Le interviste di VirusilGiornaleonline

Chi ha detto che i roghi della Chiesa sono stati spenti?

Premessa e intervista di Giovanni Cappello al

Professor Piero Lauretta

Piero Lauretta è un insegnante di lettere giovane e molto preparato. La sua scuola è il Liceo Classico di Ispica, piccolo centro in provincia di Ragusa; il suo torto quello di (credere di) essere un uomo libero. Professore, scuola e città sono balzati sulle prime pagine dei giornali nazionali per una vicenda in sé insignificante: il prof reprobo ha osato adottare Il birrario di Preston di Camilleri al posto dei più... rassicuranti, più cattolici, e più soporiferi Promessi sposi di Manzoni. Apriti cielo!! Le polemiche e le scomuniche sono piovute più copiose di tutta l’acqua che ha allagato il Nord nelle scorse settimane. Ora è bene non perdere di vista una cosa: nel 400° anniversario del rogo di Giordano Bruno, si è detto che i roghi erano stati spenti. I roghi sì, magari, ma il cerino no; quello è rimasto acceso per ogni evenienza. Non si dice che il fuoco purifica tutto? L’ottuso integralismo cattolico, forse anche incoraggiato dalle pallonate di chiaro stampo razzista di Biffi e Ratzinger, è tornato alla carica con il quindicinale locale Vita Diocesana. Nell’articolo intitolato Cara scuola, dove vai?, si condanna la mandata in soffitta di Manzoni per lasciare spazio ad un eretico Camilleri definito pornografico. «A costo di sembrare moralisti, bigotti e parrucconi» perché quelle sono pagine «farcite da volgarità allo stato puro non confacenti all’educazione morale che occorre dare agli adolescenti». Ribalta anche per il parroco di S. Maria, don Mansueto, che informa preside e collegio di classe circa l’intenzione, paventata da qualcuno, di spedire le parti più scabrose del libro alla Procura e alle autorità scolasti- che per «provocare un’inchiesta giudiziaria ed una disciplinare per corruzione di minorenni, a scuola, attraverso stampa e per abuso di autorità». Ma don Mansueto (certamente non nomen omen) precisa che il libro di Camilleri non aiuterà gli adolesce- ente neppure i i «a scoprire né i grandi valori della fede grandi valori umani e culturali». Dal (suo) punto di vista religioso il libro è «superficiale, se non blasfemo specie quando tratta, per inciso, con molta sicumera, di S. Giuseppe come un vecchio che fa un matrimonio di comodo con Maria, una ragazzina». Come dire: signori insegnanti, adeguatevi alla dottrina della Chiesa! Ma, di grazia, se un adolescente di quella classe avesse letto il libro fuori dall’adozione, sarebbe finito sul rogo Camilleri? Questo, le loro eccellenze ecclesiastiche, non ce lo spiegano. C’è voluto così poco per farci ripiombare nel clima della Spagna di Torquemada. La classe clericale ha invaso, con i suoi tentacoli, tutta la vita italiana e pretende di dettare legge anche quando non le compete. Finito di curare la anime, i monsignori salgono in cattedra, quelle altrui, per continuare la catechesi. Ma lo Stato non dovrebbe essere laico? Così è, infatti, se non fosse che lo strapotere del Vaticano trova un’ottima sponda nella pochezza dei politici. Adesso sono diventati tutti credenti e tutti cattolici, ed anche i più ferrei atei anticlericali parlano di valori cristiani e di dottrina sociale della Chiesa come condicio sine qua non  per ogni attività legislativa. E la Chiesa gongola perché, nel Paese dei presunti cattolici, fa intendere ai politicanti creduloni di potere condizionare intere masse di votanti credenti. Il gioco in sé è semplice e sta tutto qui, e non sarebbe nemmeno una disgrazia troppo grave, rispetto a tutte le altre che abbiamo, se non sancisse categoricamente un fatto assai inquietante: la Chiesa si è impossessata della politica italiana e la tiene in ostaggio azzerando quella sovranità che lo Stato laico dovrebbe avere e difendere da tutte le ingerenze esterne. L’Italia non è più questo, ma solo una dependance del Vaticano che gli spreme soldi e gli impone regole (anche antistoriche e illiberali). Se, un giorno, i politici riusciranno mai a svegliarsi e ad affrancarsi da questo stato di assoggettamento, sarà una dura realtà per tutti scoprire che in Italia non c’è stata una libera Chiesa in libero Stato, bensì una Chiesa arrogante che ha deliberatamente occupato uno Stato libero.

Giovanni Cappello

Intervista

Piero Lauretta, ma cosa ti è saltato in mente?

Conosci quel testo di Palazzeschi, "E lasciatemi divertire?"...?

Avresti mai immaginato che una tua scelta, legittima, avrebbe scatenato tanto putiferio?

No, ma tenuto conto del livello medio degli spettatori del Grande Fratello...

Non pensi che si sia voluto montare un caso che non esiste?

Un caso? Un karaoke! Un Prete di Ispica, pur di finire sui giornali per dire la sua sul Birraio, ha parlato di offesa nientemeno che a san Giuseppe e al mistero dell'Incarnazione del Verbo!

La provincia di Ragusa rappresenta circa lo 0,4% della popolazione

scolastica italiana. Se una cosa del genere fosse capitata a Roma o a Milano con

molte più sezioni interessate, cosa sarebbe successo?

Si sarebbe anzitutto fatta meno violenza ai miei alunni (bollati da certa stampa e certi professori come lettori di libri a luce rossa!).

E forse ci sarebbe stata una maggiore attenzione al lato didattico e metodologico della lettura in classe, che non è la proclamazione dell'epistola o di un testo sacro da parte del professore-sacerdote.

Come giudichi l’attacco degli ambienti diocesani?

L'attacco? Ma quale attacco: devo ringraziare la generosità degli ambienti diocesani per il fatto di non essere finito in galera, siamo pur sempre nello Stato della Chiesa!

Se il Risorgimento sancì il concetto di libera chiesa in libero stato, cosa c’entra l’ingerenza della chiesa in una questione didattica che non le compete?

Il Risorgimento? Ma è roba da museo! Hanno appena restaurato per questo il Vittoriale!

L’oscurantismo religioso è proprio duro a morire.

E' strutturale per ogni religione dato che la religione è per sua stessa definizione il legare cielo e terra con una verità che è solo sua.

In pratica si preferisce che i ragazzi, invece di leggere un libro, si addormentino sui noiosi Promessi sposi.

Si preferisce? Non se ne può prescindere!

Si parla tanto di libertà dell’azione didattica e di sperimentazioni: con queste censure vengono seppelliti entrambi.

Col pieno sostegno della classe docente: pensa che nel mio istituto solo in due hanno scritto in mio favore: il Preside e un collega (per di più supplente!).

Qual è, oggi il tuo stato d’animo?

Divertito: non capita così spesso una visione a volo d'uccello su Cretinopoli.


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