*Petulia Petulorum*
Lettere a *Petulia Petulorum*
il Giorno dei lunghi Piselli dei Colonnelli Fratelli Coltelli, la Congiura della Caffettiera,
il Paese che se ne fotte di ricerca scientifica e statuti della vita e Pera & Ruini in un dialogo senza vie d'uscita
Volete abrogare una legge? Sì, no, non vale... Ma i convertiti alla nuova vita nel nome di Allah...

*Petulia Petulorum*
Otto Petulia Petulorum
Partitum Vaticanorum Primum e le Rese dei Conti
Il Cardinal Ruini: "Perchè temere l'Islam? Il vero pericolo sono i laici". E Pera, presidente del Senato, concorda.

Petulia Petulorum 1. Referenda tradita non docet
Chi via Radio e Tv, chi dai quotidiani, chi sintonizzandosi su Radio radicale che ha trasmasso in diretta i discorsi del Presidente della Repubblica e del Papa nel giorno della sua visita al Quirinale, si è fatto una idea ben precisa di quanto, al di la' dei toni e delle espressioni imposte dal cerimoniale dei reciproci Galatei Istituzionali, si svolgesse sotto gli occhi attoniti di politici rotti a tutte le più disgustose ipocrisie. Infatti nonostante l'aggettivo, tutto politicienne, "ruvido", con cui il notista politico del Corriere, Massimo Franco, ha qualificato il discorso di Petulia XVI° in risposta a Ciampi, a noi "popolo bue" più che "ruvido" è apparso, chiaramente, autoritario e perentorio anche nel passaggio sul "ricordare" a Ciampi il finanziamento alle scuole private.
Come è apparso chiarissimo dal discorso di Ciampi, sin dal "benvenuto del Capo dello Stato Italiano al Capo dello Stato straniero Vaticano", (parole di Ciampi) che, nel ruolo e nella missione del Capo dello Stato Italiano vige il concetto, preciso ed inequivocabile, che certe ingerenze Petuliose e Ruiniose in XVI° restino fuori dalle Porte dello Stato Italiano.
Non è che ai Petulia Petulorum di uno Stato straniero assetati di potere politico, e di miliardi di euro presi con l'inganno dell'8X1000 ai contribuenti italiani, miliardi che dovrebbero essere esclusivamente spesi in opere di carità, è permesso frusciarseli con campagne elettorali e ingerenze nello Stato Italiano illegittime e soperchiative, ed è consentito di entrare di spighetto e mettersi di chiatto nello Stato Italiano. Ricordino: Referenda tradita non docet

Petulia Petulorum 2. Anno Domini 2005. Uno Storico 25 Giugno? Embrione partorisce l'Uovo e la Gallina di Ferrara.
           Rinata la DC. Durante il battesimo della "Nuova DC", in un impeto di Fùror Costituendi, un fervente Petulia Petulorum "Padre Costituente" della "Nuova DC", ha esclamato: "Noi non saremo la Democrazia Cristiana attaccata alle sottane del clero!!!"
       Allora si attaccheranno alle parti intime?

Petulia Petulorum 3. La Resa dei Conti. Sacerdote Sospeso dall'insegnamento per il Sì al Referendum
Stralcio da Adista -Verona / la Repubblica. Che dopo il Referendum sarebbe cominciata la resa dei conti dentro la Chiesa, contro chi si fosse schierato per il Sì, o si fosse espresso sulla necessità di andare a votare, era previsto. Così, dopo le minacce della Curia di Genova a don Andrea Gallo (v. Adista n. 43/05 www.adista.it ), sono arrivate le prime sanzioni disciplinari. Vittima padre Rodolfo Zecchini, frate cappuccino a Verona e insegnante di Etica allo Studio teologico San Zeno, "sollevato dall'incarico" dal suo vescovo, monsignor Flavio Roberto Carraro (frate cappuccino anche lui). Motivo: Zecchini aveva manifestato dalla sua cattedra e dalle colonne del "Corriere veneto" l'intenzione di votare 3 Sì a 3 dei 4 quesiti referendari. "Non è scontato, da cattolici - aveva dichiarato - dire che l'embrione sia persona. Certo, è un embrione umano, ma non è un uomo. Come se mangiare un uovo fosse come uccidere una gallina". La Curia, immediatamente, aveva redarguito il docente di Etica attraverso don Bruno Fasani, portavoce del vescovo (e direttore del settimanale diocesano "Verona Fedele") che, minacciosamente, concludeva con il considerare le parole di padre Zecchini "provvidenziali", perché davano "alla Chiesa veronese l'opportunità di fare chiarezza su alcune posizioni passate dello Studio teologico". Detto fatto: il 14, ad urne ancora aperte, la Curia di Verona ha reso noto che "essendo venute meno le condizioni di una collaborazione corretta e fruttuosa", padre Zecchini non insegnerà più a S. Zeno.
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Petulia Petulorum 4. Un lettore scrive: Come va? Ripresa dall'astensionismo Vatican-Referendario?
Tranquilla i tedeschi sono soliti vincere le battaglie ma non le guerre. Le porto 2 "chicche". La prima è una denuncia dell'Onorevole Gerardo Bianco. Premessa: Il 2 aprile 1993 Bianco e il Senatore Gabriele De Rosa presentano un esposto alla Procura della Repubblica di Roma chiedendo di appurare se una forza occulta minaccia lo Stato. La seconda chicca è riferita a Ratzinger.
Chi è il fondatore della Congregazione della Dottrina della Fede? San Domenico Guzman. Un santo che nella Francia meridionale ha sterminato un milione di catari con l'aiuto di una istituzione da lui fondata: La Santa Inquisizione. Qualche esempio dell'operato di Ratzinger?: Padre Edward Schillebeeckx, Università di Nimega, Olanda, nel 1964 pubblicò "Jesus: An Experiment in Christology". Alla Congregazione, si noti bene nata nel 1965, sembrò opera blasfema e, proprio dal 1965, ogni parola che dice o scrive Padre Edward è sotto esame della Congregazione. (Padre Edward nel 1983 pubblicò "Il Ministero della Chiesa").
Insomma Padre Edward è un controllato a vista. Il teologo svizzero Hans Kung dell'Università di Tubinga fu addirittura cacciato perchè nel 1970 scrisse "Infallibile?" Un trattato nel quale metteva in discussione l'infallibilità papale. In un documento del 1990 l'allora cardinale Ratzinger affermò: "La libertà dell'atto di fede non può giustificare il diritto al dissenso. Tale libertà non significa libertà dalla verità, ma indica la libera determinazione della persona in conformità con i suoi obblighi morali di accettare la verità". Amen. La nostra Repubblica, fondata sullo Stato laico, batterà questi oscurantismi imposti dalla Premiata ditta R & R?
Suo Giò Bertinotti.
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Petulia Petulorum 5. No all'8x1000 che paga militanti, comitati, ingerenze e campagne politiche di Ratzinger & Ruini
Massima allerta sul giretto dei lesti-fanti del "Patto della Pera" e ai conti del chiacchieratissimo 8X1000. Conti secretati dal governo (governo che votai due volte) che centinaia di migliaia di increduli e schifati contribuenti anche cattolici stanno dirottando dalla Chiesa cattolica e dallo Stato, Stato che poi lo da alla Chiesa cattolica, su altre Chiese e Comunità e allerta su quanti sono partiti a testa bassa per la scalata a chi sostituirà Ciampi al Quirinale. L'elezione da parte del parlamento del Presidente della nostra Repubblica non è più una garanzia ne' democratica ne' istituzionale. Urgono perciò rimedi estremi a mali estremi arrivando quanto prima alla elezione diretta popolare del Capo dello Stato per fermare questa compagnia di giro della buona morte che spoglia i cittadini dei diritti costituzionali e sottrae loro i diritti di contribuenti. In caso contrario, e alla luce delle gran porcate che vediamo ogni giorno, al Quirinale si insedieranno comitati d'affari e presidenti di parte che avranno in sommo dispregio la sacrosanta laicità dello Stato.
E' inquietante constatare che siamo regrediti al punto da apparire come un popolo primitivo con l'anello al naso tanto che se tra amici critichi certi atti di governo di sinistra sei di destra e se critichi quelli di destra sei di sinistra.
Siamo ridotti a essere un popolo di militonti pilotati e integralisti? Brava e auguri alla sua rubrica volante da Marilù Tasca.
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Petulia Petulorum 6. Stralcio dal Doc-1632. Roma-Adista. Referendum: Il vuoto premia Ruini
(...) Al di là della nettezza del risultato non pare del tutto corretto iscrivere nelle liste degli "astenuti attivi" della Cei e del Comitato Scienza e Vita tutti i 38 milioni di cittadini (su 50 di aventi diritto) che hanno disertato le urne, come fa il quotidiano "Avvenire" sulla prima pagina del 14/6 con un cubitale "74,1%", ripetuto nelle prime 11 pagine. La percentuale dei non votanti, oltre agli "astenuti attivi", comprende i non votanti 'fisiologici' e coloro che avrebbero rifiutato il voto per la complessità dei quesiti.
Da sottolineare una vistosa particolarità. Il comunicato finale della 54.ma Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Roma 30-31/5/05) è stato reso pubblico il 15/6 (così è anche datato), con 2 settimane di ritardo (il comunicato finale viene divulgato nei 3, 4 giorni successivi alla conclusione dell'Assemblea). Nel comunicato un paragrafo è sul Referendum e vi si ribadisce il "pieno e totale sostegno per la scelta del Comitato Scienza e Vita circa la non partecipazione al voto".
La decisione di ritardare la pubblicazione del comunicato oltre la scadenza referendaria è una singolarità rilevante: Forse qualche vescovo esprimeva perplessità sul fatto che fosse l'organismo episcopale nella sua interezza istituzionale, alla vigilia del voto, a prendere una così netta posizione pubblica a favore dell'astensionismo? (...)
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Petulia Petulorum 7. Billè & la Crisi dei consumi. Chi non ricorda la faccia di tolla di Billè che a Porta a Porta alle incazzatissime massaie negava l'evidenza del raddoppio dei prezzi 1 euro = 1000 lire?
Giugno 2005. Allarme del presidente della Confcommercio, Sergio Billè, per le vendite al dettaglio. Un "Mar Morto", ha detto Billè che invoca dal Governo "scelte dure e impopolari" (adesso le invoca?!) e una riduzione della pressione fiscale "equa e virtuosa".
Sull'"allarme" Billè è bene fare chiare precisazioni. Sono proprio i commercianti e gli, ormai famosi, immobiliaristi che, approfittando dell'introduzione dell'euro, hanno fatto grassi affari e lamentano, per ora i commercianti, fra poco anche gli immobiliaristi, il calo degli incassi. Quanto alla pressione fiscale, il 40% di sommerso che non paga tasse, ricordato da Berlusconi, prevalentemente alligna nel commercio. La "combinazione" temporale dei dati Istat sulle vendite e l'assemblea di Confcommercio è stata davvero efficace:
Un tempismo perfetto per avere il massimo della risonanza mediatica. Insomma, "si piange il morto e si frega il vivo".
Primo Mastrantoni, segretario Aduc, Associazione a difesa dei diritti dei consumatori.
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Petulia Petulorum 8 di prossima pubblicazione: Referenda e il Triangolo delle Bermuda.
il Pirata di Arcore, Telecom, Melzo, l'Ente Nazionale Assistenza Volo - Agency for air traffic & aeronautical information e, in linea d'aria, lo scalo aeroportuale Roma - Porto Rotondo e ritorno.
Giuliana D'Olcese
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      Lettere
*Petulia Petuliorum*
A proposito di uova di gallina, una distinzione importantissima è d'obbligo tra uova di gallina con la pizzicata del gallo, riconoscibili per un mini nucleo dal colore più intenso, e uova di gallina senza la pizzicata del gallo. Nella seconda ipotesi anche i moralisti più intransigenti possono tranquillamente ingerire l'uovo di gallina, sodo o al tegamino, certi di non aver ucciso un pollo (gallo o gallina che sia), laddove nella prima ipotesi tale certezza non sussiste e potrebbe, pertanto, porsi qualche problema morale.
Giovanni Sferra, Magistrato in Roma
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Caro giudice, c'è uovo e uovo e c'è gallina e gallina...... gd'o
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Oh!... Ma nemmeno Le/vi basta?
Giusto sollevare dall'incarico chi accusa di omicidio chi mangia un uovo... anzi io lo internerei... Cosa può insegnare uno del genere, che non capisce che da un embrione di uovo nascerà un pulcino e da un embrione di uomo, nascerà un uomo?
Quanto ai milioni di catari uccisi, mi auguro che tu stia scherzando sulla cifra esorbitante e falsa!
Quanto invece alle "ingerenze"... se aiutano a far capire che il feto è un innocente che va rispettato o che la famiglia è formata da un uomo e una donna, allora spero che ci siano quante più ingerenze possibili! Mi fermo per non rubarle altro tempo e le dico che sono d'accordo con lei, quando dice che la religione di Stato non deve esistere, ma se poi religion di Stato la diventa il laicismo... beh... sarò contento di essere un cavaliere o un templare del 2000!!! Suo Yuri Buono
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Caro affezionato lettore Buono,
come in larghissimo uso tra i politici, talvolta, anche il Cittadino dice qualche puttanata. Ripassi un po' la Storia. Perdonato per l'affezione costante e fedele a questa rubrica. Alla prossima puttanata, se sua o mia fa lo stesso, sempre Cittadini attivi e partecipativi siamo e perciò, comunque, meritevoli. Gd'o
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*Petulia Petuliorum*? Adelante!!!
Dott. Mellia, Catania
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*Petulia Petuliorum*
Tutte verità. Tutte Tutte Tutte. Grazie, cordiali saluti. Bruno Gozzi
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*Petulia Petulorum* 
Per cortesia la smetta con queste mail che non interessano a nessuno. Giorgetto De Pasquali. Vimercate
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Caro el mi sciùr Giorgetto,
Veramente tra decine di migliaia di lettori lei è il primo a scrivermi che i miei articoli, sempre precisi ed informati, e informanti, non interessano. I lettori sono articolati, dibattono, mi danno torto o ragione, espongono con vitalità le loro opinioni affini o contrastanti ma non rappresentano mai l'isola dei morti.
Peccato che si perderà Petulia Petulorum 8 di prossima pubblicazione: Referenda e il Triangolo delle Bermuda.
il Pirata di Arcore, Telecom, Melzo-Novara, l'Enav Ente Nazionale Assistenza Volo - Agency for air traffic & aeronautical information e, in linea d'aria, lo scalo aeroportuale Roma - Porto Rotondo e ritorno.
Giuliana D'Olcese
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Petulia Petulorum*?!
     Le avete prese, oh che goduria le avete prese! E come se le avete prese. Tenetevi la Ferilli, Veronesi, la Montalcini e Pannella (in rigoroso ordine di Q.I.). Noi ci godiamo il trionfo. Se fate i bravi non finirete sul rogo... Alla prossima Giovanni Formicola
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E VABBE'...... Una volta a me e una a te. (,-).  Ma non mi dia del VOI siculo. Sono una, e trina.... GD'O
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*il Giorno dei lunghi Piselli dei Colonnelli - Fratelli - Piselli*
           e la Congiura della Caffettiera
 
Così si può stigmatizzare, a futura memoria, lo Storico 3 Giugno dell'Anno Domini 2005. Presi tre piccioni con una fava.
Data Storica che ha visto prima l'apoteosi delle Assemblee della Cultura del Pisello, alias dei Colonnelli - Fratelli - Piselli - Coltelli, di AN e UDC con spruzzi dei lunghi Piselli sparsi a pieno pisello dal Patto della Pera & del Casino e, a stretto giro di Pisello, postumi & commenti dell'Ateo Devoto. Il Pisellutissimo Giulianone Ferrara.
Due domande: Ma se non ci fosse stato il Referenda tutti questi Fratelli - Piselli - Coltelli come avrebbero fatto, tosto tosto, a tirare fuori le Pudenda toste toste viste e castrate tosto tosto nell'altrettanto Storica Giornata della Congiura della Caffettiera?
Congiura della Caffettiera fritta e magnata dai "fedelissimi" La Russa, Matteoli e Gasparri presi in flagranza di Congiura da uno stagista del quotidiano il Tempo mentre sorseggiavano l'Aperol della sommossa rimasta nel gargarozzo con la purga inflittagli tosto tosto da Fini che da Colonnelli li ha retrocessi sul campo a caporal sergenti di complemento
Ed ora, la terza Repubblica sarà la Repubblica dei Congiurati della Caffettiera e dei lunghi Piselli dei Colonnelli - Fratelli - Coltelli benedetti dall'accoppiata Ruini-Ratzinger?
Ha ragione Francesco Merlo che lucidamente, e coltamente, ha scritto: "(....) la voglia di proseguire nel suo "disordine" (disordine Ruiniano s'intende) oltre che "castigliano", prima ancora che pretesto politico dell'eterna campagna elettorale italiana, è roba da psicoanalisi, una sorta di inconscio outing pubblico delle proprie ripulse private. (leggi fobie sessuali). (...)".
Nel rinomato Patto della Pera, benedetto tosto tosto dall'accoppiata Ruini-Ratzinger & dall'Ateo Devoto il Pisellutissimo Ferrara, si è distinto, benedetto dall'accoppiata Ruini-Ratzinger & dall'Ateo Devoto il Pisellutissimo Ferrara, il re dei Casini - Fratelli - Piselli - Mezzotosti per il lungimirante outing su li cazzarielli sua privati giustificandoli con il fatto che "talora è difficile fare quel che si dovrebbe fare nella sessualità e nella famiglia" e, dall'alto del 5% del suo UDC, ha deciso per tutti gli italiani, tranne che per se' autorizzato a Divinis a costituire coppia di fatto e a figliare tosto tosto fuori dal matrimonio, che tutti gli italiani devono de-laicizzarsi, fustigarsi e clericalizzarsi in massa. Parola di Frà - Casini - Pisello - Coltello in Messaggero da Calta Girone.
Tra Frà - Casini - Pisello - Coltello in Messaggero da Calta Girone e Frà - Colonnello - Coltello - Pisello - Alemanno chi è er mejo Pisello - Coltello Tosto Tosto de la Checca?
Io voto per Frà - Alemanno - Colonnello - Pisello - Coltello che, a pisellate toste toste in faccia a Fini, è er mejo Pisello - Coltello de la Checca di AN e che così ha spiegato ai militanti la mancata defenestrazione di Fini da capo di AN, e conseguente riinvio della presa del potere dei Colonnelli Tosti Tosti: "Vi devo una spiegazione. Devo spiegarvi perchè dopo avere armato le truppe (leggi truppe armate contro Fini) non abbiamo (leggi noi colonnelli) dato il colpo decisivo (leggi colpo decisivo a Fini) ma abbiamo deciso di aspettare. Undici mesi. Al Randez Vous (leggi elezioni) dobbiamo arrivare in modo unitario.
C'è il tempo dei colpi ai fianchi (leggi colpi ai fianchi di Fini) e verrà il tempo del colpo finale". (leggi colpo finale a Fini).
Certo è che stì Colonnelli - Piselli - Coltelli so' proprio Piselluti e Tosti Tosti assai. Azzo!!!
Ecco i Maestri Piselluti Tosti Tosti che fanno scuola politica a peones e caporali - pisellini - coltellini alla maniera dell'"onorevole" Vascon che, se una cittadina elettrice si azzarda a solidarizzare con Fini, la manda a cagare di brutto subbito subbito subbito.
Conclusione psico-medico-sanitaria: A quanto ha scritto Francesco Merlo sulle esternazioni di Pera, "è roba da psicoanalisi", va aggiunto che, come è stato richiesto in sede legislativa per i Magistrati, va fatta subbito subbito subbito una legge per il test psico-attitudinale, preventivo, da fare anche a chi entra in politica e si candida al Parlamento e al Governo dello sventurato Paese.
In caso contrario, rischiamo tutti di ritrovarci un popolo di piselluti caporali mosci mosci. Popolo che, magari, sarà a immagine e somiglianza di certi fenomeni fobico - cripto - anal - piselluto che si nascondono nel Patto della Pera & dei Casini di Ferrara.
                 Giuliana D'Olcese http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
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*il Giorno dei lunghi Piselli*
Gentile Signora Giuliana D'Olcese Lei così intelligente, Lei che fa parte del bel mondo dell'alta borghesia milanese, abituata a stare dalla parte della "gente", del "popolo", che in cuor suo disprezza perchè considera misero, analfabeta ed ignorante, lasci perdere. Certi scritti non fanno ridere, ma semplicente piangere e non fanno neppure onore alla sua indubbia intelligenza.
Il referendum è stato perso, il dolore è stato grande, mi rendo conto, ma questa è la democrazia: vince chi ha più voti.
Scrivere certe stupidaggini va solo a suo totale svantaggio. Non si faccia prendere troppo la mano dal suo evidente livore perchè fa solo brutta figura. Auguri. Gian Cattani
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Ma perchè se la prende tanto Signor Cattani?!!!!!!
E' FORSE UN COLONNELLO-COLTELLO-PISELLUTO? O E' PERA? O E' CASINI CASIN DE' CASINI?
Io volevo proprio fare piangere. Mica ridere! Piangere dalla vergogna. Beh, ci sono riuscita.
Auguroni anche a lei. E, se lo conosce, mi saluti la purga Vascon (,-) gd'o
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Il Paese di merda ovverosia il Paese che se ne fotte di ricerca scientifica e statuti della vita.
L'esito del Referendum è un'ulteriore prova che, al di là delle convinzioni delle singole persone, noi viviamo in un Paese di merda. Questa è una nazione che non capisce un cazzo in massa, snobba i minimali della strumentazione democratica, se ne fotte di problemi fondamentali quali ricerca scientifica e statuti della vita. E' un Paese il cui Sud persiste nel fare da zavorra elettorale di fronte ai momenti politicamente decisivi e il cui Nord è capitanato da idioti sfatti dal benessere crasso e da ragiunatt che chiedono il ritorno alla lira ma sognano la Cermhania. Questo è uno Stivale bucato, la portaerei nel Mediterraneo ormai in secca, una landa in cui si affittano le spiagge e, se non si affittano, è tutto un Riminiriccione identico alle spiagge affittate. E' una provincia vaticana che pensa che spettrali e ossuti ominidi, con la zucchetta color porpora in testa, ancora abbiano ragioni civili da esprimere.
E' la melma dell'occidente e una disgrazia che l'oriente non si augura, quest'avanguardia del provincialismo e dello scazzo, che si sente invasa dalle scarpe cinesi ed è manipolata da lesbiche roche che nel tivvì spacciano spazzatura per realtà.
Mi vergogno profondamente di viverci, in questa merda, a poche ore dall'esito dei referendum. Dice: erano quesiti troppo difficili, esposti in forme astruse, la gente non capisce. Come se la gente, quest'odiosa palta sociologica a cui si è ridotta la comunità, non avesse il dovere e il diritto di farsi un'idea di un tema tanto centrale, tanto pressante, tanto radicato nel cuore del futuro di ognuno di noi. Fecondazione assistita e ricerca con le staminali: orizzonti terapeutici e statuti filosofici e civili fondamentali.
Ma la gente non ci ha la voglia, capisce solo i Costantini, le Melisse, i Valentinirossi che ciacolano le quattro regole di grammatica che hanno appreso e soloneggiano in un'azzurrina nullità.
La gente è ignorante e allora non deve decidere sui limiti della vita, sui vantaggi e gli svantaggi della bioetica e della manipolazione sperimentale. Fare uno sforzo per leggersi una paginata di Corriere della Sera su che cavolo è un embrione? Macché.
E' da tempo che vivo ogni mattina al bar situazioni da cappuccino mainstream e generalista, con gente che scambia embrioni per spermatozoi e chiude con battute chiaverecce. Non vivo a Milano, ma in una fiction con la Ferilli. Il pressapochismo e il disimpegno hanno raggiunto livelli sconfortanti. Anziché cogliere l'immensa possibilità di una decisione che, per una volta, sbaraglia le divisioni ideologiche, costringendo ammiratori dei gerarchi fascisti ad assumere posizioni superprogressiste ed ex bravi ragazzi radicali a esprimersi come Pio IX, questo Paese volta le spalle allo strumento della consultazione diretta, si accoccola nell'obnubilante torpore della parodia di democrazia a cui hanno ridotto mezzo continente. La dice lunga, la percentuale dei votanti al referendum, sulle chance di reinvenzione politica di questo Paese. Era una chance. Il risultato è che essa ha di fatto mostrato la pervicace inanità politica di ciò che si pretende trasversale e liberatorio, confermando al tempo stesso la funerea persistenza di punti di riferimento ormai sorpassati, schiacciati dal tempo e dagli errori commessi.
Un giornalista del servizio pubblico, che dovrebbe essere una persona dedita all'obbiettività, ha intervistato, con modulazioni che andavano dalla moquette allo zucchero filato alla prostrazione dei valvassini, un importante gerarca italiano della Chiesa cattolica. Questo cardinale, che è prossimo a essere sostituito dal nuovo Papa e non per colpa della prostata, enunciava logiche istituzionali che nulla hanno a che vedere con la fede e appartengono in toto a una prospettiva politica sull'esistenza.
Del resto, questo è un Paese che, pur professandosi cattolico, non crede assolutamente più a paradisi e inferni e, se interrogato mediante sondaggi dal quorum assicurato, non è davvero in grado di dire se l'ostia che saltuariamente ingurgita sia simbolica o davvero la carne fisica del Cristo. La Chiesa di questo Paese è cieca e perennemente parkinsonizzata, cristallizzata al momento in cui aprirono la breccia di Porta Pia. I vescovi italiani si pronunciano sul calcio e sull'Alzheimer. E' una Chiesa che non capisce davvero cosa sia e cosa stia dicendo il suo Pontefice, al di là delle superficiali apparenze. E' una Curia con tanto di giornale e versamento delle tasse. Si dovrebbe dare a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio, ma questi vogliono sia quel che è di Cesare sia quel che è di Dio. Dimenticano che per ogni Cesare c'è un Bruto.
Non si discute qui del "sì" e del "no". Si discute delle incredibili prese di posizione di vertici istituzionali che caldeggiano il non ricorso alle urne, che spacciano doveri elementari (su cui la democrazia si regge e attraverso i quali viene sentita propria) con diritti da zapping televisivo. Tatticismi, strategie minuscolissime rispetto all'enormità dei problemi affrontati, dinieghi a mezza voce, roboanti appelli da ex democristiani pronti a sfruttare una sconfitta totale dei cittadini, oltre che delle coppie sterili e dei ricercatori scientifici. Salvo poi, sulle stesse pagine che hanno imposto un martellamento surreale circa l'astensione (mai così prossima, in questo caso, all'astinenza) leggere le parole enfatiche di retori nazionalisti fuori tempo, che lamentano la fuga dei cervelli all'estero. Stiamo scherzando? Fossi un genetista, partirei stanotte per la California. Considerazioni ulteriori che non vengono fatte o si fanno a voce bassissima, mentre si vocifera mediaticamente sullo storico pellegrinaggio ciellino per l'astensione. Anzitutto è una elementare questione di fantastico. E' mai esistito un frangente del fantastico in cui l'umanità, intravvedendo una possibilità pratica di intervenire sulla materia, se ne sia astenuta? La materia su cui si votava doveva essere il pane di scrittori, artisti, intellettuali: gente che, a diverso titolo, si dovrebbe occupare di fantastico. Il fantastico è lo spalancamento delle possibilità nella storia.
L'assordante silenzio che in occasione del referendum la comunità intellettuale italiana ha fatto pervenire ai nostri padiglioni auricolari è sintomatico: non esiste una comunità intellettuale e, se esiste, è una comunità di gente che non si rende più conto che, in quanto intellettuali, ci si occupa precisamente di queste cose qui. Philip Dick se ne è occupato in tempi non sospetti, i nostri scrittori non se ne occupano manco in tempi sospetti. Ancora. Il ruolo vicario della politica. E' plausibile che l'arco costituzionale venga terremotato da questioni tanto centrali?
A cosa pensavano i rappresentanti politici quando stendevano o votavano quella legge?
Uno può considerare la legge 40 infame o legittima, ma ha il diritto di chiedersi a cosa pensavano i rappresentanti del popolo, democraticamente eletti, mentre votavano quegli articoli. Farsi trovare così impreparati, così spensieratamente approssimativi costituisce un sintomo di assoluta gravità. E' incancrenita più che mai la macchina della rappresentanza. I richiami della retorica ciampista sono ridicoli o deleteri, rispetto a questa, che è una realtà di fatto. L'istituzionalizzazione diviene un meccanismo pericolosamente vuoto e incerto, quando è privo del sentimento di appartenenza, cioè di validità, di rapporto tra popolo e politica.
Lo stato confusionale della classe cosiddetta dirigente, sovrapponibile a quello che ha colto i rappresentanti della Chiesa rispetto a cosa sia Dio, è il segnale di una debolezza intrinseca del processo democratico. Nell'indifferenza, e non negli applausi, cresce il rischio del collasso delle repubbliche. La strategia tecnocratica, che prevede un progressivo allontanamento del citoyen dalla politica, vive in questo momento il suo buco nero. E', storicamente, il momento in cui si fanno sentire le pressioni dei lumpen e che queste vengono intercettate e reinterpretate dalle destre estreme. Lo scivolamento nel coma prepolitico da parte degli italiani è uno stato di incertezza cronica: dove sarà direzionata quest'inerzia, non si sa. Non si sa nemmeno se verrà direzionata. Certo è che non si tratta di un segnale di salute. La febbre della democrazia si sta rovesciando una febbre e basta.
Urge una risposta di movimento. E' a coloro che sanno cercare, scavare, reperire ragioni che, a questo punto, si può rivolgere un appello. La mobilitazione di immaginario deve crescere di gradiente. Deve commistionarsi, cogliere ogni possibilità e suggestione che offra la comunità, nazionale o internazionale. Non si può affidare all'elaborazione di un odontotecnico brianzolo l'enorme dimostrazione di civiltà che la Francia ha fornito in occasione di un altro referendum, quello sulla Costituzione europea.
Bisogna comprendere che le battute grottesche degli odontoiatri brianzoli sono una sfida sul piano dell'immaginario, dell'interpretazione, della ricezione. Bisogna sottrarre terreno a chi direziona l'immaginario secondo traiettorie reazionarie.
In quest'opera, noi di Carmilla ci proviamo, ci abbiamo provato, continueremo a provarci.
di Giuseppe Genna Pubblicato il 13 Giugno 2005
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Pera, Ruini e un dialogo senza vie d'uscita
Intervenendo insieme al cardinale Camillo Ruini alla presentazione del libro del Papa "L'Europa di Benedetto", il presidente del Senato Marcello Pera ha dichiarato di accettare la sfida lanciata da Ratzinger ai laici, di agire cioè "come se Dio esistesse", pur precisando di non essersi convertito né di essere divenuto clericale. Il suo vorrebbe essere un crociano "non possiamo non dirci cristiani", ma Luigi Castaldi ha già suggerito di "lasciar riposare in pace Benedetto Croce".
Il laico devoto Pera lancia a sua volta una sfida al credente: "E' disposto a de-istituzionalizzarsi, a pensare che quella religione per lui irrinunciabile possa diventare una religione cristiana civile? La Chiesa è disposta a uscire dai privilegi" degli accordi concordatari e "farsi missione all'interno della società?". La domanda è stringente e coglie una contraddizione non da poco nella condotta della Chiesa e nelle argomentazioni di Ratzinger e Ruini, le cui risposte apparentemente ambigue a uno sguardo più attento appaiono ben più precise; anche se a Pera conviene tenere aperto il dialogo in vista della corsa al Quirinale.
E' Ratzinger stesso nel libro "Senza radici", ricorda Pera, a lodare il modello delle chiese libere americane, che predicano nella società, competono, e si fanno missionarie. "E' questa la via che la Chiesa e i credenti intendono perseguire?".
Una via per forza di cose a-concordataria? Secondo Pera la risposta sta nelle parole pronunciate dal cardinale Ruini l'11 febbraio scorso, all'Opera romana pellegrinaggi: "La cosiddetta religiosità civile americana, di carattere non confessionale ma di chiara impronta cristiana, sembra il modello meglio in grado di garantire, nell'attuale società libera e democratica, i fondamenti morali della convivenza e in ultima analisi una comune visione del mondo, cosicché la promozione della democrazia appaia un imperativo morale in sintonia con la fede religiosa". Tuttavia, la risposta del cardinale non si è fatta attendere ed è stata un garbato e velato no, non è disposta: "La Chiesa deve vivere in una società aperta. Ma è anche vero che non può essere solo religione civile perché perderebbe l'essenza profonda del suo essere comunità di fede".
Come in America si giura "Under God" senza che ciò costituisca una minaccia per la separazione fra Stato e Chiesa, anche in Europa il nuovo Trattato costituzionale potrebbe accogliere il riferimento alle radici cristiane (giudaico- si è perso per strada) se la Chiesa accettasse di rinunciare all'art. 52. Pera osserva che nel suo nuovo libro il Papa sembra richiamare proprio l'art. 52 del Trattato costituzionale europeo, che riconosce i concordati nazionali, come se fosse stato un errore da parte della Chiesa Cattolica ritenerlo sufficiente a compensare la perdita della menzione delle radici cristiane nel preambolo. Il prezzo che le chiese pagano per veder riconosciuti i rapporti concordatari che garantiscono diritti istituzionali e privilegi temporali, è l'esclusione del loro contenuto religioso dalle basi e dalla sfera pubblica dell'Europa. Ruini sostiene però che la Chiesa non ha potuto scegliere tra l'art. 52 e l'inclusione delle radici cristiane: "Non volevano darci né l'uno né l'altro". Strana obiezione. Alla fine, il riferimento alle radici cristiane non c'è, mentre l'art. 52 sì, dunque qualcuno la scelta deve pur averla fatta. Ruini si rammarica di aver dovuto accontentarsi del "piccolo" obiettivo e rinunciare al "grande". Verrebbe voglia di proporre uno scambio.
Dunque, il richiamo al modello americano di religiosità civile è strumentale. Per un verso Ratzinger e Ruini, lamentando "l'esclusione di Dio dalla coscienza pubblica" europea, rivendicano per la Chiesa cattolica la stessa rilevanza pubblica e la stessa libertà d'azione evangelizzatrice riconosciute alle religioni nella società americana. I laici non arroccati su vecchi princìpi dovrebbero convenire, ma del modello americano non si può prendere solo ciò che fa comodo. Infatti, per altro verso, la Chiesa rifiuta il presupposto inderogabile di quel modello: il rapporto a-concordatario fra Stato e chiese. Citando Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, potremmo affermare che Ratzinger e Ruini "reclamano la loro libertà in nome dei nostri principi" per negarla agli altri "in nome dei principi loro".
In cambio della non ingerenza della Chiesa cattolica nella vita politica e istituzionale dello Stato italiano, il concordato le assegna privilegi e benefici dovuti al fatto che è riconosciuta come religione degli italiani. Così, per esempio, riceve i finanziamenti dell'otto per mille e ottiene l'inserimento in ruolo degli insegnanti di religione. Cose intollerabili negli Stati Uniti, dove il primo emendamento vieta espressamente qualsiasi riconoscimento e sostegno di una religione da parte dello Stato.
Questo dialogo fra Pera e Ratzinger, fra laici e cattolici, dovrebbe essere necessario per aggiustare i confini di separazione fra Stato e Chiesa, mai "fissati in astratto e una volta per tutte". Trova la sua ragion d'essere nelle presunte difficoltà di entrambi a riconoscerli, mentre entrambi, a parole, quei confini non fanno che affermarli. Allora a quale scambio, a quale venirsi incontro, il dialogo dovrebbe approdare? A cosa porta questo dialogo se Pera chiede alla Chiesa cattolica di accettare la sfida di farsi religione civile sul modello americano a-concordatario ma Ratzinger-Ruini rispondono con altro? Il loro ambizioso progetto è sì quello di affermare il ruolo della Chiesa nella sfera pubblica, quindi di avere mani libere nella vita politica e istituzionale degli Stati, ma senza rinunciare ai privilegi concordatari, costituendo anzi a partire dall'Italia un nuovo modello da esportare in tutta Europa.
E' la conferma che Pera e Ratzinger si usano a vicenda: l'uno per ottenere il favore degli ambienti cattolici nella corsa al Quirinale, l'altro per far breccia nel mondo laico, indebolendone le capacità di difesa, e poter esercitare ingerenze senza dover mettere in discussione il regime concordatario: "Vedete che parte del mondo laico, quello perbene, non laicista, non relativista, accetta il dialogo per un nuovo ruolo della Chiesa?"
E' quindi lecito chiedersi se il progetto della Chiesa sia davvero una missione ri-evangelizzatrice per la rinascita della religiosità cristiana nella società europea sul modello della religione civile americana. Se così fosse infatti, dovrebbe prendere atto di alcuni recenti e autorevoli studi sulla religiosità nel mondo ("U.S. Stands Alone in its Embrace of Religion", Pew Research Center, 2002; "Sacred and Secular. Religion and Politics Worldwide" e "God, guns, and gays: Religion and Politics in the US and Western Europe", di Ronald Inglehart e Pippa Norris, 2004), che spiegano come mai la forza permanente dei valori religiosi e la vitalità della vita spirituale contraddistinguono gli Stati Uniti dalle altre nazioni ricche. La teoria del mercato religioso dimostra come l'intensa competizione tra una pluralità di confessioni libere e rivali possa generare tale fermento. Negli Stati Uniti le diverse religioni si fanno concorrenza per rispondere alla domanda di senso religioso esattamente come nel libero mercato le imprese competono tra loro per aggiudicarsi i clienti, cercando cioè di migliorare la qualità dei loro prodotti. Più concorrenza tra le religioni, migliore qualità dei servizi religiosi offerta, maggiore il numero dei credenti. La libertà religiosa e l'assenza di una chiesa concordataria che, come in Italia, detiene il monopolio sulle anime, contribuiscono all'affermazione del senso religioso come valore importante nella società americana. La Chiesa dovrebbe far propria l'intera lezione del modello americano e di classici del pensiero liberale come Alexis de Tocqueville, Adam Smith e Thomas Jefferson, che intuirono due secoli fa che il senso religioso, necessario per la libertà e le istituzioni democratiche, avrebbe tratto beneficio dalla completa separazione fra Stato e Chiesa.
Legando la propria autorevolezza alle leggi che regolano la convivenza civile e ai poteri terreni, "sacrifica l'avvenire in vista del presente e, ottenendo un potere che non le spetta, mette a repentaglio il suo potere legittimo". Ancora: divenendo potere politico, la religione "aumenta il suo potere su alcuni uomini, ma perde la speranza di regnare su tutti".
Come ha scritto Giuseppe Di Leo su il Riformista, "la separazione fra Stato e Chiesa negli Usa è espressione della tutela della religione dall'ingerenza statale; mentre in Europa essa vuole tutelare la politica da influenze religiose". In America, osservò il cattolico e liberale Tocqueville quasi due secoli fa, la libertà trova nel sentimento religioso i limiti e il ritegno morale che la rendono praticabile. Di più: è "necessario alla conservazione delle istituzioni democratiche". Il suo indebolimento, viceversa prepara i cittadini alla servitù: "E' il dispotismo che può non curarsi della fede, non la libertà". Tuttavia, se fin dalle origini, in America, politica e religione "furono d'accordo, e non cessano di esserlo, sulla separazione delle rispettive autorità", così non avvenne in Europa. Mentre qui "lo spirito di religione e lo spirito di libertà" procedevano "in senso contrario", negli Stati Uniti "regnavano intimamente uniti". I laici anche oggi combattono la Chiesa come apparato di potere mondano e nemico politico, non come avversario religioso; odiano la fede quando diviene l'opinione di un partito, non come una erronea credenza; e nel clero combattono l'amico del potere, non il rappresentante di Dio.
<di Federico Punzi>
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Volete abrogare una legge? Sì, no, non vale... Della serie, perchè stupirsi dell'astensione al referendum.
All'indomani dell'ultimo referendum evitato dalla maggioranza degli elettori (per la precisione dal 75% degli aventi diritto), molte le analisi e molte le colpe come pure le recriminazioni, ma anche molte le felicitazioni e i canti di vittoria. Da osservatorio sui lavori parlamentari aggiungiamo un dettaglio non da poco conto. I referendum che erano riusciti a superare il quorum e anche la maggioranza dei Si' necessaria per abrogare le leggi, che poi sono stati "disattesi" o "traditi" dai legislatori, che hanno deciso di far rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Queste considerazioni nascono in seguito alla visione della Proposta di Legge n.5620 depositata il 14 febbraio 2005 e dal titolo "Istituzione del Ministero per le politiche del turismo", il primo firmatario è l'on. Strano, ma a fargli compagnia ci sono anche da Biondi a Sgarbi, da Buontempo a Fiori, e molti altri. Il 18 aprile 1993 si tennero 8 referendum con una partecipazione del 77% e vennero abrogati 3 ministeri: le Partecipazioni Statali (SI' 90,1%), Agricoltura e Foreste (SI' 70,2%), Turismo e Spettacolo (SI' 82,3%), nonchè il finanziamento pubblico ai partiti (Si' 90,3%). Il finanziamento ai partiti è stato reintrodotto sotto la farsa del rimborso delle spese elettorali, il ministero dell'Agricoltura e Foreste è stato reintrodotto con il nome di Politiche agricole e forestali, e ora si tenta con l'Istituzione del Ministero per le politiche del turismo.
La nota più deludente è per la relazione di accompagnamento alla proposta di legge, neppure una riga dedicata a spiegare il perchè se ne chiede la re-introduzione. Si scrive solo che tale ministero è nato nel 59, è stato abrogato nel 93 e le competenze sono finite al Dipartimento del turismo presso la presidenza del consiglio dei ministri, dal 99 sono passate al ministero delle Attività Produttive, e con questa proposta se ne chiede la ri-nascita. Punto. Neppure una parola per dire che i cittadini avevano sbagliato nel 93 ad abrogare quel ministero, oppure a che le cose sono cambiate e che se nel 93 se ne poteva fare a meno, oggi non è più così.
Nulla. Il silenzio. E' indicativo del comportamento del Parlamento rispetto alle applicazioni dei referendum, e al rispetto della volontà elettorale. La conseguenza, inutile stupirsi, indignarsi o rallegrarsi del flop dell'ultimo referendum. Era negli atti.
Ci viene un dubbio: non è che negli stessi atti parlamentari era già stata depositata anche una proposta di legge per reintrodurre le parti di quella legge sulla procreazione assistita che è stata sottoposta a referendum lo scorso12/13 giugno?
Pronta per essere approvata qualora il referendum avesse visto una vittoria dei Si'? Non ci stupirebbe...
di Donatella Poretti
Stupidario Parlamentare http://www.aduc.it/dyn/stupidario/ , quindicinale curato da Donatella Poretti responsabile dell'ufficio stampa dell'Aduc, è edito sul portale dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, è un osservatorio sui lavori nelle Istituzioni in Europa, con particolare attenzione al Parlamento italiano e a quello europeo, con tutti i documenti integrali.
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La nuova vita nel nome di Allah, i convertiti.
Questo articolo spiega bene che cosa ha potuto spingere le persone ad una scelta masochista comew l'aderire al monoteismo.
Si tratta della fuga dalla libertà. Che accanto alle opportunità da anche la difficoltà di scegliere.
La gran parte delle persone sono animali da allevamento. Non sanno che farsene della possibilità di restare o di tornare liberi.
Preferiscono le certezze della gabbia. La rimozione della complessità della vita.
Ma non per avere un punto di vista più alto, come per i cammini iniziatici, bensì per chiudere gli occhi e non pensare più.
E in questa gabbia vorrebbero che entrassi anche tu perchè la sottomissione ai voleri del dio padrone diventa complicità con la sua pretesa di desertificare tutto e rendere tutti pecore. La libidine di servilismo si trasforma sempre in lussuria di dominio.
La  donna inglese che ora si fa chiamare Umm Rashid dice che una cosa decisiva è stata non dovere più perdere tanto tempo ed energie per scegliere che cosa mettersi addosso, comprare le scarpe giuste, abbinare la borsa. Ora: tunica nera e velo.
Per l´abbigliamento come per ogni altro aspetto della vita ha un precetto che la guida. Per un uomo olandese che aveva ricevuto un'educazione cattolica è stato un cartello appeso all'esterno di una chiesa di Amsterdam. Diceva: "Dedica 15 minuti a Dio". Spesso questi soggetti vengono strumentalizzati dagli estremisti. Una donna irlandese "assordata" dalle troppe opinioni, sceglie la voce di Maometto. Molti vengono da una vita sregolata e trovano equilibrio in una religione più severa.
di Gabriele Romagnoli La Repubblica - Domenica 17 luglio 2005