Domenica 23 luglio 2006
Nella sinistra Spy Story di Telecom tutto è precipitato nel
momento più "sbagliato", nel bel mezzo della grande offensiva mediatica mossa
dai giornali Grandi Fratelli e Grandi Cugini del Patron di Telecom Italia, Marco
Tronchetti Provera. Offensiva mediatica strategica con il compito, preciso e
perentorio, di operare un poderoso lifting all'immagine e agli affari del
sullodato in vista delle alleanze tra Telecom & News Corporation: l'ingresso
del magnate delle telecomunicazioni, Rupert Murdoch, in Olimpia, la holding che,
con il 18%, controlla Telecom Italia. Ma che va a succedere proprio nel bel
mentre che chez Fratello Sole24Ore e chez Fratello San Solferino si celebra la
Grande Messa cantata e si intona il Te Deum in ringraziamento per gli affari
finanziari del vicepresidente di Confindustria e presidente di Telecom Italia?
Viene rinvenuto, cadavere, Adamo Bove, colui che in Telecom ha sostituito
Giuliano Tavaroli l'ex capo responsabile del Cnag la struttura interna a Telecom
addetta alle intercettazioni ordinate dalla magistratura. Intercettazioni che,
come l'Italia intera oramai sa, sono degenerate in ogni tipo di abuso, di
illegalità e di turpi commerci tirandosi dietro una inverosimile scia di
miliardi, di mefitici misteri, di foschissimi affari e di loschissimi
personaggi.
E ora di morte. Siamo al sangue.
In una nota recente l'avevo scritto che ci scappava il morto. E,
nel bel mezzo del Te Deum, il morto c'è stato.
Certo, se si fossero
regolate le cose prima della morte di Bove e alla maniera della Principessa di
Guermantes che all'annuncio della improvvisa dipartita di un congiunto ordinò ai
famigli: "Fatecelo sapere domani, stasera abbiamo un ballo, non possiamo
mancare", meglio sarebbe stato per tutti gli attori della incredibile vicenda
Telecom.
Adamo Bove, napoletano di Acerra, in vita deve aver rotto qualche
uovo nel paniere di troppo, ma in morte, si appresta a fare una Casamicciola di
uova e panieri "strategici".
Sulle cause del "suicidio"
di Adamo Bove le interpretazioni sono tante e tutte portano alle
intercettazioni illegali che si allungano come una piovra in infinite
direzioni. Si è letto, inoltre, che le intercettazioni partivano
dall'ufficio di Bove e Telecom ha fatto sapere che il "Sistema Radar", di
cui Bove era il responsabile, dopo i controlli interni fatti solo
recentissimamente quindi tardivi (e l'enorme ritardo è un altro mistero),
presentava alcune "falle". E' da notare, però, che già un anno e mezzo fa,
dal febbraio 2005 intrusioni e
intercettazioni erano state segnalate all'ufficio legale di
Telecom diretto da Guglielmo Bove fratello di Adamo.
Ma come si spiega che nessuno parla di Gustavo Bracco capo
del personale di TelecomItalia e quindi già capo di Bove, e prima di Tavaroli,
da cui dipende la "Security"? No, Bracco nessuno lo nomina.
Security... parola buffa e per buffoni.
Ha scritto Giuseppe D'Avanzo su
La Repubblica: "Primi giorni di luglio. Viene interrogato un funzionario della
Telecom che, secondo indiscrezioni di buona fonte, chiama in causa Adamo Bove.
E' una testimonianza che al manager provoca molte difficoltà in Telecom, ma che
non muta di una virgola l'ammirazione di cui gode tra i pubblici ministeri. Che
infatti ancora oggi, smentendo ogni suo coinvolgimento nell'inchiesta, ne
difendono l'integrità morale e professionale. Al punto che i magistrati di tre
procure - Milano, Roma e Napoli - si dicono "certi" che, se Bove sospettava di
essere pedinato e intercettato, "pedinamenti e intercettazioni possono esserci
stati, perché troppo sapiente e lucido era l'uomo e per nulla, come pure
malignamente si è detto e scritto, depresso".".
Da napoletana quale sono, e
avendo frequentato per anni l'amico grande psicanalista Cesare Musatti traendone
una serie di utili insegnamenti, vorrei fare qualche riflessione, popolare, sul
"suicidio" di Adamo Bove.
1). Nelle statistiche dei suicidi,
rispetto al Centro, al Nord e alle Isole, il Sud Italia è all'ultimo posto. E,
statisticamente, i pochissimi suicidi che avvengono al Sud si contano più tra le
donne che tra gli uomini. I meridionali, sopratutto i partenopei, e Adamo Bove
era un partenopeo, più che ammazzarsi ammazzano perchè, più che portati alla
depressine, sono filosoficamente, culturalmente e atavicamente vinciuti. Ergo a
vincere le battaglie della vita e a farsene, giusto,
vanto.
2). Le statistiche nazionali sulla diffusione della
depressione psichica indicano il Sud all'ultimo posto. Noi partenopei non
abbiamo ne' tempo ne' danaro sufficiente per soggiacere alla depressione,
accettarla, curarla e coccolarla.
3). Adamo Bove, stando a
Napoli, e da ex poliziotto con brillanti precedenti di lotta alla Camorra, se
non aveva un appuntamento con qualcuno di cui si fidava, o invece, un
appuntamento a cui "presentarsi disarmato", non avrebbe lasciato la pistola a
casa.
Uno nella posizione di Bove, capo dell'Ufficio legale di
Telecom, ufficio che ultimamente ha assorbito e sostituito il Cnag, e quindi
nella posizione di colui con cui Telecom ha sostituito Giuliano Tavaroli e con
tutto il terremoto in atto nel mondo del Sismi e delle Forze dell'Ordine, non fa
un passo se non è armato.
4). L'amica più fidata, intima e
cara di un poliziotto è l'arma. Se decide di suicidarsi, cosa improbabilissima
in uomini rotti a tutto, si ammazza con l'arma amica, la pistola con cui ha
convissuto giorno e notte, la fedele compagna, sicura ed infallibile, con cui ha
condiviso i momenti drammatici della sua vita di
poliziotto.
5). Il suicidio, vedi Freud, porta con se' tutta
una sorta di rituali. Generalmente il suicidando, negli ultimi minuti che lo
separano dall'azione che sa che compirà su se' stesso, mette in moto (forse per
allontanare quel terribile momento che lo separerà dalla vita) una serie di
azioni ordinate, precise, meticolose e attorno a se' non lascia mai uno scenario
disordinato ed illegibile.
E Adamo Bove, uomo d'ordine, e nel bel mezzo di un
grande cavalcavia, lascia la sua auto, la lascia con il motore acceso, con ben
quattro lampeggianti accesi, e lascia lo sportello
spalancato?
6). E, infine, Bove, cuore napoletano, non
lascia neanche un biglietto di addio alla amatissima moglie? No. Non ci
siamo.
Perchè ho voluto dedicare questa nota a Giulio Anselmi Direttore de La
Stampa?
Perchè è umanamente e professionalmente un uomo e un direttore vigile
e, sopratutto, pur essendo il quotidiano che dirige in qualche modo imparentato
anch'esso con la oramai macabra e fatale Telecom, La Stampa non ciurla nel
manico dell'informazione .
Giulio Anselmi, che ha diretto e vicediretto i più
grandi quotidiani e settimanali nazionali, ed è stato il miglior Direttore
dell'ANSA, costituendo al Politico il migliore staff di giornalisti che l'ANSA
abbia avuto, non ha mai fatto scrivere un solo titolo, un solo sottotitolo, un
solo occhiello, una sola riga tendente al solito indotto mediatico fetente:
questa volta quello di "giustificare" il "suicidio" di Adamo Bove marchiandolo,
senza por tempo in mezzo, con il marchio del grande depresso (nu' poco
pazzo...), con "la paura di essere pedinato" - un grande poliziotto si suicida
perchè è pedinato?! - ma fatemi il piacere..., e "ossessionato dalle inchieste
sulle intercettazioni". Ma come, se quelle legali le faceva pure lui e le
Procure gliele ordinavano, proprio Bove, era "ossessionato dalle
intercettazioni" e si sentiva colpevole lui di quelle illegali e abusive fatte a
bizzeffe dalla Telecom?
Proprio Bove che stava ricostruendo per gli
inquirenti le intercettazioni abusive e le violazioni denunciate al Garante per
la Privacy e alla Procura di Roma da utenti di Telecom?
E, per esempio,
uno che si "suicida" per il fatto che ha dato una mano a scoprire gli altarini
del "rapimento" di Abu Omar, e quindi si sente nel mirino del Sismi, è così
impreparato al mondo dei Servizi segreti che, se decide di farne scoprire gli
altarini, è talmente incosciente, e cagasotto, che subito dopo averlo deciso si
mette in una tale agitazione motoria tanto da suicidarsi?!
Sembra, a leggere
alcune cronache e cronachieri, che prima ancora che siano state fatte le prime
indagini, prima che, almeno, sia stata fatta l'autopsia di Bove, vi sia una
maledetta fretta di veicolare la certezza assoluta che Bove "ha
scavalcato il guardrail", "si è gettato nel vuoto",
"ha lasciato il motore acceso e le luci accese",
"ha lasciato lo sportello spalancato", "ha
chiuso lo sportello" e che Bove "era ossessionato", "aveva paura di essere
pedinato", "era in stato di forte depressione", "temeva di essere
intercettato".
Capirai! quelli non fanno altro che intercettarsi a vicenda e
proprio Bove, ex funzionario Digos e Dia, e nuovo capo dell'ufficio
intercettazioni di Telecom, era l'unico poliziotto al mondo a non sapere come
fare per sapere se era o non era intercettato?!
Ma perfavore siamo seri. Seri
come il Direttore de La Stampa che, il suo giornale, non lo espone a certe
grottesche belinate.
Se la morte di Bove vuole apparire come una equazione
psico-sanitaria i conti non tornano. Se, invece, è come appare, e cioè avvenuta
nel momento più cruciale delle indagini sulle intercettazioni illegali fatte da
Telecom, allora l'equazione, forse, torna.
P.S.: Per evitare qualunque
dubbio, preciso che sono in ottima salute, fisica e psichica, quindi non
soffro di depressione, e che il pensiero del suicidio non mi ha mai
sfiorato.
Giuliana D'Olcese quota rosa di internet
(,-) www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
-----
Da amica in vita di Adamo
Bove
ho le stesse perplessità sul suo suicidio di cui ha
scritto Giuliana D'Olcese. La società ha perso uno dei suoi eroi. Riposi in
pace. Francesca Barone
----- Creduloni!Credete davvero che Bove si sia
suicidato? l casi sono 2. 1, lo hanno cacciato giù dal ponte con "casuale
testimone", o se aveva famiglia, gliela avrebbero sterminata. Saluti,
Casual
----
*Tlc: Se la morte è una equazione*
Come mi danno fastidio le terrone
intelligenti, smontano tutte le mie teorie in proposito
:-)))Mi sono permesso di pubblicare questa
tua sul nostro sito, è piccolino ma ben seguito. Un cordiale abbraccio da un tuo
ammiratore segreto! Mi raccomando, ho una reputazione... :-)))))))))) ciao
Franco - Alessandria
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*Tlc: Se la morte è una equazione*
Articolo
Strepitoso, mia dolce quota rosa di internet. Mario Caligiuri, Soveria Mannelli,
Calabria
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*Tlc: Se la morte è una equazione*Stimatissimi fratelli, Giuliana D'Olcese'
aveva forse proprio ragione! C'è scappato anche il morto (lo hanno suicidato?) e
speriamo che rimanga solo 1. Saluti Stefano
-----
A parte i complimenti
per il pezzo, e la condivisione rispetto alla tesi del suicidio,
che ci riporta indietro di qualche decennio quando Pinelli "si suicidò"
gettandosi da una finestra della questura legato a una sedia...Essendo ligure di
origine mi fa particolarmente piacere leggere "belinate" dalla penna di una
Donna di Napoli...
Diego Pastorino
-----Grazie mille x la
condivisione e i complimenti, mi incoraggia molto.
Eh, sì, io
ho frequentato molto Genova e la Liguria e belinate lo imparai subito perchè mi
piacque belin che sta x cazzone no? Grazie ancora e saluti da
gd'o
-----*Tlc: Se la morte è una equazione*Gentile signora D'Olcese, ho ascoltato ieri
la sua interessantissima intervista a Radio Radicale.
Ne ho scritto nel mio
blog, e le segnalo che l'argomento è stato considerato d'interesse anche dal
portale di Libero, certamente più visitato del mio sito.
http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl4322.phtml-----
*Tlc: Se la
morte è una equazione*
Io abito a Via
Manzoni, molto vicino all'uscita di Via Cilea della Tangenziale. Domani comprerò
Mattino e Corriere invece di Mattino e Repubblica, anche perchè la Repubblica di
Napoli è molto appiattita mentre il Corriere del Mezzogiorno è più
leggibile.
Ormai i giornalisti qui a Napoli sono tutti poco coraggiosi oppure
hanno i figli assunti alla Regione.
Se al "salto" di Bove c'era un testimone
era un testimone falso? Come hanno fatto a fare in modo che si fermasse con
l'auto sulla tangenziale in un raccordo un po' stretto? Ci sono delle cose
strane. E poi anche al Circolo Posillipo ieri si diceva che non era uscito
pazzo. Io ho detto che un uomo di 42 anni poliziotto ha un bell'equilibrio e non
esce pazzo facilmente, comunque i magistrati di Napoli lo conoscono bene e forse
sapranno capire cosa è successo. Tutto sta a vedere se non venga tutto
archiviato dalla giustizia ormai malata ed asservita al potere. Graziella
Jaccarino
-----
*Tlc: Se la morte è una equazione* Io in effetti sto con la porta aperta di
Alice Adsl. Lei ritiene che Fastweb sarebbe più affidabile?
Anche se non
penso di avere segreti, incomincio a credere che l'unico modo per preservare le
cose sia quello di limitarsi a pensarle senza dirle più nemmeno a sé stessi.
Almeno per ora i lettori del pensiero non li utilizzano. Ma non è mai
detto.
Un saluto cordiale a lei e al brigadiere che ci legge. DCC
-----Per le "Security" nessun mezzo
tecnologico, a nostra disposizione, è affidabile, e inoltre non
c'è provider che tenga.
Le "Security"
entrano come quando e dove vogliono. Per tutto, il resto si tenga tutto quello
che ha, va benissimo. Se no ritorni al vecchio caro modem... Internet diventa
sempre più pericolosa ma certo non ci si ferma per questo no? E poi per
difendersi dai "normali" vecchi cari hackers ci sono tutti i mezzi che abbiamo.
Fare di più non è possibile, lo dica a Libero.
Cordialmente gd'o
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*Telecom: se la Morte è una equazione*
Un bel nido di serpenti.
Speriamo che
qualcuno con un guanto di ferro riesca a metterci la mano. Ciao
Stefano.
----
*Tlc: Se la morte è una equazione*
Povero giornalismo! La chiacchiera
sostituisce l'articolo prezzolato e il lecchinaggio non manca.
Giovanni Maria
Mischiati
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*****La Cofecchia*****
Certo, tutto deve essere legale, e
ai normali navigatori non devono rompere... Secondo me però tu non cogli il
problema reale, e cioè che si arriva alle intercettazioni illegali perché il
sistema è ormai completamente marcio. La realtà è che il sistema attuale, è mia
impressione, sia capace grazie ad "amicizie", "contatti trasversali",
"corruzione", etc., a difendersi fin troppo bene dal sistema legale "ufficiale"
che, sempre mia opinione personale, non vale per tutti. Che questa sia una
mentalità (è un fatto da tutti accettato senza problemi) è dimostrato da
esternazioni alla Mastella, e anche dall'ultima legge sull'indulto. Qui si
assiste all'assurdo che, prima, si inaspriscono le pene (non per i reati
multimilionari, certo, ma per i delinquenti comuni) e poi si fa un'altra legge
perché ci si è accorti che le carceri sono strapiene. In questo caso però
mettiamoci anche i reati di tipo finanziario... Secondo me siamo governati da un
branco di gentaglia senza ne' morale ne' etica (e certo non mi riferisco ad
etica o morale cattolica).
E senza fare distinzioni tra destra e
sinistra. Questo bisognerebbe dire piú spesso. In ogni caso, stai sicura che di
noi normali navigatori ai politici non frega un bel niente, quelli si muovono
solo per i potenti (vedi l'affaire calcio), a meno che non pensino di
procacciarsi qualche voto. Ci vuole un'organizzazione che vada contro questo
sistema politico, ma poi chi ha tempo di impegnarsi? Qua si diventa sempre piú
poveri (cioè noi, la maggioranza) e di tempo per le "lotte" resta sempre meno, e
non è per caso.
Statte bbuono. CC
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*Tlc: Se la
morte è una equazione*
Giuliana, tu sai
tutto di tutti, non pretenderai che io, per entrare a far parte delle quote
rosa, sia super informata come te!
Rivendico la mia quota rosa, anche se
invisibile rispetto ad una supernova come te.
A presto, Anna
Costantin
-----
Carissima Anna Costantin, ma io so i
fatti solo perchè leggo e seguo quasi tutto,
mica perchè
parlo con chi sa chi. Se ti appassiona un argomento lo trovi dappertutto e ne
scrivi no? Con le tue interpretazioni e opinioni. E i tuoi rischi. Caramente
gd'o
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*Tlc: Se la morte è una equazione*
Torna la banda del buco?
Omaggi da
DottMellia Palermo
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Non se ne è mai andata....
Telecom è
una fucina di spie, e di qualcos'altro.... ma concorrerò a farle perdere un
sacco di mercato, per dindirindina, TIE'!
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*****La Cofecchia*****
Cara Signora, cofecchia o
cufecchia significa intrigo, imbroglio,
mentre sciàmmeria è una giacca a
coda lunga, una marsina insomma. Da dove le viene il significato di sveltina mi
piacerebbe sapere. Purtroppo c'è gente fantasiosa che usa la lingua napoletana a
proprio uso e consumo. Altro esempio di uso scorretto è inciucio (evidente
italianizzazione di 'nciucio, che significa pettegolezzo, e non imbroglio,
secondo l'uso corrente del "politichese"
(in quel senso andrebbe meglio usato
cufecchia, in effetti).
Carmine Colacino
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Caro Cola-Cicchio, la
cofecchia è proprio quello che dico io, rileggimi, e la sciammeria so benissimo
cos'è.
Ma, a Napule, 'a sciammeria è una specie di cofecchia.
La sveltina è la stessa cosa ma nordica, quindi molto meno friccicante e
pittoresca. Ma lei è siculo o napolone?
Saluti cordialissimi da gd'o. Niente
da dire su Telecom? Solo su cufecchie e sciammerie?
-----
Ciao
dolcesetta,
Sul resto non avevo
detto niente perché sono d'accordo...
In quanto a' sciàmmeria non so del
significato di sveltina, però non sarebbe meglio usare il napoletano per fini
meno volgari, anche dal momento che tutti i vari imbrogli (cofecchie, però detti
inciuci) sono sempre cose del nord (Parmalat, calciopoli, e tante altre), non
sarebbe meglio usare il milanese? Tanto per non cadere sempre nello stesso
stereotipo, alla Bocca?
Certo il fatto che un meridionale come Mastella si
faccia paladino degli imbroglioni del calcio non aiuta a sfatare lo
stereotipo.
Ma evidentemente gli manca il senso etico (e il buon senso,
secondo me). Grazie per la risposta, e a presto (sono
napoletano).
Omaggi, CC
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*Tlc: Se
la morte è una equazione*
Se c'era un testimone era un testimone falso? Come
hanno fatto a fare in modo che Bove si fermasse con l'auto sulla tangenziale in
un raccordo stretto? Ci sono delle cose strane. E poi anche al Circolo Posillipo
si diceva che non era uscito pazzo, io ho detto che un uomo di 42 anni
poliziotto ha un bell'equilibrio e non esce pazzo facilmente, ma i magistrati di
Napoli lo conoscono bene e forse sapranno capire cosa è successo. Tutto sta a
vedere se non sarà tutto archiviato dalla giustizia ormai malata ed asservita al
potere. Gianluca de Cesari
------
Cosa vuoi che ti dica? Da quello che scrivi,
e da quello che dicono i telegiornali, anche
io credo sia difficile credere che Bove si sia suicidato, cosa c'è dietro non
so.
Bove deve essersi trovato invischiato in qualcosa di cui non aveva -
forse - capito tutta la gravità? Sicuramente un'altra gloriosa pagina della
"nostra" Repubblica, ma la cosa non mi meraviglia, i meridionali hanno la fama
di imbroglioni, ma già subito dopo la cosiddetta unità cominciarono i vari
scandali, tutti al Nord, o con responsabili Toscani o settentrionali. Checché ne
dica il razzista Bocca. Non voglio certo essere qualunquista, però non vedo
nella politica italiana nessuno che si distacchi, positivamente, dagli altri.
Certo resta da capire perché questo sistema, da tutti criticato, sia poi cosí
"resistente". In quanto alle intercettazioni, se ne può dire tutto il male
possibile, ma senza di queste tutti i vari furbetti e imbroglioni vari
l'avrebbero fatta franca, perché tali atteggiamenti siano "tollerati" (quando
non c'è collusione diretta) mi sembra la cosa piú interessante da capire e
discutere.
CC
----
OK. Ora va bene, mi hai detto le tue
opinioni.
Ma vedi, io condanno combatto, e scrivo, delle
intercettazioni abusive ed illegali, mica di quelle ordinate dalla magistratura
a cui tu ti riferisci. Ci mancherebbe che non si perseguissero i delinquenti.
Con le intercettazioni si sono risolti i casi più difficili, ma a noi normali
navigatori non ci devono rompere le palle. O no? gd'o
******