"Zona Franca": Sussulti&grida dal Territorio 

di Bereny
 
I libertari vogliono di più.
Cioè di meno: invece di uno stato più efficiente, cioè più forte, ne vogliono uno che non esista proprio o che, se esiste, almeno non faccia sentire la sua presenza: i libertari vogliono la Zona Franca.
Che cos'è la Zona Franca? La Zona Franca è un territorio considerato fuori dalla linea doganale. Fuori dunque dall'Unione Europea, che non è l'Europa unita, come dovrebbe essere e come viene spesso presentata, ma invece, sfortunatamente, è un Cartello, di stampo legislativo, dei governi degli stati membri.
Le zone franche che vogliamo sono aree senza iva, senza irpef, senza irap, senza distinzione fra prima e seconda casa, senza carburanti a prezzi "politici" quadrupli, bensì a prezzi di mercato, un'area senza ritenute d'acconto, senza sostituti d'imposta, senza imposte di bollo, di registro, senza carta d'identità, senza iscrizioni obbligatorie a scuole, camere di commercio, inps, ecc.
La Zona Franca è un'area dove lo stato fa un passo indietro e l'individuo libero un passo avanti.
La Zona Franca che vogliamo è un territorio
dove non si applica per le tasse il criterio della capacità contributiva, perché è un criterio fallimentare che frena lo sviluppo. Si applica, invece, il criterio del beneficio, cioè la partecipazione alle spese comuni secondo il consumo dei servizi erogati (come il sistema per la ripartizione delle spese condominiali).
Chi ritiene che per tagliare le gambe all'attuale regime bisognia tagliarne le gambe finanziarie, che l'individuo possa essere libero solo in una Zona Franca, che appartenenti ad uno stato si nasca e liberi si diventi, si iscriva alla lista Zona_Franca, inviando una mail vuota a
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