Robert Louis Stevenson - Lo strano caso del dottor Jekyll e mister HydeIntercettazioni & Telecom
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la Banda del Buco di Jekyll & Hyde*
Tutti gli Uomini del dottor Jekyll
< Lettere e Commenti >
Anche il Rischio di Brogli con il Voto Elettronico
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E' il Dottore d'Italia. Per eccellenza. Come Gianni Agnelli era l'Avvocato, Carlo De Benedetti è l'Ingegnere. Punto.
Chi vincerà le elezioni di Aprile? L'Unione o la CdL? O nessuno dei due? Più probabile la terza ipotesi. Pare, per ora, che l'Unione perderà il Senato quindi o avremo un Governo di Salute Pubblica detto "Istituzionale", o si rifaranno le elezioni. Sai che allegria. Barcamenarsi, da mesi, tra Prodi e Berlusconi il Dottor Jekyll lo stressa. L'insonnia lo divora. La notte si aggira tra infernali alambicchi in cerca della formula magica da offrire a questo o a quello. Tanto, per Doctor Jekyll, questo o quello, pari son. Per il Doctor Jekyll Berlusconi e Prodi sono les Affaires e les Affaires sont les Affaires. Punto. E les Affaires sont les Affaires Punto, pure per la devota fida Fifì, bella come una Urì, in perenne trasferta tra Telese di Sotto e Palazzo Chigi di Sopra "per aiutare i Governi a capire il Popolo dell'Islam". Tra una Invasione barbarica e un'altra, l'erratica Fifì, bella come una Urì, con la linguetta a fragoletta sfregata senza sosta sui denti sfolgoranti come perle di Labuan, promette pezzi di Paradiso del Grande Profeta.
Però a les Affaires di Jekyll & Fifì, bella come una Urì, va dato un altolà grande come l'Empire State Building. Per dirla con quell'elegantone del senatore Grillo, a noi utenti consumatori non ci devono più scassare la minchia, la tasca e la privacy. Se no la voglia, legittima, è di spedire Jekyll nelle patrie galere a raggiungere il "fido" ex Capo del Cnag Tavaroli e l'ex Capo della Guardia di Finanza che muoveva i fili da Novara. Punto.

e l'erratica Urì, la bella Fifì, a portar loro le arance.
Il Laziogate, o "caso Storace", è roba da dilettanti del Bar dello Sport a fronte di ciò che combinavano, e guadagnavano, i "fidi" Cipriani & Tavaroli capo spioni della Banda del Buco del Dottor Jekyll e della pletora degli "addetti ai lavori" delle intercettazioni.
Siamo in piena bagarre elettorale e i due poli non "possono" e non vogliono alienarsi i favori, passati e futuri, del Dottor Jekyll, di Mister Hyde e di Confindustria quindi, l'ultima notizia sulle intercettazioni, oramai vecchia, è che "si indagherà a fondo".
Anzi, sul "Giallo" degli incidenti subiti dall'Enav negli aeroporti di Linate e di Fiumicino, verrà istituita "Una commissione d'inchiesta". Cazzpperi! Chi ha visto mai una Commissione d'inchiesta condannare misfatti e responsabili di azioni delinquenziali scagli la prima pietra. Le Commissioni d'inchiesta sono fatte per arenare inchieste e malfattori nel Porto delle Nebbie.
E riciclarli lavati con Perlana.
Certo che, in questo clima, affidare a EDS, Telecom Italia e Accenture lo scrutinio elettronico di 11 milioni di voti di 12.680 sezioni per poi trasferirli al Ministero dell'Interno, non è che ci fa dormire tra quattro cuscini.
EDS è la società coinvolta in presunti brogli elettorali, Telecom Italia si è distinta per le intercettazioni illegali operate su centinaia di innocentissimi utenti e Accenture è la società coinvolta nello scandalo dei brogli elettorali in Florida. Allora si chiamava Andersen Consulting e collaborava a certificare i bilanci falsi della Enron una delle più grandi truffe del millennio.
Sulle intercettazioni fatte a centinaia di utenti non ci sono scuse o errori che tengano. Tutti in galera!
     E la bella Urì, l'erratica Fifì, a portar loro le arance. Punto.
                   Giuliana D'Olcese
   www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
Qualche lettera a La Banda del Buco di Jekyll & Hyde
Denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della Repubblica.
Vittime di Telecom, e di altri operatori, un milione di utenti imbrogliati con i soliti addebiti scorretti, furbate, raggiri e truffe su servizi mai proposti loro e mai ordinati che in circa tre anni hanno fruttato a Telecom & Sorelle tra i 300 e i 500 milioni di euro.
E sì, i Cipriani, i Tavaroli, certi marescialli della Guardia di Finanza, i dipendenti corrotti di Telecom e le intercettazioni costano e chi paga è l'ignaro abbonato. E' l'operazione alla Fiorani, il "banchiere" della Banca di Lodi, che sottraeva ai suoi correntisti decine di euro con addebiti perentori quanto indecifrabili. Adiconsum, Federconsumatori, il Movimento Difesa Consumatori ed altre associazioni hanno deciso di presentare denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della Repubblica.
    Edoardo Pintus
Cara D'Olcese, l'Enav è un altro di quegli enti magnafranchi con stipendi da favola
sotto il controllo di se stesso come le fondazioni bancarie, come qualche ordine professionale e come la Banca d'Italia.
Una riflessione alla tua giusta indignazione. Fino a che punto gli illeciti in internet devono restare impuniti? L'intercettazione della posta, l'aggressione informatica attraverso le intrusioni nei PC altrui, l'invio di virus che transitano per i providers e c'infettano i PC non dovrebbero ricevere un trattamento diverso da quello riservato ai crimini perpetrati al di fuori della rete. Secondo giurisprudenza non esiste nessuna specificità d'internet che consenta di sottrarsi alle ordinarie regole di diritto civile e di diritto penale. Anzi, come nel caso della norme penali sulla pedofilia in internet, le pene possono essere superiori e gli obblighi posti a carico degli operatori, providers e società di telecomunicazione, possono essere persino più gravosi. Infatti, come dice tra le altre questa sentenza del Tribunale di Napoli, nella rete non può esserci il far west (a parte quello della libera espressione delle idee ben motivate e non diffamatorie dico io) e la connessa carenza di regole. Faccio una sintesi onnicomprensiva, atecnica e di common sense.
Quando qualcuno ci da fastidio in rete ci sono i soliti mezzi per difenderci se siamo vittime d'illeciti ma possiamo anche accampare qualche pretesa di correttezza nei confronti della Telecom e di società che ci portano i bytes perchè da operatori professionali quali sono, nostri contraenti per i servizi di telefonia e internet, la loro responsabilità non può essere valutata alla stregua dell'ordinaria diligenza ma di quella professionale commisurata a quello che lo stato della tecnica e la loro dotazione di mezzi consente.

Ecco un passo della sentenza on line:
(...Tale evoluzione tecnologica ha quindi messo in crisi il diritto, nel senso che ha determinato delle lacune dell'ordinamento giuridico, vere o supposte. Ciò - oltretutto - a fronte della oggettiva pericolosità del fenomeno Internet, che per le sue caratteristiche (l'immaterialità, cui è correlata la mancanza di definitività temporale, la costante inesorabile mutevolezza...) è fonte di molteplici illeciti. Tuttavia il Tribunale reputa che sia - ancorché utopistico - giuridicamente errato configurare l'esistenza di un (non meglio definito) cyberdiritto, con regole proprie (non è dato sapere poste da chi).
         Paolo M
Alle dilaganti notizie su Giuliano Tavaroli, l'uomo di fiducia di Tronchetti Provera ed ex capo della Security di Telecom da cui dipendeva il Cnag, di spiare senza autorizzazioni della magistratura anche centinaia di normali cittadini, Telecom ha ribattuto comprando intere pagine sui quotidiani per dichiarare di non avere niente a che fare con le intercettazioni ma di dare supporto tecnico alle intercettazioni eseguite dalle Forze dell'Ordine e minacciando denunce contro chi affermi il contrario.
Allora Telecom ci deve rendere conto e ragioni del perchè ben 4 suoi tra alti dirigenti e dipendenti sono in galera. I comunicati perentori di Telecom, pubblicati come pubblicità a pagamento, a utenti e consumatori violati nella privacy e intercettati illegalmente non bastano. Fanno solo ridere e sono una vera provocazione.
        Riccardo Lodola
Mediante l'intercettazione automatica del telefono un utente di Telecom ha subito circa 900 attacchi al suo pc
inviandone per mesi la documentazione allo staff e al capo dell'Ufficio legale di Telecom, all'Abuse, alla Polizia postale, al Garante per la privacy e al capo dei servizi informatici dell'Enav non ottenendo alcun risultato. Società simili, se vogliono, un pirata informatico lo individuano in mezz'ora. Sapete cosa ha risposto per mesi la capo staff dell'Ufficio legale di Telecom al povero intercettato? "Per interromperle attacchi e intercettazioni la cosa è assai complicata e complessa...". Quindi Telecom sapeva e l'inserzione pubblicata a pagamento sui quotidiani ha valore di mera pubblicità non di un comunicato stampa attendibile pubblicato come notizia. Capito la differenza? Telecom si è dichiarata estranea alle intercettazioni nonostante che, per ora, ben quattro suoi dipendenti siano in galera tra cui l'ex capo del Cnag Tavaroli, legato a filo doppio con Cipriani la cui società investigativa si serve anche di piccoli provider. Telecom sapeva che centinaia di utenti erano intercettati con attacchi che, se riusciti, avrebbero distrutto i loro pc. Quindi si indaghi sul perchè Telecom non muoveva un dito. Le responsabilità maggiori delle intercettazioni, e i danni da pagare agli intercettati, sono a carico di Telecom.
     Ilaria Piccinini

Stralci dal Forum dell'Olimpo informatico di Zeus News www.zeusnews.it
Tronchetti e le intercettazioni. Tronchetti Provera ha dato 14 milioni di euro a Cipriani.
L'articolo apparso il 10 Marzo su la Repubblica sull'operato di Tavaroli ex responsabile della Security di Telecom Italia e del Cnag - la struttura di Telecom che esegue tecnicamente le intercettazioni - evidenzia il fatto che Telecom abbia pagato per investigazioni  circa 14 milioni di euro passati dalle mani di Cipriani a quelle di Tavaroli e pone interrogativi a cui dovrebbe rispondere il Presidente e principale azionista di Telecom (oltre che del Corriere della Sera). Perché Tronchetti non affida ad una Commissione internazionale indipendente il compito di indagare sull'operato di Tavaroli e di dissipare i dubbi sul fatto che Telecom abbia utilizzato risorse aziendali e sfruttato la posizione di gestore nazionale e prevalente delle Tlc italiane per finalità illegali?
L'incredibile equilibrismo di Tronchetti & Provera - Furbo e farabutto
perché campa con i milioni di euro che noi utenti/clienti gli paghiamo e lui ci gioca a risiko, invece di coprire tutta l'Italia con l'Adsl. Facciamo come in Inghilterra, svincoliamo Telecom in 2 società, una che gestisce la rete in modo equo con tutti gli operatori, e l'altra che deve comprare dal gestore della rete i servizi, come tutte le altre compagnie telefoniche. Sai che bel divertimento!! (...).
Aggiungerei più attenzione anche per i dipendenti di Telecom Italia
che vivono male questo periodo di esternazioni e cause giudiziarie. E' stato sempre così non facciamo gli ipocriti, è stata sempre sotto gli occhi di tutti la maniera disonesta con cui Tronchetti Provera ha acquisito Telecom. Invece di processare e punire i ladri di galline perchè non mettete in gabbia questa gente che ruba ai piccoli risparmiatori e alle famiglie? Tutti quelli che stanno in alto sono un pugno di ladri infami affamatori del popolo. (P.S. non sono di sinistra).
Tronchetti story. Una biografia del presidente di Telecom Italia Tronchetti Provera
"L'Industriale. La storia di Marco Tronchetti Provera" è scritta da Fabrizio Spagna collaboratore del Riformista e di Limes.
Come ha notato Beppe Grillo, acerrimo nemico del maggiore azionista del colosso telefonico, la "biografia autorizzata" del Presidente di Telecom non brilla per criticità nei confronti di Tronchetti (...).
< Lettere e Commenti >
Ciao Giuly, Cazzpperi! Certo che i tuoi pezzi son proprio corposi e informativi.
Dimmi come hai iniziato la tua carriera giornalistica? Almeno tu, se posso permettermi la domanda, sei pagata?
No perché il sottoscritto, promoter di sé stesso lavora da tempo gratis e sai com'è....non si vive di solo pane ma neanche d'aria.
Un abbraccio. Luca Bagatin
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Una denuncia al giorno toglierà ex ministri e spioni Telecom di torno?
Ritengo che le azioni legali penali contro Telecom, e quindi contro i suoi spioni illegali, necessitano di essere supportate da un forte movimento d’opinione che denunci tutti i soprusi, le soverchierie morali, civili e contro la privacy effettuate a livello governativo e dagli intercettatori di Telecom. E che denunci anche le infinite truffe economiche con cui Telecom e i servi di Tronchetti Provera hanno truffato milioni di utenti addebitando loro servizi mai richiesti ne' ordinati. Basta con questo strapotere monopolista di Telecomitalia.
Maria Sofia Viscuso
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A proposito delle intercettazioni e dei tecnici dipendenti corrotti e spioni di Telecom,
una delle tre società a cui il Ministero dell'Interno ha commissionato l'appalto per il voto elettronico, la Rosa nel Pugno avverte: Anche il Rischio di Brogli con il Voto Elettronico.
La Rosa nel Pugno invita all'impegno civile con il controllo degli scrutini nelle sezioni di Lazio, Puglia, Sardegna e Liguria coinvolte nella sperimentazione del voto elettronico come rappresentanti di lista. Il governo italiano, con una improbabile procedura d'urgenza ed una incredibile spesa di oltre 37 milioni di euro, ha esteso ad oltre 12.000 sezioni, per un totale di 11 milioni di voti. In caso di discordanze tra i due conteggi in parallelo, recita il decreto legge, il presidente del seggio: "Senza procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee".
Numerose fonti hanno riportato che gli operatori informatici, lavoratori interinali delle società d'informatica coinvolte nella sperimentazione, abbiano ricevuto precise indicazioni di far coincidere comunque, anche in presenza di errori delle procedure elettroniche, i risultati dello scrutinio elettronico con quelli dello scrutinio cartaceo, modificando per esempio i totali e ristampando tutto per rifarlo attestare come conforme dal presidente. Infatti, l'attestazione della conformità dello scrutinio informatico rispetto a quello cartaceo dovrebbe essere una sorta di verifica dell'efficacia della sperimentazione.
Marco Perduca e Emmanuele Somma, canditati della Rosa nel Pugno.
Per sapere come diventare rappresentanti di lista www.rosanelpugno.it Per informazioni: info@rosanelpugno.it
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Carissima D'Olcese Grazie. Sinceramente grazie per l'ampia informazione.
Con questo articolo e la denuncia dell'universo criminale italiano in guanti bianchi non avrei mai potuto venire in possesso di tali e tante informazione. Si sa - ha sempre detto il popolo - che la politica è sporca. Invertiamo i termini: La sporcizia è la politica.
Non sono pessimista da ritenere un esito disastroso delle prossime elezioni. Il rischio lo avverto: Gli imbroglioni delinquenti hanno saputo preparare il modo di poter attutire la sconfitta. Quanto successo nei turni elettorali di questo maledetto quinquennio dovrebbe autorizzare qualche speranza, anche se è servito per affilare le armi dei delinquenti. Ora il problema è nel preparare il referendum per bocciare la costituzione del berlusca. Sarebbe l'ancòra di salvezza per il popolo italiano che dovrà pentirsi di aver votato il berlusca. Ci mancava solo Benedetto in sedicesimo, detto così perché Papa in formato tascabile per raffinatezza di ipocrisia: agnello assai più feroce e pericoloso di tutti i lupi e le belve feroci di qualsiasi savana. Grazie di nuovo e a rileggerci, Luigi Melilli

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Egregia D'Olcese, molto interessante.
Me lo "giro" sulla posta di casa, per leggerlo con tranquillità. Grazie. Ma chi sei? Riccardo Enriquez

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Cara D'Olcese sei un vero segugio
dovresti lavorare in un quotidiano e fare le inchieste che scottano in cui non molli mai e sei coraggiosa e convincente senza cascare nelle maglie del potere e delle ruffianerie da questo derivanti, e devianti. Su internet si trovano tutti i tuoi articoli pubblicati da molti siti i più diversi e su Google sei la più citata e presente. Che forza D'Olcesina nostra! Non mollare mai che sei la forza di noi cittadini un po' troppo pigri e rinunciatari.
Auguri di essere eletta la prima giornalista di internet e un caloroso saluto da Giuseppe Iori.

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Salve D'Olcese, come li hai beccati gli spioni di Telecom?
Ammetto che sei stata la prima a denunciare la vicenda delle intercettazioni già tempo fa e in tempi non sospetti, ma come hai fatto a beccarli? La vicenda dell'Enav e di Palermo fu emblematica e il tuo articolo allora apparve ai più incomprensibile poi moltissimi hanno capito. Ti posso suggerire di diramare un elenco di precauzioni da prendere per essere più sicuri in rete?
I siti specializzati dettano regole incomprensibili ai più e davvero per soli iniziati mentre la massa dei navigatori ha pochissime conoscenze tecniche e di conseguenza non capisce il linguaggio davvero complicatissimo degli esperti.
Ti ringrazio in anticipo e ti dico fin d'ora che lo farò girare tra tutti gli amici e gli uffici che conosco.
Saluti da Domenica Scandurra

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Bravissima a beccare Matrix, Novara, Arcore e l'Enav!
Tutta "roba" tra governativo e Telecom-intercettatorio con a capo ex marescialli della Guardia di Finanza, ex Carabinieri, faccendieri, spioni e tutta la feccia di cui sui servono Telecom, il suo padrone Tronchetti e individui che stanno nel governo berlusconiano.
Si deve venire a capo di questa sporchissima faccenda delle intercettazioni abusive che hanno violato la privacy di troppi utenti e rovinato con danni di migliaia di euro i loro computer. Devono andare tutti in galera e pagare danni salatissimi.
Cordialmente e buon lavoro Francesco Rubini

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Tutankhamòn e gli spioni sono già dentro le Porte Cara D'Olcese,
sono un'italiana tipo, colpita dalla crisi, con figli precari o disoccupati da supportare. Ceto medio, prima benestante, ora con problemi di qualità della vita. Se sono d'accordo con te che chi va al governo abbia interessi di parte e personali cui da' priorità perchè non vuole scontentare una categoria di elettori, quali la chiesa, gli industriali, i sindacati e promette a tutti, prendendo  posizioni ambigue, ho però motivi fondati dovuti a ciò che sento dire dalla gente per pensare che nella sinistra si continua a farsi la guerra. La gente non voterà l'Unione perchè non si fida di una coalizione dove tutti sono contro tutti e si ributterà su quella parte già sperimentata che porterà a termine l'opera di annientamento totale dell'Italia, fino a farci sparire dai paesi, se non industrializzati, possibili di sopravvivenza. Bisogna arrivare al voto per lasciare a noi italiani una possibilità di ripresa. Sia chiaro che dopo il voto bisogna continuare su questa linea per non perdere l'acquisito, come successe l'altra volta quando regalammo il "potere" a questi che ancora stanno qui, per cui ribatto che le discussioni, quando si entra in una coalizione, debbano farsi in famiglia per apparire più uniti possibili. Questo è quello che ha fatto la destra, più o meno bene, fino adesso. Mentre ora, temendo giustamente una "detronizzazione", escono allo scoperto con le lotte di potere e le "prese di distanza". Ho troppa paura di ritrovarmi per altri 5 anni questi "dilettanti" della politica, per di più anche odiosi, arroganti, spioni, intercettatori e con aspirazioni dittatoriali e ignoranti, per non chiedere di seguire queste linee per non fare il gioco di chi vuole continuare a rovinarci.
Ciao e grazie Claudia Spagnuolo
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I Sindacati Autonomi contro Tronchetti Provera sulle intercettazioni
Comunicato stampa della FLMU-CUB
, il sindacato interno a Telecom Italia, sulle indagini riguardanti Giuliano Tavaroli, già capo della Security di Telecom Italia a proposito di intercettazioni: Ma Tronchetti Provera si comporta così perché è dell'INTER o ci sono altri motivi? Da La Repubblica - Luca Fazzo.
Giuliano Tavaroli, ex brigadiere dei carabinieri, ex capo della Sicurezza Telecom, passato alla direzione della Pirelli Romania a Bucarest, dopo aver ricevuto dalla procura di Milano l'avviso di garanzia, maggio 2005, sarebbe al centro delle indagini:
"E' intorno a Tavaroli che per mesi i magistrati hanno ipotizzato che ruotasse il sistema di indagini abusive, di rapporti sotterranei tra Telecom Italia e l'universo dei servizi segreti, di intercettazioni abusive delle chiacchiere degli italiani realizzate sotto il nome di Super Amanda. Tavaroli è amico dell'investigatore privato Emanuele Cipriani, fiorentino, finito in una serie di guai. Cipriani, capo dell'agenzia Polis d'Istinto, inquisito dalla procura di Viterbo per indagini abusive realizzate corrompendo poliziotti e finanzieri.
Le indagini della Procura milanese hanno portato alla luce rapporti d'affari molto stretti tra Telecom e la Polis d'Istinto di Emanuele Cipriani, così stretti che i pubblici ministeri hanno scoperto su un conto cifrato di Cipriani alla Deutsche Bank di Lussemburgo 14  milioni di euro, più o meno pagati da Telecom su un conto inglese di Cipriani e da questi fatti arrivare - via Montecarlo e Svizzera - in Lussemburgo. I 14 milioni di euro sono stati corrisposti a fronte di centinaia e centinaia di fatture per prestazioni quasi sempre indicate in modo vago. Questi fatti suggeriscono alcune domande: Tronchetti Provera ha messo a capo della sicurezza Tavaroli perché è vittima della sindrome INTER e per questo si attornia di collaboratori, a dir poco, inaffidabili?
Tronchetti Provera ha dato i 14 milioni di euro a Cipriani perché era convinto che fosse arrivato primo alle gare aziendali per il salario incentivato? O chiunque governa Telecom e la rete deve convivere con i servizi segreti, siano quelli buoni (per chi?) o quelli cosìdetti deviati, con buona pace della democrazia e della privacy"?

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Denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della Repubblica.
I consumatori sul piede di guerra. Le principali associazioni dei consumatori italiani presenteranno denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della Repubblica. [ZEUS News -
www.zeusnews.it - 10-02-2006]
Sono circa un milione le vittime di Telecom Italia e di altri operatori che ogni anno sborsano cifre non dovute, tra i 50 e i 100 euro pari ad un importo tra i 250 e i 500 milioni di euro negli ultimi tre anni. Oltre 300.000 le denunce presentate alla Polizia Postale.
Si pensi che addirittura il 90% delle conciliazioni su tutti i servizi riguarda Telecom. Paolo Landi, segretario generale Adiconsum:
"È una situazione intollerabile. Tutti gli impegni assunti da Telecom Italia a partire dal presidente Tronchetti Provera, all'A.D. Ruggero, alla direzione generale dell'azienda, non hanno prodotto alcun risultato. Tutte le proposte delle associazioni cadute nel vuoto. Il business ottenuto con pratiche commerciali scorrette (furbizie, raggiri e truffe) è troppo elevato per rinunciarci".
Per questo l'Adiconsum, la Federconsumatori, il Movimento Difesa Consumatori e le altre principali associazioni di difesa dei consumatori italiani hanno annunciato di voler presentare denunce penali contro Telecom Italia in tutte le Procure della Repubblica contro l'attivazione di servizi non richiesti e addebitati in bolletta senza il consenso degli abbonati. Si tratta di un fenomeno, secondo le associazioni dei consumatori, largamente in contrasto con le dichiarazioni sulle responsabilità sociale dell'impresa, spesso rilasciate dal presidente e maggiore azionista Tronchetti Provera. Purtroppo, spesso i gestori alternativi e concorrenti imitano questa prassi negativa che potrebbe, addirittura, aggravarsi se Telecom Italia dovesse aumentare il proprio debito e le proprie difficoltà economiche a causa dell'uscita di Gnutti dalla proprietà dell'azienda. Si tratta, principalmente, di ADSL mai richieste e attivate ugualmente su utenze telefoniche, di telefoni cordless Aladino e videotelefoni fissi mai richiesti eppure consegnati al cliente che, spesso, ha difficoltà a restituirli e comunque non riesce mai a bloccare gli addebiti in bolletta e a farsi rimborsare i soldi.
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Su Google: Il mercato delle intercettazioni è in piena espansione: si parla di 300... 140 mila intercettazioni di telefonini per la sola Telecom e circa 120 mila...
Il risibile comunicato stampa di Telecom: "Non Facciamo Intercettazioni"...
( Ansa ) - Telecom Italia ''non fa intercettazioni''. E' quanto afferma il gruppo in un annuncio a pagamento a tutta pagina pubblicato dai maggiori quotidiani. Il gruppo sottolinea che ''da tempo subisce una campagna di disinformazione mirata ad insinuare che la società svolge attività di intercettazione'', ma assicura che ''non ha persone o macchinari per intercettare le comunicazioni telefoniche''.
L'obbligo in capo a Telecom è quello di ''collegare linee di rete fissa o mobile intestate a propri clienti a strutture o società indicate dalla magistratura'', ma ''tali strutture di natura pubblica o privata hanno personale e apparati dedicati a queste attività''.
Pertanto ''Telecom Italia è del tutto estranea a queste strutture o società'' e ''agirà in termini di legge contro chiunque insinui o affermi un ruolo della società nella attività di intercettazione diverso dal puro collegamento delle linee svolto in favore della giustizia''.

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La cosa ridicola è che Telecom mente su cose di dominio pubblico, di cui hanno scritto analisti, quotidiani autorevoli come il Sole24Ore, attraverso interviste a persone di BT.
Verità su BT: non fatevi ingannare da Telecom 17 Marzo 2006. Telecom ha avuto ieri il coraggio di ribadire che è una leggenda, non è vero che BT è stata scorporata e che non ci sono due divisioni separate, BT Retail e Open Reach, inventandosi una realtà alternativa: "Si tratta solo di "una divisione all'interno di BT, il cui compito è quello di gestire nei rapporti con i clienti quei rami di rete che vengono considerati non replicabili dai concorrenti". Fantasie. Ma le avevo sentite anche da Renato Ruggiero qualche settimana fa. Tattica berlusconiana: Confondono le acque, mentendo spudoratamente, tanto sono pochi quelli in grado di confutarli, in un mondo confuso e disonesto come il nostro. La cosa mi fa particolarmente arrabbiare, perché ieri, mi dicono, il rappresentante Telecom ha avuto la faccia tosta di dare del "ballista" a chi cercava di raccontare la verità su BT. Arroganza.
Su BT il Sole24Ore ha scritto molto, anche attraverso miei pezzi. Ho intervistato persone di BT, sono stato a uno dei loro quartier generali vicino Londra, l'open reach e la liberalizzazione erano cose di cui si parlava di continuo, perché per loro, per la stessa BT, è una vittoria della concorrenza e del mercato liberale. I concorrenti possono noleggiare autonomamente pezzi di rete BT da Open Reach così come deve fare BT Retail. Telecom Italia ha invece solo una divisione contabile che Telecom cita come già un traguardo impareggiato in Europa. Significa che TI wholesale e TI retail devono avere conti separati e che TI wholesale vende a TI retail alle stesse condizioni (in teoria) a cui vende agli altri operatori (principio di non discriminazione). Ma tra le due c'è commistione, non sono divisioni separate. I concorrenti comprano da Telecom, comunque, non da un'entità separata (quale è invece Open Reach). Poi, ok, se per "scorporo" della rete significa ridarlo in mano al pubblico o a un'altra azienda, Telecom ha ragione: in Europa non è mai stato fatto; Open Reach resta di proprietà, con la rete, del gruppo BT. Ma mente Telecom (non posso credere che siano disinformati, quindi mentono) quando dice che non sono divisioni separate. La cosa ridicola è che Telecom mente su cose di dominio pubblico, di cui hanno scritto analisti, quotidiani autorevoli come ilSole24Ore, attraverso interviste a persone di BT...
Ma c'è anche sul sito di Ofcom, regolatore inglese. Leggete questo documento, alle prime righe: On 21 Jan 2006 British Telecommunications established a separate line of business/division within BT called Openreach.
Cara Telecom, "separate" e "division" non sono le divisioni sperate che spergiurate non esistere?
Via Mante Pubblicato in: Segnalazioni  - Autore: Alex
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Rosa nel Pugno: Rischio di Brogli con il Voto Elettronico
Dichiarazione di Marco Perduca e Emmanuele Somma, canditati della Rosa nel Pugno
La Rosa nel Pugno invita all'impegno civile con il controllo degli scrutini nelle sezioni di Lazio, Puglia, Sardegna e Liguria coinvolte nella sperimentazione del voto elettronico come rappresentanti di lista. Il governo italiano, con una improbabile procedura d'urgenza ed una incredibile spesa di oltre 37 milioni di euro, ha esteso ad oltre 12.000 sezioni, per un totale di 11 milioni di voti.
In caso di discordanze tra i due conteggi in parallelo, recita il decreto legge, il presidente del seggio: "Senza procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee". Numerose fonti hanno riportato che gli operatori informatici, lavoratori interinali delle società d'informatica coinvolte nella sperimentazione, abbiano ricevuto precise indicazioni di far coincidere comunque, anche in presenza di errori delle procedure elettroniche, i risultati dello scrutinio elettronico con quelli dello scrutinio cartaceo, modificando per esempio i totali e ristampando tutto per rifarlo attestare come conforme dal presidente. Infatti, l'attestazione della conformità dello scrutinio informatico rispetto a quello cartaceo dovrebbe essere una sorta di verifica dell'efficacia della sperimentazione. L'attuale prevalenza dello scrutinio manuale mette ragionevolmente al riparo queste elezioni da manipolazioni su larga scala dei risultati elettorali attraverso l'uso di strumenti informatizzati. Ma l'eventuale assicurazione della conformità dei risultati elettronici, realizzata anche a seguito di possibili manipolazioni degli operatori informatici delle aziende fornitrici del servizio, porrebbe le basi per una estensione delle procedure di voto elettronico nelle successive consultazioni, scalzando anche la priorità dello scrutinio cartaceo. Si pongono così le basi, fasulle, per una prossima estensione del voto elettronico che considerazioni di precauzione imporrebbero di verificare molto più attentamente. Infatti, né il governo, né le aziende coinvolte nella sperimentazione, hanno effettivamente reso trasparente il sistema utilizzato, ad esempio pubblicando il codice sorgente dei programmi realizzati o rendendoli ispezionabili al pubblico.
Non si conoscono le procedure di acquisizione dei risultati e se i risultati ottenuti dalle operazioni di scrutinio digitale siano effettivamente, e in che misura, manipolabili dagli operatori informatici. Nessun confronto è stato cercato dal governo o dalle aziende coinvolte su questi temi lasciando nell'ambiguità una questione così sostanziale per la democrazia di questo paese.
Si è agito con una urgenza e una ambiguità chiaramente non compatibile con l'enorme impatto democratico di tali procedure.
Infine, certamente non migliorano il clima di sfiducia nei confronti di queste innovazioni, le indiscrezioni di stampa secondo cui la rilevante commessa per l'introduzione del voto elettronico sia stata assegnata, senza alcuna gara, ad una azienda diretta dal figlio del Ministro degli Interni Pisanu. La Rosa Nel Pugno invita i cittadini, specialmente chi ha competenze informatiche, di qualsiasi orientamento politico, a vigilare all'interno dei seggi elettorali sperimentali le operazioni di scrutinio digitale e imporre iscrizioni a verbale, o richiedere esplicitamente la dichiarazione di non conformità, ai sensi della legge elettorale, alla minima discrepanza tra i conteggi elettronici e quelli manuali, o in presenza di operazioni sospette da parte degli operatori informatici o dei responsabili delle attrezzature tecniche per il rilevamento dei dati di scrutinio. Allo scopo è possibile farsi nominare 'rappresentanti di lista', per il proprio partito -o comunque per la Rosa Nel Pugno, che è disponibile a raccogliere nelle proprie liste degli scrutatori chiunque voglia interessarsi di questa operazione di vigilanza. Essere rappresentanti di lista non implica obblighi di voto per il partito rappresentato.
Per sapere come diventare rappresentanti di lista
www.rosanelpugno.it Per informazioni: info@rosanelpugno.it