Tocqueville e il desiderio di libertà estraneo all'uguaglianza 
 
di Luigi Compagna
 
Liberalismo e democrazia, assieme a socialismo e comunismo, sono le etichette che hanno fissato i termini della lotta politica negli ultimi due secoli. Non deve meravigliare, quindi, se nella seconda metà del XIX secolo l'ideale liberale e quello democratico sono confluiti l'uno nell'altro confondendosi. L'abbraccio, però, attenuando i rispettivi confini, ha finito con l'ingenerare attribuzioni oscillanti e diverse. Alcuni, a cominciare da Tocqueville, hanno evidenziato quanto il desiderio di libertà fosse estraneo alla concezione democratica fondata sull'eguaglianza.
Altri autori invece hanno elevato la libertà a principio fondante della democrazia; è il caso di Hans Kelsen per il quale è il "valore della libertà e non quello della eguaglianza a determinare, in primo luogo, l'idea di democrazia.
Ora queste vistose fluttuazioni, per le quali dalla inconciliabilità si passa addirittura alla coincidenza fra liberalismo e democrazia, possono lasciare perplessi e indurre a credere che non vi sia alcun accordo in materia. Ma non è così poiché le diverse interpretazioni tendono tutte ad evidenziare un tratto fondamentale: cioè che la libertà, pur essendo il requisito costitutivo della liberaldemocrazia, non lo è affatto della sola democrazia. Detto altrimenti: mentre la libertà liberale può stare senza la libertà democratica, la libertà democratica non può fare a meno della libertà liberale. La democrazia, quindi, non può esistere senza il liberalismo, a meno che non voglia proporsi come una "dittatura della maggioranza". D'altro canto, però anche un liberalismo che non si traducesse in democrazia avrebbe difficoltà ad essere preso sul serio. E il motivo lo ha chiarito Guido De Ruggiero in Storia del liberalismo europeo: "Non  appena il liberalismo sorpassa lo stadio feudale e ripudia il concetto di libertà come privilegio o monopolio tradizionale di pochi, per assumere quello di una libertà come diritto comune, almeno potenzialmente, a tutti, esso è già sulla stessa strada della democrazia". Di qui, dunque, l'impegno profuso in questa antologia. Si tratta del tentativo - dicono gli Autori - di ricomporre : "se non una trama, una scaletta di quello che fu, dal punto di vista liberale, il tormentato incontrarsi, distinguersi, avvicinarsi, allontanarsi di liberalismo e democrazia" .(p.XI)  info@soc-libera.org
RECENSIONE di Luigi Compagna E. Cuomo, La democrazia dei liberali, Giappichelli, Torino, 2000 pp. 256  L.38.000.