Gli editoriali di
VirusilGiornaleonline
SCANDIDATURE ROSA: DONNA APPECORONATA DONNA
SILURATA
Signore ora
silenzio
di Alessandra
Servidori
Ormai ci siamo
rassegnate a vedere le nostre rappresentanti di genere, mentre i capi partito
gestiscono l'assegnazione dei collegi elettorali, fingere indignazione
e "battaglie" per avere qualche misero posto nella politica italiana.
Cruenta, feroce e insaziabile la guerra dei partiti per la spartizione dei
collegi, ulivisti e polisti, sta seminando cadaveri eccellenti. Così, attonito e
rassegnato dai toni, dalle ingiurie, dalle false promesse di vendetta e dagli
isterici proclami dei politici, il popolo italiano assiste alla
rappresentazione demenziale di coloro che domani, nel Parlamento Italiano,
dovranno ".....garantire il rispetto delle istituzioni ". E le nostre Signore, a
cose fatte, tutte le volte si lamentano pubblicamente per l'avvenuta
discriminazione. Ma ormai il giochino è scoperto. Serve e cortigiane del
sistema, zitte, grate e appecoronate a coloro (maschi e potenti) a cui
giurano fedeltà eterna dal momento in cui sono "miracolate di un collegio", per
tutta la legislatura in carica obbediscono a testa bassa e tacciono sui
problemi che affliggono la politica e, peggio, il popolo italiano. Tranne poche
straordinarie eccezzioni, la politica economica,
fiscale, internazionale è dominata da presenze e proposte governate (bene o
male) dal maschio politico latino. D'Alema, Veltroni, Fini, Bossi,
Berlusconi.....e via andare. Le parlamentari parlano sempre
solo di aborto, di pari opportunità, di asili nido, al massimo di pedofilia
e violenza sui minori. E stanno bene così, non rivendicano spazi e visibilità.
Mai un comunicato stampa, una dichiarazione, una presa di distanze, una proposta
fuori dal coro e dal recinto degli argomenti loro assegnati. Se poi hanno la "fortuna" di esibirsi in liti
in diretta Tv, mostrano al popolo italiano le argomentazioni più squallide della
classe dirigente politica. Le vaiassate pubbliche da basso napoletano.
Individualiste, e incapaci di fare squadra, usano solo gli slogan di un vetero
femminismo che non convince più le giovani generazioni di donne
che stanno emancipandosi, conquistando spazi e onore in ambiti economici e
sociali impegnati. Queste femmine protagoniste mancate dei destini del
nostro bel Paese rappresentano sempre più solo se stesse. E per giunta da
eterne frustrate e male, molto male. Quindi Signore,
ora, silenzio.