Sottoscrivo dalla prima
all'ultima parola.
Aggiungerei: tra un anno ci sono le politiche: si
riuscirà a far diventare questi temi oggetto del confronto tra le forze
politiche? Difficile, ma proviamoci. A presto e
buon voto. Antonio Bacchi
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Fare il gioco ( sporco
) di chi ti vuole muto e mosca,
andarsene al mare rilassati,
giocare coi castelli di sabbia e sotto la sabbia metterci la testa come gli
struzzi.
E' questo che il popolo italiano sta facendo,
mettere la testa sotto la sabbia. Le affermazioni strampalate degli
astensionisti sono "La vita non si vota". E i parlamentari che hanno fatto? "Il
quesito referendario tocca argomenti complicati su cui l'umile cittadino non è
tenuto ad esprimersi"... Ma ci credono così stupidi? Non abbiamo, noi cittadini,
coscienza e intelligenza per poter dire la nostra?
Il punto è solo questo. Dire la nostra, Si o No che
sia, sono entrambe posizioni rispettabili, ma diamine,
esprimiamoci.
Poche volte in Italia abbiamo la possibilità di
farci sentire e noi che facciamo? Ce ne andiamo al mare, infischiandocene di
tutto e di tutti. Io voterò, andrò a votare e invito tutti colore che abbiano
coscienza ad andare a votare. Diego Bruno
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Il Foglio. Nonostante
Ferrara, "Il Foglio"
vota Sì. Un grazie a Rossanda, Politi e Stella.
Come voteranno i giornalisti e i collaboratori de "Il Foglio", il quotidiano
che più suona la grancassa a favore del mantenimento della legge 40
sulla procreazione assistita? Del suo direttore Giuliano Ferrara, sappiamo:
prima schierato per il NO, ora ha fatto la più comoda scelta astensionista.
Ma gli altri? I risultati di questa consultazione interna sono stati
pubblicati dallo stesso "Foglio":
Si sono espressi in 96. Il 53 per cento ha intenzione di votare. Il
42 per cento vota quattro SI', quattro votano NO, si astiene il 45 per
cento. Quorum raggiunto. Il SI' all'abrogazione prevale. Insomma: Il
forsennato e spesso discutibile impegno del direttore Ferrara non convince
neppure la maggioranza dei suoi giornalisti. Evidentemente le dosi massicce
di "fogliate" propinateci per settimane, gli anatemi e i "piccoli" grandi
falsi alla Agnoli, non fanno breccia, risultano indigesti anche a chi
contribuisce a farle.
Prendiamo queste votazioni interne come auspicio
buono per quello che porteranno, domenica e lunedì prossimo, le vere
elezioni.
Anche se occorre molto più che un "Foglio" per fare
quorum.
Richiamo l'attenzione su tre articoli: Rossana Rossanda sul
"Manifesto"; Marco Politi, su "Repubblica", Gian Antonio Stella su "Magazine".
Gli argomenti, i toni e le atmosfere evocate, sono molto radicali, da
ritagliare e conservare, come da ritagliare e conservare è lo straordinario
articolo di Francesco Merlo di qualche giorno fa su "Repubblica". Ci fanno ben
sperare, e credere che sia possibile - anche se si tratta di merce sempre più
rara - un giornalismo diverso dalle cialtronate che troppe volte ci tocca
leggere e patire. Come l'altro giorno in Merlo, in Rossanda, in Politi e Stella
troviamo echi pannelliani: fanno uso di locuzioni che da Pannella abbiamo
sentito e letto anche in queste ore. Il segno di un comune sentire, che
evidentemente appartiene anche a persone che talvolta sono state (e sono) con
noi in severo e accigliato dissenso. E' motivo di conforto, costituisce un
"piccolo" segno da non sottovalutare: Forse, si è meno soli di quanto si è
tentati legittimamente di pensare; forse la compagnia è più numerosa, e
migliore, di quanto si creda. Anche di ciò bisognerà, davvero, trovare modo e
occasione di ragionare, discutere, dibattere. Per ora diciamo loro grazie.
Vittorio Baccelli Lucca http://baccelli1.interfree.it
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Vergogna!!!!
Con Ruini e
con questo Papa un po' scemo oltre che assai poco simpatico (a mio personale
avviso) in Italia abbiamo definitivamente chiuso. La Fallaci credo si sia
montata la testa. E poi usa sempre toni da crociata. Ho apprezzato quanto ha
scritto Sartori proprio in risposta alla Fallaci sull'embrione. Licio
Rossi
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CHE DISASTRO. PIANGO DA IERI. E PIANGERANNO CARO E AMARO LE
DONNE, MA
ANCHE GLI UOMINI,
ITALIANI PERCHE' MOLTI DIRITTI
CIVILI CONQUISTATI CON FATICA NEGLI ULTIMI ANNI SARANNO
SOTTRATTI.
CON QUESTA DECAPITAZIONE DEL
REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO COMINCIA UN' ERA BUIA E MEDIOEVALE.
E' LA MORTE DELLA
DEMOCRAZIA DIRETTA E DELLA LIBERTA' DI RICERCA SCIENTIFICA. ONORE AL CORRIERONE CHE SI E' BATTUTO COME
UN LEONE. FALLACI HA FATTO LA SUA PARTE DISTRUTTIVA COME FERRARA. IMPERDONABILI
E FOLLI. gd'o
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Il fatto che gli
oscurantisti non riconoscano l'immensa
idiozia
propinata dalla legge 40 sulla pesonalità giuridica
dell'embrione riconosciuto non appena spermatozoo e ovulo si incontrano,
dimostra un incredibile e demenziale integralismo che solo un popolo
"analfabetizzato" dal Grande Fratello e rincretinito dai preti poteva
accettare! In nessun paese del mondo si riconosce personalità giuridica
all'embrione appena formato. Solo degli ipocriti leccapiedi della chiesa che
vogliono impedire la fecondazione assistita, per restaurare il potere
clericale sui cittadini più deboli e ignoranti, potevano tirare fuori una simile
schifezza di legge. Tanto loro (gli ipocriti) andranno in Svizzera o negli Stati
Uniti non avendo problemi finanziari. Giovanni Oscar Sommariva
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Sedia & cappello
Roma, 14 giugno 2005.
Come si occupa la sedia con il cappello ."Non bisogna buttarla in politica".
Così aveva dichiarato ieri
13 giugno il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. Oggi, 14, invece dichiara "Penso che, con il risultato del
referendum, noi abbiamo l'assoluta certezza che i moderati in Italia sono la
maggioranza. Siamo la maggioranza del Paese". Berlusconi, quindi, nell'arco di
24 ore, smentisce se stesso e, soprattutto, attribuisce alla propria parte
politica il voto degli astenuti: dal "sono" passa al "siamo". Insomma la sedia
vuota è stata prontamente occupata con il cappello. Non sappiamo se i media
rileveranno questo triplo salto esplicativo, certo è che la capacità di cambiare
opinione e attribuirsi consensi non verificati ha dello sbalorditivo. Speriamo
che il cittadino, utente del servizio pubblico Rai, delle altre reti e dei media
in generale, se ne accorga.
Speriamo, perchè questo 8 Settembre della
partecipazione ci lascia sempre più dubbiosi. Primo Mastrantoni, segretario
Aduc.
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Subject: I Picchetti del disonore di Ruini.
Comunicato Stampa
Sent: Saturday, June 11, 2005 3:46 PM
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Re: From: Pierluigi de
Piccoli Figallo
Sent: Monday, June 13, 2005 11:58
PM
Lunedì 13 giugno. Le soluzioni sono due: o i picchetti del "disonore"
hanno spaventato i militonti o gli Italiano hanno ancora una coscienza
Cattolica, Apostolica e Romana. Personalmente, come milioni d'Italiani, ho
disertato le urne non per Ruini ma per la mia coscienza. Veda Lei, Pierluigi de
Piccoli
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Carissimi, risposta tardiva.
gd'o
Promessa di un mese fa mantenuta.
Prossimamente su questi schermi: "Referendum: il Pirata di Arcore, la Telecom e
l'ENAV"
(Ente Nazionale Assistenza al Volo - Agency for air traffic &
aeronautical information). gd'o
----
Referendum: Popoli e
buoi.
Quello italiano è "straordinariamente maturo". Il
marchio di garanzia è stato certificato da Ruini.
Roma, 14 giugno 2005 tratto
da "I Corsivi del Diavoletto".
-----
Ruini detiene il Primato del Marchio
depositato "la Vittoria della Pecora Dolly".
Il Popppolo Italiano Clonato Mazziato
Strunziato Cornuto e Contento. E meno male che che la Pecora Dolly ha avuto vita
breve. gd'o
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Caro direttore Feltri, sa
che le dico?
Che condivido pienamente la sua idea e il
suggerimento dato a Fini di completare quei passaggi politici che da Alleanza
Nazionale lo porterebbero ad essere il Leader del Centrodestra prendendo le
redini di Forza Italia. Berlusconi, qualora progettasse il passaggio di mano
della sua leaderschip, non potrebbe fare scelta più brillante e lungimirante e
Fini pure. L'essersi schierato con il fronte referendario dando una mano di blu
a Ruini e così non tradendo quella grande tradizione di democrazia diretta
propria ad AN, pone Fini come punta di lancia e rappresentante di una società
che vede come stella polare il progresso e privilegia il futurismo.
Quindi, Fini può lasciare senza rimpianti al loro
destinuccio politicuccio quei colonnelli palla al piede che rappresentano il
passatismo mentre, lui, è il moderno Marinetti della politica. Gianfranco Fini,
oltretutto, ha un petit gree di politico e di uomo perbene, rigoroso e
incorruttibile. Mai preso denaro illecito da mani illecite. Il che, oggi, non
guasta. Auguri! Giuliana D'Olcese
-----
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
- Coordinamento Regionale del
Piemonte.
Referendum. I missini non hanno mai considerato
edificante l'astensionismo verso qualunque forma d'espressione popolare: che
fossero elezioni, referendum o altro abbiamo sempre ritenuto recarci alle urne
per ribadire una posizione maturata da anni di militanza e cultura politica. E'
quindi con una certa riluttanza che dobbiamo, in questa particolare situazione,
essere soddisfatti dell'esito referendario. In questo frangente infatti
l'astensionismo assume un valore politico, etico, morale: le revisioni alla
legge 40 proposte dal comitato referendario erano inaccettabili poiché violavano
quella sacralità della vita che non ci è dato di mettere in discussione ne' ai
voti. Molti esponenti della comunità scientifica si erano già espressi a favore
della normativa vigente, poiché considerata uno strumento in grado di porre dei
paletti all'aberrante fenomeno della manipolazione genetica. In ragione di
presupposti, futuri, scenari di ricerca si potrebbe giungere persino alla
clonazione umana, sorta di generazione innaturale di chi vuole sostituirsi (per
chi è credente) a Dio o, comunque, agli equilibri naturali. Come non abbiamo la
facoltà di prendere il posto di medici e scienziati, non possiamo nemmeno
sostituirci ai cicli della natura, è importante quindi che abbia vinto oggi
l'astensionismo attivo, perché consapevole e supportato da innumerevoli tesi
culturali, morali e spirituali. Astenersi non è perciò, solo un diritto, ma un
dovere, laico e anche cristiano, dinanzi alla possibilità che si creino terreni
fertili alla speculazione. Bene quindi se la maggioranza degli italiani non è
andata a votare: ogni voto era per noi un insulto alla sacralità della
vita.
Il Segretario Regionale.Valerio Cignetti
-----
Salve Cignetti SFT
Piemonte.
Sì, conosco l'impegno e il credo
Costituzional-Referendario di AN e del MSFT sia per fama che per avere
partecipato a due Referendum nel cui Comitato promotore c'erano l'On. Gianfranco
Fini, Segretario di AN, e l'attuale Sottosegretario al Tesoro che, per la
verità, erano tra i più seriamente impegnati. Il fatto è che, almeno
all'apparenza, l'attuale Ministro degli esteri e Vicepresidente del Consiglio
dei Ministri, On. Fini, da' l'idea del rigore e della credibilità istituzionale
e politica in quanto mai smentisce se stesso.
Ma anche di semplice cittadino. E, almeno all'apparenza, non trasmette mai
intenti di bottega o di speculazioni di bassa cucina embrional-politica. Auguri
per la vittoria ai vincitori e, a noi antiastensionisti sconfitti, ma ancora
convinti, l'onore delle armi.
La prossima nota, -la avevo annunciata un mese fa- sarà "Referendum: il
Pirata di Arcore, la Telecom e l'ENAV" (Ente Nazionale Assistenza al Volo -
Agency for air traffic & aeronautical information). Tre entità che con un
amico avvocato che mi assisterà gratis et amore Dei nel Giudizio civile e penale
che, per non turbare i miei lettori, o deviarli da giuste o ingiuste cause, ora,
a Referendum conclusosi mi appresto a citare in Giudizio e a raccontarne le
"gesta" informatiche. Naturalmente, come sempre, non mancherò di diramare la mia
nota all'intero Parlamento, al Governo, Ministeri, partiti politici ecc. ecc.
ecc., mentre alla massa dei lettori, come mi sono precauzionata di fare da
un bel po', arriverà da quei lettori che ho selezionato e che hanno accettato di
ricevere da me il dischetto con l'articolo che loro, non io, inoltreranno
ciascuno a mille altri lettori in modo che mettere "il sale sulla coda" dei
migliaia di internauti anonimi diventi troppo complicato e costoso per quei
settori dello Stato di cui si è recentemente letto che hanno già un debito di 14
miliardi da pagare a Telekom e provider per lo spionaggio informatico sui
cittadini.
Ricordate l'articolo apparso qua e la' sulla stampa "Echelon
all'italiana"? Saludos amigos! GD'O
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Testimonianze che restano 1.
Giugno 2005 - Le Leggi di Natura e la Lotta alla
Sofferenza
La scienza deve servire a far crescere
l'umanità di ogni persona, non a
distruggerla
di Rita Levi
Montalcini
Nel programma genetico di tutti gli esseri viventi,
incluso l'uomo, la morte è un processo naturale programmato, che assolve la
morte stessa dalla definizione di evento crudele. Non è generalmente noto che la
morte programmata, definita con il termine di "apoptosi", colpisce centinaia di
milioni di cellule, sia in via di sviluppo che nell'organismo adulto e come tale
non è soggetta alla decisione umana. Il trattamento degli embrioni
crio-congelati, considerato nel referendum per la revisione della legge 40, è
quello che provoca maggiore dissenso. La loro produzione in sovrannumeero li
sottopone alla possibilità di vivere o di morire.
*Non considerando
l'eventuale utilizzo e quindi anche la buona riuscita nell'impianto uterino,
quale è il destino degli embrioni in sovrannumero? Mi associo a quanto ha
affermato, l'amico scienziato Renato Dulbecco, che gli embrioni precoci sono un
esiguo "cumulo di poche cellule e che se lasciati a se stessi non potrebbero in
alcun modo sopravvivere e svilupparsi". Quindi questo esiguo cumulo di cellule
va incontro a morte, in base a una legge di natura. Una morte questa priva di
sofferenza non essendo l'embrione, nello stadio precoce, dotato di un sistema
nervoso. Allo stesso tempo, il loro non utilizzo preclude, a priori, la facoltà
di usare le cellule staminali che rappresentano un prezioso patrimonio "di
vita", che in un prossimo futuro potrebbe essere usato come terapia di malattie
neurodegenerative o di altra natura a tutt'oggi incurabili.
L'accanimento contro la creazione e l'uso di
embrioni tramite la fecondazione medicalmente assistita non tiene conto
dell'esigenza "in primis" di: -consentire nuove cure per malattie come
l'Alzheimer, il Parkinson, il diabete, le cardiopatie, i tumori; -tutelare la
salute della donna; -affermare i diritti delle persone già nate che non possono
essere considerati alla pari di quelli dell'embrione e difendere la libertà di
autodeterminazione delle donne già riconosciuta con la legge 194; -consentire,
seppure con le dovute limitazioni, la fecondazione eterologa. *Quali sono i
valori da salvaguardare in una società che si considera progredita?
Innanzitutto quello di tutelare la dignità e la
libertà dell'individuo umano. Di conseguenza la possibilità di utilizzare gli
sviluppi scientifici e metterli al servizio della
sua stessa dignità e libertà. La scienza è per l'uomo e non
viceversa.
*Che cosa ha spinto l'uomo stesso a divenire uno
scienziato se non il desiderio di essere più uomo?
La scienza deve servire a far crescere l'umanità di
ogni persona, non a distruggerla.
L'ingegneria genetica prospetta oggi un
futuro migliore per l'essere umano: dalla produzione di nuovi farmaci alla
diagnosi preimpianto uterino dell'embrione e alla possibilità di eliminare
difetti genetici, al miglioramento quantitativo e qualitativo della produzione
agroalimentare. Seppure non sia mai stato oggetto di considerazione, in ognuna
delle citate condizioni, la scienza gioca anche il ruolo di combattere il
dolore, sinonimo di sofferenza fisica e morale. Nello "statuto" della natura non
esiste il gene preposto a fronteggiare la sofferenza, che negli appartenenti
alla specie umana, colpisce e precede la morte: "il dolore si alimenta e si
genuflette nelle pieghe della vita". Una tribolazione questa che acquisisce un
carattere sinistro e angosciante particolarmente nel caso di centinaia di
milioni di bambini che nei paesi in via di sviluppo, ne fanno una tragica
esperienza, subendo deprivazioni e conseguenze legate alla fame e alle malattie,
prima ancora di usufruire della proprietà del linguaggio. Non rientrando,
quindi, la sofferenza come la morte, nelle leggi naturali, è non soltanto
lecito, ma mandatario lenirla se non addirittura eliminarla.
Il compito di prevenire la sofferenza (dalla quale
sono esenti gli embrioni precoci) spetta "agli addetti ai lavori".
Una facoltà questa di competenza degli scienziati,
al fine di garantire una qualità e una dignità di vita degna di essere vissuta.
Testimonianze che restano 2. Risposta dell'oncologo Professor Umberto Veronesi all'articolo di Oriana Fallaci
apparso il 6.06.2005 sul Corriere
della Sera, concernente la posizione astensionista presa e sostenuta della
scrittrice sul Referendum svoltosi il 12 e 13 Giugno 2005. L'oncologo scrive al
Corriere della Sera per replicare alle accuse di eugenetica
rivolte al fronte del Sì dalla scrittrice fiorentina
*****
Carissima Oriana, ho letto con molto interesse il
tuo lungo articolo pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì scorso, che
getta un'ombra preoccupata sulla cultura occidentale, sempre più povera di
valori e sempre più invasa da istanze materialistiche.
Non voglio entrare nel
merito di questo dibattito, che è stato anche oggetto del mio ultimo libro, ma,
poiché tu inizi l'articolo con i referendum e lo termini con i referendum,
vorrei illustrarti le ragioni per cui ho deciso di schierarmi per l'abolizione
di alcuni punti della legge 40, in modo che tu non voglia classificarmi fra i
seguaci di Mengele. Per inciso, sai che ho partecipato, giovanissimo, alla
Resistenza contro l'occupazione nazista e che tutti i miei sette figli sono
stati educati alla libertà, alla tolleranza e alla lotta contro ogni forma di
razzismo e di fanatismo ideologico o religioso, in linea, tra l'altro, con il
tuo pensiero di sempre.
Molti mi chiedono come mai io, che mi occupo di
chirurgia di tumori del seno, a cui ho dedicato tutta la mia vita, mi sono
attivato nei riguardi di una legge sulla fecondazione assistita, una questione
apparentemente lontana dalla mia attività professionale. Invece, pensa, il
problema mi si è posto proprio quando ho dovuto comunicare la diagnosi di tumore
al seno a giovani donne non ancora madri. Oggi l'età del primo figlio si è
spostata dai 20-25 anni ai 30-35 e anche 40 anni, una fascia in cui questo
tumore non è così infrequente. Sai qual è stata costantemente la loro domanda?
"Professore, avrò ancora la possibilità di avere figli?".
Tu sai che nelle
donne giovani le terapie antitumorali (radioterapia, chemioterapia, blocco
ormonale) spesso conducono all'infertilità. Come abbiamo allora pensato di
risolvere la dolorosa condizione di una donna che, oltre alla diagnosi di una
malattia seria, vede vanificarsi il suo progetto di vita, cioè l'aspirazione ad
avere un figlio? Proprio con la fecondazione assistita.
Un ovocita della
paziente e il seme del marito vengono fatti incontrare in provetta; l'uovo, una
volta fecondato, viene congelato e al termine delle terapie oncologiche viene
trasferito nell'utero della donna, che potrà quindi soddisfare il suo bisogno
più naturale e più umano, quello diventare madre. Ora questo con la legge 40 non
si può più fare. Non ti sembra una crudeltà?
A me sembra che si voglia quasi infierire su un
essere già in grave disagio esistenziale. Un secondo aspetto legato al progetto
procreativo della donna riguarda le malattie genetiche. Anche in questo caso si
tratta di un problema che è diventato importante negli ultimi decenni perché,
avvenendo le gravidanze in età sempre più matura, sono più a rischio di difetti
nel nascituro.
Per fare un esempio una gravidanza a 20 anni ha un
rischio di un bambino Down di 1 su 2000, a 30 anni di 1 su 300, a 40 anni di 1
su 30. Con la possibilità di diagnosi prenatale (ecografia, esame del liquido
amniotico o dei villi coriali) quasi tutte le donne incinte di età più matura si
preoccupano di verificare lo stato di salute del feto che cresce nel proprio
utero. Se gli esami dimostrano la presenza della famosa "Trisomia 21" (che
significa che il cromosoma 21, invece di essere doppio, è triplo) la donna ne
viene informata, lasciandole la scelta se portare a termine la gravidanza o se
interromperla. Il 90 per cento delle donne europee chiede l'interruzione. Non si
tratta di eugenetica o selezione razziale. Semplicemente queste donne non
ritengono di essere in grado, perché sono sole o hanno un lavoro pesante o non
hanno i mezzi, di seguire, come si dovrebbe, un bambino in difficoltà gravi. Il
prezzo di questa scelta dolorosa è l'aborto, con tutta la sofferenza che lo
accompagna.
Proprio per evitare l'aborto, noi pensiamo sarebbe utile poter
avere la diagnosi di "Trisomia 21" in anticipo, prima della gravidanza, proprio
al momento della fecondazione, in modo che l'embrione, se difettoso, non venga
inserito nell'utero, evitando quindi una gravidanza che sfocerebbe nel 90 per
cento dei casi in un aborto. Questo è solo un esempio che cito perché è fra i
più comuni, ma ci sono malattie genetiche molto più gravi (la Corea di
Huntington, la distrofia muscolare progressiva, la fibrosi cistica e altre
ancora) per cui vale lo stesso discorso. Solo due parole, ancora, sulle cellule
staminali. Nessuno vuole creare embrioni per avere cellule staminali, come
nessuno scienziato pensa alla clonazione dell'uomo. Vogliamo solo sapere cosa si
intende fare degli embrioni "sovrannumerari" già congelati nei frigoriferi o che
verranno congelati in futuro.
La legge 40 contempla infatti che in casi
particolari sia permesso crioconservare gli embrioni e noi già sappiamo che non
saranno pochi ad avere questo destino. Infatti, se dopo la fecondazione, il
proprio ovocita non può essere trasferito nell'utero, perché la donna si è
ammalata o ha avuto un incidente o semplicemente perché ha cambiato idea, questo
viene allora crioconservato.
A questo punto (e ciò vale per i 30.000 embrioni
congelati presenti oggi nei laboratori italiani) o viene messo in frigorifero e
condannato a morire o viene fatto vivere sotto forma di cellule staminali, con
una missione terapeutica. Tertium non datur.
Non vi sono
altre scelte. Mi pare di capire che tu sei per la prima soluzione: di abbandono
nel frigorifero. Io, da medico che vive quotidianamente la sofferenza di tante
malattie degenerative, penso sia più umana la seconda strada. Su un punto
importante sono invece d'accordo con te. Quando fai rilevare che il Comitato
Nazionale di Bioetica, a impronta cattolica, ha unanimemente espresso parere
favorevole all'uso di cellule staminali da feti abortiti. Come possono persone,
che certamente si erano opposte alle legge 194 sull'aborto, accettare di
utilizzare cellule che provengono proprio da quello che è considerato uno dei
più gravi peccati condannati dalla Chiesa? Dove sono finiti, come dici tu, i
valori assoluti? Non siamo invece in pieno "utilitarismo" o in pieno
"relativismo"? Questo mi porta al tema centrale della discussione in corso: la
legge 40 sulla fecondazione assistita e la legge 194 sull'interruzione di
gravidanza sono in palese contrasto. La prima conferisce all'embrione in
provetta il diritto a non essere soppresso, la seconda, subito dopo, gli toglie
lo stesso diritto quando cresce nell'utero materno. È raro trovare una tale
incoerenza in qualsiasi legislazione del mondo. Penso che chi ha votato a favore
della legge sull'aborto (anche tu l'hai votata) non possa accettare la legge 40.
Viceversa chi è favorevole alla legge 40 deve coerentemente battersi per la
immediata soppressione della legge 194 perché le due leggi così come sono non
possono coesistere. Non è solo un'assurdità giuridica (che alcuni fra i migliori
giuristi italiani hanno ripetutamente fatto rilevare), ma è anche una
contraddizione etico-filosofica nei contenuti. A meno di non correggere alcuni
punti della legge 40 per renderla compatibile con la precedente 194, che è
proprio quello che chiede questo referendum.
Referendum, politica e
civiltà
Domani e lunedì si vota. Oggi si può trarre un
bilancio della campagna referendaria e mettere in guardia per quando si
commenteranno i risultati. Come spesso capita, gli ultimi giorni di campagna si
sono fatti concitati, e qualcuno ha straparlato.
E' bene ricordare, allora, che gli italiani non
sono chiamati a decidere se è consentita o meno la fecondazione medicalmente
assistita, ma solo alcuni aspetti particolari. Chi vede nella provetta e nella
fecondazione non come "natura vuole" una specie di rinascita dell'eugenetica
nazista, oltre ad essere un filino alterato, ha sbagliato momento per parlare:
avrebbe dovuto infiammarsi quando la legge fu approvata. Oggi, sia che vincano i
Sì, i No o l'astensione, la legge continuerà a consentirla.
Si stia attenti,
lunedì pomeriggio, a non dire, in nessun caso, che hanno vinto i cattolici, o i
laici, la destra o la sinistra.
Ci sono fior di cattolici che saranno andati a
votare, o che hanno dichiarato di votare Sì, e ci sono fior di laici che si sono
convertiti al contrario. Fini è cattolico e di destra, ed avrà votato tre Sì.
Rutelli è cattolico e di sinistra, e si sarà astenuto; Pera è laico nel centro
destra, ed avrà fatto come Rutelli; Fassino è un laico nella sinistra, ed avrà
votato come Fini in tre casi su quattro.
La partita più importante si gioca sul quorum.
Diciamolo: Se andrà a votare solo il 30% degli italiani, sarà una vittoria del
fronte astensionista. Se il quorum mancasse per non più di una ventina di punti,
considerando che il 20% è il tasso minimo di astensione fisiologica, vorrebbe
dire che canterà vittoria chi avrà truccato le carte. Anche in questo caso, il
trucco è trasversale:
Hanno fatto campagna per l'astensione Follini,
Storace, Franceschini e la Garavaglia; hanno fatto campagna per il voto
Prestigiacomo, Del Pennino, Bertinotti e Prodi. Ha detto Casini che chi non
andrà a votare non dovrà essere considerato un cittadino di serie B. Ha ragione,
non credo vi siano, in nessun caso, cittadini di livello inferiore. Aggiungo,
però, che la seconda e la terza carica dello Stato, invitando alla rinuncia al
voto, in quanto a senso delle istituzioni, non gareggiano di certo nel girone
principale. Io andrò a votare. Voterò tre Sì convinti per la libertà di ricerca
sulle cellule staminali, la crioconservazione, l'elasticità nel numero di
ovociti da fecondare, l'individuazione di malattie genetiche al momento del
concepimento, contro la mostruosità giuridica ed umana di considerare "uomo"
l'ovulo fecondato (già, e perché non li battezzano?). Mantengo i miei dubbi
sulla fecondazione eterologa, ma non per le cose che ho sentito sulla certezza
parentale, bensì perché la maternità e la paternità non credo siano dei diritti,
da perseguire ad ogni costo. Detto questo, però, non lo sento come un problema
politico. Mi chiedono di dire la mia, ed io lo faccio. Se lo farà la maggioranza
degli italiani, quale che sia la loro, ci sentiremo meglio.
Davide
Giacalone - 11 giugno 2005 www.davidegiacalone.it