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Signoraggio 1. Fine del Signoraggio dell'8x1000?
Significativo successo della lotta di
Anticlericale.net: Cambiano i moduli della dichiarazione dei
redditi.
Il 25 novembre 05 l'Agenzia delle Entrate ha approvato la
modulistica per il CUD 2006 (certificazione unica dei redditi di lavoro
dipendente), inserendovi per la prima volta una chiara avvertenza circa le
conseguenze della mancata espressione da parte del contribuente della scelta di
destinazione dell'8x1000. Sino allo scorso anno, gli effetti della scelta non
espressa erano nascosti ai contribuenti, il 60% dei quali, tratti in inganno,
non firma in nessuno degli spazi previsti, così arricchendo la Conferenza
episcopale italiana. La certificazione dovrà essere consegnata al lavoratore
entro il 15 marzo 2006. Ecco il Testo dichiarazione dei redditi 2005: "La
mancanza della firma in uno dei 7 riquadri costituisce scelta non espresse da
parte del contribuente". E il Testo CUD 2006: "Avvertenze: La mancanza della
firma in uno dei 7 riquadri costituisce scelta non espressa da parte del
contribuente. In caso di scelta non espressa, la ripartizione della quota di
imposta non attribuita si stabilisce in proporzione alle scelte espresse.
Le quote non attribuite spettanti alle Assemblee di Dio in
Italia e alla Unione delle chiese valdesi e metodiste, sono devolute alla
gestione statale". E' un piccolo ma significativo successo della lotta di
anticlericale.net, che il 15/3/04 aveva diffidato la Presidenza del Consiglio e
il Ministro dell'economia a "modificare con la massima urgenza la modulistica
predisposta per la scelta di destinazione dell'8x1000, nella parte in cui non
informa circa la destinazione dell'8x1000 degli italiani che non esprimono una
scelta". Viene così meno una delle tante violazioni della legge sull'8x1000,
attraverso le quali la Conferenza episcopale italiana ogni anno incassa 1
miliardo di euro. È il primo passo per far uscire i contribuenti dalla forzata
ignoranza. Il Governo informi, ora, anche tramite campagne mediatiche, quel 60%
di italiani che non esprime alcuna scelta perché ingannato sulla reale
destinazione dei fondi.
Aspettiamo, intanto, che il Ministro dell'economia risponda alle
interrogazioni parlamentari oramai giacenti da mesi, e che la Presidenza del
Consiglio rimuova il segreto di Stato che ha posto alla nostra richiesta di
conoscere il perché, nonostante la legge lo imponga (dal 1990 ad oggi i fondi
destinati alle confessioni religiose -in particolare alla Chiesa cattolica- sono
quintuplicati ), non si è ancora provveduto alla modifica dell'aliquota dall'8
al 4x1000. Pur essendo contrari a qualsiasi forma di finanziamento pubblico
delle confessioni religiose, riteniamo che comunque non si puó eludere il
rispetto della legge, cancellandone le applicazioni clericali stratificatesi in
più di un decennio e che consentono alla CEI (e allo Stato Vaticano tramite
essa), di governare autoritariamente la comunità cattolica così come di guidare
i clericali di tutte le risme (che la classe dirigente italiana sta esprimendo
in abbondanza) oggi all'attacco della libertà di coscienza di ciascun individuo.
Il rispetto della legge sull'8x1000, dunque, deve essere obiettivo del prossimo
Governo. Per poi abolirlo progressivamente.
Maurizio Turco, segretario associazione radicale Anticlericale.net,
e di Mario Staderini, responsabile "Campagna 8x1000"
Signoraggio 2. il Signoraggio dell'Euro.
Questo articolo è per spiegare una delle più grandi truffe,
se non la più colossale, realizzata a nostro carico:
è il Signoraggio monetario. Spiegarlo non è
facile per due motivi: primo, perché dobbiamo immergerci in un sistema
economico-finanziario di per sé poco chiaro, per non dire oscuro. Secondo,
sgombrare la mente da tutti i condizionamenti che ci hanno inculcato. Siete
pronti per questo viaggio? Un viaggio lungo oltre tre secoli, che dalla
misteriosa e occulta Londra del XVII secolo, ci porterà a Francoforte nel XXI
secolo, per assimilare il segreto più nascosto: la truffa delle truffe. Tutto
inizia il 27 luglio 1694, quando il massone e banchiere londinese William
Paterson fonda con alcuni fratelli la prima banca centrale al mondo: la Old Lady
of Threadneedle Street, ovverosia la Banca d'Inghilterra. Non è la prima banca,
perché già nel 1163 a Venezia esisteva un Monte fruttifero privato per favorire
il commercio, il Banco (o Casa) di San Giorgio del 1407 a Genova, vera e prima
banca pubblica d'Europa. La Banca d'Inghilterra è invece la prima Banca Centrale
al mondo. La prima che stampò 1.200.000 sterline ("notes of bank"),
corrispondenti al debito di 700.000 sterline-oro che il Re Guglielmo d'Orange
aveva contratto proprio con essa. Ha iniziato l'attività comprando il debito
della Corona. Perché è importante questa banca?
Lascio la
parola a Karl Marx, che nella sua opera "II Capitale", denuncia senza mezzi
termini che, fin dalla nascita, le grandi banche non sono state altro che
società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai
privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro. Sulla banca in
oggetto, Marx rincara la dose dicendo che "l'accumularsi del debito pubblico non
ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche,
il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra". Già nel
1867 (anno di pubblicazione delle 1000 copie del suo libro) era chiaro un
collegamento tra debito pubblico e banche. Questo è il primo dato interessante.
È per questo che il 27 luglio 1694 sarà per noi una data simbolica molto
importante, perché, a torto o a ragione, ha inizio il fantomatico Signoraggio
monetario. Prima di spiegare cos'è questo Signoraggio, ricordo che il modello
della Bank of England fu esportato e copiato in ogni paese. In Francia il
18 gennaio 1800 grazie al fratello Bonaparte, in Germania il 10 marzo 1870, nel
1913 in America con la Federal Reserve Bank ad opera dei massoni Warburg,
Rockefeller e Rothschild. Come oggi un manipolo di persone esporta la democrazia
per strategie geopolitiche, 311 anni fa un manipolo di banchieri massoni ha
inventato ed esportato un sistema monetario basato sul debito, per strategie
socio-politiche: tenere incatenate e soggiogate centinaia di milioni di persone.
Cos'è il Signoraggio monetario?
Ufficialmente non esiste.
Nessuno ne parla. Eppure è un qualcosa che sta facendo
sprofondare l'intero pianeta nel debito, giorno dopo giorno, inesorabilmente.
Quante volte abbiamo sentito parlare di debito pubblico, commerciale, di debito
dei paesi in via di sviluppo, ecc. Ma debito nei confronti di chi? Cosa
lo provoca? E soprattutto: cos'è questo
Signoraggio?
Il Signoraggio è la differenza tra il valore nominale
della moneta e il suo costo di produzione. La moneta, come ogni bene tangibile,
ha un suo costo di produzione: per le banconote pensate a carta e inchiostri;
per le monete di metallo pensate alle leghe.
Ma nonostante ciò, la stampa e
quindi l'emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal 15 agosto 1971,
Nixon eliminò la convertibilità delle monete in oro, affossando per sempre gli
accordi di Bretton Woods del 1944. Quindi l'emissione di moneta da oltre
trent'anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro,
argento o rame).
Facciamo un esempio numerico: stampare un biglietto da 100
euro costa, più o meno, 5 centesimi di euro (tra carta e inchiostri)! Una
sciocchezza, vero? Ebbene questa banconota, che costa solo 0,05 euro, viene
"affittata" agli Stati al valore nominale, cioè a 100 euro! Questa
differenza è il Signoraggio! La società privata che stampa ed emette la
moneta 'guadagna' per ogni banconota emessa la bellezza di 99,95 euro (tolte le
spese di stampa) mentre lo Stato, sempre per ogni banconota, s'indebita di 100
euro! Sapete qual è il nome di questa società privata che s'incamera il
Signoraggio? Banca Centrale. Per essere pignoli, allo Stato
quella moneta costa ancora di più per via del "tasso di sconto" (il costo cioè
del denaro tra Banca Centrale e banca locale) che oggi è del 2%. Per cui la
banconota da 100 euro, allo Stato costa la bellezza di 100 euro + 2 euro (pari
al tasso del 2%) e quindi 102 euro!!! Siamo o non siamo alla follia
pura? Lo Stato paga alla Banca Centrale l'affitto di questa moneta con
Titoli di Stato, e così s'indebita in maniera spropositata e continuativa nei
suoi confronti. Noi paghiamo questo debito con le tasse.
Lo
Stato monetarizza il proprio debito, e questo debito continuerà a crescere
giorno dopo giorno, anno dopo anno. Nessuno con un simile sistema potrà mai
pensare di uscire dal debito, figuratevi i Paesi in via di sviluppo. E se fosse
lo Stato a stamparsi la moneta e a tenersi il Signoraggio? Non esisterebbero più
le tasse. Non sarebbe bella una società priva di tasse?
Una società dove le persone lavorano il minimo indispensabile e
non si ammazzano per sopravvivere come accade oggi?
Utopia? Per qualcuno sì, per me si chiama
Sovranità monetaria, quella che ci hanno tolto alcuni frammassoni almeno da quel
lontano 27 luglio 1694. Qualcuno ha tentato di rientrare in possesso della
Sovranità, ma gli è costato parecchio.
Il 4 giugno 1963 il presidente statunitense John F.
Kennedy ordinò l'emissione da parte del Ministero del Tesoro - quindi
dello Stato - di oltre 4 miliardi di dollari dell'epoca con banconote che
recavano la scritta "United States Note" (biglietti di Stato, in pratica dei
cittadini) invece di "Federal Reserve Note" (biglietti della Fed, in pratica
della Banca Centrale privata).
JFK giocò pericolosamente col fuoco,
sfidando il potere della Fed. Il 22 novembre, dopo pochi mesi, Kennedy
fu eliminato a Dallas, città simbolo del "denaro" e "undicesima" sede delle
dodici Banche Centrali statunitensi.
Sapete quale fu la prima cosa che fece il suo successore,
Lyndon Johnson?
Ritirò immediatamente dalla circolazione
quei dollari del "popolo" sostituendoli con quelli "privati" della Federal
Reserve!
Nel nostro Paese la sovranità monetaria (il potere di chi stampa ed
emette moneta) era fino a ieri della Banca Centrale d'Italia.
Oggi la
sovranità monetaria, e quindi il Signoraggio, è nelle mani della Banca Centrale
Europea (BCE) con sede a Francoforte.
Entrambe private. La
BCE, nata di recente con il Trattato di Maastricht, è una banca formata dalle 15
Banche centrali dei paesi membri fondatori tra cui la nostra Bankitalia (con
sede alle Cayman). Non tutti sanno però che le Banche centrali sono per
la maggior parte banche private. Bankitalia è controllata da Gruppo
Intesa (pro-prietaria del 27,2%), San Paolo IMI (17,23%), Capitalia (11,15%),
Uni-credito (10,97%), Generali (6,33%), Monte dei Paschi (2,50%), RAS (1,33%),
INPS (5%), Carige (3,96%), BNL (2,83%), La Fondiaria (2%), Premafin (2%), Cassa
di Risparmio di Firenze (1,85%), e un restante 5,65% di anonimi.
Solamente i
primi 3 gruppi controllano oltre il 55% della Banca Centrale italiana, e la cosa
assurda è che la Banca Centrale dovrebbe controllare le banche commerciali, cioè
i propri soci. Il controllore che controlla se stesso! E' mai
credibile?!
Ora è chiaro perché non sono stati evitati, e
non lo saranno neppure in futuro, scandali e crack
finanziari.
Quindi la BCE è una banca privata, perché formata da
banche private, ma a differenza delle altre è l'unica privata che può per legge
emettere moneta in Europa. Come recita l'articolo 105A del capitolo 2 della
"Politica monetaria" del Trattato di Maastricht:
"La BCE ha il diritto
esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità".
Il Signoraggio europeo è di competenza della BCE, la quale poi lo distribuisce
ai soci privati in proporzione alla percentuale di
competenza.
Antonio Fazio & C. oggi prendono il
14,57% del Signoraggio europeo e il 92% del Signoraggio
nazionale - l'8% rimane alla BCE. Ecco
l'elenco dei soci con le relative percentuali:
Banca del Belgio
(2,83%); Banca Danimarca (1,72%); Banca della Germania (23,40%); Banca della
Grecia (2,16%); Banca della Spagna (8,78%); Banca della Francia (16,52%); Banca
d'Irlanda (1,03%); Banca d'Italia (14,57%); Banca Lussemburgo (0,17%); Banca
d'Olanda (4,43%); Banca d'Austria (2,30%); Banca del Portogallo (2,01%); Banca
di Finlandia (1,43%); Banca di Svezia (2,66%); Banca d'Inghilterra
(15,98%).
Non trovate qualcosa di strano nella lista delle
banche-membri? Sbaglio o Inghilterra, Svezia e Danimarca fanno parte
dell'Europa ma non hanno accettato la moneta unica,
l'euro? Purtroppo, non sbaglio. Queste banche si intascano il
100% del Signoraggio della loro moneta (sterlina, corona danese e svedese), e
una percentuale pure del Signoraggio europeo.
Detto in altri termini: noi italiani li stiamo aiutando a pagare
le loro tasse! Non vorrei complicare il quadro, ma è d'obbligo precisare che
esistono tre tipi diversi di Signoraggio, uguali nel meccanismo ma diversi nel
soggetto che se lo intasca. Il Signoraggio appena visto sulla moneta cartacea
per opera della BCE rappresenta il furto colossale per
antonomasia, poi c'è un Signoraggio sulle monete metalliche, che è
l'unico per così dire statale che va al Ministero del Tesoro, e infine quello
sulla moneta scritturale, quella virtuale creata dalle banche, che rimane nelle
banche commerciali. A parte il Signoraggio sulla moneta metallica - che
rappresenta in valore quello minore - la truffa sulla moneta virtuale
delle banche commerciali è ancora più complessa.
In questo caso il Signoraggio è costituito dal valore nominale
(anche se in questo caso non è moneta reale) di tutta la moneta prestata dal
sistema bancario, sotto forma di credito, (conto corrente, ecc.) al netto del
costo di produzione della stessa (assolutamente nullo: semplice digitazione su
computer o scrittura su un registro). Non scherzo quando parlo di moneta creata
dal nulla. Ve lo spiego con un altro esempio. Quando una persona va in una banca
locale e deposita 100 euro in contanti, la banca con questi 100 euro "reali" è
in grado di prestare ben 5000 euro "virtuali". Questa alchimia ha un nome:
"credito frazionale", ed è un'operazione di moltiplicazione permessa e
autorizzata dalla cosiddetta "riserva bancaria", il cui valore è deciso, guarda
caso, dalla Banca Centrale. In pratica questa "riserva" è un tasso che indica la
quantità minima di soldi che la banca deve trattenere fisicamente nelle casse,
appunto come riserva. Oggi il "tasso di riserva" è del 2%. La banca allora mette
subito in "riserva" quei 100 euro che sono reali, e automaticamente (avendo nei
forzieri questi 100 euro) la legge le permette di "crearne" 5000! Il 2% di 5000
euro è proprio 100 euro.
Se non lo credete, mettevi d'accordo
con i correntisti di una banca e andate a ritirare tutti lo stesso giorno il
denaro...
Le banche possiedono fisicamente circa un cinquantesimo
del denaro che movimentano. Sorge spontanea una domanda: ma se deposito 100 euro
reali e la banca ne crea 5000, da dove saltano fuori i 4900 euro? Ahimè questo
denaro, che non esiste e non può esistere nella realtà, sottrae ricchezza al
paese in un circolo vizioso perverso e deleterio. La stragrande maggioranza dei
soldi sono sotto forma di moneta scritturale, quindi di moneta virtuale, e
quindi di moneta-debito.
Capito qual è la madre di tutti i mali?
Quello che avete appena letto è il segreto più grande e
nascosto, forse la più grande e colossale truffa perpetrata a
nostro carico da tre secoli. Talmente grande che probabilmente almeno
sette presidenti degli Stati Uniti, come scrive Marco Saba nel suo "Bankenstein:
tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche", sono stati
assassinati proprio per la questione monetaria: Harrison
avvelenato, Taylor avvelenato, Lincoln con
arma da fuoco, Garfield avvelenato, McKinley
con arma da fuoco, Roosevelt avvelenato,
Kennedy con arma da fuoco.
Detto questo, noi comuni cittadini consumatori e base della
Piramide del Potere, cosa possiamo fare?
Intanto,
prendere coscienza del funzionamento di un sistema monetario e di un
Signoraggio grazie ai quali il potente cartello delle banche sta facendo
sprofondare volutamente il pianeta in un baratro economico spaventoso.
Quale controllo sulle masse è più efficace dell'impoverire le
masse stesse? Si tratta di un establishment talmente potente che nessuno, e dico
nessuno, si mette contro denunciandolo pubblicamente al mondo intero. A
parte personaggi eccezionali, sconosciuti ai
più, come il professor Giacinto Auriti
(promotore della moneta alternativa Simec) e il
procuratore generale della Repubblica Bruno Tarquini (che
denunciò la truffa di Bankitalia), dove sono i paladini della
giustizia?
Quelli che in tivù si fanno promotori dei diritti dei
cittadini? È facilissimo criticare una società o una banca perché si
comporta male, perché frega le persone, ecc., ben più difficile è denunciare un
sistema monetario che sta mandando in rovina l'intero pianeta. Non sto dicendo
di togliere i soldi dalle banche (anche se il guadagno sarebbe maggiore) per
dare un segnale forte e mandare qualcuno che lo merita in fallimento, ma metto
in luce il meccanismo. Tutto qua. Poi ognuno di noi, in base al proprio livello
di coscienza, deciderà se partecipare o meno a tale 'gioco' perverso...
Esistono svariati modi per investire in maniera più
etica i propri risparmi, evitando così la moltiplicazione del denaro
che crea debito, e che poi paghiamo sotto altre forme (tasse, prodotti più cari,
ecc.). Basta cercare e informarsi.
Un passaggio successivo è
quello di aprire la mente per entrare nell'ottica di accettare possibili monete
complementari o regionali. Oggi nel mondo di queste valute se ne contano circa
5000 e sono quelle che, per intenderci, hanno aiutato l'Argentina a tirarsi su
dal disastro economico. Anche se il tubo catodico non ce lo dice, a far
riemergere l'economia argentina non sono state le banche, ma le monete
complementari. Una moneta locale può essere emessa da una
Comunità: per esempio una Provincia, un Comune
o una associazione onlus. Importante è l'accettazione (essere chiari
fin da subito nello statuto nel caso della associazione), e capire che il
funzionamento è prettamente per i prodotti di consumo locali.
Per esempio,
nella nostra capitale sta per essere messo in circolazione l'Eco-Roma... L'euro
è valido solo perché noi lo accettiamo e riconosciamo come tale: ma non è
nostro, è di proprietà della Banca Centrale Europea (privata).
Ricordiamolo questo, perché potrà capitare un
giorno che presentando in banca un biglietto, magari da 100 euro, esso venga
ritirato dal legittimo proprietario e non più restituito... E
allora?
Marcelle Pamio - <Tratto dalla rivista Nexus n.
57>
<Lettere e Articoli>
Di enorme importanza
i "Cinque Sì" di Prodi alla "linea Giavazzi"
Auspicavamo che la "linea Giavazzi" trovasse avalli e sostegni, oltre
al nostro. Siamo dinanzi a un punto centrale della nostra alleanza con il centrosinistra
per l'alternanza. Da tempo i radicali auspicavano che giungessero, oltre al
nostro, avalli e sostegni alla "linea Giavazzi", e cioè precisi impegni per
il cambiamento e l'innovazione economica e sociale nella direzione delle libertà,
e -insieme- della riscrittura di un sistema di welfare più giusto e dinamico.
I "cinque sì" di Romano Prodi alle domande dell'economista Professor Francesco
Giavazzi rappresentano un fatto politico di enorme importanza per due ragioni.
In primo luogo, dimostrano quello che da tempo i radicali sostengono: l'innovazione
liberale non è in contrasto, ma cammina di pari passo con un welfare che tuteli
chi ha bisogno di aiuto. Oggi viviamo con una rete di protezione sociale che
è comoda e sicura per pochissimi, e quasi inesistente per tanti altri: solo
una radicale volontà di riforma liberale può aiutare a creare tutele -insieme-
sostenibili dal punto di vista del bilancio pubblico, e in grado di riguardare
un arco più ampio di persone. In secondo luogo, perché questi "cinque sì" (contro
i corporativismi, contro i conservatorismi, per la modernizzazione: dall'università
alle professioni, dalla Banca d'Italia al mercato del lavoro) cementano un'intesa
piena tra noi e il leader dell'Unione. Anche su queste basi, possiamo dire che
è stata felice la scelta del Congresso di Riccione, e -quindi- la decisione
di puntare all'alleanza con il centrosinistra nella direzione dell'alternanza.
Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani, membro
della segreteria della Rosa nel pugno.
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*Sconfiggere il Signoraggio
dell'Euro?*
L'autore ha
individuato la truffa, ma purtroppo con il rimedio non ci è andato nemmeno
vicino. Spostare l'attuale potere monopolistico di stampare denaro dalle banche
centrali agli stati equivale a farsi amputare la testa invece degli
arti...
Perché mai gli stati dovrebbero essere più responsabili delle attuali
banche centrali? O meglio, è ovvio che gli stati non potrebbero che comportarsi
in modo ancor più irresponsabile. Per giunta ci vuol coraggio (o ingenuità) a
considerare le banche centrali come degli organismi privati. La Fiat attualmente
è un'organizzazione privata? Ni (considerando gli immensi "traffici" che ha
avuto negli ultimi 50 anni con lo stato italiano), ma poniamo che lo sia.
Ebbene, domani arriva Silvio (magari a braccetto con qualche grande big della
finanza internazionale. Ma solo lui ha il potere pratico di attuare la cosa!) e
dice <<tramite una legge dello stato, faremo diventare la Fiat, l'unica
casa automobilistica ad aver il permesso di costruire e vendere auto sul
territorio italiano, per giunta l'intero vertice dirigenziale della Fiat
(Presidente compreso) sarà deciso e nominato dal governo italiano, le azioni
della Fiat comunque potranno rimanere in mano agli attuali proprietari (e di che
cosa? Di un lembo del ministero delle finanze?).
A questo punto, è legittimo
considerare la Fiat un'industria privata? !?! Per concludere potremo anche
aggiungere un'ultima frase <Infine (come se fosse poco!), la Fiat dovrà
costruire auto di cartone e venderle al prezzo di quelle vere e i cittadini
italiani saranno obbligati a comprarle>. Il Delirio. La soluzione riguardo
all'attuale sistema monetario non è "aggiungere più stato", ma escluderlo
totalmente e lasciar libero spazio a un nuovo e spontaneo periodo di Gold
Standard. Renato Nannini
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Voglio dire una
mia idea sulla 194.
I preti, non stanno a fare questa cosa
per una forma di religione o di moralità peraltro presunta, lo stanno facendo
proprio per i "soldi". Siccome hanno perso quelli del 5 per mille, del
volontariato che era agganciato alla ricerca, adesso stanno cercando di
impadronirsi di una fetta ancora più ampia su quello che gli è rimasto del
volontariato, poichè il 5 per mille è stato diviso dalla ricerca: 'se so
attaccati! Mentre prima era unito, io scrissi tanto su sta cosa tempo addietro,
dunque ora "li preti" vedremo che faranno una miriade di altre associazioni di
volontariato in base alla 194, per ribbare i soldi alle altre associazioni, e
poi cercheranno di infilarsi anche nella Ricerca con la voce ricerca socio
economica, tanto per adesso hanno rimesso minimo 100 milioni di euro.
Ho scritto a tutti all'epoca. Ti do volentieri le notizie perchè
tu hai gli spazi, e io sono contento se gli rompiamo le corna a sti demoni.
Francesco Reiki
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Ruini? Un grandissimo
inpiccione.
Ecco un mix di quanto hanno scritto, giustamente, Edmondo
Berselli e Eugenio Scalfari su la Repubblica:
Ruini non può e non dovrebbe
cimentarsi con le leggi della Repubblica italiana. Non lo fa Ciampi, che è il
capo dello Stato e può soltanto rifiutare la firma quando vi sia palese
incostituzionalità. Ma Ruini invece entra nel merito, mi piace quell'articolo,
mi preoccupa quell'altro, suggerirei questo, sconsiglierei quest'altro, e tutti
a dirgli bravo. Diciamo la verità: Ruini è un impiccione nel senso che si
impiccia di cose che non lo riguardano. Che direste, ripeto, se Ciampi si
comportasse allo stesso modo?
E che direbbe Ruini se un ministro, un
prefetto, un ambasciatore, insomma un pubblico funzionario del nostro Stato
dichiarasse che la Conferenza episcopale è un organismo non democratico, non
trasparente, che svolge male il suo lavoro? Credo che quel ministro, quel
prefetto, quell'ambasciatore se la passerebbero molto male. La loro carriera ne
soffrirebbe un bel po'. Perché noi siamo uno Stato laico in salsa vaticana. E
anche questo è un dato di fatto. Mi perdoni, Eminenza, se le lancio ancora una
pallottola di carta, di quelle che lei sa respingere con una racchetta da
ping-pong: ho letto che lei è favorevole a inviare negli ospedali e nei
consultori i militanti del comitato Scienza e Vita per convincere le donne che
vi si recano a non abortire. Si vuole dunque impicciare anche
dell'organizzazione ospedaliera? Dunque i volontari di Scienza e Vita.
Sicuramente più efficienti delle suffragette dell'Esercito della Salvezza, che
le loro musichette e i loro predicozzi le fanno rigorosamente sui marciapiedi di
Londra.
Io me l'immagino quella povera donna col suo carico di dubbi e di
dolori, che decide di abortire ed entra con passo timido e volto rattristato in
un pubblico ospedale. Sa che dovrà avere un colloquio preliminare col medico.
Quel colloquio non solo se l'aspetta ma ci conta, ha ancora dubbi sul da fare e
sul come fare, insomma nel 90% dei casi arriva all'appuntamento col cuore in
mano.
E chi si trova davanti, nell'ospedale o nel consultorio? Un don
Gelmini, un volontario di Scienza e Vita, di solito un po' fanatico,
intransigente, uno che può anche minacciarle descrivendole le pene dell'inferno.
Li abbiamo visti e sentiti infinite volte in televisione, quelli di Scienza e
Vita ai tempi del referendum sulla procreazione artificiale. La petulanza, la
certezza incrollabile nella propria verità, non un dubbio, non un sorriso, la
religione dell'embrione, magari con il nome Giuliano Ferrara scritto sulla
maglietta.
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Tomista quanto non mai, il Ratzinger. Cioè assai tomo
Il discorso tenuto all'Università Cattolica del Sacro Cuore
per l'inaugurazione dell'anno accademico, venerdì 25 novembre, era il 203° intervento
pubblico di Joseph Ratzinger dalla sua elezione a Pontefice (104 discorsi, 14
omelie, 27 udienze, 5 messaggi, 2 Motu Proprio, 7 lettere apostoliche, 21 lettere
varie, 30 Angelus e 3 Regina Coeli), alla faccia di chi sostiene che la religione
dovrebbe privilegiare la dimensione privata. Discorso interessantissimo, non
è per dire. In nuce, tolto il mallo e il guscio, ci è parso di poter leggere
un programma: "Ecco allora la grande sfida delle Università cattoliche: fare
scienza nell'orizzonte di una razionalità diversa da quella oggi ampiamente
dominante, secondo una ragione aperta al trascendente, a Dio". In che modo?
Con "un confronto stimolante tra fede e ragione che mira a ricuperare la sintesi
armonica raggiunta da Tommaso d'Aquino [...] contestata purtroppo da correnti
importanti della filosofia moderna" - ohibò, "purtroppo". Speriamo che non sia
ispirata dal Maligno, ma una perplessità ci assale: possibile che in sette secoli
di ricerca filosofica, da Tommaso ad oggi, non ci sia stato niente, se non l'errore?
Vocina soave, ma Ratzinger è spietato: "La conseguenza di tale
contestazione è stata che come criterio di razionalità è venuto affermandosi in
modo sempre più esclusivo quello della dimostrabilità mediante l'esperimento".
Ecco il problema. Quando sui dogmi non si trovava "dimostrabilità mediante
l'esperimento", si è giunti a dare spiegazioni diverse da quelle
tradizionalmente offerte dalla Tradizione, in aperta contestazione verso la
somma autorità in materia. Verrebbe un'obiezione. Su quante cose la Chiesa ha,
prima, fatto muro a questa "contestazione" e, poi, ha ceduto? Quante volte la
Chiesa ha dovuto ricredersi su questo "criterio di razionalità" che veniva
facendo scempio del tomismo? Davvero pensa, il Ratzinger, che sia possibile
riproporre, oggi, la "sintesi armonica raggiunta da Tommaso d'Aquino"? Urge
pigliare i volumi messi sullo scaffale in alto. (...) Luigi Castaldi
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Aborto e
AIDS
Forse è bene ricordare che aborto e AIDS si possono
evitare semplicemente con l'uso del preservativo, un'abitudine igienica che, a
quanto leggo, viene disattesa non tanto dai giovanissimi quanto dagli uomini
maturi. Noi maschi non possiamo distribuire il nostro seme come capita e
lasciare poi le donne gravide e sole. Abbiamo il dovere di verificare,
possibilmente a tavolino e non a letto, se la nostra partner desidera un figlio
e anche l'obbligo morale di sottoporci periodicamente ad analisi del sangue.
L'uso del preservativo, di buona qualità, è molto meglio di qualsiasi pillola.
Non provoca problemi alla donna ed evita anche una serie di altre infezioni che
parimenti all'AIDS sono in aumento. Vedo scarsissima pubblicità sui preservativi
e non vorrei che il possibile utilizzo della RU486 contribuisse a scoraggiarne
l'uso. Gli dei accecano chi vuole perdere e chi vuole prendersi
l'AIDS.
Giulio Saccomandi - Genova
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Ma i "radicali liberi"..... non sono gli agenti responsabili
dell'invecchiamento dell'uomo?
Usare questa espressione in
senso contrario a quello scientifico mi pare proprio una sciocchezza
...
Indovinate chi l'ha detta ieri? Facile. Ad ogni modo, vedere dei
cosiddetti radicali schierarsi col polo che ha appoggiato la legge sulla
procreazione assistita è un po' penoso. Almeno Rutelli ha sepolto il suo
passato... Paolo Sassetti
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Cara
D'Olcese, leggo sempre con attenzione i tuoi commenti che sono
polvere di stelle
in questo mare di lacrime. Personalmente se dovessimo votare
domani, non saprei proprio decidermi. Da una parte c'è Berlusconi e i suoi amici
che hanno fatto le loro ma comunque ci hanno traghettato in questi anni di crisi
forse meglio di quanto ci si poteva aspettare. Dall'altra c'è una sinistra
disunita, con anime diverse, soggetta sempre ai ricatti della sua ala estrema,
una sinistra che vuole dare tutto a tutti, anche quegli strani diritti che
attirano tanti voti ma sovvertono il concetto tradizionale di famiglia (ad
esempio il matrimonio tra gay). Dalle tue parti credo ve la passiate peggio che
al nord. Non pensi che prima di tutto bisognerebbe dare agli italiani un
messaggio chiaro di unione anche dimostrando che l'Unione può restare unita? Te
lo immagini un governo che prende ordini da Bertinotti in materia di politica
estera? Noi moderati, non ancora schierati e titubanti, sappiamo che Berlusconi
non è il massimo ma allo stesso tempo abbiamo tanta paura di finire dalla
padella nella brace. Mi farebbe piacere sentire un tuo commento anche sintetico
su questi punti. Giulio Saccomandi
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Sì, sconfiggiamo il Signoraggio dell'Euro
e dell'8x1000.
Complimenti D'Olcese, sei feconda assai e la
tua è una fecondità bellissima, io purtroppo mi sono intrippato di nuovo con i
preti, è più forte di me, ti invio quanto ho scritto, ciao e grazie per il tuo
bellissimo articolo, se sono su qualche magazine o giornale mandami il link che
te li alzo li spedisco ai miei lettori. Francesco
Rejki
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Grazie mille per
i graditissimi riconoscimenti e complimenti.
Faccio quel
che posso e privilegio argomenti che stanno a cuore a tutti, indistintamente dai
colori politici che, come scelta ideologica, aborro. Fai bene ad intripparti coi
preti, sta succedendo qualcosa di terribile e di veramente grave e pericoloso e
va combattuto dalla base. Con costanza. gd'o
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Dieci anni fa
circa, in un colloquio con un influente ecclesiastico della mia
città (Parma),
ora è vicario della Diocesi di Piacenza, ho detto che la si
doveva smettere, loro cattolici, di considerarlo un delitto e noi laici un
diritto civile, era solo un problema e come tale andava affrontato, e mi è parso
che fosse, seppur ob torto collo, d'accordo. Ma al di là dell'episodio personale
che, però, sta a significare che anche nella Chiesa esistono persone disposte al
dialogo, resta il fatto che la Chiesa come organizzazione si pone il fine, come
tante altre organizzazioni di aumentare il proprio ruolo a scapito delle altre
organizzazioni. Di qui il suo volere accreditarsi più che come magistero
religioso come magistero morale. E qui ha scelto il campo della morale sessuale.
In fin dei conti, a parte viagra e simili, a x anni diventiamo tutti senza
particolari sforzi, atei devoti.
Fra l'edonismo consumistico e il innovato savonarelismo esiste
una dimensione morale laica ed è su questa che occorre confrontarsi. Con il
massimo rispetto per il papa defunto, non dimentichiamo che migliaia di persone
sono morte in Africa per il divieto posto alle organizzazioni sanitarie
cattoliche, le uniche presenti in molti casi, di diffondere il preservativo; con
buona pace degli attivisti del Movimento per la vita. Renato
Sbrigli
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La degradazione della nostra
religione
è dovuta principalmente all'ego di certi suoi
vertici episcopali. Gli eccessi di protagonismo, riguardo alla legge sulla
fecondazione assistita sulla staminali, sono cose che prima o poi si pagano.
L'aborto è da me stesso considerato un omicidio, ma con un diritto, che io ho, e
che all'ecclesiastico non andrebbe invece riconosciuto. Se l'aborto è un
omicidio lo è anche quella scelta di non procreare, conierò un termine, la
non-nascita, Il cattolicesimo impone ai suoi sacerdoti di non sposarsi, di non
avere rapporti sessuali, dunque questo nostro cattolicesimo, con la Sua scelta
di non procreare, abortisce la vita, così come una donna abortisce il Suo
feto.Con quale diritto il clero pretende leggi per impedire la scelta di
abortire - avuta oltretutto tramite un referendum - quando proprio il clero è
per scelta nella Sua origine, consapevolmente rifiutante di quell'atto che porta
al concepimento di un essere umano. Se è reale che una parte dei cittadini per
diversi motivi, rifiuta quello che ha creato; è anche vero un altra parte non lo
fa; mentre invece, tutti, gli ecclesiastici rifiutano il concepimento della vita
che peraltro sono in grado di dare. Chi pecca realmente contro la vita, il
cittadino che si trova ad affrontare un aborto, o chi pratica, la teoria della
non-vita ed ordina ad un essere umano che si vota al sacerdozio di non
prolificare? Credo sarebbe anche ora di finirla di insultare la donna, dicendo
che usa l'aborto come metodo contraccettivo, a nessuna donna fa piacere
abortire. La Chiesa cattolica, chiedesse perdono alla donna, per tutto il male
che le ha inflitto durante i secoli. Francesco Rejki
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Stato, Chiesa e Libero
Pensiero
Il Papa esorta lo Stato a non dimenticare Dio per
avere una società "sana". Vorrebbe cioè, imporre l'etica delle sue dottrine e
dei suoi dogmi alle leggi del paese, in pratica governare indirettamente, come
ai vecchi tempi. Ruini vuol farci credere che senza il Magistero della Chiesa
come "guida" il Parlamento non saprebbe dove rivolgersi per trovare i criteri
giusti nel senso del bene, della felicità e del benessere comuni. Dimenticano, o
fanno finta di dimenticare, che per avere una società "sana", e libera, lo Stato
non ha nessun bisogno dei 10 Comandamenti o di un Dio per trovare le leggi
giuste per la convivenza civile e pacifica. Basta la Ragione per sapere che non
bisogna uccidere, rubare, stuprare, sopraffare, truffare, e basta la Ragione per
sapere che cosa vuol dire essere liberi e felici senza costrizioni dogmatiche,
sopratutto quelle maschiliste e sessuofobiche.
E' tempo di ricordare che
esiste il Libero Pensiero, conquistato due secoli fa a cannonate per la libertà
e il benessere dell'Umanità.
Il Libero Pensiero, e il conseguente Relativismo
così odiato dal Papa, hanno prodotto tutte le libertà rispettose dell'uomo e
della donna che diamo per scontate oggi. Senza Libero Pensiero e Relativismo vi
è solo Assolutismo dogmatico e schiavitù.
Gli Stati liberi e democratici
europei, Italia (finora) compresa, sono basati sul Relativismo, non sul
dogmatismo. Anche oggi, non la sola Scienza, ma la Ragione aiutata dalla Scienza
può e deve trovare le migliori soluzioni alle grandi questioni di bio-etica che
si pongono. Il fatto che sono sorte nuove scelte da compiere non vuol dire che
non siano compibili dalla Ragione senza la Chiesa!
Papa Ratzinger tuona
contro il Relativismo. E' vecchia moneta che si vuol far tornare in corso. Tuona
contro la stessa Ragione già condannata dalla Chiesa alla prigione con Galileo,
al rogo con Giordano Bruno ecc. Storicamente la Chiesa ha combattuto ogni
pensiero indipendente che ha via via scalfito ciò che essa pretendeva essere nel
suo monopolio. Dal fulmine di Zeus all'origine della vita alla morte. Ancora
oggi lo fa. L'uomo, che è secondo la Scienza animale nella natura dotato
dall'evoluzione di una intelligenza e di una coscienza non diverse ma soltanto
molto più evolute dei suoi consimili, ha paura della morte. Sa che essa è certa,
che i suoi giorni sono contati. Sa di essere un granello di niente
nell'universo. E' troppo il divario tra le sue capacità intellettuali e quello
che realmente è. La sua paura nell'ignoranza del niente dopo la morte gli è
insopportabile e genera credenze come i rimedi più semplici e più efficaci
contro le sue angosce. Queste sono "mediazioni" con l'Aldilà fuori della vita
terrena e dell'Universo conosciuto. Non devono appoggiarsi a fatti reali o a
interpretazioni corrette della realtà: sono il regno del sovrannaturale,
dell'irrazionale, del paranormale, delle superstizioni, degli amuleti e dei
talismani, dell'esoterismo, ecc. Nelle credenze l'uomo trova facile conforto
sperando in un'altra vita dopo la morte e una spiegazione alla sua ignoranza.
Per molti sono indispensabili perchè li aiutano a vivere.
Altri pensano che
credere per dimenticare la propria piccineria, il proprio destino di morte, vuol
dire sostituire la propria ignoranza con altra maggiore ancora, in altre parole,
vuol dire smettere di pensare. E allora l'uomo smette di crescere.
La scelta
della soluzione migliore per ciascuno per convivere con la coscienza della
propria morte è individuale.
Piaccia o no al Papa e all'Opus Dei lo
Stato della Repubblica italiana per garantire e tutelare tutte le credenze
individuali dei suoi cittadini, cioè la loro
Libertà, deve basarsi sulla Ragione e sul Libero
Pensiero, cioè sul Relativismo - senza fare
propria nessuna credenza. Farsi guidare dalla Chiesa vuol dire
diventare la Repubblica Cattolica d'Italia.
Già dal 1869 delegati di venti paesi di tutto il mondo si erano
riuniti, assieme a vari gruppi di Liberi Pensatori, nell'Anticoncilio di Napoli.
Fu un convegno promosso e organizzato dal deputato Giuseppe Ricciardi che aveva
avuto l'appoggio, fra gli altri, di Giuseppe Garibaldi, del filologo Maximilien
Littré, del fisiologo Jacob Moleschott, di Victor Hugo, e di 60 tra deputati e
senatori italiani. In quell'occasione si riunirono per la prima volta ben
25 movimenti laicisti e 63 associazioni locali di Liberi Pensatori.
Tra queste vi erano associazioni capitanate da leaders come
Garibaldi, Giovanni Bovio, Felice Cavallotti.
Nel 1904 si svolse per la prima
volta a Roma il Congresso della Federazione Internazionale dei Liberi Pensatori,
(esistente sin dal 1850), giudicato da Pio X in una lettera pastorale "un fatto
di natura oltraggiosa e una provocazione verso Roma"; ma un tale sentimento non
fu condiviso dalle autorità locali, che accolsero degnamente i delegati
stranieri. Tra i partecipanti, Ernst Haeckel,
Ferdinand Buisson (uno dei
fondatori della Società delle Nazioni), Andrea Costa, il filosofo Roberto
Ardigò, il penalista e deputato socialista Enrico Ferri, l'antropologo Cesare
Lombroso, l'esponente politico Napoleone Colajanni, il poeta Mario Rapisardi.
Nel 1925 avrebbe dovuto tenersi proprio a Roma un Congresso della Federazione
Internazionale, ma fu vietato dal regime con l'intesa del Vaticano: poco tempo
dopo squadre fasciste distruggevano la sede dell'Associazione, incendiandone gli
archivi. Tra i dirigenti e i militanti alcuni furono diffidati, licenziati,
confinati o imprigionati; altri (come il socialista Arturo Labriola e il
repubblicano Eugenio Chiesa) riuscirono a riparare all'estero. Purtroppo, le
preghiere di un milione di persone non hanno mai spostato uno spillo di un
millimetro e non hanno impedito guerre, terremoti e tsunami.
Joe Falchetto,
come molti altri.
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Aborto e concordato
Wilckoc. Gli errori
declassano.
La degradazione della nostra religione è dovuta
principalmente all'ego di certi suoi vertici episcopali. Gli eccessi di
protagonismo, riguardo alla legge sulla fecondazione assistita e sulle cellule
staminali, sono cose che prima o poi si pagano. L'aborto è da me stesso
considerato un omicidio, ma con un diritto, che io ho, e che all'ecclesiastico
non andrebbe invece riconosciuto.
Se l'aborto è un omicidio lo è anche quella
scelta di non procreare, conierò un termine, la non-nascita. Il cattolicesimo
impone ai suoi sacerdoti di non sposarsi, di non avere rapporti sessuali, dunque
questo nostro cattolicesimo, con la Sua scelta di non procreare, abortisce la
vita, così come una donna abortisce il Suo feto. Con quale diritto il clero
pretende leggi per impedire la scelta di abortire -avuta oltretutto tramite un
referendum- quando proprio il clero è per scelta nella Sua origine,
consapevolmente rifiutante di quell'atto che porta al concepimento di un essere
umano. Se è reale che una parte dei cittadini per diversi motivi, rifiuta quello
che ha creato; è anche vero un altra parte non lo fa; mentre invece, tutti, gli
ecclesiastici rifiutano il concepimento della vita che peraltro sono in grado di
dare. Chi pecca realmente contro la vita, il cittadino che si trova ad
affrontare un aborto, o chi pratica, la teoria della non-vita ed ordina ad un
essere umano che si vota al sacerdozio di non prolificare?
Credo sarebbe
anche ora di finirla di insultare la donna, dicendo che usa l'aborto come metodo
contraccettivo, a nessuna donna fa piacere abortire. La Chiesa cattolica,
chiedesse perdono alla donna, per tutto il male che le ha inflitto durante i
secoli.
Il concordato.
1) In primis il Concordato è una
scelta dello Stato di finanziare le confessioni religiose ed essendo una scelta
che la Costituzione consente, ma non impone, può essere discussa e sovvertita, e
senza la necessità di trattativa alcuna con il Vaticano.
2) L'articolo 49
della legge 20 Maggio 1985, n.222, introduce un meccanismo periodico di
valutazione sull'entità dell'erogazione; al fine di una sua eventuale necessaria
revisione; poiché la quota dell'8x1000 dall'aliquota Irpef è stata determinata
in virtù di un calcolo "previsionale" in base al quale la somma destinata alle
confessioni religiose deve corrispondere agli scopi prefissati dalla legge: al
termine di ogni triennio successivo al 1989, un apposita commissione dovrebbe
procedere alla revisione dell'importo deducibile di cui all'art. 46 e alla
valutazione del gettito della quota Irpef di cui all'art. 47, questo al fine di
predisporre eventuali modifiche.
Sarebbe tempo, dopo più di un lustro, di
affrontare questa revisione: questa dovrebbe essere messa in atto, riducendo
quell'8x1000, poiché si è passati dagli attuali 420 miliardi- 210 mioni di Euro
del 1990 a più di un miliardo di Euro, questo poi fino al 2003, accertato che il
fabbisogno della Chiesa Cattolica in questo periodo è solo raddoppiato, mentre
invece il gettito in questione è quintuplicato: avendo nel 2003 la stessa
conferenza episcopale dichiarato per bocca di Camillo Ruini, di aver destinato
la quasi totalità dell'aumento della propria quota, 80 milioni di Euro su 108,
quasi l'80% ci si decida, finalmente! ad abbassare questa quota, un portare
quell'8x1000 al 4 sarebbe cosa giusta, e farebbe risparmiare il fisco.
3) Lo
Stato italiano quando ha optato quella scelta -il Concordato- con cui decideva
di finanziare le confessioni religiose, lo ha fatto decidendo di finanziare
queste, e non la Cei, a cui invece si versa l'intero ammontare del gettito
proveniente dall'8x1000: alla luce di quanto accaduto ad Assisi credo
fermamente, che sarebbe più onesto, nei confronti anche dei frati, ristabilire
la congrua, ovvero pagando direttamente gli stipendi ai membri del Clero,
prelevando l'ammontare direttamente da quel 4x1000, cui io mi auguro si arrivi,
si eviterebbero così sorprusi di cui ci si rende correi spiritualmente e
materialmente attraverso l'indifferenza.
4) Pensieri e parole
5) Si dice
che San Francesco che mai prese i voti disse: "Assisi patirai pene e guai ma non
morirai mai".
6) Attenzione che il poverello colui che si sposò con Madonna
Povertà, quando andò i terrasanta maledì i crociati, per il cattivo
comportamento tenuto da questi, e costoro, persero. Questa è la tomba
dell'infante Jesus che amava i leoni* e con loro giocava. Coloro che si pregiano
di essere i suoi soli eredi amano anch'essi i leoni ma non giocano con Loro, a
quei loro preferiscono un misero accento, come quello che io adesso uso per
descrivere l'oro. *I Leoni sono quelli che hanno il coraggio di vivere, di sé
stessi, e di lottare per la libertà, del proprio e dell'altrui spirito e
corpo.
7) da
www.nuvolarossa.org e
da
http://francescoreiki.blog.lastampa.it/8)
sul mio blog i commenti sono aperti io non censuro nessuno se non calunniano, o
insultano gli ebrei. Aprite un blog sulla stampa con republicani, ma almeno
proteggetevi il nome e scusate. Francesco G.Mangascià
-----
Lettera alle donne abortite. Invia la tua firma - nome cognome
e professione - alla mia email -
aaluana@tiscali.itSe penso che un
Cardinal Ruini è nato da una donna - mi viene da firmare nuovamente 100 - 1000
volte ancora per un aborto positivo. La chiesa torna ad essere intollerante e
repressiva - come mai è stata dopo il 1960 e il fatto che ci ritroviamo un Papa
che in tutti i libri viene pubblicato con il suo braccio destro alzato nel
saluto fascista - mi fa venire ancor più brividi.
Questa chiesa e questo
stato che non difendono i diritti delle donne cercando di relegarle nuovamente
ad un ruolo sofferente - senza piacere - senza possibilità di decidere - di
sbagliare ma bensì automi al servizio - MI FA INCAZZARE!
Care donne - è una
donna che vi scrive, una donna che ha fatto mille peccati e mille e mille sbagli
- pagandoli sulla propria pelle. Una donna che è fiera di quanto ha commesso -
perchè quegli errori mi hanno insegnato ad essere forte oggi e umana in altre
azioni che sembrano simili alle mie esperienze e non. Sono il mio percorso che
nessun altro deve decidere con delle leggi, sono la mia storia - che ho potuto
vivere da sola - in uno Stato che mai mi ha riguardato ne' mai credo si sia
preoccupato di me e delle donne.
prostitute allo sbando - considerate sporche
e da internare, mercificare con la legge sulle case chiuse. L'importante è che
siano sane, in modo che il padrone può sfogare i suoi bisogni la sua solitudine
senza correre pericolo - senza farsi domande.
L'importante è che ad ogni
prestazione paghino le tasse così che uno Stato maiale possa prendersi la sua
parte e che non stiano in strada così che uno Stato tremendo come quello
fascista possa dire guardate com'è pulita la mia città.
Prendetevela con chi
le sfrutta - e lasciateci decidere il nostro destino oppure date accoglienza e
protezione in modo che chi non vuole può cambiare strada e vita, ma non
sfruttate, non intromettetevi in ciò che non conoscete, il corpo femminile, le
idee, gli amori e le passioni. Siamo al controllo sull'aborto. Il Cardinale
Ruini e la chiesa sono lì, avvoltoi, inviano ispettori di Dio a controllare cosa
facciamo, cosa scegliamo. Perchè un aborto è un gioco, è una passeggiata, ma
sopratutto perchè prima dell'aborto, prima delle nostre drammatiche decisioni,
c'è una chiesa che pensa agli adepti. Se noi non facciamo più figli il
cattolicesimo scompare, non hanno più fedeli, se noi siamo serve dello stato e
della chiesa - quindi degli uomini - continueremo a partorire mostri segnati da
queste regole e destino. Ma possiamo decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato e
magari fare l'amore anche provando piacere e scegliere di andarsene altrove
quando non lo proviamo, quando non c'è. Siamo per il divorzio quando ci
picchiano o vogliono negarci la propria capacità di vivere, siamo per il
divorzio quando un maschio prepotente vuole solo cucina e casa per noi. Una
specie di galera dove si tinge di bianco il muro per farci sembrare libere in un
manicomio. Un prete si permette di dire che abortiamo facilmente, che ci
divertiamo e per questo bisogna mettere le guardie della chiesa alle porte
dell'inferno...
Ci diano i soldi dello, dell'ICI, l'8x1000 e ci sarebbe
un'altra aria nel paese. Fatichiamo in tutto il mondo, sgobbiamo come asine, il
70x100 di tutto ciò che gira sulla terra lo coltiviamo noi, sia carne che
frutta, sia acqua che prati, sia cielo che figli e ci dobbiamo qui subire le
angherie di quelle manine di Ruini bianche e puzzolenti che intendono decidere
sulla sorte delle altre?
Delle mie reali sorelle?
NOI NON ABORTIAMO PER GIOCO. Sappiamo ciò
che facciamo, non abortiamo perchè siamo il frutto malato del peccato.
Noi abortiamo senza ridere e piangendo
per il resto dei giorni che verranno. Abortiamo perchè abbiamo amato
troppo.
Abortiamo perchè non possiamo rischiare la nostra vita. Perchè
malate. Perchè sole e tristi. Abortiamo perchè ci hanno violentate. Perchè si
sono approfittati di noi. Perchè ci hanno fatto credere al Meraviglioso e poi ci
siamo ritrovate nel marcio della quotidianità, fare sesso in cambio di lavoro e
non parlo solo di quello nelle strade - ma negli uffici - nelle così dette sfere
sociali.
Ci uccidono anche quando non vogliamo abortire, Ma abortiamo perchè
il bimbo nascerà con patologie gravi tanto che la sua vita sarebbe brevissima.
Abortiamo perchè povere economicamente e con i 1000 euro di quello sciocco
ministro dell'economia ci compriamo tre pacchetti di pannolini e stop. Perchè
siamo state costrette a giacere senza provare nulla. Abortiamo perchè i soldati,
sì proprio loro, passando in Iraq, in Africa, in Medio Oriente con le loro idee
malate e sicuri di esportare la libertà, ci spogliavano costringendoci sotto i
mitra a fare quello che volevano inseminandoci di bandiere americane francesi o
anti musulmane, di idee che non ci appartengono.
Abortiamo perchè la Chiesa
afferma che non si possono usare gli anticoncezionali - e lui non può mettere il
preservativo...
Così in Africa ci becchiamo - prima dell'aborto L'Aids e
nostro figlio - se tutto va bene - anche in amore nascerà con il rischio di
ereditare questa malattia per il futuro che gli dono. Abortiamo perchè veniamo
dalla Russia dove avete esportato la prostituzione che noi non conoscevamo ma
abbiamo fame perchè avete esportato anche il capitalismo che ci ha
massacrato economicamente e quindi diamo sesso in cambio di pane. Ma cosa daremo
ai nostri figli di cui non sappiamo nulla? Abortiamo anche in Occidente e per
mille e depravati motivi tragici, lo facciamo per passione perchè ci convincono,
perchè una sera in macchina io non sapevo nulla di sesso.
E QUANDO CAZZO
COMINCERETE A INSEGNARLO NELLA SCUOLA?
Abortiamo perchè si assumono
altri professori di religione - scelti dalla Curia, e che paga lo Stato, che non
ci insegnano un paio di ovaia che cosa sono, a cosa serve l'utero - cos'è un
orgasmo. Allora mi domando che ci sono a fare questi signori inutili umanamente
e teologicamente? Non era Dio il primo a parlare e a difendere sessualità e
prostitute?
Non ho mai visto una di loro sorridere, se mai ho visto sempre
uno Stato assente e dalla parte degli uomini. Affinchè la chiesa torni a
preoccuparsi solo di quanto le concerne - non economici, non del sesso, non dei
propri interessi sulla nostra pelle, chiedo una firma. Non contro il Cardinal
Ruini ma contro l'idea che egli rappresenta. Chiedo una firma contro tutti
coloro che la pensano come questa persona. Chiedo una firma per i diritti delle
donne, chiedo una firma per protestare contro la repressione - per la libertà -
contro il razzismo e lo sfruttamento. Chiedo una firma e non solo di donne per
donne ma di esseri umani che capiscano quanto dolore e umiliazioni ci arrecano
coloro che sono al Potere - tutti i giorni dai tempi dei tempi.
Invia la tua
firma - nome e cognome e professione - alla mia email -
aaluana@tiscali.itLe consegneremo a chi
di dovere e le pubblicheremo come Manifesto di protesta all'incivile società.
http://artenamir.interfree-----
Dal Forum di ZeusNews.it
Dell'uso strumentale che la Destra fa del
Cardinal Ruini.
Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli attacchi
da parte della sinistra, ovviamente, di molti, non tutti, gli esponenti della
sinistra italiana al Card.Ruini e ai suoi interventi su famiglia e aborto.
Certo, fra i molti che intervengono contro il Cardinal Ruini accusandolo di
entrare troppo in politica, ci sono alcune veterofemministe, rimaste ad una fase
primitiva in cui si gridava "l'utero è mio e lo gestisco io", quale
ultraliberale ottocentesco che vorrebbe imitare il generale Garibaldi che
durante la spedizione delle 2 Sicilie liberava le monache dai conventi, ma, in
linea di massima, la preoccupazione maggiore di molti esponenti della sinistra è
che così facendo il Card.Ruini e la Cei tiri troppo la volata al Centrodestra,
agli Adornato, Bondi, Tajani, e soprattutto, Casini e Pera, che, di continuo, si
genuflettono, vanno in Chiesa mattina e sera, si segnano e ti benedicono come
padri guardiani di qualche santo monastero, e non come uomini politici e di
Stato come in realtà sarebbero e sono, perché senz'altro sono "molto, troppo" di
questo mondo. Non così Berlusconi, sempre molto furbo e più furbo di tutti: che
solo l'anno scorso invitava i candidati di Forza Italia a non prendere posizione
contro l'aborto, perché fa perdere voti e ormai la 194 c'è, che si è guardato
bene dal dire cosa avrebbe fatto al referendum sulla fecondazione assistita, che
va dal Papa il giorno prima e il giorno dopo rivendica la lezione di laicità di
Don Sturzo, che si tiene stretto Bondi ma anche la Prestigiacomo, riuscendo in
quello che la Dc non poteva fare, coprire laici e cattolici, modernisti e
conservatori. Sta di fatto che se è normale che il Card.Riuni, come tutti i
preti e i vescovi a tutte le latitudini, in Spagna come negli Usa, in India come
a San Marino, in Cina come in Francia, tenga il punto e si dichiari contro
l'aborto e chieda ai politici di non promuovere legislazioni troppo permissive,
il problema non è la Chiesa ma l'uso strumentale che la Destra fa delle sue
dichiarazioni e della Chiesa stessa.
Ad esempio in Germania il Card. Lehmann
o il Card. Kasper, potenti e rappresentativi teologi e rappresentanti della
ricca Chiesa tedesca (più ricca anche di quella italiana grazie alle tasse
obbligatorie di cui beneficiano anche i luterani), hanno tuonato a lungo contro
l'adozione nella Germania riunificata della legislazione abortista della Ddr,
più permissiva di quella della Germania Federale, nessuno ha promosso attacchi
contro la Chiesa anche perché già allora la leader della Cdu Angela Merkl si
dichiarò a favore della legge della Germania dell'Est, in contraddizione con
altri esponenti del suo partito, ma anche nella Spd e nei Verdi ci furono altri
che, invece, erano per la legge meno permissiva: cioè che ammetteva l'aborto in
casi di salute, violenza, malformazioni, ma non per clausole sociali, limitando
in parte l'autodeterminazione assoluta della donna. D'altra parte, in Germania,
con l'appoggio della Cdu di Kohl, esiste una vasta rete di consultori
matrimoniali cattolici, finanziati in parte anche con contributi pubblici, che
fino a pochi anni fa certificavano anche per l'aborto, ma svolgevano una
forte azione preventiva dell'aborto stesso. Ad un certo punto il Vaticano chiese
che questi consultori non dessero più le autorizzazioni per l'aborto, e per
questo lo Stato non ha più dato finanziamenti, anche se Kohl stesso chiese,
inutilmente, a Papa Wojtyla di concedere il permesso per continuare a concedere
autorizzazioni e così essere sostenute dallo Stato.
La Chiesa Cattolica
tedesca ebbe una forte divergenza con il Vaticano e il suo figlio Card.
Ratzinger: per i Vescovi cattolici avere propri consultori, sostenuti anche
grazie allo Stato, che facessero aiuto e prevenzione ma riconoscessero anche le
autorizzazioni ad abortire era il "minor male" piuttosto che essere assenti e
non potere aiutare le donne a scegliere diversamente. Ecco, secondo me, il
compromesso potrebbe essere questo: accanto a consultori pubblici da rilanciare
ci vorrebbero consultori "cattolici" che dovrebbero avere al loro interno anche
medici "non obiettori" e ricevere contributi statali. Perché la vera
contraddizione non è tra la sinistra e il CentroSinistra e la Chiesa ma tra la
Destra e la Chiesa: se molte coppie non si sposano e preferiscono la convivenza
è perché il mondo del lavoro si è troppo precarizzato e non dà nessuna certezza,
nessuna stabilità e sicurezza per affrontare l'impegno di una famiglia stabile,
con una casa (che non si può comprare o è troppo cara da affittare) e dei figli
e questa situazione si è fortemente accentuata a causa della legislazione sulla
flessibilità del lavoro promossa dal CentroDestra, la riforma fiscale inique
voluta da Berlusconi, l'escalation del costo della vita davanti a salari
bloccati, temi che la sinistra dovrebbe affrontare con radicalità ed invece
sembra troppo impegnata su Pacs, 194 e dintorni, temi importanti, su cui ognuno
ha le sue tutte diverse e tutte altrettanto degne di rispetto ma che non
costituiscono il cuore, la specificità, il centro, delle politiche di una
sinistra che vuole rispondere alle attese della maggior parte dei lavoratori e
di chi dispone di un reddito modesto o
insufficiente.
Commenti.
Per me, l'aborto è un delitto
peggiore dell'infanticidio, che è un delitto peggiore dell'omicidio. Inoltre, mi
dispiace dirlo, ma sempre a mio modo di vedere la donna non ha diritto
all'autodeterminazione assoluta se questa coinvolge le generazioni future alla
sua. Io, se mia madre m'avesse voluto abortire, l'avrei odiata per il resto
dell'eternità. Che vigliaccata! Cosa c'entro io!!
Mediamente
-----
Da elettore di destra, (ma credimi
molto poco convinto), non posso che essere daccordo su quest'analisi, in
particolare la dove dici che il problema è tra destra e Chiesa e non tra
sinistra e Chiesa. Un po' meno mi convince che la precarietà sia figlia della
politica della destra. Sì, ce l'hanno messa tutta è vero e tuttavia anche così
non hanno responsabilità per più di un 10%, il resto è tutta farina della
globalizzazione ecc. ecc. La destra semmai ha solo "istituzionalizzato" una
situazione che si sarebbe verificata comunque. Penso inoltre che la consuetudine
alla convivenza non derivi affatto dalla precarietà economica che anzi dovrebbe
stimolare a gettare solide basi, ma da quella morale ed affettiva: convivere è
l'espressione di una fase della vita dalla quale comunque si può tornare
indietro, "psicologicamente" senza rimpianti ne' rimorsi.
Utente anonimo-----
La lunga marcia
a destra di dio.
- di Marco D'Eramo
Da banda di bigotti ultrareazionari, la destra conservatrice è diventata
egemonica, nel senso gramsciano, nella società americana.
Il segnale più chiaro di questa vera e
propria controrivoluzione è la contrizione in cui sono piombati i leader del
partito democratico per non essere stati abbastanza religiosi, abbastanza
"all'ascolto dell'anima profonda dell'America" nella campagna elettorale.
E
poiché gli Stati uniti sono egemonici [erano ...] sul resto del mondo,
non mancherà molto prima che la sinistra italiana si strappi i capelli
per non aver fatto abbastanza pellegrinaggi al santuario di Padre Pio e per non
aver regalato abbastanza detrazioni fiscali ai miliardari. Come è
successo che in 40 anni quello che appariva all'opinione pubblica Usa un
insopportabile estremismo reazionario sia diventato senso comune della
maggioranza dei votanti, se non dei cittadini?
Nel 1964 scriveva John Kenneth
Galbraith che "quasi tutti si definiscono liberal". Quaranta anni dopo la parola
liberal è diventata addirittura un'ingiuria e si dice che John Kerry ha perso
perché troppo liberal. Oggi la discussione non è tra "più stato" o "meno stato",
ma fra "meno stato" e "niente stato". Sta diventando senso comune che la sanità
debba essere privatizzata, che le pensioni siano private e che privata sia la
scuola. Ora, questa "rivoluzione conservatrice" (così fu chiamata quella che
maturò nella repubblica di Weimar negli anni `20 del '900) non è avvenuta per
caso, ma è stata concepita a tavolino, come una strategia bellica decisa dallo
stato maggiore. Nel 1970 il giudice della Corte suprema Lewis Powell scrisse
alla Camera nazionale di Commercio un memorandum profetico, in cui sosteneva che
a causa della guerra del Vietnam i migliori studenti statunitensi stavano
diventando anticapitalisti e che bisognava fare qualcosa per contrare questa
tendenza. Powell proponeva che i ricchi conservatori finanziassero, dentro e
fuori le università, istituti in cui intellettuali potessero scrivere libri da
una prospettiva conservatrice. Il suo appello fu raccolto da un pugno di
famiglie ricchissime e di fondazioni che decisero di finanziare a lungo termine
la promozione, a livello di élite e di massa, di una cultura e di un pensiero
ultraliberista e tradizionalista. A differenza delle grande famiglie
capitalistiche italiane che finanziano squadre di calcio come Juventus e Milan,
negli Usa in 30 anni un nucleo di capitalisti ha sborsato miliardi di dollari
per, direbbe Antonio Gramsci, "conquistare l'egemonia".
Sono otto le
famiglie che hanno plasmato l'odierna cultura politica
americana:
la famiglia Bradley,
quella Mellon
Scaife,
gli Smith Richardson,
i
Coors,
gli Olin,
i McKenna,
gli Earhart e i Koch.
La più ricca delle fondazioni (nel
2001 disponeva di 584 milioni di dollari) è la Lynde e Harry Bradley (i due
fratelli fondatori dell'omonima compagnia di componentistica elettrica
industriale), fondata nel 1943, ma divenuta potentissima solo nel 1985 perché i
Bradley vi versarono buona parte dei proventi ricavati dalla vendita
dell'azienda di famiglia alla Rockwell. Seconda in ordine di ricchezza viene la
fondazione della famiglia Smith Richardson (494 milioni di dollari) quella del
Vix Vaporub. Segue la famiglia Mellon Scaife le cui quattro fondazioni (Scaife
Family, Sarah Scaife, Carthage, e Allegheny) ammontavano nel 2001 a 478,4
milioni di dollari: i Mellon sono banchieri, petrolieri (proprietari della
Gulf), azionisti di maggioranza dell'Alcoa (alluminio), potenti nell'uranio. La
fondazione assunse la sua aggressiva connotazione di destra quando a presiedere
le fortune della famiglia fu Richard Mellon Scaife che, secondo un articolo del
Wall Street Journal è "nientemeno che l'arcangelo finanziario del movimento
intellettuale conservatore". Nel corso degli anni Richard Scaife ha finanziato
figure come Barry Goldwater, Richard Nixon, e Newt Gringrich (che negli anni `90
guidò la svolta a destra repubblicana): Gringrich stesso definisce Scaife come
una delle persone "che hanno davvero creato il moderno conservatorismo".
Dal
1873 la famiglia Coors produce in Colorado quella che secondo l'attore Paul
Newman è "la migliore birra americana" (sia consentito dissentire), ma dalle sue
casse scorre anche un fiume di denaro che da 30 anni irriga l'estrema destra: la
Fondazione Aldolf Coors fu fondata nel 1975 e nel 1993 fu affiancata dalla
fondazione Castle Rock (una marca della Coors, assets per 50 milioni di
dollari). Ecco come suonava il necrologio di Joe Coors: "Fu la sua fede in
principi conservatori di stato limitato e di libertà economica che lo portò, a
partire dagli anni `60, a sostenere un politico californiano di nome Ronald
Reagan. Per tutti gli anni `70 Reagan visitò spesso la casa di Joe, finendo per
discutere per lo più in cucina (kitchen). Quando Reagan fu eletto, Joe divenne
membro del suo Kitchen Cabinet. Il suo contributo più importante fu nell'area
della difesa strategica missilistica (le cosiddette 'guerre stellari', ndr ).
Come Reagan, Joe Coors conosceva da tempo il fisico nucleare Edward Teller
[l'amico dello screditato Zichichi] che sottolineava la vulnerabilità americana
in caso di attacco nucleare. Quando Reagan entrò alla Casa Bianca, Joe fece
parte di un piccolo gruppo riunito da Teller che si chiamava High Frontier (alta
frontiera)".
Altra grande fondazione è la John M. Olin, dal nome
dell'industria di famiglia, che è cresciuta moltissimo nelgi ultimi 20 anni e
ora ha risorse per 71 milioni di dollari. Il direttore esecutivo della Olin
Foundation, James Piereson ha detto: "Noi abbiamo investito al vertice della
società, nei think tanks di Washington e nelle migliori università per avere il
massimo impatto possibile perché questi sono i posti più influenti". La famiglia
Olin cerca di dissuadere gli altri capitalisti americani dal finanziare le
università liberal, perché così "finanziano la propria distruzione". "Perché il
padronato dovrebbe finanziare intellettuali di sinistra e istituzioni che
sposano proprio le cause contrarie a quelle in cui crediamo?". I fratelli Dave e
Charles Koch sono altre due stelle di prima grandezza nel firmamento
reazionario: possiedono le Industrie Koch, un'azienda petrolifera, di gas
naturale e di gestione del territorio che è la seconda più grande compagnia
americana a proprietà familiare. A differenza delle altre fondazioni che
finanziano un largo arco di iniziative su una varietà di temi, le tre fondazioni
della famiglia (Charles G. Koch, David H. Koch and Claude R. Lambe Charitable
Foundations, assets per 68 milioni di dollari) si concentrano esclusivamente
sulla promozione del libero mercato. "Il mio scopo principale, disse David Koch,
è minimizzare il ruolo dello stato e massimizzare il ruolo dell'economia privata
e della libertà personale". Ma oltre a queste grandi famiglie ci sono numerosi
altri mecenati delle cause reazionarie, come la fondazione J. M (25 milioni di
dollari), il Rockwell International Corporation Trust e il Ford Motor. E altri
industriali e banchieri hanno contribuito alle cause della destra religiosa: per
esempio la famiglia DeVos, cofondatori del circuito di distribuzione Amway (che
fattura più di 5 miliardi di dollari l'anno), regalò nel 1994 2,5 milioni di
dollari ai repubblicani per costruire uno studio televisivo per produrre un
programma di partito, e in genere finanzia tutta una serie di fondazioni e
istituti dell'estrema destra: la Free Congress Foundation, la Federalist Society
for Law and Public Policy Studies, il National Legal Center, e il Council for
National Policy.
In Michigan, Tom Monaghan, fondatore e amministratore
delegato della Domino's Pizza ha versato lauti contributi a gruppi antiabortisti
come Operation Rescue e il Committee to End State-Funded Abortions in Michigan.
Nel 1987 creò la Domino's Foundatio per finanziare organizzazioni cattoliche di
estrema. Monaghan è anche fondatore di Legatus, un gruppo di dirigenti d'impresa
cattolici. A Washington, la stampa ha definito Robert Krieble come "il nonno che
dà le caramelle alla destra".
I seminari che organizza sono trasmessi in tutto il paese via
satellite e gli oratori includono Paul Weyrich, presidente della Free Congress
Association, Tanya Metaska, lobbista per l'associazione dei costruttori di armi,
la National Rifle Association e R. Marc Nuttle, vicepresidente per le questioni
politiche della National Federation of Independent Business, Inc., che nel 188
fu manager di campagna elettorale per l'ultraconservatore Pat Robertson.
Il
ritratto che ne emerge è quello di un padronato che crede fermamente nella lotta
di classe e che ha una forte coscienza di classe. Solo negli anni `90 queste
fondazioni hanno profuso più di un miliardo di dollari nella macchina da guerra
ideologica dell'estrema destra e dei conservatori cristiani: come si sa le vie
del signore sono infinite. Il modo in cui è stata spesa questa montagna di
denaro è il tema della prossima puntata di quest'inchiesta, ma per capire il
modo di procedere delle fondazioni ecco, come assaggio, un esempio minuscolo
della Bradley: tra le altre iniziative finanziate, la fondazione ha lanciato una
casa editrice conservatrice, Encounter Books, diretta da Peter Collier e ha
finanziato cosiddetti "esperti in razzismo", in realtà fomentatori di idee
razziste come Dinesh D'Souza (autore di The End of Racism) e Charles Murray che
in The Bell Curve sostiene che l'intelligenza dipende dalla razza. In Losing
Ground Murray argomenta la necessità di abolire tutti i programmi sociali.
Murray scriveva questi libri lavorando nel centro di ricerca conservatore
Manhattan Institute a cui la fondazione Bradley versò in quegli anni più di un
milione di dollari. A Murray andarono dal 1986 al 1989 90.000 dollari l'anno
della Bradley. Ma la posizione di Losing Ground era così estrema che perfino il
Manhattan Institute gli chiese di dimettersi. La fondazione Bradley però
appoggiò Murray e gli aumentò la borsa di studio a 163.000 dollari. Tutti i
dettagli, per quanto piccoli vengono considerati nevralgici per le fondazioni
conservatrici: quando il giudice nero di estrema destra Clarence Thomas fu
candidato dai repubblicani a entrare nella Corte suprema e Anita Hill lo accusò
di molestie sessuali, la fondazione Bradley finanziò con 11.850 dollari David
Brook perché scrivesse un libro, The Real Anita Hill: The Untold Story in cui
screditava la versione della donna. Anche così si conquista
l'egemonia.]
I serbatoi d'odio fanno il pieno.
Milioni di
dollari per finanziare le fondazioni che hanno costruito la supremazia
reazionaria negli Usa: la lunga marcia americana alla destra di dio. [Nel 1964
il 62% degli americani riteneva che lo stato facesse le cose giuste. Trenta anni
dopo, nel 1994, questa percentuale si era ridotta al 19%. Ormai è diventato
senso comune (e non solo negli Stati uniti) che "pubblico" è sinonimo di
inefficienza e che solo "privato" è efficiente, che lo stato costituisce il
problema, non la soluzione, che il contratto sociale è lettera morta e che il
libero mercato è la risposta a tutto. Questo gigantesco ripensamento collettivo
dimostra lo straordinario successo che ha avuto la macchina da guerra
repubblicana, che nel giro di 30 anni è riuscita a divenire dominante nel
mercato delle idee politiche grazie a ingenti capitali, un'abile confezione
della merce (messaggi chiari e semplici), una martellante campagna pubblicitaria
e una capillare rete di vendita. Il venture capital iniziale è stato fornito da
grandi famiglie miliardarie, seppure di provincia (vedi la prima puntata di
quest'inchiesta, pubblicata il 5 novembre): Lynde e Harry Bradley di Milwaukee
(Wisconsin), Richard Mellon Scaife di Pittsburgh, gli Smith Richardson in North
Carolina, Joseph Coors a Denver (Colorado), i fratelli David e Charles Koch a
Wichita (Kansas). Insieme ad altri capitalisti, dai primi anni `70 queste
famiglie hanno infuso circa 3 miliardi di dollari nell'apparato educativo e
mass-mediatico americano, hanno finanziato borse di studio, corsi universitari,
inviti a professori stranieri, libri, giornali, settimanali, canali televisivi,
stazioni radio, film. Per esempio, da queste fondazioni nel 2001 la George Mason
University ha ricevuto 7 milioni di dollari, Harvard 6 milioni, Yale 4, Stanford
3, l'University of Chicago 5 milioni, l'Intercollegiate Studies Institute 5,8
(una parte delle cifre che compaiono in quest'inchiesta provengono da un curioso
studio compiuto da un consulente democratico, Robert Stein, che nel 2004 ha
mostrato in giro negli Stati Uniti una serie di 52 diapositive che descrivono la
"macchina da guerra della propaganda repubblicana": Stein le diapositive se le
tiene strette e non ha risposto a una richiesta d'intervista, ma alcune sono
state pubblicate a settembre in un lungo articolo dedicato di Harper's, e altre
sue cifre erano state riprese ad agosto dal Magazine domenicale del New York
Times).
Nel 1971 la Camera di Commercio degli Stati uniti aveva fatto
circolare il manifesto Confidential Memorandum: Attack on the American Free
Enterprise System in cui l'avvocato, e in seguito giudice della Corte suprema,
Lewis Powell scriveva:
"La sopravvivenza di quel che chiamiamo il sistema della libera
impresa sta nell'organizzazione, nella pianificazione e messa in pratica a lungo
termine, nella coerenza di azione per un numero indefinito di anni, in una
dimensione finanziaria conseguibile solo attraverso uno sforzo comune, e nel
potere politico conseguibile solo attraverso un'azione unitaria e organizzazioni
nazionali".
Erano passati solo due anni e Joseph Coors iniziava a mettere in
pratica la dottrina Powell: nel 1973 infatti con soli 250.000 dollari finanziò
il varo della Heritage Foundation, alla cui testa pose Paul Weyrich. Negli anni
successivi le risorse della Heritage Foundation ammontarono a 900.000 dollari,
grazie a una donazione di Richard Mellon Scaife, tanto che nel 1981 l'Heritage
consegnò a Reagan il suo Mandate for Leadership noto come dottrina Reagan. e poi
il suo bilancio è continuato a crescere ininterrottamente: 1,7 milioni di
dollari nel 1981, 14,6 milioni di dollari nel 1988, 33 milioni di dollari nel
2001. Tra i finanziatori della Heritage figurano la fondazione Bradley, tre
fondazioni Scaife, la fondazione Castle Rock (Coors), la fondazione Charles
Koch, la fondazione Philip McKenna, la John Olin, la JM, la Claude Lambe
Charitable. Negli anni `80 Heritage fu finanziata anche dalla Corea (su
pressione della Cia) e sostenne con forza presso i servizi Usa la causa della
guerriglia contra (antisandinista) in Nicaragua e di Jonas Savimbi in
Angola.
Sempre negli anni `70 l'American Enterprise Institute (Aei, fondato
nel 1943) veniva rivitalizzato da una donazione di 6 milioni di dollari del
Howard Pew Freedom Trust (della compagnia petrolifera Sun Oil fondata dalla
famiglia Pew): ed è interessante notare che nel 1986 le fondazioni Olin e Smith
Richardson ritirarono il loro appoggio perché a loro avviso l'Aei era diventato
troppo centrista e troppo poco conservatore. Il suo direttore si dovette
dimettere, l'Aei virò a destra e il rubinetto di denaro fu riaperto.
Tra il
1985 e il 2001 l'Aei ha ricevuto 29,6 milioni di dollari immaginate da quali
fondazioni? Da: le quattro fondazioni Scaife, la Castle Rock, la Earhart, la
John Olin, Lynde e Harry Bradley, Smith Richardson. I doni della Coors non sono
inclusi. Altro denaro è venuto all'Aei da Amoca, Kraft Foundation, Procter &
Gamble Found. Nel 2001 il bilancio dell'Aei è stato di 25 milioni di
dollari.
Nel 1977 la famiglia Koch dette 500.000 dollari al Cato Istitute, di
tendenza libertaria, cioè totalmente antistatalista. Nel 2001 il suo bilancio è
stato di 17,6 milioni di dollari e tra il 1985 e il 2001 ha ricevuto 15,6
milioni di dollari immaginate da chi? Da Castle Rock Foundation, Charles Koch,
Earhart, JM, John Olin, Lynde and Bradley, Claude Lambe e da tre fondazioni
Scaife.
Oggi però la maggior parte dei suoi fondi viene dalla grande finanza
(American Express, Chase Manhattan Bank, Chemical Bank, Citicorp/Citibank,
Commonwealth Fund, Prudential Securities e Salomon Brothers), corporations
dell'energia (Chevron Companies, Exxon Company, Shell Oil Company, Tenneco Gas,
American Petroleum Institute, Amoco Foundation e Atlantic Richfield Foundation)
e farmaceutiche (tra cui Eli Lilly & Company, Merck & Company and
Pfizer, Inc.). Ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Cato
Institute Rupert Murdoch, il magnate televisivo (in Italia possiede Sky tv) il
cui Fox New Channel è il più aggressivo e fazioso mass medium della
destra.
Istituti come Heritage Foundation e Cato Institute si chiamano negli
Usa think-tanks , "serbatoi di pensiero", sono cioè centri che producono
ricerche mirate a dimostrare che è indispensabile privatizzare la Social
Security, che il sistema sanitario canadese (qui invidiato da tutti) è un
disastro, che mangiare cibi geneticamente modificati fa bene alla salute, che i
neri sono più stupidi dei bianchi, che il sussidio disoccupazione è un
incitamento alla pigrizia e dunque un fattore d'impoverimento (tutti esempi
veri), che la scuola pubblica è un fattore d'ignoranza....
Attraverso i
think-tank sono stati finanziati alcuni dei libri che hanno più influenzato il
riposizionamento della cultura americana: Free to Choose di Milton Friedman
("Liberi di scegliere", finanziato dalle fondazioni Scaife e Olin), The Naked
Puglic Square di Richard John Neuhaus ("La denudata piazza pubblica", finanziato
da Bradley e Olin Foundations, Lilly Endowment), The Dream and the Nightmare di
Myron Magnet ("Il sogno e l'incubo", Scaife), Losing Ground di Charles Murray
("Arretrando", Bradley, Olin e Smith Richardson), The Clash of Civilizations di
Samuel Hungtington ("Scontro di civiltà", Bradley e Smith Richardson), Illiberal
Education di Dinesh D'Souza ("Istruzione illiberale", Olin), Politics, Markets
& American Schools si John E. Chubb e Terry M. Moe ("Politica, mercati e
scuole americane", Olin), The Tragedy of American Compassion si Marvin Olasky
("La tragedia della solidarietà americana", Bradley).]
Attraverso libri,
studi, rapporti, questi centri producono perciò pezze d'appoggio alle campagne
politiche e ideologiche della destra, forniscono argomenti "scientifici" di cui
si servono i parlamentari quando devono introdurre un emendamento. Più che
ricerca scientifica, questi centri sono classici esempi di "pesudoscienza", di
affermazioni incontrollate bardate degli orpelli della serietà, tabelle,
grafici, note, bibliografie. A colpi di tabulati questi "serbatoi" immagazzinano
rancore, astio verso ogni idea di uguaglianza. Sono serbatoi sì, ma di odio, non
di pensiero. E la loro influenza cresce di anno in anno.
Ricercatori e
dirigenti dei think-tanks vengono chiamati in televisione come esperti,
intervistati dai giornali. E infatti l'influenza di questi centri studi è
misurata nel numero di citazioni che i loro studi e i loro rapporti ricevono da
parte dei maggiori giornali, delle radio nazionali e delle tv, citazioni contate
dal Think Tank Monitor nel suo sito web. Nel corso degli anni le citazioni sono
diventate sempre più numerose: nel 1997 erano 14.600, nel 2001 25.823, nel 2003
29.490: più che raddoppiate in sei anni. La percentuale delle citazioni ottenute
dai think-tank progressisti è scesa dal 16 al 12% (cioè è aumentata in assoluto,
ma di poco), quelle dei think-tank conservatori sono passate dal 54% al 47%,
diminuite di poco in percentuale ma quasi raddoppiate in assoluto.
Ma questa
ricerca inserisce molti centri studi di destra nella categoria "di centro" e
quindi è viziata e tende a diminuire il peso dei conservatori. Comunque, nel
2003 la sola Heritage Foundation è stata citata 3.141 volte dai media, con un
aumento del 33% rispetto all'anno prima (2.356 citazioni). L'American Enterprise
Institute ha avuto un aumento del 42% delle citazioni e Hoover Institute del
45%. Il rapporto annuo di Heritage sul 2002 sottolinea che in quell'anno sono
comparsi in tv nazionali più suoi esperti che in tutti gli anni 90: sono apparsi
in più di 600 programmi di tv nazionali e internazionali, in più di 1.000
trasmissioni radiofoniche e in circa 8.000 articoli di giornali e
magazine.
La crescita dell'influenza reazionaria è dovuta anche al fatto che
la sua cassa di risonanza - cioè il sistema dei mass-media - si è anch'essa
spostata a destra: il messaggio conservatore viene diffuso, ad esempio, dai siti
web AnnCoulter.com e Townnhall.com, dai quotidiani Washington Times e Wall
Street Journal (la cui pagina di editoriali e commenti segue da decenni una
linea di estrema destra, slegata dal resto del giornale), dalla casa editrice
Eagle Publishing, dalla Radio America e dalle trasmissioni radio The Cal Thomas
Commentary e The Rush Limbaugh Show, dal canale tv Fox News Channel, dal Pat
Robertson's 700 Club (Robertson era stato uno dei promotori della "maggioranza
morale" che nel 1980 aveva portato a Reagan l'appoggio dei conservatori
cristiani), e da programmi tv come MSNBC Scarborough Country od Oliver North War
Stories (Oliver North è il colonnello messo sotto accusa per lo scandalo
Iran-Contras). Si delinea così una rete di sinergie tra fondazioni, think-tanks,
media, parlamentari, lobbies industriali in cui ogni componente accresce il peso
dell'altro. Ma il capolavoro di questa macchina da guerra conservatrice è
stato quello di portare i cristiani conservatori, gli integralisti protestanti a
fare fronte comune con il gran capitale: è il tema della prossima
puntata.
In nome del padre,
del figlio e del conto
corrente.
Sulla parete del vagone della metropolitana spicca la
scritta: "Se vuoi nutrire la tua anima, il nostro è un grande menù".
Con un
colpo di genio questa pubblicità di una setta religiosa associa le due più
profonde passioni della società americana: da un lato un'inesauribile bulimia
collettiva che va in crisi d'astinenza se non ha qualcosa da masticare,
deglutire, ingerire sul marciapiede, in ascensore, in auto, a letto, al cinema,
e dall'altro un'intensissima vocazione religiosa che risale alle fondazioni
stesse di questa nazione, a quei Padri Pellegrini del Mayflower che qui erano
sbarcati nel 1620 per poter esercitare in pace il proprio integralismo puritano.
A un europeo pare più balzano che alla Casa bianca ci siano collettive sedute
mattutine di preghiera. Perché a prima vista la religiosità Usa risulta
invisibile. La cultura americana esportata nel mondo - film, serial televisivi e
canzoni - è laica, consumista, edonista, con solo qualche sfondamento nel
soprannaturale (X-files). D'altronde, per la strada, la fede è altrettanto
discreta: a differenza dell'Europa letteralmente infestata da chiese
monumentali, qui gli edifici più imponenti sono grattacieli di grandi
corporations, centri finanziari (World Trade Center), e non cattedrali o
duomi.
Ma la percezione cambia quando lo zapping fa inciampare in un
telepredicatore dopo l'altro. E nelle lunghe ore di guida che scandiscono la
giornata statunitense, è quasi impossibile non ascoltare prediche radio. Secondo
i sondaggi Gallup, il 48% degli americani crede nel creazionismo (cioè che la
Bibbia dica la verità in senso letterale e che la terra è stata creata solo
6.000 anni fa) e solo il 28% nell'evoluzione (gli altri non sono sicuri o
pendono per il creazionismo). E a credere nel diavolo è il 68%, cioè più del
doppio di quanti credono nell'evoluzione: quando George W. Bush dice (come già
Ronald Reagan), di non essere ancora convinto dall'evoluzione, rispecchia
un'opinione diffusa negli Usa e non solo l'eccentricità di una banda di
sciroccati.
Sempre secondo Gallup, il 42% degli americani si definisce
evangelico, cioè cristiano intento a evangelizzare gli altri, o born again ,
"rinato", ha cioè conosciuto una rinascita interiore attraverso l'esperienza
diretta di dio: già quest'espressione, "rinato", così comune negli Usa, e così
bizzarra in Europa, mostra l'abisso culturale che separa le due rive
dell'Atlantico (ma negli Usa pare stravagante l'importanza data alle stigmate di
un Padre Pio). Va detto infine che questi sondaggi vanno presi con le molle, non
fosse altro perché il padrone di Gallup, George Gallup jr. è lui stesso un
evangelico che considera il proprio lavoro "una sorta di
ministero".
La fede in prima pagina.
Non sono percentuali
nuove, quel che è invece inedita è l'ostentazione pubblica della propria fede:
la copertina del magazine del New York Times di domenica 31 ottobre era dedicata
alla fede esercitata sul luogo di lavoro, al banchiere evangelico che prega con
il cliente che gli va a chiedere un mutuo, alle associazioni di imprenditori che
si riuniscono per esercizi spirituali. Un fenomeno che fa venire un brivido
perché sa tanto di Taliban Spa. Sono ormai migliaia le imprese in cui si prega
in fabbrica o in ufficio, in cui - secondo l'espressione dell'American Chamber
of Christian in Business - "Gesù siede nel consiglio di amministrazione".
La
pubblicità della propria devozione contrasta con quel che era considerato un
caposaldo della separazione tra Stato e Chiesa: che l'esperienza religiosa fosse
un fatto interiore e privato. L'invasione della sfera pubblica da parte di
molteplici, reciprocamente intolleranti, interpellazioni del divino ha assunto
molte forme. La più importante, e densa di conseguenze, è la militanza politica
dei cristiani conservatori. Il fondamentalismo protestante ha sempre inciso
sulla vita politica americana, ma per vie traverse (negli anni '20 del 900 fu
decisivo nell'imporre agli Stati uniti il proibizionismo alcolico) e senza
schierarsi in blocco. Vi fu anche un integralismo cristiano di sinistra che
appoggiò il New Deal. Ma la mobilitazione politica dei cristiani conservatori è
avvenuta in due tappe, come reazione la prima al "pericolo comunista", la
seconda ai movimenti degli anni `60.
[Il padre del moderno integralismo
conservatore è Billy Graham che alla fine degli anni `40 lanciò le sue
"crociate" in varie città degli Stati uniti, divenendo famoso grazie all'enorme
battage che ne fecero i giornali del magnate Randolph Hearst. La sua Evangelical
Foreign Missions Association fu un efficace strumento di guerra fredda. Graham
fondò il maggior periodico evangelico, Christianity Today, le Urban Missionary
Conferences, e fu poi uno dei più intimi confidenti del presidente Richard
Nixon.
Nel 1953 un'altra organizzazione, assai più discreta e riservata, nota
come "la Famiglia", iniziava - attraverso la sua Fellowship Foundation - la
tradizione dell'annuale National Prayer Breakfast, sponsorizzato dal Congresso,
diventato un'istituzione nazionale, con 3.000 ospiti da tutto il mondo (al
prezzo di 425 dollari a persona), e a cui ogni presidente ha partecipato almeno
una volta nel suo mandato. Ma la Fellowship, di cui fanno parte almeno otto
senatori e sei deputati, nel corso della guerra fredda ha fatto ben altro. Negli
anni 80 ha organizzato incontri a Washington tra il governo Usa e l'ex generale
salvadoregno Carlo Eugenio Vides Casanova, invitato nel 1984 a un Prayer
Breakfast e condannato nel giugno di quest'anno da un tribunale della Florida
per la tortura di migliaia di cittadini negli anni `80. In quell'occasione fu
invitato anche il generale honduregno Gustavo Alvarez Martinez, collegato alla
Cia e a squadroni della morte, che più tardi divenne un missionario evangelico
prima di essere assassinato nel 1989.
Nasce la John Birch
Society.
Se la "Famiglia" rappresenta in qualche modo l'equivalente
protestante dell'Opus Dei e di una teocrazia finanziaria, nel 1959 nasceva la
John Birch Society (dal nome di un pastore fondamentalista ucciso in Cina nel
1945), finanziata da Fred Koch (della famiglia di petrolieri del Kansas) e da
Harry Bradley (della famiglia dei Bradley che danno il nome all'autoblindo
militare più famosa nel mondo), due famiglie che con le loro fondazioni sono
state decisive nell'instaurare un'egemonia conservatrice sulla società Usa (vedi
le due puntate precedenti di quest'inchiesta). Bradley e Koch si rivelano così
fin dall'inizio famiglie bigotte (come lo è d'altronde la dinastia Coors della
birra, altra grande finanziatrice della cultura di destra) e la storia dei loro
finanziamenti agli estremismi religiosi s'intreccia con quella dei loro doni ai
centri studi reazionari. La John Birch Society fu fin dall'inizio un covo di
fanatici antisemiti, razzisti e paranoici anticomunisti, tanto che accusò il
presidente Dwight D. Eisenhower e il capo della Cia Allen Dulles di essere delle
spie comuniste infiltrate e ha sostenuto per decenni che John Rockfeller era
membro della misteriosa setta massonica degli Illuminati. La John Birch conobbe
il suo massimo splendore nel 1964, con la candidatura repubblicana di Barry
Goldwater alle presidenziali: la sua sconfitta segnò anche il declino di
quest'organizzazione sempre più screditata dalle sue paranoie.
Ma è dalle sue
file che uscirono negli anni `70 molti leader della rivoluzione cristiana
conservatrice che iniziò negli anni `70, prese il potere con Reagan negli anni
`80 e oggi passa all'incasso con il rieletto presidente Bush: un tipico esempio
è l'intervento sul Los Angeles Times riprodotto qui accanto. È dalla John Birch
che esce Tim LaHaye la cui serie di romanzi Left Behind ha venduto più di 50
milioni di copie (non a caso in questi romanzi l'Anticristo è un signore che
somiglia a Robert Redford ed è Segretario generale dell'Onu). Il primo fattore
che contribuì alla nascita di questo movimento fu la rapidità con cui riuscì a
impadronirsi del medium televisivo.
Nel 1960 Pat Robertson fondò il Christian
Broadcasting Network (Cbn) che oggi è visto in più di 200 paesi e in 70
lingue.
La sua trasmissione, il 700 Club, è visto da un milione di persone.
Robertson ha fondato anche l'International Family Entertainment Inc., un canale
via satellite con 63 milioni di abbonati, venduto nel 1997 a Fox Kid Worldwide
per 1,9 milioni di dollari. Robertson ha lanciato anche la Regent University,
l'Operation Blessing International Relief and Development Corporation e
l'American Center for Law and Justice. Un altro telepredicatore, il pastore
battista Jerry Falwell, fondò nel 1979 e guidò fino al 1987 la Moral Majority,
movimento antiabortista, antigay, antifemminista, creazionista, contrario ai
negoziati Salt con l'Urss, favorevole alla censura sui media, decisivo nel
portare a Reagan alla Casa bianca nel 1980. Nel 1989 la Moral Majority si
dissolse e confluì nella Christian Coalition di Robertson.
Il cambio
di rotta.
La fine della guerra fredda e l'11 settembre hanno fatto
cambiare rotta ai conservatori cristiani. Sempre antisemiti sono, ma se prima il
loro antisemitismo era diretto contro gli ebrei, ora si manifesta contro gli
arabi. Per Robertson l'Islam è una religione che vuole distruggere le altre; per
l'ex presidente della Southern Baptist Convention, Jerry Vines, Maometto era un
"pedofilo posseduto dal demonio" e per Franklin Graham (figlio ed erede di
Billy), "l'Islam è una religione malvagia e perversa". Nel gennaio 2001 Franklin
Graham aveva tenuto l'orazione introduttiva all'insediamento di Bush alla Casa
bianca.
Ma la vera novità è che ormai i cristiani conservatori mandano
direttamente in parlamento i loro rappresentanti, sempre grazie all'aiuto delle
ricche famiglie bigotte: fu sempre il cruciale appoggio dei Koch che nel 1996
fece diventare senatore Sam Brownback secondo cui la causa della povertà è
spirituale e non "meccanica", e che appena arrivato in Campidoglio cominciò
subito a denunciare il gangsta rap, a inveire contro la ricerca sulle cellule
staminali e a proporre che il senato Usa creasse una commissione per indagare
sul "declino culturale americano". C'è da chiedersi perché i grandi capitalisti
abbiano una passione sviscerata per i fondamentalisti (gli Usa si sentono a loro
agio più con Begin che con Rabin, più con l'integralista Zia Ulaq che con i
laici Gandhi). Una ragione è che il libero mercato è una vera e propria fede,
con i suoi missionari, i suoi apostoli. Nel libero mercato e nella mano
invisibile ci si crede, come si crede nella trinità o nella doppia natura umana
e divina di Gesù. È sul terreno della fede che i grandi centri studi "laici", i
think-tank conservatori di Washington si connettono con i mistici invasati
pentacostali. Come dice un membro del conservatore Istituto Ludwig von Mises:
"Noi commerciamo in assoluti".
Novembre 2004
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dominio di gente trista è dovuto unicamente alla viltà di chi si lascia
soggiogare". Plotino