CHE C'ENTRA
LA "POLITICA" CON L'AMMINISTRAZIONE LOCALE?
di Vittorio Toffanetti
L'Ente "Comune"
è sostanzialmente una Azienda di Servizi Pubblici che va gestita
secondo le regole e con i criteri dell'Economia di Imprese, non con i criteri
e le categorie della Politica!
L'Amministrazione
di un Ente locale diverrà oltretutto sempre più impegnativa col crescere della
sua autonomia, per effetto del decentramento di poteri e di funzioni (devolution
), conseguente alla riforma in senso federale dello
Stato.
Perchè,
dunque, affidare la sempre più complessa gestione dei servizi pubblici a politicanti
di mestiere senza alcuna professionalità, o a liberi professionisti presi
a prestito part time dalla società civile,
volenterosi e meritevoli quanto si vuole, ma pur sempre amministratori improvvisati,
provenienti e assorbiti da professionalità niente affatto pertinenti con la
pubblica amministrazione?
Perchè
continuare ad affidarci a Sindaci e Assessori che pur privi,
nella maggior parte dei casi, di specifiche capacità professionali, sono ormai
giunti ad auto-attribuirsi, indiscriminatamente, trattamenti economici di
tutto riguardo e sicuramente appetibili, anche rispetto a quelli dell'impresa
privata o delle libere professioni?
Smettiamola,
una buona volta, con questo stupido linguaggio della politica nelle
elezioni amministrative, con le sue vuote ritualità, con la demagogia delle
false contrapposizioni ideologiche, così distanti e avulse dai problemi reali
della amministrazione di un ente locale.
Forse che la Sinistra
può gestire un Acquedotto o un Servizio di Nettezza urbana meglio della Destra,
o viceversa?
Oggi la "Politica",
soprattutto a livello di enti locali (ma non solo), ha ceduto il passo alla
"Economia" e i partiti politici a livello locale (ma non solo), sono soltanto
scatole vuote, senza più alcuna effettiva rappresentatività della società
civile.
Sono mere
aggregazioni di individui, per la massima parte privi di autentico slancio
ideale per la politica, senza alcuna volontà o capacità progettuale e senza
alcuno spirito di servizio; unicamente impegnati in una lotta personale per
il potere, alla strenua ricerca di una poltrona.
Non è a costoro,
a questi politicanti di breve o lungo corso, che va affidata l'impegnativa
gestione dei servizi pubblici di un Ente locale, bensì a
tecnici della amministrazione, a manager professionalmente qualificati.
Non è in base al
colore di una bandiera che va affidata la gestione dell'Azienda Comune.
La scelta del cittadino
elettore deve cadere su un programma dettagliato e chiaro, che prometta di
coniugare la migliore qualità dei servizi con la loro maggiore economicità,
e che garantisca, insieme, la migliore tutela dell'ambiente e il miglior sviluppo
del territorio.
Un programma
di cui ciascun cittadino potrà controllare personalmente e quotidianamente
il puntuale rispetto da parte degli amministratori eletti.
Al successivo turno
elettorale il cittadino, con il suo voto, premierà lo staff di amministratori
che ha saputo realizzare il programma e le promesse fatte, ovvero li boccerà,
chiamando altri al loro posto.
Lo staff
di amministratori che, vincendo le elezioni, si aggiudicherà
la Gestione, si affiderà ad un Istituto Bancario, il quale
curerà conseguentemente il Servizio di Esattoria (La riscossione
delle entrate dell'Azienda-Comune).
Devono essere
gli stessi Istituti bancari locali, di concerto con le Associazioni
delle categorie produttive e della società civile (Industriali,
Artigiani, Commercianti, Sindacati, Ordini professionali, ect.),
queste sì dotate di una vera organizzazione interna e di una reale rappresentatività
degli interessi (a differenza dei partiti politici), ad esprimere
e a proporre ad ogni turno elettorale, in concorrenza tra loro, un proprio
staff di amministratori e un proprio programma di gestione quinquennale.
Devono farlo apertamente,
più di quanto già non lo facciano oggi, senza più alcuna intermediazione o
ambigua copertura da parte dei partiti politici.
Così facendo,
oltretutto, in molte realtà amministrative locali, non si farà altro che portare
alla luce del sole i veri attori e le trame occulte del "potere invisibile".
Il potere di esponenti
di spicco delle lobby economiche, più affaristi che imprenditori, i quali
condizionano i Sindaci e Assessori, particolarmente nei settori dove più forti
sono gli interessi, quale quello del Piano Regolatore, delle aree edificabili
e delle ristrutturazioni edilizie.
Fino a quando non
si affronteranno le elezioni amministrative locali in questi termini di pragmatismo,
di serietà e di trasparenza, le idiozie della politica e gli stupidi slogan
della propaganda comiziale risuoneranno in piazze sempre più desolatamente
vuote.
Le elezioni amministrative
appariranno sempre più scopertamente un appuntamento per gonzi e per
allocchi e verranno sempre più massicciamente e giustamente disertate,
come già accade, del resto, per le elezioni politiche nazionali. legale@comune.cento.fe.it