*Bondo Bondo noi non essere Bongo Bongo*
il Tormento e l'Estasi per il Capo o un'Azzurra Malanimosa Mala-Fede?
Mappa della postazione di Arcore

E se a qualcuno fosse sfuggita la "storica" intervista di Aldo Cazzullo a Bondo Bondo, è in tempo a deliziarsene in calce

Con quell'aria un po' così, tra 'o Pastore da' meraviglia e l'Abatino di campagna, certo non accessoriato dal fascino perverso Rouge et Noir di un Julien Sorel, Bondo Bondo ci ha dispensato una delle sue del repertorio sciocchezzaio propagandaro coordinato e, con quella vocina un po' così, nella sua edizione dell'Ucci Ucci Cavallucci achtung a Ricucci!, tra il tormento e l'estasi per il suo Capo - Vittima e Carnefice del tormentone perfido della pregiudizial-ostil-perfida stampa - ha presentato un accorato cahier de dolèance azzurro a quei brutti perfidi Albioni rossi del Corsera e tra un sospiro, un rimbrotto e una furtiva lacrima, ha ammollato un azzurro cazziatone allo sventurosso Zuccolini che l'ha intervistato. BB: "(...) Le critiche (del Capo & Company) al Corriere della Sera non riguardano l'assetto societario ne' la sua linea politica, (a' buciardo buciardone d'un Bondo Bondooo!) ma più profondamente il suo ruolo nella società italiana: Il Corriere non rappresenta più l'orientamento delle classi dirigenti del nostro Paese. (a Bondo Bondo jè piacerebbe 'na massa de Bongo Bongo co' l'anello ar naso e 'na classe dirigggente co' tre Rolex alla recchia).
"In particolare - cazzea l'azzurro queruloso Bondo Bondo - il Corriere, durante il dibattito referendario, ha cavalcato senza alcuna prudenza un laicismo anticlericale che l'esito del Referendum ha rivelato essere lontano dalla società italiana".
(A Bondo Bondo jè piacerebbe 'na massa de voti de perpetue, de prevosti, de mammane, de direttori, de chierici e de elettori cor breviario de la prudenzia prudenziorum e co' l'anello ar naso).
Nel tormento e l'estasi per il Capo, BB, non si smentisce mai nel fare della politica uno sciocchezzaio militonto e devoto, raffigurare la società italiana come una sonnecchiosa coglioncella cloroformizzata devota alle Sbondate e a cazziare, in malanimosa mala-fede azzurra, giornali e direttori rossi e azzurri che informano democraticamente lettori ed elettori offrendo loro tutte le opinioni come, invece, sembra non essersi accorto Bondo Bondo, o mentire in malanimosa mala-fede, nel cazziare il pregiudizial-ostil-perfido Corsera. E talvolta pure il Libero Feltri. Allora bisogna che a Bondo Bondo je se dia 'na rinfrescata a la capoccia.
Con un breve autorevole editoriale il Corsera annunciò che avrebbe sostenuto i Referendum informando però i lettori di tutte le opinioni in campo. Si, No, astensione. E così ha fatto.
Anzi, è tale il tormento e l'estasi per il Capo, o l'azzurra malanimosa mala-fede, che Bondo Bondo non si è accorto dell'avantindrè di interi plotoni di esecuzione di Cardinaloni & Intellettualoni devoti, e atei ma devoti, o devoti senza atei, che dalle Alpi a Pollenatrocchia di Sotto si sono fatti Gran Templari della smobilitazione militonta della democrazia salmodiando un giorno sì e l'altro pure contro i Referenda.
Ora, considerato che ca' nisciuno è fesso, consigliamo a Bondo Bondo meno propaganda e più occhio a che casini succedono tra fili e cornette di SuperAmandaCalabra, i sistemi "informatici" di Arcore e Melzo, l'Enav e la Telecom del Sciùr Tronchetti
perchè, esimio Bondo Bondo, ogni bel gioco dura poco e chi sta dall'altra parte del filo non è dolce di sale.
Un leale apprezzamento, e con me da tantissimi cittadini ridens, va a Bondo Bondo per la proposta, da politica alta, di un Governo istituzionale (alias di salute pubblica) e per il cazziatone azzurro mollato alla "resistenza" rossa dei soliti quattro gatti tiragiacchetta di Ciampi con contorno dei soliti quattro mastini ottuagenari eroi della domenica della "resistenza morale" contro l'accoppiata in affari De Benedetti-Berlusconi.
Noi italioti do' Paese do' sole ci facciamo sempre conoscere.
In Europa, negli USA, nel Regno Unito, e pure nei regni disuniti, li avrebbero presi a fischi, pernacchie, triccabballacche, putipù, scetavaiasse, ova e pummarole fradice 'n faccia come, con parole acconce, hanno fatto l'ex direttore del Corsera, Piero Ostellino, il senatore DS Franco Debenedetti e il quotidiano il Riformista diretto da Antonio Polito.
Vede Onorevole Bondi che un par de cose giuste l'ha dette pure lei? Crescere Crescere Crescere!
Bondo Bondo toglici una curiosità. Ma "il coso" su cui versare il malloppo, sì "il coso" di cui parlava la orante beneficiante devota Governatoressa con il socio devoto di Ucci Ucci Cavallucci achtung a Ricucci! fusse ca fusse uno de quei Comitati miriardari che se facevano 'na cofana de pubblicità antireferendaria su tutti li giornali?
Sai com'è Bondo Bondo, tra una Fondazione Fanfani, un Socio Fondatore Governatore e tutti quei Casini soci dei conigli mannari...
         Giuliana D'Olcese
Lettere
Sì. Tu Bondo Bondo. Noi no Bongo Bongo
I have a dream.... Forza Italia che alle prossime elezioni prende lo 0,6% perché tutti i fozitalioti sono andati al mare seguendo l'andazzo propugnato dai loro dirigenti in occasione dell'ultimo referendum. E Bondo Bondo e soci che si beccano tutti una di quelle belle malattie fulminanti che si guariscono solo grazie alla medicina derivata dagli studi sulle staminali embrionali, e poi voglio vederli a fare il fuggi fuggi per andare a raccogliere le firme come s'è fatto noi, stavolta magari per convincerci a votare a favore della ricerca sulle staminali embrionali, spronati dalla mannaia che inesorabile pende sopra le loro misere testoline. Purtroppo credo che rimarrà solo un sogno ma io ci spero: a volte i sogni s'avverano. Magari solo per far vedere a Bondo Bondo chi è che è lontano anni luce dal sentimento del paese. (forse sono andato troppo in là nell'ipotizzare che un Bondo Bondo possa avere dei sentimenti?).
Bondo Bondo è uno di quelli "convertiti", ex sindaco comunista di un paesino sperso non mi ricordo dove.
In Italia chi si "converte" (o ricicla, fate voi), 9 volte su 10 lo fa perché dov'era prima non c'è più un cadreghino (come dice Casini) per lui/lei. Diffidare dei "convertiti": spesso sono più estremisti dei loro avversari, sia presenti che passati.
Il motivo è semplice: non c'è persona capace del peggior odio dell'amante deluso.
Andrea Favi
-----
Grande!!!
daniele capezzone.
-----
Ciao Giuliana D'Olcese, Messaggio per te su Il Portale di Nuvola Rossa:
Bellissimo il tuo articolo, mi ha fatto morir dalle risate, scusa se ci rido mentre a te ti fanno tribolare con le intrusione dei "pirati" del triangolo delle Bermuda, ma è bellissma la tua ira, e poi a me piace la gente che come te non si piega e urla.
Sono una manica di disgraziati tutti quanti. L'importante, per me, non è tanto il vincere (magari) quanto lo scontrare.
Complimenti. Francesco Reiki
*******
Se a qualcuno fosse sfuggita questa intervista ....
Rosalba Bonacchi - Rassegna Stampa - 25-10-2003
di Aldo Cazzullo Corriere della Sera 25 ott.2003
Bondi, coordinatore mistico: "Berlusconi è bontà e purezza" - Da comunista a "priore" di Arcore.
Forza Italia? Come un ordine monastico "Quella del Dottore è politica femminile, ha preso il potere per dare benessere". Un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone,
si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, "che li ammansì con un grido".
DAL NOSTRO INVIATO
ARCORE - La fotografia di Berlusconi con la cornice d'argento e i capelli è rimasta nel parlatorio - un fratino, quattro sedie.
Il ritratto a olio di Berlusconi ("Ne arrivano di continuo, li mandano pittori anche noti") è in anticamera, accanto alle scrivanie della segretaria di Berlusconi, Marinella, e della segretaria di Sandro Bondi, Marinella, detta Marina per evitare scambi di persona.
Nel suo ufficio da neo-coordinatore del primo partito italiano c'è spazio appena per la fotina del piccolo Francesco, 5 anni.
Non uno studio; una cella. "Questo era un antico monastero benedettino. E qui ad Arcore il presidente Berlusconi ha fondato una comunità. Quasi un nuovo ordine monastico".
Se Berlusconi è il fondatore, Bondi è il padre generale. Priore di Arcore. Studioso di eresie medievali, laureato in filosofia a Pisa con tesi su frate Leonardo Vallazzana, teologo, predicatore, agostiniano.
"Soprattutto, agostiniano. Da secoli la cristianità si divide tra seguaci di Domenico, influenzati da Aristotele e dal dominio della ragione, e seguaci di Agostino, affascinati da Platone, dal millenarismo, dall'utopia, dall'escatologia, dal messianesimo.
Un ceppo da cui sono nate eresie, come quella dei catari e degli anabattisti, animate dal mito della purezza e del candore; contaminato da tentazioni luterane e ugonotte; e che ha influenzato grandi personaggi. Penso a Gioacchino da Fiore".
E, in tempi moderni, a Berlusconi e a Dell'Utri.
"Io sono entrato da poco in questa cerchia. Ma mi hanno raccontato delle loro vacanze di un tempo. La giornata era scandita quasi come in un monastero: lavoro e preghiera; la conversazione, la ginnastica, la corsa, il pranzo, e nel pomeriggio la lettura e il commento di un passo della Bibbia o di un'opera di Platone, Agostino, Campanella, Giordano Bruno, Tommaso Moro.
Oppure del testo fondamentale, l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam; perché c'è un elemento di follia visionaria nell'opera del Dottore. Il vincolo che legava i fondatori va ora riprodotto tra i dirigenti di Forza Italia. I ministri, il presidente del Senato, i governatori, ognuno ha già un rapporto diretto con il presidente Berlusconi. Ora si tratta di creare un legame di solidarietà tra noi. Anche per questo Forza Italia si darà una direzione politica, in cui siederanno tra gli altri Pisanu, Tremonti, Fitto, Martino. Non avrei mai pensato che il Dottore scegliesse me. Forse ha pensato che incarnassi il messaggio originario di Forza Italia".
Da Arcore Bondi sta organizzando il congresso - a Milano, nell'aprile prossimo - e due campagne elettorali decisive, per le Amministrative e le Europee. Lavora al terzo libro di Berlusconi. A una mostra per celebrare il decennale della discesa in campo ("il progetto è di un giovane, Massimo Piana. L'altro giorno l'ha presentato al presidente con voce incrinata dall'emozione.
("Mi ha commosso"). E, soprattutto, all'elaborazione di una teoria politica. Da non chiamarsi ideologia, perché "il presidente Berlusconi nasce con la morte delle ideologie". Piuttosto, una mistica. "Una politica femminile. Di qua l'Italia che ama, di là l'Italia che odia. Eppure dall'altro campo attendiamo ancora un segno. Perché il presidente Berlusconi non cerca lo scontro, se non per legittima difesa. La sua visione è un'Italia riconciliata, in cui non vi sono nemici ma avversari. La sua politica del fare è una politica donna. È il recupero della lezione di tre donne, tre vittime del nazismo: Simone Weil, Edith Stein, Etty Hillesum.
Come loro, il presidente Berlusconi mette al centro la dignità della persona umana. La conquista del potere non è che uno strumento per diffondere benessere e felicità. La logica maschile del potere viene sostituita dalla logica femminile del dono, della comprensione, dell'amore. Il prossimo seminario di Forza Italia sarà dedicato al potere delle donne".
Dove?
"In un hotel di Gubbio, un antico convento francescano".
Poi c'è la dimensione mondana. La fatica del lavoro: dalle 8 del mattino sino a notte, il lunedì qui insieme con Berlusconi, poi a Roma, venerdì e sabato di nuovo ad Arcore. Villa San Martino è molto diversa da come viene raccontata e pensata.
Non ci sono marmi. Non c'è plastica. Legni scricchiolanti. Vecchie foto del marchese Casati a passeggio nel parco con Benedetto Croce. Ritratto della marchesa in chiaroscuro, "quasi a presagirne la triste fine" medita Bondi a braccia conserte. Foto della famiglia Berlusconi in cui è incastrata l'immagine di padre Pio. Mappamondo ligneo. Tele devozionali. Viae crucis. Archivio con decine di fascicoli, "qui c'è tutta la storia di Forza Italia", spiccano per mole il dossier "Pannella" e quello "Garzon".
Cappella con inginocchiatoio. "Sono venuto qui per la prima volta nell'89, da sindaco comunista di Fivizzano, insieme con il maestro Cascella. Il Dottore mi ha regalato una biografia di Hitler con dedica: "A Sandro Bondi, cultore dell'utopia, un libro sull'utopia perversa". Poi mi ha detto: "Lei che sembra così perbene, come fa a essere comunista?".
Qui il ritorno, per lavorare. "Preparavo la risposta alle lettere. Migliaia di lettere. Trenta al giorno, tutti i giorni, per due anni".
L'amicizia con Marcello Dell'Utri:
"È stato emozionante costruire anche con lui un rapporto d'affetto. Il mistero di Dell'Utri non è nelle sciocchezze che dicono, è nella profondità del suo animo. È il mistero della Sicilia, dell'intelligenza dei siciliani".
Ora, l'avvento alla guida di una macchina organizzativa che ha sempre macinato i suoi conducenti, Codignoni, il generale Caligaris, Mennitti, Previti, Frattini, Scajola, Antonione, di nuovo Scajola. Della logistica si occuperà un manager, provvederà Berlusconi a sceglierlo, "sta già facendo i colloqui". A lui toccherà la politica. "Ravvivare il dibattito interno".
Preparare il congresso in modo democratico, per la prima volta, con 121 congressi provinciali che eleggeranno i coordinatori e i delegati". Ci sarà da viaggiare. Un tormento per Bondi che non prende l'aereo: "Soffro di vertigini. È più forte di me. Non salgo neppure sul jet privato del presidente". E poi metodi nuovi per la scelta dei candidati. "Basta decisioni interne al partito. Bisogna aprirsi alla società, consultarsi con il vescovo, con gli imprenditori. La sinistra vince quando sceglie i Berlusconi di provincia; dobbiamo evitarlo. Ho letto l'articolo in cui Giuliano Ferrara mi consigliava di non gettare via la mia esperienza nel Pci. Concordo. Chi mi attribuisce l'idea di partito leggero non sa quel che dice. Conosco l'importanza dell'organizzazione. C'è un progetto per fare della Festa azzurra un appuntamento nazionale, vedremo se prima o dopo l'estate. Anche di questo sono grato al Dottore: avermi dato l'opportunità di riscattare il meglio del mio passato".
"Ci sono cose che non ho rinnegato. Sono figlio di un muratore socialista emigrato in Svizzera, dove nei bar c'erano i cartelli: "Vietato ai cani e agli italiani". Ero affascinato da Berlinguer, sono andato ai suoi funerali. Avverto l'afflato religioso per la giustizia sociale. Ma proprio per questo mi vergogno di una certa sinistra. Mi vergogno dell' Unità. Quando avevo 18 anni e Furio Colombo lavorava per Agnelli, io andavo la domenica mattina alla stazione di Gassano, frazione di Fivizzano, ritiravo duemila copie dell'Unità e le diffondevo casa per casa. Era il giornale di Macaluso, di Chiaromonte. Questo è un distillato di livore, di odio, di accanimento personale, che può essere pericoloso. Quando dico che "da loro mi aspetto di tutto", penso ai terroristi ancora attivi nel nostro Paese, che non sparano ai reazionari, ma ai Biagi e ai D'Antona, agli uomini indicati come traditori.
Le cose peggiori non vengono dai veri comunisti, dagli eredi del Pci, i D'Alema, i Fassino. Rispetto Cossutta, capisco Bertinotti, che comunista non è mai stato, e infatti ha grande simpatia umana per il presidente Berlusconi. Provo una pena profonda per Veltroni, che nega il suo passato. Mi sgomenta la miseria umana e morale di Nanni Moretti, capace di dire in morte di Agnelli: "Era meno peggio di Berlusconi". Ma perché lo odiano così?".
Nel parco, i piloti dell'elicottero presidenziale giocano a pallone. Daini. Cavalli. Due molossi divoratori di caprette, discendenti da avi africani addestrati alla lotta contro il leone, che un giorno, racconta Bondi camminando a mani giunte, si pararono di fronte a Dell'Utri e a Berlusconi, "che li ammansì con un grido". Il cuoco Davide, alternativa lombarda al cuoco Michele, "più creativo, mentre Davide cucina i piatti della tradizione", in particolare di lunedì. Il mausoleo di Cascella, "una delle più grandi opere monumentali degli ultimi decenni, con il cerchio della vita e il bassorilievo con le offerte votive scolpito dalla moglie, signora Cordelia Von den Steinen". Bondi si raccoglie, a capo chino. "Ora è di moda, nei salotti e sui giornali di sinistra, indicarmi come l'adulatore per eccellenza.
È vero il contrario. Sono il meno adulatore di tutti: il mio rapporto personale con il presidente Berlusconi è molto libero e franco.
Lui è un uomo autenticamente liberale. A volte si lamenta dei suoi tg, ma non interviene mai per censurare o epurare.
Pensi alla libertà di pensiero della signora Veronica, che mi onora della sua amicizia. E poi è enormemente buono. Straordinariamente buono. Non è vero sia duro con i collaboratori, non l'ho mai sentito alzare la voce. Ha ragione Ferrara, quando lo paragona a Mozart, per il candore e la genialità. Berlusconi è candore, è purezza. Lei dice che ha fama di uomo generoso ma spregiudicato, simpatico ma se necessario spietato?
Berlusconi è la negazione della spietatezza. Se fosse spietato, non sarebbe Berlusconi".