Camilleri Orlando Cuffaro D'Antoni? Dio li perdoni.
di Aldo
Vincent
Già alle politiche il Polo aveva fatto il
pieno (61 seggi a zero) alle regionali poi, ha buttato il sale come gli
Unni. Alla
Regione
è salito il buon Totò, un uomo per tutte
le stagioni, pronto ad andare a rendere omaggio a quel tal Mannino inquisito, e
poi via! Ad amministrare 18.000 miliardi di nuovi appalti. Forza Italia!
Adesso un bel Ponte sullo Stretto e un condono edilizio! Per capire lo
stato dell’opposizione allo sbando, basta leggere i commenti degli
sconfitti: Leoluca Orlando: "Lo sconfitto non sono io ma il
Centrosinistra". Sembra quel giovanotto che lo prendeva in quel posto e si
giustificava dicendo: "Guarda che il frocio è
lui!".
Poi c'è D'Antoni: "Voglio fare il
Pungolo" Pensa un po' Leoluca Orlando si sente Pokemon e questo aspetta gli
altri sette nani. Cofferati: "Abbiamo perso l’identità della
sinistra". Chissà perchè quando devono parlare delle loro colpe i comunisti le
imputano alla sinistra che se non ricordo male era composta dal PSI, PSDI,
PSIUP, tutti scomparsi. Solo questi vecchi frattocchiari non si decidono a
lasciare spazio alle nuove idee. Leggo le cronache divertite sulla
figura grottesca di questo ribaltonista Totò Cuffaro e mi rendo conto che a
lungo andare il delitto paga. Parlo di Camilleri, dei suoi migliaia di
libri venduti, e del suo vezzo di fare di ogni siciliano una caricatura per
divertire il suo pubblico. Come i teatranti e le puttane. Ma la
Sicilia non l'insieme di tante macchiette, la Sicilia da
duemila cinquecento anni porta la maschera della Tragedia ma tra un atto e
l'altro del dramma, ecco che esce qualche guitto che insulta il pubblico
per far ridere. Come
Camilleri Dio lo perdoni.