Napoleone? Un macellaio, un
predatore, un rapinatore,
un regicida,
falso e ingannatore, un
giacobino
di Gigio Zanon
Ciò che non vi hanno fatto vedere e non
vi hanno detto
Se il buon Gerard Depardieu si offende
nell'apprendere che Bossi ha detto che Napoleone fu un dittatore, allo stesso
ribadisco che non solo fu un dittatore, ma anche un rapinatore della peggiore
specie, vile - in quanto "ammazzò" una Repubblica già vecchia e quasi morta.
Che Napoleone sia stato un dittatore è fuori dubbio;
che abbia cambiato la storia d'Europa: anche; ma che sia stato un macellaio, un
predatore, un rapinatore, falso e ingannatore?: anche! Taluni agiografi moderni
esaltano le sue (scarse) virtù e i suoi meriti: in parte veri, come quello di
aver dato impulso alla scienza ed alla ricerca e l'aver reintrodotto il Diritto
Romano con i suoi nuovi codici civili (peraltro scopiazzati dalle Leggi della
Repubblica di Venezia), ma la sostanza rimane.
Fu un generale oltremodo fortunato, specie nelle
battaglie campali contro l'Austria la Prussia e la Russia (non va dimenticata
una sua celebre frase: "non voglio generali esperti e capaci, voglio generali
fortunati!!"), in quanto si trovò davanti eserciti guidati da condottieri vecchi
di età e di cognizione della guerra moderna da lui ideata con grandi manovre a
tenaglia.
Per il resto, come uomo, non aveva
assolutamente alcun ritegno morale e alla parola data dava un peso
relativo.....
Fu, infatti, fedifrago, iconoclasta, giacobino,
liberticida, massone nel senso più deleterio della parola (infatti la campagna
d'Egitto fu condotta per arrivare ai segreti massonici della scuola egiziana:
altro che campagna scientifica...).
Nelle fiction della
RAI, fortunatamente per loro, della campagna d'Italia se ne parla poco,
ma soprattutto della campagna del Veneto non se parla che minimamente: forse
perché riconoscono che - come detto e scritto da quasi tutti gli Storici -
quella fu
una pagina molto triste e buia della sua vita...
Egli entrò nella storia del Veneto e dei restanti territori della Serenissima come
un tornado, depredando i beni ed umiliando i
sentimenti più profondi di un popolo. Soffocò in bagni di sangue le rivolte che
inevitabilmente scoppiavano, quali, ad esempio, le Pasque Veronesi, e come
quella di mettere a morte chiunque gridasse
"VIVA SAN MARCO".
Basti solo pensare che, forse per paura di una grandezza passata, fece
scalpellare tutti i leoni di S. Marco da ogni parte dei territori a lui
assoggettati, quale una "damnato memoriae". Ma veniamo alla vera e documentata
storia delle sue nefandezze contro la ormai decadente e decrepita Repubblica
Veneta. Nel nord Italia, in aprile del 1797, le truppe Francesi sconfiggono gli
Austriaci e si avvicinano ai territori di Venezia ed iniziano un sistematico
saccheggio con la scusa puerile di venire a portare la libertà, la fraternità e
l'uguaglianza e- secondo loro - abbattere un governo dispotico e autoritario!
Nello stesso tempo la flotta francese scorrazza
per l'Adriatico con la scusa di cercare le navi austriache, finchè il giorno 9
aprile la nave "Liberatore d'Italia" al comando del capitano Laugier, cerca di
forzare il blocco all'ingresso del porto di Venezia S.Nicolò. Il comandante del
porto, Domenico Pizzamano, dapprima gli segnala di virare di bordo quindi,
ottenuta risposta negativa, gli sparò contro una salve e ordinò alla nave
"galeotta" dei Bocchesi comandata dal cap. Viscovich di arrembarla (i Bocchesi
erano i fedelissimi soldati originari dalle Bocche di Cattaro).
Questo suscitò le ire di Napoleone che nel frattempo stava
trattando con gli Ambasciatori Veneti la loro neutralità disarmata e
la loro assoluta volontà di non immischiarsi
nelle guerre d'Europa. Questi incontri avvennero a Graz, sulla strada per
Vienna.
Alle sue assurde richieste, in cui chiedeva: 1)
l'arresto del comandante Pizzamano; 2) la carcerazione immediata degli
Inquisitori di Stato; 3) la destituzione del Consiglio dei X; 4) la immediata
liberazione di tutti i prigionieri per qualsiasi motivo ridotto in carcere; 5)
un risarcimento di danni enorme e assurdo, gli Ambasciatori si opponevano al che
egli pronunciò la celebre frase:
"io non voglio più Inquisizione, non voglio
Senato, sarò come un Attila per lo Stato Veneto". (Dimenticando volutamente che
nello Stato Veneto NON esisteva l'Inquisizione come negli altri Stati). Non per
questo atterriti, gli Ambasciatori presero a respingere pacatamente tutte le
accusa, al che egli si irritava sempre di più. Ed egli dichiarò la guerra alla
Repubblica di Venezia.
Va fatto notare che a questa guerra dichiarata e
scritta a chiare lettere, non fu mai seguita la pace! E che se nell'ipotesi
della ricostituzione di uno Stato Veneto, lo stesso si troverebbe
automaticamente in guerra con la Francia!!! Abbiamo detto che Napoleone era in
marcia verso Vienna. Infatti il 12 aprile egli aveva battuto, ad Austerlitz, gli
eserciti russo ed Austriaco e quest'ultimo stava trattando la pace. Il giorno
17, a Leoben, ebbero inizio i preliminari di detta pace ed il 18 venne
ratificata.
Ma nelle clausole segrete vi era anche la
vendita dello Stato Veneto all'Austria!!! Infatti se nell'art. 7 del detto
trattato l'Austria cedeva il Belgio ed i Paesi
bassi alla Francia, quest'ultima - per l'abuso perpetrato da Napoleone, il quale
non aveva alcun potere per stilare detti accordi - cedeva i territori del
Veneto, dell'Istria, Dalmazia e tutti i possedimenti Veneziani oltre mare
all'Austria, lasciando a Venezia il solo territorio appena
al di fuori della Laguna!
Detti atti, ancor oggi visibili
all'Archivio di Stato, portano le firme del Marchese del Gallo, di Napoleone
Buonaparte e del Conte
Di Meerveld general-maggiore. NAPOLEONE AVEVA VENDUTO LO STATO VENETO ANCORA PRIMA DI
CONQUISTARLO!! Non gli rimaneva che di entrare in Venezia la quale,
stando a detto trattato, doveva rimanere libera. Ma di questo egli non si fece
alcun scrupolo! Nel frattempo alcuni suoi emissari fomentavano parte della
popolazione a ribellarsi e a darsi dei nuovi ordinamenti sullo stile
rivoluzionario francese, nel mentre le sue truppe arrivavano fino ai limiti
della Laguna di Venezia.
Il Maggior Consiglio, composto da pavidi
personaggi che della passata nobiltà avevano solo il titolo (!) e seppure in
numero non legale, il 12 maggio dichiaravano decaduta la Repubblica. I Veneziani
si ribellarono a questa infamia e si diedero al saccheggio delle case di quei
tristi figuri che li avevano traditi: solo i cannoni di Bernardino Renier li
fermarono sul Ponte di Rialto con 4 salve ben mirate! Fu nominata un
"Municipalità provvisoria", in attesa di tempi migliori: che puntualmente
arrivarono con i Francesi il giorno 14. Iniziava così il primo triste periodo di
spoliazioni e rapine per Venezia. Iniziò il Serrurier, continuò il Balland, ed
infine - solo per ora - il Baranguey: tutti inviati da Napoleone per un primo
assaggio. Iniziarono con l'asportare 500 manoscritti dalla Biblioteca Marcana e
il famoso cammeo del Giove Egioco, 30 quadri dei più pregiati e parecchi
navigli. (non va dimenticato che la flotta Veneziana era ancora integra ed era
composta da ben 184 fra navi e vascelli di linea e tutti ben armati e miniti,
oltre a quei navigli posti negli scali dell'Arsenale e a tutto il parco di
munizioni e alle attrezzature e fornimenti dello stesso Arsenale).
Dopo pachi giorni ebbe seguito il sistematico spoglio delle
cose più pregevoli: il tesoro di S. Marco venne distrutto, le pietre preziose
tolte dai supporti d'oro e tutto l'oro colato e fuso in lingotti: solo per detto
tesoro impiegarono ben 14 giorni e 14 notti per fonderlo! Distrussero il
Bucintoro solo per raccogliere l'oro delle statue, dalla sola Scuola dei
Mercanti - alla Madonna dell'Orto - hanno venduto i più rari oggetti d'arte e
distrutto il resto; i soldati bruciarono le panche con le spalliere dai
magnifici intagli; disperdevano quadri, distruggevano l'altare con le colonne
dorate.
Infine, dopo la definitiva pace fra la
Francia e l'Austria con il trattato di Campo Formio - nei pressi di Udine - del
17 ottobre, con la quale anche Venezia passava all'Austria unitamente ai suoi
territori, ebbe inizio il resto della spoliazione.
I
Francesi volevano lasciare agli Austriaci un cadavere!!! E rapinarono
quanto più poterono: il resto lo distrussero.
Iniziarono con il portar via i
quattro cavalli dalla Chiesa di S. Marco ed il leone Marciano posto sopra la
colonna.
Tutta la flotta Veneziana venne inviata a Tolone, assieme a tutti i
navigli adoperabili o in costruzione; svuotarono completamente tutto l'Arsenale:
nell'Arsenale - già cantato da Dante nel Canto XXIV dell'Inferno - la
soldataglia gozzovigliava e appiccava il fuoco a tutto quello che non potevano
portar via; distruggevano gli scafi negli scali. Offrivano in vendita al
pubblico mercato due milioni e mezzo di "biscotto", quaranta quattro mila moggia
di sale.
L'Haller imprigionò
nuovamente gli Inquisitori e impose loro di versare lire 131.250 pena la
deportazione a Ferrara: furono pagete lire 60.797 in diamanti e 70.453 in
denaro.
Inoltre furono asportati innumerevoli quadri da Uffici Pubblici e
case private; libri, incunaboli, manoscritti rari, gioielli, sculture, opere
d'arte di incalcolabile valore.
Dalle chiese vennero
perfino rubate le 4 borchie di bronzo che erano poste ai lati delle lastre
tombali!
Parte delle Chiese, delle Scuole, dei Monasteri
svuotati, rapinati e distrutti, -vedi Alvise Zorzi che le pone all'inizio del
suo ponderoso e significativo lavoro "Venezia scomparsa". Il 18 gennaio1798
entravano in Venezia gli Austriaci: trovarono una città spossata, svuotata,
rapinata, con il popolo ridotto nella miseria più nera e alla fame. Quello che
rimaneva della Serenissima Repubblica di Venezia, non erano che poche pietre. Ma
nonostante queste spoliazioni, a Venezia rimasero ancora molte opere d'arte: al
punto che i Francesi, con la loro seconda venuta, addobbarono una intera ala del
Luovre e gli Austriaci, oltre che arredare quasi interamente la Pinacotaca del
Brera di Milano, se ne portarono ancora in Austria!!!
ECCO, BREVEMENTE, CHI FU NAPOLEONE PER VENEZIA,
PER IL VENETO E PER I VENETI.
E se il buon Gerard
Depardieu si offende nell'apprendere che Bossi ha detto che Napoleone fu
un dittatore, allo stesso ribadisco che non solo fu un dittatore, ma anche un
rapinatore della peggiore specie, vile - in quanto "ammazzò" una Repubblica già
vecchia e quasi morta -, massone, giacobino, regicida, iconoclasta, ecc. ecc.
Gigio Zanon.