*Un Monumento FAI da te xTe*
Con il 5x1000 devoluto al Fai salva un Monumento
d'Arte anche tu
<<Lettere e Commenti>>
La Villa dei Vescovi*XVI
secolo*Luvigliano
di Torreglia*Padova

Villa dei Vescovi * Fronte Principale
e Loggiato Est * affacciato sui Colli Euganei

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La Villa dei Vescovi del Cardinal Francesco
Pisani - XVI secolo - Luvigliano di Torreglia - Padova
Storiografia e immagini su
Nota storico - bibliografica -
Invito e proposta
Gioiello architettonico edificato
nel '500, la Villa dei Vescovi donata al FAI da Vittorio Olcese, imprenditore,
amante delle arti, collezionista, uomo politico e Sottosegretario al
Consiglio dei Ministri nei due Governi Spadolini, fu venduta dal
Vescovo di Padova Monsignor Bordignon e acquistata in comproprietà,
e interamente restaurata con il contributo dell'Ente Ville Venete, da
Vittorio e Giuliana Olcese con il reciproco impegno che un giorno divenisse
Bene pubblico culturale e museografico.
Vittorio affidò a Giuliana la
supervisione dei lavori di restauro, durati due anni, la cura,
la scelta degli arredi e degli ornamenti e la regia scenografica della
Villa. Già negli anni in cui Vittorio e Giuliana vi soggiornavano
con la figlia Carolina, la Villa era aperta al pubblico e ospitava
eventi pubblici, concerti, rappresentazioni teatrali e mostre mentre
era frequentata da esperti e critici d'arte come Roberto Longhi, David
Carret, Franco Russoli e Giuseppe Fiocco, artisti, commediografi
e scrittori come Truman Capote, Gianni Testori, Pierpaolo Pasolini,
Guido Piovene ed Elio Vittorini, architetti come Ignazio Gardella e
Ludovico Caccia Dominioni, scultori come Henry Moore e Alberto Giacometti,
pittori come Andy Warhol, Renato Guttuso e Francis Bacon, imprenditori
ed editori come Giangiacomo Feltrinelli, Valentino Bompiani, Alberto
Mondadori, Carlo Caracciolo e Nino Cerruti, politici italiani e stranieri,
di destra e di sinistra, Sir Desmond e Lady Diana Guinness ai repubblicani
Ugo la Malfa e Giovanni Spadolini, da Gianni de Michelis a Sir Oswald
Mosley leader delle Camicie nere inglesi fondatore e capo della British
Union of Fascists, con Lady Diana Mitford Mosley, scrittrice, detta
da Winston Churchill «Lady Dinamite» editrice del Guinness of Records
avendo sposato in prime nozze il miliardario Brian Walter Guinness.
Lady Diana era tanto amica e ammiratrice
del Führer che chiamò il suo bassotto «Svastica».
E inoltre sua sorella Lady Deborah
con il marito duca di Devonshire, «il Principe nero» Valerio Junio Borghese,
già Comandante della X Flottiglia MAS, passato alla storia come
autore de «il golpe dell'Immacolata», o «il golpe Borghese», Mario Capanna
leader di Lotta Continua e i «terroristi» Toni Negri e Nanni Sabbatini,
fino a registi come Luchino Visconti, Beni Montresor e Nando Scarfiotti,
attori come Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Claudia Mori e tante
altre svariate personalità che hanno segnato le cronache e la storia
degli ultimi decenni.
La Villa dei Vescovi, i cui frontoni poggiano su maestose mezze colonne ioniche, è immersa nel verde dei Colli Euganei e fu edificata nel 1527 come residenza estiva del Patrizio veneziano Cardinal Francesco Pisani Vescovo di Padova. A pianta quadrata, fu costruita per volontà del Nobil veneziano Alvise Cornaro, collaterale di Caterina Cornaro Regina di Cipro, che ne commissionò il progetto architettonico a Giovanni Maria Falconetto ed al suo giovane apprendista di bottega Andrea Palladio. Per l'occasione Falconetto e Palladio si recarono a Roma e, dopo aver eseguito i rilievi architettonici delle maggiori antichità romane, progettarono il «Palazzo dei Vescovi» a «pianta di Vitruvio» con cortile interno a cielo aperto, colonnato, arcate e loggette perimetrali ed un pozzo centrale alimentato dalle sorgenti degli Euganei. Qualche anno dopo è ad Andrea
della Valle che fu commissionato il progetto delle imponenti scalinate
e terrazze che circondano l'intero complesso monumentale e che costituiscono
un mirabile esempio architettonico di stile rinascimentale veneto che
si distingue dalle Ville Venete per il suggestivo gioco di gradinate,
terrazze, sottostanti fornici, un ninfeo e da un doppio ordine di bellissime
arcate intervallate da eleganti paraste su cui poggia un fregio ornamentale
del Vittoria ornato con metope, triglifi, bucrani e figure mitologiche
in stucco bianco che si stagliano sul fondo rosa delle facciate
in un magico effetto di luci ed ombre.
Fu nel settecento che
il cortile interno fu chiuso per creare il tradizionale salone centrale
veneziano e quattro nuove stanze.
La barchessa, o rustico, ha un
lungo porticato ad ampi archi comprendente uno dei tre portali timpanati
che si affacciano sul brolo recintato ed arricchito da tre portali monumentali
ornati con lo stemma della famiglia Pisani che immettono in una splendida
area all'italiana con un antico pozzo in mattoni di cotto e marmo di
Verona. Il piano nobile e le splendide logge esterne sono interamente
affrescate con decorazioni floreali e paesaggi, vigneti, figure umane
e scene mitologiche opera del pittore fiammingo Lambert Sustris - metà
del sec. XVI - mentre il piano terra, ove si avverte la pianta originale a
«pianta di Vitruvio», è caratterizzato dalle volte a botte e a vela,
dalle finestre palladiane dette «a bocca di lupo», dai resti dell'antico
pozzo che era posto al centro del cortile interno in marmo rosa di Verona
e da splendide vasche da bagno e lavabi in marmi colorati di Vicenza
alimentati da getti d'acqua zampillanti da antiche maschere cinquecentesche
in terracotta a bocca di leone. La Villa dei Vescovi, assai più che
una villa veneta, ricorda le architetture del Rinascimento Romano come
il Palazzo di Caprarola, la Villa Lante della Rovere a Bagnaia, entrambe
in provincia di Viterbo, e il Palazzo Farnese a Roma.
Il complesso monumentale è recentemente
divenuto "Bene del FAI" Fondo per l'Ambiente
Italiano e, in attesa di nuovi indispensabili restauri,
le visite sono sospese. La riapertura è prevista entro il 2006.
Cari amici e gentili lettori,
grande emozione, commozione e
orgoglio ho provato quando, aperta la busta del FAI, ho trovato la tessera
di socio con
l'immagine della Villa dei
Vescovi immersa nel paesaggio circostante. Desidero ringraziare
pubblicamente la Presidente del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi, per
questa straordinaria attenzione e sensibilità.
Con *un Monumento FAI da te xTe*
ti invito, e spero molto che aderirai, e farai aderire famiglia, amici
e la tua lista di contatti e-mail inoltrando questa nota, ad una
nuova straordinaria opportunità perchè anche tu, con una semplice firma, possa
salvare il patrimonio artistico
dell’Italia più bella senza dover rinunciare però a destinare l'8x1000
allo Stato o alle Confessioni religiose in
quanto, il 5x1000, non sostituisce in alcun modo l'8x1000.
Con la nuova
normativa fiscale, infatti, d'ora in poi puoi destinare al FAI
il 5x1000 delle tue imposte firmando la dichiarazione dei redditi
nello spazio dedicato alla scelta per la destinazione del 5x1000 nel
riquadro «Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative
di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle
associazioni e fondazioni» ricordandosi di inserire il codice fiscale
del FAI, 80102030154
FAI - Fondo per l'Ambiente
Italiano - Presidente
Giulia Maria Mozzoni Crespi -
Con la Sua adesione Lei contribuirà a tenere vivo lo
spirito della Fondazione, e darà così un impulso alla diffusione di
quell’autentico amore per il Bello che ha fatto del nostro Paese il
più grande museo del mondo e sentirà anche Suoi i successi di un’Italia
che, anche per merito Suo, ritorna a riconoscersi nei valori intramontabili
dell’arte e della natura.
Fondazione senza scopo di lucro. Riconosciuta con DPR
941 del 3 dicembre 1975, iscritta nel registro delle Persone Giuridiche
della Prefettura di Milano al n. 86, pubblicato sulla G.U. 5 Aprile
1976 n. 89. Direzione e Uffici: viale Coni Zugna 5 -20144
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in Italia e all'estero con le visite ai musei e ai monumenti più belli.
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Buon 5x1000 da Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
<Alcune
Lettere e Commenti>
Davvero molto interessante *un
Monumento FAI da te xTe*
Ti ringrazio per avermi dato queste informazioni, aderirò e sopratutto diffonderò il tuo importante messaggio. Stefano Cattaneo ----- Commento sincerissimo: Sei bravissima Giuliana, davvero brava. Bravissima, che lavoro straordinario che hai fatto! Complimenti. Il Palazzo voluto da Alvise Cornaro e da te restaurato è un monumento d'arte che dimostra la grandezza della Serenissima Repubblica Veneta.
E tua. Alberto Micheli
----- Vita sociale Cara Giuliana, Farò quello che chiedi riguardo al FAI e alla splendida Villa dei Vescovi. Sono perplesso però che hai voluto segnalare la presenza tra i vostri ospiti del non tanto eccelso Sir Oswald Mosley. Sua moglie era una cugina della mia defunta moglie Judy Montaghue. Quando a Londra li vedeva entrare in un salotto, usciva subito per non salutarli. Cari saluti, Milton Gendel ----- Grazie per il contributo che darai al FAI! Vedi caro Milton, ai Vescovi è passato di tutto. Pensa che i Mosley e Borghese, ai tempi amante ufficiale della Principessa Pignatelli, vennero con Sir Teddy Millington Drake ed era gente, se pur fascistona, di grande charme, di grande cultura e fascino e di gran conversazione se pur molto originali e stravaganti come sono gli inglesi di razza. E poi, a quei tempi, non si usava questa "aparthaid" politico-ideologico attuale, era fortemente demodè, provinciale e incolto essere ideologizzati anche in società. Il mondo girava in altro modo e tutti erano interessati curiosi di tutti. Con nonchalanse ed eleganza. Si era molto più anticonformisti e liberali di oggi, oltre che autenticamente liberi, e senza soggezioni e pudori politicanti. Chissà quante cose hai tu da raccontare sul gran mondo internazionale e politico di certi anni davvero storici, sarebbe molto interessante anche perchè lo conosci bene avendo sposato in prime nozze Lady Judi Montaghue che era dama di Corte della Regina Elisabetta. Racconta qualcosa di quegli anni indimenticabili di cui noi della nostra generazione, generazione che ne ha viste tante, in fondo ne sentiamo una struggente nostalgia. Era un mondo molto divertente davvero. E' un Amarcord.... GD'O ----- D'Olcese mi racconti i particolari e i "postumi"? Sono curiosissima perchè del "dopo Giuliana" e della villa abitata dalla seconda moglie di Vittorio Olcese se ne raccontano tante ma anche brutte. Ma è vero che quando il tuo ex marito Vittorio è morto ha nascosto a vostra figlia Carolina che lui le aveva lasciato parte dei preziosi mobili e oggetti e non glieli ha dati? E che tua figlia ha scoperto di averli ereditati solo quando ha dovuto firmare per il ritiro dei mobili essendo subentrato il FAI? Ed è vero che nella furia di cancellarti ha strappato le tue fotografie ed ha cambiato un sacco di cose con interventi cafonissimi scegliendo tessuti e oggetti da sciurette mezze tacche? Attendo con ansia i particolari in cronaca. tua Giorgiana da Firenze ----- Che Donna! Beata te che hai avuto questa occasione davvero unica e a soli vent'anni! Da quello che leggo di te anche su Google, si vede che sei versatilissima e colta, piena di originalissime e coraggiose iniziative. Anche la tua passione artistica mi piace molto oltre alla vera grande passione per la politica. Che ti posso dire dire di più? Hai tutta la mia ammirazione e quella del nostro folto gruppo e ti auguriamo cento di questi Vescovi che non ti dimenticherà mai visto ciò che la gente e le cronache dicono di te e della forza e della passione che ci hai messo per difenderli. Che strano, nonostante le grandi cose avute nella vita e la gente speciale di cui sei e sei stata amica, tu di frivolo e mondano non hai proprio nulla, anzi sei di animo popolare e democraticissima. Brava. Complimentissimi da Sara Levi e dal gruppo Pavoncell del Rione Ghetto di Roma ----- Ottima iniziativa il 5 per mille al FAI! Farò aderire tutti gli amici, i conoscenti, il condominio e i colleghi di ufficio. Mi sono iscritto alla newletter e ho visto sul sito quante iniziative fa il Fai belle e molto interessanti.
Cosimo Gentili - Torino
----- Cose da pazzi! Tuo ex marito, l'Olcese, che conobbi anni orsono con alcuni intellettuali venexiani, ed apprezzai molto, ha lasciato al Fai la villa dei vescovi che è un grande patrimonio di noi veneti e del mondo intero e la seconda moglie ha, nientepopòdimeno che, impugnato il testamento e ha fatto causa al Fai! Ma è vero quanto si racconta in Veneto e in giro per internet?! O son ciac£e? Se xe tuto vero quea "siora" la xe na' gran pan.....na. Giusy Loredan, Venexiana ----- Forza Giuliana! Punto e a capo! Dimentica tutte le cose brutte che hai visto e ti sono state fatte, trova un'altra Villa dei Vescovi e rifai una gran fabrega da capo! Ne hai tutte le doti culturali, intellettuali e le forze morali, rifai un altro capolavoro e fregatene degli stronzi e delle stronze. Perchè non vieni a Padova a ringraziare il Santo per il fatto che tuo marito ha rispettato alla grande l'impegno preso con te? Vittorio Olcese è stato saggio, accorto e lungimirante, si vede che ti rispettava e tiamava molto. Chissà che il Santo non ti faccia un altro miracolo..... Magari questa volta con una villa di Palladio o del Sansovino.
Auguri e sempre in gamba eh?! Mommo Parenzo, Sergio Nalin, Mario Bragher,
Lucia Gardin. Padova
----- Bellissima villa! Bella descrizione *un Monumento FAI da te xTe* ogni tanto c'è bisogno di guardare le cose belle, arte e vita, come intermezzo tra una critica e l'altra. Così Virus è completo. E certo che solo quando si è stati al top ci si può guardare attorno con disincanto e parlare in maniere irriverente e senza ipocrisia di tutto e di tutti.
Ciao Paolo Man
----- Grazie x avermi detto le cose giuste come sempre. Devi sapere che, i Vescovi, è stato, dopo mia figlia Carolina, il più grande amore della mia vita e una occasione unica per una giovanissima donna napoletana, e piuttosto ignorantella, di poter fare una grande opera artistica da tramandare salvando questo straordinario Monumento. Giorno e notte mi applicai agli studi sui restauri per non commettere errori filologici così che studiai a fondo «I quattro Libri delle Architetture» di Andrea Palladio. Potrei descrivere tantissimi particolari di tutti i tipi sia sull'avventura dell'acquisto - era bene della Chiesa perciò non alienabile - ma Monsignor Bordignon la vendette perchè aveva investito con «Giuffrè il banchiere di Dio» e perso un sacco di soldi per donare a Padova l'asilo per i bambini minorati. E
potrei raccontare delle mie visite in Vaticano durate un anno per ottenere
con l'aiuto di Papafava, cugino di Sacchetti Cameriere segreto del Papa,
«il rilascio» e l'uso della Villa perchè Bordignon se l'era venduta
a noi senza l'autorizzazione del Vaticano e il Vaticano ci negava il
permesso di entrarne in possesso. Sono stata la prima donna, da quando
fu costruita nel 1500, ad abitarla e ne feci un vero capolavoro di atmosfere
e di regia. Pensa che ebbi il premio annuale per il miglior restauro
nel mondo dall'Associazione degli architetti e degli interiors decorators
USA.
Premio
consegnatomi a Venezia all'Accademia Querini Stampalia con una suggestiva
cerimonia.
Tra architetti e interior decorators, vennero in Italia in trecentocinquanta con due aerei speciali e organizzarono dall'America una
lunga meravigliosa sfilata di gondole con musici, serenate, cartelli
del premio, il nome della Villa, di Vittorio e il mio ed approdammo
alla Querini Stampalia dove mi consegnarono il papiello con sigilli
in ceralacca.
Non
si può immaginare che avventura meravigliosa furono i restauri. Conosco
ogni pietra, ogni mattone, ogni tubo, ogni segreto. Per il restauro,
tra muratori, idraulici, stuccatori, affrescatori, falegnami, maestri
vetrai, maestri del marmo e della pietra, ecc., vi lavorarono per due
anni 60 operai al giorno, io sempre la' dalle sette del mattino alle
cinque del pomeriggio.
E, quando la Villa fu pronta, la «Vita in Villa» la reinventai come la aveva magnificata e immortalata il Ruzzante grande amico e maestro di vita di Alvise Cornaro. Scrive il Vasari: «Se vuoi vivere da Principe, vieni nel Palazzo dei Vescovi a Luvigliano» ecc. ecc. ecc. Dai Vescovi passavano tutti e di tutto, anche la Giulia Maria Crespi, ma non l'ho scritto per non sembrare una specie di pastetta postuma. Sai com'è, la gente quando non sa le cose e non conosce le persone e i fatti precisi: quindi scriverlo per i lettori non era opportuno. Lei se ne innamorò e non sai la gioia che ho avuto che un'altra famiglia milanese sia entrata nel possesso della Villa dei Vescovi anche se è del FAI. Ma è molto di Giulia Maria, moralmente. E
lei ha un grande merito nel renderla al mondo come volemmo Vittorio
ed io.
Quando penso a tutte le più svariate cose fatte nella vita mi sembra altro che un romanzo! Quante, ma quante ne ho fatte....... GD'O www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm ------------ |