Gli editoriali di VirusilGiornaleonline
 
Super Omnia Ecclesiae e conati di vomito
 
di Giovanni Cappello  
 
Da che sono nato sento ripetere: mai mettersela contro la chiesa!!. Perché? Perché nulla può contro di essa ed essa è sempre dalla parte della ragione. In Italia vi sono due chiese: quella di Dio e quella di Marx.
Entrambe non processabili e inconfutabili. I fatti inquietanti di questi giorni forniscono più d'una conferma. 
N° 1) il Vaticano inquina con le sue antenne, ma non vuole mettersi in regola né essere processato.
Un caso davvero singolare: si battono per la vita, sono oscurantisti, contro ogni forma di progresso scientifico, rompono le scatole con la bioetica, pontificano sul valore dell'esistenza e menate varie, ma sul loro diritto, divino ovviamente, di inquinare l'aria con onde 300 volte superiori la soglia massima nessuno può intervenire. E si appellano a quella sconcia extraterritorialità cui ricorrono quando ci sarebbe da indagare e, magari, buttare in galera qualche cardinale o vescovo.
N° 2) la Casa delle libertà contro la satira (?) antiberlusconiana di Luttazzi. I fatti contengono tutto l'armamentario statale che l'ex Pci-Pds controlla direttamente: Berlusconi s'inalbera contro Luttazzi, la sinistra e il suo feudo RAI.
I (post-ex) comunisti, anziché osservare un decoroso silenzio, vomitano sul fiele di Berlusconi accusandolo di non volere accettare la satira, con ciò evidenziando il solito vezzo mai guarito dei compagni nostrani: la memoria corta.
Fu proprio Minimo D'Alema a gioire alla condanna di Forattini accusato per una vignetta  irriverente, e troppissimo veritiera, contro lorsignori: una limousine, guidata da Berlinguer (Enrico, che era già morto) reca il passeggero Gorbaciov che, ad un semaforo, allunga alcune banconote ad Occhetto e D'Alema agghindati come prostitute. Dei soldi sovietici al Pci lo sanno tutti; tranne i comunisti nostrani!! Dopo qualche tempo, l'ingrato Gorbaciov ammette che quelle... elargizioni c'erano state fino a tutto l'89. Minimo D'Alema, capo del governo  querelò di nuovo l'eretico Forattini per la  vignetta sul caso Mitrokhin che lo ritraeva mentre cancellava col bianchetto nomi scomodi da quella lista. Risultato: l'eretico fuori dal quotidiano governativo La Repubblica senza che né il direttore Ezio Mauro, né l'Abruzzo o il Serventi Longhi di turno ricordasse a D'Alema ciò che oggi Veltroni dice a Berlusconi. Ma in Italia, è risaputo, il giornalismo è servo del padrone di turno ed asservito alle passioni politiche in maniera viscerale, talché risulta essere d'infimo ordine.
L'altoparlante della sinistra, la RAI, ha confermato quanto diciamo con  Santoro che ha dedicato alla questione satira-Berlusconi. Chi l'ha seguita si sarà fatto un'idea da sé; chi se l'è persa, ha evitato di essere assalito da violenti conati di vomito. Santoro è l'opposto di ciò che dovrebbe essere un giornalista, per di più pagato dallo Stato, ovvero da tutti i cittadini: la sua faziosità e la sua arroganza non conoscono limiti e decenza. Definire disgustoso lo spettacolo è il migliore eufemismo che si possa esprimere e, se dovessi dare un consiglio ad un giovane che volesse iniziare a dilettarsi di giornalismo, gli direi questo: Segui Santoro, e poi fai l'esatto opposto. La sua trasmissione sarebbe da paragonare alle esposizioni pedofile che hanno dato grattacapi a Feltri, Lerner e Rizzo Nervo, ma al giullare di corte della sinistra comunista italiana non verrà mai sfiorato uno dei suoi riccioli. Né ci si dovrà mai attendere un intervento degli Abruzzo o Serventi Longhi di turno. Così nasce il sospetto che la chiesa comunista esiste davvero e, come quella cattolica, non può essere processata perché ha il verbo dalla sua. Ma le analogie non finiscono qui. Entrambe hanno un supremo: Dio e Marx.
Entrambe hanno i loro messia: Gesù e Stalin. Entrambe hanno i loro luoghi di culto: le chiese e le sezioni di partito.
Entrambe seguono il dogma della fede: la parola di Dio e quella di Marx. Entrambe hanno i loro apostoli: dodici per i cattolici e molti di più (tra funzionari di partito, dirigenti delle Coop, e parassitume vario) per i comunisti. Entrambe hanno i loro profeti: alcuni per i cattolici e molti altri (tra cosiddetti intellettuali, giornalisti, docenti e inutilità umane varie) per i comunisti.
Entrambe hanno le loro tonache o toghe: i preti per i cattolici ed i magistrati per i comunisti. E poi ancora: entrambe fingono la cura dei deboli, ma facendo solo i propri interessi; entrambe succhiano soldi ai cittadini e non ci pagano un lira di tasse; entrambe sono ramificate come la gramigna; entrambe seguono un vangelo e dei comandamenti; entrambe possono giudicare senza essere giudicate. Una sintesi perfetta che in Italia ha il suo collante in quella bolgia elettorale chiamata Ulivo e che ha individuato nella tradizione del cattolicesimo integralista il proprio modello di sviluppo.
Una sola cosa (tra le tante) suona stonata: come potranno conciliare il fatto che la chiesa cattolica vuole proteggere le prostitute extracomunitarie che la chiesa comunista incoraggia e foraggia con le frontiere colabrodo?
Giovanni Cappello giov.capp@tiscalinet.it 
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