Giovanna d'Arco la santa di Le Pen
Giovanna d'Arco a
Orléans
Francia. di Vittorio Baccelli
Francia. Nei
giorni in cui si fa un gran parlare di Jean Marie Le Pen, su qualche cronaca si
è letto che Giovanna d'Arco
è la santa
preferita di Le Pen. Perchè Le Pen ne ha fatto la sua santa protettrice?
Traccio un succinto profilo
di Giovanna d'Arco lasciando completa libertà di
interpretazione.
Giovanna d'Arco a Orléans. Gli inglesi avevano occupato gran
parte della Francia. Il giovane re di Francia, Carlo
VII, era molto scoraggiato quando Giovanna d'Arco, la pastorella di
Domremy, si mise alla testa del piccolo esercito che gli restava e decise di
liberare Orléans che era assediata. Gli abitanti della città erano sul punto di
capitolare quando Giovanna arrivò nella città, il 29 aprile 1429. Gli inglesi
occupavano le fortezze e le fortificazioni che circondavano Orléans. Il 4
maggio, Giovanna espugnò la prima fortificazione con i suoi soldati. Il 6, ne
conquistò un'altra. Il 7 era davanti alla fortezza delle Tourelles,
un'importante fortificazione. Gli ufficiali volevano rimandare l'attacco.
Giovanna, sprezzante del loro consiglio, trascinò il suo piccolo esercito
all'assalto delle mura. Una freccia le trapassò la spalla mentre si trovava in
cima a una scala a pioli. Cadde in terra piangendo. La medicarono e, ritrovato
tutto il suo coraggio, tornò in battaglia stringendo in mano lo stendardo.
Vedendola di nuovo fra loro,
i soldati si lanciarono con grida di trionfo e
penetrarono nel forte. La mattina dell'8 maggio, la pulzella si accorse che gli
inglesi avevano abbandonato le altre fortezze. Orléans era
liberata. I suoi abitanti la accolsero festosamente.
Giovanna era felice d'aver tenuto fede alla promessa fatta.
Jeanne d'Arc o Darc. Santa, detta la Pulzella d'Orléans è nata a Domremy nel 1412 morta sul rogo a
Rouen nel 1431.
Nata da famiglia di
contadini, cresciuta senza educazione, non seppe mai né leggere né
scrivere.
La madre Isabella Romée le insegnò solo le orazioni. Secondo la tradizione a 13
anni Giovanna udì per la prima volta voci misteriose che la invitavano
a correre in aiuto del re di Francia.
In quel periodo Armagnacchi
e Borgognoni si contendevano il trono del Paese. Questi ultimi avevano
invocato l'aiuto
degli Inglesi che ad Azincourt con Enrico V sconfissero i Francesi e ancora una volta
rivendicarono pretese al trono.
Ricordate la guerra dei cent'anni? Nel
lunghissimo conflitto, gli Inglesi occuparono Parigi e assediarono Orléans.
Qui si inserisce la storia
di Giovanna D'Arco, che, dopo aver resistito
per tre lunghi anni alle "voci" dell'arcangelo Michele,
di Santa Caterina
e di Santa
Margherita, nella fede che la Francia attendesse da lei la salvezza,
fuggì da casa e nel maggio
del 1428 si recò a Vancouleurs, piazzaforte
degli Armagnacchi, dove sperava di incontrare Carlo
VII. Ricevuta dal capitano Baudricourt venne fatta esorcizzare, ma la sua
fede convinse altri gentiluomini e nel gennaio 1429 fu mandata a Chinon, dove
Carlo VII viveva con la sua corte e dove egli si nascose tra i cortigiani per
non farsi riconoscere. La Pulzella lo individuò
immediatamente, si inginocchiò davanti a lui e lo convinse del suo buon diritto
a cingere la corona di Francia, fugando i dubbi sulle sue origini regali,
causati dalla vita non certo esemplare della madre Isabella
di Baviera.
Sottoposta ad un giudizio dai dottori della
Chiesa, Giovanna superò la
prova. Dettò una lettera per gli Inglesi, offrendo loro la pace e
invitandoli a lasciare la Francia; corse quindi in aiuto di Orléans in testa
alle truppe e liberò la città l'8 maggio 1429.
Il 30 maggio 1431 fu
bruciata sul rogo nella piazza del mercato vecchio di Rouen. Morì invocando Gesù.
Lo stesso Cauchon non seppe
trattenere la commozione.
Gli Inglesi fecero buttare le ceneri nella
Senna, per impedire che un culto delle sue spoglie ne favorisse la mitizzazione.
Nel 1456 fu riabilitata e dopo l'autorizzazione di papa Callisto III. Giovanna venne
beatificata da Pio X nel 1909 e nel 1920 proclamata santa da Benedetto XV.
Bibliografia
J. Guitton, Problema e mistero di Giovanna d'Arco, Roma,
1962; A. Bossuat, Jeanne d'Arc, Parigi, 1968; G. e A. Duby,
Francia 1877: Pasteur dimostra che il carbonchio è cagionato da un bacillo
microscopico.
Louis Pasteur fu chimico e
biologo, nacque a Dole nel 1822, inizialmente
si dedicò a ricerche di chimica cristallografica, evidenziò con lo studio
dell'emiedria dei tartrati, il rapporto esistente tra tale caratteristica e il
potere rotatorio, traendone la nozione di dissimmetria molecolare. Da questi
risultati, fondamentali per la nascita della stereochimica, prese forma il suo
interesse per i problemi biologici poiché ritenne che le forze dissimmetriche
fossero tipiche proprio della vita.
Sollecitato da alcuni industriali vinicoli a
studiare le irregolarità che si verificavano nella fermentazione alcolica, fu
indotto a chiarire la natura generale della fermentazione, allora ritenuta un
processo esclusivamente chimico senza intervento di fenomeni vitali. Pasteur
dimostrò che l'inconveniente lamentato e cioè l'inacidimento del vino, era
dovuto all'intervento nel corso della fermentazione alcolica, di un'altra
fermentazione parassita, quella lattica, e per la prima volta riuscì a isolarne
il microrganismo responsabile e a coltivarlo in vitro su terreno adatto.
Nel 1857 apparve la sua Mémoire sur la fermentation
appelée lactique in cui spiegò chiaramente il meccanismo della
fermentazione come effetto dei fenomeni vitali di organismi ben definiti per
alcuni dei quali riconobbe la capacità di vivere sia
a contatto diretto con l'aria, sia in assenza di
aria, procurandosi l'ossigeno da sostanze che lo contengono in combinazione.
In seguito riconobbe che tutti i fenomeni di
putrefazione altro non sono che processi di fermentazione anaerobica e con una
serie
di geniali esperienze condotte tra il 1860 e il
1866 pose inequivocabilmente fine alla secolare polemica sulla generazione
spontanea, dimostrando, contro le argomentazioni di Pouchet, che in nessun
liquido sterile potevano prodursi microrganismi se non per contatto con l'aria
che già li conteneva.
Nominato membro dell'Accademia di Francia, vide prima della sua morte
avvenuta a Villeneuve-l'Étang nel 1895, la creazione
di un istituto scientifico che fu intitolato al
suo nome e nel quale le ricerche di Pasteur, che
avevano aperto nuove prospettive alla batteriologia e all'immunologia, vennero
ulteriormente sviluppate.
Bibliografia
A. Delaunay, Pasteur et la
microbiologie, Parigi, 1951; J. B. Conant, Pasteur's Study of Fermentation,
Cambridge (Massachusets), 1952; H. Cuny, Louis Pasteur, Parigi, 1963; P.
Chanlaine, Pasteur et ses découvertes, Parigi, 1966; J. K. Crellin, Pasteur et
ses découvertes, Parigi, 1966; idem, Pasteur and the Germ Theory, Londra, 1967;
F. Dagognet, Méthodes et doctrines dans l'oeuvre de Pasteur, Parigi, 1967; J.
Nicolle, Pasteur, sa vie, sa méthode, ses découvertes, Parigi, 1969; P. Gascar,
La strada di Pasteur, Milano, 1991.