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Scoperti «i piombi» di Telecom
La Repubblica rivela:
«Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva tutelato
con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia»
<Lettere e Commenti>
*Spioni e Forze dell'ordine corrotte: Esimio Tronchetti, se D'Olcese fa rima con Olcese...*
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La strabiliante notizia è apparsa venerdì 29 dicembre 2006 a pagina 11 de La Repubblica a firma Oriana Liso e Emilio Randacio. Il Corriere della Sera ha taciuto sulle scorte di Stato a Tronchetti ma in una cronaca di Paolo Biondani apparsa domenica 31, pag. 20, «Giallo sull'agenda di Bove. Strappate le ultime pagine. Mancano le note di luglio, mese della sua morte. Il documento era sotto sequestro» il Corriere, se pur indirettamente, pare confermare il clima ambientale di omertà e corruzioni sui fatti descritti da La Repubblica, le entità coinvolte nella SpyStory di Telecom e le estesissime corruzioni operate da Emanuele Cipriani su Forze dell'ordine. A partire da settori della Polizia postale fino a Carabinieri, Guardia di Finanza e Sisde - il Servizio segreto civile - che, secondo Marco Bernardini ex carabiniere ed uno degli investigatori privati di Tavaroli ora indagati, offrì proprio a Tavaroli ingenti somme di danaro per le intercettazioni illecite attraverso il Cnag il Centro Nazionale autorità giudiziaria preposto, invece, alle intercettazioni autorizzate dalla magistratura. Capito l'andazzo?.....
Scrive Biondani di Adamo Bove: «Dalla sua agenda (sequestrata ed acquisita dalla Polizia postale nella sua casa di Napoli appena dopo la morte avvenuta lo scorso 21
luglio ndr) risultano strappate diverse pagine, compresi i 20 giorni cruciali prima della sua morte. La prima ipotesi è l'errore iniziale: la polizia postale potrebbe non essersi resa conto di aver sequestrato un documento incompleto. L'alternativa è inquietante: una mano criminale che riesce a far sparire annotazioni compromettenti quando l'agenda è già sotto sequestro». E qua entra la figura di Fabio Ghioni capo dei tecnici informatici di Telecom «suo rivale dichiarato, ora indagato e sospettato, tra l'altro, dello spionaggio informatico contro il manager Colao e il vicedirettore del Corriere Mucchetti». E' proprio dagli uffici Telecom ubicati sulla via di Fiumicino che Ghioni avrebbe sferrato l'attacco informatico al Corriere. Il 4 gennaio, La Repubblica, confermando quanto il buon senso comune degli utenti intercettati illecitamente afferma da sempre, titola:
Tavaroli, «Così riferivo a Tronchetti e Buora. Per le questioni delicate parlavo direttamente col presidente, l'azienda sapeva dello spionaggio sui dipendenti».
E Tavaroli, già a settembre, dichiara alla magistratura che per mettere a punto una certa strategia aziendale, incontrò a Torino il capo della Security di Tim Adamo
Bove. Non può sfuggire che di due manager che in una azienda hanno incarichi così strettamente collegati, e che si incontrano proprio per organizzare strategie comuni, se la cosa è segreta per tutti non lo è per il fratello di Bove, Guglielmo. Guglielmo Bove era ed è il capo dell'Ufficio legale di Telecom e subito dopo il presunto suicidio di Adamo, dichiarò in una intervista: «Mio fratello mi metteva al corrente di tutto». Domanda: che sia per questo che il capo dell'Ufficio legale, lo staff e l'abuse di Telecom ignoravano le centinaia di proteste inoltrate dagli intercettati senza intervenire, o almeno rispondere? Il loro silenzio era assoluto.
Silenzio anche se le cosidette «Security» di Telecom non potevano non sapere che nell'ufficio del Sismi di via Nazionale a Roma Pio Pompa costruiva dossier sui presunti nemici di Berlusconi. Dai dossier inviati dai magistrati di Milano Pomarici e Spataro al Consiglio Superiore della Magistratura, sono emersi, infatti, giornalisti, magistrati, politici, e normali cittadini, più o meno vicini al centrosinistra ma anche Radicali come il magistrato romano Domenico Gallo.
E' per «combattere i nemici di Berlusconi» che venivano intercettati anche quanti erano favorevoli al Referendum sull'abrogazione della legge 40 e promuovevano il opponendosi all'astensionismo predicato dalla CdL e dal Cardinal Ruini? Ovvia la risposta.
Ritorniamo a La Repubblica di venerdì 29 dicembre 2006:
«Durante i soggiorni nella Capitale Tronchetti Provera veniva tutelato con l'utilizzo di personale delle Forze di Polizia».
Ma chi è Tronchetti Provera?!
E' il Presidente della Repubblica? No, è il Presidente del Consiglio dei Ministri? No, del Senato? della Camera? No, è il Prefetto Roma? il Questore? No.
E' il Capo della Polizia? No. Tronchetti Provera è un cittadino italiano ne' più ne' meno come ce ne sono altri 60 milioni, è un imprenditore ne' più ne' meno come ce ne sono tanti in Italia comproprietari di grosse aziende private, di Tv e giornali. Certo, a differenza di tanti scorfani è bello, veste Caraceni, calza Spataro, è ben lisciato e ha una bella moglie. Mi chiedo e domando al buonsenso dei cittadini che con le loro tasse pagano il mantenimento delle nostre Forze di Polizia, quale è il motivo che giustifica il fatto che le Forze dell'Ordine pubbliche facciano la scorta privata ad un tizio che non è il Presidente della Repubblica ne' è un pentito mafioso in 41 bis trasferito da un carcere a un altro, ne' è un cittadino che ricopre una carica istituzionale, nessuna. E' semplicemente un uomo qualunque, un imprenditore molto molto ricco. Stop. E allora?
Allora, essendo uno dei tanti comproprietari di Telecom e Pirelli, aziende ora tristemente stranote e strasputtanate per avere affidato la «Security» degli utenti e dei consumatori di Telecom, e non di Telecom, ad una letale banda di ricattatori, di malfattori e di spioni intercettatori fuorilegge come Tavaroli, Iezzi, Cipriani & Mancini - e ad altri figuri per ora solo indagati ma con un piede già nelle patrie galere come quello che ha intercettato il Corriere della Sera da un ufficio Telecom di Fiumicino - chi da il diritto a Tronchetti Provera di usufruire delle Forze di Polizia pubbliche alle dipendenze dello Stato e sovvenzionate dai contribuenti?
E la «Security» privata affidata da Telecom e Pirelli e pagata miliardi a Tavaroli & Cipriani non doveva fare la scorta a Tronchetti Provera, managers e famiglia compresi?
Che sia proprio questa ultima chicca di Stato a spiegare la catena di Sant Antonio dei «meccanismi» con i quali le svolacchiate dirottatorie sulle querele dei cittadini illecitamente intercettati, querele che arrivavano alle Procure «aggiustate», hanno fatto sì che finissero imprigionate nelle segrete del braccio della morte del K ?
Non avevo esagerato quando scrissi che siamo stati governati dalla banda del buco di Telecom e da Tronchetti Provera, non da un Governo eletto dagli italiani mentre,
il giorno prima che la strabiliante notizia delle scorte della Polizia di Stato a Tronchetti Provera non era ancora ufficiale, avevo scritto:
Alla Procura di Milano.it, alla Procura di Roma.it, a direttori e giornalisti della stampa nazionale, alla Federazione Nazionale Stampa Italiana:
Il chello ca' costa 'e cchiù-pensiero è il pensiero dominante.
E' chello ca' costa 'e cchiù che detta le "regole" del vivere "civile e democratico" e chi non ha i schei per farle rispettare si arrangi e vada ad archiaviarsi nell'armadio.
Licenza poetica partenopea di una casalinga ispirata dal celebre schetc di Totò e de Filippo:
Vuò 'o gelato, vuò 'o spumone o vuò 'a cassata?
Voglio chello ca' costa 'e cchiù!!
Lo Stato potrebbe risparmiare miliardi e tempo prezioso, il cittadino tempo assai costoso e disastroso per le sue finanze, a volte tempo fatale per la sua sopravvivenza, non logorarsi nervi, fegato e coratella. E vivere tutti meno infelici, risicati e scontenti. E invece NO.
Se vuoi affermare un principio, un diritto costituzionale, devi prendere chello ca' costa 'e cchiù perchè quello che costa meno si sa che c'è ma non fa per te.
E non si sa dov'è. E' l'araba fenicia.
Veniamo al dunque.
Ora che dopo anni di insistenti segnalazioni, inascoltate, le gite a Novara e a Fiumicino sono state fatte, e della gita a Firenze ce ne ha parlato oggi Luigi Ferrarella sul Corsera, bisognerebbe che se ne facesse una, come sosteniamo da anni, anche dalle parti di Arezzo. Ferrarella racconta che "dall'''Operazione Tuscany" si ricava il possibile coinvolgimento nelle intercettazioni illecite di una piccola società di Firenze", una della galassia di piccole società e provider a cui erano sottoappaltati utenti Telecom, e utenti non Telecom, per le intercettazioni illecite. Piccole società e provider di cui casalinghe e cittadini semplici parlano e scrivono da anni.
Arezzo, ridente cittadina avanzata tecnologicamente, opulenta e benestante, merita davvero una gita, come quella al numero 9 di via Parco dei Medici verso Fiumicino.
Mentre Paolo Biondani, ieri sul Corsera, raccontava che anche alcuni magistrati sono stati pedinati, intercettati e fatti oggetto di dossieraggio, c'è qualcuno che racconta che, proprio ad Arezzo, c'è un giudice che ha pesantemente dormito, con sibili e gemiti, durante tutto il tempo della udienza conclusiva concernente una causa penale su hackeraggio, pirateria informatica et similia. C'è da notare che nel penale l'udienza conclusiva è parlata, quindi la sentenza viene elaborata in Camera di Consiglio dopo e secondo quello che dice l'avvocato, l'arringa, non con memorie scritte.
1. Se segnalazioni e denunce sulle intercettazioni illecite, denunce e segnalazioni fatte da casalinghe e semplici cittadini, fossero state tenute nella dovuta attenzione, e considerazione, già dal 2002 il Paese avrebbe saputo, e quindi provveduto. Invece, per sapere di questo verminaio di spioni corrotti e corruttori, si è arrivati al 2006.
2. Se per scoprire da dove partì il 4 dicembre 2004 il "baco del Corriere" avessero prestato occhi e orecchie anche a qualche casalinga e a qualche cittadino semplice, l'avrebbero scoperto molto prima non solo ma avrebbero scoperto che, da anni, da quell'ufficio della centrale di Telecom sita sulla via di Fiumicino partivano il fior fiore delle intercettazioni telematiche. Carrettate di IP e di mappe geografiche della postazione di Fiumicino, infatti, arrivavano in tutte le sedi competenti ma, purtroppo, chi le inviava erano casalinghe e semplici cittadini. Quelli, però, che non dormono, sanno come si usa un computer, sanno leggere IP e mappe, non aprono nessun allegato, non li inviano e non clickano su link trappola inviati da sconosciuti o da conosciuti falsi. Se si fosse prestata, la dovuta, attenzione a quelle segnalazioni tanto eloquenti e precisissime, il Paese avrebbe risparmiato una carretta di miliardi, il baco non sarebbe entrato nel Corriere, Bonini e D'Avanzo non sarebbero stati pedinati e intercettati e tanti eventi inquietanti non sarebbero continuati indisturbati per anni. E non è detto, ne' assodato, che le intercettazioni illecite non continuino. Anzi.
E non si venga a parlare di "normali" hacker o di "scansioni" della rete... perchè quelli e quelle, si riconoscono al primo sguardo.
3. Se per scoprire che quel maresciallo della Guardia di Finanza intercettava da Novara e dintorni, si fosse dato ascolto a casalinghe e semplici cittadini, non lo si sarebbe scoperto nella primavera del 2006 ma già dal 2004. E anche qua con dovizia di IP e mappe delle postazioni.
4. Se per scoprire il «Triangolo delle intercettazioni illecite», e dintorni, si fosse dato ascolto, e la dovuta attenzione, ai percorsi indicati da casalinghe e semplici cittadini, si sarebbe scoperta, subito, una massa di illeciti che hanno investito e stanno investendo alte, medie e basse sfere della sicurezza nazionale. Non dopo tre anni. L'uragano che le ha investite sarebbe stato soltanto una tempesta, un acquazzone, non lo tsumani che ha travolto e decapitato il Sismi di Pollari.
5. Se si fosse dato retta a casalinghe e semplici cittadini il chello ca' costa 'e cchiù-pensiero non sarebbe dominante, e insopportabile per tutti coloro che giorno dopo giorno pur vedendo affermate e provate le ragioni delle loro denunce, se le sono viste, invece, svolacchiare al punto tale da essere precipitate, in picchiata, nella lettera K degli archivi delle Procure della Repubblica.
Il chello ca' costa 'e cchiù-pensiero esige, come l'Idra di Lerna, che fiducia e tasche di casalinghe e cittadini vengano divorate nella indifferenza generale.
Divorate per affrontare le ingentissime spese della giustizia e per le consulenze tecnologiche qualificate. Spese indispensabili per affermare il principio costituzionale che la legge è uguale per tutti e che, se hanno ragione, le loro denunce devono stare nella lettera P. P come privilegiate. Non andare a finire nella lettera K
        Buon anno.
   Giuliana D'Olcese quota rosa di internet 20 note correlate su www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
<<Lettere e Commenti>>
Scoperti "i piombi" di Telecom
Rinnovando la considerazione per il lavoro che svolge in rete per l'informazione negata ai "comuni" cittadini o per ciò che si cerca di nascondere violandone i diritti (e/o più semplicemente delle persone), faccio i più sinceri auguri di buon anno e ancor più ottimo lavoro.
danilo geom. giuramento
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Scoperti "i piombi" di Telecom
Ti ringrazio per questo dono di fine anno, di cui non sarei potuto venire a conoscenza, dato che la mia vista non mi consente di leggere i giornali.
Ti auguro felice 2007 nella speranza di aver sempre l'aiuto della tua informazione, sulla quale penso ci si debba intrattenere nei giudizi e nei commenti.
   Luigi Melilli
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Cara Giuliana D'Olcese,
leggo sempre con interesse le sue note, e spesso mi congratulo "privatamente" cn Lei. Posso però segnalarLe un mini-errore?
L'espressione: "Vuoi 'a coppetta, vuoi 'o spumone?" - "Chillu ca costa e 'cchiù", non è una battuta di Totò, ma si trova in una canzone di Modugno, dal titolo "Io, mammeta e tu". (Mi viene un dubbio: che l'abbia Modugno ripresa da Totò?). Complimenti sempre per il Suo lavoro, e vista la data, buon anno nuovo.
Girolamo Cotroneo
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Scoperti "i piombi" di Telecom
Bellissimo scritto. Saluti, P Sassetti
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Finalmente un pò di chiare parole a Tronchetti Provera e Sig.ra.
Considero Telecom una vergogna nazionale e internazionale e da anni sto facendo il possibile (nel mio piccolo) per liberarmene. Ho maturato una notevole esperienza che offro a tutti coloro che intendano far parte del FLNCT (fronte di liberazione nazionale contro Telecom).
1) Telefonia mobile: cambiare scheda e rivolgersi a Vodafone (eccellente) oppure agli altri operatori. Oggi si può fare mantenendo il numero.
2) Non è purtroppo possibile svincolarsi dal canone Telecom (Bastardi!!!!!). Ma almeno paghiamo solo quello e passiamo ad altro operatore: Tele2, Tiscali, Jajah.com ecct. con selezione automatica. (risparmi notevoli assicurati).
3) ADSL: rispedire al mittente in pacco sigillato, tutta l'immondizia di ALICE. I predetti operatori forniscono eccellenti servizi ADSL a costi, ovvio, ben più vantaggiosi.
4) Essendo ripetutamente contattati da operatori di call center vari che sono stati preparati a truffarti senza lasciarti parlare, comportarsi come di seguito:
a) Interromperli mentre loro ti leggono la solita tiritera e con voce roca e biascicata dire che siete il nonno del destinatario della telefonata e avete giusto l'autonomia sufficiente che la vostra prostata Vi concede. Sistema poco assertivo ma efficace al momento. b) Interrompeteli dicendo che avete molta fretta perchè state partendo per la Birmania dove resterete almeno tre mesi. (vedi sopra) c) La terza volta interrompete dicendo che non volete avere nulla a che vedere con la Telecom per il resto della Vs. lunghissima vita. Richiameranno ancora, oh se richiameranno!!!!!!!! d) Tutte le altre volte che telefoneranno (sono vari gruppi e ognuno non sa niente dell'altro) mandateli pure a cagare. (sistema eccellente sia nel breve che nel medio periodo, non so ancora se lo sia anche nel lungo.
Deliziosa Signora, sa che a mia precisa richiesta sia Tele2 che Infostrada mi dicono che purtroppo nella mia zona (provincia di Bologna e non Burkina Faso) non è ancora possibile eliminare il canone dei bastardoni Telecom?? Il direttivo del FLNCT che ho l'onore di presiedere ha deciso all'unanimità di iscriverla (abbiamo anche brindato con Asti Gancia in suo onore). Mi dispiace non poterLa proporre per una poltrona dirigenziale, ma per il suo bene è meglio che ne stia fuori. Probabilmente tra poco entreremo in clandestinità e non escludo neanche il ricorso alla lotta armata. In questo stesso momento sto trattando l'acquisto di una tonnellata di "sisso" di Parma (letame di maiale), da rovesciare sul completino di Afef alla prima occasione. Le voglio bene, scriva i suoi fantastici articoli e che Dio la benedica.
    Il suo ammiratore Marcello Bruno
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Ah, ma che persona vivace ed efficiente!!!!!!
Mi spiace che Tele2 ancora tarda ad andare nella provincia emiliana perchè la' troverebbe clienti tanti e quindi affari e ricchezza.
Sì, già mandati a cagare varie volte ma la causa mossa a Telecom è un capolavoro, è schiacciante perchè uno dei primissimi a navigare internet e quindi ne indovino i più reconditi sospiri, figuriamoci le intercettazioni e le intrusioni! Ma loro, oltre che spioni di merda, sono talmente convinti di essere i geni dell'informatica che arrivano all'idiozia pura così che fanno sì che i navigatori esperti si accorgano benissimo che intercettano a tutto spiano. Come altro covo di idiozie è il loro ufficio stampa che, senza pudore, spara fuori tutte le cazzate dettate da Tronchetto e i "vertici". Sono orgogliosa che, solo dopo la mia lettera apertissima (Corriere e giornali sanno cosa vuol dire apertissima perchè verifiano quante e a chi invio le news) Tronchetto si è degnato di venire un po' allo scoperto e raccontarci qualche balla. Ma prima nemmeno quella, si rivolgeva soltanto agli 85.000 dipendenti. Ringrazio il direttivo del FLNCT che ha lei l'onore di presiedere e che ha deciso all'unanimità di iscrivermi e grazie x aver brindato con Asti Gancia in mio onore. La inserisco nell'indirizzario dei 30.000 lettori, in costante aumento così che riceverà tutte le note.
Grazie anche x il Le voglio bene, x scriva i suoi fantastici articoli, x che Dio la benedica e x il suo ammiratore.
Alla prossima che potrebbe essere *Spioni e Forze dell'ordine corrotte: Esimio Tronchetti, se D'Olcese fa rima con Olcese...*
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Come Uccide Lo Spionaggio G.A.S. General Adaptation Syndrome.
Tra le tecniche messe a punto da criminologi e psichiatri "ASSASSINI" v'è la sindrome di adattamento generale, che tradotta in parole povere altro non è che l'induzione coatta al suicidio. Per comprendere a fondo di cosa si tratta, credo faccia al caso nostro il classico paragone delle due facce della medaglia, ossia gli psichiatri si adoperano a studiare i mali dell'uomo, sia a scopo terapeutico, sia a scopo militare, ma non solo gli psichiatri, purtroppo l'utilizzo della scienza per compiere atti criminali è un'abitudine vecchia quanto il mondo. Un esempio di ciò lo troviamo negli studi dei batteri come la malaria, l'hiv, ebola, etc... per trovare una cura, si ma... anche per creare armi chimiche di distruzione mirata o di massa. Ecco dunque come anche nello studio delle funzioni mentali, questi criminali hanno trovato il modo di indurre la gente al suicidio, e vedremo anche successivamente, come si adoperino per queste operazioni, ragazzini incensurati, disoccupati disperati, o pregiudicati di vario calibro, convincendoli a sporcarsi le mani o con la diffamazione della vittima, o con qualche compenso di varia natura, da quella economica ad altre forme.
Ma cos'è la Sindrome D'Adattamento Generale? Una descrizione la troviamo nel sito dell'associazione per la ricerca sulla depressione.
Ecco come la espone in File PDF http://www.depressione-ansia.it/upload/pdf/pub_10593325.pdf
Dopo aver letto il tutto, immaginate che un'associazione a delinquere, si adoperasse attraverso esperti ad applicare queste metodologie a scopi criminali, chi mai potrebbe dire che la vittima è stata assassinata, visto che migliaia di psichiatri sarebbero pronti a dichiarare che si trattava solo di un povero depresso?
Bene, aprite gli occhi ora! Molte di queste morti infatti non sono affatto casuali ma causate. Sono opera di veri e propri ASSASSINI!
Ma non finisce qui. Il criminologo Gene Stephens spiega in un'intervista concessa alla Rai già nel 98 cosa oggi sta realmente accadendo anche in Italia http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=332&tab=int ne è prova l'esistenza di associazioni di vittime di questo genere di abusi, eccone due http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/  -  http://www.aisjca-mft.org/
La cosa è gravissima, e non solo Telecom, ma anche Enel, Enav e tutti coloro che hanno nel proprio organico un servizio di spionaggio, o come lo chiamano loro Security, sono coinvolte in questo genere di illeciti su innocenti inconsapevoli e liberi cittadini. Vi invito a dare un'occhiata a questo sito, che come voi combatte per la tutela dei diritti umani, e il rispetto della Costituzione, che questi pubblici ufficiali hanno tradito impunemente http://www.liberta.virtuale.org/
Cordiali saluti e complimenti per l'ottimo lavoro che svolgete per l'informazione vera, pulita e priva di pressioni politiche.
Biagio Mastrorilli
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Molto interessante il nuovo spionaggio,
e delle intercettazioni illecite di Telecom che ne dite? Su "Le nuove guerre: dalla Cyberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden" libro-novità, conosco di fama l'autore, il Comandante Rapetto del G.A.T Gruppo Anticrimine Tecnologico. Nucleo Speciale Investigativo Guardia di Finanza ''Sceriffo del Web'' Home page http://www.gat.gdf.it/ita/home2.htmlwww.gat.gdf.it  - G.A.T. e-mail  sos@gat.gdf.it e mi da molto affidamento tanto che invio al suo Nucleo molte segnalazioni ed ho fatto conoscere a migliaia di lettori l'esistenza di questo SOS, di questo utilissimo e serio servizio agli utenti di internet.
Cordialmente Giuliana D'Olcese
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IL NUOVO SPIONAGGIO
Decodificazione dei segreti del cervello La neuroscienza Le opinioni etiche a tal proposito, sono discutibili quanto quelle sulla clonazione
Nella foto sopra, la prova che gli esperimenti sull' immagine del cervello hanno portato alla scoperta delle differenze fra i modelli di attività cerebrale su donne che non erano alcolizzate, (nella parte sinistra) e donne alcool-dipendenti, (alla destra) Fonte: http://www.msnbc.msn.com/id/3076928/
Il linguaggio figurato può essere quindi usato per identificare gli alcolizzati, ma come spiega il criminologo Gene Stevens in un intervista RAI del 1998, si può fare molto di più: [Abbiamo strumenti che costringeranno l'individuo alla sobrietà e che presto arriveranno sul mercato. Quello più sviluppato riguarda il problema dell'alcool: indipendentemente da quanto si sia bevuto, si rimane sobri. Se lo si utilizza prima di bere, è impossibile ubriacarsi; dopo aver assunto alcool, ne annulla immediatamente gli effetti. E' un inibitore, inibisce l'effetto dell'alcool sulla mente. Lo stesso sistema può essere utilizzato per cocaina, eroina e ogni altra droga, ma è stato sviluppato in prima battuta contro l'alcool perché rappresenta il mercato più vasto: abbiamo infatti molti più alcolisti che tossicodipendenti. E nel mio paese, negli Stati Uniti, oltre la metà dei crimini è legata all'abuso di alcool. E questo sistema potrebbe diventare ovviamente un grande deterrente contro la violenza, ad esempio nei crimini domestici. Ma oggi la neotecnologia ha notevolmente sorpassato quelle che erano le possibilità dell'epoca, possiamo farci un'idea (anche se minima) in un documento del Comitato Nazionale per la Bioetica, promosso dal Consiglio dei Ministri e approvato nella Seduta Plenaria del 9 Giugno 2006
http://www.governo.it/bioetica/testi/Nanoscienze_Nanotecnologie.pdf
LIBRO CONSIGLIATO Libri: Le nuove guerre Dalla Cyberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden. ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-12-2001
Un libro di due specialisti sulle nuove guerre: nuove per utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche, della chimica o della biotecnologia. Nuove per il valore che si dà agli aspetti dell'informazione e della controinformazione, ai valori simbolici e culturali.
"C'è una cosa che non si deve mai fare ne' per mare, ne' per terra, questa cosa è la guerra". Questa filastrocca del grande scrittore per ragazzi Gianni Rodari dice una cosa vera e, purtroppo, inattuata: le guerre si fanno e in modi finora inediti e modernissimi, ma non per questo meno drammatici.
"Le nuove guerre: dalla Cyberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden" è un libro-novità, uscito direttamente in edizione economica per i tipi della Bur Rizzoli (19.900 lire, 10,28 euro), scritto da uno dei massimi specialisti di sicurezza informatica del nostro Paese, conosciuto anche al pubblico dei giornali, il tenente colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza. L'altro autore è Roberto Di Nunzio, giornalista civile che ha insegnato alla Scuola di Guerra tecniche sociali dell'informazione.
Un libro poderoso e documentato: si parte dalla definizione del contesto delle nuove guerre che è la nuova società dell'informazione alla definizione stessa della categoria di guerra, prendendo in esame i principali testi teorici di polemologia (ossia la scienza della guerra).
Gli autori prendono in esame come dalle guerre Puniche fino alla guerra del Golfo l'informazione nelle guerre ha avuto un ruolo strategico, che i condottieri più importanti non hanno mai trascurato.
Si passa poi all'"Information Warfare" che, secondo la definizione ufficiale dell'Aviazione americana, è "ogni azione mirata a demolire, distruggere, inquinare l'informazione avversaria e le sue funzioni, proteggendo la propria informazione da analoghe iniziative e sviluppando la propria attività informativa militare".
L'Information Warfare è costituito dalla cyberwar, ovvero la distruzione dell'informazione e dei sistemi di comunicazione nemici, e dalla netwar ovvero l'attività posta in essere per danneggiare o modificare ciò che una determinata popolazione conosce (o crede di conoscere) di se stessa o della realtà circostante.
La Guerra dell'Informazione è analizzata nei suoi aspetti che sono l'intelligence, cioè lo spionaggio (con un interessante approfondimento su Echelon, il Grande Orecchio per lo spionaggio elettronico). Il libro passa in rassegna anche lo psycological warfare, cioè la guerra psicologica per indebolire il morale dell'avversario, utilizzando anche qui le più moderne tecnologie (dai satelliti per invadere l'etere dell'avversario, alla costruzione di realtà virtuali fittizie, sempre allo scopo di preoccupare e colpire l'avversario, fino alle tecniche di mind control a cui vengono sottoposti i terroristi).
Uno dei capitoli più interessanti è quello dedicato a Hacker Warfare e CyberWarfare: è già domani, forse ieri, dove si parla concretamente dell'utilizzo degli hacker e delle loro capacità nei conflitti: dagli hacker israeliani, che nell'ottobre 2000 hanno sferrato un attacco ai siti Internet degli Hezbollah, alla risposta della comunità cibernetica araba, che colpisce al cuore la principale risorsa telematica del governo d'Israele.
Dal terrorismo informatico a colpi di virus, fino al videomorphing con la sua capacità di manipolazione della realtà, i venti di Guerra che spirano nel Web vengono scientificamente presi in esame. Da leggere sono i capitoli sull'Economic Warfare, ovvero le tecniche per mettere economicamente in ginocchio una Comunità, interessanti anche quelli sulla Guerra Climatica, sulla Manipolazione Ambientale, squarci su realtà difficilmente non definibili nelle loro conseguenze come apocalittiche, eppure a portata di mano. Infine, nel capitolo dedicato alla guerriglia (e alla guerriglia urbana), una riflessione sui fatti del G8 di Genova (condotta da un rappresentante delle forze dell'ordine) che evidenzia la novità delle riprese fatte e trasmesse in tutto il mondo in tempo reale con le webcam: è la sconfitta mediatica che, secondo gli autori, le forze dell'ordine e il Governo hanno subito, la capacità di molti No-Global di non farsi intercettare dalle forze dell'ordine e di bloccare i siti governativi.
In definitiva è un libro da cui si impara qualcosa, apprezzabile per il suo sforzo di catalogare e sistematizzare una materia così nuova.
Ben vengano anche i "contromanuali", ovviamente. Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
LIBERTA VIRTUALE www.liberta.virtuale.org
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