Granata mandasse le ruspe a demolire qualche quartiere abusivo, davanti alla resistenza dei cittadini (suoi elettori) avrebbe il coraggio di inviare la polizia per rimettere tutto a posto dopo le promesse sanatoriali?
In caso contrario, chi farebbe rispettare l'ordine e gli ordini, la mafia?
Tuttavia siamo lieti che lo Statuto sia stato riesumato dalle catacombe del Palazzo, se non altro perché aveva bisogno di prendere un po' d'aria e dare nuovi argomenti alla favela di Totò (Cuffaro).
Ed ora ci dia un'ultima risposta, presidente: perché non ha ancora dichiarato che lo farà studiare in tutte le scuole dell'Isola. Non vorremmo che finisse come per la bandiera: accanto al tricolore, impostoci dai piemontesi col sangue, sventola l'azzurro a stelle gialle dell'Ue. Manca, troppo spesso, la Trinacria e, ci creda, la cosa ci rattrista e ci umilia.
"L'Altra Sicilia" al servizio della Sicilia e dei Siciliani http://www.laltrasicilia.com