Primo Piano
Lettere e Commenti
Articoli correlati; Telecom? Truffaldino potere e veri e propri furti. Ma Calabrò ci fa o ci è?!  - "Caso Pollari"
 
*****La Cofecchia*****
*
"Cofecchia":
Sostantivo partenopeo per indicare quella che, con meno espressività plastico-erotica, viene chiamata 'a sciammeria, o sveltina.
Vogliamo dire che, in questa annosa e pallosissima vicenda del 'rapimento' di Abu Omar, il Governo Berlusconi e il Sismi si sono fatti una cofecchia di Stato? Una cofecchia sciuè sciuè. Proprio nello spirito napoletano che impone alla cofecchia tempi lampo - prendere o lasciare - che avviene dietro a una porta e che a volte è più friccicante assai di una comoda scopata.
Ma sì, diciamolo. Mettiamola sulla cofecchia. La Cofecchiona di Stato, da che mondo è mondo, e da quando il mondo è in guerra con il mondo, cioè da sempre, non è sempre peccato. E' un po' come "l'inciucio" politico
Le Ragioni di Stato, a volte, impongono La Cofecchia di Stato, e di Cofecchie di Stato è piena La Storia.
Tanto per non essere fraintesa però, e così incoraggiare l'arravogliamento delle carte mediatiche a proprio uso & consumo, nella Cofecchia di Stato non includo ne' sFarinati ne' Martiriologium Testimoni i quali, poi, più che a presentare agli italiani una verità decente, sono interessati ad arravogliare le carte mediatiche, delle ormai certe intercettazioni abusive, con la tartufesca trovata del
"Martiriologium Testimoni" che piace tanto a certa "stampa tradizionale". E a certi ''poteri forti''.
Ho notato con piacere, ed ammirazione, che la mia Letterina aperta a Gianni Letta, letterina affettuosa ed amichevole iniziata a diramare, Urbi et Orbi, alle ore 16 di venerdì 14 luglio, ha sortito insperati, e perciò molto apprezzabili effetti. Effetti di cui gli italiani, tra domenica 16 e lunedì 17 luglio, sono stati finalmente informati. Chi con chiarezza mediatica, chi meno, chi con troppi ciurlii nel manico. Nella deposizione resa sabato 15 ai magistrati, infatti, il capo del Sismi, generale Nicolò Pollari indagato per il pasticciaccio brutto del "rapimento" dell'Imam Abu Omar, ha dichiarato che il Governo Berlusconi sapeva perchè da lui stesso informato con una lettera. Lettera che, ora, sta all'attuale Premier, Romano Prodi, tirare fuori. E rendere pubblica.
Per amore alla categoria voglio ribadire che il giornalista e Direttore di Libero, Vittorio Feltri, merita rispetto dall'ex Premier Silvio Berlusconi, e non, invece, plateali quanto arraffazzonate smentite. Smentite a cui non danno retta nemmeno gli analfabeti.
Anche gli analfabeti hanno cervello e fantasia per fare 2+2=4. Non è che hanno bisogno di frequentare le segrete stanze del  Palazzo
 o di essere stati mogli di un Sottosegretario a Palazzo Chigi, e alla Difesa, per fare 2+2=4.
Non è consentito smentire un professionista che in un suo editoriale aveva scritto, con coraggio e chiarezza, che il Governo sapeva.
Riporto qua in calce la mia letterina aperta, e affettuosa, inviata venerdì 14 luglio a Gianni Letta facendo notare a quanti mi leggono, comuni lettori e giornalisti, che stampa e Tv "tradizionali" rischiano di restare al palo. Lontani anni luce (e intanto perdere lettori e spettatori) dall'informazione reale, dall'opinione e dalla democrazia orizzontale, non verticale, che internet riesce a creare.
       Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet (,-) 
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
(Venerdì 14 Luglio)
Carissimo Gianni,
si da' il caso che, in un governo di qualche anno fa, la buonanima del mio fu marito, Vittorio Olcese, ricoprì il tuo stesso ruolo e che io abbia seguito, molto da vicino e sin dall'inizio, le tappe, i luoghi, gli usi e i costumi della sua storia politica e, fin dai tempi in cui era Direttore del Corriere della Sera, la storia politica di quello stesso Presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini, di cui, la buonanima, fu primo Sottosegretario a Palazzo Chigi.
Ti assicuro caro Gianni, che a nessun primo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e con delega ai Servizi Segreti, ed a nessun Presidente del Consiglio, vengono omessi programmi e azioni del Sismi. Palazzo Chigi, le residenze del Presidente del Consiglio, come per esempio Arcore, e il Ministero dell'Interno, e della Difesa, sono costantemente collegati a tutti i terminali e vengono informati ora per ora, minuto per minuto, di tutto quanto accade nel Paese. A meno che, non siano Servizi deviati.
Si sa, la guerra è la guerra e ha le sue "regole". Regole che, a volte, in casi drammatici, esigono soluzioni "fuori dalle regole".
Sono convinta, perciò, che nessun cittadino italiano, tranne qualche politico fazioso e menzognero, rimproverebbe al Governo Berlusconi di avere risparmiato, con un "dout des", tantissime vite umane dagli attentati che hanno fatto strage dei corpi di tanti cittadini spagnoli, inglesi, americani ecc. ecc. Gli italiani, idioti e beoti non sono. Lo hanno lucidamente capito.
Quindi, se nei cinque anni del Governo Berlusconi il Sismi avesse agito senza concertare e senza informare delle sue azioni questi organi di governo, vorrebbe dire, raccapricciantemente, che l'Italia ha vissuto in un golpe continuo durato cinque anni.
Un'Italia governata non dal Governo che la stragrande maggioranza degli italiani aveva eletto, e con i Servizi segreti impegnati, come devono, nel prevenire e proteggere il nostro Paese da attacchi terroristici, ma bensì governata dal Sismi, dai Tavaroli, dai Mancini, dai Cipriani, dai Pollari, dai Pompa - Pio Pompa lo spione che si vanta di aver scovato un video che ha permesso di fare fuori il terrorista Al Zarqawi - dalla Cia, dalla affollata pletora dei funzionari e dei tecnici corrotti di Telecom, dai piccoli providers a cui erano date in appalto le intercettazioni illegali e, infine, vuol dire che a fare il Presidente del Consiglio, al posto di Berlusconi, c'era un altro imprenditore.
A governare gli italiani, allora, c'era la Rinomata ditta, la Telecom, del dottor Tronchetti & Provera.
  No comment caro Gianni, e un caro saluto da
  Giuliana quota rosa di Internet (,-) 
www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Sabato 15 giugno 2006: Il capo del Sismi, generale Nicolò Pollari, indagato per la vicenda Abu Omar, nel corso dell'interrogatorio svoltosi presso la Procura della Repubblica di Milano, dichiara che sì, il Governo sapeva. Ne aveva informato, con una lettera personale, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega al Servizi segreti, Gianni Letta.
E Mancini, ancora una volta, accusa Pollari: "Fu Pollari, primo complice della Cia, che ordinò di rapire Abu Omar. Io ero contrario e rifiutai di partecipare al rapimento". Intanto, il controspionaggio Sismi, è accusato di aver intercettato anche giornalisti critici verso il Governo Berlusconi e di avere rapporti poco chiari con Telecom. Telecom, tra le altre innumerevoli denuncie, è stata denunciata da Vodafone per aver utilizzato dati riservati sul traffico dei suoi utenti a fini di marketing mirato a sottrarre clienti ai concorrenti.
<Lettere e Commenti>
----
    *Giuliana D'Olcese*
*****La Cofecchia*****

SEI SEMPRE PIU' GRANDE - EDg
-----
UMartiriologium TestimoniU
A me quel Farina, confidenzialmente detto da Pompa lo spione, "Rene', non è mai piaciuto. Untuoso "cattolico" integralista e oscurantista. Si vede che piace pure alla sinistra se no perchè Gad Lerner su La7 e Primo Piano di Rai3 lo chiamano sempre?
    Beatrice Fini 
-----
 *i Santissimi beati Pio, Giuliano & Marco*
Grazie per i tuoi articoli sempre molto interessanti e pieni di osservazioni e commenti INTELLIGENTI.
Vinicio Corrent
-----
*****La Cofecchia*****
Che a governare gli italiani c'era la ditta Telecom & spioni, l'ho sempre pensato anch'io, visto che mi hanno isolato il telefono e il pc per una settimana prima dell'8 marzo per due o tre anni. Cara Giuliana, vorrei anch'io essere una quota rosa di Internet, come si fa?. Anna Costa
-----
Bravissima
Prendere x il culo gli intercettatori abusivi con feroce quanto garbata ironia, conferendo al tutto un'aura di grottesco, sono l'unica arma x fargli abbassare la crestaccia e il tasso di intercettazioni illegali sulla gente perbene stufa marcia delle vigliaccate di Telecom. Da un anno ho cambiato gestore telefonico e provider, con Tele2 mi trovo benissimo. Fine dei continui tentativi di intrusioni che ho subito x anni. Tutti con Tele2! e abbasso lo spione Pio Pompa e il Tronchetto! Mauro De Piccoli
-----
Gentile Giuliana,
da tempo ricevo i tuoi articoli che trovo molto interessanti per contenuti e forma. Soprattutto, sono molto in sintonia con il mio pensiero. Sono del Veneto e mi farebbe molto piacere conoscerti e parlare con te di eventuali collaborazioni
Grazie e spero a presto, Sabrina Talarico
-----
Cara Signora D'Olcese,
apprezzo molto l'impegno delle persone. E' qualcosa di nobile, soprattutto quando va contro qualcuno o qualcosa di "storto" che "marciano male" o che approfittano della debolezza di uno o più cittadini per calpestarne i diritti. Da questo punto di vista non posso che dirLe: "vada avanti, con coraggio, non guardi in faccia a nessuno". E lo direi anche nei miei interessi (come comune cittadino) e negli interessi di chiunque. La verità è un sasso che colpisce dritto in faccia chi compie soprusi e abusi, mentre accarezza e tonifica la buona gente, direi. Solo che da un altro punto di vista mi verrebbe la tentazione di raccomandarLe prudenza e cautela. prudenza e attenzione, soprattutto ai poteri forti.
      Buon lavoro e auguri, Sergio Perazzi
------
O.K.
E CREPINO GLI SPIONI, COGLIONI E PERDITEMPO, SE SI STANNO OCCUPANDO DEI CAZZI NOSTRI SCRITTI NELLE NOSTRE SPECCHIATE E INNOCENTISSIME E-MAIL. Si teneno tutt' stù tiempo 'a perdere cu' sti' cazzate.....
Cordialmente, pure agli spioni di merda va'!, da gd'o
-----
Concordo al 100%!
Anche perchè li paghiamo noi, il che mi sembra proprio assurdo. SP
-----
UMartiriologium TestimoniU
Ammazzala quanto sei forte! Baci Checco Ceccarelli
------
Carissima Giuliana, non puoi sapere con quanto interesse leggo i tuoi "libelli (?!)
Sono interessanti, dolci, ma nel contempo alquanto graffianti, sei capace di rendere evidenti argomentazioni nascoste tra le "beghe" della politica. Brava! Continua così.
Dice un vecchio proverbio napoletano: Dicette 'o pappice vicino 'o fasulo: Damme 'o tempo c'a tè spertoce:
Ti abbraccio e ti saluto caramente: Nicola Maraglino - Tesoriere del Partito "perilSUD"
------
GRAZIE! VERAMENTE MOOOLTO INCORAGGIANTE.
Non è così il detto napoletano? Dicett 'o pappice 'n'faccia a' noce: Damm 'o tiempo c'a tè spertoso
 ? (,-)
------
*****La Cofecchia*****
Cara D'Olcese, complimenti per il tuo dialetto napoletano, sei più brava di me che sto a Napoli ma sono nata a Roma e non sono brava nel dialetto. Vorrei sapere chi era tuo marito. Per quanto riguarda le Quote Rosa se fosse vero che Maria Maddalena moglie di Gesù era considerata una puttana forse i primi preti cristiani hanno creato il problema della QUOTE ROSA.
Io pure mi sento una quota rosa inutilizzata perchè troppo rosa. Cari saluti Graziella Iaccarino-Idelson Napoli
------
Grazie x i complimenti. Mio marito era Vittorio Olcese.
Inizia eletto alla Regione Lombardia come consigliere regionale, tre legislature come parlamentare alla Camera dei Deputati, Sottosegretario prima alla Presidenza del Consiglio, nel Governo Spadolini 1, e poi Sottosegretario alla Difesa nel Governo Spadolini bis. Chi era l'avevo scritto nel post *Un Monumento FAI da Te x te* che è on line sulla rubrica. E' una lettura interessante, leggilo.
Ciao ciao, caramente gd'o
------
*i Santissimi beati Pio, Giuliano & Marco*
Ho letto questo passo e ho fatto delle associazioni di idee. Magari le possono interessare.
<<Già aperte le prenotazioni estive, rigorosamente riservate per Grandi Fratelli & Grandi Sorelle Vip, aperte presso la Rinomata "One Group", l'Agenzia "tuttofare" diretta da quel Fra' Pio Pompa, detto pure lui a' Fra' che spiata te serve?, ex dipendente Sip, ...>> ONE GROUP! Io ho avuto a che fare con un personaggio, tal Enrico Giuliano, che é fuggito dall'Italia con un bel pacco di milioni di euro ed é ora sotto processo a Livorno ma vive esiliato a Lugano Svizzera. Questo personaggio é stato dirigente di una società ONE COMM. Ecco l'associazione di idee. Questa società aveva a che fare con la telefonia. Si sono inventati di costruire un grande stabilimento a Piombino per il montaggio di telefoni cellulari. Ha ricevuto in anticipo e a fondo perduto i finanziamenti dalla società dello Stato Sviluppo Italia. Appena ricevuti i soldi lui e il suo compare Tavecchia, anche lui esiliato a Lugano, trasferivano i soldi all'estero pagando fatture stratosferiche di forniture su "servizi" e "software" da Irlanda e Svizzera.
Queste società estere erano intestate a loro. Le interessa saperne di piu?
Sono a disposizione per maggiori informazioni. AO
-----
*****La Cofecchia*****
Stimatissima Giuliana, fratelli in Cristo, i fantocci ricattabili tirano sempre giù le braghe davanti a certi banchieri e a certe multinazionali che comandano la politica mondiale. Chi gli ha chiesto di candidarsi?
Non sono candidati candidi, forse sono ricattabili come i fantocci! Auguri per le festività estive e saluti. Il Signore sia con Voi.
Forum Centri Studi, Comitati in difesa della vita umana, Associazione Difensori Viabilità, Equa Giustizia, Università del Lavoro, Internazionale Fraternità-cristiana cattolica apostolica romana di don Corrado Fioravanti. 3389241562-3387111691-3383737029-3482730691, Piazza Madonna D. Provvidenza 1 -20153- Milano. Presso circolo MCL ex ACLI.
Milioni d'adesioni (Sondaggio statistico: oltre il 90% d'adesione generale).
------
*****La Cofecchia*****
Gentile Signora D'Olcese,
su tutta questa storia di Abu Omar quel che troviamo sconvolgente è da un lato il pressappochismo del governo Berlusconi, dall'altra l'operato di certi magistrati che ormai agiscono apertamente come quinte colonne del terrorismo integralista in Italia.
Quei magistrati sono ormai diventati il ramo giudiziario di al-Qa'idah in Italia: prima scarcerano e scagionano i terroristi, poi arrestano i più capaci professionisti dell'antiterrorismo. A ciò si aggiunge l'operato della stampa, che trasforma il terrorista Abu Omar (uno dei capi della Jama'at Islamiyyah, l'organizzazione responsabile dell'assassinio di Sadat, poi integratasi in al-Qa'idah) nel cosiddetto "imam" Abu Omar (ma "imam" di cosa?), e lo fa addirittura passare per vittima. Da parte nostra pensiamo che aver catturato Abu Omar e averlo consegnato all'Egitto abbia dato un contributo di rilievo alle indagini anti-terrorismo della CIA, e quindi abbia potenzialmente contribuito a salvare molte vite di innocenti cittadini americani ed europei. Berlusconi avrebbe dovuto prendersi le sue responsabilità e dire: "abbiamo consegnato ai nostri alleati americani il leader di una pericolosissima organizzazione terroristica, nella piena legalità e nell'ambito degli accordi internazionali sulla lotta al terrorismo".
Invece ha lasciato fare - come Lei dice - la "Cofecchia", col risultato che certi magistrati no-global malati di antiamericanismo hanno trasformato un criminale in una vittima, ed i capi dei ns. servizi e di quelli USA in Italia in dei criminali. Così facendo, quei magistrati hanno di fatto indebolito la nostra capacità di autodifesa contro il terrorismo, mettendo potenzialmente a repentaglio le vite di molti cittadini italiani. In altre parole, se la guerra al terrorismo fosse stata dichiarata secondo criteri convenzionali, quei magistrati meriterebbero - né più né meno - la fucilazione alla schiena per intelligenza col nemico.
Con i migliori saluti, Abu Ibrahim Kalim Webmaster Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana  http://www.amislam.com
*********
Calabrò - Telecom in salsa di arroganza, truffaldino potere e veri e propri furti. Ma Calabrò ci fa o ci è?!
TLC. Liberalizzazione inesistente senza risolvere il nodo Telecomitalia.
Relazione al Parlamento del presidente dell'Autorità delle Comunicazioni, Corrado Calabrò: la presa d'atto di un settore in forte espansione e con i prezzi dei servizi in calo, con al primo posto la banda larga, ma senza alcun intervento che risolva il nodo centrale che impedisce la liberalizzazione: l'abolizione della posizione dominante di Telecomitalia. E' questo, infatti, ciò che è assente nella relazione di Calabrò. Appelli a Telecomitalia tanti, ma è come chiedere al dittatore di non essere più tale, con l'aggravante che il tutto avviene in un ambito che viene chiamato libero mercato.
L'Autorità ha anche denunciato i ritardi -definiti inaccettabili- per l'uso della tecnologia radio di accesso a banda larga (wi-max), su cui una interrogazione che abbiamo fatto presentare alla Camera non ha ancora avuto una risposta (http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=147789).
Ma oltre questo non è andato. Si tratterebbe di rimettere in discussione il potere di una delle maggiori aziende italiane, in mano al patron della Confindustria e che paga tutti i media inondandoli di pubblicità. Una azienda che fa accordi con quasi tutte le associazioni di consumatori per incanalare a proprio vantaggio buona parte delle forme di giustizia che vengono adite dagli utenti per non soccombere al suo arrogante e truffaldino potere. Il nodo centrale, la gestione dell'ultimo miglio, rimane inamovibile anche per l'Agcom. Appelli per un accesso più semplice, economico e razionale agli operatori concorrenti, ma inamovibile. E quindi nulla potrà cambiare. Il presupposto fondamentale di un libero mercato è l'eliminazione di tutte le sacche di privilegio che si sono create nel regime di monopolio. Ma questo non avviene, grazie all'affidamento della gestione dell'ultimo miglio al principale concorrente degli altri gestori, ex-gestore del monopolio. I risultati sono quelli della quotidianità di tutti gli utenti di telefonia fissa: un massacro di norme e contratti, con il condimento di arroganza e veri e propri furti. Una lettura, anche veloce, alle centinaia di lettere che giungono alla nostra associazione, può servire a capire di quale strage stiamo parlando: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc  Alle timide denunce dell'Autorità aspettiamo i pronunciamenti e le iniziative dei nostri governanti liberalizzatori. Anche se siamo molto scettici perchè l'andazzo a go-go del nostro Governo in liberalizzazioni, ha già mostrato essere dominante.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
*********
Caso Pollari. Il segreto di Stato? Copre poco, tardi e male.
  di Vittorio Grevi Corriere della Sera 17 luglio 2006
Se la notizia è esatta, la circostanza che il direttore del Sismi, Nicolò Pollari, indagato per concorso nel sequestro dell'imam egiziano Abu Omar (febbraio 2003), abbia opposto il segreto di Stato ai magistrati della procura di Milano, appare sorprendente per diversi aspetti. Anzitutto perché qualsiasi persona indagata, in sede di interrogatorio, ha il diritto di non rispondere alle domande degli inquirenti, e quindi può rimanere in silenzio, senza dover invocare alcuno "scudo" di segretezza. Diverso sarebbe il discorso ove Pollari si fosse richiamato al vincolo del segreto di Stato come limite al contenuto di proprie dichiarazioni, ovvero di documenti, che il medesimo avrebbe inteso far acquisire a sua difesa: per esempio, in relazione ad asserite coperture ricevute dagli organi responsabili del precedente governo, magari con riferimento ai rapporti intercorrenti tra servizi segreti italiani e americani. Nel qual caso, tuttavia, a parte ogni fondato dubbio se simili coperture possano spingersi fino al coinvolgimento in un delitto tanto grave come è stato il sequestro di Abu Omar (con la conseguente dannosa interferenza nelle indagini cui il medesimo era di per sé sottoposto dalla nostra magistratura), c'è da domandarsi perché la sussistenza del segreto di Stato venga invocata soltanto adesso, quando ormai l'inchiesta milanese a carico degli agenti americani e italiani, ritenuti a vario titolo responsabili di tale "consegna straordinaria", è praticamente conclusa.
E' proprio questo il profilo che suscita le maggiori perplessità. Dato e non concesso, infatti, che si tratti di materia riconducibile all'area del segreto di Stato, non si vede perché il vincolo di tale segreto non sia stato prospettato fin dall'inizio dell'inchiesta dei magistrati di Milano, per esempio attraverso una precisa direttiva impartita agli uomini del Sismi, affinché si avvalessero del relativo strumento: sia per esimersi dal testimoniare sia per sottrarsi al rischio del sequestro di documenti. Sarebbe stato questo un metodo piuttosto brutale (oltre che assai discutibile, rispetto ai principi generali del diritto), ma altrettanto efficace per bloccare sul nascere la suddetta inchiesta giudiziaria. Un metodo di cui, naturalmente, i vertici del Sismi e, quindi, l'autorità governativa di controllo avrebbero dovuto assumersi tutta la responsabilità. Senonché, come noto, fino agli ultimi giorni da parte del governo dell'epoca, e del medesimo Pollari, era stata sempre negata addirittura la conoscenza del forzoso "prelievo" subito da Abu Omar.
Al punto in cui siamo, l'opposizione del segreto di Stato proposta dal generale Pollari quand'anche venisse confermata dall'odierno presidente del Consiglio dei ministri, cui sarà trasmessa per legge, affinché si pronunci entro 60 giorni non potrebbe certamente avere l'effetto di vanificare gli elementi di prova fin qui raccolti dalla Procura di Milano, che dunque sarebbero senza dubbio utilizzabili per una eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Essa potrebbe, al più, giovare alla posizione dello stesso Pollari, se dovesse venire accertato che egli ha agito come ha agito, secondo l'accusa (concorrendo nel sequestro, oltre che, ovviamente, omettendo di informarne gli organi giudiziari), in quanto autorizzato dal governo del 2003, e che sul punto esiste un segreto di Stato. Ma riesce difficile pensare che, nell'attuale sistema legislativo, in assenza di qualunque "garanzia funzionale" per gli appartenenti ai servizi segreti, lo strumento del segreto di Stato (oltretutto finora mai dichiarato ne' opposto) possa venire d'un tratto impiegato per "coprire" sia pure in nome della lotta al terrorismo l'organizzazione e l'esecuzione sul territorio nazionale di una grave operazione delittuosa, in deroga alle più elementari esigenze di trasparenza e di legalità.