Costituzione europea: Prodi se n'è
doluto. l'umanità se n'è impippata
Questa
Costituzione è un incubo burocratico ma ancora c'è rimedio
di Giuseppe Pennisi
Qua in calce il sito e
l'e-mail per sottoscrivere la petizione per il Referendum contro questa
Costituzione europea
La chiamano pomposamente Costituzione ma di
costituzionale non ha un bel nulla. E' voluminosa quanto un maxi-trattato di
norme e regolamenti amministrativi, mentre le Carte costituzionali più sono
snelle più sono Supreme.
Non è stata varata da una assemblea costituente.
Non è fonte di diritto. Non ha neanche forza di legge ordinaria o di
regolamento. Sotto l'aulico mantello non c'è proprio niente? Qualcosa
c'è: un complicato testo unico per tentare di armonizzare i numerosi
trattati che da quasi cinquant'anni vengono fatti e disfatti in nome
dell'integrazione europea. nei pertugi della stesura del testo unico
è stata infilata qualche innovazione, in materia, per esempio, di metodi
di votazioni e di architettura istituzionale e,- visto che ci siamo
- di creazione di qualche carica in più. Come spesso avviene in casi
di questa natura, il risultato è un vero e proprio incubo burocratico,
un labirinto che potrebbe diventare gioia di barracuda-esperti e di
legali inveterati. Non fasciamoci, però, la testa. Probabilmente il
documento resterà solo agli atti, come punta di un iceberg mostruoso
eretto su montagne di carte.
Alcuni Paesi hanno già annunciato che sottoporranno a referendum
la ratifica di quanto paragrafato: in almeno due - Gran Bretagna e Polonia
- i sondaggi prevedono che i pochi sì verranno travolti da una valanga
di no. Anche ove il testo venisse ratificato da tutti i 25, gran parte
dei suoi dispositivi resterebbero inerti. Come è già avvenuto a tanti
altri trattati europei. Per esempio quello di Maastricht prevedeva "un
sostegno attivo e senza riserve" ad una politica estera comune: sul
primo scoglio serio, l'iraq, i "grandi" dell'Ue sono quasi arrivati
allle querelle.Il patto di crescita e di stabilità
contiene punizioni severissime a chi sgarra: Francia e Germania hanno
sgarrato e reagito con uno sberleffo. Prodi si è doluto. Il resto dell'umanità
se ne è impipato.
Abbiamo una classe politica autoreferenziale e un conformismo
europeista che censura anche le più semplici critiche e
quindi
anche noi cittadini dobbiamo
contribuire a dar vita ad un maturo, sensibile, visibile spirito
critico contro l'Eurocrazia gettando il seme in attesa che si rompa la cappa di greve
conformismo che ci avvolge. Moltissimi cittadini italiani trovano
che la Costituzione europea appena varata è inaccettabile quindi
proponiamo una petizione ed un sito ove raccogliere le firme per il Referendum
con cui siano gli italiani a decidere. Intanto, ciascuno
dovrebbe fare a tappeto tutte le email che ha in rubrica e fare catena
di santantonio, da me a te e date ad altre e da altri ad altri ancora
e così via e con un punto di rasccolta on line via email, poi entrare
in molti forum e rilanciarla anche là. E poi quando le firme sono tantissime
le si invia ai due governativi Casini e Frattini che hanno proposto
il Referendum, scoraggiati da Berlusconi e da Fini ma chi se ne frega.
E vediamo se Casini e Frattini hanno
detto sul serio o hanno fatto demagogia. Firma la petizione su www.petitiononline.com/eurovoto/
Libertà e identità. Almeno
tentiamo!
Abbiamo firmato
la Costituzione europea. Non mi soddisfa, lo dichiaro, pur se
sarò marchiato come euro scettico. Ma come
si
fa a non
esserlo? Non siamo abituati ad accettare, approvare ed appoggiare ogni cosa
che ci venga proposta, e qui in Italia esiste una certa libertà di pensiero, o
no? Analizzo 2 punti che
non digerisco: La Libertà di Pensiero, di stampa e di espressione,
violata,
minacciata di persecuzione con l'assurda mancanza
di inserimento di quella clausola con cui si difende la “libertà
d'espressione” che è nella costituzione italiana. La libertà d'espressione
è un passo fondamentale in ogni costituzione di qualsiasi paese che si definisca
CIVILE. Penso al famigerato “mandato di cattura europeo” tanto combattuto dal
nostro Ministro di Giustizia Castelli e rabbrividisco a una così
grave cecità politica che colpisce anche la stampa a cui da
878gg pende sulla testa una legge che la minaccia. Liberare
l'espressione, corrispondere a liberare le idee, è dare spazio a quelle
idee scomode ma utili e veritiere.
Libertà d'espressione è salvaguardare la nostra
identità mentre la minaccia islamica si fa pressante. Viviamo una invasione di culture
che approfittano della nostra debole difesa culturale e identitaria,
un'invasione culturale che penetra come un
coltello nel burro grazie ad una latitanza di idee e convinzioni che hanno
atrofizzato le menti brillanti che hanno fatto la nostra
storia, storia che non può e non deve essere
spazzata via. I pilastri fondanti della nostra civiltà e del benessere. Dobbiamo
difenderci.
La Costituzione altro non è che lo sviluppo
burocratico e cartaceo della vita reale, e quella appena firmata dagli
“stati membri” appare come veloce esecuzione materiale di un atto
per lo più pubblicitario a scopo mediatico. Ecco
forse il motivo per cui si è approvata incredibilmente una Baby Costituzione,
ma se così fosse sarebbe ancor più scandaloso. L'Italia
ha chiesto di inserire a gran voce (pare) il riferimento alle radici
cristiane dell'Europa e qualcuno ha risposto NO. Punto 1: chi si è opposto
e perché? In un dibattito civile, se una persona pone una domanda deve
avere una risposta. Punto 2: Perchè dopo il rifiuto a questa
richiesta abbiamo firmato quella carta? Si è ritenuto che tale
richiesta in fondo non era importante? Si è ritenuto più importante
firmare quella carta pensando di inserire
l'articolo in altri tempi? Serve chiarezza per coloro che
non si accontentano di leggere i titoli di giornale ma approfondiscono
le notizie che li riguardano. La Francia ha dichiarato di eliminare
ogni riferimento religioso da pareti e luoghi pubblici per evitare di offendere
i credenti di altre religioni. Ecco il primo passo serio per cancellare
i riferimenti storici le nostre tradizioni e valori. “Voi e noi abbiamo
un rendezvous col destino. Dobbiamo preservare per i nostri figli l'ultima
speranza migliore dell'uomo sulla terra, o li condanneremo al primo
passo verso migliaia di anni d'oscurità." Ronald
Reagan.
Almeno tentiamoci. Alberto Moioli
Tutti pazzi per la colf
a Torino un signore che vive di rendita si fa la colf
con i soldi dei contribuenti
E' da un mese che imperversa la controffensiva dei
nemici della riduzione di tasse e imposte promessa dal governo, e finora la
vittima più importante di questa battaglia di retroguardia non è stato il
ministro Tremonti defenestrato grazie alla congiura di palazzo condotta da
Follini e Fini, bensì una virtù non praticata dai politici, ma nondimeno
apprezzata dai sudditi, per i quali, lungi dal rappresentare una consolazione,
costituisce un motivo in più per diffidare dei cosiddetti difensori del popolo,
tutti rigorosamente schierati, dall'ultimo imperatore Montezumolo in giù, contro
l'abbassamento del carico fiscale. Parlo della verità, vale a dire di una
signora dalle abitudini semplici, irrisa da quelle persone complicate che
sono gli economisti, tipo quel Monti che ai suoi bei dì scriveva sul Corrierone
per piacere alla gente che piace, e che, sia resa lode al dio delle partite IVA,
il Cav ha 'stoppato' con Siniscalco prima che si sedesse, pronubo Ciampi, sulla
poltrona di Tremonti Giulio. Ora, la verità, mal sopporta gli arzigogoli
verbali di chi si affanna a dire che lo spettro della miseria incomberebbe su
tutti noi se davvero ci fossero abbassate le aliquote (comincino ad abbassare le
ali agli economisti presuntuosi), perché sarebbero tagliate spese
importanti per la sopravvivenza del welfare. Certo i bassolini non potrebbero
più attingere ai fondi statali per la sovvenzione delle proteste collettive,
come quella che paralizzò le ferrovie del Meridione per un inceneritore.
Certo Montezemolo, a capo della sua banda di confindustrioti, non potrebbe più
farsi pagare le ricerche mai fatte dagli ingegneri della fabbrica del suo
paparino naturale, maestro nell'intascare in misura direttamente proporzionale
agl'insuccessi nell'automobilismo. Ma c'è
ancora da stupirsi per l'insipienza cui arrivano gli sperperatori di denaro
pubblico: le sacche di spreco sono disseminate ovunque, e solo gente
costituzionalmente in malafede può fare finta di non accorgersene. Chi scrive è sobbalzato per la confessione di un'amica,
impiegata come assistente sociale in una ASL della sua città, guarda caso la
stessa che ospita la sede della fabbrica del paparino buonanima. Una signora di
sinistra, che si merita un discreto stipendio andando, fra l'altro, a spolverare
i mobili di un ricconzo con tanto di villa in collina e giardino recintato, al
quale ricconzo, non al giardino, il servizio
psichiatrico pubblico ha diagnosticato un qualche disturbo che gli impedirebbe
di provvedere da sé alla normale conduzione della casa. Avete capito benissimo:
a Torino un signore che vive di rendita si fa la colf grazie ai dindi dei
contribuenti. Parafrasando Totò: e poi dicono che uno si butta a
destra...Giovanni Maria Mischiati -
Torino
Galli della loggia? Un perfetto stronzo
terzista
di
Mario Rossi, inviato e pubblicato sul Forum del quotidiano il Riformista il
7/28/2004
La destra, nota Galli della Loggia, «è tuttora
un fantasma: non ha libri e giornali di larga circolazione, non ha poteri
forti alle spalle», eccetera. Bravo scemo, ma non ti sfiora il dubbio
che la colpa possa essere non solo del centro-destra ma anche dei medesimi
che citi? Ai poteri forti e alla stampa italiana non dispiace solo Berlusconi;
dispiace la destra e An, dispiace Bossi, e
dispiacciono tutti coloro che si alleano col Polo. Che tornano invece
simpatici appena si tirano fuori o diventano terzisti.
Vedete come state coccolando il partito di Casini- Follini. Questa è la
vera anomalìa, caro Ernesto. Che in Italia, a differenza degli altri paesi
civili, i due principali giornali non interpretano liberamente e criticamente
le due aree d'opinione del nostro Paese, che poi votano rispettivamente
centro-destra e centrosinistra; ma interpretano con tonalità diversa un
solo versante culturale e sociale, antigovernativo, che va dai poteri
forti alla casta intellettuale venuta dal comunismo, compresi quelli che
ancora s'intrattengono in quei paraggi; e che politicamente va dal centro
(purchè si smarca dalla destra, da Bossi e da Berlusconi) alla sinistra,
Cossutta incluso. Il discorso si estende anche agli altri giornali più
venduti, tutti appollaiati dalla stessa parte.
Brutte merde, state lavorando per affossare la
democrazia bipolare, per restringere la varietà culturale del Paese, chiudendo
spazi e delegittimando culture non omogenee allo standard; state buttando a
mare, con Berlusconi, tutto ciò che si oppone alla fottuta egemonia culturale
presente. Sventolate un vago terzismo del cazzo che lavora sempre per il re di
Prussia, ovvero per Prodi e Compagni. Aggiungendo pure la beffa di dire: ah,
magari ci fosse una destra seria nel paese. E io aggiungo: cazzo, magari ci
fosse un paese serio, con una stampa libera e davvero plurale, e una sinistra
credibile e non demagogica!
Scrive il merdoso professore che l'Italia, per
via dell'assenza di una destra liberale, sembra condannata a dover per forza
fare a meno di una delle due gambe del bipolarismo. Perché la destra italiana
viene dal fascismo e dalla parrocchia.
Caro Ernesto il Cazzone, ma la sinistra in Italia
da dove viene? Viene dal Pci, dicesi Partito comunista; il suo clero
intellettuale viene da Lotta Continua, Servire il popolo, il manifesto, Potere
operaio, i katanga. E questa sarebbe la sinistra liberale?
Se la destra viene dal fascio e dalla parrocchia,
l'Ulivo viene dal soviet e dalla parrocchia: ammazza su che gamba regge da noi
la democrazia!!! La realtà, cari stronzi, è che non si giudica la politica con
paradigmi ideali e astratti, ma paragonando le forze in campo. La scelta è
sempre relativa: in Italia i poteri forti, la stampa e la sinistra hanno la
destra che si meritano.
È indecente? Si, quasi come loro. Mario Rossi.
Odio e Intolleranza politica
I 60 anni
di democrazia del nostro Paese non sono ancora insufficienti per
farci assimilare il suo vero significato. Emergono
in molti settori della politica comportamenti non in sintonia con
la cultura della politica che è quella della esaltazione del confronto
e non dello scontro che porta solo al regresso della democrazia stessa.
Negli ultimi tempi, retrocedendo nel percorso democratico che abbiamo
intrapreso dopo la fine della II^ guerra mondiale, pare che la nostra
politica sia sempre più pervasa da sentimenti di odio anziché di collaborazione
nel rispetto dei reciproci ruoli, fra maggioranza e opposizione. E,
invece, si esagera sempre.
Si passa il segno. E proprio questo travalicare il
segno spiega come nell'ultima campagna elettorale si siano verificati
tanti episodi di intolleranza politica.
Mario Gonzales
La costituzione al mercato di Giovanni
Sartori
Sul Corriere della
Sera, da troppo tempo, il politologo costituzionalista Sartori oltrepassa
la misura svillaneggiando tutti dall'alto dell'onnipotenza ed unicità delle
sue teorie confortate anche, a suo dire, da quell'imparziale amico suo
che è il comunista Bassanini. Sartori ultimamente
si è disinvoltamente
calato nel
raffinatissimo terreno delle vacche dimenticandone però alcune.
Quella che Follini potrebbe aver pensato di riservare all'amico
Casini in cambio di vacche ricevute in
passato e di possibili vacche future. Eppoi questo
signore sembra che scopra solo oggi che nella politica esistono le vacche di
scambio!
E'
proprio un vecchio presuntuoso, livoroso, maleducato, irrispettoso e che sarebbe ora andasse in qualche suo possedimento a ruminare
sul suo senza dubbio brillante passato. Lucio Russo
Si sono venduti tutti alla New Balena
Bianca, gentile Russo.
Sartori è ora che si pensioni anzi, che vada in un
ospizio comunista dato che negli anni 60 emigrò, anzi fuggì in America per la
certezza che "In Italia arriva il
Regime Comunista". E, presentandosi con le credenziali
dell'anticomunista, e approfittando di un certo snobismo e di una certa
ignoranza degli americani, fu preso come Prof. nella Università di
Stanford. Sartori ha sempre blaterato su
Folli e il "Punto" e continua a blaterare su Folli direttore. E, non è da dimenticare, il suo articolo minatorio e mafioso
che fece appena si insediò Folli alla Direzione, sulla "indipendenza minacciata"
del Corriere da cui trasudava tutto l'"avvertimento" sgradevolissimo a Folli.
Sartori, aderì, primo fra tutti, allo sciopero
che quell'altro incredibile faziosissimo personaggio che è Servante Lungo
volle fortissimamente, e tutti d'accordo con quell'altro grandissimo figlio di
ntrocchia che è Fiengo. gd'o
Cari lettori
ho visto, con certe vicende giudiziarie,
che anche la
costituzione italiana è un bel pezzo di carta straccia, valida solo
per me e te e il popolino... che quando comoda si tira fuori e ci
si mostra tutti belli davanti ai teleschermi come un partitino della
giustizia, per poi dimenticarsene e metterla da parte come uno straccio
sporco o buttarla nel cestino dell'immondizia nelle aule dei tribunali
nel momento in cui bisogna difenderla... siamo una massa di sudditi
elettori... bona da arringare nelle tornate elettorali o quando hanno
bisogno del nostro sostegno fuori dai tribunali. Chi volesse scrivere
direttamente a Pietro Molinari ecco la sua email: pietromolinari@libero.it
le
Banche?