Si narra di un nuovo Ordine, di una Congrega
miliardaria, segreta e occulta, riservata a pochi adepti, fondata per custodire
e tramandare ai suoi posteri un Tesoro: Il Codice da Vinciuti. Il "Santo Graal"
da aggiudicarsi con la lotteria del ladrocinio di Lotta & di Sgoverno
continuato e gli intrecci perversi e truffaldini, vedi i casi Cirio e Parmalat,
ai danni di piccoli risparmiatori, correntisti, pensionati defraudati dei loro
magri risparmi rubatigli dalle regole di questo Codice da Vinciuti della
Compagnia della buona Morte
affollata da ladri bancari e finanziari, ladri di
Stato, politici ladri e Grandi beneficiari, come i Legionari di Cristo da cui,
solo ora, mi è arrivata una lettera intestata e firmata da un padre che mi
chiede soldi "per fare il corredo ai nuovi sacerdoti".
Sacerdoti di chi?
Dei
Legionari di Cristo, la Congregazione con cui Fiorani era prodigo di
"beneficenze" con il danaro sottratto ai correntisti della sua banca.
Congregazione che beneficiava tramite le mani "immacolate" della Legionaria
Cristina Fazio, moglie di Fazio ora, finalmente, ex Governatore della Banca
d'Italia schiodato a furor di popolo dalla poltrona della Presidenza. Altro che
"dimissioni spontanee"....
Ma che è questa Congregazione il cui fondatore,
Marcel Macial, è sotto inchiesta del Vaticano per pedofilia, violenza carnale e
abusi sessuali sui giovani novizi? La Congregazione dei Legionari di Cristo è
tanto "riservata" che ha un sito intenet a cui si accede solo con password
personale... Si vede che, ora, accusato il colpo per le forzate sospensioni
delle "beneficiate" dei confratelli e consorelle Fiorani & Fazio, i
Legionari di Cristo si riorganizzano rivolgendosi direttamente al popolo di
ingenui creduloni, vecchiette e pensionati, ritenuti fessi e disinformati degli
scandali in atto. Infatti, mai prima d'ora, mi era arrivata una lettera da
questa sedicente "Congrega". La cosa sconcertante è che è indirizzata al mio
nome e cognome con cui nessuno mi conosce ne' mi scrive.Non c'è neanche
sull'elenco telefonico. E' il mio nome anagrafico, quello con cui pago le tasse,
firmo doc. amministrativi ecc. e, oltre che nei database anagrafici, non compare
da nessuna parte. Allora, chi è "il beneficente" che, senza autorizzazione,
viola la privacy dei cittadini e passa gli elenchi ai Legionari di Cristo e
chissà a quanti altri di questi "soggetti"?
La Banca d'Italia, ergo il suo
sputtanatissimo Presidente Fazio, Gran Maestro e Gran
Sacerdote della Congrega del Codice da Vinciuti, nonchè confratello e gran
beneficente della Fondazione Fanfani, hanno le mani nei database dei
contribuenti?
O chi è che passa gli elenchi ai Legionari di
Cristo? Forse, la Legionaria, tale Cristina Fazio, la loro Soldatessa
intima di Fiorani? Chi dimentica quella telefonata, guarda caso avvenuta proprio
quando divampavano le polemiche tra le mene del Cardinal Ruini, la Cei, i
Comitati scienza e vita e compagnie salmodianti tutti in frenetica miliardaria
campagna elettorale contro i Referendum di giugno? Telefonata in cui tra i due
cumparielli Legionari si parlava di una ingentissima beneficiata passata dal
Legionario Fiorani alla Pia Legionaria donna Cristina madre della "laica"
Legionaria suor Fazio.Regola del Codice da Vinciuti: Fottere i poveracci &
recitare il Rosario, rubare ai poveri per dare ai ricchi.
Tutti, noti parlamentari mezzani coinvolti nello
scandalo ed emeriti ladroni finanziari dichiarano: 'Mi sento tranquillo', 'Sono
a posto con la mia coscienza', 'Sono cattolico osservante', 'In famiglia si
recita il Rosario tutti i giorni' , 'Parlo la notte con sant Agostino', 'Sono
ispirato da San Tommaso d'Aquino', 'Vado alla Santa Messa tutte le mattine', 'Mi
confesso con il 'Vescovo Eminentissimo della mia Diocesi', 'Faccio beneficenza
ai Legionari di Cristo', 'Ho una zia beata e uno zio prete'. E, infine, in testa
alla Sacra Corona della Santa Congrega del Codice dei Vinciuti alla ricerca del
"Santo Graal", ovverosia il malloppo, ecco il Sottosegretario Brancher delegato
alle relazioni pubbliche della Congrega, i Senatori Grillo & Tarolli che,
convinti di prenderci tutti per il q, dalle pagine dei giornali "informano" che
La Sacra Coppia dei Legionari di Cristo, alias il Sor Antonio & la Sora
Cristina, sono Sante e Piissime persone, sono Legionari di Cristo. E via
magnificando. Ma, intanto, in quel di San Vittur, il Sciur Fiorani ha vuotato il
sacco e l'ha ruinà i Sciuri Legionari il Sciur Antonio & la Sciura
Cristina.
Ua sera i telespettatori del Codice da Vinciuti de la La7tv, e i
parenti dei carcerati invitati in studio, non credevano ai propri occhi e alle
proprie orecchie quando, durante il rivoltante dolciastro vomitevole
spettacolino messo su da La7 per ''umanizzare'' Fiorani, lo hanno sentito dire:
"Erano tanti giorni che non vedevo la mia famiglia!!". Arrestato solo 2 giorni
prima, faceva sfoggio di arti culinarie e marital paterne in un grazioso
quartierino allestito nel carcere di San Vittore mentre lo speeker dava ad
intendere agli allibiti telespettatori: "questo è il trattamento riservato ai
carcerati che hanno famiglia".Immagino l'onda di rabbia impotente e di sdegno
montata tra i detenuti comuni stipati come bestie nelle putride carceri
italiane. Carcerati a cui, certo, non si allestiscono neanche i cessi, i letti,
il Ddt e i medicinali. Figuriamoci il tinello del Codice da Vinciuti in cui
venivano esibiti Fiorani and Family.
Giuliana D'Olcese
<Lettere e Articoli>
Cara D'Olcese,
non
ti conosco di persona, ma stimo la tua franchezza e perseveranza nel girare a
noi appartenenti alla tua mailing list, notizie, idee, riflessioni ecc..., come
quella attuale. La tua opera di diffusione mi pare veramente utile, nella
speranza che sempre più cittadini "aprano gli occhi" e decidano di dire BASTA
allo stato di cose attuali!!! Grazie per il tuo prezioso lavoro di divulgazione.
Paola da Milano
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Napoli. L'ufficio stampa di Le Terre del Fuoco
scrive: "Giampiero Fiorani e Antonio Fazio erano insieme già da
tempo in una Fondazione bancaria d'ispirazione "religiosa". Ma, con le prime
nubi giudiziarie, il nome di Fiorani scompare improvvisamente dall'elenco dei
"soci benemeriti" della Fondazione. Con loro, un sorprendente elenco di nomi
eccellenti, tutti finora rimasti al loro posto. Cosa sanno i magistrati milanesi
di questa strana "creatura" in business ammantata di misticismo?
E quali
risvolti potrà riservare per l'inchiesta del gip Clementina
Forleo?"
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Mi sei piaciuta - Edgardo
Pinto
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Sì,
e le
legionarie e i
legionari di Cristo... sono i discendenti del centurione che trafisse
Gesù sulla croce?
Sto leggendo i verbali e l'ordinanza di carcerazione di Fiorani e le motivazioni
di Clementina Forleo mi convincono. Questa volta un giudice sta facendo il
suo mestiere, sul serio, nell'interesse dei cittadini. Avevo fiducia che ciò
avvenisse e così è capitato.
Alle spalle di Clementina non mi sembra ci siano ribaltonisti, golpisti giudiziari
pilotati da un Violante o trame occulte che rispondano a particolari disegni.
Clementina ha il piglio scorbutico e ad alcuni è un po' antipatica; ha emesso
qualche sentenza discutibile, ha dato qualche definizione bizzarra del terrorismo,
ma mi sembra in buona fede. Non mi sembra ci siano manovratori alle sue spalle.
Clementina non ha sponsors e sta scoperchiando una nuova tangentopoli nel
centrodestra, dove i percettori degli oboli sono leghisti puroduristi e gens
pia. I Diessini nemmeno stanno tranquilli perchè in qualche Consorte-ria ci
stanno pure loro.
E' un nuovo scandalo? Suvvia, in Italia scandaloso è solo chi si scandalizza!
E' il caso di dire che c'è un giudice a Milano, e cerca di far giustizia.
Noi cittadini gli dobbiamo il nostro supporto morale in questa difficile ricerca.
Mi ha colpito che nella sua ordinanza faccia riferimento alle rapine subite
dai risparmiatori. Finalmente qualcuno ha individuato le vere vittime
dei reati contestati: I risparmiatori, persone fisiche in carne e ossa, e
mi auguro ancora in carne e non ridotti pelle e ossa. Che hanno fatto di male
questi banchieri? Hanno violato norme giuridiche vigenti nell'Iperuranio?
Hanno infranto complesse normative societarie lontane anni luce dalla comune
comprensione dei cittadini?
E sì perchè fino ad oggi i reati ascritti ai protagonisti della finanza e
dell'economia sono stati sempre considerati peccatucci veniali, al massimo
argomenti filosofici su cui discettare. Verità e correttezza dei bilanci sono
sembrati fino ad oggi argomenti metafisici, il loro raggiungimento parte di
una ricerca teolologica. Chi potrà mai condannare un penitente alla ricerca
della Veritas?
Clementina li ha trattati alla stregua di comuni rapinatori. Sì, ladri comuni
al pari dei loro attuali compagni di cella per i quali, a dispetto di una
falsa ed ostentata obbedienza al papa, non c'è mai stato un atto di clemenza.
Adesso tocca a Loro subire l'inclemenza di Clementina. Paolo
M.
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Trento.
l'Agenzia cattolica Adista scrive: E vissero
felici e contenti
Questa, per ora, l'apparente conclusione di una favola che, come
in ogni storia che si rispetti, ha i suoi bei protagonisti e le sue comparse:
Il senatore trentino Ivo Tarolli, dell'Udc; l'arcivescovo di Trento, mons. Luigi
Bressan; il clero e i cattolici trentini; il quotidiano locale L'Adige. E, sullo
sfondo, luccicante e controverso, un bel malloppo di 5 milioni di euro destinati
all'arcidiocesi, dalla Finanziaria del governo Berlusconi, per un vago progetto
di carattere interreligioso di cui poi tutti, scoppiato lo scandalo, hanno negato
la paternità. Il 13 novembre, Tarolli dichiara a L'Adige di aver fatto inserire
nel maxi-emendamento della Finanziaria 5 milioni di euro alla Conferenza episcopale
italiana, <la Cei, presidente il Cardinal Ruini>, e dell'arcidiocesi di
Trento, per un Convegno internazionale interconfessionale da tenersi a Trento
nel 2006. "i 5 milioni - spiega il devoto senatore Tarolli - non serviranno
solo per l'organizzazione del convegno, ma per adeguare le infrastrutture, le
chiese, o i convitti, per l'ospitalità di chi verrà da tutto il mondo. Si tratta
di un convegno di grandissima importanza per il dialogo tra le religioni". Lo
scoop dell'Adige innesca una valanga di proteste. I politici trentini avversi
al centro-destra accusano Tarolli di aver tentato, con una "operazione immorale",
di accaparrarsi consensi in vista delle prossime elezioni politiche; ma i giornali
straripano di lettere di cattolici indignati. (....).
Il 22 si riuniscono il Consiglio
presbiterale e il Consiglio dei consultori che esprimono "consenso unanime a
monsignor Bressan per la decisione di non accettare il denaro che attingerebbe
a fondi della Finanziaria. Agenzia Adista
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E sull'operato di
Fiorani come mai,
nessuno, parla della Consob? Che faceva Consob?
Dormiva?
E' l'ennesimo episodio di malaffare verso cui la
Consob, messa la' dove sta proprio per vigilare, ha dormito?"
Sul caso Fazio
ho l'impressione, e con me moltissimi italiani, che l'atteggiamento del Pri e
del Ministro Giorgio La Malfa si sia orientato in linea a quello che poteva
apparire contigentemente l'esito più probabile dello scontro in atto. La Malfa
era inizialmente ostile a Fazio, imputandogli responsabilità per i casi Cirio e
Parmalat, ma, entrato al governo, la sua posizione è cambiata, al punto di
abbandonare la scrittura di un libro sul tema con Bruno Tabacci. Ed è cambiata
di nuovo quando parve che le intercettazioni spazzassero via il Governatore.
Dopo la posizione tartufesca della BCE, La Malfa disse che si compiaceva che
Fazio potesse uscire dalla vicenda a testa alta e che la vicenda era tutta
strumentale. Poi è tornato a dire che le dimissioni erano necessarie.
Francamente sono stupito. Paolo
Sassetti
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Banche & banchisti da galera,
anzi da ergastolo!
Sta per scoperchiarsi un pentolone
nel settore bancario e nei mercati finanziari. I risparmiatori sono avvisati
ed è bene che comincino a correre ai ripari. Meno male. Sto riacquistando fiducia
nella Magistratura. Ci sono Giudici che lavorano nel nostro interesse per riparare
i torti da noi subiti come cittadini e come risparmiatori. E fanno ciò in un
lodevole anonimato, senza pretendere e ricevere le luci della ribalta come è
accaduto per i loro omologhi nei processi Sme e Mondadori. Di questi processi,
in effetti, a noi risparmiatori poco ci cale, in quanto come investitori diretti
siamo stati solo marginalmente toccati. Se non fosse stato per giornali come
"La Repubblica", che battono la grancassa solo quando i problemi riguardano
gli interessi esclusivi di certe consorterie e non la generalità dei cittadini,
quei processi si sarebbero persi tra le migliaia dei ruoli iscritti in un qualsiasi
Tribunale della Repubblica. Ma "La Repubblica", si sa, ha un suo personale Tribunale
"che giudica e manda a seconda chi avvinghia".
Renato Ghezzi
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Cara D'Olcese, c'è
bisogno di gente come te!
vivo in Brasile da oltre
25 anni e mi tengo sempre al corrente dei fatti italiani e soprattutto della
situazione politico-social-economica. Debbo dire però che ogni volta che leggo
i tuoi scritti critici (davvero insuperabili) rimango letteralmente esterefatto
per il putridume che insozza gli ambienti politici, impresariali, bancari ed
ecclesiastici della nostra Italia. Questo tuo ultimo scritto poi (Il Codice
da Vinciuti) è oltremodo rivelatore di quale e quanta sia questa sporcizia.
Grazie al cielo esistono ancora giudici che fanno seriamente il loro lavoro
nell'interesse dei cittadini senza fare dei "distinguo" tra coloro che nuotano
nel mondo dei potenti ed i poveri cittadini comuni ed indifesi. Il loro operato
mi richiama alla memoria l'operazione "Mani Pulite" condotta a suo tempo dal
Di Pietro, anche se poi non è finita proprio come avrebbe dovuto. Questi giudici,
anche se pochi, fanno veramente ben sperare in un futuro più pulito.
Complimenti vivissimi Giuliana, continua così, con la lancia in resta, novello
"Don chisciotte". C'è bisogno di gente come te!
Ti auguro di cuore buon lavoro e Buone Feste!! Con "carinho" Pino - L'Italia
in Brasile
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+ il Codice
da Vinciuti +
Ho ricevuto questa tua nota e mi sembra interessante. Non so chi sei, ricevo
i tuoi articoli ma non so come hai avuto il mio indirizzo. Comunque sulla questione
che affronti puoi indicarmi dove attingere ulteriori notizie e se è possibile
diffonderle?
Nadia De Luzio
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Chi
crede al Codice da Vinci è un minorato mentale!!! Tanto quanto lo sono i laici
liberali...
Massona stai zitta!!!!!!!!!!
o ti metto al rogo te e la tua cricca di debosciati anticlericali!!! Gianni
Toffali
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Ellallllààààààààà!!!!!!!!!
Ti sei alzato
col piede storto??????? E che c'azzecca il Codice da Vinci???????????...............
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Cara
D'Olc,
+ il Codice da Vinciuti + "Sarà
un Best Seller!" :-))) Luca Bagatin
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Altro che un Best! Un Bestellone!!!!!!
*Giuliana D'Olcese* (,-)
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Ciao GD'O,
in altri tempi si sarebbe gridato allo scandalo, forse si sarebbero chieste
dimissioni di tizio e caio ma, ora, il fatto negativo è che nessuno si stupisce.
Anzi abbiamo pure Rotondi della nuova DC che vuole candidare FAZIO in alcuni
collegi per le prossime elezioni. FARISEI i signorotti del governo, e che dire
dell'opposizione che ha usato le stesse armi per conquistarsi un pezzo di potere?
Il dilemma per me è proprio questo, via ALI BABA' e i 40 ladroni chi sono coloro
che dovrebbero garantire un'alternativa? Spero di trovare una risposta, altrimenti
rimarrò alla finestra. Buone feste Vittorio Bossi
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Ciao Vic,
grazie x gli auguri e te ne faccio tantissimi pure a te.
Certo che il macello e la cloaca sono immani ma, purtroppo, qua da noi,
tutto il marcio che impera "si scopre" sempre a inculate fatte e, quindi,
il Paese è oramai marcio fin dalle fondamenta e ci vorrebbe solo una rivoluzione.
Ma di quelle belle cruente, violente e sanguinolente, altro che "la rivoluzione
culturale"..... Mi fa ridere. Qua ci vuole il forcone di detto e di fatto. Abbracci
GD'O
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Grazie per averci inviato "Il Codice
da Vinciuti".
Molto interessante e cose ottime a sapersi.... Ma da dove è stato tratto? Chi
è l'autore, Renato Ghezzi? Saluti PMLI
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Per disciplinare più realisticamente
l'attività delle banche di credito cooperativo,
di regolare la materia con lo strumento legislativo e di semplificare la procedura
per l'adozione dello statuto di banca popolare da parte delle banche di credito
cooperativo è per dare a mia volta un'informazione a chi periodicamente mi informa
su questioni d'attualità, segnalo il documento che tratta di un comportamento
di banche sul quale il cosiddetto Antitrust potrebbe essere interessato ad indagare.
I dettagli ed i richiami alle norme di legge si trovano su www.trentigiorgio.it/banchecreditocooperativo.htm
- pagina Autorità garante. Si propone la seguente legge. Modifiche al Testo
Unico Bancario (D. Lgs. 1/9/1993 n. 385): Art. 1 Il comma 1 dell'art. 35 è sostituito
dal seguente: Le banche di credito cooperativo esercitano il credito preferibilmente
a favore dei soci.
Art. 2 All'art. 35 è aggiunto il seguente comma: La Banca d'Italia può vietare
l'adozione dello statuto di banca popolare se ricorrono i motivi indicati nell'art.
15 comma 1 secondo periodo. <ABCI - Il presidente Giorgio Trenti>
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Prima
pagina.
Gentile Direttore del Corsera,
tutto bene anzi benissimo per come state seguendo le vicende di questi presunti
(per ora) ladri di cui evidentemente è piena l'Italia e per come avete messo
in luce l'assoluta "indegnità" di Fazio, che potrà anche essere ancora giudicato
probo e onesto, come asserisce Berlusconi, ma che dovrebbe comunque provare
profonda vergogna per i suoi comportamenti inadeguati.
Ma i titoli Direttore! Chi fa i titoli al Corriere? Avendo visto ieri le notizie
su Televideo (non seguo più nessun telegiornale, fanno pena quasi tutti, di
qualsiasi colore siano). Ero sicuro, ancor prima di dare un'occhiata alla Vs
prima pagina odierna che il titolo grosso sarebbe stato dedicato all'Antitrust
e al Premier. E, naturalmente, senza citare nemmeno a caratteri piccoli la replica,
immediata, di Bonaiuti. Che peccato Direttore! Un bel giornale consegnato alla
sinistra. Come e più di Repubblica.
A Lei buon lavoro e sinceri auguri di buon Natale e sereno anno nuovo, Lucio
Russo
-----
Ora che Antonio Fazio ha
finalmente rassegnato le sue dimissioni,
immaginerà se stesso
come un San Sebastiano del XXI secolo. Sarà crivellato dagli strali di mille ex
amici di ogni risma riciclatisi abilmente in tremendi nemici? Oppure verrà
cucinato sapientemente a fuoco lentissimo da centinaia di editoriali sui pessimi
quotidiani nazionali e sulle TV di stato e non, moraleggianti come neanche ai
bei tempi di Tangentopoli? Lo scopriremo solo vivendo. Certo che il sistema
paese, o meglio quel che ne rimane, eredita dall'algido Governator ciociaro un
cumulo di fumanti macerie. Banche fino a ieri ostaggio di potentati economici
rigidamente italiani si apprestano, in spregio ad ogni più elementare buon
senso, a farsi annettere dai barbari alias i gruppi finanziari europei e
mondiali che dell'Italia e degl'italiani conoscono poco o nulla.
La Banca d'Italia doveva controllarne la correttezza
dei comportamenti verso i poveri correntisti ed il parco buoi dei risparmiatori
lillipuziani: persone cui portare rispetto prima ancora che mucche da mungere
fino all'ultima goccia di latte, pardòn, di vile denaro.
E invece dal 1993, anno della sua incoronazione, Fazio
ed il suo esercito di adulatori spaventati dal suo immenso potere hanno
spadroneggiato su di loro e sull'economia statalista della povera Italia. Poi,
come i dieci piccoli indiani del celebre racconto di Agata Christie, l'esercito
si è ridotto a sparuta truppa di aficionados impegolati alla zattera di Palazzo
Koch come aguglie nella rete di un pescatore delle Cinque Terre. Da domani,
signore e signori, si volta pagina e chiunque sarà chiamato a succedere a Fazio
fortunatamente non godrà più dei suoi sterminati privilegi, primo fra tutti il
monocratico diritto ad occupare a vita un ruolo così delicato per l'economia
nazionale. Ma forse è l'unico lato positivo, questo del mandato a termine, per
il nuovo governatore di Bankitalia. La classe politica farà carte false pur di
approvare una riforma del risparmio che lasci fra i suoi artigli, azz... volevo
dire fra le sue mani il potere di veto su ogni decisione del futuro governatore.
Che sarà obbligato, causa l'assenza in Italia del cosiddetto spoil system, ad
accettare in blocco o quasi i numerosi e costosi dirigenti nominati dal suo
predecessore. Parafrasando il ritornello della mediocre commedia americana del
1962, attualmente riproposta con denaro pubblico e sovvenzioni a pioggia dal
Teatro Stabile di Genova in tutti i teatri italiani, il poveretto, fra una
riunione di gabinetto e l'altra col personale infido di Palazzo Koch,
canticchierà di certo fra sé e sé: "Chi ha paura di... Fazio Wolf, di Fazio
Wolf, di Fazio Wolf? Io!!!". E conterà gli anni, i mesi, i giorni, addirittura
le ore che mancheranno alla scadenza, mai troppo benedetta da lui e dai suoi
cari, del peggior mandato a termine mai previsto in Italia. Renato Tubère
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Riforma
della Curia,
Anno zero
E la Curia s'accrebbe, lievitò di massa,
seguendo lo sviluppo dei frattali: Congregazioni,
Consigli, Uffici, Camere, Prefetture,
il vice ebbe il suo vice-vice e questi il vice-vice-vice.
Più pesante è la macchina e più ci vuole benzina
di Luigi Castaldi
S'era sul finir di
maggio del 1993. Quando il Segretario di Stato di Sua Santità Giovanni Paolo
II (poi Magno), Cardinal Angelo Sodano, fece frusciar la sua veste - una 56
abbondante - tra i giornalisti che affollavano la Sala Stampa Vaticana e, bonario
all'apparenza, s'assise per illustrare ai laici la Teoria dei Tre Cerchi Concentrici,
fu come se i 193 articoli della lettera apostolica Pastor Bonus (28.6.1988)
prendessero realmente carne, sangue e vita. La Curia, in quei Tre Cerchi Concentrici,
ci stava tutta, margine contro margine, come in un compiuto rompicapo di Tangram.
Nel Cerchio Interno, il Papa e le Congregazioni; in quello Mediano, i Consigli
Pontifici; nel Cerchio Esterno, l'apparato diplomatico. Triplicatura di scaturigine
divina, perché costruire sulla pietra è per assonometria dello Spirito Santo:
"In base alla comunione, che in un certo senso tiene insieme tutta la Chiesa,
si spiega e realizza anche la struttura gerarchica della Chiesa, dotata dal
Signore di natura collegiale e insieme primaziale, quand'egli costituì gli apostoli
''sotto la forma di un collegio o di un gruppo stabile, del quale mise a capo
Pietro, scelto di mezzo a loro'' [...]
Al fine di ottenere che la fruttuosa comunione [...] avesse sempre maggiore
stabilità e progredisse con risultati sempre più soddisfacenti, la Curia Romana
è sorta per un solo fine: rendere sempre più efficace l'esercizio universale
di pastore della chiesa, che lo stesso Cristo ha affidato a Pietro e ai suoi
successori, e che di volta in volta è cresciuto a dimensioni sempre più vaste"
(Pastor Bonus, 3-4). Sull'efficacia Sua Santità non faceva cincischio e citava
Sisto V, che - mistico no, dottore tanto quanto, ma come manager - era meglio
di uno squalo: "Il Romano Pontefice, che Cristo Signore ha costituito capo visibile
del suo corpo, la Chiesa, e ha voluto che portasse il peso della sollecitudine
di tutte le chiese, chiama a sé e assume molti collaboratori in una così immensa
responsabilità [...] affinché compartendo con loro [i cardinali], e con le altre
autorità della Curia Romana la mole ingente delle preoccupazioni e delle incombenze,
Egli, che regge il timone di una potestà così grande, con l'aiuto della grazia
divina, non debba soccombervi" (Immensa aeterni Dei, 22.1.1588). Lo staff sia.
Nel 1089, regnante Urbano II, un documento pontificio adoperò per la prima volta
il termine Curia, cavandolo dalle geometrie dell'antica Roma, quella repubblicana,
presso la quale indicava l'assemblea che conferiva il mandato ai magistrati.
Mera segreteria particolare con Urbano II, la Curia diventa equipe con Sisto
V, e con Giovanni Paolo II (ma forse già un po' prima, con Paolo VI) diventa
architettura ministeriale, partitura del governo.
Nulla si devolve del potere centrale - si tratta, in fondo, una monarchia assoluta
- ma lungo i secoli la fatica del Vicario di Cristo va crescendo e, "affinché
[...] non debba soccombervi", occorre l'uomo giusto al posto giusto. Un'illuminazione
v'era già stata in Pio X, nel metter mano al progetto di Codice di Diritto Canonico:
"affinché [la Curia Romana] possa prestare più facilmente la propria opera e
dare più completo aiuto al Romano Pontefice e alla Chiesa" si intuì che fosse
il caso di renderla "ordinata in forma opportuna e comprensibile a tutti" (Sapienti
Consilio, 29.6.1908, ma si sa che nella Chiesa le cose hanno sempre tempi molto
lunghi.
C'era bisogno di un'urgenza e il Concilio Vaticano II la pose: tanta la mole
dei problemi che poneva il mondo, verso il quale la Chiesa proclamava di volersi
aprire, che gli ambiti di competenza esorbitarono dell'ultraspecialistico. La
cosa fu presa con tanta serietà da Karol Wojtyla che la Curia s'accrebbe, lievitò
di massa, seguendo lo sviluppo dei frattali: Congregazioni, Consigli, Uffici,
Camere, Prefetture, il vice ebbe il suo vice-vice e questi il vice-vice-vice.
La responsabilità si capillarizzò nel tentativo di portare ossigeno fino alla
più impervia istanza periferica, fino al più lontano dei problemi. Ma è regola
di tutti i sistemi circolatori: le arterie sono un problema, ma i trombi e gli
emboli son quasi sempre originati dal ritorno venoso; il cuore è pompa eiettiva,
ma guai se floppa la funzione aspirativa.
Diciamolo, noi siamo laici e possiamo dirlo, in Vaticano al massimo se lo sussurreranno:
Giovanni Paolo Magno aveva esagerato, ormai erano in meno di due dozzine quelli
che conoscevano la pianta burocratica fino all'ultimo dei seminaristi mandati
a prendere brioches e cappuccini. Sia detto col massimo rispetto, con quella
confidenza che nasce dall'esser - a nostro modo - figli: un casino. Peraltro
costoso, costosissimo, perché si sa che più pesante è la macchina e più ci vuole
benzina. Velocemente, come a mo' di scheda, e sorvolando sulle sottostanti ripide
di prefetti, segretari, sottosegretari, consultori, officiali - tutta santa
gente che non va in pensione prima dell'ottavo decennio e che, quando ci va,
prende pensione per almeno due o tre lustri - (la vita media è alta quando ci
sono gli agi). Congregazioni: per la Dottrina della Fede, per le Chiese Orientali,
per le Cause dei Santi, per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,
per l'Educazione Cattolica, per l'Evangelizzazione dei Popoli, per i Vescovi,
per il Clero, per gli Istituti di Vita Consacrata... Via, anche un manager da
meno di 200.000 euro all'anno intuirebbe che almeno le ultime tre potrebbero
essere accorpate in una sola, no? Tribunali: Penitenzieria Apostolica, Segnatura
Apostolica, Sacra Rota - possibile che non si possa risparmiare in spese infrastrutturali
e di personale? -
Consigli (e qui si tocca il nervo assai dolente, dolentissimo): per i Laici,
per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, per la Giustizia e la Pace, Consiglio
Cor Unum (catechesi e carità), per la Famiglia, della Pastorale per i Migranti
e gli Itineranti, per l'Interpretazione dei Testi Legislativi, per il Dialogo
Interreligioso, per la Cultura, per le Comunicazioni Sociali, per la Pastorale
degli Operatori Sanitari... Ha spine il ginepro? Se sì, se ne potrebbe fare
una corona, sanguinerebbe la testa d'ogni povero Cristo chiamato a fare il Papa,
di qua la corda dell'obbedienza, di là il cordone della borsa.
Uffici (ma qui ci limitiamo a quelli - come dire - "ufficiali"): Camera Apostolica,
Amministrazione del Patrimonio, Affari Economici e - in aspecifico - Prefettura
della Casa Pontificia, Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice...
S'era messo le mani avanti ("a mo' di scheda", "meno di due dozzine sono quelli
che conoscono..."), quanta cancelleria si sarà qui omessa, quanto superficialità
si sarà sparsa sulla duplicatura, interna in ogni dove, tra ordinario e straordinario.
Tenetevi aggrappati alla seggiola: quasi 2000 dipendenti; spese totali 90 milioni
di dollari annui, che insieme a Radio Vaticana, Osservatore Romano e case editrici
fanno 2500 dipendenti e 145 milioni di dollari (chissà perché calcolano in dollari
e non in euro, boh). Ben donde, orbene, lo schema di razionalizzazione organizzativa,
ma soprattutto finanziaria venuta in capo al Cardinal Attilio Nicora, che qui
col Cardinal Sodano citato all'inizio, come seconda pala del dittico, chiude
la prospettiva. Fu Sua Eminenza, come dicono gli informati, che mise in mano
a Benedetto XVI un enorme faldone, il dossier, anche se dall'Ufficio che presiede
(quello del Patrimonio) saettano smentite. Sempre secondo gli informati, Sua
Santità sibilò: "Grazie, ci penserò".
Ci penserà, ci penserà,
ci deve pensare per forza.
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Banche
e pecore da scannare.
Alle porte un nuovo 1929
di
Eugenio Benetazzo
L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio: "La decisione autonomamente assunta
con tranquilla coscienza, è volta a riportare serenità nel superiore interesse
del Paese". Come può la Banca d'Italia esercitare realmente la vigilanza ed
effettuare i controlli quando i principali soggetti che ne sarebbero penalizzati
sono proprio i suoi azionisti? E sì, perché se qualcuno ad oggi ancora non lo
sapesse la Banca d'Italia è una società per azioni in mano alle grandi major:
Unicredito, Intesa, Capitalia, San Paolo e qualche altro istituto di credito,
a dispetto di molte altre nazioni, in cui la relativa Banca Centrale è un ente
pubblico, senza pericolo di collusioni o clientelarismi stile i "furbetti del
quartierino". Mi piace sempre a tal punto ricordare come il mercato principe
al mondo per liquidità e potenzialità abbia deciso di tutelare gli interessi
del mercato e di quei soggetti che ne apportano i capitali, dollaro dopo dollaro:
sto parlando di Wall Street e del popolo statunitense.
Già più di 70 anni fa dopo la disfatta del 1929 e la conseguente carneficina
e mattanza di banche che soffocarono (succederà anche da noi basta aspettare,
un nuovo 1929 è alle porte con dinamiche del tutto inaspettate) venne varato
il Glass Steagle Act, una disposizione di legge, unica al mondo, che di fatto
imponeva una rigida suddivisione tra banche di prestito e banche di investimento:
in questo modo chi prestava denaro non poteva offrire forme di investimento.
Niente di più efficiente ancora ai tempi odierni: grazie a questa disposizione
infatti nacquero banche che si svilupparono lentamente diventando regine incontrastate
su tutto il pianeta (tanto per fare un esempio la Banca Morgan venne divisa
in due banche indipendenti una dall'altra: J.P. Morgan e Morgan Stanley). Che
cosa avviene invece nel nostro Paese? Nulla di tutto questo.
Anzi, decisamente l'opposto, dove il panorama bancario nazionale è costituito
da grandi gruppi bancari (nati dall'accorpamento forzato in questi ultimi anni)
che vi possono vendere come se fossero un discount di seconda categoria ogni
forma di merce porcheria: assicurazioni, carte di debito, leasing, cellulari,
investimenti, vacanze a rate, polizze unit, personal computer, bond, pronti
contro termini, mutui vari, bot e qualsiasi altro prodotto feccia che esiste
sul mercato.
Tanto l'importante è che ci sia il gregge di pecore...
quindi un numero elevato di soggetti ignoranti, grezzi e poco
colti intontiti ed imbambolati da calcio, fiction e reality
show. E sapete che fine fanno le pecore?
Vengono scannate... un po' quello che è successo in tutti questi anni...
e che purtroppo continuerà anche nei prossimi.
Sapete chi è Kenneth Lay? Ve lo dico,... è l'ex amministratore delegato della
Enron... che sta scontando una pena detentiva di 175 anni, dopo aver subito
il sequestro dei propri beni per pagare le sanzioni amministrative che gli sono
state inflitte per la frode contabile che ha causato il crack Enron. E dove
sono invece e come vivono quelli che hanno truffato il popolo italiano?
E' ora che cominciate a farlo funzionare il cervello, altrimenti continuerete
ad essere sodomizzati da questo sistema truffaldino.
La Banca d'Italia (non vigila) semplicemente protegge gli interessi delle major
per evitare che il risparmio degli italiani venga assorbito da qualche più efficiente
e corretta banca straniera. Qualcuno mi chiede il perché i piccoli istituti
di credito siano meno esposti rispetto a quelli grandi in caso di crash finanziario
stile 1929, come profetizzato in "Duri e Puri".
Semplice: la piccola cassa rurale, la piccola banca di credito cooperativo non
finanza il grande gruppo industriale, non foraggia i furbetti del quartierino,
non viene strumentalizzata per gli interessi di una elite finanziaria.
È una banca che si fa forte della sua presenza di solito storica sul territorio
e che per questo ne conosce le caratteristiche e potenzialità sia sociali che
imprenditoriali.
Come ricordo spesso, presso le major siete un numero, in quelle più piccole
(forse) un essere vivente con emozioni e sentimenti. Quanto al franco svizzero
che dire: è la moneta rappresentativa dell'unica economia indipendente e neutrale
dal resto del pianeta, il bene valutario che multinazionali, governi, organizzazioni
criminali, magnati dell'industria e banchieri filibustieri hanno nelle proprie
tasche. È la divisa bene rifugio per eccellenza, la divisa dell'unico Paese
al mondo, assieme all'Australia, che non ha mai conosciuto la guerra: provate
a guardare come si è rivalutato durante gli attentati del 11/9.
La Svizzera è il forziere delle ricchezze bianche e nere di questo pianeta,
la sua moneta non è una certezza, è l'unica certezza.
Purtroppo. Se il franco svizzero non valesse più nulla, probabilmente la civiltà
umana non esisterebbe più.
Qualcuno ha mai sentito parlare del fallimento di una banca svizzera?
Tutti i più grandi centri di controllo finanziario si trovano a Ginevra,
Zurigo e Lugano; se salta la Svizzera, ve lo ripeto, la razza umana sarà catapultata
alla "età della pietra". Infine termino spendendo qualche parola sulle banche
on-line: sono più sicure di quelle tradizionali in quanto l'attività di prestito
è inesistente e pertanto non hanno affidamenti a rischio.
Sono banche che offrono (di solito) condizioni più vantaggiose e costi notevolmente
inferiori rispetto alle altre tradizionali.
Sono banche che gestiscono depositi e pertanto in grado di rispondere alle richiesta
in prima istanza di rimborso in quanto prive di contropartita bancaria contabile.
Ma attenzione, perché anche qui esistono eccezioni e pertanto grandi bidoni.
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Fazio
e Fiorani i "cattolici", altri furbetti
e il vero Vangelo di cui sono seguaci
di
Maurizio Blondet http://www.effedieffe.com
"Se qualcuno pensa di spaventarmi per costringermi ad andarmene, si sbaglia:
solo io deciderò quando è il momento"
Desolazione: è questo il sentimento davanti alla vicenda Fiorani. La prima cosa
che mi viene a mente, è che lui e Fazio hanno l'etichetta di "cattolici". E
difatti sono un tipo di cattolici che ho ben imparato a conoscere lavorando
18 anni ad "Avvenire".
C'è stato un lungo momento in cui il cardinale Ruini manovrò per un "governo
Fazio" che avrebbe dovuto sbattere fuori Berlusconi, ma intercettarne i voti.
Il progetto, come tutti quelli del cardinale, fallì per inconcludenza: ma indicava
bene a che tipo di "cattolici" va la preferenza della Chiesa italica. Non sa
che farsene di chi è bravo nel suo mestiere e le dice la verità (ammetto di
parlare per caso personale), e lo licenzia in tronco con inusitata spietatezza;
per i furbetti del quartierino, solo moine, favori e coperture.
Perché quei furbetti li ha allevati la Chiesa, nei suoi organi. Fazio è un baciapile
(non è dell'Opus Dei, che è cosa ben diversa).
Fiorani era uno dell'Azione Cattolica, è stato giornalista ad "Avvenire". Ha
detto che come banchiere poteva meritarsi "mille anni di purgatorio": tipico
di quel genere di cattolico, per cui rubare, e rubare ai poveri, è un peccato
solo veniale.
Poco scrupolo
nelle responsabilità pubbliche e nessun senso civico, ecco l'identikit del "cattolico"
di questo tipo: Fazio, che resta al suo posto, proclama un suo "diritto al disonore"
(1) e un machiavellismo di terza classe.
E l'occhio puntato ai soldi, tanti,
tanti soldi da sprecare. Il vero Vangelo di cui sono seguaci.
I banchieri rubano in tre modi. Il primo è quello "istituzionale"; per cui non
pagano il dovuto ai depositanti, mentre prestano il denaro che creano dal nulla
ad alto interesse. Il secondo, tipicamente italiano, è che i banchieri danno
prestiti e fidi non a bravi, ingegnosi imprenditori, ma ad "amici" decotti,
per sostenerli quando ormai sono fuori mercato. Fiorani, per giunta, rubava
nel terzo modo: prelevava dai conti correnti degli ignari clienti, a cui accollava
di nascosto le perdite delle sue operazioni. Quest'ultimo mi pare tipicamente
"cattolico", com'è cattolico un sagrestano che rubacchia dalle cassette delle
elemosine. E noi, risparmiatori e contribuenti, pagheremo anche questa colossale
malversazione. Dopo Cirio, dopo Parmalat, anche l'esplosione della ex Banca
Popolare di Lodi: non sono più casi isolati, è evidente: si tratta di un sistema
radicalmente corrotto da cima a fondo, concepito e organizzato in modo sistemico
per derubare gli ignari. Bisognerebbe ripensare il sistema, non solo mettere
in galera questo o quello. Il sistema è marcio perché accaparra troppi
soldi. Soldi fatti senza fatica, senza controllo
e senza corrispettivo.
Con azioni
e manovrine facili all'interno di settori protetti (banche) e semi-pubblici
(COOP) in cordiale combutta con i "ricchi di Stato", che sono ricchi senza fatica
e senza responsabilità.
Già l'ultimo fattorino di Bankitalia guadagna più di un medio dirigente
privato, figurarsi il governatore.
E nessuno nel privato guadagna quanto Gaetano Gifuni, segretario
del Quirinale: o se guadagna tanto, lo fa perché rischia, e se non
produce risultati può perdere il posto. Loro no. Coperti dal mantello pubblico,
che intendono non come un servizio ai cittadini, ma come l'ombrello che li ripara
da ogni competizione reale, lo strumento da sfruttare per il loro potere personale
e di casta, o di consorteria. In un certo senso, è la democrazia nel capitalismo
terminale a non essere altro che corruzione. Intendo una democrazia che confida
da decenni non sulla partecipazione del popolo (il vero sovrano, che dimentica
di esserlo) ma sulla sua passiva inerzia, ignoranza e rassegnazione (2).
Una democrazia banalizzata in forme - mattarellum, proporzionale, - ormai priva
non si dice di ideali, ma di ideologia, di un progetto complessivo per il Paese.
Una tale democrazia non può più contare su un'opposizione che svolga un occhiuto
controllo del governo; opposizione e maggioranza diventano un comitato d'affari
collusivo, dove cordialmente ci si accorda per rubare tutti insieme agli indifesi.
In questo processo, viene il momento in cui chi sostiene ancora un'ideologia
viene rifiutato, perché un'ideologia "impegna" a dire dei sì e dei no, discrimina
ciò che si deve e che non si deve fare. Loro si son liberati da ogni ideologia
per avere mano libera, par poter fare di tutto. Pensate alla Compagnia delle
Opere, in cordiali rapporti d'affari con le COOP per intercettare fondi pubblici;
o a Fini e ai suoi valzer disperati per mostrare che, lui, non ha più ideologia,
ed è quindi disponibile a tutto.
O a Mastella, fondatore di un partito il cui scopo
dichiarato è il sottogoverno e il clientelismo. Una nuova Tangentopoli,
che si profila, non ripulirà il sistema. La magistratura con le sue
manette non è la cura del male, ne è parte.
Va ricordato che i giudici hanno cominciato a perseguire Fiorani e i furbetti
del quartierino non come banchieri-ladri, ma solo dal momento in cui hanno cercato
di scalare i poteri forti residuali ed esausti nelle loro fortezze, i giornali-maggiordomi
della Casa, le banche mal privatizzate che servono a sostenere capitalisti senza
capitali del salotto buono.
Allo stesso modo, la magistratura ha perseguito Berlusconi solo "dopo" che è
entrato in politica, perché il suo seguito popolare minacciava le consorterie
consolidate (la precauzione si è rivelata poi inutile: Berlusconi non ha minacciato
nessun potere reale).
La consorteria che la magistratura protegge coi suoi attacchi non è migliore
di quella che persegue. Solo, le sue malefatte non vengono messe alla luce.
Per solidarietà massonica.
Inoltre quello che avviene è, come ha potuto dire Cossiga, "una resa dei conti tra DS e Margherita", ora che
sono vicini al potere; tra banchieri e COOP "rossi" garantiti da D'Alema (ecco
come può permettersi il suo yacht da regata), e i "bianchi".
Cossiga evita di concludere che la magistratura, lungi dal muoversi per sete
ancorché moralistica di "giustizia", sta agendo per una parte contro l'altra:
ma solo perché, dice, è ancora in vigore il codice Rocco. Bisognerebbe ripensare
il sistema.
Senza cedere al moralismo, analizzarlo a fondo per riformarlo poi con la decisione
e la durezza necessaria.
Ma come fare? Manca disperatamente in Italia il livello intellettuale necessario
per un vasto, doloroso, sincero dibattito pubblico sulla questione. Questo forse
è il problema fondamentale. L'insufficienza morale dei "cattolici" del quartierino,
del "cattolico" Fazio e di quelli non ancora scoperti deriva, in fondo, da una
più grave insufficienza: quella culturale. I furbetti vengono da provincie dove
l'intelletto non è mai stato promosso, e restano provinciali nel midollo, Fazio
il ciociaro, Fiorani il lodigiano.
Ma i "lumbard" non sono meglio. Ora,
la Lega trema perché ha puntato troppo su Fiorani.
Temo di sapere perché: Fiorani deve aver affascinato Bossi con quella storia
fumosa del "grande gruppo del Nord", e Bossi deve averci creduto, senza nemmeno
sapere come guardarci dentro. Si è fidato di uno che parla con inflessioni dialettali
"lumbard", tutto qui. Insufficienza intellettuale, incompetenza, provincialismo,
mancato studio dei meccanismi economici e monetari, senza cui nel resto del
mondo non ci si può affacciare alla politica. Ma che fare?
Questa insufficienza non è da oggi. Da almeno due secoli l'Italia pretende di
avanzare nella storia - o almeno nella cronaca - senza usare la risorsa dell'intelletto.
L'Italia se ne accorge in rari momenti, come l'8 settembre, quando la sua cosiddetta
classe dirigente se la squagliò, abbandonandola alla rabbia di un alleato che
Badoglio aveva dichiarato (con un disco registrato: lui s'era messo già al sicuro)
il nuovo nemico. Sono i momenti tragicicomici della nostra storia: quando l'Italia
affonda in una tragedia greca con una classe dirigente da commedia dell'arte,
da commedia all'italiana. Questo è un altro di quei momenti.
L'Italia Titanic affonda, non guadagna più le ricchezze con cui alimentare i
suoi Balanzone e Mortadella, i suoi Arlecchini e Pulcinella di Stato; e quelli,
mancando il grasso, succhiano l'osso. Come Pulcinella, rubano dalle cassette
delle elemosine, da Arlecchini, succhiano dai conti correnti dei morti. Per
questo le tragedie italiane non sono mai, nemmeno, serie.
Le persone serie hanno solo da perdere. L'8 settembre, centinaia di migliaia
di italiani seri scelsero la "parte sbagliata" per alta dignità. Ne ho conosciuti
personalmente, i più non erano veramente fascisti. Alcuni, antifascisti, e dopo
entrarono nel PCI.
Ma da militari, vollero con la loro scelta cancellare il disonore degli Arlecchini
Savoia e del Mortadella Badoglio.
I piloti della Regia Aviazione, ad esempio, passarono tutti - tutti fino all'ultimo
- alla Repubblica Sociale, per un solo scopo disperato: difendere le nostre
città dai bombardamenti, difenderle fino alla morte.
I tedeschi gli affidarono gli ultimi modelli di Messerschmitt: con cui fecero
prodigi, infilandosi tra i tappeti di fortezze volanti, tra gli angoli ciechi
delle mitragliatrici di cui erano irte, ed abbattendone più che potevano, sopra
Milano, sopra Torino.
I più fortunati furono quelli che morirono, e non videro il seguito. Anni fa,
parlai con un sopravvissuto di questi piloti.
Onorificenza: medaglia d'oro, unica medaglia d'oro vivente dell'Aviazione. Grado
con cui lo mandarono in pensione: caporale.
Mai nessun avanzamento, perché aveva "aderito a Salò". Lui non si lamentava,
aveva fatto il suo dovere, non credeva di avere diritto al disonore. Il fatto
è che, poiché non c'era più pericolo, erano tornati al potere i Pulcinella e
i Gianduia, gli Arlecchini e i Mortadella: che pensarono bene di punire, anzitutto,
le persone serie. Per dare una lezione.
Con persone serie in circolazione, e Dio non voglia a posti di comando, come
si fa a rubare?
Su questi italiani di cui abbiamo bisogno - un bisogno disperato - vige, 60
anni dopo, la damnatio memoriae.
Non possiamo nemmeno onorarli: chiamerebbero anche noi "fascisti". Anzi già
lo fanno.
Questa è la nostra tragedia. La nostra spietata, ridicola tragicommedia all'italiana.
Maurizio Blondet.
Note. 1) Del "diritto al disonore", diritto alla non-dignità come piaga occulta
di una nazione, parla Dostojevsky, riferendolo alla Russia, nel romanzo "I Demoni".
Basterà sostituire "Russia" con "Italia" nel seguente suo testo: "...Per quanto
vedo, l'intera essenza dell'idea rivoluzionaria russa si fonda sulla negazione
dell'onore (dignità)...per un russo, il senso d'onore è solo un impaccio superfluo,
ed è stato sempre d'impaccio lungo tutta la sua storia. L'aperto 'diritto al
disonore' lo attrarrà più che ogni altra cosa (verso la rivoluzione".
2) Sta succedendo la stessa cosa nella culla della democrazia, gli Stati Uniti.
La presente Amministrazione, mentre scatena la guerra messianica, e si proclama
super-cristiana, arraffa, deruba, malversa in proporzioni colossali e mai viste
prima.
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