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FAI *il Mecenate nell'Uovo*
Con un euro
devoluto al FAI per il restauro della Villa dei
Vescovi
sei
Mecenate anche tu
*****<<Note Storiche - Cronache - Articoli - Pubblicazioni>> La Villa dei Vescovi primo bene del Nordest Italia donato al FAI ![]() La
Villa dei Vescovi fatta erigere dal Cardinal Francesco Pisani nel XVI
secolo
in
Luvigliano di Torreglia - Padova
un Monumento innalzato su un terrapieno che domina
i Colli euganei
Pasqua 2'007 Sarebbe bello, anzi bellissimo, che
da ciascun uovo di Pasqua, ma anche dopo, dalle
mie lettrici e lettori venisse fuori una bella e graditissima
sorpresa.
Un euro devoluto al FAI per il restauro della Villa dei Vescovi acquistata, restaurata anche con il contributo dell'Ente Ville Venete, e arredata con Vittorio Olcese, mancato nel gennaio 1999, al tempo in cui la abitavamo con nostra figlia Carolina rendendola un crocevia di cultura, di musica, di arte. Da allora sono trascorsi molti anni, eventi familiari ed economici si sono avvicendati e le strutture della Villa, monumento nazionale, si sono nuovamente deteriorate quindi la villa ha bisogno di ingenti restauri per essere salvata dall'attuale degrado e riaperta al pubblico, ora come bene del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano per la salvaguardia e la salvezza del beni artistici ed ambientali nazionali, presieduto da Giulia Maria Mozzoni Crespi. Scrive l'Amministratore culturale del FAI: «Mecenate
con un euro. Aiutateci a restaurare e ad aprire
al pubblico Villa dei Vescovi a Luvigliano di
Torreglia, Padova. Tutti, grazie ad un loro gesto, possono essere
mecenati, anche con un euro. Quello che conta è la condivisione,
la personale partecipazione alla realizzazione di uno scopo».
Gentili lettori, le mie note le inoltrate alle vostre liste di giornali, amici, siti internet; spero che anche in questa occasione vorrete essere generosi in modo che da tantissime uova esca la bella sorpresa di un euro devoluto al FAI rendendo così ciascun donatore Mecenate con un euro. A quanti mi chiedono info circa le notizie che tra date, stampa, servizi regionali Tv del Veneto, documenti, depliants, libri del FAI, la mia nota del 2 maggio 2006 *un
Monumento FAI da te xTe*, vecchi
e nuovi articoli appaiono contrastanti tra loro, rispondo
con un messaggio unico che, come in archivio delle Conservatorie
di Padova e di Venezia, la Villa dei Vescovi fu acquistata
in comproprietà pro indiviso - per la indivisibilità di un
monumento d'arte - da Vittorio Olcese per una metà, per l'altra
metà da Giuliana de Cesare in Olcese dalla Curia di Padova, per
50 milioni di lire, con 2 contratti separati e distinti, 2 assegni
di 25 milioni emessi sul conto personale di ciascuno dei 2 acquirenti,
ottenendo 2 mutui dall'Ente Ville Venete per i restauri, 2 contributi
a fondo perduto di 9 milioni di lire ciascuno per il restauro
degli affreschi e, infine, con la promessa tra Vittorio e me,
con il nostro reciproco impegno, a che da proprietà privata un
giorno divenisse Bene pubblico culturale e museografico.
«Donando la Villa dei Vescovi al FAI,
abbiamo rispettato la volontà di papà» ha dichiarato alla stampa
Pier Paolo Olcese nato dal secondo
matrimonio di Vittorio.
E' così che la Villa dei Vescovi, che
all'epoca del nostro acquisto era ridotta in totale rovina, fu
salvata una prima volta, resa al suo antico splendore e riaperta
al pubblico ridivenendo meta di studiosi delle architetture, della
antiche pitture, della musica d'epoca, di critici d'arte, di artisti,
scultori, scrittori.
Questa è una
delle storie dei Monumenti d'Arte salvati da privati, la
storia delle identità e degli eventi entrati a pieno titolo a
far parte della Storia.
Non è omettendo
o cancellando le opere umane, le realtà, le verità storiche, che
si cancella la Storia, la storia dei Monumenti d'Arte, la storia
delle identità e degli eventi entrati a pieno titolo
a far parte della Storia. Grazie di cuore per l'attenzione
Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm FAI *il Mecenate nell'Uovo* versando sul Conto corrente postale n° 11711207 - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano Causale: Mecenate
nell'uovo Giuliana D'Olcese Restauro Vescovi.
***** La Repubblica Venerdì 20 Ottobre
2006
IL GRAN GALA' DEL FAI SALVA
LA VILLA DEI VESCOVI
Acquisatata 21 anni fa da Giuliana D'Olcese, la villa è stata ceduta lo scorso anno al Fai L'evento. Il FAI Fondo italiano per l'ambiente è presieduto da Giulia Maria Mozzoni Crespi Quattrocento gli invitati. L'asta
battuta da Sotheby Milano, il gran galà del Fai salva
la Villa dei Vescovi
Quattrocento commensali, quaranta tavoli, 400.000 euro incassati solo per la partecipazione alla cena di gala, tutti da devolvere al restauro della cinquecentesca Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova. Ieri sera, per una delle sue iniziative di conservazione del patrimonio artistico, il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, ha scelto per una volta un'occasione mondana, di quelle che a Milano un tempo aprivano, in autunno, la stagione dei ricevimenti. Al restauro della Villa dei Vescovi sarà destinato anche il ricavato dell'asta battuta da Sotheby's che si è tenuta ieri nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, sede del ricevimento. Uomini in smoking, signore in lungo, secondo il desiderio di un comitato promotore tutto al femminile, messo insieme dalla presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi. Ne fanno parte Silvia De Benedetti, che lo presiede, Stefania Alessandri, Natalia Aspesi, Elena Bazoli, Silvia Boeri, Laura Colnaghi, Emmanuelle De Benedetti, Lilli Gruber, Olivia Magnoni, Miuccia Prada, Giulia Puri e Sabina Ratti Profumo. Alla serata hanno dato la loro adesione, fra gli altri, personaggi del mondo dell'economia come Giovanni Bazoli, Carlo De Benedetti, Francesco Micheli, Alessandro Profumo e Carlo Puri Negri, della moda come Patrizio Bertelli e Mariuccia Mandelli, della cultura come Inge Feltrinelli, il giornalista Gad Lerner, l'architetto Gae Aulenti. Alcuni di loro hanno donato dei ricordi personali da battere all'asta. Asta che ha visto il battitore di Sotheby's coadiuvato da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Un contributo è giunto dallo stesso Comune di Milano,
che ha messo a disposizione gratuita mente la Sala delle Cariatidi.
Villa dei Vescovi, costruita fra il 1535 e il 1542 per la Curia padovana,
è una delle più belle ville del Veneto.
«Quando la comprammo», racconta Giuliana D'Olcese che ne è stata proprietaria per ventuno anni, «era in rovina, non c'erano nemmeno i vetri». Restaurata, la Villa divenne crocevia di artisti e intellettuali. Ora, ceduta al Fai da Maria Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese, e nuovamente bisognosa di cure, tornerà a rivivere grazie al Fondo per l'ambiente, che dal 2007 l'aprirà al pubblico. Ad oggi il Fai ha 36 beni sotto la sua tutela e conta circa 70.000 aderenti. Villa dei Vescovi, costruita tra il1535 e il 1542, si trova a Luvigliano di Torreglia (Padova). Acquistata 21anni fa da Giuliana D'Olcese,
la villa è stata ceduta lo scorso anno al Fai.
Una volta restaurata, dal 2007,
verrà aperta al pubblico.
***** Ottobre 2006 Villa dei Vescovi
http://www.finesettimana.it/villa.asp?id=00073 A pianta quadrata, fu costruita per volontà del Nobil veneziano Alvise Cornaro, collaterale di Caterina Cornaro Regina di Cipro, che ne commissionò il progetto architettonico a Giovanni Maria Falconetto ed al suo giovane apprendista di bottega Andrea Palladio. Per l'occasione Falconetto e Palladio si recarono a Roma e, dopo aver eseguito i rilievi architettonici delle maggiori antichità romane, progettarono il «Palazzo dei Vescovi». Qualche anno dopo è ad Andrea della Valle
che fu commissionato il progetto delle imponenti scalinate e terrazze
che circondano l'intero complesso monumentale e che costituiscono
un mirabile esempio architettonico di stile rinascimentale veneto
che si distingue dalle Ville Venete per il suggestivo gioco di gradinate,
terrazze, sottostanti fornici, un ninfeo e da un doppio ordine di
bellissime arcate intervallate da eleganti paraste su cui poggia un
fregio ornamentale del Vittoria ornato con metope, triglifi, bucrani
e figure mitologiche in stucco bianco che si stagliano sul magico
fondo rosa delle facciate in un magico effetto di luci ed ombre. La
barchessa, o rustico, ha un lungo porticato ad archi comprendente
uno dei tre portali timpanati che si affacciano sul brolo recintato
ed arricchito da tre portali monumentali ornati con lo stemma della
famiglia Pisani che immettono in una splendida area all'italiana con
un antico pozzo in marmo di Verona.
Il piano nobile e le splendide logge sono
interamente affrescate con decorazioni floreali e paesaggi, vigneti,
figure umane e scene mitologiche opera del pittore fiammingo Lambert
Sustris, metà del sec. XVI, mentre il piano terra è caratterizzato
dalle volte a botte e a vela, dalle finestre dette «a bocca di lupo»,
e da splendide vasche da bagno e lavabi in marmi colorati. Gioiello
architettonico edificato nel '500,
la Villa dei Vescovi donata al FAI da Vittorio Olcese,
fu ceduta dal Vescovo di Padova Monsignor Bordignon e acquistata e
interamente restaurata da Vittorio e Giuliana Olcese con il reciproco
impegno che un giorno divenisse Bene pubblico culturale e museografico.
Il complesso monumentale è recentemente divenuto «Bene del FAI» Fondo
per l'Ambiente Italiano. Come si raggiunge: In auto: A13 Bologna-Padova,
uscita TermeEuganee, direzione Abano Terme fino a MontegrottoTerme,
quindi indicazioni per Torreglia.
*****
Mensile LiberoReporter - n° 6 - Ottobre
2006 - Attualità
Come salvare
un Monumento d'Arte con il 5x100 devoluto al FAI
Un Monumento FAI da te
La Villa dei Vescovi del Cardinal Francesco Pisani gioiello
architettonico del XVI secolo
raccontata da Giuliana D'Olcese.
Storia di un acquisto, un restauro e un amore eterno.
*****
La Villa dei Vescovi, gioiello architettonico edificato
nel '500 e donata al FAI da Vittorio Olcese,
imprenditore, amante delle arti, collezionista, uomo politico e
Sottosegretario al Consiglio dei Ministri nei due Governi Spadolini, fu
venduta dal Vescovo di Padova Monsignor Bordignon e acquistata in
comproprietà, e interamente restaurata con il contributo dell'Ente
Ville Venete, da Vittorio e Giuliana Olcese con
il reciproco impegno che un giorno divenisse Bene pubblico
museografico e culturale. Vittorio affidò alla moglie Giuliana
la supervisione dei lavori di restauro durati due anni, la
cura, la scelta degli arredi e degli ornamenti e la regia scenografica
della Villa. Già negli anni in cui Vittorio e Giuliana vi soggiornavano
con la figlia Carolina la Villa era aperta al pubblico ed ospitava
eventi pubblici, concerti, rappresentazioni teatrali, convegni letterari e
mostre.
La Villa era frequentata da critici d'arte
come Roberto Longhi, David Carret, Franco Russoli e Giuseppe
Fiocco, artisti, commediografi e scrittori come Truman Capote, Gianni
Testori, Pierpaolo Pasolini, Guido Piovene ed Elio Vittorini, architetti
come Ignazio Gardella e Ludovico Caccia Dominioni, scultori come
Henry Moore e Alberto Giacometti, pittori come Andy Warhol, Renato
Guttuso e Francis Bacon, imprenditori ed editori come Giangiacomo
Feltrinelli, Valentino Bompiani, Alberto Mondadori, Carlo Caracciolo
e Nino Cerruti, politici italiani e stranieri, di destra e di sinistra
da Sir Desmond e Lady Diana Guinness ai repubblicani Ugo la Malfa
e Giovanni Spadolini, da Gianni de Michelis a Sir Oswald Mosley
- leader delle "Camicie nere" inglesi fondatore e capo della British
Union of Fascists - con la leggendaria moglie, Lady Diana Mitford
Mosley, scrittrice, detta da Winston Churchill «Lady Dinamite» ed
editrice del Guinness of Records avendo sposato in prime nozze il
miliardario Brian Walter Guinness. Lady Diana era tanto amica e
ammiratrice del Führer che chiamò il suo bassotto «Svastica».
E inoltre sua sorella Lady Deborah con il marito duca
di Devonshire, «il Principe nero» Valerio Junio Borghese, già Comandante
della X Flottiglia MAS e passato alla storia come autore de
«il golpe dell'Immacolata», o «il golpe Borghese», Mario Capanna
leader di Lotta Continua e i «terroristi» Toni Negri e Nanni Sabbatini
fino a registi come Luchino Visconti, Beni Montresor e Nando Scarfiotti,
attori come Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Claudia Mori e tante
altre personalità che hanno segnato le cronache e la storia
degli ultimi decenni.
La Villa dei Vescovi, i cui frontoni poggiano su maestose mezze colonne ioniche, è immersa nel verde dei Colli Euganei e fu edificata nel 1527 come residenza estiva del Patrizio veneziano Cardinal Francesco Pisani Vescovo di Padova. A pianta quadrata, fu costruita per volontà del Nobil veneziano Alvise Cornaro, collaterale di Caterina Cornaro Regina di Cipro, che ne commissionò il progetto architettonico a Giovanni Maria Falconetto ed al suo giovane apprendista di bottega Andrea Palladio. Per l'occasione Falconetto e Palladio si recarono a Roma e, dopo aver eseguito i rilievi architettonici delle maggiori antichità romane, progettarono il «Palazzo dei Vescovi» a «pianta di Vitruvio» con cortile interno a cielo aperto, colonnato, arcate e loggette perimetrali ed un pozzo centrale alimentato dalle sorgenti degli Euganei. Qualche anno dopo è ad Andrea della Valle
che fu commissionato il progetto delle imponenti scalinate e terrazze
che circondano l'intero complesso monumentale e che costituiscono
un mirabile esempio architettonico di stile rinascimentale veneto
che si distingue dalle Ville Venete per il suggestivo gioco di gradinate,
terrazze, sottostanti fornici, un ninfeo e da un doppio ordine di
bellissime arcate intervallate da eleganti paraste su cui poggia
un fregio ornamentale del Vittoria ornato con metope, triglifi,
bucrani e figure mitologiche in stucco bianco che si stagliano sul fondo
rosa delle facciate in un magico effetto di luci ed ombre.
Fu nel Settecento che il cortile interno
fu chiuso per creare il tradizionale salone centrale veneziano e
quattro nuove stanze.
La barchessa, o rustico, ha un lungo porticato ad
ampi archi comprendente uno dei tre portali timpanati che si affacciano
sul brolo recintato ed arricchito da tre portali monumentali ornati
con lo stemma della famiglia Pisani che immettono
in una splendida area all'italiana con un antico pozzo in mattoni
di cotto e marmo di Verona. Il piano nobile e le splendide logge
esterne sono interamente affrescate con decorazioni floreali e paesaggi,
vigneti, figure umane e scene mitologiche opera del pittore fiammingo
Lambert Sustris - metà del sec. XVI - mentre il
piano terra, ove si avverte la pianta originale a «pianta di
Vitruvio», è caratterizzato dalle volte a botte e a vela, dalle
finestre palladiane dette «a bocca di lupo», dai resti dell'antico
pozzo che era posto al centro del cortile interno in marmo rosa
di Verona e da splendide vasche da bagno e lavabi in marmi colorati
di Vicenza alimentati da getti d'acqua zampillanti da antiche maschere
cinquecentesche in terracotta a bocca di leone. La Villa dei Vescovi,
assai più che una villa veneta, ricorda le architetture del Rinascimento
Romano come il Palazzo di Caprarola, la Villa Lante della Rovere
a Bagnaia, entrambe in provincia di Viterbo, e il Palazzo Farnese
a Roma.
Il complesso monumentale della Villa dei Vescovi è
recentemente divenuto "Bene del FAI" Fondo per l'Ambiente
Italiano e, in attesa di nuovi indispensabili
restauri, le visite sono sospese. La riapertura è
prevista entro il 2007.
Invito e proposta
di Giuliana D'Olcese
La Villa dei Vescovi,
il più grande amore artistico della mia vita, è stata per me un'occasione
unica di poter riportare agli antichi splendori una grande opera
d'arte.
Un Monumento italiano,
e veneto, da salvare e tramandare ai posteri. Per non commettere
errori filologici mi applicai giorno e notte allo
studio de «I quattro Libri delle Architetture» di Andrea Palladio.
Già l'acquisto della Villa fu una vera avventura. La
Villa era bene della Chiesa perciò non alienabile ma, Monsignor
Bordignon, una delle tante vittime di «Giuffrè il banchiere
di Dio», avendo perso il patrimonio prestato al Giuffrè,
patrimonio mai reso con gli interessi promessigli, fu
costretto a venderla. Con quell'investimento la Curia di
Padova sperava di donare alla città l'asilo per i bambini
minorati.
E potrei raccontare delle
mie visite in Vaticano per ottenere con l'aiuto di Novello Papafava,
cugino di Giulio Sacchetti Cameriere segreto del Papa, «il rilascio»
e l'uso della Villa. Bordignon l'aveva venduta senza
l'autorizzazione del Vaticano e il Vaticano ci negava il permesso
di entrarne in possesso.
Da quando la Villa fu
edificata come residenza estiva del Vescovo di Padova Cardinal
Francesco Pisani, sono stata la prima donna ad abitarla facendone un
vero capolavoro di atmosfere e di regia tanto che l'Associazione
degli architetti e degli interiors decorators USA mi assegnò
il premio annuale per il miglior restauro nel mondo consegnatomi
all'Accademia Querini Stampalia, Venezia, con una suggestiva cerimonia.
Tra architetti e interior decorators, vennero in Italia in trecentocinquanta con due aerei speciali e organizzarono una lunga sfilata di gondole con musici, serenate, corolle di fiori, cartelli del premio, il nome della Villa e i nomi di Vittorio Olcese e mio. Non si può immaginare quale avventura meravigliosa furono per me i restauri della Villa. Del magnifico edificio ricordo e conosco ogni pietra, ogni mattone, ogni tubo, ogni segreto. Tra muratori, idraulici, stuccatori, affrescatori, falegnami, maestri vetrai, maestri del marmo e intagliatori della pietra, vi lavorarono 60 operai al giorno per due anni. Ed io sempre la' con loro. E, quando i restauri furono ultimati, reinventai la «Vita in Villa» come la aveva magnificata e immortalata il Ruzzante grande amico e maestro di vita di Alvise Cornaro. Scrive il Vasari: «Se vuoi vivere da Principe, vieni nel Palazzo dei Vescovi a Luvigliano». Dalla Villa dei Vescovi passavano tutti e di tutto. Giulia Maria Crespi, ora Presidente del FAI, fu nostra ospite e se ne innamorò. Una delle mie grandi gioie è stata che un'altra famiglia milanese sia entrata in possesso della Villa dei Vescovi perchè, anche se è del FAI, moralmente la Villa è molto di Giulia Maria. E lei ha il grande
merito di averla salvaguardata rendendola al mondo come volemmo
Vittorio Olcese ed io che, quando la acquistammo, decidemmo di
comune accordo che l'avremmo lasciata ad una Fondazione o allo
Stato perchè si conservasse per sempre.
Perchè il sogno, e non solo quello di Villa dei
Vescovi, continui, si può aderire al FAI al progetto "un
Monumento FAI da te xTe" e contribuire a salvare il patrimonio
artistico dell'Italia più bella senza dover rinunciare a destinare
l'8x1000 allo Stato o alle Confessioni religiose.
Il 5x1000, infatti, non sostituisce
in alcun modo l'8x1000.
Giuliana D'Olcese quota rosa di LiberoReporter
*****
2004 - 2005 - 2006
- 2007 Libro del FAI, depliants, periodici, sito internet
Villa dei Vescovi donata al FAI da Vittorio Olcese Storia del FAI e donazione Olcese ***** FAI. 21 Marzo 2007
Villa dei Vescovi Luvigliano, Padova Donazione Vittorio Olcese, 2005 La villa Edificata tra il 1529 e il 1538 su un terrapieno dei Colli Euganei, l'imponente struttura della villa spicca sul paesaggio rurale circostante. Più che una villa con concrete funzioni agricole, si distingue per l'impianto architettonico che riprende i modelli della romanità e che testimonia una perfetta armonia tra arte e natura, ribadita all'interno dall'ampio ciclo di affreschi, di matrice raffaellesca, eseguiti tra il 1542 e il 1543 da Lamberto Sustris. Orari di apertura. La riapertura della villa è prevista entro il 2007. ***** FAI. 21 Marzo 2007
La
casa del pensiero - Progetto
di restauro Villa dei Vescovi
Un luogo che intreccia arte e natura favorendo la meditazione e il raccoglimento. Il FAI presenta la donazione e il progetto di restauro di Villa dei Vescovi. "Espressione di un modo di vivere rigoroso, di esigenze più intellettuali che materiali". Così Maria Tersa Olcese Valoti, moglie di Vittorio Olcese, descrive Villa dei Vescovi, la splendida dimora acquistata dal marito nel 1962 che da sempre ha rappresentato per entrambi un luogo che, nell'intreccio di arte e natura, ispirasse riposo, meditazione, raccoglimento e arricchimento interiore. Maria Teresa Olcese Valoti, con il figlio Pier Paolo Olcese, hanno deciso di donare la Villa al FAI, per ricordare la memoria del marito e padre. Villa dei Vescovi dunque, come ricorda Maria Teresa Olcese Valoti, "con mio grande sollievo entra a far parte del patrimonio FAI, che saprà con grande professionalità e passione continuarne i restauri e difenderne gli spazi circostanti che sono la sua naturale cornice". Stimato in circa
4 milioni di euro, il restauro sarà gestito dal FAI grazie al contributo
e ai contributi di Regione Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio
Padova e Rovigo, Fiordaliso e la Rinascente, ai quali si aggiungono
l'Istituto Regionale Ville Venete, Provincia di Padova, Comune di
Padova, Camera di Commercio di Padova, Fondazione Antonveneta, World
Monuments Fund, Fondation Segrè, Acqua Recoaro, Friends of FAI.
Il generoso aiuto di enti e privati permetterà di aprire il bene
nell'autunno/inverno 2008.
La presentazione
di Villa
dei Vescovi rappresenta un evento particolarmente
significativo per il FAI, soprattutto perché si tratta del primo
Bene nel Nord Est Italia, nonché una delle più importanti ville
venete che da 500 anni si affaccia sul panorama dei Colli Euganei
attorno a Padova. Obiettivo della Fondazione, in linea con la sua
mission, è di preservarne l'integrità architettonica e del contesto
in cui è inserito, per consentire al pubblico di "vivere" un luogo
pensato espressamente per godere delle delizie e dei piaceri della
mente e dello spirito. A rendere ancora più importante la Villa,
che grazie a un'architettura ideale e a un contesto paesaggistico
unico divenne il cenacolo di un gruppo di umanisti, ci pensano poi
le "firme" di tanti artisti che hanno reso Villa
dei Vescovi un monumento meraviglioso e unico
nel suo genere. Dovunque è infatti possibile ammirare gli apporti
artistici di nomi come Falconetto, Giulio Romano, Lamberto
Sustris.
***** Città e territorio - Il territorio sui giornali - Padova da la Repubblica, 2 marzo 2007 (m.p.g.) - Autore: Erbani, Francesco il Fai restaura Villa Vescovi. Un'isola di bellezza in un territorio sotto l'attacco della speculazione. Villa dei Vescovi, una delle più pregiate ville venete, da due anni di proprietà del Fai (Fondo per l'ambiente italiano), verrà integralmente restaurata. È un baluardo che l'associazione presieduta da Giulia Maria Crespi mette nel cuore del Veneto, il cui paesaggio rischia l'estinzione a causa di un consumo di suolo dissennato. La Villa, che si trova nei Colli Euganei, fu acquistata da Vittorio Olcese nel 1962 e nel 2005 Maria Teresa e Pier Paolo Olcese l'hanno donata al Fai. Ieri è stato illustrato il progetto di restauro curato da Christian Campanella, mentre Domenico Luciani si occuperà del riordino paesaggistico (la villa è su un'altura, circondata da vigneti, orti e frutteti). Finiti i lavori, il Fai vuole che l'edificio diventi un "pensatoio", un luogo dove andare a leggere, a prendere un tè, a meditare, un po' come è sempre stato nella sua storia. Villa dei Vescovi fu costruita fra il 1529 e il 1538 da Giovanni Maria Falconetto. Ispiratore fu il grande umanista Alvise Cornaro, protettore di artisti e di filosofi, che qui ospitava, e cultore di agronomia. Cornaro e Falconetto seguirono i modelli costruttivi dell'antica Roma. I riferimenti più diretti furono Raffaello, Baldassarre Peruzzi e Giulio Romano, che ha pure collaborato al bugnato che decora l'esterno. Il vero capolavoro all'interno della villa sono gli affreschi di Gualtiero Padovano e di Lamberto Sustris. L'eccellenza è raggiunta nella riproduzione dei paesaggi euganei, che danno l'illusione di far scomparire le pareti e di aprire gli ambienti della villa allo spettacolo della natura. Il restauro di Villa dei Vescovi contrasta i segnali che vorrebbero i Colli Euganei, ancora in buona parte integri, trasformati in qualcosa di simile alla marmellata edilizia di altre aree del Veneto. Ad Arquà, di fronte alla casa in cui morì Francesco Petrarca, uno sbancamento dovrebbe accogliere 20 mila metri cubi di costruzioni. La magistratura ha sequestrato il cantiere, ma ora si sente dire che potrebbe riconsegnarlo agli immobiliaristi. Contro l'insediamento
si è schierato persino il presidente della Regione, Giancarlo Galan,
che invece sostiene il progetto di un ascensore che svuoterebbe il
Colle della Rocca a Monselice con un buco largo 30 metri quadrati,
dal quale sarebbero estratti e poi venduti 4.500 metri cubi di trachite.
Secondo Gianni Sandon, del Comitato difesa dei Colli Euganei, l'ascensore serve solo a evitare un'incantevole passeggiata verso la vetta di un colle alto 120 metri. Novantamila metri cubi di edifici incombono invece sulle Valli Selvatiche, a Battaglia Terme, un'area circondata da canali di bonifica del Cinquecento, e compresa fra la Villa Selvatico, issata su una collina, e la Villa Emo, costruita da Vincenzo Scamozzi. Le minacce ai Colli Euganei giungono nonostante sia attivo un Parco regionale, accusato da molti di scarsa efficienza. Negli anni scorsi fu redatto da Roberto Gambino un rigoroso piano ambientale. Ma dal 2002 sono state approvate 138 varianti per nuove costruzioni. Da tempo è previsto un progetto per le Ville, ma di esso non si sa nulla. Proprio in questi giorni si è insediato il direttore del Parco, Nicola Modica, dopo due anni di vacatio. Ma, denuncia Sandon, nel suo curriculum figura soprattutto il lavoro svolto come poliziotto. Presentando il restauro, Giulia Maria Crespi ha denunciato il degrado del paesaggio veneto ed ha chiesto che le Soprintendenze, tutte non solo quelle venete, siano rimesse in grado di svolgere la tutela. Le ha risposto il sottosegretario ai Beni culturali Danielle Mazzonis. Il ministero, ha detto, vuole invertire la rotta degli ultimi cinque anni. "Sono pronti 32 milioni di euro, più altri 79 in tre anni per far fronte alle emergenze", dice Mazzonis, "verranno assunti 3 mila precari e stanno per partire i concorsi per 40 soprintendenti". Altro impegno del ministero, assicura il sottosegretario, è la riforma del Codice Urbani rendendo vincolante la partecipazione delle Soprintendenze alla pianificazione paesaggistica delle Regioni. Un modo per evitare che di casi Monticchiello o Mantova ci si accorga quando i cantieri sono già aperti. Loggia ovest della Villa dei Vescovi affacciata sui
Colli euganei |