Se Gargiulo te lo mette in....
diciamo Sì al voto a favore dei "piccoli partiti"
Il detto popolare "no a Gargiulo
quello che te lo mette in..." oltre ad essere un celebre epitaffio
del grande Eduardo de Filippo,
è un modo napoletano popolare,
tradizionale, bonario, poliglotta quindi universale, di esprimere un
concetto chiaro ed immediato.
Quindi, vox Populi vox Dei. Se invece vogliamo
osservare le regole del bon ton o del "Politically Correct" diciamolo
così: Sì al voto a favore dei
"piccoli partiti" visto e constatato che Gargiulo ti vuole sodomizzare. Ma
detto così, di detto e di fatto, non è divertente, invece se detto alla napoletana almeno ti fai una risata anche se amara.
Continuo a sostenere il sistema maggioritario, depurato dal Mattarellum
però, ma ciò non toglie che rispetto, anzi visto
come butta, apprezzo con sollievo che per le elezioni europee si voti con il
sistema proporzionale. Stiamo assistendo a molti spot elettorali che,
taluni per nequizia e grossolane panzane, altri per
accendere una fiammella di speranza
di salvezza, e quindi di una qualche utilità del nostro voto, è bene che
seguiamo con attenzione. Almeno sui fatti nostri, quelli spiccioli ma vitali,
abbiamo sentito proposte chiare ed assennate solo dai "piccoli partiti"
cosa vogliono andare a proporre ed a difendere al Parlamento Europeo. Dai grandi
partiti, invece, non abbiamo sentito, neppure, come debba essere l'Europa,
quali interessi dei cittadini si vuole andare a perorare ed a difendere così che
viene il sospetto, anzi la certezza, che i Gargiulo, di destra e di sinistra, ti stiano preparando altri piattini tipo
l'Euro che fu un grande spot elettorale per il
potere politico di alcuni e una grande fregatura per le tasche dei cittadini
"europeizzati", alla Gargiulo, dal carovita e dal crearsi di ben 2.500.000 nuovi poveri in Italia. Ciò perchè, i Gargiulo di
prima e i Gargiulo di dopo, a tutto hanno pensato tranne che a stabilire, prima, le
regole dell'introduzione dell'Euromoneta. l'Unione monetaria ha fatto un
bilancio impietoso sugli effetti dell'Euro tanto che Spagna, Finlandia
e Grecia sono tentate dalla "secessione" dall'Euro il che vuol dire uscire
dall'Euro.
Ma da noi che
fine hanno fatto le promesse di Tremonti sulla Polizia Annonaria e sui controlli
regionali e comunali dei prezzi?
E il doppio
prezzo sui cartellini che fine ha fatto? Viene in mente che, il nostro
Presidente dell'Esecutivo, ama proporsi, e così legare a sè i sudditi, con
le più umili professioni: il presidente operaio, il presidente metallurgico, il
presidente minatore, muratore, il presidente idraulico ma, furbamente, non si è
mai proposto come il presidente bottegaio. Le
corporazioni che portano i voti non si toccano. Guai. Quei Gargiuli sono sacri. Sacri per tutti, di destra e
di sinistra
Riporto uno
stralcio di una inchiesta-sondaggio di Dario Di
Vico - vice direttore del Corriere della Sera - dal titolo "Ansie e speranze di una parte di società che si sente sempre
più sola. Gli appelli del ceto medio". (...)
L’impoverimento del ceto medio italiano è molto
di più della semplice (quanto vistosa) perdita del proprio valore
d’acquisto. L’impoverimento è la presa d’atto che alcuni
valori-simbolo hanno subìto sul mercato una colossale svalutazione. Un pezzo
importante della società ha interiorizzato la retrocessione. La classe
media dopo aver fatto per decenni da base elettorale ai partiti al potere, oggi
sa di non aver santi in paradiso. Ma quali sono le richieste che emergono
dal profondo della società italiana? Una parte chiede di restaurare le vecchie
condizioni, di ridare certezza alla capacità dei ceti medi di cavarsela da soli,
di rimuovere le condizioni del declino per far ripartire la crescita spontanea.
Un’altra parte chiede nuove garanzie, chiede di ridisegnare le politiche
pubbliche, di riadeguarle all’era dei senza-Bot e degli affitti alle stelle. Il
welfare riparatorio può funzionare solo per casi e settori marginali, non quando
è colpito, come oggi, il grosso del ceto medio. La strada, dunque, è più
tortuosa e difficile. L’Italia del 2004, anno elettorale, avrà bisogno di più
riforme, di più innovazione e allo stesso tempo però non potrà non guardarsi
dentro, non potrà non rispondere alla solitudine del ceto medio. Dovrà
conciliare l’adozione di provvedimenti capaci di rimettere l’economia al passo
dei concorrenti con la capacità di rassicurare chi si è scoperto
vulnerabile.(...).
Siccome a noi cittadini dei Gargiuli sacri non ce ne può fregare di meno ma vogliamo che siano tutelati gli
interessi di tutti e non quelli di pochi, vedi anche la Giustizia, diciamo
NO al no di Gargiulo al voto ai
partitini e SI a scegliercene uno tra la gamma degli interessi
e dei diritti civili ed economici che essi piccoli ma onesti "partitini" ci
propongono e sono pronti a
rappresentare.
Sono per ora quattro, e tra questi
quattro ce n'è per ogni
gusto e ideologia - nel caso che proprio
ci scappa di votare alla ideologggica -. Ecco i piccoli ma agguerriti partiti che ci
hanno interessati e non ci sono sembrati dei Gargiuli:
1: I Radicali che stanno
promuovendo il Referendum per abrogare la legge 40, vergognoso aborto
parlamentare dei Gargiuli.
2: Il Partito dei
Consumatori. 3: Il Partito NO euro. 4: Alleanza Sociale Alessandra
Mussolini.
Tutti pronti ad indire
un bel Referendum
per abolire l'Euro. Con buona pace dei Gargiuli quelli che te lo mettono in.......
Buon voto da Giuliana D'Olcese
La Repubblica di Baywatch
2 giugno 2004: Cosa non va nella
nostra Repubblica?
di Renato Tubère
2 giugno 2004: l’ennesima celebrazione gonfia
di retorica voluta dalle principali istituzioni politiche e dai media assisi da
tempo
al loro trono? O, piuttosto, deve diventare
l’occasione non banale per riflettere su cosa non va nella nostra
Repubblica?
L’Italia del nuovo millennio ha le sembianze
avvilite e stanche dell’Italia trasfigurata di una celebre vignetta creata per
Candido dal grande Giovannino Guareschi: un arcangelo dalle vesti stracciate,
ostaggio di due schieramenti antitetici che pericolosamente giocano allo sfascio
dell’economia, della cultura e dell’equilibrio sociale. Una coalizione ad
personam, il berlusconiano centro-
destra, riduce il
suo programma di governo allo stucchevole contratto presentato a Porta a Porta
nel 2001. Che poi le priorità richieste dalle vicende convulse della
politica estera ed interna, rispetto a quei proclami fatti su Rai 1, siano altre
è la realtà quotidiana a dimostrarlo. Dall’altra parte,
però, un’opposizione incapace di progettare alternative serie a questo
contratto TV si prepara a governare ancora gli italiani dopo
le elezioni 2006. Ai quali, non dimentichiamolo, ha già inflitto,
tra l’altro, uno sciagurato ingresso nell’Europa dei superburocrati, un ordine
pubblico ingestibile a qualsiasi livello, un sistema scolastico fra i più logori
delle democrazie occidentali, un buco nei conti pubblici apocalittico.
Queste 2 coalizioni scombiccherate, frutto dei compromessi e delle ripicche
personali più che delle ideologie, hanno in comune il perseguimento di uno
statalismo stile vecchia Unione Sovietica: improntato alla consacrazione di
fatto di un apparatnik cui tutto deve essere consentito. Insomma, siamo alla
bancarotta del sistema politico nazionale o no? Mai dire mai! I salvatori della
patria, sorretti dai poteri forti e fortissimi che ben conosciamo - Banca
d’Italia, Confindustria e Triplice sindacale - hanno i salvagenti pronti proprio
come le bagnine di Baywatch, la famosa serie di
telefilm delle supermaggiorate che soccorrevano coi loro respingenti, naturali e
non, poveri bagnanti destinati ad affogare nei gorghi pericolosi della
California alla fine degli Anni Ottanta. Sono
salvagenti, quelli di Montezemolo, Pezzotta e Fazio, ahimè diversi da quelli di
Pamela Anderson e delle sue leggiadre colleghe! Sono gonfi di liberalismo di
facciata sbandierato ai 4 venti, di sussurri inframezzati a grida, di sgambetti
improvvisi ai personaggi scomodi che non si piegano ai loro ricatti, di veti
incrociati che si sposano alla perfezione con risanamenti economici di questo o
quel dissestato ramo secco dell’economia nazionale.
La repubblica di Baywatch ha la chioma ben
pettinata del rampante neo presidente della Fiat, la bonomia stucchevole del
leader della CISL, la fredda presunzione di “Governator”: ha insomma tutto per
far funzionare al meglio, dopo anni di litigi e fallimenti conclamati, le
istituzioni in un clima di concordia e pace sociale. Peccato che a questa
repubblica ancora in fasce, ma che non tarderà a manifestare tutto il suo
virulento modus vivendi, manchi qualcosa di fondamentale: il consenso degli
elettori!
In compenso, Montezemolo, Pezzotta e Fazio potranno
contare sugli apprezzamenti favorevoli, anzi entusiasti, del mondo
dell’informazione, la gran parte, appecoronato alle loro sacre pantofole. Se
questa la chiamano democrazia!
Renato Tubére
COMITATO
NO EURO
di Silvano
Giometto
Due anni dopo l'introduzione forzata dell'Euro in
Italia si stanno evidenziando i tragici effetti per il tessuto sociale ed
economico del nostro paese. Per l'Italia possiamo parlare di Introduzione
Forzata poiché il nostro paese è stato fra i pochissimi che ha adottato l'Euro
senza un adeguato Referendum e quindi senza la scelta popolare. Infatti negli
ultimi anni del secolo scorso siamo stati chiamati ad esprimerci su una serie di
quesiti referendari irrilevanti; quali la soppressione dell'Albo dei
Giornalisti, la separazione delle carriere giudiziarie, o altri di ancor minor
interesse... Al contrario altri paesi di alta civiltà democratica e sociale
(vedi Danimarca e Svezia) hanno posto alla propria gente il quesito se accettare
o meno un cambiamento di monete con esiti ben noti. E' sotto gli occhi di
tutti, anche dei più ostinati sostenitori dell'Euro, che dalla sua 'introduzione
i prezzi sono raddoppiati, il mercato rallenta paurosamente, la
competitività delle aziende è scesa, le prospettive occupazionali sono
sempre più deboli.
1 - I costi
per le aziende sono aumentati; gli aumenti sono quindi la necessità delle
aziende di coprire i costi.
2 - l'Italia subisce l'invasione
del proprio mercato da parte degli altri paesi dell'area Euro (latte e derivati
da Germania e Austria, prodotti da forno e ortofrutta dalla Spagna, cioccolato
dal Belgio, ecc.). Ciò grazie alla maggior competitività della materia
prima.
3 - Le multinazionali
stanno chiudendo le proprie unità produttive in Italia per migrare verso mercati
dove il lavoro è più competitivo.
4 - Oggi la nostra classe
politica non ha più gli strumenti per rilanciare l'economia o per difendere il
nostro mercato dagli stessi partner europei (mai come oggi si renderebbe
necessaria una svalutazione di una moneta italiana).
5 - In materia di immigrazione extracomunitaria il
Comitato si pone a difesa della nostra tradizione religiosa e della nostra
civiltà, rivendicando il diritto di poter decidere liberamente del nostro futuro
sulle nostre terre, opponendosi:
A - ad un'immigrazione che
non vuole integrarsi; B - ad
un'immigrazione che lede i nostri diritti; C - ad
un'immigrazione mantenuta con i soldi delle nostre tasse, che portando
manodopera a basso costo, crea disoccupazione tra la nostra gente.
In
conclusione il grande errore commesso dalla classe politica italiana è stato
quello di aderire sin dall'inizio all'Euro rinunciando quindi ad un arma
fondamentale per il nostro paese: la gestione della moneta. Per questo
motivo è nato il Comitato "No
Euro" che intende portare gli italiani ad esprimersi
sull'opportunità di uscire dall'Euro e per far ciò si dovrà creare un movimento
d'opinione che permetta di modificare le regole Costituzionali in materia di
Referendum economici, ed è per questo che, come strumenti democratici, il
Comitato No Euro prevede anche la presentazione di liste e l'apertura a
rappresentanze istituzionali per creare una forza d'opinione a tutti i livelli,
assolutamente non schierata con nessuna forza
politica.