Intercettazioni a destra e a manca:
SuperAmanda, Rispamiamme &
Cumparite!
<II^ Puntata>
Intercettazioni:
l'errore è stato il Cnag. Nazionalizzare SuperAmanda. Ricadranno sugli utenti le
spese per il supersistemone che intercetta tutto. SuperAmanda, ovvero Echelon
all'italiana.
Intercettazioni a
destra e a manca di Pier Luigi Tolardo
********
Perchè
alcuni utenti abbonati alla telefonia Telecomitalia, nello stesso istante
che si collegano ad internet tramite qualsiasi provider, ancora prima di
scaricare la posta elettronica o di essersi collegati ad un sito internet, vengono
istantaneamente attaccati da
pirati informatici
fissi e con gli stessi IP come se in Explorer scattasse un programma automatico?
"Pirati"
che tentano ininterrotte
intrusioni nei pc di utenti che si connettono a internet attraverso qualsiasi
provider attraverso la telefonia
Telecom ma non collegati al servizio Internet di Telecomitalia.it?
A me, stando a ciò che appare da mappe
geografiche e IP allegati nella mia ultima nota, "capita" che il pc,
pare, venga attaccato incessantemente da tre postazioni fisse: Dall'
ENAV Agenzia Ente Nazionale Assistenza al Volo e da due operose quanto informatizzate
cittadine, Arcore e Melzo, celebri
anche per due monumenti. Due storiche ville restaurate e dotate di
tutti i "conforts informatici" dimore del Presidente del Consiglio il quale,
stando a quanto ha dichiarato l'ex PM Antonio Di Pietro ad Aldo Cazzullo
del Corsera nella gustosa serie Spie & Spiati, sarebbe un operosissimo appassionato
di "informatica".
Brianza operosa...
Di Pietro:
"Prenda Berlusconi. E' il principe delle intercettazioni", e Cazzullo:
"Ma se lamenta di essere l'uomo più spiato d'Italia?"
Di Pietro:
"Tutta roba precedente al 94. Da quando è in Parlamento è inascoltabile. In
compenso è lui ad ascoltare gli altri".
Se il
lettore vuole togliersi qualche curiosità circa i rapporti intersecati
tra questi tre "soggetti", va su google.it dove si trovano pagine
e pagine su "... Berlusconi e l'ex amministratore delegato di Enav, Sandro Francesco
Federico, responsabile Enac del sistema aero portuale Milano..." su Telecom,
Matrix.it, ecc. ecc. ecc.
Ecco di seguito tre articoli illuminanti nonostante alcuni intercettati,
allibiti e divertiti da cotanta immeritata attenzione, si siano già
dati "illuminazioni"
assai inquietanti sì, ma anche
grottesche e ridicole su certi intercettatori che non badano a spese.
Spese altrui, naturalmente. Spese del contribuente.
Certo è che chi paga
le solite cavolate all'italiota ( non di certo volontariamente ma in modo
'estorto' ) è il contribuente.
Cavolate
che impiegano forze che potrebbero esercitare il proprio mestiere sui soggetti
da controllare e da intercettare invece che controllare e intercettare anche
le pulci. Infatti, le intercettazioni avvengono anche su innocui cittadini
e cittadine mentre, molte volte e in molti casi eclatanti, si lasciano proliferare "soggetti"
e "cellule dormienti" da intercettare sul serio.
Ricordate
"Guardie
e Ladri" con Totò e Fabrizi ?
La prova
che viviamo in un paese governato poco seriamente, e colmo di sfruttatori, è
che intercettano pure me.
Una
pulce. Una pulce che "si è permessa" di scrivere contro l'astensionismo
dai Referendum del 12 e 13 giugno 2005, di scrivere a difesa del rispetto dovuto
ad un ordinamento dettato dalla Costituzione.
Regola
pratica per l'intercettatore o idiota, o sfruttatore o perdigiorno
a spese dei contribuenti italiani:
Regola
pratica per l'intercettatore idiota, spendaccione e perdigiorno a spese dei
contribuenti italiani:
Rispamiamme
& Cumparite perchè le mie note sono inviate,
in primis, alla Presidenza della Repubblica, al
Governo, a tutti i Parlamentari di Camera e Senato,
ad alcuni Magistrati che stimo, alla Stampa tutta, alle
Radio e alle TV private e pubbliche. Quindi, zero panzanella da
intercettare e controllare, è tutto servito su un piatto d'argento e, sotto
moltissime voci, le mie note le si trova tutte anche su google.it. Piacciono.....
e piacciono molto i commenti, reali, dei miei lettori.
Giuliana
D'Olcese. (continua)
Cronache: (...) Alla fine di un comunicato stampa Telecom
Italia dichiara di controllare, del grande mercato valutato in circa 300 milioni
di euro all'anno, per i costi delle intercettazioni, solo una quota intorno
al 15%. Questa conclusione del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci
con le intercettazioni" conferma però, indirettamente,
le dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi di stampa, di
voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato delle intercettazioni, acquisendo
anche le intercettazioni ambientali (...)
(...)
è molto discutibile proprio sotto il profilo della sicurezza che tutte le intercettazioni
d'Italia siano seguite nello
stesso posto e dalle stesse persone:
a questo proposito, lo stesso Garante della Privacy Franco Pizzetti (personalità
molto indipendente, che ha aperto un'indagine sulle modalità delle intecettazioni
da parte delle società telefoniche) potrebbe avere dei rilievi non formali da
fare.
(...)
Non si capisce però perché una necessità di monitorare intensamente le comunicazioni
elettroniche degli italiani (necessità eccessiva, ingiustificata e pericolosa
per la libertà di tutti)
debba trasformarsi in una fonte di nuovi e altissimi ricavi
per Telecom Italia: diventerebbe un business da "monopolista delle intercettazioni",
per cui gli italiani pagherebbero una prima volta al loro gestore la telefonata,
e poi a Telecom Italia il costo dell'intercettazione.
(...)
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Intercettazioni
a destra e a manca di
Pier Luigi Tolardo
Intercettazioni: l'errore è stato il Cnag
Telecom Italia smentisce
seccamente l'esistenza del progetto
SuperAmanda;
ma l'errore è stato aver creato un Centro unico nazionale per le intercettazioni.
di Pier Luigi Tolardo [ZEUS News -
www.zeusnews.it -
04-08-2005]
Telecom
Italia ha fatto uscire un comunicato stampa molto secco in cui smentisce sia
l'esistenza di SuperAmanda,
sia il progetto di voler creare una sorta di "grande orecchio made in Italy",
un Echelon italiano che (per conto del Governo, dei servizi segreti e delle
forze dell'ordine, e sotto il controllo della magistratura) intercetti e ascolti
una massa importante di conversazioni elletroniche intese come telefonate fisse
e mobili, via Voip, fax, Sms, e-mail. La stessa nota conferma che Telecom Italia
non ha nulla a che fare con le intercettazioni perché si limita a mettere a
disposizione della magistratura le infrastrutture e i mezzi tecnici per realizzare
le intercettazioni. Alla fine del comunicato Telecom Italia dichiara di controllare,
del grande mercato valutato in circa 300 milioni di euro all'anno, per i costi
delle intercettazioni, solo una quota intorno al 15%. Questa conclusione
del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci con le intercettazioni"
conferma però, indirettamente, le
dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi
di stampa, di voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato
delle intercettazioni, acquisendo anche le intercettazioni
ambientali (quelle che si fanno con le cimici in un ufficio ma che
poi devono servirsi comunque di una linea telefonica) e chiedendo comunque rivalutazioni
e adeguamenti delle tariffe che lo Stato paga per le intercettazioni, dall'affitto
delle linee dedicate alle stampe dei tabulati telefonici. Alcuni mesi fa fu
proprio la Tim, società di telefonia mobile del gruppo Telecom, a denunciare
che le circa 5.000 linee telefoniche riservate alle intercettazioni sui cellulari
erao già tutte occupate e quindi, a sollecitare in qualche modo un ulteriore
ampliamento dei mezzi tecnici per le intercettazioni: un progetto di ampliamento
era già allo studio da parte del Ministro Castelli, anche in un'ottica di razionalizzazione
dei costi, e che portava alla creazione di SuperAmanda
(detto anche Enigma),
cioè dell'Echelon italiano. Alcune indiscrezioni parlano di una lettera che
lo stesso Tronchetti Provera avrebbe inviato ai ministri competenti per rassicurarli
sul fatto che Telecom Italia non voleva avere il controllo di un'eventuale struttura;
il controllo sarebbe invece rimasto alle autorità pubbliche, visto che c'erano
molti legittimi timori sulla creazione di un apparato così potente.
Al di
là del fatto che la lettera ci sia stata o meno, Telecom Italia non
vuole essere trascinata nel polverone estivo, giudiziario,
politico, istituzionale ed economico,
che la vicenda delle intercettazioni delle utenze del Governatore Fazio ha sollevato.
Il guaio è che qualche problema l'ha creato anche Telecom quando ha
voluto creare, alla fine del 2003, un Centro
unico nazionale per le attività per conto dell'Autorità giudiziaria
a Milano; qui ha concentrato organizzativamente e funzionalmente tutte le intercettazioni
che prima erano seguite a livello provinciale, quando c'erano le singole agenzie
su base provinciale (e successivamente a livello regionale). In pratica, le
intercettazioni continuano a essere richieste dai singoli magistrati locali,
che agiscono autonomamente come prevede l'ordinamento giudiziario, ma poi vengono
gestite da un unico centro, dallo stesso personale, diretto da un dirigente
Telecom; quest'ultimo prima era un ex vicequestore della Polizia di Stato ma,
improvvisamente e senza una ragione chiara, è stato
sostituito da un ex sottufficiale dei Ros, addetto alla sicurezza
personale dello stesso Tronchetti Provera. Telecom Italia ha giustificato
la creazione di un unico centro sia per ragioni di costo sia di sicurezza e
di garanzia del segreto: in passato, soprattutto al Sud, si erano verificati
casi di dipendenti infedeli (poi scoperti e licenziati) che avevano rivelato
intercettazioni in corso alla criminalità. In realtà è molto discutibile
proprio sotto il profilo della sicurezza che tutte le intercettazioni d'Italia
siano seguite nello stesso posto e dalle stesse persone: a questo proposito,
lo stesso Garante della Privacy Franco Pizzetti (personalità
molto indipendente, che ha aperto un'indagine sulle modalità delle intecettazioni
da parte delle società telefoniche) potrebbe avere dei rilievi non formali da
fare.
Pier
Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
Approfondimenti
Privacy
e libertà secondo Stefano Rodotà di Pier Luigi
Tolardo
Nazionalizzare SuperAmanda di
Pier Luigi Tolardo
Italia, troppe le intercettazioni di
Pier Luigi Tolardo
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di
Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4248
Nazionalizzare SuperAmanda.
Ricadranno
sugli utenti le spese per il super-sistemone che intercetta tutto.
[ZEUS News -
www.zeusnews.it -
18-07-2005]
Tra le decisioni che il governo Berlusconi intende assumere per rafforzare la
prevenzione e la repressione del terrorismo, soprattutto quello internazionale,
legato al fondamentalismo "islamista" (così viene definito
per distinguerlo dall'Islam buono e pacifico) ci sono alcune legate alla comunicazione
elettronica. Il governo vorrebbe estendere la possibilità, già esistente per
i reati di mafia, per le forze dell'ordine di effettuare intercettazioni telefoniche
e ambientali preventive, senza dover avere l'ok dei magistrati; non si potranno
utilizzare a fini processuali come prova ma comunque possono essere utili per
prevenire attentati terroristici. Il governo intende portare anche ad approvazione
il progetto di legge di riforma dei servizi segreti (ora giacente alle Camere)
che attribuirebbe ai servizi (o al servizio, se saranno unificati il Sisde civile
con il Sismi militare) il diritto di intercettare qualsiasi comunicazione: dalla
posta tradizionale a quella elettronica, ai fax agli Sms. A questo si aggiunge
la possibilità, richiesta da alcuni Paesi in sede Ue come la Gran Bretagna,
che gli attuali due anni (tre in caso di gravi reati) di obbligo di conservazione
dei dati del traffico telefonico siano portati a quattro e siano estesi anche
alla navigazione Internet. Questo insieme di provvedimenti obbligherebbe i gestori
telefonici e Internet a sopportare nuovi costi per la conservazione in sicurezza
di questi dati e per il monitoraggio; d'altra parte, obbligherebbe i gestori
a potenziare gli apparati che oggi affittano agli organi di polizia
per le intercettazioni di telefoni, telefonini,
fax ed e-mail. A questo punto ritornerebbe alla carica Telecom Italia
che, in Calabria, ha realizzato la famosa SuperAmanda, l'Echelon italiano,
un potente sistema in grado di intercettare e registrare milioni e milioni di
conversazioni telefoniche, e-mail e Sms.
Non
si capisce però perché una necessità di monitorare intensamente le comunicazioni
elettroniche degli italiani (necessità eccessiva,
ingiustificata e pericolosa per la libertà di tutti) debba
trasformarsi in una fonte di nuovi e altissimi ricavi per Telecom Italia:
diventerebbe un business da "monopolista delle intercettazioni",
per cui gli italiani pagherebbe una prima volta al loro gestore la telefonata,
e poi a Telecom Italia il costo dell'intercettazione.
A questo
punto sarebbe più corretto che
SuperAmanda venisse
nazionalizzata (cioè acquisita dallo Stato, che dovrebbe risarcire Telecom Italia
dei soli costi di realizzazione degli impianti) e poi gestita in proprio dallo
Stato, sotto il controllo del Comitato parlamentare per i servizi segreti e
da parte di un'Authority indipendente: questo per prevenire possibili usi distorti
in una gestione un po' privata, un po' pubblica. Pier Luigi Tolardo - Quelli
di Zeus
Approfondimenti
Italia,
troppe le intercettazioni
di Pier Luigi Tolardo
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di
Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3651
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana
Telecom
Italia è pronta a creare un centro di ascolto nazionale per telefonate, Sms
ed e-mail; è solo la mancata approvazione della legge di riforma sui servizi
segreti che la blocca. [ZEUS News - www.zeusnews.it -
28-12-2004]
Telecom Italia ha messo a punto uno dei sistemi più sofisticati di intercettazione
telefonica ed elettronica, e lo ha recentemente messo a disposizione di tutte
le Procure della Repubblica con un'offerta commerciale ad hoc. Si chiamerebbe
"SuperAmanda" il centro di ascolto realizzato da Telecom Italia in Calabria
che potrebbe diventare l'unico centro di ascolto nazionale per tutte le indagini
che richiedano l'intercettazione di telefonate da fisso, mobile, Sms, e-mail
e fax, insomma tutte le comunicazioni elettroniche. E' una sorta di Echelon
italiano a cui il Ministero di Grazia e Giustizia appalterebbe il servizio,
comprese le intercettazioni ambientali che comunque poi passano su linea telefonica
e a cui Telecom Italia è molto interessata, da qualche tempo, come occasione
di business. SuperAmanda potrebbe essere ulteriormente potenziata in presenza
di un contratto con il Governo che fornisca adeguate garanzie economiche a Telecom
Italia; il motivo della sua nascita probabilmente è il disegno di legge di riforma
dei servizi segreti italiani, nato all'indomani dell'11 settembre 2001, su proposta
di Franco Frattini che, successivamente, sarebbe diventato Ministro degli Esteri
e poi Commissario dell'Unione Europea. La proposta di riforma dei servizi segreti
voleva dare ai servizi dei poteri di intercettazione delle comunicazioni superiori
a quelli delle stesse forze dell'ordine: mentre queste hanno bisogno di un'autorizzazione
precisa da parte della magistratura per ascoltare le comunicazioni, in presenza
di indagini su reati precisi, gli agenti dei servizi segreti lo avrebbero potuto
fare indiscriminatamente su qualunque cittadino, per ragioni legate alla sicurezza
dello Stato. Il disegno di legge di riforma dei servizi segreti si era poi arenato
proprio su questi poteri molto forti, anche di perquisizione e di immunità nel
compimento di tutti i reati (tranne i più gravi come l'omicidio), sulla mancanza
di adeguati controlli da parte dello stesso Parlamento, che avevano suscitato
perplessità anche in componenti della stessa magioranza parlamentare di centrodestra
che rappresentava Frattini. Un'altra questione si cui si era bloccato l'iter
parlamentare è stata una divergenza di opinioni anche all'interno dello stesso
Governo tra chi vorrebbe un unico servizio segreto che incorporasse gli attuali
Sismi (militare) e Sisde (civile) e chi è contrario per non concentrare troppo
potere in un unico organismo. Questo dibattito si è sviluppato in uno scenario
che vede i servizi segreti italiani da una parte svolgere un ruolo di primo
piano, anche se non molto chiaro, in vicende come l'Irak, i dossier sulle presunte
armi di distruzione irachene mai trovate, la liberazione degli ostaggi italiani;
dall'altra un grave conflitto tra servizi segreti e magistratura, come quello
che ha recentemente visto bloccare la perquisizione da parte delle forze dell'ordine
della sede calabrese dei servizi segreti, che era stata ordinata dai giudici
che indagavano sui rapporti mafia-politica, in nome del segreto di stato. Finché
non ci sarà la legge Frattini sui servizi segreti (che, fortunatamente per tutti
noi, non sembra figurare tra le priorità del Governo Berlusconi), SuperAmanda-Echelon
tricolore rimane solo un progetto, anche se inquietante e terribile.
Pier
Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
Approfondimenti
Web e Servizi Segreti di Pier Luigi
Tolardo
Intercettazioni a destra e a manca di
Pier Luigi Tolardo
Le intercettazioni di Striscia di
Pier Luigi Tolardo
Uniti nella lotta contro la privacy! di
Pier Luigi Tolardo
Il terrorismo come scusa per controllare il mondo
di Fabrizio Marchese
Echelon all'europea di
Fabrizio Marchese
La Repubblica delle intercettazioni di
Pier Luigi Tolardo
A proposito di intercettazioni di
Pier Luigi Tolardo
Dunque Echelon esiste. Come difendersi? (prima parte)
di Paolo Attivissimo
Dunque Echelon esiste. Come difendersi? (seconda parte)
di Paolo Attivissimo