Grande Veneto. Veneto Liberale "Per non mollare" Coordinatore Beppi Lamedica
 
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* DALL'OSSERVATORIO SUL NORDEST ...PIÙ DI TRE PERSONE SU QUATTRO, ...Da IL GAZZETTINO* 
 
Più di tre persone su quattro, nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia, dichiarano di provare poca o nessuna fiducia nei confronti dello Stato. Ancora minori sono i consensi riscossi dal Governo azionale. Balzano subito agli occhi questi dati scorrendo i risultati del sondaggio dell'Osservatorio sul Nordest, condotto dall'Istituto Poster su incarico del Gazzettino e della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e diretto da Ilvo Diamanti. Dati che ripropongono, con forza, il tema del difficile rapporto tra i cittadini e le istituzioni in quest'area del paese. Nel corso degli anni '90 il Nordest si è spesso caratterizzato come "area calda" della nostra democrazia. Da queste parti, infatti, la crisi di consenso delle istituzioni - comune peraltro a tutto al Nord e, in una certa misura, a tutto il paese - si è manifestata con maggiore evidenza. Da queste parti la protesta nei confronti dello Stato centrale ha assunto le sue forme più rumorose. Se da qualche tempo i toni sembrano essersi smorzati, la ferita fra la società e lo Stato appare oggi tutt'altro che ricomposta. I dati del sondaggio lo evidenziano in modo chiaro. Rimane alta, molto alta, la sfiducia nei confronti dello Stato, nel suo complesso; allo stesso tempo, tuttavia, essa non riguarda nella stessa misura tutte le istituzioni. Ne sono investite in particolare modo quelle centrali e di governo.
Solo il 16% dei cittadini, infatti, esprime un giudizio positivo nei confronti dell'Esecutivo. In questo clima generale di sfiducia,
una importante eccezione è costituita, tuttavia, proprio dalla più alta carica dello Stato. Il Presidente della Repubblica è, infatti, l'unico soggetto istituzionale ad ottenere una valutazione ampiamente positiva. La maggioranza assoluta dei cittadini del Nordest, con una percentuale prossima al 60\% della popolazione, esprime il suo apprezzamento nei confronti del Capo dello Stato; risultato che può essere interamente attribuito alla popolarità e al carisma dell'attuale inquilino del Quirinale.
Su livelli intermedi si collocano le altre istituzioni considerate; quelle locali: il Comune e la Regione, che ottengono un indice di gradimento rispettivamente del 46 e del 43\%; quelle sovra-nazionali, qui rappresentate dall'Unione Europea, che raccoglie i consensi di una quota di intervistati di poco inferiore alla maggioranza assoluta (il 48\%). Dal confronto tra le due regioni emerge come nel Friuli-Venezia Giulia gli indici di fiducia siano, quasi costantemente, superiori a quelli osservati nel Veneto.
Con la sola eccezione della Regione, per la quale il grado di apprezzamento risulta, seppur di poco, superiore tra i veneti.
Verosimilmente il dato riflette la maggiore vicinanza con le elezioni regionali; ma anche i diversi meccanismi elettorali. Ricordiamo infatti che, mentre nel Veneto è stata recentemente introdotta l'elezione diretta del presidente, nel Friuli-V.G. troviamo ancora un meccanismo di tipo proporzionale, che nel recente passato ha generato condizioni di forte instabilità politica.
Non vanno poi dimenticate le frequenti accuse di centralismo mosse alla regione Friuli-V.G. dalle altre amministrazioni locali.
Tra gli incroci con  i caratteri socio-demografici meritano particolare menzione quelli per genere e per categoria professionale. Le donne si mostrano, in generale, molto più diffidenti rispetto agli uomini: solamente il Capo dello Stato, infatti, ottiene un elevato grado di fiducia indipendentemente dal genere dell'intervistato. Per quanto riguarda le professioni, sono soprattutto gli studenti a caratterizzarsi per livelli mediamente più alti di fiducia. Sul versante opposto troviamo le casalinghe e, in particolare, gli imprenditori ed i lavoratori autonomi. In queste due categorie, infatti, la fiducia nelle istituzioni centrali tocca il suo punto più basso (il 17\% quella nello Stato; circa il 10\% quella nel governo). Venezia, Fabio Bordignon.
 
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