la mozione approvata di VENETO
LIBERALE 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
3° congresso di Veneto liberale, Treviso, hotel Continental, 9 giugno
2001
Premesso: che i diritti
civili e politici dei cittadini sono parte essenziale dei diritti umani fondamentali;
che nelle democrazie
occidentali avanzate la legalità e la democrazia non sono valori acquisiti ma è
necessario valutare il rispetto di quei diritti e libertà su cui uno
stato di diritto e una democrazia liberale dovrebbero basarsi; che il
caso dell'Italia, uno dei paesi occidentali dal maggior peso economico,
membro del G8, dell'Unione Europea e del Consiglio d'Europa, è
in questo senso emblematico: pur con paesi del Consiglio
d'Europa con fama di essere più a rischio dal punto di vista
dei diritti umani e della democrazia (es. la Turchia) l'Italia
è il paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte
Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che più preoccupante
è che la risposta delle istituzioni non abbia risolto i problemi di
fondo del sistema giudiziario che hanno portato a questo inquietante primato
italiano, quanto piuttosto di cercare di limitare l'accesso dei cittadini alla
Corte Europea dei Diritti Umani. E' un problema sistemico preoccupante
sul sistema politico-istituzionale; che in occasione del giudizio di ammissibilità
dei referendum la Corte Costituzionale ha agito al di fuori del proprio
mandato; che gli italiani sono prigionieri di un potere egoistico che si
mantiene al potere a tutti i costi.
E' evidente che tutti
i governi, nazioni, possono diventare soggetti a sistemi politici reazionari,
a detrimento del sistema democratico internazionale; che, perciò, è giusto qualificare
il regime esistente in Italia "terzo o partitocratico" per
distinguerlo dal regime totalitario (caratterizzato da un sistema partitico
a monopartitismo perfetto) e da quello democratico-liberale (caratterizzato
da un sistema partitico a pluripartitismo perfetto); che le riforme, tentate
anche in via referendaria, hanno fallito; che l'esito elettorale
del 13 maggio è stato il frutto di un referendum pro o contro
Berlusconi, esaltando il bipolarismo
tradizionale, trasformistico e consociativo ed espellendo qualsiasi voce alternativa
dalle aule parlamentari, così come previsto; che il regime si dimostra irriformabile
e costringe gli antagonisti a porsi il problema del suo abbattimento; che le
lotte civili intraprese dai radicali in questi ultimi anni hanno aperto una
breccia nella cittadella del regime ma non hanno saputo introdursi nel varco
aperto essendo ancorati ad una strategia difensivista, etnocentrica e tribale;
che solamente una strategia da "lotta di liberazione" piuttosto
che da semplice "resistenza" potrebbe servire per abbattere
il regime.Tutto ciò premesso e,
visto che tutte le forze politiche sembrano aver abbandonato l'alternativa
presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone e propendono per
una Assemblea costituente proporzionalista e neopartitocratica; che
le politiche di concertazione che centrodestra e centrosinistra si dichiarano
pronti ad attuare, hanno oppresso oltre 2,5 milioni di disoccupati,
milioni di sottooccupati, e milioni di pensionati sociali e al minimo;
che la gravissima offensiva clericale, oscurantista e neotemporalista, e l'ostruzionismo
burocratico e corporativo dell'ordine dei medici è tuttora in atto,
Propone: un soggetto politico dei cittadini senza potere che
prefiguri il liberismo e il federalismo e che abbia quali obiettivi primari
il rilancio dell'alternativa presidenzialista,
federalista, maggioritaria, anglosassone; delle lotte liberiste per la liberazione
del lavoro e dell'impresa; delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga,
ma sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica; CONSIDERA, i predetti obiettivi raggiungibili
se si riescono a coinvolgere anche moderati e riformisti in un soggetto alternativo
agli attuali soggetti rappresentanti il bipolarismo; FA PRESENTE che sino alle europee
del del 2004, tranne qualche amministrativava, non vi saranno elezioni
politiche. RITIENE ci sia il tempo per
condizioni favorevoli affinché in Italia vi sia un soggetto politico
liberale protagonista della lotta politica e non solo antagonista del regime.
DELIBERA, con le associazioni federate liberali, liberiste
e libertarie, moderate o radicali, riformiste o riformatrici, un coordinamento nella
regione Veneto per costituire un soggetto politico nazionale
liberale e federale decidendo, eventualmente, di sciogliersi qualora ciò fosse
necessario per un miglior coordinamento a livello regionale. Presentatore:
Beppi Lamedica