*Palermo: Indagare nell'Enav?*
Intermezzo tra la II e la III puntata di il Pirata di Arcore, l'Enav e la Telecom
E' una scelta plausibile che uno Stato deleghi la libertà dei cittadini alla gestione di un soggetto privato?
Il sciur Tronchetti è gestore e arbitro della libertà di tutte le persone che rientrano nel suo "campo" d'azione.
Allora la cosa si fa pesante
<e Lettere>
 
Una premessa è d'obbligo. Ho molto apprezzato, stante la rara attenzione che viene data dalla stampa italiana alle opinioni di elettori e lettori, l'articolo del sociologo e Presidente del CNEL Giuseppe De Rita apparso lunedì 8 agosto '05 sul Corriere della Sera in cui viene messa a nudo, senza mezzi termini, l'assoluta indifferenza (in molti casi la derisione) del "popolo della sinistra" per le oramai "mitiche primarie" con cui gareggeranno, come in un vuoto a perdere, costo 8 miliardi, i candidati per il futuro Governo del centrosinistra. Mentre stesso giorno, stesso quotidiano, non ho apprezzato "gli omissis" di uno degli opinionisti da me preferiti. Quegli omissis poteva dirli in napoletano, come sa fare insuperabilmente, quando vuole mollare una sberla mortale al malcapitato di turno. E no, amatissimo Gianantonio Stella, se di intercettazioni e di finti indignati si ha da parlare, allora, si ha da parlare pure di Telecomitalia & della sua SuperAmandaCalabra il potente sistema in grado di intercettare e registrare milioni e milioni di e-mail, Sms e di conversazioni telefoniche. Certo, un "disappunto" per la proprietà del Corsera, comprendo il tormentone e l'ambascia ma, allora, il lettore del Corrierone e di Stella si chiede: Ma tanti ucci ucci hacthung al Sor Ricucci!, hacthung a er Reggime de li palazzinari!, hacthung a la libbettà de stampa minacciata! e nisba hacthung al Sciur Tronchetti?
Niet Niet Niet hacthung del Corsera su Telecomitalia & Governement dans les abominables affaires intercettazioni.
Comme d'abitude, si è visto solamente un secco quanto prolisso, vuoto, pomposo e sussiegoso Comunicato Stampa Telecomitalia da chiedersi chi, assiso sul cerasiello, ne dirige l'ufficio stampa.
Di questi loffi comunicati da dopolavoro della parrochietta di Pollenatrocchia di Sotto ne so abbastanza. Ne uscì uno pure sul Gazzettino e sempre a proposito di una malefatta di Telecom. Comunicato da me smentito con prove inoppugnabili tanto che, evento inaudito!, vinsi una causa che avevo mosso a Telecom e me dovetterro pagà pure li danni. Fu così che conobbi il capo dell'Ufficio legale della Telecom, il Dottor Guglielmo Bove, ed essendo io una personcina perbene neanche sotto tortura dirò perchè la Telecom e il Dottore vollero incrociare la mia via.
Caro Corsera e amato Stella, ve devo di' che qua che ce sia er Reggime de Destra o che ce sia er Reggime de Sinistra con la Telecom der Pirellone ce so' de mezzo sempre sacchi e sporte de cofecchie de Reggime. Cofecchie de destra e de Sinistra.
Veniamo all'ENAV società di importanza capitale, quasi sconosciuta agli italiani, assurta alle cronache 3 volte in un mese e che ha avuto un ruolo fondamentale nella tragedia dell'Atr 72 della Tuninter precipitato nel mare di Palermo. Tragedia che ha visto 16 morti, 3 dispersi e 23 superstiti. "E' giallo sui soccorsi" - ha scritto il Corsera - "Tra gli orari delle registrazioni delle comunicazioni tra l'Enav, l'ente che coordina il traffico aereo sia in volo sia a terra, e l'Enac, l'ente nazionale aviazione civile, c'è un buco di 13 minuti. Alle 15.37 è stato perso il contatto radio (dell'Enav ndr) del bimotore dalla torre di controllo. "Ma solo alle 15.50 ci è arrivata la segnalazione dell'ammarraggio" ha spiegato Rosalba Castiglia direttrice dello scalo di Punta Raisi. "Perchè questo ritardo?
Non può averci impiegato tanto tempo a precipitare l'aereo" (13 minuti per precipitare! ndr) ha ammesso Benedetto Marassà, direttore operazioni e sicurezza dell'Enac. Dunque?
Altra occasione in cui furono date notizie sull'ENAV fu per i tragici attentati terroristici avvenuti a Londra il 7 luglio.
Tutti apprendemmo da radio, Tg e giornali che l'ENAV Agenzia per la Sicurezza dei Voli Nazionali (ed Internazionali in transito sul nostro territorio) era in stato di eccezionale allerta sul traffico aereo in partenza e in arrivo in Italia. Inutile, quindi, porre ulteriori accenti sulla delicatezza del ruolo che svolge l'ENAV la quale, sia detto per inciso, ha deciso di acquistare parte della società Vitrociset per 90 milioni di euro per la fornitura di manutenzione e assistenza. Costo: 75 milioni di euro l'anno. C'è da osservare che i servizi dovrebbero essere appaltati con regolare gara. Così, invece, si torna ad una specie di irizzazione per attività.
Si paga un prezzo non di mercato, si aumentano i costi del personale che passa dal contratto dei metalmeccanici a quello dei controllori di volo. Chi paga? Pantalone. Noi contribuenti.
Ora, dopo tutto ciò, non è inquietante, anzi peggio, che un utente di Telecom si ritrovi l'ENAV organismo che per i monitoraggi e la sicurezza dei voli ha un sistema informatico sofisticatissimo ed un suo server, server che a sua volta si appoggia a Telecom, e che quindi ha, o dovrebbe avere, fior di tecnici ed esperti informatici per la sicurezza dei voli e che appare essere server e provider attraverso i quali vengono sferrati attacchi di pirateria informatica ogni volta che mi connetto ad Internet con telefonia Telecom?
Domanda: Qualcuno dell'ENAV, del Governo, del Parlamento, di Telecom, della Stampa si rende conto della inaudita gravità del fatto che i tentativi di intrusione e violazione del mio pc, oltre che da Arcore e da Melzo, appaiono partire anche dalle postazioni dell'ENAV? Postazioni site nell'Aeroporto Leonardo Da Vinci e nella sede di via Salaria di Roma.
Direttore generale e Amministratore delegato dell'ENAV, tali dottor Raffaele Rizzi e Giorgio Puglisi, se ne fregano del casino informatico e di quanto accade nei loro sistemi computerizzati di sicurezza "appoggiati alla Telecom anche se abbiamo un nostro server" - rispondono gli esperti informatici dell'ENAV di Via Salaria - o forse sono tutti consapevoli di avere un colabrodo al posto di un computer per il monitoraggio e la sicurezza dei voli? L'addetto all'informatica che opera nella sede di Via Salaria, Dottor Bruno Carbone che ho avvertito per ben 6 masi per dare all'ENAV un doveroso allarme, mi ha risposto che aveva chiesto conto e ragione alla Telecom - secondo l'ENAV unica responsabile delle intrusioni - ma che Telecom non rispondeva. Poi è calato il silenzio.
Silenzio dell'ENAV e di Telecom che continuano, imperterrite, ad apparirmi ad ogni connessione.
Solo ora, il 7 agosto 2005 e nota bene a pochi mesi dalla fine del mandato del suo Governo, e dopo un Niagara di notizie sulle intercettazioni sui bancari e i loro amici, intercettazioni che coinvolgono il governatore della Banca d'Italia Fazzio e sua moglie, abbiamo letto su tutti i giornali che il Presidente del Consiglio ha deciso di stilare di sua mano una legge che preveda dai 5 ai 10 anni di galera per chi fa e per chi pubblica intercettazioni. Non è però chiaro, ne' l'informazija di destra e di sinistra si è occupata di chiarire con il legislatore di Arcore, cosa il Capo del Governo intenda per "chi fa le intercettazioni". Consiglio: Una bella intervista.
Lanciata la pietra, nascosta la mano. Perchè tanta vaghezza? Perchè una legge fumosa e un discorso lasciato a metà?
Un esempio pratico. Metti una sera a cena che un dirigente o uno scagnozzo di una azienda di telefonia, mettiamo di Telecom detta laSuperAmandaCalabra, o di Infostrada, di Fastweb ecc., riceva una richiesta di intercettazione, la ordina ad un tecnico, qualcuno sa che i due hanno sotto controllo un cittadino, questo qualcuno chiede ai due, "in via amichevole", le intercettazioni e, fuori da un ordine della magistratura, i due le concedono, o le vendono al tizio e il tizio le paga ai due in moneta sonante o in favori. Metti in scatti di carriera, di stipendi o premi. Cosa succede?
Chi dei tre soggetti va in galera? Il richiedente, il funzionario ordinante o il tecnico esecutore?
Non mi si dica il padrone dell'azienda. Ve lo vedete ai ceppi nelle Patrie galere, per esempio, un Sciùr Tronchetti Provera?
Un dato criminoso è certo: Tantissime intercettazioni, e intrusioni via Internet nei pc degli utenti, la pirateria informatica, sono
"favori" che, ad alcuni dipendenti di aziende di telefonia e di Internet vengono richiesti di "erogare" e taluno, "in via amichevole", li "eroga" senza ordine della magistratura. Sono certa, per esempio, che le intercettazioni e le continue tentate intrusioni via Internet nel mio computer non sono state ne' richieste, ne' autorizzate ne' ordinate da un magistrato. Figuriamoci se un magistrato ritiene interessante intercettare una pulce che, al massimo, si occupa di un democratico e popolare Referendum!
Queste puttanate da sfruttatori ladri di telefonia e da teppaglia dei bassifondi di Internet, sono operazioni che vanno nel mazzo dei "favori & leccate, ricchi premi & cotillon" erogati ai Signor Chissàchi. Crimini idioti che però, grazie a Dio e agli uomini, prevedono 6 anni di soggiorno nelle Patrie galere. Basta sapere aspettare, dice il legale a cui ho affidato i SuperPirati.
   Giuliana D'Olcese che, chissà perchè, è presa da un lampo su Mino Pecorelli.
        Ricordate il delitto Pecorelli? C'è tutto su google.it
<Lettere>
*Palermo: Indagare nell'Enav*?
Cara D'Olcese,
condivido le sue preoccupazioni generate dalle interferenze illecite, perpetrate a mezzo di centrali e snodi di telecomunicazioni, nelle comunicazioni di privati cittadini ed in particolare di quelli che come lei s'interessano a temi di pubblico interesse.
Credo che la sua battaglia, per quanto giusta e condivisibile, sia quasi Donchisciottesca. Donchisciottesco in senso buono.
Il nobile Hidalgo è uno dei miei personaggi preferiti. Lo so benissimo che lei non combatte mulini a vento e che le campagne che fa danno buoni frutti ;-). In effetti, come lei è solita ricordare al fine di stimolare la gente ad una maggiore partecipazione alla gestione della res publica, Internet è pensato per resistere a una guerra nucleare e per far passare in un modo o nell'altro le comunicazioni da un punto all'altro del pianeta, qualunque cosa accada. Tuttavia, per quanto Internet possa apparire lo strumento di partecipazione più democratico che sia mai stato concepito nella storia dell'umanità, esso si basa comunque su quelle infrastrutture che una volta appartenevano ad entità statuali, proprio in ragione della loro caratteristica intrinseca di bene collettivo funzionale a un interesse collettivo. In fondo è naturale che un'infrastruttura sia posta al servizio di tutta la collettività e la rete telefonica negli ultimi anni è diventata l'infrastruttura di gran lunga più importante. Era naturale, perciò, che "in illo tempore" la sua gestione fosse demandata a una società pubblica, la gloriosa Società italiana per l'esercizio telefonico, il cui acronimo, SIP, in quel di Napoli si prestava a molteplici assonanze e rime baciate. Ora come allora il diritto di comunicare è garantito costituzionalmente ed è uno di quei diritti ai quali il Titolo I della Costituzione annette grande importanza.
La libertà di comunicazione (art.15 Cost.) in fondo altro non è che un'estensione della libertà della persona (art.13 Cost.).
Come sempre accade con quei diritti cui la Costituzione dà maggior enfasi - il diritto al lavoro, ad esempio, che con abuso retorico i padri costituzionali eressero a pilastro della nostra repubblica - l'effettività del loro esercizio è sempre ridotta e i loro mezzi di tutela sono alquanto inefficaci. Sì, è vero, ci sono le Authorities... ce ne sono già troppe in giro, al punto che i conflitti istituzionali sono all'ordine del giorno e non ci sono abbastanza istituzioni per dirimerli tutti. Ma la storia sarebbe troppo lunga e poi rischio di andare fuori tema. M'interessa saltare al sciur Tronchetti Provera, il proprietario della degna erede della SIP, la TELECOM, e in quanto tale gestore ed arbitro delle libertà personali dei milioni d'italiani capaci d'intendere e di comunicare ma che dico.. italiani?
Mi sbaglio!
Su internet circola anche la libertà dei miliardi di persone che dal mondo sono potenzialmente interessate a comunicare con noi  italiani, anzi non italiani, con i milioni di residenti in Italia e connessi in un determinato momento alle reti telefoniche fisse e wireless presenti sul territorio nazionale... ma che dico? Non esiste il concetto di nazionalità nelle comunicazioni, esiste solo quello di  campo! Ecco, il mio final statement è: il sciur Tronchetti è il gestore e l'arbitro della libertà di tutte le persone che rientrano nel suo "campo" d'azione. Allora la cosa si fa pesante.
Ma come mai il signor Tronchetti è diventato colui che è? Fu una Prodezza imprenditoriale la sua?
O forse lo è diventato perché prima della conversione in euro delle bollette telefoniche il Marco già valeva più degli altri?
Ho provato a darmi una spiegazione e può darsi che raccontandola ed esponendola a critica esterna me ne convinca anche io o che almeno receda a più miti consigli. Mi sono chiesto: è una scelta plausibile che uno Stato deleghi completamente la libertà dei cittadini alla gestione di un soggetto privato? Sì, è possibile, a condizione che il soggetto privato sia sufficientemente ragionevole e non venga meno ai suoi obblighi nei confronti di certi equilibri politici e strategici; e se ciò accade nelle democrazie occidentali più avanzate come GB e USA è chiaro ed evidente che possa capitare anche nelle italiche privatizzazioni in stile postsovietico. In altre parole, vada pure per un Tronchetti padrone delle comunicazioni e un Benetton padrone della circolazione stradale fintanto costoro faranno quello che il ceto politico gli dice di fare, oliature comprese, e rispetteranno certi equilibri, anche internazionali. Ma come avrà fatto a trovare i soldi la Pirelli già dissanguata dalla sfortunata campagna di Germania, che la vide fallire nel tentativo di scalare la Continental, è ancora poco chiaro. E già, direbbe qualcuno, perché i Telecom boys e i finanzieri della Leonessa i soldi ce li avevano. In effetti fu grazie ad un colpo da maestro che Tronchetti riuscì a rifilare a quei gonzi degli americani della Corning la Optical technologies e un'altra società di fabbricazione di fibre ottiche del gruppo Pirelli per la stratosferica cifra di $ 5.6 miliardi - soldi veri, cash, non quelli di Fiorani - e grazie a quella enorme liquidità, dopo aver convinto un riottoso Colaninno ($130 milioni in più per convincerlo..) grazie anche ad un conciliante Chicco Gnutti, si mise alla testa della società capogruppo di quelle scatole cinesi che stavano a monte della ex SIP, il veicolo della libertà di tutti gli italiani, quella stessa libertà già compressa e mutilata  dall'introduzione della madre di tutti gli acronimi: la famigerata TUT (tariffa urbana a tempo).
In fondo Tronchetti non è un parvenu come il ragionier Colaninno, come Gnutti (il più Bell di tutti) e co., e per il suo nobile lignaggio meritava senz'altro il sostegno delle banche, e ancor di più l'appoggio internazionale. In fondo ora che l'Avvocato non c'è più e  Kissinger può rendergli visita solo al cimitero, gli investitori istituzionali esteri, ma anche i governi occidentali, avevano bisogno di un referente affidabile in un Paese strategicamente importante come l'Italia e l'hanno trovato in MTP.
Se la MedNautilus società del gruppo Telecom trasporta sui suoi cavi sottomarini un'importante mole d'informazioni tra i Paesi che si affacciano sul mediterraneo ci sarà pure un "in eundem consensus" o no?
Meglio Tronchetti che è più stabile ed affidabile di certi finanzieri d'assalto sdoganati (o creati?) da postcomunisti, avranno pensato in molti. Per Realpolitik condividerei pure. Forse anche tu, che sei stata moglie di un sottosegretario in un governo di salda ispirazione euroatlantica. Solo che bisognerebbe evitare che certi soggetti sfruttino certe considerazioni geopolitiche e strategiche per fare i propri meschini interessi personali abusando della libertà altrui.
Paolo MA

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Caro Paolo, la mia guerra non è Donchisciottesca perchè,
proprio per il fatto che Internet è pensato per resistere a una guerra nucleare e per far passare in un modo o nell'altro le comunicazioni da un punto all'altro del pianeta, qualunque cosa accada. Quindi, io la uso e pretendo rispetto perchè non sono un delinquente comune, quindi, non devono rompere le palle proprio a me con tutto il daffare che, avrebbero, se fossero meno stupidi e infingardi. Siccome le mie documentazioni informatiche sono precisissime e datano di una continuità di tentativi pirateschi di intrusione nel mio pc, che è un reato penale, da ben sei mesi, in un modo o nell'altro devono smetterla e io faccio un grande casino apposta. E' colpevole solo la Telekom, del Sciùr Tronchetti, Telekom in cui qualcuno, per danaro o favori, fa le intercettazioni sul mio numero telefonico in modo che controllano tutto, telefonate e connessioni a tutti i providers a cui mi collego, navigazioni, ecc e, non posso pensare, che esista, se pur alcuni venduti o stupidi, un magistrato che ha ordinato alla Telekom le intercettazioni proprio su di me. Quindi, forse, è possibile che qualcuno ha corrotto un dipendente tecnico informatico, o altro funzionario, di Telekomitalia.it che sta in SuperAmandaCalabra o altrove ed è interconnesso con i tre soggetti.
E' iniziato tutto, guarda caso, quando ho cominciato e scrivere sui Referendum del 12 e 13 giugno e ad inviare le mie note urbi et orbi, e il disturbo provocatomi dagli spioni è durato troppo, oltre ogni limite pur avendo quotidiani contatti scritti con l'Abuse e l'Ufficio legale di Telecom e con quelli dell'ENAV scrivendo a tutti di interrompere questa attività criminosa. NULLA.
SE NE SONO FOTTUTI AMPIAMENTE PER SEI MESI.
Perciò, a parte di avere iniziato l'azione penale e civile, li farò ballare su internet, Trunchèt e il Berlusca, il tempo che si meritano perchè mi rompono le palle da troppo tempo, senza ritegno, stupidamente e usando il danaro dei contribuenti per i loro miserrimi sfizi e fini politici-affaristici. Perciò, il Corsera e Gianantonio Stella o delle intercettazioni e compagnia cantante ne scrivono veritieramente, e senza omissis, o meglio che tacciano.
Grazie per la diffusa risposta Giuliana D'Olcese